IL CENTRO


E' l'area con gli scenari più classici della Mongolia: grandi distese di steppe punteggiate dalle bianche gher dei nomadi. Solo tre regioni (Tuv, Uvurkhangai e Arkhangai) per una delle aree cruciali del Paese: la vicinanza con la capitale non toglie il fascino naturalistico ma consente uno sviluppo sociale ed agricolo superiore rispetto alle altre zone. Senza muoversi troppo da Ulaanbaatar, il viaggiatore può immergersi in una natura incontaminata, corsi d'acqua, catene montuose, meravigliosi parchi naturali che custodiscono specie rare di animali e vegetazione, ma anche vestigia del passato (come l'antica capitale Karakorum) e monasteri di estrema suggestione.


DA NON PERDERE

Natura: Parco nazionaleTerelj, parco nazionale Khustain, laghi Naiman, lago Ughii, lago Terkhiin Tsagaan, vulcano Khorgo, parco Noyonkhangai

Cultura: Karakorum, monastero Erdene zuu, monastero Shankiin


La redazione di mongolia.it ha assegnato alle località stellette di interesse:
* = molto interessante ** = di eccezionale interesse *** = vale il viaggio

IN ROSSO: LOCALITA' DI INTERESSE CULTURALE  IN VERDE: LOCALITA' DI INTERESSE NATURALISTICO

 

TUV

Abitanti: 100.000. Densità: 1,35 ab/kmq

Etnie: khalka, barga

Capi di bestiame: 1.600.000
(rapporto animali-uomini 16:1)

Animali rari: cavallo takhi

Temperatura: media -1,8°, media gennaio -20,5, media luglio 15,4

Capoluogo: Zuunmod (17.000 abitanti, 1.529 m. slm, 43 km da Ulaanbaatar).

 

Tuv significa “centrale” anche se geograficamente l'aimag (regione) è spostata verso nord est. Ma il fatto di abbracciare la capitale le ha assicurato questo battesimo, oltre a uno sviluppo superiore rispetto ad altri territori anche dal punto di vista agricolo. L'altitudine media è di 1.500 metri, con una punta di 2.800 della montagna Asralt Khairkhan nella catena del Khentii. Nonostante la vicinanza con la capitale, Tuv offre al viaggiatore emozioni forti: splendidi corsi d'acqua, foreste di conifere e una fauna molto ricca con 250 specie di uccelli e la presenza del leggendario cavallo takhi, o Przewalski. Nelle cinque riserve naturali presenti nell'aimag i viaggiatori vengono ospitati in attrezzati campi gher.

 

MANZUSHIR* (monastero)

Fondato nel 1773, ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937 e restaurato recentemente. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente. Il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, a soli 5 chilometri dal capoluogo Zuunmod, immerso nell'area protetta del Bogdkhan uul. Si possono avvistare cervi e altri animali rari. Salendo il crinale, è possibile godere di una panorama mozzafiato proprio dove sorgono gli ultimi resti del monastero originale.

 

TERELJ** (parco nazionale)

Sessanta chilometri a nord-est della capitale si raggiunge questa località molto popolare per i mongoli per la bellezza del paesaggio e per la possibilità di effettuare passeggiate o vere e proprie escursioni, a piedi o a cavallo e lanciarsi nel rafting. D'inverno si può perfino sciare. Molti si gettano nel fiume Terelj per una corroborante nuotata. Dal 1993 la zona è Parco nazionale Gorkhi-Terelj, con molte possibilità di alloggio nei campi gher e in altre strutture ricettive.

 

KHUSTAIN NURUU** (parco nazionale)

E' l'oasi dei cavalli Przewalski o, come li chiamano i mongoli, i takhi, gli unici equini selvatici del mondo e progenitori di tutti i cavalli. Khustain nuruu significa "I rilievi delle betulle" ed è parco nazionale dal 1993. Ci vogliono circa due ore di fuoristrada dalla capitale per raggiungere questo luogo incantevole, popolato da una ventina di takhi, cresciuti in cattività in riserve europee e poi riportati nei luoghi d'origine dove ormai erano estinti. Possibilità di alloggio in alberghetti e campi gher.

 

EEJ KHAD* (roccia sacra)

Significa "roccia madre" ed è un blocco di pietra 15 km a sud di Zuunmod, meta di veri e propri pellegrinaggi dei mongoli che pregano e cercano conforto lasciando ogni genere di offerta.

  
KHANDGAIT* (villaggio)

Quaranta chilometri a nord della capitale si incontra questo villaggio inserito in un contesto di bellezza selvaggia: possibilità di trekking, climbing, pesca e, d'inverno, sci di fondo, slitta e pattinaggio su ghiaccio.
  
GACHUURT* (villaggio)

Ventuno chilometri a est di Ulaanbaatar sorge questo villaggio collocato in una zona suggestiva dove è possibile organizzare splendide escursioni anche a cavallo. Poche, fortunatamente, le strutture ricettive.

 

 


 

 

 

 

UVURKHANGAI

 

Abitanti: 114.000. Densità: 1,8 ab/kmq

Etnie: khalka

Capi di bestiame: 1.600.000 (rapporto animali-uomini 14:1).

