FORUM


Per partecipare al Forum con segnalazioni, richieste, riflessioni sulla Mongolia, scrivete a info@mongolia.it. Riceviamo un numero davvero consistente (e insospettabile) di email ogni giorno, a dimostrazione dell'interesse crescente verso questa realtà: pubblichiamo solo una selezione di messaggi di interesse generale, mentre a quelli personali o legati all'organizzazione di viaggi si risponde in privato. Nella sezione MONGOLFIERA altre discussioni su temi specifici. Vai all'archivio Forum 2006-2009.
Risponde Federico Piston
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Settembre 2011
LA RICONOSCENZA DELLE MISSIONARIE IN MONGOLIA
Stimato "Federico", appaio dopo tanto silenzio! Però ne ho anche "delle belle" che non so come esprimere. Per tutte queste belle notizie non ho altro che da ringraziare Dio! Di una, fra le belle notizie che non posso tenermi da sola nel cuore è la riconoscenza per chi ha ricordato la nistra Missione, il nostro S.O.S  per la scuola che si dovrà aprire nel prossimo 2012 ed è ancora in stato di attesa... Un grazie particolarissimo per chi ha inviato aiuti, mentre non ho mai avuto la fortuna di conoscere... Aiutare chi si conosce è più facilitato, ma chi non lo è...? Dio raddippierà la ricompensa... Sì, faccia sentire a questi generosi "sconosciuti" da me il mio più grande GRAZIE!  E a Lei, Signor Federico come posso esprimere la mia riconoscenza? Nel suo bellissimo sito, sulla Mongolia leggo con grandissimo piacere...i diversi "accenni" alla nostra missione...Prego Dio che l'aiuti a  mettere in pratica il significato del suo nome: Federico = ricco di fede. Ho un nipotino che porta questo bel nome. Buona continuazione della sua "missione"! Con grandissima riconoscenza. Suor Adriana Bricchi Missione delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Mongolia.

Settembre 2011
SE UN'ITALIANA RESIDENTE IN MONGOLIA CHIAMA "URSULA" UN CAMERIERE

Caro Federico, ti scrivo - sperando di fare cosa gradita - per comunicarti qualche notizia che forse potrebbe essere utile anche ad altri, magari in un eventuale aggiornamento della tua guida.
IL VISTO. Sono partito, abbastanza avventatamente, per un viaggio durato 65 gg., ovvero 5 gg. in più di quanto consentito ad un turista italiano (30 gg. + 30 gg.). Credevo di poter risolvere facilmente o con l'aiuto del Centro Americano (ACMS) dove ho seguito un corso di mongolo oppure con l'aiuto di qualche conoscente, invece nessuno è stato in grado di aiutarmi o se ne è preoccupato. Nessuno poi, né all'Ufficio Immigrazione né all'aeroporto sapeva dirmi cosa avrei dovuto fare. Un muro di "non lo so". Alla fine comunque me la sono cavata con un bel po' di stress ed una multa di 240.000 tugrug, il cui ammontare ho scoperto solo all'ultimo momento, dopo un'ora d'attesa, prima del volo di ritorno UB-Seoul-Roma. Cosa ho imparato: esistono tre tipi di visto per gli italiani, turistico, di studio e di lavoro. Una volta ottenuto un tipo di visto non è possibile cambiarlo in un altro tipo. Non capisco perché ma è così, altrimenti potevo rivolgermi al Ministero dell'Istruzione mongola. Per la mia infrazione ci sarebbe stata una multa di circa 150.000 tugrug fino a 3 gg. Io, per 5 gg., ho pagato 240.000 tugrug. Il problema di fondo è la mancanza di un'ambasciata italiana in Mongolia. Il problema è ancora più grande per i mongoli che vengono a studiare in Italia e devono andare a chiedere il visto all'ambasciata italiana a Pechino, non di rado con qualche problema di ordine burocratico.
LA LINGUA. Il mongolo è, per un italiano, una lingua difficile. Le difficoltà sono molteplici: fonetica, grammatica, lessico, iconopoièsi della lingua, ecc. Il mongolo è una di quelle lingue, per noi italiani, dove non è possibile, in età adulta, l'apprendimento passivo. Esiste solo l'apprendimento attivo ovvero, o si studia o non si impara nulla. Ho conosciuto un italiano, residente da anni a UB, che non masticava una parola di mongolo. Una ragazza italiana, residente a UB da mesi, l'ho sentita chiamare il cameriere con un "URSULA!" invece di dire "uuchlaarai!" e mi ha regalato una risata. Una difficoltà di partenza non da poco è la mancanza di corsi di mongolo nelle scuole orientali italiane, nonché la penuria di libri di testo. Dal sito www.altaica.ru si può scaricare l'irreperibile grammatica "Introduzione alla lingua mongola" di Molomjamts-Csillaghy, Forum Edizioni 1998. E' fotocopiata malissimo, mancano qui e là dei pezzettini. Per quanto non eccezionale è un'opera abbastanza interessante. Io avevo cominciato a studicchiare la scorsa estate con un'opera in lingua inglese (avuta da un'amica mongola che risiede a Londra) fatta mooolto bene, in due volumetti "100 exercises with mongolian grammar" di S. Ganbolor - T. Tsermaa, UB 2007. Per una strana coincidenza un'autrice del libro l'ho ritrovata ad UB ed era l'insegnante del corso, la sig.a Tsermaa, una donna simpaticissima, di etnia buriata. Per quanto un po' impegnativa è estremamente interessante anche la grammatica di Jacques Legrand "Parlons mongol" L'Harmattan 1997.
I DIZIONARI. Il dizionario italiano-mongolo/mongolo-italiano della sig.a Nyamaa, pubblicato a UB nel 2010, con 12.000 voci dall'italiano, 8.000 dal mongolo e quasi senza fraseologia è poco più di un dizionario per turisti, non è adatto ad uno studio della lingua. Ottimi dizionari, anche economici e maneggevoli mi sembrano:
"Dictionnaire Mongol-Français" L. Dorjderem, UB 2009
"Mongolian-English Dictionary" D. Gun - Uils, UB 2009
"English-Mongolian Dictionary" D. Boldbaatar, UB 2010
"Dictionnaire Français-Mongol" Karkucinska-Legrand, UB 2007
"Dictionnaire Français-Mongol" L: Dorjderem, UB 2008
Immagino poi che vi siano ottimi dizionari in lingua tedesca, russa, giapponese, coreana e cinese ma non ho indagato, anche perché sono lingue che conosco poco o niente. Chissà, se continua questa mia passione, magari lo faccio io un buon vocabolario in lingua italiana, in un futuro non lontano. Con simpatia, Francesco Vincenti


Settembre 2011
IN MONGOLIA CON LA PANDA PER BENEFICENZA
Salve, volevo ringraziarvi ancora per la pubblicità fattami in occasione del mio viaggio (andavo in Mongolia in Panda per beneficenza). Volevo comunicare che sono arrivato: grazie ancora Pietro (www.gengisptomongolia.it)
@ Benarrivato Pietro. Ti attendiamo con un grande racconto dell'avventura. Intanto dai un abbraccio alla Mongolia.


Agosto 2011
IN CERCA DI MONETE MONGOLE PER UN PLANISFERO NUMISMATICO
Cortese attenzione signor Federico Pistone. Ho comprato e sto leggendo il suo libro "Prima Puntata" e sono venuto a conoscenza del suo impegno e profonda esperienza dello stato della Mongolia e le scrivo questa e-mail per farle una richiesta, se vogliamo un po' singolare: sto cercando di costruire un planisfero mondiale inserendo nei vari stati una moneta del paese in questione; ma non è facile trovarne per alcuni stati come la Mongolia per cui le chiedo, se ne fosse in possesso,di inviarmi solo una monetina di questo paese, oppure suggerirmi il modo di poterla trovare qui in Italia. La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti. Mario S
@ Singolare questo intreccio di interessi. Intanto grazie per avere comprato il mio manuale sulle scommesse in allegato alla Gazzetta dello Sport. So che non farà diventare milionario nessuno, tanto meno me, ma spero che almeno serva ad affrontare il rito delle puntate con più divertimento e moderazione. La sua idea del planisfero è ottima e originale. Attualmente però in Mongolia le monete praticamente non circolano più, sostituite ormai quasi completamente dalle banconote (a volte ridotte in poltiglia dall'uso eccessivo). A parte le monete da collezione, quelle antiche o quelle di epoca sovietica, dal 1994 hanno reintrodotto delle monetine, da 20 a 200 tugrug (tenga conto che più o meno 1 euro vale 1.800 tugrug, quindi hanno un valore talmente esiguo che diventa difficile quantificarlo, almeno sui nostri parametri). Le farò avere un esemplare per il suo planisfero che le auguro di completare presto.


Agosto 2011
LA FOTO DEL NONNO, CON I TRATTI DI GENGIS KHAN

Buon giorno, a titolo di curiosità personale, vorrei avere qualche informazione da qualche conoscitore di storia mongola e delle loro invasioni (che non mi risulta abbiano interessato l'Italia), che potesse spiegarmi come è che in questa foto di mio nonno (1900-1936), che allego, lui ha molta somiglianza con l'etnia mongola.Dalla mia storia di famiglia non risulta nessuna influenza straniera, ed il paese in cui viveva nel comune di Valdagno in provincia di Vicenza è stato influenzato prevelentemente da migrazione tedesca. Cortesi saluti, Lanfranco L.
@ Buongiorno sig. Lora, grazie per la sua testimonianza e anche per la splendida foto di suo nonno che, effettivamente, ha dei caratteri che ricordano la bellezza dell'etnia khalkha. Non è facile risalire storicamente alle origini di questa analogia, anche se è molto diffusa nel mondo e in particolare in Europa la discendenza da Gengis Khan in persona. A questo proposito, le riporto un breve stralcio dalla mia guida "Mongolia, il paradiso dei nomadi guerrieri" (Polaris 2008, ristampata nel 2010) nel capitolo che si intitola proprio "Siamo tutti figli di Gengis Khan".
"I mongoli, anche i più giovani, sono orgogliosi di essere discendenti di Gengis Khan. La bibbia qui è La Storia segreta dei mongoli che viene letta e studiata già nelle scuole elementari. Ma forse non sanno che anche noi siamo un po’ figli di Gengis Khan. Una ricerca genetica condotta da Chris Tyler-Smith e pubblicata dall’American Journal of Human genetics ha accertato che lo 0,5% dell’intera popolazione mondiale e l’8% di quella asiatica discende da un uomo solo che ha trasmesso il cromosoma battezzato super Y e che ha vissuto tra il XII e il XIII secolo. Allo stesso risultato era giunta un’altra ricerca condotta da Bryan Sykes dell’Università di Oxford che aveva ricondotto senza incertezza il gene a Temujin per “la consuetudine dell’imperatore mongolo di uccidere i nemici e violentare le donne quando i suoi eserciti conquistavano un nuovo territorio. “Non c’è dubbio – ha ribadito David Morgan, docente di storia mongola all’Università del Wisconsin – che Gengis Khan lasciò una progenie sterminata”. Insomma, siamo un po’ tutti figli di Gengis Khan. E chi ha la cosiddetta macchia mongolica stampata sul corpo può vantare una vera e propria certificazione genetica di garanzia".


