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La Mongolia di Shiara Alwis
Le foto - Shiara alla lezione di tiro con l'arco - Shiara e i suoi amici mongoli
Appunti
Il lago dell'imperatore La prima vista e’ del lago Avarga Toson Nuur dove ho nuotato tutti i giorni. E’ anche il lago dove veniva l’imperatore Genghis Kahn con la corte reale nel trecento. I nobili occupavano un lato del lago ed i contadini facevano il bagno sull’altro. C’era anche una parte riservata per le donne nobili. Questo lago è famoso in Mongolia per i suoi poteri curativi. Tante persone con i problemi di pelle, reumatismi e vari dolori di ogni tipo vengono qui per 2 settimane all’anno. Si tratta di poche persone comunque. La popolazione totale della Mongolia e’ soltanto 2 millioni e mezzo per un paese che e’ grande quanto l’italia, la spagna e la francia messi insieme.
Il trattamento di fango
Il Tiro col arco e’ uno delle 3 sport nazionali della Mongolia (corsa a cavallo e la lotta libera sono gli altri 2) ed ieri ho avuto il piacere di trovarmi nel villaggio di Genghis Khan. Sono molto emozionata per condividere con voi la mia prima lezione dal campione della Mongolia di tiro con l’arco! (E’ tanto vero che ho fatto un po’ la scema ma non importa.) La squadra e’ molto brava ed e’ fatta anche di donne. La competizione era tra i mongoli ed i coreani che sono vestiti di giallo e assomigliano i membri della Ku Klux Clan. Gli archi sono di corna di capra ed e’ difficilissimo tirare la corda indietro per quanto e’ tesa. Il bersaglio non visto nel video sta a 300 metri dall’arciere. Dopo una settimana di influenza e legata al letto come una moribonda, sono tornata fedelmente a voi. Fa un freddo cane, 3 gradi mica e’ Roma qui! Negli ultimi anni la Mongolia è cambiata da un’economia di pianificazione centrale ad un sistema di mercato libero (traduzione letterale). Cioé la struttura socialista era caduta e fu rimpiazzata da una privatizzazione totale. Il risultato era disoccupazione e povertà devastante in tutto il paese. Uno
dei miei progetti è sul Dulaankhan che è stato colpito duramente dalla
crisi economica ed i contadini hanno patito la fame come conseguenza. Questi
contadini prendono in prestito di solito piccole somme dalla banca
per comprare i semi ed i fertilizzanti, usando come contropartita la
raccolta. Hanno anche il fardello di pagare l’istruzione dei
bambini (l’alfabetizzazione sta a 97% in Mongolia!), quindi fanno la
raccolta presto per poterla vendere sotto il prezzo di mercato a
villaggi ed a paesi vicini. Gli avanzi sono tenuti per il
consumo personale, ma questa piccola quantità finisce dopo qualche mese e
le famiglie raggiungono livelli di fame per rimanerci fino alla
prossima primavera quando il ciclo di prestito e piantare inizia da capo. Il
progetto umanitario Il nostro progetto ha aiutato il villaggio a rimettersi in piedi fornendo ai contadini la possibilità di coprire i costi di base, di costruire e stabilire dei sistemi di innaffiamento e le pompe d’acqua e di insegnare loro i migliori metodi per curare la terra, dato che il piantare e’ un’attività relativamente nuova in Mongolia. Non bisogna dimenticare che questa e’ gente caparbia e sono mangiatori di carne, (il significato della parola “Eskimese”) normalmente sopravvivono del bestiame durante i 9 nove mesi di inverno severo a -60°C quando non cresce nulla. Il progetto facilita anche la vendita dei prodotti agricoli al prezzo di mercato e insegna loro a conservare la verdura sotto olio/aceto, per ambedue l’utilizzo personale e vendita al mercato durante l’inverno. Un
mondo diverso C’è
un sistema di tronco/legna per ottenere l’acqua dal pozzo. Ognuna
delle 20 famiglie nel villaggio ha un pozzo che usa per innaffiare gli
orti. Patate, carote, cavoli e cipolle sono la verdura di base
ma ci sono anche peperoni, cetrioli e zucche. Vi sorprenderà sapere
che in Mongolia – non come il resto dell’Asia – e’ una
società matriarcale nella quale il numero maggiore dei lavoratori adulti
sono donne. Anche i bambini sono abbastanza coinvolti nelle attività
quotidiane come piantare e fare la raccolta, pompare l’acqua, cucinare e
pulire. E’ davvero un mondo diverso qui.
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