Animali rari: gazzella persiana, gazzella mongola.

Temperatura: media 0,4°, media gennaio -15,5, media luglio 15,7

Capoluogo: Arvaikheer (26.000 abitanti, 1.913 m. slm, 430 km da Ulaanbaatar)

 

L'importanza di questa regione (significa: "a sud della catena del Khangai") non è solo Karakorum, l'antica capitale dell'impero dei Mongoli che ancora evoca suggestioni senza tempo, e il meraviglioso monastero di Erdene Zuu. E' anche un territorio punteggiato da laghi, cascate, dune, villaggi, monasteri, facilmente raggiungibile dalla capitale.

 

ARVAIKHEER* (capoluogo)
G
radevole cittadina adagiata in una valle a quasi duemila metri di quota, 430 km a ovest della capitale. Offre un mercato molto fornito e dinamico e delle splendide viste dalla collina. Da alcuni anni i Missionari della Consolata stanno creando una serie di infrastrutture e iniziative dedicate alla popolazione e soprattutto ai bambini della città: dallo studio al lavoro, dallo svago all'assistenza.

 

KARAKORUM*** (antica capitale e monastero)
Dai mongoli la sentirete pronunciare in modo strano, ma corretto: Harhorin, con le acca molto aspirate. Significa “anello nero” e non c'entra niente con l'omonima catena himalaiana. In fuoristrada occorrono circa 5 ore da Ulaanbaatar, con un bus pubblico 7-8 ore. D'estate è operativo anche un piccolo aeroporto. Non resta molto dell'antica capitale di Gengis Khan (che l'ha voluta nel 1220 prima che Ogodei la completasse nel 1235), solo alcune tartarughe di pietra, ma il fascino evocativo resta straordinario. Fu una delle città più stupefacenti di tutti i tempi, punto d'incontro di carovane di mercanti, viaggiatori, artigiani, filosofi, fino a quando il nuovo Kubilai Khan decise di spostare a Pechino il centro dell’Impero mongolo, prima che i manchu la distruggessero nel Trecento. Nel 1586 Avtai khan avviò la costruzione dell'Erdene Zuu***, primo grande monastero buddhista della Mongolia. Alla fine del Settecento ospitava diecimila lama, un centinaio di templi ricchi di cimeli religiosi e oltre 300 gher. A fortificare questo gioiello fu eretta una massiccia muraglia (intatta ancora oggi) di 420 metri per lato, punteggiata da 108 stupa. Negli anni Trenta del Novecento il governo filosovietico distrusse parte degli edifici sacri, uccise tutti i monaci e trafugò i tesori. L’Erdene Zuu fu riaperto nel 1965 come museo e dal 1991 è tornato a essere un meraviglioso luogo di culto, popolato da monaci. Oltre alle funzioni religiose, è possibile ammirare templi, stupa, arazzi, statue di pietra, preziose sculture di Zanabazar.

 

KHUJIRT* (città e terme)

Gradevole cittadina a 50 km da Karakorum, circondata da una bella campagna con sorgenti calde molto frequentate: le acque e i fanghi raggiungono 55° e contengono bicarbonato, sodio e idrogeno. Disponibile anche un campo gher.

 

SHANKHIIN KHIID** (monastero)

Uno dei monasteri più antichi e interessanti della Mongolia, edificato nel 1647 e restaurato nel 1950, a una ventina di chilometri da Karakorum. Zanabazar trascorse qui la sua infanzia. Dal 1990 il Shankhiin è tornato  punto di riferimento della fede lamaista. E' possibile assistere alle cerimonie del mattino.

 

UVGUN* (tempio)

Intorno alle montagne di Hogno khan, questo tempio è stato costruito nel 1660 sulle macerie del monastero distrutto dall'esercito zungaro di Galdan Bochigtu, nemico di Zanabazar: il tempio è anche un omaggio alla memoria dei numerosi monaci massacrati.

 

MONGOL ELS

Per chi non vuole spingersi all'estremo sud della Mongolia, può godersi un assaggio di deserto in quest'area di 2.800 kmq ribattezzata "piccolo Gobi". La suggestione è quasi la stessa, con un'accessibilità decisamente più comoda.

 

NAIMAN NUUR** (otto laghi)

Li chiamano gli "otto laghi" (anche se in realtà sono nove), un'area incantevole di origine vulcanica caratterizzata da montagne coperte da abeti, vallate verdissime e specchi d'acqua cristallini. Il lago Shireet è raggiungibile in fuoristrada dopo un percorso sofferto, per arrivare agli altri bacini occorre camminare, o cavalcare, in paesaggi incontaminati.

 

ORKHON* (fiume, valle, cascate)
Inclusa nel 2004 nel Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco con questa motivazione: “La Valle dell’Orkhon è un notevole esempio di luogo che illustra diversi passaggi significativi nella storia dell’umanità”. E' 360 km a est della capitale e rappresenta due millenni di evoluzione di civiltà nomadi. Territorio di ricche testimonianze archeologiche e di bellezze naturalistiche, a partire dall'omonima cascata.