Luglio 2011
BENVENUTI IN MONGOLIA, ANZI IN ROMAGNA

Buongiorno e  benvenuti in Mongolia... ops... quasi quasi mi sbagliavo: in  Romagna. Non capita tutti i giorni di vedere una vera yurta mongola, anzi GHER. 6 mt di diametro, fatta solo ed esclusivamente con feltro di lana e  legno, interamente fatta a mano e proveniente dalla Mongolia. Un ospite di riguardo mi ha confessato di essere stato in Cina e Mongolia in vacanza e non ne ha vista una da vicino, incredibile. Qui puoi vedere dal vivo come è fatta, a cosa servono i vari  pezzi di cui è composta, dormirci dentro se vuoi, e fare una bella foto ricordo per i  tuoi amici prima di partire per davvero in Mongolia (o Siberia dove si chiamano yurte). Se vuoi puoi portare i tuoi bambini o i tuoi studenti se sei un'insegnante. Puoi venire quando vuoi previo appuntamento, attraverso il sito www.zenliveart.com. Vi aspetto, Marga


Giugno 2011
L'ALTAI, IL GOBI E... LA TOILETTE

Vorrei chiedere al sig. Federico un parere: ho appena acquistato il suo libro "Mongolia - L''ultimo paradiso dei nomadi guerrieri". Voglio leggerlo prima di intarprendere il viaggio che ho deciso di fare in agosto di 3 serttimane. Siccome mi piacciono le montagne ho pensato alla zona ovest dove oltre al Gobi ci avviciniamo agli Altai: va bene per una che come me visita per la prima volta la Mongolia?. Complimenti per il sito e per la grande passione che usa nelle cose che fa. Volevo porle anche una domanda singolare e forse un po' stupida: se nel corso dei traferimenti da un posto all'altro, capita di aver bisogno del "bagno" cosa occorre fare per avere un minimo di privacy, considerato che non ci si può "nascondere"? Io non ho grossi problemi e mi adatto a tutto, ma bisogna considerare gli altri. Grazie, Rosy
@
Buongiorno, grazie per le belle parole sul sito e per la fiducia sul libro. Sono convinto che l'itinerario che ha scelto, oltre che essere stupefacente, offre un'ottima conoscenza della Mongolia. La zona dell'Altai riserva paesaggi ambientali e umani senza cofronti: unisce caratteristiche naturali molto differenti, il deserto, la steppa, le montagne innevate, animali rari e soprattutto una popolazione estremamente interessante e ospitale, legata alle tradizioni kazake. Il deserto del Gobi è indubbiamente affascinante anche se è meno contrastato rispetto all'Altai: ad ogni modo ci sono splendidi paesaggi, formazioni rocciose impressionanti e, in alcune zone, delle dune immense e bellissime da scalare. Ma la magia della Mongolia è un po' dappertutto. QuellO della... toilette è un dilemma che si pongono in molti ma una volta sbarcati diventa un problema molto relativo perché ci si immerge subito in una realtà completamente diversa dalla nostra e ci si adatterà molto più in fretta di quanto non si pensi. Di solito il rito del “bagno” diventa anche divertente e solidale, nel senso che si comincia a camminare nella steppa fino quasi a scomparire dalla vista degli altri per potersi vagamente isolare. Normalmente, le donne vanno in un versante, gli uomini nell’altro. Nella capitale, nei villaggi e anche nei campi gher ci sono strutture un po’ meno selvatiche. Mai fidarsi dei gabbiotti che chiamano bagno perché non sono altro che una buca profonda e tu devi stare quasi in bilico su un asse di legno. In mancanza di meglio... Ad ogni modo, il consiglio è quello di portare carta igienica a sufficienza, quella serve sempre. Oppure comprarla a Ulaanbaatar. A dirlo così sembra tutto un disagio, m auna volta lì diventa tutta una formalità e al ritorno in Italia ci si sente sempre un po' più "disinvolti".

Maggio 2011
VISTO, COSTI, SPOSTAMENTI E ALLOGGI

Gentile staff di Mongolia.it, leggo con molto piacere il vostro sito e premedito da tempo di fare un viaggio in Mongolia, possibilmente quest'estate. Pertanto vorrei porvi alcune domande:
1) Qual è la procedura per procurarsi il visto? Sono necessari altri requisiti per entrare nel paese per via aerea?
2) Qual è il costo della vita in Mongolia dal punto di vista di un viaggiatore occidentale?
3) Che mezzo di trasporto consigliate per gli spostamenti extraurbani?
4) Al di fuori della capitale, quali sono le province meglio attrezzate come alloggio e trasporti? Le altre città sono attrezzate in tal senso?
Grazie per la vostra pazienza. A. Bianchi

@ 1) Per procurarsi il visto, in attesa del Consolato onorario di Milano, al momento l’unico operativo in Italia è quello del console Lamberto Guerrer a Torino, come indicato nel sito alla voce “Il viaggio”. Oppure presso l'Ambasciata di Vienna. Non esistono altri requisiti per entrare nel Paese.
2) Dal punto di vista di un viaggiatore occidentale la vita in Mongolia è abbastanza conveniente, se però si considerano i beni di consumo fondamentali e popolari. Un litro di latte costa un quinto rispetto a noi, la carne un sesto, il riso un quarto, la farina un decimo, un taglio di capelli un quinto, un taxi un decimo, un biglietto del pullman un decimo così come un biglietto del cinema. Le cose cambiano se le richieste sono da viaggiatore: gli aerei interni per gli stranieri hanno un costo molto più elevato rispetto ai mongoli, le apparecchiature tecnologiche e l’abbigliamento tecnico, ad esempio, hanno gli stessi prezzi così come gli alberghi e i ristoranti di livello europeo mentre nei guanz, i tipici ristorantini mongoli, si spende ovviamente molto meno. Inoltre va considerato che la Mongolia, rispetto ad altri Paesi asiatici dove è possibile la filosofia dello “zaino in spalla e via”, richiede invece la presenza di un fuoristrada e di un driver, a volte di un cuoco e di una guida.
3) Per gli spostamenti extraurbani l’unico mezzo è appunto il fuoristrada: i mezzi pubblici sono radi e percorrono solo strade asfaltate quindi perdendosi tutto il meglio della Mongolia.
4) Fuori Ulaanbaatar c'è soprattutto l'immensità di steppe e deserti: le province un po' più attrezzate sono quelle centrali di Tuv, che circonda la capitale, dell'Arkhangai e dell'Uvurkhangai, con l'antica capitale Karakorum. Ma non aspettatevi alberghi di lusso. Gli alloggi migliori sono i campi gher, splendide sistemazioni nelle tende uguali a quelle dei nomadi ma dotate di strutture minime tipo bagni, docce, eventualmente ristorante e altri servizi. Nei villaggi e nelle altre città ci sono anche alberghetti ma generalmente sono meno confortevoli delle gher. Buon viaggio


Aprile 2011
BENVENUTI NELLA YURTA MONGOLO-ROMAGNOLA
Ciao a tutti voi, sono Marga da Viezza, dove oramai sono residente dal 2011! Vi invio il mio link con le informazioni di dove si trova la "yurta Mongolo-romagnola" che verrà di nuovo montata a breve. Anzi se ci sono volontari...!! Abbiamo costruito un bellissimo forno di fianco alla yurta, per cuocere il pane e la pizza. Ho anche fatto riparare la corona della yurta che si era rotto questo inverno a causa della neve a Bagno di Romagna durante il mercatino di Natale. Abbiamo avuto un sacco di neve ed è stato un lungo e freddo inverno, davvero siberiano! ho anche visto tre lupi nel bosco di fronte a casa mia. Ora vi lascio e spero di rincontrare la giovane coppia che mi è venuta a trovare a Bagno di Romagna a Natale, che era in attesa di adottare un bimbo mongolo GANZO. Se mi leggete "welcome to Ganzo". Ciao Marga www.zenliveart.com
@ Complimenti a Marga. Per la cronaca, le yurte sono le tende circolari dei nomadi che in Mongolia vengono chiamate gher. Chi fosse interessato ad acquistarne una da montare nel giardino o addirittura per costruire un agriturismo estremamente ecosostenibile può rivolgersi a info@mongolia.it per avere un contatto diretto con i produttori mongoli


Aprile 2011
QUANDO I LOTTATORI DI SUMO RIESCONO A ENTRARE NELLA FOTOGRAFIA
Vorrei gentilmente sapere se vi sono dei libri che presentano molte immagini di lottatori di sumo. In attesa di una vostra risposta vi porgo distnti saluti. Buongiorno Laura
@ Risponde per noi Julien Buratto di www.sumo.it Abbiamo tante foto di sumo ma non esiste ancora un libro che le raccolga. Per quanto riguarda le foto più amatoriali, posso mandarle qualcosa io. Se invece cerca qualcosa di professionale, potremmo fornirle trovare del materiale adatto alle sue esigenze. PS: @Federico: grazie per la segnalazione, noi di sumo.it siamo sempre qui nonostante le sospensioni dei tornei a causa dei terremoti! A presto! Julien

Aprile 2011
COME COMUNICARE DALLA MONGOLIA, COSA INDOSSARE E COSA OFFRIRE
Buongiorno, mi recherò in Mongolia dal 3 al 23 luglio questa estate e volevo un paio d'informazioni. Gli ultimi 10 giorni del viaggio non sarò in città, bensì girerò per la steppa, quindi volevo sapere se c'è possibilità di telefonare in Italia o comunque se c'è qualche metodo per comunicare col nostro paese anche solo per far sapere che si sta bene. Mi han detto che i cellulari non prendono, ma volevo avere una risposta da voi che mi sembrate senza dubbio i più esperti. Inoltre volevo sapere che tipo di abbigliamento conviene portare per quel periodo e che prodotti potrei portare come dono a chi mi ospiterà, pensavo a qualche prodotto culinario italiano come formaggio, vino o dolci. Grazie mille in anticipo. Matteo
@ Comunicare dalla Mongolia all’Italia può essere semplicissimo o complicatissimo, dipende dalla zona da cui si tenta di chiamare e dalla compagnia telefonica. Le riporto quello che ho scritto sulla guida “Mongolia – L’ultimo paradiso dei nomadi guerrieri” (Polaris 2010): “Per comunicare dalla Mongolia all’Italia e viceversa occorre tenere conto della compagnia telefonica che viene utilizzata e dai contratti internazionali che cambiano frequentemente. In linea di massima per telefonare dall’Italia alla Mongolia bisogna comporre il prefisso della Mongolia 00976 + il prefisso della città (per Ulaanbaatar è 11) + il numero del telefono fisso o del cellulare. Dalla Mongolia all’Italia: 00139 (in alcuni casi 00239 o 00339) + numero con prefisso normale (ad esempio 06 per Roma) o cellulare. Si può telefonare in interurbana, oltre che dagli alberghi più evoluti (tariffe carissime), dalle cabine degli uffici postali o dai telefoni pubblici con le schede telefoniche che si acquistano nei numerosi punti Mobicom, Skytel, Unitel, G-Mobile, con vari tagli e con una spesa di circa 800 tugrug al minuto. Compatibilmente con le compagnie telefoniche, il vostro cellulare potrà comunicare, anche via sms, con l’Italia: tenete conto che la copertura completa c’è a Ulaanbaatar, nelle città, nei villaghi principali, in alcune zone a sorpresa della steppa e del deserto, specialmente sulle colline. A volte, in alcune zone, succedono cose strane: qualche cellulare riceve messaggi dall’Italia ma non riesce a spedirne; alcuni riescono a chiamare, altri no. Basta magari spostarsi di qualche chilometro e la situazione torna normale, o quasi”. Anche sull’abbigliamento e sulle offerte consigliate ho scritto dettagliatamente nella guida, per riassumere: il periodo di luglio è molto caldo e secco di giorno (sempre piuttosto ventoso), di sera fresco, di notte freddo. Offerte per i nomadi che incontrate o che vi ospitano: niente è dovuto, tutto è gradito, da matite (di legno, mai di plastica) e quaderni per i bambini, profumini, fermacapelli per bimbe e ragazze, per gli adulti benissimo offerte alimentari (non esagerate, se portate troppo cibo dall’Italia potrebbero esserci problemi alla dogana), ma anche piccoli attrezzi, qualche vizietto (sigarette o vodka) e al limite anche del denaro (qualche dollaro o tugrug) da offrire al padrone di casa soprattutto se vi ha offerto un pranzo; se non accetta, non si offenderà comunque e vi ringrazierà per il pensiero. E poi un sorriso per tutti.

