NEWS2006 

DICEMBRE 2006


 

"Il totem del lupo", scandaloso romanzo cinese 

che esalta la vita nomade della Mongolia

29 dicembre - Un intenso inno alla cultura nomade della Mongolia e uno schiaffo doloroso per la Cina post maoista: è la sintesi de "Il totem del lupo",  undici milioni di copie diffuse in Cina, tra quelle ufficiali e quelle "clandestine", il più grande successo commerciale della letteratura asiatica dopo il Libro rosso di Mao. E anche in questo caso la politica c'entra: dietro lo pseudonimo Rong Jiang si cela un intellettuale dissidente cinese che racconta la storia di Chen Zen, un giovane inviato dal regime nelle steppe della Mongolia per diffondere il credo comunista. Ma l'impatto con la cultura ancestrale dei nomadi e i ritmi della natura diventano un richiamo irresistibile e la missione fatalmente fallisce. Per il giovane comincia però una vita diversa, migliore, serena, all'insegna del "lupo", il simbolo del nomadismo. Questo romanzo fiume (costato sei anni di lavoro duro e ripetuti rischi di condanna) è in parte autobiografico: l'autore ha effettivamente abbandonato la Cina per trascorrere undici anni nelle gher della Mongolia prima di tornare a Pechino dove insegna economia politica. Mondadori è la prima casa editrice occidentale a pubblicare il romanzo (652 pagine, 19 euro) e anche Anche in Italia "Il totem del lupo" è già entrato nella classifica dei libri più venduti. Un estratto del volume e tutte le altre pubblicazioni sulla Mongolia nella sezione Libri

 

Gengis Khan domina ora

la piazza principale 

di Ulaanbaatar:

ecco le prima foto

27 dicembre - Ecco le prime foto (scattate dalla nostra amica Dulam) della nuova piazza principale di Ulaanbaatar. In occasione degli 800 anni dalla fondazione del grande impero mongolo, è stato costruito, davanti al Parlamento e alla statua dell'eroe Sukhebaatar (che dà il nome alla piazza), un vero e proprio mausoleo dedicato a Gengis Khan con una grande statua centrale, protetta da un sontuoso colonnato e da due guerrieri a cavallo. Non è escluso che presto anche la piazza cambi nome e venga dedicata al grande condottiero, così come è accaduto sempre nel 2006 all'aeroporto internazionale di Ulaanbaatar, che è stato ribattezzato Gengis Khan. Per ricordare chi è stato Gengis Khan, consultate la relativa sezione dedicata al leggendario Temujin. Clicca qui

 

 

Una gher mongola in piazza a Bologna

Syusy Blady: "Nomadizziamoci anche noi"

21 dicembre - Ha colpito nel segno la suggestiva e provocatoria iniziativa di Syusy Blady (a sinistra) che ha piazzato una vera gher nel centro di Bologna invitando la gente a provare l'emozione di essere nomade. Dal 18 al 21 dicembre piazza Santo Stefano ha ospitato una tradizionale tenda mongola di 9 metri di diametro (foto sotto), aperta al pubblico nell'ambito del progetto "Nomadizziamoci". "In Mongolia - ha detto Syusy Blady - il 90% delle persone vive da nomade: le loro tende sono di legno e di feltro, sono smontabili e rimontabili in poco tempo, trasportabili coi cammelli. Queste tende permettono di vivere a temperature molto elevate e molto basse, in luoghi diversi: dai più ai meno 40°. I mongoli vivono così dai tempi del Neolitico. Questo vuol dire che sono meno invasivi, che c’è un altro approccio al territorio, che viene vissuto in modo ecocompatibile".

 


L'uomo più alto del mondo (un mongolo) salva due delfini

estraendo con le mani sacchetti di plastica dal loro stomaco

18 dicembre - Infila le sue lunghe braccia nello stomaco di due delfini e li salva. Straordinaria impresa dell'uomo più alto del mondo, Xiao Bishun, 55 anni della Mongolia Interna. Grazie ai suoi 2,36 di altezza, ma soprattutto grazie ai suoi chilometrici arti, ha estratto dei sacchetti di plastica ingeriti da due delfini di un acquario della provincia cinese di Liaoling. L'operazione, perfettamente riuscita, è stata assai delicata perché lo stomaco dei cetacei è molto particolare. Con estrema delicatezza, Xiao ha eseguito l'estrazione e i due delfini sono tornati prontamente a nuotare quando ormai la loro sorte sembrava segnata. Nella foto (pubblicata anche in prima pagina dal Times di Londra), un momento dell'operazione.

 

Sono diventati 15 gli allori mongoli ai Giochi Asiatici

15 dicembre - La Mongolia chiude i Giochi Asiatici di Doha, nel Qatar, con un bilancio lusinghiero: 15 gli allori complessivi di cui 2 medaglie d'oro, 5 d'argento e 8 di bronzo. La nazionale mongola si è distinta soprattutto nelle discipline di combattimento: 14 podi nel judo, pugilato e lotta, più il bronzo nel tiro con la pistola a squadre da 25 metri con la campionessa del mondo Gundegmaa. La Cina ha dominato la manifestazione aggiudicandosi 316 medaglie, davanti a Corea e Giappone. La MOngolia ha chiuso al 21° posto su 47 nazioni partecipanti.

 

Mongolia protagonista ai Giochi Asiatici

Conquistate già 7 medaglie, due d'oro

6 dicembre 2006 - Sette medaglie nel carniere della Mongolia dopo le prime giornate dei quindicesimi Giochi Asiatici in corso di svolgimento a Doha, nel Qatar. Due fin'ora gli ori per la nazionale mongola che occupa l'ottavo posto sui 45 Paesi presenti. Le medaglie d'oro sono venute dal judo maschile: Nyamkhuu Damdinsuren (nella foto mentre batte in finale il cinese Guo), nella categoria fino a 81 chili e Tsagaanbaatar Haskhbaatar nella categoria fino a 66 chili. Ma la competizione non è ancora finita e la Mongolia potrebbe riservare molte altre sorprese. A presto per gli aggiornamenti. Per conoscerli in tempo reale, cliccare qui (sito ufficiale degli Asian Games)

NOVEMBRE 2006


Esercitazione antiterrorismo a bordo,

ma i passeggeri non lo sanno

Un episodio drammatico ed esilarante nello stesso tempo è accaduto a bordo di un volo interno mongolo, partito dal sud del Paese e atterrato all’aeroporto di Ulaanbaatar (foto). I servizi segreti mongoli hanno eseguito un’esercitazione antiterrorismo e antidirottamento senza però avvisare i passeggeri a bordo, che hanno vissuto un’ora e mezza di puro terrore. Nella messinscena quattro uomini sono penetrati nell’abitacolo dell’aereo e armi in pugno hanno legato i piloti e minacciato pesantemente i passeggeri: una donna è stata addirittura ferita leggermente. Dorlig, un giornalista presente a bordo, ha raccontato l’accaduto nei dettagli scatenando una valanga di polemiche. La polizia mongola ha invece difeso l’azione, verificando fra l’altro che attualmente esplosivi e pistole possono essere portati all’interno dell’aeroporto e dei velivoli senza essere intercettati.

 

Il mongolo Asashoryu ancora sul trono mondiale del sumo

Il mongolo Asashoryu si conferma il più forte lottatore di sumo del mondo, trionfando con una giornata di anticipo nel Kyushu basho di Tokyo, un vero e proprio campionato mondiale. Dalla cronaca di Piefranco Speziani (www.sumo.it): “Il grande Mago Mongolo conclude la 14° giornata con un’altra prodezza e il 19° susho in bacheca. Sempre aggressivo e pronto a scattare Asa impatta Kotooshu e si porta in quella posizione che solo lui riesce a mantenere senza perdere l’equilibrio o rischiare l’hatakikomi sistematico”. Per altre informazioni su Asashoryu e sugli altri protagonisti mongoli del sumo vedi sezione Sport. Oppure alla sezione Asashoryu.

 

Via ai Giochi Asiatici in Qatar 

Mongolia presente con 157 atleti

Hanno preso il via a Doha, in Qatar, i Giochi Asiatici giunti alla 15° edizione. Anche la Mongolia sarà fra i protagonisti con 157 atleti partecipanti sui 7.500 complessivi, provenienti da 45 Paesi. Attesi in particolare gli atleti di tiro con la pistola (c’è la campionessa del mondo Gundegmaa), di tiro con l’arco, di judo e di lotta. Per vedere tutti i nomi e le caratteristiche degli atleti mongoli basta cliccare qui. Seguiremo l’esito delle gare che si concluderanno il 15 dicembre. Nella foto, una fase dell’incontro di pallavolo Libano-Mongolia, gara di qualificazione ai Giochi: il muro della Mongolia, in maglia bianca, è formato da Batsaikhan e Renchin).  

 

Un satellitare Gps per salvare

le antilopi saiga dall'estinzione

Collari con trasmettitori satellitari Gps per salvare la saiga, l'ormai rara antilope della Mongolia. Ne sono stati applicati a otto esemplari per comprenderne le abitudini e promuovere di conseguenza programmi di salvaguardia, a fronte di uno spopolamento impressionante: nel 1990 se ne contava un milione di esemplari mentre un recente censimento ha stimato che sono solo 15.000 le antilopi ancora esistenti, di cui molto poche quelle di sesso maschile. Le cause dello sterminio sono da ricondurre all'incondizionata caccia da parte dei bracconieri spinti soprattutto dalla sciagurata richiesta del mercato cinese delle corna, utilizzate per ipotetiche misture afrodisiache. La Wildlife Conservation Society mongola, in collaborazione con National Geographic Society hanno lanciato l'sos inaugurando lo studio tecnologico degli animali e una più attenta protezione della specie. La "saiga tatarica" (questo il nome scientifico) è una piccola antilope, pesa circa 25 chili, ed è caratterizzata da un naso a proboscide che ricorda quello dei tapiri, utile per riscaldare l'aria durante i glaciali inverni mongoli. Lhagva Lkhagvasuren, dell'Accademia mongola delle Scienze chiede un potenziamento del corpo dei ranger nei parchi della Mongolia. "Altrimenti - avverte - avremo solo una steppa vuota e le future generazioni non ci perdoneranno mai la nostra indifferenza".

