Il corpo di un sogno

 

E rifletto sul corpo più che mai in Mongolia.

E più che mai sento che il mio vero corpo è dentro il mio corpo e non è il mio corpo fisico.

Il mio corpo è un guscio in movimento.

Il mio Vero corpo e’ qualcosa che giace fermo dentro un corpo in movimento.

Il mio vero corpo e’ il fuoco della gher.

Il mio vero corpo non muore, non e’ mai stanco, non ha fame. Il mio vero corpo e’ un corpo nomade                                  Un Un abbraccio di cuore, federico

                                                               

                                                       Grazie, Marilena

 

Se la vita non fosse fatta di incontri e di visioni che vita sarebbe?

Forse più che mai ci convinceremmo che la nostra dimensione individuale, ciò che i nostri occhi guardano, quello che siamo in grado di sentire, pensare, sognare... sia l’unico mondo possibile.

Fortunatamente la parte “saggia” di noi per quanto piccola possa essere, spesso ci suggerisce che i mondi possibili sono tanti, così come tante sono le persone “preziose” e i luoghi “possibili” ed “impossibili” che nell’arco della vita ci è dato di incontrare.

Questa risorsa e’ una ricchezza enorme, un tesoro  potenziale che ognuno di noi ha la libertà di usare nel proprio gioco e la vita , infondo, può essere pensata come un gioco creativo , le cui regole e i cui schemi si inventano ogni giorno, si condividono, si fanno e si rifanno nella direzione che il nostro personale progetto….il nostro “sogno” disegna per noi.

Così ci sembra altrettanto importante, non solo vivere, ma anche con-dividere, offrire agli altri il racconto della nostra singolare esperienza ed accogliere i colori della vita degli altri... in modo che il disegno si faccia più grande, luminoso , intrigante, nuovo.

Viaggiare dentro e fuori di noi.

Creare, moltiplicare mondi, fare mondi nuovi.

Si spera di avere sempre voglia di fare luce nel buio, o di portare luce dove non c’è di accogliere luce quando ci manca.

E la luce non e’ altro che energia.

Energia in movimento.

E qui nasce l’importanza del viaggio, fisico o mentale non importa.

Il viaggio è una metafora stessa della vita la cui straordinaria potenzialità consiste nella possibilità di cambiare luogo e scena….di cambiare luce ai pensieri alle conoscenza di incontrare “corpi nomadi” e di esserlo.

Questo vuole essere il racconto di un viaggio. Appunto... di un viaggio nato da un incontro, un viaggio non ancora finito, un viaggio “in corso” dove se avrete voglia ci piacerebbe invitarvi per aprire un nuovo capitolo della nostra storia. Una storia con voi.

Stranamente i luoghi ci cercano e ci chiamano.

Spesso resistiamo a loro.

Non cogliamo il richiamo immediatamente ma poi qualcosa accade.

Circa cinque anni fa sentii il richiamo della “mongolia”

Vorrei raccontarvi come è accaduto semplicemente perché è una storia curiosa.

Fu per caso  che mi soffermai sulle pagine di una rivista di ecologia che trattavano di una singolarissima casa smontabile, la tenda dei nomadi mongoli, la gher.

Come nell’innamoramento, si sa, le ragioni dell’attrazione sono magiche e misteriose, così in questo caso, la mia passione per la tenda mongola ERA INSPIEGABILE.

Perché  non saprei dire, cosa in quello strano oggetto ebbe su di me un potere visionario così forte da spingermi a  contattare  l’autore dell’articolo perché potesse dirmi in quale luogo fosse  possibile incontrarne fisicamente una, entrarci, dormirci, sentirne l’odore….e magari illuminarla e disegnarla, come feci.

Il signore fu tanto gentile.

Dunque il viaggio ebbe inizio nel LUGLIO 2002.

Ero in toscana ma dovevo recarmi a confine con la Liguria .

Coinvolsi un’amica che si rassegnò ad accompagnarmi in quella che lei riteneva una “follia”.

Ringrazio ora, Massimiliana, per aver guidato sino lì e per aver goduto insieme a me di questa avventura.

