DIARIO

Questa sezione è animata dai contributi di chi ha visitato la Mongolia e ha impressioni di viaggio da condividere, attraverso riflessioni, appunti, immagini. Tutti i reportage sono in esclusiva per mongolia.it e sono proposti in ordine di invio (in alto i più recenti). Raccontate la vostra Mongolia a: info@mongolia.it. Al momento sono presenti 104 diarI. Per vedere i reportage cliccare sull'icona o sul titolo.

 

La Mongolia di Adriana Boschetto

E' stato un viaggio meraviglioso! Un vero ''viaggio-avventura'' proprio come io concepisco il viaggio scoperta di terre sconosciute, immersione nella cultura di altri abitanti della terra. La Mongolia è una immensa terra selvaggia! Bellissima e difficilissima da girare! Nel deserto del Gobi alcuni campi tende erano senza corrente elettrica e si andava a candele!

 

La Mongolia di Olga Basso
Sono i sorrisi dei bambini che ricambiano parole che non serve pronunciare, sono i gesti di altruismo che vengono spontanei, sono gli sguardi mesti delle donne anziane che hanno i segni nel volto di una vita dura ma dignitosa, sono gli immensi spazi che ti fanno martellare in testa versi di poesie che solo qui hanno un senso

 

La Mongolia di Maria e Davide Matricardi

Paesaggi incredibili estesi a perdita d’occhio, tempi lunghi e dilatati, quello che ci voleva per staccare da tutto, dall’orizzonte conosciuto, dalla frenesia degli ultimi giorni prima delle nozze, dall’ansia di dover fare fare fare fare in tempo. Abbiamo amato molto il non conosciuto perché ci ha consentito di non poterci fare alcuna aspettativa,di vivere tutto con uno stupore e una curiosità in cui non speravamo

 

La Mongolia di Paolo Cocchi 2
Here I am again !” Beh, sì, per chi non lo sapesse, sono ancora sulle tracce di Gengis Khan dopo l’esperienza ciclistica dello scorso anno. Perché a piedi ? E’ stato il vedere un plastico dell’orografia mongola al Museo di Storia Naturale di Ulaanbaatar e il parlarne con Max a convincermi a ritornare

 

 

La Mongolia di Celestino Girardi

Una splendida luna si sta levando dietro la montagna proprio di fronte alla mia finestra. È appena passata sopra la Mongolia e mi ha portato i saluti dei nomadi, chiedendomi di estenderli ai miei amici di avventura! Accidenti come sono poetico!

 

 

La Mongolia di Fabio Fioroni

La maestosità del luogo non la dimenticherò mai... Non è deserto... non è steppa... non è simile a nessuno dei luoghi che pure ho visitato... è semplicemente e solamente, come dicono loro, il Gobi !
Mongolia, ci sei entrata nell'anima con i tuoi spazi incontaminati e sterminati e nel cuore con la bontà della tua gente... Aspettiamo solo di incontrarti di nuovo. Non vai visitata, vai vissuta

 

La Mongolia di Rodolfo Lavezzo

Anche in bianco e nero la Mongolia offre tutte le sue suggestioni. Specialmente se le immagini risalgono agli inizi degli anni 70 quando il Paese, dominato dall’influenza sovietica, era ancora off limits per gli stranieri. Rodolfo Lavezzo e la moglie Ivana hanno avuto visitato Ulaanbaatar per un viaggio istituzionale (ma anche romantico) e oggi, per la prima volta, aprono il loro album per mongolia.it

 

La Mongolia di Paolo Cocchi

Hanno acceso un fuoco qui accanto alle tende per arroventare alcuni sassi che serviranno per una ricetta davvero strana! La carne comprata al mercato questa mattina è stata messa in pentola con erbe aromatiche, poca acqua salata, patate e pietre roventi, incoperchiata e messa sul fuoco per essere cotta. Siamo davvero incuriositi, stiamo già pregustando questa specialità mongola.