 

Donne sempre più protagoniste nell'economia della Mongolia

Le donne si confermano protagoniste internazionali nel mondo politico e sociale: non solo i successi elettorali al femminile in Francia e negli Usa, ma donne sempre più in prima linea anche in campo industriale, come è emerso nel convegno "Investimenti interni ed esteri per imprenditrici" organizzato a Roma dal Ministero degli Esteri e da dall'Unido (United Nations Industrial Development Organization). Nel corso dei lavori si è parlato anche di Mongolia: Jigjid Oyunchimeg (foto), direttrice del Centro di Supporto per l'Economia della Camera di Commercio mongola ha illustrato la situazione del proprio Paese, aperto al libero mercato solo dal 1990. "C'è ancora una limitazione d'accesso alle donne nei ruoli politici e decisionali - ha detto Oyunchimeg - e nelle posizioni manageriali stentano a raggiungere i top level; nella Canera di Commercio però vi è una maggioranza femminile. Così come a dirigere la più grande compagnia petrolifera mongola, la Petrovis, è una donna (Oyuntsetseg) mentre a dirigere una grande azienda di bibite, la Altjin, è la signora Altan". Nelle 100 imprese più grandi della Mongolia, 8 sono dirette da donne. E nel 2005 il premio d'imprenditore dell'anno è andato a una donna.  

 

Fini: "Appoggerei anche un Governo con Gengis Khan

pur di mandare a casa questo Esecutivo"

Il leader di An Gianfranco Fini tira in ballo perfino Gengis Khan per esprimere il proprio dissenso rispetto al Governo Prodi. "Sarei disposto - ha dichiarato il 12 novembre 2006 l'ex Ministro degli Esteri - a sostenere anche un Governo presieduto da Gengis Khan, tutto pur di mandare a casa questo Esecutivo". Il riferimento storico ovviamente è provocatorio, ma è l'ennesima occasione per ricordare che il grande condottiero mongolo non fu solo un feroce guerriero ma anche uno straordinario stratega che riuscì a istituire, grazie a una condotta di tolleranza culturale e religiosa, la famosa pax mongolica che permetteva a qualsiasi cittadino europeo di attraversare due continenti senza alcun rischio, contrariamente a quanto avviene oggi.

 

E' della Mongolia cinese

l'uomo più alto del mondo

Non è un "vero" mongolo l'uomo più alto della Terra, ma è un cinese della Mongolia interna. Si chiama Xiao Bishun (foto), ha 55 anni, e dall'alto dei suoi 2,36 ha trovato di diritto un posto sul Guinness dei primati. Si muove un po' barcollante aiutandosi con un bastone ma è ormai diventato una star, conteso dalle passerelle di tutto il mondo. Bao ha cinque fratelli dalla statura normale. La sua crescita straordinaria è iniziata all'età di 15 anni e proseguita fino ai 23, quando ha raggiunto i definitivi 2,36. Dopo la Scandinavia ora lo aspetta il Brasile. 

 

Pioggia di incontri sulla Mongolia: ecco il calendario

C'è anche una cena per festeggiare il compleanno di Ulaanbaatar

Pioggia di iniziative dedicate alla Mongolia nel mese di novembre: doppio appuntamento per venerdì 3 novembre:  alle 16.30 alla Biblioteca comunale di Terni dibattito sul film "La storia del cammello che piange", proiettato il 31 ottobre nell'ambito del cineforum "Terre lontane". Sempre venerdì 3 novembre l'associazione Soyombo di Milano festeggia il compleanno della capitale Ulaanbaatar, fondata 376 anni fa, con nome di Ikhkhuré (grande cerchio), diventata poi Urga e, infine, negli anni venti Ulaanbaatar (Eroe rosso, riferito a Sukhebaatar che ha liberato la Mongolia dai cinesi): appuntamento per la cena al ristorante Armenia di Milano. Martedì 7 novembre dalle 19.30 all'Un-Guru Galery di Roma (via Capo Le Case 56) mostra fotografica "In Mongolia" di Marco Palombi (per prenotare tel. 06-69924310). Venerdì 10 novembre alle ore 21 l'associazione culturale la Terza Onda organizza a Milano (via Bellarmino 21) una serata gratuita con il musicoterapeuta Lorenzo Pierobon che racconterà la sua singolare esperienza in Mongolia. Martedì 14 novembre l'assessorato del Comune di Monza organizza la proiezione del film "Il cane giallo della Mongolia", seguito da un incontro sul Paese. Invitiamo associazioni ed enti pubblici che organizzano eventi legati alla realtà della Mongolia di inviarci i dettagli delle manifestazioni per poterle segnalare su questo sito in maniera completa e in tempi utili.

 

La Mongolia sfila a Parigi

alla rassegna di moda etica

La Mongolia sfila a Parigi. Durante l'Ethical fashion show, grande successo per le modelle ispirate all'abbigliamento tradizionale mongolo (foto Emblema). Sessanta stilisti da tutto il mondo hanno proposto modelli definiti "equosolidali" e "biologici". Secondo l’ideatrice della rassegna, Isabelle Quéhé, i materiali, i modi e le regole di lavoro che portano alla produzione dei vestiti non sono solo soltanto "dettagli” per il consumatore. I vestiti e gli accessori che vengono presentati all’Ethical fashion show rispettano le regole stabilite dall’International Labour Organization, sono realizzati con materiali riciclati, recuperati o artigianali, senza metodi o sostanze dannose per le persone e l’ambiente. Inoltre una parte dei profitti delle imprese viene reinvestito in progetti umanitari.Assente l'Italia, capitale della moda mondiale: “In Italia non c’è ancora la cultura del fashion che si sposa con l’etico, biologico, equo e solidale" spiega Valentina Simeoni dell’Orlo del Mondo, azienda che si occupa di moda alternativa.

OTTOBRE 2006


Le contorsioniste mongole protagoniste

al Festival Internazionale del circo di Latina

L'arte del contorsionismo mongolo mantiene viva la sua tradizione e il suo prestigio: al Festival Internazionale del Circo “Città di Latina”, una sorta di campionato del mondo del circo, sulle tre competizioni in programma, la Mongolia ha conquistato due medaglie d'argento con Naranguya e Baasansurent, chiudendo al terzo posto assoluto, dietro Russia e Cina. Un argento anche all'Italia con Erik Niemen. Le contorsioniste mongole si confermano protagoniste nel panorama mondiale: nella foto, Oyun-Erdene Senga e Ulziibuyan Mergen durante un'esibizione dello spettacolo "Alegria" messo in scena dal leggendario Cirque de Soleil a Madrid il 26 ottobre 2006. 

 

Arriva il thriller "The stone council", 

con la Bellucci nei misteri della Mongolia

La Mongolia va di nuovo al cinema e questa volta lo fa con Monica Bellucci e Catherine Deneuve. Dopo i successi della regista autoctona Byambasuren Davaa ("La storia del cammello che piange" e "Il cane giallo della Mongolia") e della pellicola belga "Khadakh", ambientata nelle steppe mongole e presentata all'ultima festival di Venezia, ecco ora "The stone council", thriller del francese Guillaume Nicloux, coprodotto da Rai Cinema e proposto alla Festa di Roma. La storia, animata da misteri arcani e rituali esoterici, ha origine e si conclude in Mongolia: protagonisti il piccolo Liu-San e la madre adottiva Laura Siprien (Monica Bellucci, nella foto in un momento del film). Al compimento del settimo anno di Liu-San cominciano ad accadere strani eventi e preveggenze inquietanti: Laura capisce che il piccolo è in realtà la chiave di volta di un rituale d'immortalità che deve compiersi proprio nel cuore della Mongolia.

 

Un musicoterapeuta ci accompagna all'origine dello sciamanismo 

Alle origini dello sciamanismo e del canto armonico. E' la suggestiva proposta dell'Ispa (Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata) che alle 20.30 di giovedì 26 ottobre a Milano (in via Gian Giacomo Mora 11, ingresso 11/A) presenta la serata "In Mongolia" con proiezione di immagini e commento musicale a cura di Lorenzo Pierobon (autore della foto a lato), musicoterapeuta. Come colonna sonora verranno riproposti suoni e musiche registrati sul campo (field records) e gli spettatori saranno introdotti alle origini del canto armonico con una dimostrazione da parta di Pierobon, con accompagnamento del tradizionale aman khur, una sorta di scacciapensieri.  Per altre informazioni www.psicodinamicaispa.it


Statua di Gengis Khan nel centro di Washington

Le autorità statunitensi ci stanno pensando

Il popolo mongolo ha chiesto ufficialmente alle autorità statunitensi di erigere una statua di Gengis Khan nel centro di Washington. Lo rivela il quotidiano Washington Times che riporta la motivazione del console generale Gonchig Ganbold: "Gengis Khan è la persona che rappresenta meglio i valori della Mongolia", ricordando che il grande condottiero, spesso considerato erroneamente un barbaro sanguinario, ha basato il suo immenso impero sulla libertà di commercio e sulla tolleranza religiosa. Gengis Khan sarebbe il quarto straniero a meritare una statua nella capitale Usa: per ora l'onore è andato a Gandhi, Martin Lutero e Simon Bolivar. Intanto, la Mongolia si gode la nuova statua di Gengis Khan eretta nella piazza principale Sukhebaatar (nella foto)

 

Miss Mongolia incanta la Polonia

Ha 19 anni e adora le antiche tradizioni 

Non ha vinto ma ha ottenuto molti consensi la concorrente della Mongolia giunta alla finale di miss Mondo, svoltasi in Polonia il 30 settembre. Si chiama Selenge Erdene-Ochir e nella foto è ritratta proprio di fronte al castello reale di Varsavia in uno splendido costume tradizionale della Mongolia. Selenge ha 19 anni, è alta 1,80, è nata a Erdenet ma ha vissuto sempre a Ulaanbaatar dove frequenta l'università. Vorrebbe lavorare nel campo delle comunicazioni. Ama fotografare, cucinare e collezionare oggetti d'arte della Mongolia. E' molto legata alle più pure e antiche tradizioni del proprio Paese: adora ascoltare la musica del morin khuur, il violino dei nomadi con il manico a forma di testa di cavallo. 

 

Gundegmaa vince un altro titolo mondiale nel tiro con la pistola

Ancora un titolo mondiale per Gundegmaa, la 28enne tiratrice di Ulaabaatar che a Roma ha vinto la medaglia d'oro della competizione iridata nella specialità della pistola da 25 metri. Ancora una volta la Mongolia dimostra di essere entrata a pieno titolo tra le nazioni protagoniste degli sport "guerrieri", come il judo, il sumo, il tiro con l'arco e, appunto, il tiro con la pistola. Gundegmaa ha dominato la competizione chiudendo con 790,6 punti, davanti alla cinese Ying Chen 788,6 e la georgiana Salukvadze 786,5.

 

Asashoryu, il campione del mondo di sumo

diventa "protagonista" anche in Formula 1

Il campione mondiale di sumo, il mongolo Asashoryu (il più forte lottatore di tutti i tempi) è stato protagonista di un delizioso siparietto prima del Gran Premio di Suzuka di Formula 1. Si è caricato uno pneumatico Bridgestone Potenza, come se fosse un fuscello, stemperando la tensione dei piloti ai box. Asashoryu ha appena riconquistato il titolo mondiale di sumo in Giappone. Per conoscere i dettagli su questo straordinario atleti vedere sezione Sport 

 

Ponte gastronomico da Torino alla Mongolia

C'è un po' di Mongolia nella Festa nazionale del cuoco andata in scena a Torino l'8 ottobre. Cinquemila i partecipanti a questa manifestazione popolare con la borsa di studio "Esporta Torino" assegnata a due ragazze, una somala e una mongola. Non a caso tra gli organizzatori, leader dell'Associazione Cuochi, è il console onorario di Mongolia Lamberto Guerrer, che ha un ristorante nell'Alta Val di Susa dove ha battezzato una sala da pranzo "Mongolia" e che ha già avviato una serie di scambi di esperienze gastronomiche tra i due Paesi.

 

SETTEMBRE 2006


La mummia di un guerriero scita di 2.500 anni fa

ritrovata in Mongolia dagli archeologi tedeschi

Storico ritrovamento in Mongolia. Una mummia risalente a 2.500 anni fa è stata rinvenuta, in ottime condizioni di conservazione, dallo staff del Deutsches Archaeologisches institut (nella foto il momento del ritrovamento). In particolare il viso appare perfettamente preservato. La mummia potrebbe appartenere a un ricco guerriero scita, uno dei primi ceppi etnici a popolare i territori della Mongolia. Gli esperti hanno paragonato questa straordinaria scoperta a quella della famosa mummia Oetzi.

 

 

 

Secondo le autorità mongole Lin Piao non morì in un incidente

Dalla Mongolia un colpo di scena su uno dei più grandi misteri della storia contemporanea cinese: la morte di Lin Piao, delfino di Mao Tse Dong. Un documento governativo proveniente da Ulaanbaatar, e diffuso dall'agenzia giapponese Kyodò, rivela che l'incidente aereo di 35 anni fa in cui fu coinvolto il maresciallo Lin Piao non fu accidentale, come tuttora sostenuto da Pechino. Secondo l'inchiesta delle autorità mongole, che non avevano mai pubblicato i risultati, esclude che l'aereo fosse precipitato per mancanza di carburante: lo testimonierebbe l'incendio scoppiato subito dopo l'impatto col terreno. Secondo Kyodò a bordo dell'apparecchio si era accesa una rissa durante la quale era partito un colpo di pistola. Fu proprio la morte di Lin Piao a imprimere una svolta decisiva alla situazione politica cinese, con l'apertura verso l'estero e l'ascesa nel 1973 del vicepremier riformista Den Xiao Ping.

 

Rivive nell'Altai il rito della caccia con l'aquila

Il fascino antico e unico della caccia con l'aquila ha coinvolto anche quest'anno kazaki dell'Altai. Nella foto, un cacciatore con la sua aquila durante la festa tradizionale di fine settembre nel villaggio di Sagsai, provincia di Bayan Olgii.

 

 

AGOSTO 2006


 

La Mongolia al festival del cinema di Venezia

con "Khadakh", storia di pastori e sciamani

31 agosto -  C'è anche un po' di Mongolia alla 63a Mostra del Cinema di Venezia (30 agosto-9 settembre 2006). In concorso il film belga "Khadakh" di Peter Brosens e Jessica Woodworth (nella foto, un momento delle riprese), ambientato negli sterminati territori mongoli, stretti dalla morsa del gelo. E' la storia di Bagi, un giovane pastore che ha la capacità di sentire gli animali a distanze enormi. Un giorno viene annunciata un'epidemia  e Bagi è costretto a trasferirsi in una città mineraria dove incontra Zolzaya, affascinante ladra di carbone e insieme scoprono che l'epidemia era solo un inganno per allontanare i pastori dalla loro vita nomade e "sedentarizzarli" (pratica molto comune nell'epoca del comunismo filosovietico). Una sciamana annuncia poi a Bagi che, lui stesso, è destinato a diventare sciamano.

 

Sul Dalai Lama in visita a Ulaanbaatar

scoppia la guerra diplomatica fra Cina e Mongolia

25 agosto - Scoppia la guerra diplomatica tra Cina e Mongolia per la visita del Dalai Lama a Ulaanbaatar. "Il governo cinese si oppone con tutte le forze - ha comunicato il Ministero degli Esteri cinese - a qualunque Paese offra al Dalai Lama un luogo per svolgere le proprie attività separatiste". "Il Dalai Lama - prosegue la nota ufficiale - non è una semplice figura religiosa ma è un esiliato politico che esercita attività separatiste all'estero e mette in pericolo l'unità nazionale". Parole gravissime che non potranno non avere conseguenze nei futuri rapporti tra Ulaanbaatar e Pechino, recentemente riallacciati anche dal punto di vista economico. La questione del Dalai Lama è molto delicata e risale al conflitto sul Tibet, invaso nel 1950 dall'esercito cinese di Pechino che rovesciò il governo di Lhasa. Nel 1959 il Dalai Lama fu costretto all'esilio in India. Dal 1965 il governo cinese ha imposto la chiusura di tutti i monasteri lamaisti per favorire un'educazione laica. Nella foto a destra dell'Associated Press, fedeli mongoli assistono con solennità e commozione al discorso del Dalai Lama a Ulaanbaatar

 

Il Dalai Lama in Mongolia: "Prendete esempio

dalla tolleranza e dalla cultura di Gengis Khan"

22 agosto - Migliaia di mongoli hanno accolto a Ulaanbaatar il Dalai Lama (nella foto Ap, durante il discorso tenuto al monastero di Gandan).  Era dal 2002 che la massima autorità religiosa del buddismo lamaista non visitava la Mongolia. Singolare il discorso che il Dalai Lama ha rivolto alla popolazione, ricordando l'importanza dell'insegnamento di Gengis Khan che ha promosso la libertà di culto e la tolleranza tra le religioni oltre ad aver sostenuto l'importanza dell'insegnamento e della conoscenza. Il nostro inviato Ippolito Marmai ci riferisce di un'immensa folla commossa e partecipe soprattutto nel momento della benedizione. Per leggere i dettagli dell'evento, raccontato da Ippolito Marmai, cliccare qui.

 

Primo corso intensivo di lingua mongola

Aperte le iscrizioni (scadenza 4 settembre)

2 agosto - Sono aperte le iscrizioni al corso intensivo di mongolo che si terrà a Milano dal 30 settembre al 10 dicembre 2006. E' un'occasione preziosa per imparare una lingua affascinante, carica di storia e di cultura. Le lezioni sono affidate a un'insegnante eccezionale, per capacità e passione: la professoressa Paula Haas, una giovane e preparatissima orientalista, laureata a Venezia, che ha vissuto alcuni anni a Ulaanbaatar insegnando l'italiano ai mongoli. Il corso si terrà a Milano. PER I DETTAGLI DEL CORSO CLICCARE QUI o scrivere, senza impegno, a info@mongolia.it 

LUGLIO 2006


 

Via al Naadam, e in Mongolia

ritorna il mito di Gengis Khan

10 luglio - Una festa fra orgoglio e nostalgia, quella che va in scena dall'11 luglio a Ulaanbaatar: il Naadam è la più emozionante e sentita festa della Mongolia, il ritorno al mito di Gengis Khan attraverso celebrazioni sontuose e gare di lotta, corsa di cavalli e tiro con l'arco. Quest'anno la manifestazione assume un significato ancora più rilevante perché cade nell'800° anniversario della fondazione dell'impero mongolo. Nella foto, un cavaliere si riposa dopo la galoppata del Naadam festeggiato in anteprima ad Arvaikheer, 400 chilometri a ovest della capitale (foto Reuters pubblicata da Corriere.it). Per conoscere meglio il Naadam cliccate qui

 

Calcio: Italia campione del mondo. Anche la Mongolia fa festa

9 luglio - Anche la Mongolia in festa per il trionfo azzurro ai Mondiali di Germania. Sono molte le testimonianze d'affetto dei nostri amici mongoli che hanno sostenuto l'Italia dal primo giorno del Mondiale fino alla gara finale contro la Francia (6-4 dopo i rigori). Tifoso numero uno è il c.t. della nazionale della Mongolia, Otgonbayar (a destra) che ha detto: "In attesa di esserci anche noi ai Mondiali, la nostra squadra del cuore è l'Italia". Per leggere l'articolo completo

 

Mondiali di calcio: il c.t. della Mongolia 

ammira Lippi e fa il tifo per gli azzurri

2 luglio - Sono rimaste quattro squadre europee a contendersi il titolo mondiale di calcio 2006: i padroni di casa della Germania, l'Italia e le sorprese Francia e Portogallo. Il c.t. della nazionale di calcio della Mongolia, Otgonbayar (nella foto mentre guarda un'immagine della nazionale italiana) non ha dubbi: tiferà azzurri. In verità, l'allenatore mongolo aveva confessato già la sua passione per l'Italia in un'intervista scritta da Federico Pistone per il Corriere della Sera nell'ottobre 2005. "Finché ai Mondiali non ci sarà la Mongolia - ha detto Otgonbayar - noi tiferemo Italia". Speriamo che la "benedizione" degli amici mongoli ci faccia arrivare fino in fondo, all'appuntamento del 9 luglio a Berlino. 