L’incontro con la yurta costruita da un ragazzo inglese(yurta è un termine turco, non era ancora una gher originale mongola) fu indimenticabile perché ,forse, solo allora, a dieci metri di distanza  da lei capii solo uno dei motivi della mia inspiegabile passione………

Un cono bianco e rotondo, un cerchio perfetto….una casa in una valle.

Il trullo!

Ma che c’entra il trullo con la tenda dei nomadi mongoli?

Che ne sanno i mongoli dei trulli e i trulli dei mongoli?

Forse di “mongolo” in quel momento c’era solo il mio astruso pensiero che poi tanto astruso non era.

Astruso o non astruso, mongolo o italiano, e’ a quel pensiero che devo l’inizio di un lungo viaggio.

Un viaggio meraviglioso e  complicato un viaggio che a volte e’ diventato incubo.

Un incontro con un altro mondo, lontano e vicino, così come la mongolia si e’ rivelata a me cinque anni dopo, quando grazie ad altri preziosi incontri il sogno “mongolo”   si e’ realizzato.

Dormendo nella gher la prima volta capii che quello che mi piaceva era la sua somiglianza col trullo….ma anche il suo essere….in un certo senso il suo opposto …un oggetto leggero….smontabile….morbido come un cuscino

(poi ho scoperto che i cuscini mongoli sono duri come le pietre…….), un cono bianco che però non e’ fatto di pesanti pietre ma di morbido feltro, il simbolo della leggerezza di radici che continuamente si spostano, è vero pensai…”.I nostri corpi sono nomadi come queste case”.

Di fatto la nostra vera casa e’ il nostro corpo.

Certo anche il contadino della valle d’Itria è commovente per quel senso di cura , possesso e dedizione che offre al  proprio pezzo di terra, il proprio muretto a secco, il proprio angolo di mondo.

Ma forse e’ nella contaminazione il segreto della vita.

Essere influenzati, aperti, cambiati dagli eventi, dagli altri, dalle loro differenze.

Pensai che la Mongolia doveva incontrare la Valle d’Itria e viceversa perché forse avrebbero avuto qualcosa da dirsi. Per ben 5 anni continuai a credere che quell’idea fosse meravigliosa, seducente

Oltretutto la Mongolia era un anello fondamentale nella prosecuzione della mia ricerca sui temi “interreligiosi” sfociata nella mostra “Illuminanti corpi illuminati” del 2005.

Feci molte ricerche e mi accorsi che c’erano altri  come me in Europa che avevano subito il fascino della gher a Londra, in Francia, Spagna, Irlanda, Olanda...

E’ vero che gli artisti sono sognatori... ma che importa?

menomale che esistono, e poveracci, non possono fare a meno di esserlo…

 

Cercai tutte le informazioni possibili sulla Mongolia e sulle gher….

In Italia e precisamente in Valle d’Itria feci altri preziosi incontri, con artisti interessati alla Mongolia, Erena Ethel Heard, Nicola Calvani ecc…

Ma il mio entusiasmante scambio epistolare con Federico Pistone illuminò decisamente il cerchio che si disegnava. 

 

A questa mia  lettera:

 

caro federico,
cercavo invano di trovare il tempo di sedermi e scriverti..

.e finalmente il momento e' arrivato.
Sono d'accordo con te sul fatto che dovremmo incontrarci.... tu sei il
benvenuto tra noi.
> Partirai tra pochi giorni se non erro....io avrei tante cose da
> chiederti......sono completamente assorbita dal desiderio di dedicarmi
> esclusivamente all'obiettivo mongolia.....tanto che in questi giorni sono
> particolarmente insofferente rispetto agli impegni e alle mille cose che
> mi distraggono...
comunque ringrazio la magia che ci ha permesso di incontrarci...

ho l'impressione che tu abbia profondamente colto lo spirito che mi anima in
questo progetto...
ti sento molto affine....ti sono grata per la disponibilita' e il desiderio
di mettere la tua conscenza a servizio di un progetto che spero sara'
comune........
 … io vedo un villaggio.......
spazi che ricevono ed ospitano attivita'....
aiutami a costruire questo progetto...
a portare un po' di mongolia qui....
a favorire questo connubio.....ad aiutare i bambini di strada di Ulaan Bator..
io mi impegnero' al massimo perche' possa avvenire...
Pensavo anche che potremmo organizzare un evento ....una mostra
.....proiezioni di film...dare materiale informativo....

mi piacerebbe accostare visivamente una gher ad un trullo....