La Mongolia di Leonardo Carnesecchi

Sembra di tornare indietro nel tempo. Anche i colori del paesaggio sono particolari. Si sente l’acqua che scorre e sembra di entrare all’interno della storia, la storia meno conosciuta dall’uomo. Quando nel museo della capitale ci si trova di fronte allo scheletro del dinosauro è come trovarsi davanti alla Gioconda di Leonardo al Louvre di Parigi. Lascia un senso di vuoto, un senso di non appartenenza

 

La Mongolia di Marco Marzano

Sono Marco Marzano, sono sposato con una donna Mongola e abbiamo un figlio. Ho realizzato due video con le mie foto che ho scattato nel 2002 (quando ho vissuto per un anno in Mongolia) e poi nel 2004, 2006 e 2008. Ho preferito raccontare la Mongolia in questo modo, come una specie di spot pubblicitario e speriamo che chi guarda questo sito possa sempre più appassionarsi alla Mongolia

 

La Mongolia di Augusto Carpi
Un momento straordinario è stato quello della partenza da una delle gher, dove l'anziana della famiglia ha "benedetto" il nostro mezzo con del latte, ponendolo sulle 4 ruote e lanciandocelo dietro mentre pronunciava non sappiamo bene quali frasi d'auspicio. Una serata particolarmente suggestiva, è stata attorno al falò con guida e interprete, raccontandoci storie di spiriti delle montagne e almas degli Altai
 

La Mongolia di Marco Crisafulli
La Mongolia è un paese che colpisce per i suoi spazi immensi, per la sensazione di vuoto così lontana dalla nostra realtà quotidiana. I pastori nomadi vivono nelle gher, le tradizionali tende bianche di feltro, e l’incontro con la loro civiltà costituisce l’aspetto più interessante del viaggio; l’ospitalità è sincera, ogni occasione è buona per offrire qualcosa all’ospite di passaggio

 

La Mongolia di Alessandra Monti
3 voli, 15 ore di camion e 10 ore di cavallo, il primo accampamento tsaatan, un altipiano fra le montagne, 2 hurtz fumanti, una trentina di renne che ci vengono incontro, una ventina di cavalli liberi, un gregge di pecore nere, 3 cani tipo alaskani, paesaggio irreale che riconosco come qualcosa che ho sempre visto

 

La Mongolia di Viola Raddi
I pasti sono tutti a base di latte caldo di cavalla con il té nero, zuppa di montone con patate, carote e spaghetti fatti lì per lì... veramente spettacolare! Per non parlare di queste specie di coccoli con dischi di formaggio di capra fatti essiccare da loro. La sera poi ci scappa anche la vodka mongola che non si capisce bene con che cosa sia fatta. Sembra piuttosto sake'!

 

La Mongolia di Rose e Ivan Abbatangelo

"In mezzo al niente!". E' proprio questa la sensazione che io e Rose abbiamo avuto appena abbiamo incominciato a entrare nella regione del Gobi. E' proprio questa la sensazione che cercavamo in Mongolia. Il silenzio e gli spazi infiniti. E' molto bello poter osservare l'orizzonte e non vedere, tra noi e la linea che lo definisce, città, case, paesi o anche semplicemente cascine. Ogni tanto una o due gher.

 

La Mongolia di Cristina Borin

Fase di discesa. Guardo fuori dal finestrino in attesa, non so di cosa. Quando finalmente riesco a vedere oltre le nuvole, mi sento letteralmente abbracciata. Da un verde assoluto, morbido e confortante.
Da un verdissimo abito di velluto che veste di calore le curve della Mongolia. Da quel momento in poi mi sono sentita a casa. E non ho mai smesso di sorridere

 

La Mongolia di Tommaso Goisis, Lorenzo Fumarola e Giovanni Scolari

Sapevamo della leggendaria ospitalità di questo popolo, ma provarla direttamente è stato bellissimo: ci hanno offerto di tutto, carne appena cucinata, noodles, verdure e quant'altro ci fosse in tavola. Abbiamo ricambiato con quanto potevamo: una piccola confezione di Nutella ciascuno! Il giorno dopo un'altra famiglia ci ha invitato nella gher a bere latte per ripararci dal freddo, infatti fuori stava nevicando!

 

La Mongolia di Michele Galgani

La Mongolia è una serie di cilindri che girano, ognuno con una preghiera dentro che si diffonde nell’aria, e tutte le parole che le compongono salutano, avvolgono, inebriano e talvolta stordiscono chi le incontra. Hai come la sensazione, talvolta, di udirle queste preghiere, di udirne anche solo una mezza frase, e ti rinfranchi per il senso di pace che ti dà

 

La Mongolia di Giuseppe Fischetto

La Mongolia che ho visto ce l’ho ancora negli occhi, coi suoi colori incredibili. Ma, più di tutto, mi ha spiazzato la vastità dello spazio aperto, che mi ha fatto immaginare, forse per la prima volta, l’idea di infinito e di libertà assoluta
 

 

La Mongolia di Pamela Jane Hartley

Svegliata dal sole che filtrava dal tetto della ger. Giornata perfetta, così perfetta che abbiamo pregato di essere riportati di corsa ad Erdene Zuu per fare le foto esterne che non avevamo potuto fare il giorno precedente. Fatto. Partenza per il Gobi. Prima fermata al monastero di Shankh, un piccolo gioiello. Era l’ora delle preghiere, bellissima esperienza. La maggior parte dei monaci erano piccoli

 

La Mongolia di Luigi Lanfranco e Bruna Guidetti
Questa, ma soprattutto nell’animo della sua gente, è veramente la “Terra del cielo blu”. Forse nel loro saluto c’è un po’ d’invidia perché pensano che ritorniamo in un modo più ricco del loro, di certo non migliore. Ma un nodo si stringe in gola e la nostalgia nel lasciare la Mongolia si fa quasi lacerante. Riprometterci di ritornare? Non ci sentiamo di prometterlo. A modo nostro, ma siamo nomadi anche noi.

La Mongolia di Anna Valentina Bernardi




La Mongolia di Riccardo Riva
La Mongolia è un paese che ti entra dentro e piano piano ti conquista senza che tu te ne accorga.
Appena fuori da Ulaan Baatar ci si ritrova in un territorio immenso e senza limiti, senza recinzioni, muri, steccati, confini; si assapora una sensazione di libertà che inebria e stupisce: è veramente sorprendente che al mondo esistano ancora dei posti così!

La Mongolia di Maurizia Giusti

 

 

 

La Mongolia di Ciro Maiocchi

 

 

 

La Mongolia di Stefania Mercatali

 

 

 

La Mongolia di Stefano La Torre

 

 

 

La Mongolia di Chiara Rosati

 

 

 

La Mongolia di Jane Hartley

 

 

 

La Mongolia di Mirella Di Giorgio

 

 

 

La Mongolia di Arjuna Cecchetti

 

 

 

La Mongolia di Serena Pinzi

 

 

 

La Mongolia di Roberto Chiodi

 

 

 

La Mongolia di Franco Garau

 

 

 

La Mongolia di Emanuela Buggio

 

 

 

La Mongolia di Michela Bertagnolio

 

 

 

La Mongolia di Luciano Celi

 

 

 

La Mongolia di Roana e Guido Rattalino

 

 

 

La Mongolia di Francesco Pizzirani

 

 

 

La Mongolia di Norma Costa

 

 

 

La Mongolia di Annamaria Buggio

 

 

 

La Mongolia di Lucilla Raffaelli

 

 

 

La Mongolia di Sara Giordana

 

 

 

La Mongolia di Neda Terzi

 

 

 

La Mongolia di Fabrizio Martinelli

 

 

 

La Mongolia di Marco De Rosa

 

 

 

La Mongolia di Moreno Feltresi

 

 

 

La Mongolia di Paola Storti

 

 

 

La Mongolia di Manuela Merlo

 

 

 

La Mongolia di Silvia Veronesi

 

 

 

La Mongolia di Chiara Gatta

 

 

 

La Mongolia di Cristina Toniconi

 

 

 

La Mongolia di Chiara Zanoccoli

 

 

 

La Mongolia di Aldo Cereser

 

 

 

La Mongolia di Laura Gatti

 

 

 

La Mongolia di Paola Causin

 

 

 

La Mongolia di Benedetta Mele

 

 

 

La Mongolia di Tullio Reggio

 

 

 

La Mongolia di Enrico Antonietti

 

 

 

La Mongolia di Cristiano Esclapon

 

 

 

La Mongolia di Irene Candelieri

 

 

 

La Mongolia di Luigia e Miria Vecchio

 

 

 

La Mongolia di Massimo Viano

 

 

 

La Mongolia di Fabrizia Salvi

 

 

 

La Mongolia di Salvatore Gebbia e Rita Zordan

 

 

 

La Mongolia di Paolo Perso

 

 

 

La Mongolia di Carla Sassi e Francesco Cigada

 

 

 

La Mongolia di Leonardo Gribaudo

 

 

 

La Mongolia di Costanzo Brovida

 

 

 

La Mongolia di Corrado Manara

 

 

 

La Mongolia di Giovanni Aulisi

 

 

 

La Mongolia di Savitri Jamsan e Carmelo Iapichino 

 

 

 

La Mongolia di Enrico Vottero

 

 

 

La Mongolia di Alberto Busti

 

 

 

La Mongolia di Greta Romani

 

 

 

La Mongolia di Angela Marinoni

 

 

 

La Mongolia di Ivana Moreschi

 

 

 

La Mongolia di Cristiano Lissoni

 

 

 

La Mongolia di Alessandra Spataro

 

 

 

La Mongolia di Marianna Bronzino

 

 

 

La Mongolia di Shiara Alwis

 

 

 

La Mongolia di Giuseppe Boselli

 

 

 

La Mongolia di Giorgia Rochas 

 

 


La Mongolia di Mimosa Martini

 

 

 


STEFANO TRONCI  - viaggiatore

"La realtà qui è così diversa da ogni altro posto in Europa da sfuggire alla mia comprensione, tanto che alle volte ho bisogno di fermarmi, riflettere e assimilare usi e costumi di una civiltà così lontana".


