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DIARIOLEONARDO
CARNESECCHI
Salve
a tutti scrivo per dare un contributo sincero della bellezza della
Mongolia, a quasi cinque anni dal nostro viaggio. Mi chiamo Leonardo e
sono stato in Mongolia nel settembre del 2005. Quando partimmo io e la
mia compagna non sapevamo assolutamente a cosa andassimo incontro.
Arrivati all’aeroporto di Ulanbaatar fummo accolti dalla guida e
dall’autista. Saremmo stati insieme per tutto il viaggio. Appena
lasciato l’aeroporto ci accorgemmo subito che il paesaggio intorno a noi
era diverso. Sembrava di essere in un altro pianeta. Esistevano
pianure e all’improvviso montagna. Nessun albero, mai!!! Tanta erbetta
fina tipo pratino all’inglese. Arrivati ad Ulanbaatar ci scontrammo con
il caos del traffico della capitale. Le auto hanno sia la guida a destra
che a sinistra. Lasciammo la capitale il giorno seguente. Le tappe di
spostamento erano mediamente di 450 km. Quando attraversavamo la steppa
si vedeva un paesaggio pianeggiante verde con una linea
dell’orizzonte lontanissima. Ci fermavamo a metà percorso ogni
giorno per mangiare. Scendendo dall’auto sentivamo un piccolo sollievo
dato dal sole, ma appena passava una minima folata di vento la
temperatura scendeva bruscamente. Se sfortunatamente si ci posizionava
sottovento il “profumo” del montone che bolliva in pentola era
estenuante… La cosa più bella, tra le tante, che ho visto sono state
le dune del deserto del Gobi raggiunte cavalcando un cammello
insieme con il suo proprietario. L’altra cosa che mi ha affascinato è
stato vedere il canyon dove sono stati trovati i resti dei dinosauri.
Sembra di tornare indietro nel tempo. Anche i colori del paesaggio
sono particolari. Si sente l’acqua che scorre e sembra di entrare
all’interno della storia, la storia meno conosciuta dall’uomo. Quando
nel museo della capitale ci si trova di fronte allo scheletro del
dinosauro è come trovarsi davanti alla Gioconda di Leonardo al Louvre di
Parigi. Lascia un senso di vuoto, un senso di non appartenenza ad un
certo tipo di realtà. Esteticamente la capitale risente notevolmente
dell’influenza passata del regime dell’ex URSS. Entrando però nei locali
come i pub ci si accorge che la tendenza è effettivamente cambiata con
arredamenti e modi di essere tipicamente nostrani. Sono recentemente
nati centri commerciali e negozi alla maniera occidentale. Le
persone, i Mongoli, sono cordialissimi. Quando due mongoli si
trovano spersi nella steppa sicuramente si fermano e si offrono
reciprocamente aiuto. Essere in difficoltà negli spostamenti è facile in
Mongolia. Non esistono strade asfaltate, ma solo sentieri sterrati.
Cartelli che indicano la direzione non ci sono e neanche distributori
per fare rifornimento. Da un paese all’altro (ci sono centinaia di
chilometri di distanza) il telefonino non prende. Alla luce di tutto
questo è naturale per un Mongolo fermarsi e sentire se qualche altro
Mongolo, che incontra durante uno spostamento, ha bisogno di aiuto. Da
noi è molto difficile!!!
Il paese merita di essere
visto. E’ un’esperienza culturale estrema, ma importante. Per
quanto mi riguarda ho realizzato un sogno coltivato fin da piccolo.
Leonardo
Carnesecchi |