.farne un'immagine simbolo .....Consigliami il percorso.....anche di conoscenza.....visto che
ne hai molta piu' di me...

.provero' ad illuminarlo e a renderlo reale.....qui in Puglia….
.che il  proposito goda di ampi orizzonti....
al prossimo passo che farai....
al prossimo che faro'.....

marilena

Federico rispose cosi’:

 

Cara Marilena, mi sento davvero fortunato di essere riuscito ad
"incontrarti". Un'altra magia della Mongolia.

 Tutto quello che mi hai scritto mi incanta e incuriosisce.

Un incontro fra Puglia e Mongolia, fra trulli e
gher, fra culture così distanti e così vicine è davvero straordinario, quasi
commovente. Viene voglia di fare qualcosa, di creare subito un'iniziativa
per fare conoscere questo connubio ardito, improbabile eppure così
verosimile ed ecumenico, se posso dire. Anche le foto che mi hai mandato
sono di un impatto straordinario. Sarebbe davvero interessante fare uno
studio sulla cultura abitativa dei popoli, tra l'altro nel mio libercolo
"Uomini renna" ho provato a raccogliere alcune tracce di ricerca che portano
a un collegamento così saldo fra i popoli turco-altaici asiatici, quelli
nordici della Scandinavia e gli Indiani d'America

 In fondo è colpa tua se mi hai messo addosso tutto questo entusiasmo

Mi piacerebbe molto venirvi a trovare  nella vostra bellissima terra.

Immagino che ci sia un legame stretto anche tra trulli e dammusi, pur se di origini diverse

 Intanto grazie davvero di tutto.Restiamo in stretto contatto perché sono convinto che, grazie al
tuo genio artistico e alla nostra passione, possiamo fare delle belle cose
insieme. A presto, un abbraccio.    

Federico

 

GRAZIE A TE Federico…………

 

Allora….

Che abbiamo fatto?

siamo andati in Mongolia a cercare le gher e a cercare i bambini di strada di Ulaan Bator(io sono un educatrice e vengo da anni di lavoro nel sociale) perché i bambini mongoli hanno seriamente bisogno di noi.

Intanto abbiamo creato un’associazione culturale perché le cose da fare per l’arte ed il sociale sono infinite e perché il vero obbiettivo di tutto questo possa essere : sostenere  gli operatori sociali , laici , cattolici, buddhisti e via dicendo che si impegnano duramente per creare case e scuole per i bambini di strada.

Quello che è successo in Mongolia ve lo diranno le immagini e forse una mostra, finalmente la gher PARLERA’ in questa Valle della Puglia.

Ora è qui.

E se qualcuno di voi vorra’ proseguire il viaggio con noi ci sono i bambini di strada di Ulaan Bator da aiutare. Troppo senza di voi.

Che la passione sia con voi.

Sempre.

E CHE POSSA UNA VOLTA TANTO NON ESSERE SINONIMO DI SOFFERENZA

MA DI GIOIA CREATIVA.

 

 

BENVENUTA GHER IN VALLE D’ITRIA ……. IL CORPO DI UN SOGNO

 

 

“Un sogno costa più di ogni altra cosa,

 solo per un sogno potresti rischiare di perdere e di perderti, ha lo stesso peso del  corpo e come il corpo non può separarsi da noi: può solo viaggiare , crescere, soffrire , invecchiare, gioire… o morire”.

                                                          

 marilena gulletta

 

 

 

Chiunque in Puglia desideri informazioni sui bambini di strada di Ulaan Bator, sulla Mongolia, sulle gher, , per proporre un progetto teatrale , artistico ecc. da condividere , per partecipare a missioni umanitarie da volontari o altro può contattare:

 

 APS ARTE LIQUIDA

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE AFFILIATA ARCI

SEDE LEGALE VIA SOLETI 43 CISTERNINO

TEL 3398629672 – 0804448090

marilenagulletta@libero.it