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DIARIOCHIARA
ROSATI
Ma
che strano paese è la Mongolia? Hai voglia di andarci però non sai dire
esattamente il perché e quando torni hai
troppi motivi che ti spingono a volerci
tornare e, ancora una volta, non
sai spiegare cosa ti ha colpito in maniera così profonda, cosa ti è
entrato dentro, cosa ti ha cambiato e rinnovato.
Le foto
non rendono mai abbastanza per gli altri, ma per te sono memoria e
rinnovo continuo delle
infinite emozioni che hai provato in
quei giorni di viaggio, magari duri e faticosi, ma carichi di sensazioni
forti capaci di farti dimenticare qualsiasi tipo di stanchezza; la mente
non è mai affaticata, è libera e vuota pronta per essere riempita di
volti, colori, forme e suoni che si stampano indelebili nella memoria.
Un viaggio di
17 giorni: fai tanti chilometri e poi ti rendi conto di aver
visitato solo una piccolissima parte di questo paese e ti chiedi come
questo sia possibile dato che hai visto mille posti diversi: mentre
viaggi è quasi normale pensare che il panorama cambi continuamente ma,
una volta arrivato al campo, prova a sederti e allora lì vedrai lo
spettacolo della natura che crea un quadro dietro l’altro, uno più
incredibile dell’altro e qualsiasi parola diventa superflua. Devi
fermarti e guardare in silenzio: verrai avvolto dall’aria
sempre
dolce e piacevole, i colori ti ubriacheranno e
la natura, forte ma non violenta, ti
chiederà di entrare
a far parte
di quel quadro fantastico.
Di notte vorresti conoscere il linguaggio delle stelle per leggere il
cielo vasto e tondo; di giorno la gente ti accoglierà nelle gher con un
sorriso sincero che non
ha
niente di formale, ma è espressione della grande ospitalità che questo
paese sa ancora offrire. Ti accoglieranno i volti intensi dei vecchi e
quelli dolci, un po’ stupiti, dei bambini. Incontrerai tradizione e
modernità, preghiera e parabola, stufe a legna e pannelli solari,
cavalli e moto. E alla fine del viaggio saprai rispondere a coloro che
ti
chiedevano con stupore: Mongolia?! Cosa c’è in Mongolia? Perché la
Mongolia? Ma, soprattutto, saprai
spiegare a te stesso il perché ci vuoi tornare: ci vuoi
tornare per vedere il silenzio, per ascoltare il silenzio, per vivere il
silenzio.
(Mongolia, luglio 2008)
Chiara Rosati |