Per leggere l'articolo completo

 

 

Molise-Mongolia across the Tibet, 

l'avventura di un medico di Campobasso

1 luglio - "Molise-Mongolia across the Tibet" , è la singolare iniziativa di un medico di Campobasso, Giuseppe Berardi che percorrerà 28.000 km in camper tra luglio e settembre 2006. "E' un'occasione unica - ha detto Berardi - per esportare usi, tradizioni e cultura della regione molisana". Saranno gettate le basi per un gemellaggio fra l'Università' regionale molisana e quella di Ulaanbaatar ma anche fra quella tra la Chiesa di San Giuseppe Artigiano di Campobasso con la prima chiesa cattolica dell'Asia centrale e i monasteri buddisti del Tibet. Il viaggio di Berardi attraverserà Grecia, Turchia, Iran, Uzbekistan, Cina e finalmente Mongolia. Ma la spedizione ha anche una valenza scientifica: il dott. Berardi intende promuovere ricerche mediche sulla nutrizione in Mongolia con l'analisi delle cause di patologie tumorali dell'apparato digerente, promuovendo inoltre studi zootecnici e favorire scambi commerciali fra operatori molisani e mongoli.

GIUGNO 2006


Terremoto tra il Gobi e l'Altai: non ci sono vittime

17 giugno - Un terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter ha colpito la regione occidentale della Mongolia, tra il Gobi e l'Altai. L'epicentro è stato registrato circa 800 chilometri a sudovest di Ulaanbaatar. Al momento non si segnalano vittime né danni ingenti. 

 

Franco Battiato, Mauro Pagani, Cristiano De André e Teresa De Sio

in cinque concerti con il gruppo tradizionale Morin Khuur Ensemble

 

 

 

 

 

 

Dori Ghezzi: "Anche Fabrizio De Andrè avrebbe partecipato"

Battiato: "La musica mongola comunica un senso di libertà"

10 giugno - Cinque grandi concerti salderanno i rapporti fra Mongolia e Italia nella rassegna "L'azzurro cielo degli incontri" organizzato da Nomad Adventure. Importanti artisti italiani (Franco Battiato, Mauro Pagani, Cristiano De Andrè e Teresa De Sio) si alterneranno nell'accompagnare il Morin Khuur Ensemble, una delle formazioni più prestigiose della musica mongola: 30 elementi con gli strumenti della tradizione più pura e un interprete del canto di gola (khoomi). Il calendario:  giovedì 22 giugno all'Auditorium Concordia di Pordenone (De Sio, Mauro Pagani e Morin Khuur Ensemble); venerdì 23 giugno al Forte Belvedere di Firenze (De Sio e Morin Khuur Ensemble); sabato 24 giugno al Teatro Manzoni di Bologna (ore 21.15, Cristiano De André, De Sio e Morin Khuur Ensemble); domenica 25 giugno allo Sferisterio di Macerata (festival canzone d'autore e Morin Khuur); lunedì 26 giugno all'Auditorium di via Concialiazione a Roma (Franco Battiato, Mauro Pagani, De Sio e Morin Khuur). Un concerto conclusivo avrà luogo a Ulaanbaatar il 12 luglio in occasione del Naadam degli 800 anni dell'Impero mongolo. "Sono convinta - ha detto Dori Ghezzi parlando di Fabrizio De André - che gli avrebbe fatto piacere suonare a questa celebrazione per gli ottocento anni dell'impero mongolo. Dopo aver concluso 'Creuza de ma' con Mauro Pagani aveva infatti in progetto di proseguire il viaggio alla ricerca dei dialetti e delle contaninazioni fra lingue, ricercando nuovi spunti e sonorità proprio all'interno della cultura mongola, affascinato dalla storia di Gengis Khan e del suo popolo". "La tradizione musicale mongola - sottolinea Franco Battiato - esprime e descrive la gioia e la potenza della loro natura. Impressionanti estensioni vocali ci comunicano un senso di libertà". 

 

La redazione di mongolia.it nel Khentii sulle tracce di Gengis Khan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La nascita                                                        L'incoronazione                                          La sepoltura

 

5 giugno - Una spedizione nella regione del Khentii nell'800° anno dalla fondazione dell'Impero di Gengis Khan (1206-2006) per visitare i luoghi della nascita, dell'incoronazione e della sepoltura del grande condottiero. Il materiale sarà pubblicato su questo sito e sulla guida che Federico Pistone (autore anche delle tre immagini sopra) sta realizzando per la Polaris. Nelle foto, da sinistra: la congiunzione dei fiumi Onon e Hurhin, nei pressi di Binder, dove Temujin nacque intorno al 1160; al centro, le sponde del lago Khokh dove fu proclamato imperatore nel 1206 e, a sinistra, il luogo più accreditato per la sua sepoltura segreta, nelle foreste del Khentii (una pietra levigata fa da accesso a un enorme ovoo di pietre dietro gli alberi, probabilmente la tomba di un grande condottiero, forse proprio Gengis Khan). Le ricerche per individuare la sua vera tomba purtroppo continuano senza sosta, nonostante la volontà  espressa da Temujin di celarne per sempre l'ubicazione.

 

Rumsfeld elogia l'intervento della Mongolia 

nelle missioni di pace internazionali

4 giugno - Si stringe la collaborazione tra Mongolia e Usa. A Singapore, durante un summit sulla sicurezza, il segretario americano alla Difesa Donald Rumsfeld ha incontrato il ministro mongolo della Difesa Mishig Sonompil (foto) elogiando la partecipazione della Mongolia alle missioni di pace internazionali. "Il contributo della Mongolia - ha detto Rumsfeld - è importante e apprezzato". Il segretario alla Difesa statunitense ha aggiunto che le future esercitazioni sono ribattezzate "Conquest" (un nome in verità piuttosto inquietante) ma non ha fornito altri particolari

MAGGIO 2006


Con Salik, iI vento della Mongolia 

entra nelle scuole elementari italiane

7 maggio - La Mongolia affascina anche i bambini italiani. Giovedì 11 maggio gli alunni della scuola elementare di Buccinigo (Como), nell'ambito del progetto "Leggere per..." incontreranno l'autore Federico Pistone e l'illustratore Cristiano Lissoni del racconto "Salik, il piccolo vento della steppa" . L'incontro si terrà nella libreria Colombre di Erba. Sono gli stessi allievi, che nel corso dell'anno hanno raccolto materiale ed eseguito ricerche sulla Mongolia, a descrivere l'incontro: "Noi, bambini, speriamo che Federico ci racconti della Mongolia, perché con il suo libro ci ha fatto nascere tante curiosità e tante domande, ad esempio: "Esiste il riposo dei venti?". Un altro nostro desiderio è che Cristiano risponda ai nostri perché con i colori e disegni. Ci aspettiamo un incontro speciale che, anche solo per un'ora, ci trasporti in una terra magica e per noi misteriosa come la Mongolia".

Libertà di stampa, Mongolia meglio dell'Italia

5 maggio - La Mongolia ha più liberta di stampa dell'Italia. Lo dice il rapporto redatto dagli analisti di Freedom House. La classifica non è comunque lusinghiera per nessuno dei due Paesi: l'Italia è solo al 79° posto, ex aequo con lo stato africano del Botswana. La Mongolia (nella foto, un giornale di Ulaanbaatar) è messa un po' meglio: è 77a.  Torna alla mente lo show di Adriano Celentano che nell'ottobre 2005 aveva mostrato un'analoga classifica, stigmatizzando il fatto che la Mongolia fosse più avanti dell'Italia. Riprovevole il commento dell'allora sottosegretario alla comunicazione, Massimo Baldini (Forza Italia): "Non abbiamo bisogno che imbonitori, attraverso la televisione di Stato, assimilino l'Italia alla Mongolia, si tratta di un paragone folle, assolutamente ridicolo e che offende l'Italia e gli italiani". Posto che Baldini probabilmente non conosce affatto la situazione della stampa in Mongolia, non si capisce perché l'Italia e gli italiani dovrebbero sentirsi offesi se paragonati alla Mongolia. Sul piano umano, ma anche su quello della libertà di stampa, potrebbe essere piuttosto il contrario.

 

Tempesta sul Gobi: sabbia fino a Tokyo

4 maggio - Continua l'allarme Gobi. Da aprile una massa stimata intorno alle 300.00 tonnellate di sabbia si è sollevata dal deserto mongolo e, trasportata dal vento, ha ricoperto vaste regioni dell'Asia. Dopo la Mongolia e la Cina, ora anche il Giappone ha dichiarato lo stato d'allerta: il fenomeno si è spinto fino a Tokyo. Le tempeste di sabbia del Gobi stanno assumendo dimensioni sempre più ampie a causa dell'incessante processo di desertificazione. La preoccupazione riguarda non solo i disagi per la popolazione (soprattutto disturbi respiratori) ma anche per l'inquinamento massiccio provocato dal passaggio della tempesta dalle zone cinesi industrializzate. Nella foto, un cavallo si lascia accarezzare dal vento del Gobi (foto Federico Pistone)

APRILE 2006


Doppiaggio folle, la nomade mongola si "trasferisce" a Roma

30 aprile - Il film "Il cane giallo della Mongolia", appena uscito nelle nostre sale, raccoglie già molti consensi ma anche qualche critica. Sotto accusa soprattutto il doppiaggio italiano. Ecco quello che scrive Franco Pecori per Televideo Rai: "La regista evita l'esotismo e fissa lo sguardo sui semplici fatti. E' un realismo poetico che costruisce una metafora della vita dal basso con umiltà. Peccato che il doppiaggio trasferisca la piccola Nansa dal villaggio della Mongolia in un quartiere bene di Roma". Invitiamo i nostri lettori a inviarci le proprie riflessioni su questo film. Grazie.

 

Nelle sale italiane "Il cane giallo della Mongolia" 

26 aprile - E' uscito nelle sale cinematografiche italiane "Il cane giallo della Mongolia", secondo film-documentario di Byambasuren Davaa, regista (insieme all'italiano Farolfi) del fortunato "La storia del cammello che piange", candidato all'Oscar come miglior documentario. Ancora una volta è la Mongolia la vera protagonista, con i suoi spazi immensi e la poesia della natura. E' la storia semplice e struggente di una piccola nomade, Nansal, che diventa inseparabile amica di un cucciolo di cane, Zocher, trovato in una grotta. I genitori di Nansal inizialmente sono contrari alla presenza del cagnolino ma quando Zocher salva la vita al fratello minore, allora viene accolto con entusiasmo nella famiglia. Ecco un estratto della recensione di Valentina Pieraccini per FilmUp: "Senza volontà di giudizio se non quella di cronaca, la regista introduce il problema della modernità, del cambiamento che presto o tardi tocca tutti, anche nei luoghi che pensiamo più remoti. Un mestolo di plastica gialla, un peluche fucsia, i primi segni di quello che è il contatto inevitabile tra la cultura cittadina e quella contadina. Il cane giallo del titolo altri non è che una fiaba mongola, una leggenda, in cui una giovane ragazza guarirà dalla malattia solo dopo aver trovato l'amore e abbandonato il proprio cane. Qui invece, la più grande delle figlie trova un cane in una grotta decidendo di adottarlo per renderlo il migliore dei propri amici. Ironia della sorte sarà proprio lui a salvare l'equilibrio dell'intera famiglia. La modernizzazione non è l'unico tema della pellicola, ogni fotogramma è pervaso di una profonda spiritualità, cercata forzatamente o naturale che sia. I riti di ringraziamento alla natura benevola, le statue del Buddha, fino ai problemi della caccia ai lupi. Tutto è intriso d'un incanto naturale in cui un temporale può intrattenere come un concerto e la memoria va preservata ad ogni costo. Solo in chiusura vediamo allontanarsi la carovana dedita all'ennesimo spostamento e avvicinarsi una macchina, intenta a sponsorizzare le prossime elezioni e l'importanza di partecipare alla vita cittadina". Per altre informazioni sul Cinema della Mongolia clicca qui

 

Corruzione e concessioni:

continua la protesta democratica 

23 aprile - In questa immagine della Reuters, apparsa su molti giornali internazionali, un uomo vestito da antico guerriero guida la folla dei manifestanti nella piazza principale di Ulaanbaatar. Migliaia di persone da giorni chiedono le dimissioni del Governo per presunta corruzione e per le concessioni ai Paesi stranieri del controllo delle risorse minerarie mongole. La protesta, pur vibrante e reiterata, continua a mantenersi su livelli di estrema tolleranza e democrazia.

 

Da Licia Colò moda e musica: manca solo la Mongolia 

17 aprile - Mongolia protagonista alle Falde del Kilimangiaro, in onda su RaiTre il giorno di Pasqua (domenica 16 aprile 2006). Tra stucchevoli documentari-spot su mari cristallini invasi da tristi frotte di turisti, improvvisamente Licia Colò annuncia la Mongolia: il solito filmato sul contrasto fra la moderna capitale e la vita dei nomadi, legata ancora a ritmi della natura e antichi riti. E poi l'ingresso della cantante lirica mongola  Ayana, che intona un'aria di Rossini e descrive una sfilata di vestiti "griffati" dalla stilista Oyuna: modelle avvolte da abiti in bilico fra tradizione e ardite linee sperimentali. Alla fine però, resta la sensazione che, da tutto questo, la vera Mongolia sia rimasta fuori. Sarebbe stato più interessante ascoltare una melodia tradizionale mongola (Ayana è brava ma Rossini gli italiani già lo conoscono) e assistere a una sfilata di veri costumi del patrimonio culturale della Mongolia e non surrogati futuribili.

 

Ewan McGregor adotta bambina mongola

15 aprile - Ewan McGregor (foto), l'attore scozzese protagonista di "Trainspotting" e "Moulin Rouge", ha adottato un'orfana di 4 anni della Mongolia, conosciuta due anni fa durante il suo giro del mondo in motocicletta, insieme al compagno di viaggio Charley Boorman, figlio del famoso regista John Boorman. Da questa spedizione è nato il libro, peraltro abbastanza deludente, "Long way round" (vedi recensione nella sezione Libri). La bambina sta per trasferirsi in Gran Bretagna dove l'aspettano McGregor, 35 anni, e la moglie Eve, 39, con le figlie Clara, 10 anni, ed Esther, 5. L'attore aveva già provato ad adottare una bambina mongola di 3 anni, Jamiyantsetseg, ma la richiesta era stata rifiutata, ma McGregor ha accettato di pagare le spese di mantenimento e istruzione della piccola fino a quando compirà 16 anni.

 

I "vuoti apparenti" tra Mongolia e Siberia

A Roma mostra fotografica di Livia Monami

11 aprile - Viene inaugurata oggi alle 19, e resterà aperta fino al 2 maggio 2006, "Vuoti apparenti", mostra fotografica di Livia Monami, da sempre appassionata e sensibile osservatrice della realtà mongola.  La galleria è esposta alla Stazione Termini di Roma (ala mazzoniana, mezzanino giallo), con ingresso in via Giolitti 34. "Tra Mongolia e Siberia, ultimi tesori dell'umanità" è il sottotitolo della mostra che offre scorci estremamente suggestivi di una terra di incanti. Livia Monami ne restituisce nei suoi scatti tutta la magia. 

 

Cantante lirica mongola alle Falde del Kilimangiaro

11 aprile - La Mongolia si farà sentire alle Falde del Kilimangiaro, la trasmissione di Licia Colò in onda su RaiTre. Ospite Ayana Sambuu, cantante lirica giunta in Italia per conoscere la patria del melodramma e rimasta qui dopo aver incontrato l'amore. Sarà l'occasione per ascoltare le emozionanti musiche mongole e anche per sfoggiare i tradizionali costumi. L'appuntamento è per la domenica di Pasqua, 16 aprile, alle ore 21. 

 

In tremila chiedono 

le dimissioni del Presidente

10 aprile - Nella foto diffusa da Associated Press, circa tremila manifestanti protesta davanti al Parlamento, nella piazza centrale di Ulaanbaatar. L'iniziativa, che non ha fatto registrare incidenti né arresti, è stata organizzata per criticare la decisione del Governo di concedere a un'azienda canadese l'appalto per lo sfruttamento di una miniera di rame. I manifestanti, alcune centinaia, chiedono le dimissioni del presidente Enkhbayar. La Mongolia sta attraversando una fase politica molto delicata (lo si può verificare anche sfogliando le News precedenti) ma fino a questo momento ha sempre prevalso lo spirito democratico e una atmosfera di vivace ma sereno confronto. 

 

L'Unesco festeggia i 60 anni fotografando il pianeta

Ecco la meravigliosa immagine del Gobi dallo spazio

2 aprile - Una straordinaria immagine del deserto del Gobi fa parte della preziosa collezione fotografica che l'Unesco ha voluto regalarsi per festeggiare i 60 anni di attività. Sono appunto sessanta le eccezionali fotografie che testimoniano della bellezza e della fragilità del nostro pianeta. Le immagini, realizzate dall'Esa (Agenzia Spaziale Europea), resteranno esposte lungo 600 metri dei giardini dell'Unesco a Parigi in una mostra, intitolata "L'isola in mezzo al cielo", aperta fino al 4 novembre 2006, con visita gratuita. Per vedere l'immagine ingrandita del Gobi cliccare qui o sulla foto a destra.

 

MARZO 2006


Trionfo della Mongolia nel sumo: 4 titoli su 4

E il premier Enkhbold festeggia a Tokyo

30 marzo - Il premier mongolo Enkhbold, in visita ufficiale in Giappone, mostra con orgoglio la pagina sportiva di un quotidiano nipponico che riferisce del trionfo della Mongolia nel sumo: oltre al previsto successo del leggendario (anche se ha solo 25 anni) Asashoryu, a cui dedichiamo l'immagine del mese di aprile 2006, altri tre atleti mongoli hanno vinto tutti gli altri titoli in palio, lasciando all'asciutto i combattenti giapponesi. Una menzione particolare al ventenne Munkhbat Davaajargaal, in arte Hakuho, che è destinato a una carriera esaltante. Una vera apoteosi per lo sport della Mongolia che si conferma ai vertici mondiali in questa disciplina affascinante, solo fino a pochi anni fa a totale appannaggio del Giappone. Tutti i dettagli nella sezione SPORT

 

Eclissi totale di sole, dal Brasile alla Mongolia

28 marzo - La Mongolia si prepara ad assistere a uno degli spettacoli più straordinari e impressionanti della natura: l'eclisse totale di sole (nella foto a destra, l'ultima eclisse su Ulaanbaatar nel 1997). Il fenomeno, previsto per domani, mercoledì 29 marzo 2006, inizierà nel nord-est del Brasile quando il cono d'ombra della luna raggiungerà il suolo terrestre alle ore 8.36 UT. Dopo aver oltrepassato l'Atlantico, l'ombra si allungherà sull'Africa  (Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Niger, Ciad, Libia, Egitto), supererà il Mediterraneo, tra Creta e Cipro, e raggiungerà Turchia, Georgia, Russia, Kazakistan fino alla Mongolia, dove l'eclisse concluderà la sua fase alle 11.48 UT. In Italia si assisterà solo a un'eclisse parziale. La successiva eclissi totale di sole in Mongolia si potrà ammirare il 1° agosto 2008. 