GIORGIA E MIRKO  - viaggiatori

"Siamo tornati dalla Mongolia carichi di foto, di bei ricordi dei visi gentili e dei paesaggi immensi... e con già tanta nostalgia".


JULIA ROBERTS - attrice

"La Mongolia è entrata per sempre nel mio cuore, con una spiritualità che non ho mai dimenticato e mai dimenticherò. Ho provato emozioni religiose, nel senso che mi sono misticamente fusa con le persone, la loro cultura, e la natura in cui là si vive immersi totalmente".


SERGIO BETTINELLI - medico fondatore del Cepei (Centro Psicologia Evolutiva Intersoggettiva di Milano)

"I Mongoli sono gente sana e robusta fisicamente: ho avuto modo di constatare più volte la loro resistenza al dolore e alla fatica; mi è capitato di effettuare piccoli interventi di chirurgia ambulatoriale senza alcuna anestesia (purtroppo non c'era altra possibilità), senza che il paziente o la paziente battessero ciglio. Le donne in particolare: le donne gravide arrivavano a cavallo anche da molti chilometri di distanza con le loro pance e i loro bellissimi bambini".

"Non mi sono mai sentito così libero. La Mongolia è una terra sconfinata dove ognuno si difende come può, oppure si integra con l'ambiente, si rapporta con le persone in una relazione che non può non essere vera, perché priva di tutte quelle sovrastrutture che condizionano quotidianamente i nostri rapporti interpersonali".


SABRINA, CHIARA E LAURA BRENNA - viaggiatrici

"Mentre eravamo al monastero di Shank casualmente abbiamo avuto la fortuna di assistere a un naadam locale e abbiamo visto la corsa dei cavalli e la lotta mongola. Siamo state fortunate anche perché eravamo tra le poche occidentali insieme ai nomadi. In tutti i campi i mongoli sono sempre stati gentili con noi e ricordiamo in modo particolare una signora anziana che ci ha mostrato come si realizzano le corde in cammello delle gher".


LUCIA MIGLIARDI - viaggiatrice

"La Valle di Ambar Ayas Galant è il posto più "dolce" di quelli da me visitati nel mondo. Il deserto del Gobi mi ha deluso, non è il deserto che sognavo".


CARLO MIGLIARDI - viaggiatore

"Quando si esce dalla strada asfaltata e si percorre la pista verso il monastero di Ambarayasgalant il paesaggio ritorna incantevole: montagne con pendenze molto dolci, ricoperte di larici e betulle, basse colline verdissime di erbe e magnifici fiori. Anche dal campo delle gher la vista del paesaggio è struggente, con un cielo notturno così ampio e splendente ".


GLENN HODGES - reporter di National Geographic

"Prima di venire in Mongolia ne ero già innamorato. Mi affascinava l’idea di poter montare a cavallo a un capo del Paese e percorrerlo tutto, senza incontrare nemmeno uno steccato o una strada asfaltata: una cavalcata lunga 2400 chilometri, più della distanza tra Roma e Stoccolma".


FRANCESCO CORTI - viaggiatore

"Ho viaggiato molto, soprattutto in Asia e Africa. Devo riconoscere che la Mongolia è un Paese dove davvero il tempo si è fermato, sembra di vivere nel passato".


GLORIA BAVA - viaggiatrice

"Attraversiamo pianure e colline erbose su cui pascolano a migliaia pecore, capre, cavalli; falchi maestosi si alzano in volo dal ciglio della pista per posarsi poco lontano, decine di gru passeggiano eleganti nelle zone più umide mentre l'aria profuma di camomilla e cavalieri al galoppo corrono nelle immense distese verdi. Verso il tramonto arriviamo su un crinale dove vi è un grande ovoo: da qui il panorama, enfatizzato dai colori del tramonto, dal silenzio e dal fruscio del vento, è grandioso".


LAURA CAPASSO E ALFREDO SAVINO - viaggiatori

"Sotto un cielo immenso, illuminato solo dalle fluorescenti stelle del quarantacinquesimo parallelo, camminavamo incerti, nel buio, al seguito di un uomo a cavallo. Stavamo passeggiando nella steppa. Quell'uomo nel suo del blu cobalto, con il capo coperto da un berretto simile a una corona, ondeggiava, senza incertezza alcuna, come se il buio fosse stato luce: ritto e fiero su quel cavallo che sembrava il proseguimento del suo corpo, delle sue stesse gambe".


