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Sayà, regina del pianoforte
"La musica è la mia religione"

Professoressa di musica classica e pianista di fama internazionale, Sayantsetseg Sangidorj è la prima pianista-solista della Mongolia che sia mai stata invitata a dare il concerto al famosissimo Carnegie Hall il 13 ottobre 2007; premiata con il titolo “Best  Artist  dell anno 2013 della Mongolia” , fondatrice insieme con suo marito Richard Aznar del Concorso Internazionale dei Giovani pianisti” Ciudad  Huesca”, Festival “Beyond the Music ” e di una  scuola di musica in Spagna.
La chiamano anche  Sayà Sangidorj. Sayà stata invitata a suonare i concerti  nelle sale più prestigiose della musica classica come  Tchaikovsky Conservatory Hall e Richter’s Hall a Mosca, Sofia Opera House in Bulgaria, Blas Galindo Auditorium in Mexico, Ecuador; Juan March Hall a Madrid,Carnegie Hall a New York, Kannai Hall a  città di Yokohama in Giappone, stata invitata in Francia, Russia, Germania, Ukraina, Cina  ed anche in Italia. Il prossimo concerto in Italia sarà in Sicilia il 15 Marzo del’anno prossimo.

"Ho realizzato il mio sogno: insieme con mio marito Richard abbiamo fondato un concorso internazionale di  musica classica in Spagna e per la prima volta nel  1999 i bambini della Mongolia  hanno potuto sorprendere il pubblico per loro bravura nel suonare gli strumenti musicali classici. Invece  Il Festival “ BEYOND THE MUSIC” nato 5 anni fa sta entrando nella sua prossima edizione sempre con più grande successo da parte dei partecipanti e sta attirando sempre più attenzione del pubblico importante d’ Europa, per la prima volta si parla dei giovani professionisti della musica classica della Mongolia con grande considerazione. Quindi questo anno il festival terra luogo come sempre a città di Benasque dal 14 Giugno a 22 Giugno e saranno arrivati i professionisti della musica classica da Germania, Armenia, Mongolia, Eguador,Cina , incluso l’Italia   ed alcuni altri paesi. Sarà bellissimo!"

Cara Saya egch. Sono veramente emozionatissima di poter  parlare con Lei, ormai un vero mito in Mongolia per tutto quello che è già riuscita a fare per la musica classica del nostro paese, specialmente per i bambini talentuosi che studiano fin  da piccoli musica classica , sopratutto pianoforte. Ci racconti perché ha  deciso di vivere in Spagna? Da quanto tempo abita li?
Io abito in Spagna dal 1992. Come  è successo di finire in  Spagna? A dire il vero è molto semplice. Nel 1981 andai a studiare  pianoforte a Mosca, al Conservatorio di Tchaikovsky,  dove  trascorsi 11 anni. Così  a Mosca conobbi il mio futuro marito Richard . Lui all’ epoca studiava  musica classica alla famosissima scuola di Gnesin( noi la chiamiamo “Gnesinka”).Fu  un colpo di fulmine, infatti ci sposammo poco dopo, e dopo la laurea  lui mi portò in Spagna. Certamente, i primi 2-3 anni non furono  facili per abituarmi alla nuova vita , soprattutto per  imparare la lingua spagnola, ma poi le cose andarono bene.


So bene che Lei viene dalla famiglia di un  compositore , ma anche bravissimo musicista Sangidorj.  Mi può raccontare  un po’  della sua famiglia d’origine?
Dovrei dire che sono stata molto fortunata d’essere nata in una  famiglia dove l’arte era come l’aria che si respirava.  Mio padre suonava vari strumenti musicali,  soprattutto il pianoforte. Quando ero piccola essendo ancora inconsapevole di tante cose, per me papà era  più musicista, non mi rendevo nemmeno conto che lui era anche un  compositore. Poi la mia mamma cantava e ballava, amava recitare. In più da parte della famiglia della mia mamma c’erano  persone che suonavano  il morin khuur, lo strumento musicale tradizionale mongolo. Mi ricordo ancora oggi molto bene il suono di uno di quei morin khuur fatto alla maniera antica, e non come si fa oggi. Perciò involontariamente, l’ atmosfera riempita d’arte e musica sicuramente m’ha resa molto predisposta verso la musica classica, era naturale per me suonare il pianoforte, che è diventato il vero senso della mia vita.


