La Mongolia di Valeria e Leonardo Gribaudo
Le foto
- Volo di gru sul Sangiin Dalai Nuur
- Il nuovo monastero di Choirin Kiid nel Baga Garziin Chulun
- Due cavalieri guidano una mandria di yak
- Incisioni rupestri presso Ulaan Suvraga
- Cercatori d'oro presso Huyanga
Le considerazioni
Le
motivazioni principali del nostro (primo) viaggio in Mongolia sono state: dal
punto di vista naturalistico l'ambiente desertico del Gobi e dal punto di
vista culturale la persistenza del buddhismo tibetano nella sua zona di
diffusione più settentrionale.
La pratica religiosa non appare così intensa come in Tibet, ma abbiamo visto
come vengano liberamente fondati anche nuovi monasteri.
La Mongolia ci ha colpito per gli aspetti linguistici: ci sono steli
bilingue in cinese e in turco con alfabeto runico, la lingua e la scrittura
tibetana sono comunemente usate dai monaci, la scrittura tradizionale mongola
(di cui non abbiamo potuto fare a meno di acquistare un manuale) ha un grande
fascino grafico.
Nei 2500 km di "fuoristrada" percorsi abbiamo incontrato una grande
varietà di ambienti e paesaggi: laghi, fiumi, boschi (pochi), dune, miniere
d'oro, la cascata più famosa della Mongolia (momentaneamente senz'acqua),
miraggi, cammelli e gazzelle selvatiche, uccelli rapaci in grande quantità.
Infine il viaggio nei suoi aspetti pratici (trasporti, pernottamenti, cibo) è
stato decisamente sempre migliore delle aspettative.
Gli amici mongoli
ci hanno magnificato anche tutto quello che non abbiamo ancora visto,
si può già pensare di tornare!