 

 

ARKHANGAI
 

Abitanti: 98.000. Superficie: 55.300 kmq. Densità: 1,8 ab/kmq.

Etnie: khalka, uuld

Capi di bestiame: 1.700.000 (rapporto animali-uomini 17:1).

Animali rari: argali

Temperatura: media annuale 0,1°, media gennaio 15,6, media luglio 14,7

Capoluogo: Tsetetserleg (19.500 abitanti, 1.691 m. slm, 463 km da Ulaanbaatar)

 

E' l'anima stessa della Mongolia, un concentrato del meglio del Paese: paesaggi verdi di steppa, specchi d'acqua e sorgenti, foreste, vulcani, ma anche monasteri e antiche testimonianze. Il nome significa "Khangai del nord", per la catena montuosa che culmina con la cima Angarhay di oltre 3.500 metri. I viaggiatori sono attratti soprattutto dal Terkhiin Tsagan nuur, un lago romantico all’ombra del vulcano Khorgo.

 

TSETSERLEG* (capoluogo)

Tsetserleg (significa "giardino" è un'amabile cittadina con il monastero Zayain Ghegheenii, edificato nel 1586 e uno dei pochi risparmiati dal governo filosovietico. Verso la collina, un grazioso tempio quasi incastrato nella roccia e una statua di metallo dedicata alla capra, da lì si ammira un bel paesaggio della città.

 
UGHII NUUR**
(lago)

Percorrendo la strada principale da Ulaanbaatar (dopo 400 km) e Tsetserleg, si incontra il lago Ughii, autentico osservatorio per gli uccelli. Sulla sponda occidentale, le rovine del monastero Ciliin Khiid, edificato nel XVII secolo. A sud del lago, le grandi steli Bileg Khagan e Kultegun: risalgono all’VIII secolo e sono dedicate ai due khan turchi che hanno guidato la Mongolia dal VI all’VIII secolo. Una copia è al Museo di storia naturale di Ulaanbaatar.

 

KHAR BALGAS* (antica capitale uigura)

Tra il lago Ughii e Karakorum si possono ammirare i resti dell’antica capitale degli uiguri, che quattro secoli prima dell’avvento di Gengis Khan hanno dominato la Mongolia portando cultura e civiltà. Costruita sul leggendario fiume Orkhon nel 751, Khar Balgas conserva una parte originale di mura con relativi stupa e qualche rovina da scovare nella campagna circostante.

 

TSENKHER* (sito archeologico e sorgente calda)

Circa venti chilometri a sud del capoluogo Tsetserleg, si trova questo sito paleolitico di 40.000 anni fa dove oggi sorgono le frequentate sorgenti calde e un campo gher.

 

TAIKHAR CHULUU (roccia sacra)

Per i mongoli questa pietra gigantesca e misteriosa vale un pellegrinaggio: spunta improvvisamente nella steppa e si alza per 25 metri. Secondo la leggenda la roccia è stata scagliata da un gigante per schiacciare un serpente che terrorizzava la popolazione.

 

BULGAN UUL* (riserva naturale)

Riserva naturale dal 1985, rappresentata da una cornice di verdi montagne che circondano Tsetserleg, popolate da fauna (soprattutto uccelli) e flora. Importanti incisioni rupestri risalenti all'etò del bronzo.

 

KHANUI* (fiume, resti unni)

Territorio selvaggio, dove sarebbe nata la popolazione degli Unni. Molte le tombe uigure e unne, oltre ad antiche steli raffiguranti cervi. 

 

TERKHIIN TSAGAAN NUUR** (lago)

Adagiato su un letto lavico a duemila metri di quota, il "Lago bianco del fiume Terkh", con una profondità massima di dieci metri, è una delle mete più visitate della Mongolia. D'estate è possibile immergersi nelle sue fresche acque. Numerose le possibilità di alloggio in campi gher. Possibilità di trekking nei dintorni con avvistamento di animali selvatici come cervi rossi e siberiani, cinghiali, anatre e cormorani. Nella seconda settimana di giugno si svolge la festa degli yak.

 

KHORGO** (vulcano)

A quasi tremila metri di quota, il vulcano Khorgo merita un'escursione per sbirciare direttamente dall'impressionante cono estinto. Si può partire dal villaggio di Tariat oppure di passaggio per il Terkhiin Tsagaan nuur. Dalla cima del vulcano si gode una splendida vista dell'Arkhangai. E' possibile anche scendere dentro il cratere, stando attenti a non generare piccole frane.

Dall'incontro tra i fiumi Suman e Chuluut, si formano varie cascate fra cui la Cioidogiin borgio: un salto di pochi metri da cui osservare il fitto passaggio dei pesci. Il fiume Chuluut scorre su un letto di basalto creato dalle antiche eruzioni del Khorgo.

 

NOYONKHANGAI** (parco) 

Parco nazionale dal 1998, a sud ovest del Terkhiin, incontaminato e difficile da raggiungere. Molte le piante e gli animali rari. A nord est si apre il parco naturale di Tarvagatain, dove nasce il Selenge, il fiume più lungo della Mongolia.

 

Informazioni più dettagliate nella guida Polaris "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone.