La Mongolia di Savitri Jamsan e Carmelo Iapichino

Ci sposiamo a Ulaan Baatar il 22 agosto 2005. Un abbraccio a tutti.
Savitri e Carmelo
Congratulazioni e appuntamento su questa pagina per l'album di nozze!
E'
NATO ATTILIO TENGIS, FRUTTO DI UNA MERAVIGLIOSA STORIA
20
novembre - E' nato il 12 novembre 2005. Attilio Tengis è figlio di Savitri
e Carmelo: lei è una straordinaria donna mongola, lui un italiano
colto e affabile di Siracusa che si è innamorato, in tutti i sensi, della
Mongolia. Ora vive a Ulaanbaatar, felice come non è mai stato:
improvvisamente si ritrova con una grande e caldissima famiglia: Attilio Tengis
ha un fratello di 13 anni che
si chiama Temujin (nella foto a destra con Savitri e Carmelo),
come il grande condottiero. L'anno prossimo Carmelo porterà tutta la famiglia a
visitare la Sicilia e Temujin, che sta seguendo una scuola di italiano
("con una cinese che lo parla malissimo", scherza il papà), non vede
l'ora di toccare il mare. E' la dimostrazione che culture così diverse possono
convivere all'insegna della comprensione, della dolcezza e soprattutto
dell'amore. Una storia che è il simbolo stesso dell'alleanza fra Mongolia e
Italia. Un abraccio a Savitri e buona vita ad Attilio Tengis. Bellissima e
commovente la lettera che ci ha inviato l'amico Carmelo: "Attilio
Tengis è un bel bambino (ma forse non tocca a noi dirlo!) di 4 chili, sono in
ottima salute, sia lui che la mamma. Adesso mentre scriviamo agli amici
sparsi per il mondo lui dorme nella sua stanza nella nostra casa di Ulaanbaatar
con la luna che sembra entrare dalla finestra e carezzarlo. Ma non e' solo
nella sua culla, qui in Mongolia quando un bambino nasce i fratellini più
grandi ritagliano una piccola volpe di carta e la appendono al lettino, serve a
tenere lontani i sogni cattivi ed anche a fargli un po' di compagnia, perché
nel paese più spopolato del mondo non sei mai completamente solo!
Ringraziariamo pubblicamente i medici e tutto il personale del reparto di
maternità dell'Ospedale Numero Uno di Ulaanbaatar, che, per competenza ed
umanità non hanno nulla da imparare dai loro colleghi delle nostre
"ricche" strutture sanitarie. Ciao. Carmelo".