Marzo 2011
UN ALTRO CORAGGIOSO PRONTO AD AFFRONTARE IL MONGOLRALLY
Salve, sono un appassionato di Mongolia e anche io partirò per il Mongol Rally 2011, passando per l'Iran e l'Asia Centrale. Sto
iniziando la "campagna pubblicitaria" per la raccolta fondi e sarei felice di comparire sul vostro sito. Ho creato con le mie scarse capacità un minisito: www.gengisptomongolia.it e qui c'è il volantino per la raccolta fondi. Per ogni informazione resto a disposizione. Grazie mille, Pietro

@ Ormai dovremmo aprire sul sito una sezione apposita dedicata al Mongol Rally, una manifestazione sempre più popolare e frequentata in Italia e in Europa. Non dimentichiamo che le motivazioni che spingono i coraggiosi sono sì di avventura ma anche e soprattutto di solidarietà. Per questo lanciamo volentieri anche l'appello di Pietro con i relativi link.

Marzo 2011

MONGOLRALLY, ALTRE AMBULANZE PRONTE DA DONARE AGLI OSPEDALI
Buongiorno, siamo un gruppo di ragazzi bolognesi che si apprestano a partecipare all'edizione 2011 del Mongol Rally. Siamo riusciti ad acquistare un'ambulanza Fiat Ducato usata con solo 120.000 Km percorsi, e sarebbe nostra intenzione donare il mezzo una volta giunti ad Ulaan Bataar ad un ospedale o ad un'organizzazione no-profit che operi in ambito sanitario. Vi chiederemmo un aiuto per capire al meglio quali siano le
organizzazioni o gli ospedali a cui poter fare dono del mezzo, e se possibile un aiuto nel metterci in contatto con l'organizzazione a cui doneremo il mezzo per cercare di sbrigare al meglio le trafile burocratiche per la donazione. Ringraziando anticipatamente, rivolgiamo un cordiale saluto. Pier Paolo C., Antonio B., Enrico L.


Ciao, siamo 4 ragazzi, e parteciperemo nel 2012 al Mongol Rally. Abbiamo già in mano una bella ambulanza, e ho letto sul sito che altre sono state già dnate ad un ospedale grazie alla vostra mediazione. Puoi darmi maggiori info? Grazie mille, Lorenzo. Associazione Avventurieri Umbri
@ La redazione di mongolia.it - in particolare grazie alla preziosa assistenza di Alberto Colombo - ha già messo in contatto i gruppi che ci hanno scritto con i riferimenti in Mongolia risolvendo anche tutte le questioni logistiche e burocratiche, non esattamente semplici. Per la cronaca gli amici del team bolognese hanno già predisposto tutto e sono pronti per partire al MongolRally con la loro ambulanza da donare all'ospedale di Tsetserleg (vedi dettagli nelle News), mentre gli avventurieri umbri per il momento si sono eclissati, speriamo si stiano organizzando da soli perché anche il loro progetto vada nobilmente in porto. E' davvero una soddisfazione enorme che il nostro sito stia diventando di anno in anno sempre più un prezioso e utilizzato trais d'union fra l'Italia e la Mongolia lungo la rotta della solidarietà. In particolare sono già numerosi gli equipaggi che partecipano al Mongol Rally e che uniscono l'avventura di una manifestazione tanto suggestiva ad aiuti concreti per la popolazione mongola. Un invito dunque per continuare a "usare" mongolia.it come veicolo di solidarietà con missioni, ospedali, associazioni. Per qualsiasi iniziativa info@mongolia.it

Marzo 2011
PER AIUTARE LA MISSIONE DELLE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE IN MONGOLIA
Valido giornalista della nostra cara Missione della Mongolia, dottor Federico, ho letto l'articolo "rinnovato", l'articolo che sta in testa ad alcuni altri, articoli che sono  "suppliche" desiderose d'essere lette... Questo ultimo, nuovo articolo scritto da lei signor Federico mi spiacerebbe veramente se non fosse letto da molti... Io sono purtroppo diventata pessimista nel pensare che non sono molte le persone che si interessano della Mongolia... Soprattutto questa società non lascia molto spazio libero... Nel sito della nostra Missione è rimasto un "vuoto" ed e' l'ultima comunicazione che la scuola elementare in Orbit - Ulaan Bataar non si inaugurerà il giorno 1° settembre 2011 come si era stabilito alla cerimonia della posa della prima pietra, ma al 1° settembre 2012. Lo stesso Monsignor Vescovo Padilla ha così stabilito per due motivi: sia per la costruzione che per  l'allestimento della scuola che sono ancora in fase di preparativi. E  ancora: l'anno 2012 segna il 20° anniversario dell'entrata del cattolicesimo in Mongolia. Certo la data è motlo importante e Monsignor Vescovo, facendo coincidere la celebrazione dell'apertura della scuola, vuole dare un particolare slancio alla Chiesa Cattolica in Mongolia. Insieme quanto dovremmo e potremmo fare! Grazie e buona preparazione alla Pasqua. Sr.Adriana Bricchi fma
@ Cara Suor Adriana, grazie per gli aggiornamenti e per le lusinghiere parole, scritte in un affascinante stile "di una volta". Prendo atto dello spostamento dell’inaugurazione della scuola, sarà un ventesimo anniversario molto speciale. Per tutti gli aggiornamenti e soprattutto per chi vuole contribuire concretamente alla vostra presiosa missione basta entrare nella sezione degli Aiuti umanitari e quella delle Fma, Figlie di Maria Ausiliatrice. Che Dio benedica la Mongolia, non importa di quale Credo

Febbraio 2011

ULAANBAATAR: UNA CITTA' CHE NON LASCIA INDIFFERENTI

Caro Federico, un paio d'anni fa ho avuto un piacevole scambio di vedute con te sulla questione Cina-Mongolia, sul tuo sito poi e' anche pubblicato un mio diario di viaggio in questo splendido paese. L'occasione per riscriverti mi è data dal famigerato articolo dell'Espresso su Ulaan Baatar come citta' piu' brutta del mondo. Concordo al 99% con l’articolo! Ulaan Baatar fa schifo, poche storie (l'ho anche scritto nel mio diario), quello che pero' mi da fastidio e' la difesa a priori che fai, tacciando l'articolista come supponente e arrogante. Andiamo, sono forse belli i block sovietici sporchi e decadenti della citta'? Sono belli gli alberghi dove gli scalini all'interno sono fatti ad altezze diverse? Il senso di incuria e sporcizia che c'e' nei parchi della citta' non e' forse evidente? Le strade polverose e male asfaltate a te piacciono? E il traffico? Spiace dirlo ma l'autore ha scritto cose che condivido appieno (e te lo dice uno innamorato della Mongolia, c'ho anche fatto la mia tesi di laurea...). Lui, come tutti quelli che scrivono al tuo sito, ha detto la sua opinione dopo giorni di permanenza a UB, solo che invece di elogi arrivano critiche e qua tu non ci stai e citi la supponenza occidentale, parli addirittura di pregiudizi. Se invece di critiche avesse scritto il contrario che avresti detto? Un turista che rimane colpito in positivo da UB dopo pochi giorni non possiamo allo stesso modo tacciarlo di visione superficiale come fai tu con lui? Ammettiamolo, c'e' gente cui non piace la Mongolia, amen. Perche' bisogna difendersi a tutti i costi negando anche l'evidenza? I gioielli nascosti di UB: a parte gli highlights (Zaisan, Gandan ecc..), sono stato a Mamba Datsan, al parco Nairamdal, al mercato nero (a suo modo, un "gioiello"), all'hotel Mongolia (ma qui andiamo fuori citta'), ho visto un paio di universita', pure in dogana sono stato... la citta' l'ho girata in lungo e in largo: fa schifo (semplice semplice), opinione condivisa da amici e conoscenti anche loro in visita. E bada bene: a UB ci sono stato 5-6 volte, fermandomi per piu' giorni ogni volta. L'ho visitata da solo, con amici stranieri e con amici mongoli. L'ho girata a piedi, in macchina, l'ho girata da sobrio e da sbronzo (chi di noi non ha mai alzato il gomito in Mongolia?). L'ho vista in Estate, Primavera, Autunno e Inverno. La citta' l'ho vissuta, come suggerisci tu invitandoci a viverla piu' che vederla (e quindi accondiscendo implicitamente con quanto scrive l'Espresso): cio' vuol dire gran bevute di vodka con i miei amici mongoli, scarpinate a Zaisan da dove si puo' ammirare la "bellezza" della citta'. Ho dato da mangiare agli uccelli fuori il monastero di Gandan, ho mangiato buuz fino a scoppiare, ho visto il mercato nero senza niente addosso causa borseggiatori (avvertimento datomi dai miei stessi amici mongoli), ho bevuto l'airag senza indugiare, sono rimasto anch'io colpito dalla bellezza delle donne locali, ho costretto Miga, la mia amica di UB, di portarmi in un negozio per comprare cd di rock locale... ho fatte parecchie cose la'. Ma rimane brutta come citta', punto. Tu che opinione hai di UB da un punto di vista estetico? Onestamente... Capisco l'amore incondizionato per tutto cio' che e' mongolo ma non mettiamo la nostra passione ortodossa davanti a tutto altrimenti diventiamo succubi noi stessi del nostro amore e ci rendiamo poco seri di fronte agli altri. Con stima, Stefano L.T.
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Mamma mia, Stefano, quante parole per dire che Ulaanbaatar non ti è piaciuta. Ecco,quando parlo di "supponenza occidentale" e "superficialità" mi riferisco proprio a chi esprime giudizi del tipo: "fa schifo", oppure "...ma rimane brutta come città, punto". Non basta fare scorpacciate di buuz, dare da mangiare ai piccioni di Gandan, bisbocciare a vodka, ascoltare rock locale e svolgere altre attività urbane "quattro stagioni". Ulaanbaatar la conosco quasi meglio di Milano e sicuramente conosco meglio i suoi abitanti: mai detto che sia una splendida città (anche se il National Geographic - non la Pro Loco di Ub - proprio pochi giorni fa l'ha eletta meta più interessante del pianeta), ma una città estremamente affascinante quello sì. Sono proprio le contraddizioni ("Un magico incontro degli opposti" l'ha definita Paola Frattola, insegnante che a Ub ci abita da una vita) a renderla una capitale unica, ovviamente per chi ha voglia di andare oltre l'inquinamento (per forza, finché sarà scaldata a carbone), il traffico, la difficoltà di attraversare la strada, l'architettura ereditata dalla dominazione sovietica, i presunti pericoli passeggiando al mercato nero (io l'ho girato decine di volte, senza particolari accortezze, e soprattutto in serenità, contrariamente a quanto mi succede quando esco alla sera dalla metropolitana milanese). Il fascino di un luogo si misura anche su altri parametri, come le suggestioni - a volte soggettive - che trasmette, sulla gente, sull'atmosfera, sulla spiritualità che sa sprigionare, sul contesto naturale in cui è innestata. Su questa capitale ho raccolto pareri discordi. Per citare due colleghe: "E' più brutta di Kiev, che è bruttissima", mi ha detto Manuela Audisio di Repubblica. "E' un incanto tutto da vivere e da scoprire", mi ha confidato Mimosa Martini, inviata del Tg5. "Ulaanbaatar è una città unica, imperfetta, affascinante per chi ha la sensibilità di vedere oltre", ci scrive Cristina T., pure lei laureata su una tesi dedicata alla Mongolia e profonda conoscitrice delle cose mongole. Aggiungiamo ora i pareri dello scrittore polacco Stasiuke di Stefano che non fanno che confermare un concetto: Ulaanbaatar non è una città che lascia indifferenti. Su questa metropoli "bella e strana" ho scritto molto, soprattutto sulla guida pubblicata da Polaris: se tu la sfogliassi, non troveresti termini entusiastici (nè certo catastrofici) ma solo sobri e giornalistici. Per la cronaca, caro Stefano, io non sono nè ortodosso, nè "poco serio", nè tanto meno succube. Come ricordava Nanni Moretti: le parole sono importanti. Usiamole con cautela, grazie.

Febbraio 2011
LA STRAORDINARIA VEGETAZIONE DELLA REGIONE BAYAN ULGHII NELL'ALTAI
Ciao Federico, avrei bisogno di sapere se sei a conoscenza di che tipo di vegetazione si trova nell'area Bayan Ulghii in Mongolia. Ti ringrazio confidando sempre nella tua alta disponibilità/professionalità, e rimango in attesa di una tua risposta. Grazie ancora. Augusto C.

@ Grazie a te, Augusto, per la fiducia. Attendendo ulteriori integrazioni da chi conosce meglio questo aspetto, ti posso comunque anticipare che nel Bayan Ulghii - siamo nella zona estrema dell'Altai, a ovest della Mongolia - ho trovato una vegetazione straordinariamente diversificata, con uno stupefacente mix di montagne, foreste, taiga e deserti: tra gli alberi, prevalgono larici, betulle e abeti. Molti i fiori che colorano le vallate dell'Altai tra primavera ed estate: stelle alpine, primule, genziane, artemisie, gigli, rabarbaro.

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Febbraio 2011

IL FOTOGRAFO PIAZZOLA: "HO RIVISSUTO LE EMOZIONI DEL VIAGGIO"

Egr. Sig. Pistone, sono Mario Piazzola autore del reportage fotografico sulla Mongolia, proiettato la sera del 2 febbraio scorso, ospite di Avventure nel mondo. Volevo ringraziarla molto sia per avermi concesso di mantenere il titolo della proiezione ("Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri", come la sua omonima guida Polaris) sia per avermi dato spazio nel suo sito relativo alle news sulla Mongolia. E' stata una bellissima serata, con un pubblico molto attento ed interessato, con una vivace ed approfondita discussione. Sicuramente abbiamo seminato interresse per questo bellissimo paese, è stata anche per me una bella serata perchè ho rivissuto situazioni e momenti del viaggio che ancora oggi mi danno vere emozioni. Essendo un appasionato viaggiatore e fotografo dilettante, vengo spesso invitato a presentare i miei reportage, di solito o presso circoli fotografici o presso enti culturali turistici. Se desidera essere informato su future mie proiezioni sulla Mongolia, lo farò molto volentieri. Ringraziandola ancora Le porgo i miei più cordiali saluti. Mario Piazzola
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Attendo nuove date di proiezioni da segnalare sul sito. Perché a guardare la Mongolia non ci si stanca mai, specie se viene "ritratta" in immagini così suggestive.


Febbraio 2011

DALLA MISSIONE DI ARVAIKHEER: LA VITA SI RIACCENDE DOPO IL LUNGO INVERNO
Carissimo Federico, grazie per la gentilezza del tsagaan sar e la tua proverbiale generosità: Dio ti benedica. Solo due ore fa siamo finalmente riusciti a scongelare il tubo del nostro pozzo, che si era fermato subito dopo capodanno: 18 metri di tubo pieni di ghiaccio! Con la luna nuova si comincia a sentire un'aria diversa, certamente meno fredda; è il miracolo della vita che si riaccende dopo il lungo inverno. Grazie ancora e a risentirci. Padre Giorgio (Missionari della Consolata ad Arvaikheer)


Febbraio 2011

L'ARTICOLO DELL'ESPRESSO: "DESCRIZIONI DI UN TURISTA SUPERFICIALE"
Sono stata ad UB diverse volte; forse non sarà la città più bella del mondo ma le descrizioni dell'articolo apparso sull'Espresso leggi qui mi sembrano quelle di un turista estremamente superficiale che non ha la sensibilità per cogliere le piccole cose, quelle belle, che ti incantano, ti fanno commuovere anche se le cose non sono perfette, anzi, forse proprio perchè le cose sono imperfette. Tutte le cose che lui descrive in modo negativo per me sono fonte di bei ricordi; dai venditori ambulanti con cui, dopo le telefonate, mi intrattenevo in stentate conversazioni in una lingua ibrida tra mongolo-inglese e russo, alle strade sconnesse in mezzo ai palazzi  "sghembi e malfatti" dove si possono scovare piccoli negozietti, imbiss con gente gentile e paziente, ai lunghi viaggi nel traffico su bus affollati dove le persone vedendo che sei straniera si prendono cura di te, ti aiutano, ti mettono in guardia su eventuali pericoli, alle ore passate al a girovagare per il Naraan Tuul ( il mercanto di UB). Le cose negative: qualsiasi città al mondo ha dei problemi, UB ne ha molti, ma perchè le nostre città non ne hanno?  Camminare in alcune zone di Milano o nei vicoli di Genova di notte non è pericoloso? Persino a Melbourne, dove gli ubriachi attaccano inaspettatamente la gente a caso e senza motivo in pieno centro potrebbe essere altrettanto pericolosa eppure è una delel città più vivibili al mondo! Salire sulla collina dietro il Gandan e osservare UB con la sua distesa di abitazioni di vario tipo con colori sconnessi cirocondata dalle colline verdi mi commuove sempre.UB è una città unica, imperfetta, ma a modo suo affascinante per chi ha la sensibilità di vedere oltre e apprezzare le piccole cose. Cristina T.


Gennaio 2011

"IL FINALE SIBERIANO CI E' APPARSO TRISTE DOPO LA SERENITA' E I COLORI BRILLANTI DELLA MONGOLIA"
Ciao Federico, ieri mi sei venuto in mente mentre guardavo una bellissima storia/documentario sugli uomini renna a Geo & Geo alla Rai. Il tuo libro "Uomini renna" mi è piaciuto molto, hai vissuto un'esperienza unica, di quelle che lasciano il segno. Ottima anche la tua guida Polaris, tant'è che una mia partecipante l'ha comprata dopo il viaggio per conoscere meglio la Mongolia e i suoi abitanti. Grazie per i tuoi utili prodotti cartacei, per il sito e per le dritte che mi avevi dato prima di partire. Il mio viaggio agostano era andato benissimo, sono entrata dalla Siberia lato kazako, e dopo un mini tour negli Altai abbiamo attraversato la Mongolia sino al Gobi e poi UB, treno sino a Irkutsk e lago Baikal. Il finale siberiano ci è apparso triste dopo la serenità e i colori brillanti della Mongolia. Una francese che si è unita a noi a metà viaggio (accompagnava turisti a cavallo), che vive in quel paradiso un paio di mesi ogni estate, ci ha parlato dei problemi ambientali causati dalle miniere d'oro, e dei giapponesi che si sono appropriati delle acque termali libere per ingabbiarle in casette a pagamento. Abbiamo anche portato qualcosa all'ospedale di Olgy, come indicatomi da voi. Spero di poterci tornare. Ogni tanto guardo il tuo sito per ricordare e restare aggiornata.
A te e alla Mongolia tanti auguri di Pace e serenità. Viviana G.


Dicembre 2010

UNA FOTO DAL PARADISO

Buonasera, la seguo saltuarimente sul web dal 2007, anno in cui ho intrapreso insieme ai miei più cari amici quello che ritengo essere il più bel Viaggio della mia vita. Ho avuto la fortuna di scattare questa foto che Le invio. Purtroppo non mi ricordo con precisione dove eravamo, comunque sembrava il paradiso!!!! Non Le nascondo che è la mia foto preferita ed inoltre la più bella che io abbia mai scattato. Gradirei che la pubblicasse sulla sua bacheca in modo che coloro non siano ancora stati in Mongolia, possano decidersi!!! :-) La ringrazio comunque per le meravigliose foto, le indicazioni ed i suggerimenti generosi.Saluti e buone feste. Lorenzo Zito
@ Grazie Lorenzo e altrettanti auguri. La foto è indubbiamente suggestiva, anzi "paradisiaca". Ora però attendo altri scatti per inserire un vero e proprio reportage nella sezione DIARIO


Dicembre 2010

ALLA RICERCA DI MONGOLI CON CUI CONDIVIDERE LINGUA E CULTURA

Caro Federico, innanzitutto i migliori auguri per il 2011. Leggendo il Forum, a volte ho l'impressione di vivere in una realtà parallela. D'accordo, sarò il più scorbutico e maleducato dei mongolisti. Sarò anche un irredimibile rompiscatole, ma possibile che ogni tanto si leggano richieste di corsi di lingua mongola, indicazioni di docenti e referenti e mai, mai e poi mai, qualcuno si degni di rispondere ai miei ripetuti appelli? Ora scopro che a Verona una Mongola che parla benissimo l'italiano è disponibile come insegnante. Ma a me basterebbe una consulente, una persona con la quale affrontare e risolvere specifici problemi gfgf gf gfgh fhg gh ghf hg hinterpretativi. Niente di più. Possibile che non ci sia una Mongola (ma il sesso non ha importanza) disposta a farmi la... carità di questo aiuto? Immagino che la signora offra le sue lezioni a pagamento ed io non sono affatto uno spilorcio e sono disposto a ricompensare chi mi aiuta. Ma mi sembra incredibile che non ci sia una persona competente capace di rispondere ai miei appelli inizialmente solo e soltanto per puro e semplice amore della lingua e per favorire la diffusione della cultura mongola in Italia. Ripeto, avrò un caratteraccio (ma ti assicuro che sono inasprito da anni ed anni di indifferenza) ma sono una persona generosa, soprattutto quando si tratta di mongolo (sapessi quanti soldi ho speso e spendo per procurarmi libri e riviste...). Mi piacerebbe però che tutto iniziasse sotto forma di premio, si fa per dire, di cordiale riconoscimento nei confronti di una lunghissima e sinora mal ripagata fedeltà alla lingua mongola. Anche questa mia lettera resterà... lettera morta? Un caro saluto, Paolo Sartori

@ La "lettera morta" è stata pubblicata, come molte altre dell'amico Paolo Sartori (quelle offensive sono nel cestino), un mongolista tutto d'un pezzo che vorrebbe collaborazione da parte dei mongoli per condividere e sviluppare le sue ampie conoscenze linguistiche e culturali di questo Paese tutto da scoprire. Richiesta legittima:
meno gradevole questo atteggiamento, qualcosa più di "scorbutico", nel giudicare negativamente i mongoli solo perché non rispondono agli appelli culturali. Evidentemente non tutti si possono permettere di volare alto, prima di aver risolto problemi di stretta sopravvivenza. La ragazza mongola che dà lezioni di madrelingua a Verona, ad esempio, forse avrà bisogno di soldi per tirare avanti ma questo non esclude che goda di vivace cultura, sia sulla Mongolia che sull'Italia. Chissà poi quanti mongoli, e quanti italiani, sarebbero felici di attingere e confrontarsi con la scienza di Sartori, ma non necessariamente navigano in questo sito dal quale comunque rilanciamo l'appello e ricambiamo sinceramente gli auguri di buon anno nuovo.


Dicembre 2010

BUFERA DI NEVE E COLLAUDO DOCCE: LE ULTIMISSIME DAI MISSIONARI

Carissimo Federico, pochi giorni dopo il nostro ultimo scambio di mail, c'è stata una bufera che ci ha letteralmente ri-soffiati indietro: eravamo partiti per UB, ma a 30 km da Arvaiheer, con una visibilità che non superava i 2 metri, abbiamo fatto marcia indietro, prima che la neve cancellasse del tutto la traccia scura dell'asfalto. Comunque stiamo tutti bene. Proprio in questi giorni abbiamo qui i tecnici per il collaudo finale del reparto docce, che speriamo poter utilizzare al più presto. La serra di Daniele "riposa", ridotta allo scheletro, aspettando di poterla riutilizzare per avere ancora insalata e spinaci la prossima estate...
Aspettiamo di sapere quando tornerai da queste parti... Un abbraccio e a risentirci. Giorgio
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E' sempre un piacere ricevere notizia dalla prima linea dell'inverno mongolo da Padre Giorgio, missionario della Consolata infaticabile e coraggioso, e soprattutto grande amico nostro e della Mongolia. Per conoscere l'attività della missione ecco la pagina dedicata


Dicembre 2010

IN MONGOLIA IN MOTO PER AIUTARE I BAMBINI

Buongiorno Federico, comincio con il farti i complimenti per la guida-libro che mi sto leggendo in questi giorni.Mi chiamo Matteo e sto programmando un viaggio in moto che mi dovrebbe portare in Mongolia nel periodo Maggio-Giugno 2011, vorrei così chiederti consiglio su qualche associazione umanitaria operante nella capitale che si occupa dei bambini, visto il mio desiderio di raccogliere offerte da parte delle ditte con cui per lavoro sono in contatto per poi poterle girare in favore dei bambini.Grazie per la disponibilità e buon lavoro!
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Ottima iniziativa, congratulazioni. Abbiamo già segnalato all'amico Matteo il riferimento per la Mongolia dell'Aibi, l'Associazione Amici dei Bambini con cui il nostro sito mongolia.it collabora da tempo con importanti risultati.

 

Dicembre 2010
LEZIONI DI MONGOLO A ROMA, A VERONA E IN TUTT'ITALIA

Buongiorno, vorrei sapere se è possibile frequentare a Roma corsi di lingua mongola. Grazie. Piergiorgio

@ Già indicato a Piergiorgio il riferimento a Roma per lezioni di mongolo. Approfitto per ricordare che chi fosse interessato a imparare la lingua può scrivere senza impegno a info@mongolia.it e sarà indirizzato a collaudati insegnanti madrelingua in tutta Italia. A proposito, un'amica mongola che parla perfettamente italiano ci ricorda che a Verona è disponibile per dare lezione di mongolo agli italiani.

Dicembre 2010

UN VIAGGIO VIRTUALE IN MONGOLIA CON ZEN LIVE ART

Carissimi, ho visto le bellissime foto nel vostro sito e anche la pubblicità nelle news della nostra iniziativa... Spero di poter venire un giorno in Siberia e Mongolia e vivere l'esperienza della yurta live! Per ora stiamo aspettando il momento migliore per montare la yurta a Bagno con la pro-loco. Un abbraccio, Marga.
@
Visti i tuoi interessi e le tue competenze dovresti proprio concepire un viaggio in Mongolia, per le gher, per gli sciamani, ma anche per la spiritualità che avvolge l’intero Paese. Intanto chi vuole visitare il suggestivo sito ddi Zen Live Art e conoscere i dettagli delle iniziative mongole, può collegarsi a www.zenliveart.com

 

Dicembre 2010
RICHIESTA DI AIUTO PER UN MONACO BUDDHISTA

Ciao Federico, volevo chiederti un aiuto a nome di un monaco buddhista mongolo, Dashdemberel, che studia da 15 anni a Dharamsala, India (Institute of buddhist dialectics ) e adesso vuole fare l'esame di geshe nel Sud dell' India, al monastero Goman il giorno 14 di febbraio 2011. Poichè per far l'esame di geshe deve fare offerta di puja per più di 3500 monaci per 3 giorni, che costa 9000 USD, mi sto impegnando a trovare persone che siano disposte ad aiutarlo. Volevo chiederti se potresti pubblicare sul tuo sito un volantino che spiega la sua situazione, allo scopo di poter raccogliere contributi per poterlo aiutare. Ti allego il volantino. Grazie per la disponibilità. Bayarmaa

@ Appello lanciato. Chi è interessato a questo caso può scrivere a info@mongolia.it, gireremo l'email della persona interessata e spediremo il volantino in questione

 

Dicembre 2010

COME TROVARE... I DUE CAVALLI DI GENGIS KHAN
Salve, innazitutto volevo farvi i miei complimenti per il vostro sito, veramente ben fatto, ma soprattutto sa trasmettere emozioni e la vostra passione e il vostro amore per la bellissima terra della Mongolia. Volevo aver notizie riguardo all'ultimo film di B.Davaa: I due cavalli di Gengis Khan, se è possibile reperirlo in qualche modo o se deve uscire ancora in italia, grazie mille e a presto. Tommaso

@ Il film è uscito in diverse rassegne cinematografiche italiane nei mesi scorsi, ma attualmente non è in programmazione. E’ probabile che Sky lo proponga prossimamente. Per quanto riguarda il dvd al momento non ci sono riscontri ma la redazione è in preallarme. Se qualche nostro lettore ne sa qualcosa ci scriva, grazie

 

Novembre 2010

IDEA DI NATALE: CASHMERE ARTIGIANALE DELLA MONGOLIA A VERONA
Buongiorno, sono una ragazza mongola che attualmente vive a Verona. Ho maglioni, vestiti e coperte di cashmere prodotti artigianalmente in Mongolia, di qualità eccellente, davvero belli e a prezzi ottimi. Credo che potrebbero essere una splendida idea per un regalo di Natale. Contattatemi (soprattutto per chi vive nella zona di Verona), parlo bene italiano. Grazie a tutti. Per avere il mio riferimento scrivete pure a info@mongolia.it

 

Novembre 2010

PARTE BENE "KHUJIRT", IL DOCUMENTARIO DI DUCCIO PUGLIESE
Buongiorno Padre Giorgio, c'è voluto molto tempo per avere il nulla osta riguardo alle musiche ma adesso il breve documentario "Khujirt la Mongolia dei pastori" è finito e ben pubblicizzato sul sito dell'associazione mongolia.it e altri siti. I primi dvd cominciano ora a essere venduti. Volevo solo dirle che non appena (spero) di avere una somma discreta provvederò a farla avere alla Missione di Arvakheer. Cordiali saluti e buon lavoro in Mongolia. Duccio Pugliese

@ Sono contento che il suggestivo documentario di Duccio proceda spedito. E approfitto per ricordare che i dettagli dell'iniziativa sono nella pagina delle News, clicca qui

 

Novembre 2010

LA MONGOLIA ALLA RADIO SVIZZERA: IL SALUTO DI PADRE GIORGIO DAL GELO DI ARVAIKHEER
Caro Federico, ho appena finito di ascoltare la registrazione del programma da internet sulla Radiotelevisione della Svizzera Italiana (ascolta il programma), mentre fuori qui ad Arvaiheer soffia un vento gelido che promette bufera per domani... Complimenti all'autrice Alessandra Spataro, che speriamo di incontrare prima o poi da queste parti e che ringrazio per il bel gesto di trasformare in solidarietà un guadagno; interessanti anche i contributi tuo, Federico, e di Giancarlo Ventura. Il tutto per offrire una ricca descrizione della Mongolia, sotto vari punti di vista. E' la terra che ci ospita ormai da più di 7 anni ininterrotti, come testimoni di una fede che abbraccia tutti i popoli, rispettandone le originalità e le ricchezze e che è radicata nella storia del popolo mongolo fin dall'VIII secolo. Grazie davvero per aver pensato a noi missionari; condividere con chi è in difficoltà e dedicarsi alla promozione umana integrale richiedono persone generose come voi. Confermo anche l'esattezza dei dati per il versamento, indicati da Federico, che ringrazio in modo speciale. Un cordiale saluto da Arvaiheer - Uvurkhangai
Padre Giorgio Marengo, Missionari della Consolata
@ Un passo indietro per comprendere il gradito messaggio di Padre Giorgio. La Radiotelevisione della Svizzera Italiana ha realizzato un programma dedicato alla Mongolia (ascoltabile tuttora in podcast cliccando sul link indicato sopra o qui) affidandolo alla giornalista ticinese Alessandra Spataro che ha chiesto la collaborazione a me e a Ventura. Abbiamo deciso di suddividere il contributo messo a disposizione dall'emittente elvetica per progetti umanitari all'associazione Soyombo e, da parte mia, alla missione di Padre Giorgio. Di seguito l'email che ho inviato ad Alessandro, con relative coordinate dove è sempre possibile versare un contributo per la Consolata.
Cara Alessandra,
grazie ancora per l’opportunità e complimenti per come hai realizzato il programma sulla Mongolia, completo ma non pedante, giornalisticamente impeccabile e con la suggestione di quegli  inserti originali delle voci dei nomadi che hanno emozionato me e immagino tutti gli ascoltatori. Ci legge in copia anche Padre Giorgio Marengo, che saluto ed abbraccio. Alessandra, già attiva in collaborazioni umanitarie, ha deciso di devolvere il compenso del programma (precisa che non è una cifra altissima ma sempre preziosa) suddividendolo fra l’Associazione Soyombo e un altro canale umanitario indicato da me e che, come sempre, individuo nei Missionari della Consolata di Arvaikheer per la loro concretezza, passione e determinazione sul fronte umanitario. Ti riporto, Alessandra, le coordinate della missione stessa, chiedendone a Padre Giorgio conferma. Grazie a tutti, a presto. Federico
Per versamenti diretti:
-  Conto corrente postale n. 33405135 intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS - C.  Ferrucci 14 – 10138   TORINO
- C/C Bancario n. 51600/49 - Banca  Intesa - ABI  03069  CAB  01122
Intestato a MISSIONI  CONSOLATA ONLUS  C. Ferrucci 14 - 10138 TORINO
Codice IBAN: IT16 V030  6901 1220 0000 5160049
Indicare come causale: "Mongolia - Padre Giorgio  Marengo"

 

 

Ottobre 2010

IL SORRISO DELLA FIRST LADY

Stimato signor Federico, grazie per quello che ha  presentato sul sito della  "Mongolia delle figlie di Don Bosco"... Se chi leggerà quell'"appello" sapesse come è accorato non rimarrebbe indifferente... Da parte mia, da parte nostra non abbiamo altro che la preghiera. Capiamo che non è facile aver compassione di chi non si conosce personalmente... La "speranza" però è "l'ultima a morire". Un secondo pensiero che non mi lascia...: ho ammirato la bellissima foto del Presidente degli U.S.A e Consorte con il Presidente della Mongolia con Consorte.  Di questa ultima avrei piacere che Le raggiungesse il mio compiacimento. Ha un sorriso splendido, simpatico ai miei occhi! Se l'impressione mia corrispondesse alle realtà intime della Signora "First lady " della Mongolia sarebbe da definire "modello delle donne mongole", simpaticissima Signora, di ricca personalità! Buona continuazione della sua missione  nel propagare bontà ed ottimismo! Suor Adriana Bricchi (Figlie di Maria Ausiliatrice)

 

Ottobre 2010

IL REPORT DELLA SOLIDARIETA' DI ALDO LO CURTO

Ciao a tutti, sono ritornato in Mongolia, come ogni anno dal 1997, insieme a Tano Siracusa, il reporter e scrittore italiano che mi sta seguendo in tutti i continenti per raccogliere materiale fotografico e pubblicare un libro nel 2011 sul mio servizio volontario itinerante, ogni anno per sei mesi in Italia e sei mesi nel Benin, Madagascar, India, Brasile, Mongolia e Isole Salomone. l’area operativa è stata come in passato: a) la steppa: siamo stati accolti nell’ospedale del piccolo villaggio di Dashbalbar, al confine tra Mongolia, Russia e Cina, vicino alla Manciuria, dove ho visitato vari pazienti distribuendo medicinali essenziali, occhiali da vista, materiale ortopedico e da medicazione; sono stati donati un defibrillatore, per rianimare pazienti con arresto cardiaco, e un minilaboratorio di analisi del sangue. L’associazione degli anziani ha ricevuto un computer e una macchina fotografica digitale. La locale scuola media, che festeggiava il 70° anniversario, ha ricevuto uno scuolabus e un centinaio di medaglie, per premiare i migliori studenti. la scuola materna ha ricevuto due confezioni di cloro in polvere per disinfettare l’acqua potabile. Poi, durante le visite nella steppa, ho visitato vari pazienti ed è stata offerta una ger a una giovane coppia di pastori in miseria, che, finalmente, ha una tenda per loro e il loro bambino. la cerimonia della donazione della tenda è stata così commovente, che abbiamo deciso che, ogni anno, in questa zona, attorno al lago Chock, dove vivono circa 100 famiglie (quindi, circa 500 persone), doneremo una tenda (ger) a una famiglia tra le più povere. b) la città di Choibalsan: visita all’orfanotrofio “the light center” e donazione di cibo e di una lavatrice. poi, visita alla prigione della città, con donazione di medicinali per l’infermeria, materiale sportivo e libri educativi per i prigionieri, che sono tutti detenuti in attesa di giudizio. c) continuazione del progetto “ger” a Ulaanbaatar, nella tenda donata nel 2004 e che serve come centro sociale e dispensario a Tolgoit, un quartiere di 14.000 persone che vivono in miseria. Questa attività è svolta in cooperazione con una ong locale, il Gender Center for Sustainable Development. sono stati visitati e curati circa 250 pazienti; la tenda è stata arredata con mobili nuovi e il pavimento in legno completamente rifatto. E' stata pubblicata la seconda edizione del mio libro “Mongolia – illustrated health book”, in lingua mongola (reperibile anche in italia, ma in inglese), a distribuzione gratuita. Contemporaneamente, è stata approfondita la ricerca sulla terapia dell’ipertensione, malattia diffusissima in questo paese, secondo la medicina tradizionale della Mongolia, che consiste nel far camminare il paziente per 15 minuti al giorno sul salgemma su un percorso di 2 metri; é stato offerto un computer al gruppo degli anziani, che ha richiesto una tenda nuova nel 2011. infine, un giovane handicappato, Chimbaa, ha ricevuto in dono la terra dove porre la sua ger e un computer, offerti da un giovane coetaneo italiano, che intende adottarlo a distanza. i farmaci rimasti sono stati donati alle suore di madre Teresa di Calcutta, che hanno una casa nella periferia della capitale e curano gli anziani abbandonati. Tutto questo è stato possibile grazie alle numerose donazioni che ho ricevuto prima di partire, pertanto, ringrazio ancora una volta tutti per questa vostra generosità che mi permette di aiutare in ogni angolo del mondo. Aldo Lo Curto medico (volontario itinerante)

 

Settembre 2010

LE AFFINITA' TRA GLI TSAATAN E I NATIVI D'AMERICA

Buongiorno, sono alla ricerca di informazioni relative ad una possibile relazione tra i teepee Tsaatan ed i teepee dei nativi del Nord America - dovuta alla migrazione dall'Asia alle Americhe attraverso lo stretto di Bering. Ho fatto alcune ricerche in internet ma senza successo. Spero di non disturbarvi nel chiedervi se voi sapete qualcosa in proposito; oppure mi sapreste indicare in quale direzione continuare la mia ricerca? Grazie mille, saluti. Alessandro G.
@ Gentile Alessandro, nel racconto "Uomini renna" (Edt) ho accennato all'affinità (sorprendente ma fino a un certo punto) della cultura Tsaatan con quella dei nativi d'America. Non esiste molto sull'argomento. Le posso comunque segnalare un libro francese del 2003 (con molte foto, ma anche testi): si intitola "Yourtes et Tipis" di Isabelle Bruno della Hoebeke. Credo che possa ordinarlo presso la libreria, io l'ho trovato in Italia.

 

Settembre 2010

QUEL PROGETTO DI FABRIZIO DE ANDRE' SULLA MONGOLIA

Gentile redazione del sito Mongolia.it,  è da tempo che sto progettando un tatuaggio, e vorrei scrivere in mongolo, "Amico fragile",  simbolo della mia riconoscenza al cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Sono venuta a sapere pochi giorni fa della passione di Fabrizio per la cultura mongola, ed è per questo motivo che ho preso la decisione di rivolgermi a voi. Grazie in anticipo. Sara

@ Stiamo cercando di individuare fra i nostri amici mongoli chi sia in grado di rappresentare un concetto così particolare ("Amico fragile" è il titolo di una suggestiva canzone del 1975) nell'antica calligrafia uigura. Intanto, grazie a Sara, abbiamo scoperto che De Andrè, oltre alla nota sensibilità verso le culture emarginate, in particolare quella sarda e dei nativi d'America, era molto vicino anche alla tradizione musicale e antropologica mongola, come scritto nel libro di Luigi Viva "Vita di Fabrizio De Andrè - Non per un dio ma nemmeno per gioco" (Feltrinelli, a lato la copertina) nel capitolo "Il sogno della Mongolia. Vasco Rossi". Questo è l'incipit: "Un suono lancinante attraversa gli spazi vuoti, dilaga sopra i deserti. Un suono ignoto che viene dall'Est, primordiale e gravido di futuro". All'inizio dell'anno Fabrizio e Mauro Pagani, dopo aver parlato con Ivano Fossati, rendono pubblica l'idea di un nuovo album, incentrato sulle storie, le leggende e i suoni dei mongoli. Nel progetto venne coinvolto anche Vasco Rossi, ma l'idea dovette essere accantonata per i tempi lunghi di cui necessitava. Era quasi impensabile riuscire a vincolare Fossati e Rossi a quel lavoro di ricerca, preparazione e sedimentazione che l'accostamento a una cultura così lontana richiedeva".


Agosto 2010

QUANDO CRISTO HA UN VOLTO MONGOLO

Ciao Federico, in una chiesa armena che domina dall'alto il  lago Sevan c'è una bellissima khachkar (croce in pietra). Contrariamente alla maggior parte delle croci di pietra ha delle raffigurazioni di scene con persone e si distingue per il fatto che nelle varie scene Cristo è rappresentato con fattezze mongole. La leggenda locale dice che vedendo la croce i mongoli salvarono la chiesa dalla distruzione. Ho pensato ti sarebbe piaciuto vederlo. E' davvero bellissimo. Ross
(la foto è di Cristina Motto)

@ Veramente emozionante. Grazie.

 

Agosto 2010

"IL RICORDO DEL MIO VIAGGIO DI TRE ANNI FA
E' SEMPRE STRUGGENTE NEI MIEI PENSIERI"

Caro Federico, mi collego spesso a questo sito anche perché la nostalgia della Mongolia è sempre forte... Il ricordo del mio viaggio ormai di tre anni fa sempre struggente nei miei pensieri. Ho fatto altri viaggi, sono stata in Libia, Iran e quest'anno in Uzbekistan: Samarcanda splendida, Bukara di una tenerezza infinita, ma la genuinità del viaggio in Mongolia non è pari a nessun altro. Neda

 

Agosto 2010

"VORREMMO ESSERE ANCORA IMMERSI NELL'EDEN CHE CI HA OSPITATO PER 24 GIORNI"

Ciao Federico, siamo tornati ,  ma vorremmo essere ancora immersi nell'Eden che ci ha ospitato per ventiquattro giorni!!!! Siamo  frastornati... stanchi... entusiasti... malinconici... insomma ci dobbiamo ancora riprendere dalla fantastica esperienza vissuta. Appena riusciremo a riordinare i sentimenti e gli appunti scritti durante il viaggio, avremmo piacere di inviarti qualche pensiero da aggiungere alla pagina dei "diari". Grazie di tutto, Silvia e Massimo

@ Grazie a voi, attendo il diario di bordo: ce ne sono già cento in bacheca, uno più emozionante e originale dell'altro.