Negli ultimi anni ritorna in Mongolia spesso anche per il lavoro , ma soprattutto per i suoi cari allievi. Invece prima ancora quanto spesso ritornava in Mongolia per stare con i suoi familiari? Le mancava molto la Mongolia?
Da quando andai a studiare a Mosca praticamente stavo sempre fuori, certamente mi mancava la casa, ma avendo questa bellissima professione e soprattutto la mia  grande passione per la musica mi ha sempre dato le forze di sopportare la lontananza dai miei. Loro invece mi  incoraggiavano sempre  per andar avanti con gli studi. Poi mi sono sposata e sono andata in Spagna, dove sono stata per 7 anni senza ritornare in Mongolia, è stato un periodo di grande lavoro, ma la casa e la Mongolia mi mancarono  moltissimo. Praticamente sono stata la prima pianista della Mongolia a suonare in un teatro molto importante di Madrid già nel 1993,  ovvero in Europa,  al di fuori del ex blocco socialista. Poi ogni anno feci i concerti e così  ritornai in Mongolia nel  1999 per annunciare la prima edizione del concorso pianistico per  bambini,  il momento più felice della mia vita…  poter finalmente realizzare il mio sogno.  Da quell’ anno in poi vado su e giù molto spesso.

La Mongolia di oggi è cambiata molto? Che cosa direbbe delle persone dei tempi moderni, che cosa Le manca di vecchi tempi?
A dire il vero, vengo spesso in inverno in Mongolia per vedere i miei e per il lavoro. Sapete bene che la Mongolia è un  paese freddo,nell’’inverno la temperatura raggiunge parecchi gradi sotto lo zero, perciò  quel che posso dire dello stile di  vita della  maggior parte delle persone di UB, è soprattutto il lavoro , e poi andare a casa. La vita scorre fra il lavoro e la casa. Parlando di me, rispetto ai tempi passati , intendo quel periodo cosiddetto  socialista,  faccio molto meno  concerti,  e per la maggior parte mi dedico all’ insegnamento. Sono cresciuta nell’ epoca del socialismo sovietico, quando c’era una politica che appoggiava moltissimo l’arte, tante cose erano organizzate dal governo,  c’erano molti più  fondi dedicati specialmente alla musica classica, quindi suonavo moltissimo nei concerti. Poi c’erano più controlli sulla qualità, infatti erano veramente i migliori che riuscivano a fare carriera, e a nessuno interessava quanti soldi avevamo in tasca, ma soltanto il livello di bravura ,il talento e la dedizione  a quello che facevamo. Quindi, all’ epoca c’era molto più rispetto per gli insegnanti per i  maestri, c’era più disciplina e rispetto per i valori universali della vera virtù .
Adesso, le cose sono cambiate proprio in questo senso: chi ha più possibilità economica va avanti mentre vedo alcuni  bambini talentuosi , ma  con scarse risorse , purtroppo ci rimettono sempre. Poi, l’arricchimento facile non sempre porta bene.  Vorrei sperare tanto che le persone  non investano più nelle cose materiali, nel lusso, ma soprattutto negli alti valori dell’ umanità per capire la loro necessità nel mondo e sicuramente per lo sviluppo della Mongolia, per il suo miglior futuro.

Per me è sempre importante  chiedere, anche se è una domanda personale.., che cosa ne pensa del  buddhismo in Mongolia? Personalmente per me, il buddismo in Mongolia rappresenta una specie di forza contrastante di quel grande impatto di globalizzazione del mondo che sta penetrando fortemente nel  paese e non sempre influisce positivamente sulla formazione della nuova  generazione. Possiamo dire, che il buddismo è uno dei più forti fattori che riesce a “ tenere a bada” i valori morali della società mongola,  nel vortice del rapido sviluppo economico?
La mia  religione è stata sempre la musica classica. Quindi io non sono una religiosa in quel  senso , anche se ho profondo rispetto per il buddismo, il cattolicesimo e per le  altre religioni. Quindi, anche nella mia famiglia d’origine, non siamo stati mai presi più di tanto dallo stile di vita buddista, anche se normalmente qualche riferimento  per una abitudine sociale lo facciamo. Si ,apprezzo molto l’architettura , l’arte , alcune  cerimonie buddhiste , ma direi più dal punto di vista storico-sociale, come un grande dato di fatto della vita della Mongolia, dove questa religione ha svolto e continua a svolgere un ruolo importante.
Negli ultimi anni, credo che  il Buddismo in Mongolia si sia  “rafforzato”, e per me è un “qualcosa” di positivo che  riesce a dare al popolo delle certezze, qualcosa che sicuramente contribuisce alla vita morale e spirituale delle persone.

Lei è la prima persona dalla Mongolia ch’è riuscita a fondare  insieme con  suo marito, grande musicista anche lui, una Scuola di musica,  un concorso Internazionale dei piccoli musicisti, e in più un Festival di  musica da camera “ Beyond the Music” all’ estero, è un traguardo di grande importanza! Ci racconti come sono nate  queste bellissime iniziative?
Quando ero piccola studiavo dalla mia prima Maestra T.Tsolmon, una grande pianista della Mongolia. Noi all’ epoca parlavamo di continuo di come sarebbe stato bello di poter uscire da questo blocco socialista e partecipare ai concorsi veri e propri di  musica classica, nel mio caso concorso pianistico, in Europa o in  America, in una parola , nel vero mondo occidentale, dove nacque la musica classica. Per me era sempre un grande sogno poter suonare con le persone che hanno studiato dall’ altra parte del mondo, con una  formazione musicale diversa, così  avrei potuto imparare qualcosa di nuovo, di diverso. Tutti sanno, com’era difficile andare all’ estero dal nostro paese, a dire il vero era proibito! Quindi mi consideravo già molto fortunata di aver potuto studiare in Russia , a Mosca. Poi quando sono venuta a casa di  mio marito, per la prima volta assaporai questa vita diversa. Mi trovai talmente bene con le persone spagnole, che anche se fanno  molto chiasso, parlano ad alta voce,  sono molto aperti e generosi,  sempre pronti a venirti incontro, e sono molto grata verso di loro  per questo. Quindi quando ho esposto la mia idea di organizzare un concorso,  questa venne accolta con  grande entusiasmo da parte dei miei colleghi e anche dalle persone della città dove abitiamo  con  mio marito Richard. Così  realizzai il mio sogno da bambina, ed anche se non ho potuto partecipare io da piccola ai  concorsi come speravo, ho potuto far partecipare  i bambini della Mongolia che si dedicano giorno e notte alla musica. Quando tornai in UB nel  1999 dopo sette anni per annunciare la prima edizione del concorso fu il mio momento più felice della  mia vita. Portai all’ epoca anche i primi nostri grandi insegnanti di pianoforte come Tungaa, un po’ più tardi M.Grigorieva. Erano tutti cosi felici! La vita prese così  un altro importante giro e si riempì  ancora di più e di  più forte e profondo senso.

Che cosa ne direbbe della sua scuola e del Festival?
Dal  1993 ho fatto sempre  concerti importanti,  fra i quali il mio primo grande concerto al teatro di Madrid, in quell’occasione  la sala fu letteralmente  riempita senza posti dove mettersi seduti.  Avendo fatto ogni anno concerti anche nella città di Aragon dove abito insieme alla mia famiglia  in Spagna e anche nei dintorni, le autorità locali notarono la mia attività e mi chiamarono con la proposta di fare anche il Festival. Così  nacque non solo il Festival , ma anche la scuola. All’ inizio gli allievi furono solo una trentina , poi con il tempo  sono aumentati moltissimo, quindi le autorità hanno  appoggiato con grande entusiasmo l’ idea d’aprire una vera e propria scuola di  musica. Col tempo hanno cominciato svilupparsi sia la nostra scuola che il nostro Festival. Comunque, pensando sempre al beneficio  che avrebbe potuto portare questo festival ai giovani musicisti  della Mongolia, insieme a mio marito abbiamo deciso di  fare il festival della musica da camera che praticamente è poco sviluppato in Mongolia. In questa maniera potevamo  invitare i giovani musicisti anche della Mongolia soprattutto per aiutarli a poter studiare e praticare la loro professione insieme ai giovani degli altri paesi. Per noi  musicisti è così importante avere uno scambio di  esperienze professionali  per poter  crescere e migliorare .Tutto questo è stato raggiunto con grande tenacia da parte mia e di  mio marito, senza raccomandazioni , ma grazie solo al nostro instancabile lavoro, dove non i beni materiali , ma la qualità e il livello di  bravura sono sempre stati più importanti  e per quali con il tempo siamo stati apprezzati.
Quindi il Festival nato 5 anni fa sta entrando nella sua prossima edizione sempre con più grande successo da parte dei partecipanti e sta attirando sempre più attenzione del pubblico importante d’ Europa, per la prima volta si parla dei giovani professionisti della musica classica della Mongolia con grande considerazione. Quindi questo anno al festival terra posto come sempre a Benasque dal 14 Giugno a 22 Giugno e saranno arrivati i musicisti da Germania, Armenia, Mongolia, Ecuador,Cina ed alcuni altri paesi. Sarà bellissimo!