 


Salik, il piccolo vento della steppa

diventa una favola musicale

25 marzo - Scritto e ideato da Federico Pistone e illustrato da Cristiano Lissoni, il racconto "Salik, il piccolo vento della steppa" (pubblicato da Hablò nel 2005) ha ispirato una favola musicale che debutta sabato 8 aprile 2006 a Lecco (ore 16 Sala Ticozzi). La storia, divertente e commovente, è quella di un piccolo vento che soffia nella steppa e nel deserto della Mongolia: è un po' dispettoso e pasticcione ma riuscirà a diventare un vero eroe grazie all'amicizia di un bambino, di un cavallo e di un'aquila.  Le musiche sono di Alessandro Cadario, autore anche per L'Albero azzurro della Rai, la voce recitante è di Enrico De Meo. L'orchestra, la Ensemble Calliope, è composta da Gianni Biocotino (Flauto), Gian Marco Solarolo (oboe), Antonio Labollita (clarinetto), Alfredo Pedretti (corno), Leonardo Dosso (fagotto). L'iniziativa rientra nel programma "Pomeriggi da favola" organizzato dall'associazione musicale Mikrokosmos, Associazione Culturale Albero Blu, amministrazione provinciale e comune di Lecco, con il contributo della Fondazione Cariplo. Nello stesso pomeriggio di sabato 8 aprile, prima di "Salik", andrà in scena "Pierino e il lupo" di Prokofiev, trascrizione per il quintetto di fiati di R. Ostermeyer. 

 

Miat, via ai voli Milano Malpensa-Ulaanbaatar

22 marzo - Sono operativi i nuovi voli della Miat, la compagnia di bandiera mongola, con partenza da Milano Malpensa e destinazione Ulaanbaatar. La compagnia opera in andata il giovedì (scali intermedi Berlino e Mosca), con partenza da Milano alle 11.30 e arrivo a UB alle 5.00 del giorno dopo; e la domenica (unico scalo a Berlino) con partenza da Milano alle 11.30 e arrivo a UB alle alle 6.45. Il rientro è previsto il lunedì (scalo Berlino) con partenza da UB alle 6.55 e arrivo a Milano alle 11.35; e venerdì (scali Mosca e Berlino) con partenza da UB alle 9.10 e arrivo a Milano alle 14.50. La tariffa parte da una base di 1.022 euro a/r. Per ulteriori informazioni scrivere a info@mongolia.it 

 

Hosoo, la voce della steppa, si racconta

19 marzo - Dangaa Khosbayar, in arte Hosoo, ha 35 anni ed è uno degli artisti più singolari e popolari della musica mongola. Nel 1995 ha vinto il concorso come miglior cantante della Mongolia. E' il leader degli Hosoo Transmongolia, cinque musicisti tra i 19 e i 35 anni che, partendo dalle più radicate tradizioni della musica popolare mongola (in particolare dal canto di gola), propongono canzoni di vera magia, al confine fra l'arte sperimentale, il jazz e le antiche melodie dei nomadi della steppa. Lo scrittore comasco Massimo Baraldi ha intervistato recentemente Hosoo, riuscendo a cogliere l'essenza di questa arte così remota e coinvolgente nello stesso tempo e offrendoci il lato più sincero del grande musicista. Parlando della musica e delle sue tradizioni, Khosbayar afferma: "Abbiamo il nomadismo nel sangue! Per questo, tra i nostri più grandi valori, c’è quello del “ritorno al luogo d’origine“. In Mongolia si dice che, se uno non rivede almeno una volta al mese il posto dov’è nato, è una persona malata". Per leggere l'intervista integrale di Baraldi a Hosoo cliccare su questo indirizzo: http://www.massimobaraldi.it/cosa/interviste.html . Per ascoltare un assaggio delle meravigliose canzoni di Hosoo dall'ultimo cd Gesang des Himmels (2005) basta cliccare qui (il sito ufficiale è www.hosoo.de)  e scegliere il brano disponibile: canzoni di Hosoo

 

Tsaatan da copertina su Darwin

18 marzo - Gli Tsaatan finiscono in copertina.  Darwin, bimestrale di scienze, dedica (nel numero di aprile 2006) agli Uomini renna della Mongolia un servizio di Eric A. Powell (editor di "Archaeology") che racconta la spedizione per decifrare l'enigma dei monumenti archeologici disseminati dagli antichi popoli nomadi nel lungo passaggio ai confini dell'Artico. "E' probabile - si legge nell'articolo - che questi eleganti e misteriosi megaliti siano stati eretti nelle regioni della Mongolia settentrionale e della Siberia meridionale dai nomadi dell'Età del Bronzo intorno al 1.000 a.C. Noti come Pietre dei cervi per le loro incisioni che raffigurano cervidi in volo, i monumenti rivaleggiano con i megaliti europei per complessità dei motivi e accuratezza della fattura". Cliccare qui per andare al sito di Darwin. Per approfondire l'argomento Tsaatan esistono due pubblicazioni in italiano: "Uomini renna - Viaggio in Mongolia fra gli Tsaatan" di Federico Pistone (Edt 2004) e "Tsaatan - Gli Uomini renna della Mongolia", reportage di Federico Pistone e David Bellatalla (Periplo 2000). Cliccare qui per andare alla sezione Tsaatan.

 

Paralimpiadi, la scommessa vinta da Nyamaa

15 marzo - Sulla partecipazione dell'atleta mongolo Nyamaa Sukhbaatara alle Paralimpiadi, riportiamo il commovente resoconto di Pier Giovanni Trossero da L'Eco del Chisone online: 

"Sukhbaatar Nyamaa è un mongolo. Sugli spalti altri mongoli a fare il tifo. Nyamaa, come gli altri 31 partecipanti alla 5 chilometri, ha gravi menomazioni. Non s'è perso d'animo; se il vincitore Cook ha percorso i cinque chilometri in 12'36" lui, Nyamaa, arrancava ultimo a venti minuti di distanza. E quando è arrivato c'è stato un boato del pubblico. Nyamaa ha guardato verso le tribune, perplesso o meravigliato, certo soddisfatto. Alla fine è crollato, spossato, dopo il traguardo. Lui, senza medaglia d'oro, aveva a modo suo vinto la scommessa".

 

Il cammino (senza speranza) della sciamana

13 marzo - La magia dello sciamanismo in Mongolia viene rievocata (purtroppo) in un nuovo libro: si intitola "Il cammino della sciamana" (Piemme, 2006: 216 pagine 14,50 euro) di Corine Sombrun , quarantenne pianista parigina e reporter per la Bbc. L'opera originale, intitolata "Mon initiation chez les chamanes", risale al 2004 ma solo di recente è stata tradotta e commercializzata in Italia. Niente di nuovo sul fronte, come spesso capita quando gli occidentali decidono (non è obbligatorio!) di raccontare una realtà così remota per la nostra cultura. Con quelle implacabili descrizioni di stupore ebete e di farsesca partecipazione: "Il ritmo ora c'è, e mi guida, mi porta con sé, nel mio interno. Si apre un universo, come quando spunta il sole. Scivolo, con la testa nel tamburo. Viaggio. Giro nella spirale del suono. Nel buio. E la varco. La porta del suono. Silenzio". E' la conferma che i viaggiatori occidentali non sanno più capire né tantomeno raccontare l'oriente, devono inventare tutto, esagerare, con la speranza che qualcuno ci caschi. Almeno Marco Polo lo faceva con stile ed estrema cultura. Le cose migliori ce le hanno raccontate due francescani, l'umbro Giovanni di Pian del Carpine nella sua Historia Mongalorum e il fiammingo Guglielmo di Rubruc nel Viaggio nell'impero dei Mongoli. In quest'opera, datata 1255, si parla già di sciamani (cham). Scrive Guglielmo: "Alcuni degli indovini invocano i demoni, riuniscono di notte a casa loro coloro che vogliono avere responsi da un demone e mettono della carne cotta al centro della casa. Il cham che invoca i demoni comincia a recitare le proprie formule e ha un timpano che batte con forza a terra. Alla fine comincia a delirare e si fa legare; a quel punto nell'oscurità arriva il demone, il cham gli dà la carne da mangiare e il demone dà i responsi". Un racconto asciutto ed emozionante, vergato con un anticipo di 750 anni rispetto ai vezzi insulsi della pianista parigina. 

 

Mongolia, esordio fra gli applausi alle Paralimpiadi

12 marzo - E' arrivato ultimo, ma è arrivato, in puro stile olimpico. Il quarantunenne Nyamaa Sukhbaatar (vedi foto sotto) ha ricevuto più applausi del vincitore (lo statunitense Steven Cook) dopo aver tagliato il traguardo, per ultimo appunto, nella 5 km di fondo in piedi nelle Paralimpiadi Invernali di Torino. L'atleta ha così onorato la prima partecipazione in assoluto della Mongolia a questi Giochi. 

 

Via alle Paralimpiadi: Mongolia 

al debutto con due atleti

10 marzo - La Mongolia è l'unica nazione al debutto assoluto alle Paralimpiadi, le Olimpiadi per disabili inaugurate a Torino. Tra i 486 atleti provenienti da tutto il mondo, sono presenti anche due concorrenti della Mongolia che gareggeranno nello sci nordico: Nyamaa Sukhbaatar, 41 anni (foto a sinistra, 5 km, 10 km e 20 km) e Khosbaatar Dambayungeren, 25 anni (a destra). Le Paralimpiadi si concluderanno il 19 marzo 2006: in dieci giorni di competizioni sono previsti 200 mila spettatori. L'Italia è in lizza con 39 atleti. La prossima edizione  si svolgerà a Pechino 2008.

 

Mongolia disponibile a raffinare il petrolio russo

9 marzo - Svolta economica per la Mongolia: il primo ministro Mieagombo Enkhbold ha annunciato la disponibilità del Paese di raffinare il petrolio russo e di importare, sempre dalla Russia, gas naturale. "La Mongolia - ha detto Enkhbold - è interessata a cooperare con la Russia nel quadro dello sviluppo dell'industria del gas e per la gassificazione della Siberia orientale e dell'Estremo oriente. progettiamo anche l'acquisto di gas naturale destinato al fabbisogno domestico e ad altri consumi". Il premier ha anche sottolineato come Mongolia e Russia "hanno mantenuto per molti anni rapporti di buon vicinato e di tradizionale collaborazione". Dopo il crollo dell'Unione Sovietica all'inizio degli anni Novanta, l'economia mongola subì un tracollo e le relazioni bilaterali rimasero in fase di stallo fino alla visita del presidente russo Vladimir Putin in Mongolia nel 2002.