 

Agosto 2010

CHE REGALI PORTARE AI NOMADI E QUALI PERCORSI NEL GOBI

Ciao, con mia moglie ci stiamo preparando all'imminente viaggio in mongolia: 18 giorni per Gobi e Mongolia centrale. Due domandine: 1) Nel caso in cui verremo invitati a dormire e/o mangiare in una ger, mi chiedevo che doni gradissero uomini, donne e bambini.... ci consigli di portarli dall'italia oppure di provvedere in qualche negozio di UB? 2) Abbiamo letto alcune cose interessanti su Bayangovi (piccolo centro del Gobi meridionale) e dei sui dintorni (Ikh Bogd Uul, Khermen Tsav, un sacco di oasi...). Ma non sembrano essere zone molto battute. Ci consiglieresti questa deviazione di 2/3 giorni dai posti classici del Gobi? Grazie infinite anche per tutte le preziose informazioni trovate sul vostro sito. Giulio e Tiziana
@ Per rispondere alla prima domanda ribadisco quello che ho scritto nella guida “Mongolia – L’ultimo paradiso dei nomadi guerrieri” (Polaris): i mongoli che vi ospitano a mangiare o a dormire nella gher o che vi fanno una cortesia non si aspettano nulla. Ma se riceveranno qualcosa saranno molto contenti. E soprattutto si creerà una situazione più rilassata e gioiosa specialmente se ci sono dei bambini. Nella vostra valigia lasciate quindi spazio per dei piccoli doni che vi porterete dall’Italia, mentre altri potrete acquistarli direttamente a Ulaanbaatar. Consegnate sempre il vostro dono con la mano destra, sostenendo il gomito con la mano sinistra mentre per ricevere utilizzate sempre la mano destra o le mani unite e con il palmo in su. Per gli uomini vanno sempre bene attrezzi multiuso. Gradiranno molto un coltello perché è un dono che tradizionalmente si regala agli amici che si rispettano molto (ma non puntatelo contro qualcuno!). Saranno benvenute vodka, tabacco e sigarette, anche se alimenterete un vizio. Si possono consegnare anche dei soldi, dollari o tugrig, se pensate che quello che hanno fatto per voi sia stato impegnativo e dispendioso e soprattutto se verificate che le condizioni della famiglia che vi ospita sono precarie: se l’arredamento è fatiscente, se manca zucchero, farina, se i bimbi piangono per la fame o per gli stenti eccetera. In questo caso, consegnate al padrone di casa i soldi tenendo aperta e in vista la banconota, che sarà riposta accanto all’altare in fondo alla gher. Se regalate dei capi d’abbigliamento accertatevi che siano nuovi: in particolare cappelli e cinture secondo la tradizione devono essere indossati da una sola persona. Le donne e le ragazze gradiranno creme o profumini, piccoli oggetti di abbigliamento, come guanti e sciarpe, oppure fermacapelli. Per i bambini potete sbizzarrirvi: quaderni, penne, libriccini illustrati, piccoli giochi o peluche. Le caramelle sono gradite ma siate consapevoli che provocano danni ai denti senza contare che l’involucro non è biodegradabile. Evitate anche pennarelli perché la plastica inquina e l’inchiostro può risultare tossico. Meglio le matite di legno. Seconda domanda: il Gobi è uno scrigno di meraviglie naturali ma è un territorio immane e impegnativo. Il suo fascino non è tanto nelle località (quelle citate sono comunque davvero suggestive) ma nell’atmosfera generale che si vive, nell’incanto di immergersi in uno degli habitat più estremi del pianeta, nella sensazione di farne parte intimamente. In Mongolia la cosa migliore è non fare dei programmi precisi (che comunque non sarebbero rispettati) ma disegnare il percorso secondo le contingenze e la predisposizione della propria anima.

 

Agosto 2010

CERCASI COMPAGNO DI VIAGGIO NELLA CULTURA MONGOLA

Single cerca compagno o compagna di viaggio ...culturale (prerequesito essere di madre lingua mongola  ed aver voglia di rispondere a qualche domanda linguistica) da svolgersi lungo le strade della letteratura. La meta non può essere ancora precisata ma, sebbene lontana, a poco a poco si delineerà grazie allo sforzo comune. Il viaggio è gratuito e neppure troppo faticoso. Non verranno scattate fotografie nè si infliggeranno a chi resta i soliti diari di viaggio. Paolo S.

@ Paolo, che scrive questo messaggio provocatorio, ha una grande cultura sulla Mongolia, conosce bene la lingua e dispone di materiale sterminato. Sta cercando da tempo validi referenti per poter condividere passione e conoscenza ma ancora non ha trovato "compagni di viaggio". Per mettersi in contatto con lui scrivere a info@mongolia.it

 

Agosto 2010

COPPIA CERCA COMPAGNI DI VIAGGIO PER PARTENZA 18 AGOSTO

Spettabile “mongolia.it” potreste pubblicare questo annuncio sul Vostro sito? “Coppia cerca compagni di viaggio con partenza da Ulanbaataar il 18 agosto 2010 per tour: Gobi (Dalanzadgad) – Mongolia centrale – Mongolia occidentale. Ciao.” Grazie mille e cordiali saluti. Fabio

@ Fatto. Inserito anche nella sezione Parti con noi nell'apposito spazio "Compagni di viaggio cercansi". Per mettersi in contatto con Fabio, scrivere a info@mongolia.it

 
Luglio 2010

BIGLIETTI E PERMESSI PER IL NAADAM
Ciao Federico, ho letto l'articolo di Visetti su Repubblica... Accidenti se ci è andato giù pesante! Sono consapevole che la situazione è difficile ma il suo articolo sembrava presagire l'apocalisse: forse bisogna fare così per sensibilizzare le persone. Io ho letto un tuo intervento nel sito mongolia.it dove segnalavi un altro articolo si Visetti ridimensionando la cosa, spero che il tuo pensiero sia ancora quello e cioè che tutto rientra nella "normalità" di una condizione geografia e meteorologica estrema, aggravata se vogliamo dal miraggio dello sfruttamento minerario. Grazie, buona giornata. Monica V.

 

Ho letto l'articolo su Repubblica lunedì scorso, circa la moria del bestiame, ed articoli collegati. Pensi sia il caso di portare latte in polvere o altro cibo "comodo" per i nomadi e i loro figli? Viviana G.

@ Ho ricevuto diverse email di persone allarmate dalla situazione in Mongolia, a seguito dell'articolo di Giampaolo Visetti su La Repubblica del 26 luglio. I dati sono corretti ("il Paese ha perso un quinto dei suoi animali") anche se lo scenario descritto è caricato di toni "apocalittici" come suggerisce Monica. Il vero problema è che i nomadi della Mongolia vivono puntualmente ogni inverno una situazione catastrofica (l'ultimo in effetti è stato particolarmente rigido) con ben scarso interesse da parte delle istituzioni internazionali. E da questo punto di vista ben vengano le segnalazioni e le denunce, alimentate da sempre anche dal nostro sito mongolia.it, in termini possibilmente concreti come la promozione di progetti umanitari gestiti da missioni e associazioni laiche e religiose che quotidianamente si battono per rendere meno tragico l'inverno mongolo. Visetti scrive: "Il Paese è un cimitero di carcasse oscurato dalle zanzare. Carogne di pecore, capre, yak, cammelli e cavalli, riemerse dal ghiaccio, non smettono di bruciare in pire monumentali che illuminano di azzurro la notte trasparente dell'Asia". Immagini forti e suggestive. Sono stato di recente in Mongolia girando proprio i luoghi più colpiti dallo zud, il micidiale fenomeno di congelamento del terreno che provoca la morte di fame e di freddo di milioni di animali, unica risorsa per i pastori mongoli: la situazione è drammatica sì, ma per i nomadi non c'è voglia né tempo di piangere. Sono tornati alla loro vita di sempre, sapendo che questa terra sa essere generosa ma anche spietata. La amano e non la cambierebbero per niente al mondo. E riescono a sorridere molto più di noi. Per quanto riguarda il latte in polvere da portare, è un controsenso nella patria delle mandrie e del "latte fresco".

 

Luglio 2010

DALLA PUGLIA

ALLA MONGOLIA

UN FILO DIRETTO

TRA ARTE

E SOLIDARIETA'

Ciao suor Adriana, siamo i bimbi in Italia amici di Marilena, volevamo mandare tanti auguri ai bimbi in Mongolia,
sperando che il mondo diventi tanto piccolo da farci incontrare. A presto.
Corpi nomadi, Cisternino, Puglia, Italy

@ Il messaggio (indirizzato a suor Adriana, missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Ulaanbaatar) e le immagini che ci hanno inviato gli "amici di Marilena" meritano una spiegazione. Grazie all'artista Marilena Gulletta in Puglia è possibile "assaggiare" la magia della Mongolia con un vero e proprio "spazio nomade". Finalmente il “sogno” di unire, ancora una volta, Oriente e Occidente, Puglia e Mongolia si e’ avverato! Le gher incontrano i trulli pugliesi, due architetture uniche al mondo". Nasce così una mostra dal titolo "Corpi nomadi, culture e architetture solidali" con foto, video e installazioni artistiche. Obiettivo dell'iniziativa è anche quello di aiutare concretamente i bambini di strada di Ulaanbaatar.

 

Luglio 2010

BIGLIETTI E PERMESSI PER IL NAADAM
Salve, mi trovo in Mongolia per assistere e fotografare il Naadam, ho letto che è necessario un permesso, vorrei ricevere informazioni al riguardo. Grazie, Andrea

@ Per assistere alle competizioni del Naadam allo stadio principale (cerimonia e lotta) occorre avere il biglietto d'ingresso mentre per avvicinare gli atleti e fotografarli direttamente dal serve un permesso speciale (ed eventualmente il tesserino da giornalista). La cosa migliore, mancando pochi giorni all'evento, è contattare l'albergo o le persone di riferimento in Mongolia, oppure rivolgersi all'Ufficio di turismo mongolo. Non servono biglietti o permessi per assistere al tiro con l'arco presso lo stadio secondario né alla gara di corsa dei cavalli nella steppa alla periferia di Ulaanbaatar.

