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DIARIOIVAN E ROSE ABBATANGELO
Il silenzio e gli spazi infiniti. E' molto bello poter osservare l'orizzonte e non vedere, tra noi e la linea che lo definisce, città, case, paesi o anche semplicemente cascine. Cosa pressoché impossibile in Europa. Ogni tanto una o due gher. Il silenzio non solo
di notte, ma anche di giorno: bastava non parlare. Al massimo il
vento. Abbiamo trascorso sette giorni nel deserto: tra zone
rocciose, dune di sabbia e canyon. Le notti le passavamo nei campi
gher. Solo la seconda notte nel Gobi l'abbiamo trascorsa in tenda.
E' stata la più bella, indimenticabile. Abbiamo scelto un luogo che
si affacciava su una vallata immensa, vicino ad una collina. Non ci
stancavamo mai di guardare quella valle. Dalla vet La sensazione era bellissima: lì in mezzo al nulla solo noi. Ad un certo punto Bainà (l'autista... penso si scriva così) è partito ed è tornato un paio d'ore dopo con del buonissimo yogurt e del latte per la colazione del giorno dopo. Aveva visitato dei nomadi, così per passare il tempo. Il che la dice lunga sull'ospitalità di questa gente. Arriva la notte e con lei una gigantesca luna all'orizzonte. Non ho dormito molto, continuavo ad uscire dalla tenda per vedere quella luna che illuminava tutta la vallata. Stavo li fermo e continuavo ad ammirare quello spettacolo e dicevo tra me e me "ma guarda dove sono finito", non ci credevo. Il viaggio poteva anche finire lì che sarei stato soddisfatto. Il nostro viaggio
nel deserto è continuato tra visite a canyon di ghiaccio (strano ma
vero), s Una delle cose più interessanti era quando chiedevo se sapevamo che strada prendere e la risposta era "We have some directions". Ma la cosa non ci preoccupava, avevamo acqua, cibo e le tende con i sacchi a pelo. E poi la certezza che in qualche gher avremmo sempre trovato aiuto. Usciti dal Gobi e entrati nella zona centrale ricca di praterie (sempre immense) ci siamo fermati ospiti da una famiglia di nomadi. Sicuramente un'esperienza emozionante. L'ospitalità è incredibile: ci hanno ceduto il loro letto e loro hanno dormito per terra, nonostante le nostre insistenza per stare noi per terra. Era un continuo
offrirci da mangiare e da bere (latte fermentato, naturalmente). Ci
hanno insegnato dei loro giochi (se sbagli bevi). Abbiamo seguito le
loro faccende quotidiane: mungere, portare gli animali al pascolo, La cena è stata una zuppa di montone. Molto, ma molto nostrana. La notte sono arrivati altri amici e abbiamo continuato a giocare e bere. Tramite la guida continuavano a farci domande sul nostro stile vita, sull'Italia e sul Brasile (Rose è brasiliana). La mattina sveglia presto, colazione e via a mungere gli yak. La Rose ce la metteva tutta, e la signora era molto paziente e rideva. Abbiamo promesso di inviare le foto scattate con loro, ieri le abbiamo mandate. Speriamo che arrivino. Abbiamo continuato la nostra visita alla zona centrale con una tappa alle terme e al lago Terkhiin con il suo vulcano. Una Mongolia
completamente differente dal Gobi. Molto verde, con foreste e laghi.
Ci divertivamo a cercare e mangiare vari frutti di b Abbiamo trascorso
gli ultimi quattro giorni ad Ulaabataar. Tranquilli, senza guida,
girando al città tra ristorantini, un po' di shopping e osservando
il via vai generale. |