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DIARIOPAMELA
JANE HARTLEY
Dopo
il viaggio dell’anno scorso avevo promesso o minacciato di tornare e
l'ho fatto. Un viaggio intitolato “Mongolia spirituale”: mi immaginavo
lunghi silenzi negli immensi spazi di questo meraviglioso paese, serate
passate a discutere la vita, la religione, la storia di questo popolo.
Mi sbagliavo, ho passato 16 meravigliosi giorni con gente scelta in
lungo e in largo d’ Italia: Trani, Roma, Rimini, Bologna, Bergamo,
Milano, Bolzano con una spruzzatina di britannica brianzola, un’aggiunta
di ghiaccio, bene shakerato, ed ecco la compagnia che Federico ha
scorrazzato per più di 2000 km nel centro e nord della Mongolia.
Mi
ricordo due giorni nella meravigliosa valle di Tzagaan Zalaa a nord di
Karakorum, accampati vicino la gher di un’ospitale famiglia di nomadi.
L’alzarmi prestissimo per salire su un monte sovrastante il nostro
campeggio aspettando l’alba, e l’arrivo del cavaliere Mongolo che
radunava i cavalli.
Una passeggiata nella stessa valle circondati da
cavalli e da yak con i loro piccoli appena nati.
La
famiglia di nomadi che ci hanno lasciato libera la loro gher perché
faceva troppo freddo per mangiare all’aria aperta.
Il loro bimbo che ha imparato in pochi secondi a
smontare una macchinina con grande gioia e giocava a calcio con noi, lui
contro tutti, mandando la palla in discesa per farci correre di più.
L’incontro
emozionante con Padre Ernesto e Suor Giovanna alla missione della
Consolata ad Avaikheer con tutti i bambini felicissimi di incontrare
questi pazzi Italiani che in una giornata di vento freddissimo, hanno
partecipato a una partita di calcio nella quale non si capiva chi
giocava contro chi, figuriamoci chi ha vinto. L'importante era
partecipare...
Il
vulcano di Khorgo dove quest’anno insieme con altri spericolati sono
scesa nel cratere, dentro di me ripetevo “qui non esiste il 118” ma la
tentazione era troppo forte e l’emozione in fondo era grande. La
risalita, faticosa, faceva parte del gioco!
Viaggiando
dal Karakorum verso il lago Khuvsgul tutto era completamente diverso
dall’anno scorso. Prima perché il percorso lo stavamo facendo al
contrario ma soprattutto perché non pioveva e le strade erano secche,
polverose immagini asciutte delle stesse strade fangose seguite l’anno
prima. Poi si vedeva…. si vedeva tutto il meraviglioso, armonioso,
dolce, affascinante panorama di colline e laghi.
La
fortuna di assistere a una gara di cavalli, una vera festa paesana per i
locali e l’opportunità di mescolarci con loro e logicamente di fare
tante foto.
Perfino
Khuvsgul ci ha dato il benvenuto con il sole!! Era talmente bello che in
tre abbiamo fatto una lunga passeggiata nel bosco per poi scendere lungo
il lago. Peccato che per superare un promontorio abbiamo dovuto fare una
piccola camminata nell’acqua gelida, ma così gelida, che dopo 30 secondi
non sentivamo il dolore dei sassi sotto i piedi. Peccato che dopo quel
promontorio ce ne fosse un altro, poi un altro ancora e l’acqua ci
arrivava fino alla vita. Incoscienti? No, se l’avessimo ritenuto
pericoloso saremmo tornati indietro, credo… o forse anche il cervello si
era congelato! E stato un’avventura che ricordiamo con piacere ma che
non consigliamo a nessuno.
La
spiritualità stava nei monasteri, Gandan a Ulaanbaatar, Shankhiin Khiid
piccolino e affascinante appena fuori Karakorum, il maestoso Erdene Zuu
a Karakorum e Amarbayasgalant a nord di UB dove abbiamo assistito alla
funzione del mattino cosa che, pur non capendo, trovo sempre mistica.
Che cosa dire del rituale della sciamana? Possiamo essere scettici ma
era comunque coinvolgente. Anche nel vedere il fervore con il quale i
Mongoli assistano lascia in me un rispetto per questa antica forma di
religione. La stessa spiritualità l’ho anche sentita durante la
visita al Museo delle Belle Arti dove ci sono delle splendide statue
eseguite da Zanabazar e i suoi allievi oltre a stupende tankha. Da non
perdere……
C’era anche un altro “spirito”, quello contenuto
nelle bottiglie di vodka, consumato a dovere per brindare a numerosi
compleanni, un matrimonio, un anniversario di matrimonio, il viaggio,
l’amicizia... giuro che non abbiamo esagerato!
Ricordo i nostri bravissimi driver che ci hanno
trasportato sani e salvi ed hanno diviso il viaggio con noi partecipando
anche ad un filmato per “forza Lecco” (http://www.youtube.com/watch?v=XSbhE-TB124),
come il nostro bravissimo cuoco e Dulam che ha organizzato tutto e fatto
da guida ed interprete. Mi sono dimenticata di qualcuno? Certo che no.
Grazie a Federico la nostra “guida spirituale” e “amministratore del
condominio”. Un grosso grazie a voi, cari compagni di viaggio, di
avventure e disavventure. Certo, c’erano anche dei disagi, ma di fronte
alla ricchezza del bagaglio umano, culturale, spirituale e di amicizia
che abbiamo assorbito, non hanno nessuna importanza.
La Mongolia ha tanto da offrire a chi vuole cogliere
un’ideologia e dei valori di vivere che noi abbiamo purtroppo
dimenticato o addirittura mai conosciuto.
Certo, ci tornerò. Ancora. L’ho promesso a me stessa. |