FOSCO MARAINI - scrittore

"Su questi cavalli stanno in sella uomini instancabili, feroci, vendicativi, crudeli, ma anche improvvisamente generosi e ospitali. Nella jurta, al campo, lavorano le loro donne, alla pari quasi in tutto cogli uomini, gagliarde, spesso terribili, che gridano, inveiscono, maledicono col furore di profetesse bibliche".


ALESSANDRO GANDOLFI - reporter

"Budgan Aimar si guardò intorno e con tutte le cose che c’erano da fotografare mi indicò tre asini. Erano giovani e rubusti, ma pur sempre tre asini. Era questa la ricompensa per una notte trascorsa nella sua ger, persa nella steppa a trecento chilometri da Ulaan Baatar: niente soldi, solo un paio di fotografie da spedirgli per posta, dall’Italia".


ROBERTO IVE - scrittore

"Non una strada, una pista, un sentiero, un fabbricato, una casa. Tutto sembra vuoto: colline brulle, ondulazioni sinuose, rilievi appena accennati. Nessuna traccia di presenza umana. Poi d'improvviso un fiume scintillante, una lunga strada diritta, un ordinato susseguirsi di edifici, un'improvvisa e svettante ciminiera: Ulaan Baatar, capitale della Mongolia". 


ALBERTO MORAVIA - scrittore

"Usciamo dalla valle larga e piatta in cui si stende la capitale Ulan Bator e prendiamo a correre in un'altra valle del tutto simile ma più stretta. Il paesaggio è tipicamente mongolo, voglio dire che non potrebbe essere quello di nessun altro paese al mondo salvo la Mongolia. Com'è questo paesaggio? A prima vista non sembra così originale. La strada serpeggia per un fondo valle, lungo un fiumiciattolo sassoso, tra due file ininterrotte di colline verdi e prive di alberi. Dov'è l'originalità? Ma poi ciò che caratterizza la Mongolia viene fuori pian piano. Prima di tutto l'assenza di case completa, assoluta che però non vuol dire assenza di popolazione. Ogni tanto tra quelle colline che sembrano così verdi e calve, dei cocomeri posati in bilico ai due lati della valle, ecco, si apre uno slargo o una gola e in questo slargo vedo ora due tende rotonde, bianche della forma di enormi torte nuziali, oppure addirittura venti o trenta tende simili" .


GIANCARLO VENTURA - segretario associazione Soyombo

"La Mongolia, un viaggio che è come una iniziazione esoterica, un viaggio a ritroso fino al giorno della creazione".


GIORGIO BLASCO - responsabile cultura consolato di Mongolia in Italia

“La piccola Tsotsogmaa, che oggi compiva undici anni, poco prima, quando ancora stavamo festeggiando nella sua ger, mi aveva chiesto: Come è il mare? Ora, mentre mi saluta abbracciandomi, con gli occhi un po’ umidi, senza però mai smettere di sorridere, mi porge un piccolissimo zodog, un giacchino azzurro, formato bambola, di quelli che usano i lottatori durante il Naadam, una cosa sua, personale e che aveva deciso di donare a me: This is for you…and write me!


DANIELA GIGLIO- viaggiatrice

"Il vento era ancora forte. Verso il tramonto ci siamo avviati verso le dune per fare quattro passi. Erano bellissime e noi tranquillamente stanchi. Ci eravamo lavati, avevamo fatto il bucato e perfino bevuto  una birra. Stavamo parlando, io e Francesco, della giornata trascorsa, delle strade e delle innumerevoli buche, di questa gente orgogliosa e diversa da noi. Improvvisamente, alzando lo sguardo,  l'abbiamo visto. Un muflone? Sembrava. Solitario, maestoso, bellissimo e troppo lontano per essere fotografato. Di fianco a noi due cammelli, in fondo le dune. Tutto questo valeva il viaggio" .


BRADLEY MAYHEW - giornalista australiano

"Il vuoto di un paesaggio senza recinzioni e senza terre private può incutere timore. In alcuni momenti si ha persino l'impressione di poter scorgere la curvatura della Terra, ma proprio quando si pensa di essere completamente soli, si vedono apparire dal nulla pastori a cavallo equipaggiati con ciotole di yogurt e cannocchiali sovietici, con l'aspetto di soldati di fanteria dell'esercito di Genghiz Khan" . 


Pagina a cura della redazione di mongolia.it
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