 

FEBBRAIO 2006


Una gher a Milano, 

successo per lo stand

della Mongolia alla Bit

22 febbraio - Si è chiusa con un grande successo di pubblico la Bit, Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Grandi la curiosità e l'interesse per lo stand della Mongolia che ha radunato numerosi tour operator, oltre a uno spazio della Miat, la compagnia aerea mongola che ha confermato il debutto di una nuova linea Milano-Ulaanbaatar con la Blue Panorama. Dal prossimo giugno partiranno due voli settimanali andata e ritorno. Si attendono nei prossimi giorni i dettagli e le tariffe. Molto frequentata la gher che campeggiava nello stand, fornita da Giancarlo Ventura dell'associazione Soyombo e allestita con l'associazione italiana per il commercio italo-mongolo. Nella foto, da sinistra Dulam e Muren, due ragazze mongole che vivono in Italia, allo stand della Bit.

 

Olimpiade di Torino: nello sci di fondo 

il mongolo Khurelbaatar è il "numero 1"

18 febbraio - Esordio della Mongolia all'Olimpiade di Torino. Khash Erdene Khurelbaatar (nella foto, durante la gara di Pragelato) è riuscito a portare a termine la 15 km classica di sci di fondo, ottenendo l'86° posto. Il 22enne atleta di Ulaanbaatar, portabandiera della Mongolia nella cerimonia di apertura, ha preso il via con il pettorale numero 1 e ha dimostrato di poter competere a testa alta con i migliori specialisti internazionali. Anche il telecronista Rai Fabio Bragagna ha avuto modo di sottolineare l'ottima impostazione del fondista mongolo che ha retto bene fino al traguardo. Naturalmente non c'erano possibilità di primeggiare con un lotto di partecipanti di straordinaria levatura e Khurelbaatar ha tagliato il traguardo in 48'47''2, a dieci minuti dal vincitore, precedendo però numerosi concorrenti ma soprattutto riuscendo a completare la dura prova di Pragelato. La medaglia d'oro è andata all'estone Andrus Veerpalu, l'argento a Lukas Bauer (Repubblica Ceca) e il bronzo a Tobias Angerer (Germania). Il primo italiano è stato Fabio Valbusa, 13°. 

 

Gengis Khan alla conquista della Bit

17 febbraio - Apre domani, sabato 18, fino al 21 febbraio, la Bit (Borsa internazionale del turismo) alla Fiera di Milano, la più importante rassegna turistica mondiale. Anche la Mongolia, in occasione degli 800 anni dell'Impero di Gengis Khan, avrà uno stand (foto, progettato da Silvia Veronesi), predisposto dall'Associazione italiana per il commercio italo-mongolo. Per l'occasione la Miat, compagnia aerea di bandiera della Mongolia, presenterà le nuove tratte di volo con partenza da Milano destinazione Ulaanbaatar.

 

Giochi di Torino: sfila la bandiera della Mongolia

11 febbraio - Sono scattati a Torino i XX Giochi Olimpici invernali. C'è anche la Mongolia, presentata ufficialmente con sei elementi, ridotti poi a due per motivi tecnici e organizzativi. Portabandiera il 22enne Khash Erdene Khurelbatar (nato il 14 novembre 1983: alto 1,79 per 66 chili) che gareggerà nella disciplina dello sci di fondo maschile 10 km. Accanto a lui la ventenne Ochirsuren Erdene Ochir (nata il 14 luglio 1985: alta 1,64 per 57 chili), anche lei impegnata nella 10 km di sci di fondo della sua categoria. Nella foto Khurelbatar regge il vessillo mongolo, dietro di lui Erdene Ochir e altri due rappresentanti del comitato olimpico della Mongolia.

 

 

"Frontiera Mongolia", due puntate in onda su Sat 2000

11 febbraio - Sat 2000, la tv satellitare della Cei, trasmetterà in due puntate "Frontiera Mongolia", il documentario realizzato da Carlo De Biasi, già presentato nell'ottobre scorso al Festival internazionale Religion Today. Girato in varie località della Mongolia, in concomitanza con il Naadam, il programma raccoglie commosse testimonianze di vita. Le trasmissioni andranno in onda martedì 14 febbraio e giovedì 16 febbraio alle ore 13


Via all'Olimpiade invernale di Torino: anche la Mongolia scende in pista

10 febbraio - Scattano i Giochi olimpici invernali di Torino. Per la prima volta anche la Mongolia potrà vederli in televisione. Sono ufficialmente sei gli atleti mongoli iscritti alle competizioni (short track e nello sci di fondo), tre donne e tre uomini, tutti giovanissimi. Ecco la loro scheda (nelle foto, da sinistra): 

1) Natsagnyam Duuren (22 anni) short track 500 e 1.000 metri

2) Ochirsuren Erdene Ochir (20 anni) sci di fondo 10 km classica

3) Odtsetseg Narangerel (19 anni) short track 500 e 1.000 metri

4) Jargalanchuluun Ganbat (20 anni) short track 500 e 1.000 metri

5) Munkhamidral Ganbat (16 anni) short track 500 e 1.000 metri

6) Khash Erdene Khurelbatar (22 anni) sci fondo 10 km classica

 

 

Arriva "Mongolia", la nuova guida Lonely Planet in italiano

6 febbraio - E' in libreria l'edizione italiana della nuova guida sulla Mongolia della Lonely Planet-EDT, la bibbia del viaggiatore. Come già annunciato nel settembre 2005, quando la pubblicazione uscì in versione inglese, va sottolineato il miglioramento complessivo di una guida già molto completa:  informazioni aggiornatissime e dettagliate, consigli di viaggio, cartine ma soprattutto un amore e un rispetto per questa terra meravigliosa che forse mancavano all'edizione (e all'autore) precedente.  Ci riempie di soddisfazione la scelta dell'editore di inserire tra i siti da consultare il nostro www.mongolia.it ("Un sito molto ben fatto e curato, visitando il quale potete ricercare informazioni approfondite sulla Mongolia..."). Tra le letture consigliate due libri di Federico Pistone: "Uomini renna - Viaggio in Mongolia fra gli Tsaatan" (Edt, 2004) e "Salik -Il piccolo vento della steppa" (Hablò 2005) ("che aiuta a entrare nello stile di vita dei nomadi mongoli"). La guida "Mongolia" (320 pagine, 22 euro) è stata scritta da Michael Kohn, giornalista dell'Associated Press e della Bbc, assunto tre anni al Mongol Messenger di Ulaanbaatar. Ha pubblicato numerosi reportage sul New York Times promuovendo la realtà mongola. Considera quello della Mongolia il suo "viaggio preferito". E non è il solo. 

 

Il deserto del Gobi a Trieste: serata e mostra fotografica di Roberto Ive

1 febbraio - A conclusione del capodanno mongolo, lo scrittore ed esploratore Roberto Ive (foto) ha organizzato a Trieste una serata dedicata al Gobi, mille diapositive scattate in 15 anni di spedizioni. L'appuntamento al Teatro Miela. Ive ha dedicato alla Mongolia alcune pubblicazioni di successo come "Mongolia", (Clup, 1993. Seconda ediz. 2001); "Mongolia: la storia-le storie" (Bonanno editore, 1996); "Mongolia. itinerari ai confini del nulla" (Il Vascello,  2002) e il recente "Gobi" (Bonanno, 2005). Una mostra delle immagini di Roberto Ive resterà aperta fino al 16 febbraio. Per informazioni www.miela.it, teatro@miela.it, telefono 040 365119.

 

 

GENNAIO 2006


Dalla Nuova Zelanda alla Mongolia: novità in libreria

31 gennaio - Nuovo libro sulla Mongolia. Si intitola semplicemente "In Mongolia" ed è stato scritto da Ian D. Robinson, un esploratore neozelandese che, zaino in spalla, si è avventurato fra le steppe, il deserto e le montagne di questo Paese. E' il diario di viaggio intrapreso nell'aprile del 1992 e pubblicato la prima volta nel 2004 in Nuova Zelanda. La casa editrice Tea, che ha già proposto negli anni scorsi "La storia segreta del Mongoli" con la preziosa introduzione di Fosco Maraini, punta di nuovo sulla Mongolia con questo volumetto di 200 pagine, al costo di 8,50 euro. A una prima rapida lettura, Robinson non riesce a trasmettere emozioni vere e, fatale difetto narcisistico dei narratori di viaggio, incentra tutta la vicenda su se stesso, tenendo a distanza di sicurezza le persone e gli scenari incontrati. Sulla quarta di copertina si promette "uno splendido inserto fotografico". Non credeteci: si tratta di una trentina di brutte immagini, banali, in posa o, peggio che mai, "sparate" con un flash impietoso. Presto la recensione completa nella sezione Libri

 

Enkhonold nuovo premier. Approvati 16 dei 17 ministri

30 gennaio - Il presidente del PRPM (Partito rivoluzionario del popolo della Mongolia), Mieaogombo Enkhobold ha ricevuto dal Parlamento l'investitura di nuovo primo ministro. Ieri, 29 gennaio 2006, sono stati approvati 16 dei 17 nuovi ministri che formeranno il nuovo Governo. Dall'inizio di questo mese, la Mongolia era senza una guida politica, da quando cioè il PRPM, il più importante partito del Paese, è uscito dalla coalizione di Governo, causandone la caduta.