Quindi che cosa direbbe della musica classica della Mongolia in generale?
Certamente , la musica classica della Mongolia deve ancora   affermarsi  seriamente visto che le sue basi partono una cinquantina di anni fa, anche se per gli studi di pianoforte possiamo parlare di settanta anni .  Quindi , come arte è ancora molto giovane. Comunque è sempre importante aggiungere che cominciando dai primi professionisti di  musica classica ,  la maggior parte dei nostri artisti si laurearono all’ epoca e fino ad  oggi continuano a studiare soprattutto in Russia, nei famosissimi conservatori,  nelle istituzioni  e nelle scuole della musica.  Quindi hanno un ottima educazione musicale. Per esempio, quando ho portato per la prima volta i direttori d’ orchestra di grande fama internazionali come Terje Mikelsen per il mio concerto di Schumann con l’orchestra della Filarmonica nel  2010 ( dedicato al mio padre Sangidorj)e l’anno scorso Joel Sachs per dirigere l’orchestra di cento persone( l’orchestra del Teatro d’Opera, Filarmonica dello Stato,Istituto della Musica & Danza messi insieme), tutti e due furono colpiti dalla bravura dei musicisti d’orchestra, specialmente dall’ orchestra sinfonica della Filarmonica Nazionale di  Stato. Perciò , il  problema non consiste nel dubbio della professionalità dei nostri artisti di  musica classica, ma nell’ insufficiente   appoggio da parte del nostro governo, dalla mancanza di fondi, dalla poca pubblicità  etc. In realtà , le persone che stanno al governo e  i responsabili per l’arte , secondo me, confondono proprio i concetti che riguardano l’arte in generale.  Perché , per esempio,  L’ orchestra degli strumenti tradizionali è sempre molto ben stimolata e motivata anche dal punto di vista economico, mentre l’ Orchestra Sinfonica è spesso da quel punto di vista lasciata  solamente alla volontà e  alla grande passione degli stessi musicisti.
Quindi sono rimasta molto contenta dopo aver collaborato e fatto i concerti insieme non solo perché c’erano i grandi direttori d’ orchestra , ma perche ho lavorato con i nostri bravissimi musicisti di  musica classica.

Che cosa vorrebbe che si facesse di più per sviluppare questa bellissima arte della musica classica in Mongolia?
Io e mio marito Richard,  pensiamo che mancano le sale fatte apposta solo per la musica classica. Per esempio, non c’e una  sala appositamente creata  per la musica da camera. Ultimamente , si sono costruite tantissime mega sale, mega palazzi per le discoteche varie, insomma tutto ciò che riguarda lo  show business, ma per la musica classica principalmente ci sono solamente il Teatro dell’Opera, e la sala della Filarmonica dello Stato , che poi  non è tanto grande. Poi non c’è proprio la  volontà politica di  dare uno   spazio ai  giovani talenti dove possano esibirsi molto più spesso e gratuitamente . Inutile  studiare per anni senza poter uscire sul palco, e i maestri che non fanno esibire i propri allievi su un  palcoscenico, non sono   bravi maestri. Perciò , riescono ad esibirsi quegli  allievi che i hanno più possibilità economiche. Ma la colpa non è  solo dei professori , ma dell’amministrazione  e di nuovo della politica del governo che non si dedica e , diciamolo,si!, ignora  certi concetti per  poter sviluppare il mondo vero e proprio della grande musica classica.