 

Tutto pronto per lo Tsagaan Sar, il capodanno mongolo

27 gennaio - La Mongolia si fermerà per tre giorni a festeggiare lo Tsagaan Sar, l'inizio del nuovo anno lunare. Tsagaan significa "bianco", Sar "luna" ma anche "mese". Si svolgeranno su tutto il territorio mongolo feste semplici all'interno delle case o delle gher insieme a tutta la famiglia: per l'occasione vengono cucinati centinaia di buuz, i tradizionali ravioli ripieni di carne di montone, che vengono accompagnati da vodka e airag, illatte di cavalla fermentato. E poi tanta allegria, canti e riti propiziatori (foto tratta dal sito railcom.mn). Lo Tsagaan Sar quest'anno cade il 31 gennaio 2006 e sarà una celebrazione speciale: 800 anni fa esatti Temujin veniva proclamato Gengis Khan, padrone del grande impero della Mongolia. E proprio in quell'occasione venne festeggiato il primo Tsagaan Sar della storia. Auguri, Mongolia! Clicca qui per il calendario completo dei festeggiamenti per gli 800 anni dell'Impero

 

Crisi di Governo in Mongolia

La protesta scende in piazza

25 gennaio - Continua il delicatissimo momento politico in Mongolia, dopo la caduta del Governo di Elbegdorj. Si tornerà a discutere sul futuro del Paese all'inizio di febbraio, dopo le celebrazioni dello Tsagaan Sar. “E’ per colpa del MPRP, il partito rivoluzionario comunista, se il Governo è caduto”. Lo ha dichiarato il primo ministro della Mongolia, il liberale Tsakhiagiin Elbegdorj che ha anche precisato: “Ho servito il mio Paese con la passione di un nomade della steppa”. Il 13 gennaio dieci ministri del Partito rivoluzionario del popolo, l’ex partito comunista che ha guidato il Paese dalle prime elezioni del 1990, si erano dimessi accusando il premier di cattiva gestione economica e di una politica anticorruzione inadeguata. Ma parte del popolo si è schierato con Elbegdorj: in una gelida piazza Ulaan Baatar (35 gradi sottozero) centinaia di persone hanno manifestato contro l’ex partito comunista (nella foto, un momento delle manifestazioni, tratto dalle immagini televisive di Eagle Tv). Più di cinquecento persone hanno saccheggiato i locali del MPRP prima dell’intervento della polizia. Elbegdorj si è dimesso a meno di due anni dal suo insediamento a capo di un Governo i comunisti, dopo la vittoria elettorale del 2004, avevano accettato di formare un governo con i liberali.

 

Vodka agli elefanti per combattere il freddo

23 gennaio - Vodka agli elefanti. E' la trovata del circo dei responsabili del Circo di Mosca, che si sta esibendo a Ulaan Baatar, per combattere il freddo polare della Mongolia. Ogni elefante si scolerà tre litri di vodka al giorno. Si tratta ora di capire come reagiranno questi animali, originari delle regioni tropicali dell'India, a questa massiccia terapia alcolica.

 

Gundegmaa premiata dal Presidente

22 gennaio - Otryad Gundegmaa, 27 anni, campionessa mondiale di tiro con la pistola ha ricevuto dal presidente Enkhbayar il titolo di State Honored Athlete che viene riconosciuto a un ristrettissimo numero di atleti mongoli. All'ultima Olimpiade di Atene, Gundegmaa era favorita per la medaglia d'oro (e sarebbe stata la prima nella storia della Mongolia) ma l'emozione l'ha tradita: alla fine giunse solo quinta dimostrando nelle gare successive di essere comunque la numero 1 al mondo. Federico Pistone ha incontrato Gundegmaa a Ulaan Baatar per un'intervista che sarà presto pubblicata.

 

L'aeroporto di Ulaan Baatar 

si chiamerà Gengis Khan

21 gennaio - L'aeroporto della capitale mongolo, il "Buyant Ukhaa Airport" (foto), presto cambierà nome. Nell'800° anniversario della nascita dell'impero mongolo, sarà dedicato all'eroe nazionale, Gengis Khan. Lo ha deciso il Ministro dei Trasporti G. Batkhuu, suscitando una generale soddisfazione nonostante il difficile momento politico. L'ufficialità del nuovo battesimo dovrebbe arrivare nei prossimi mesi

 

L'ultimo saluto di Ravenna e della Mongolia a Mauro Dragoni

18 gennaio - L'intera Ravenna si è fermata per porgere l'ultimo omaggio a Mauro Dragoni, Console della Mongolia e sindaco della città per sei anni. Al funerale centinaia di persone e numerose autorità, fra cui il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, quello della Provincia, Francesco Giangrandi, amici e compagni di partito. Dragoni ha fatto molto per la Mongolia e per Ravenna: è stato tra l'altro il primo Presidente della Fondazione l'Università, che oggi conta quattromila iscritti. Il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha detto: "Quando incontreremo i suoi figli gli diremo: conoscevo tuo padre e sono onorato di averlo avuto come sindaco, come amico, come compagno".

 

E' morto Mauro Dragoni, Console e amico della Mongolia

14 gennaio - Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio è morto Mauro Dragoni (foto), Console della Mongolia e nostro amico. Oltre alla sua carica diplomatica, Mauro era noto e apprezzato per il suo impegno politico e sociale: era stato Sindaco di Ravenna dal 1987 al 1992. Il 9 gennaio 1974 Dragoni entrò nel consiglio provinciale del Pci divenendone capogruppo. Amava molto la Mongolia e da qualche anno ne era diventato Console in Italia, dimostrando competenza, entusiasmo e trasparenza.  Dragoni era riuscito, con il suo lavoro e la sua passione, a mitigare il dramma della perdita della moglie Loretta Morigi che nel luglio 2000 era morta in un incidente stradale. “In questo triste momento – ha detto Francesco Giangrandi, presidente della Provincia di Ravenna – ho presente l’immagine dell’amico Mauro, così come l’ho conosciuto, generoso e con tanta voglia di fare”. Il suo lavoro e la sua passione resteranno un'eredità che conserveremo gelosamente.

 

Crisi politica in Mongolia: cade il Governo di coalizione

13 gennaio - E' crisi politica in Mongolia, la più profonda dopo le prime elezioni democratiche del 1990. Il Governo di Tsakhiagiin Elbegdorj è caduto oggi, venerdì 13 gennaio, dopo le dimissioni dei ministri del MPRP (Mongolian People's Revolutionary Party) che ha 38 dei 76 seggi in Parlamento, il grande Hural. Proteste pacifiche ma decise da parte di alcune centinaia di cittadini (nella foto, l'esercito presidia la sede del parlamento nella piazza Sukebatar della capitale Ulaan Baatar) in sostegno al primo ministro Elbegdorj, protagonista di una campagna anticorruzione. Le cause della crisi possono essere ricondotte alla difficile convivenza al Governo del Partito Rivoluzionario Comunista, che ha vinto le ultime elezioni, e l'Unione dei partiti democratici di ispirazione anticomunista. Inoltre, potrebbe essere stata determinante la recente "esposizione" politica della Mongolia alle due grandi influenze capitalistiche: gli Stati Uniti, che con la visita di Bush a Ulaan Baatar ha chiesto diplomaticamente alla Mongolia di fare da cuscinetto all'espansione cinese; e la Cina stessa che, proprio per fronteggiare l'alleanza mongola con gli Usa, ha proposte nuove opportunità e aiuti alla Mongolia. Ora la situazione è in stallo, probabile un rimpasto di Governo. Altrimenti elezioni.

 

Meno 54 gradi a Zavkhan, mai così freddo in 20 anni

12 gennaio - Freddo straordinario in Mongolia. Il termometro è sceso a meno 54° centigradi nell'aimag (regione) occidentale di Zavkhan, e in particolare nel sum di Otgon (vedi mappa). Si tratta della temperatura più rigida registrata negli ultimi venti anni. Il record assoluto risale al 27 dicembre 1966 quando si registrarono 55,6 gradi sottozero. Nel 1977 nell'aimag di Uvs, nel nord ovest della Mongolia, il termometro crollò a meno 54°. Nella sezione CLIMA tutte le informazioni

 

Protesta contro i ministri dimissionari: cittadini dalla parte di Elbegdorj 

12 gennaio - È stata battezzata la rivoluzione dell'Anemone, o la rivoluzione blu. Oggi, giovedì 12 gennaio 2006, il popolo mongolo si è ribellato e si è stretto minaccioso dinanzi al sontuoso palazzo sede del Mongolian People's Revolutionary Party. Ieri infatti i ministri appartenenti al MPRP, partito di maggioranza nel Governo democratico della Mongolia, hanno rassegnato le dimissioni. In questo gesto il popolo ha visto una mossa contro il primo ministro Tsakhiagiin Elbegdorj (nella foto a destra) e la sua battaglia per combattere la corruzione. Con questa dura contestazione, il popolo mongolo si oppone al cambiamento di governo, e richiede piuttosto nuove elezioni parlamentari.

(Ganbaatar da Ulaan Baatar per mongolia.it)

 

La Mongolia pronta a festeggiare

gli 800 anni dell' Impero di Gengis Khan 

11 gennaio - La Mongolia è pronta per festeggiare gli 800 anni della fondazione dell'Impero di Gengis Khan (1206-2006), il più vasto mai raggiunto nella storia dell'umanità. La piazza principale di Ulaan Baatar, dedicata a Sukebatar, sta per togliere il velo a un monumento che finalmente celebra il grande eroe mongolo, Gengis Khan appunto. Il via ai festeggiamenti corrisponde allo Tsagaan Sar, il capodanno mongolo, che quest'anno cade il 30 gennaio. Le prime manifestazioni in calendario si svolgeranno nel mese di febbraio 2006: il 1° sarà inaugurata nella capitale una mostra d'arte che rievoca ottocento anni di storia e tradizioni mongole: il 3 febbraio suggestiva sfida di polo a dorso di cammello; il 4 campionato del Mongolian bone game, il tipico gioco con le ossa di pecora. L'8 febbraio nella meravigliosa cornice del Lago Hovsgol grande festa sul ghiaccio. Buon compleanno, Mongolia! Nella foto (di Federico Pistone) un giovane mongolo con gli abiti tradizionali.

Batjargal insignito da Ciampi

con l'Ordine della Stella 

9 gennaio - L'ambasciatore Chuluun Batjargal ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi l'onoreficenza dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana (immagine a sinistra) in occasione della Festa del Tricolore. La consegna, su proposta del Ministro degli Esteri Gianfranco Fini, ha voluto saldare l'unione fra l'Italia e quelli che sono stati definiti "sinceri amici della nostra Repubblica". Insieme al Grand'Ufficiale Batjargal sono stati insigniti dell'Ordine della Stella anche altri personaggi significativi nel panorama internazionale, fra cui la religiosa brasiliana suor Rosita Milesi, gli ex ambasciatori francese, serbo e di Capo Verde in Italia, il ministro dell'economia bulgaro Ovcharov, il giornalista del Corriere della Sera Antonio Ferrari e anche esponenti del volontariato all'estero come il pediatra ragusano Claudio Di Martino impegnato ad assistere i bambini del Paraguay. Per Batjargal un riconoscimento prestigioso che conferma il rapporto sempre più stretto fra Mongolia e Italia.