 

Giugno 2010

QUELLI CHE IN MONGOLIA CI VANNO IN BICICLETTA
Gentilissimo Federico Pistone. Sono il direttore del Mongolia Bike Challenge. Le scrivo per dei ringraziamenti che considero dovuti. Faccio riferimento allo spazio che a ha voluto riservare all’evento da noi organizzato. Mi é stato comunicato proprio ieri che sulla sua guida dedicata alla Mongolia ha parlato della gara a tappe che prenderà il via il prossimo 7-22 agosto. La ringrazio ancora. Cordiali saluti. Willy Mulonia

@ Grazie a voi e complimenti per l'appassionante sfida. E un invito a tutti a visitare il sito www.mongoliabikechallenge.com/it/index.php

 

Maggio 2010

LA "BENEDIZIONE" DI UNDRAH, RAGAZZA MONGOLA CHE GIA' PARLA ITALIANO
Casualmente oggi ho trovato il nostro sito. Mi piace molto. Nel sito è tutto scritto comprensibilmente. Sono molto contenta, perché voi presentate giustamente la Mongolia. Vi ringrazio per le cose che fate. Buon lavoro!!!! Grazie mille. Scusate per gli errori di grammatica, studio italiano da 7 mesi. A presto, Undrah

 

Maggio 2010

IL CALCIO IN MONGOLIA: UNO SPORT CHE DEVE ANCORA CRESCERE

Salve, sono un allenatore di calcio con licenza Uefa e sono uno dei soci fondatori del primo istituto provato di calcio in Italia. A seguito delle numerose richieste, le scrivo per chiederle com'è vissuto il calcio in Mongolia. La ringrazio. Massimiliano

@ Quello che so sul calcio in Mongolia l'ho annotato sulla guida pubblicata dalla Polaris ("Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri), uscita di recente nella seconda edizione. Oppure nella sezione Sport di questo sito. Ho incontrato il c.t. della nazionale Otgonbayar ma la situazione del calcio in Mongolia è del tutto anomala, in quanto il clima non consente un regolare svolgimento di un campionato come si deve. Ci sono poche squadre, l'interesse per il calcio è molto relativo (ci sono altri sport che coinvolgono la popolazione, per tradizione millenaria), i calciatori mongoli di discreto talento finiscono in Giappone, in Cina o in Corea. La nazionale mongola è attualmente al 180° posto mondiale ma sta facendo progressi rispetto a qualche anno fa. Nelle qualificazioni ai Mondiali del Sudafrica è stata eliminata dalla Corea del Nord, che l'ha battuta 4-1 in casa e 5-1 a Pyongyang. Sopra, il c.t. della nazionale di calcio mongola guarda un'immagine di Marcello Lippi (foto di Federico Pistone).

 

Maggio 2010

COME SI DICE LIBERTA' IN MONGOLO

Ho letto che fornite traduzioni in mongolo. Avrei bisogno di una traduzione della parola "Libertà" in mongolo.
Grazie in anticipo per la cortesia.
Valentina
@ Compatibilmente con la traslitterazione, libertà in mongolo si dice Erkh chuluu. Una parola molto cara e preziosa nella storia del popolo di Mongolia.

 

Aprile 2010

UN SITO PIENO DI PASSIONE

Complimenti vivissimi per il bel sito e per gli interessanti e intelligenti contenuti. Buon lavoro. Guido

@ Grazie mille da parte di tutta la redazione. Questo sito è solo frutto di passione, quindi non avrà mai i crismi della professionalità, ma facciamo quello che si può. Viva la Mongolia.


Marzo 2010

LA BUONA PASQUA DI MADRE MADDALENA
Carissimo Federico un augurio per la Santa Pasqua unito alla preghiera per te che tanto ti prodighi per il popolo Mongolo e anche per i missionari che li aiutano. Noi siamo sempre a San Gimignano perché non abbiamo avuto ragazze con il desiderio di donare totalmente la vita a Dio nella vita monastica cattolica e poter così fondare il primo monastero cattolico in Mongolia. Siamo uniti alla Chiesa Mongola, al suo Vescovo mons. Wenceslao Padilla e ai missionari e preghiamo per loro e per tutto il popolo perché vivano nella pace e siano aiutati nelle loro necessità. Ricordiamo sempre il nostro incontro all'aeroporto di Mosca caro Federico, non era programmato, non è stato un caso, ma una Provvidenza. La potenza della vittoria di Gesù Cristo sulla morte susciti in te strade nuove per aiutare la gente di Mongolia. Se qualche ragazza che legge questo massaggio volesse approfondire la conoscenza della vita monastica ben venga e sia lodato Dio. Il nostro sito è www.monasterosangirolamo.it. Un caro saluto. Madre Maddalena e sorelle di san Gimignano

@ Carissima Madre Maddalena, davvero grazie per il suo intenso e commovente messaggio. Lo ricambio dal profondo del cuore, sempre ammirato dalla vostra lodevole e coraggiosa missione di fede. Spero di poter diffondere, con i miei modesti veicoli, l'attività missionaria in Mongolia, sia quella religiosa che laica. L'importante è che porti un aiuto prezioso e concreto alla popolazione di questa meravigliosa terra. Grazie ancora, una buona Pasqua e un grande abbraccio a tutti voi.

 

 

Marzo 2010

LA SUONATRICE DI CETRA E ALTRI RAFFINATI "SGUARDI" DI GIANNI COCCO

Buongiorno, vi segnalo l'esistenza di un Carnet de Voyage pubblicato da Giovanni Cocco dopo un suo viaggio in questo paese nel 2008. Sono dei disegni che illustrano ciò che lo ha colpito durante il suo viaggio e questo diario è stato anche presentato nel 2009 alla biennale del Carnet de Voyage che si tiene a Clermont-Ferrand in Francia. Il sito di Giovanni Cocco, ove poter guardare i suoi disegni sulla Mongolia, è il seguente: www.giovannicoccodisegni.it.Bellissimo il disegno della Suonatrice di Cetra, uno sguardo penetrante ed enigmatico riprodotto in modo ammirabile. Cordiali saluti. Giancarlo L.

@ Grazie per la segnalazione. I disegni di Gianni Cocco sono effettivamente molto intensi e delicati e restituiscono bene la magia della Mongolia. A sinistra, la Suonatrice di Cetra. L'invito è di ammirarli tutti nel sito indicato sopra.

 

 

 

 

 

Marzo 2010

UFO: UN'ALTRA IMMAGINE DA SOTTOPORRE
AGLI ESPERTI

Ciao Federico. Ho letto l'articolo sull'UFO. Ti invio una foto curiosa e un suo particolare. Con Photoshop stavo cercando di "pulire" una sporcizia sul vetro del pullmino e poi uno "sporcocita" (durante l'esame di Istologia in Università chiamavamo così macchie non identificate sul vetrino), posto sul cielo sopra il capo del bimbo, quando ingrandendolo mi sono meravigliata: pare un UFO. Una "razionalità" di fondo, unita allo scetticismo in famiglia mi hanno fatto abbandonare l'idea di un oggetto non identificato... ma ora... Spero che la foto sia leggibile. A presto risentirci e un forte "forza Mongolia". Letizia

@ Giriamo la segnalazione e l'immagine all'esperto di ufologia Flavio Vanetti e attendiamo un responso.
 

Marzo 2010

EMERGENZA GELO, CONVIENE PARTIRE?
S
iamo 2 coppie che avevano programmato un viaggio in Mongolia dal 5 al 20 luglio di quest'anno. Alla luce di quanto stiamo leggendo in questi giorni sul vostro sito ci chiediamo se questo viaggio sia ancora consigliabile, potete darci qualche chiarimento? Grazie. Gigi F.

@ L'ultimo inverno è stato particolarmente rigido per la Mongolia, è vero. Ma la differenza l'hanno fatta gli organi di informazione nazionale che, per la prima volta, si sono accorti che questo Paese finisce in un immenso frigorifero tra novembre e febbraio. I telegiornali hanno mandato in onda immagini drammatiche che hanno toccato la sensibilità dei telespettatori, e degli stessi giornalisti. Purtroppo però la situazione non è così eccezionale. Ogni anno si ripete puntualmente il fenomeno dello zud con il terreno che resta congelato per mesi impedendo agli animali di accedere al foraggio. Ne muoiono a milioni, una vera tragedia. Ma tutti gli anni è così. Anche per questo, nel nostro piccolo, ci siamo posti da sempre il compito di aiutare la popolazione con gesti di concreta solidarietà collaborando con associazioni e missioni locali. E incoraggiando anche la visita di questo meraviglioso Paese, forse il più bello del mondo. Spedizioni solidali e consapevoli, in una terra fragile e generosa e per niente pericolosa, da trattare con rispetto. Ecco perché un viaggio in Mongolia è una straordinaria opportunità, un investimento per la nostra anima ma anche un segnale di solidarietà con la gente del posto, che non vuole restare isolata solo perché d'inverno fa freddo, che ha bisogno di contatti, di sorrisi da dare e ricevere, di aiuti morali e materiali ma non di elemosine. Tanto meno di essere abbandonata a se stessa.

 

Marzo 2010

MONGOLIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'
Buonasera Federico, l'abbiamo ascoltata volentieri durante la trasmissione di Katia Sala. Il suo amore per la meravigliosa terra di Mongolia, così ben espresso, avrà senz'altro contagiato quanti erano all'ascolto. In questi giorni alcune persone ci hanno fermato per chiederci informazioni. Fortunatamente persone di una certa età, solite a viaggiare con rispetto. E' infatti di questo che la Mongolia ha bisogno. Io personalmente sarei favorevole per dichiararla Patrimonio dell'Umanità. Il suo è un sito bellissimo: entrandoci sembra di entrare in una gher: stessi "colori" e stesso "calore". Complimenti. Un cordiale saluto. Letizia

Febbraio 2010
ALLA RICERCA DI UN LIBRO SULLA MONGOLIA
Egregio Federico Pistone. Ho letto l'interessante articolo che lei ha pubblicato sul Corriere della Sera in data 13 febbraio 2010, "Mongolia per tornare nomadi". Le scrivo perché mi risulta che alcuni anni fa è stato pubblicato in Italia un saggio sulla Mongolia; è un libro suddiviso in capitoli riguardanti vari argomenti (geografia, storia, lingua, letteratuyra, usi, tradizioni, religione, eccetera). Purtroppo non ne ricordo il titolo esatto e ahimé nemmeno l'autore. E' certamente una delle poche pubblicazioni sull'argomento diffuse nel nostro paese. Lei mi può aiutare? Grazie e cordiali saluti. Mario C.
@ Grazie per la sua lettera. Sfogliando la sezione LIBRI di questo sito potrà trovare informazioni su quanto è stato pubblicato sulla Mongolia. Credo che il volume a cui lei si riferisce sia "Mongolia" di Alvise Zorzi, Viviano Dominici e altri autori, casa editrice Erizzo (a destra, la copertina). Risale al 1992 e allora era indubbiamente quanto di meglio si potesse trovare, dal punto di vista della bibliografia italiana, sull'argomento Mongolia. Temo però che questo ponderoso tomo sia ampiamente fuori produzione e difficilmente rintracciabile se non attraverso qualche libreria che ne può fare ricerca con i vari distributori. Nel frattempo sono uscite altre pubblicazioni più o meno interessanti. Nel mio piccolo, dopo undici anni di frequentazione della Mongolia e grazie soprattutto alle preziose conoscenze in loco, ho cercato di radunare in un libro ("Mongolia, l'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri", casa editrice Polaris, uscito nel 2008 e di cui è quasi pronta la seconda edizione aggiornata) un compendio di questa terra sotto tutti i punti di vista: storico, culturale, ambientale con descrizione anche dei luoghi da visitare.
 

Febbraio 2010
DA QUATTRO ANNI LONTANI DALLA MONGOLIA: QUANTI RICORDI

Buongiorno, Federico. E' da quattro anni che abbiamo lasciato la Mongolia. Adesso mi manca tanto il mio paese e intanto la ringrazio per mantenere il suo sito. Leggendo i ricordi di altri mi fa una e un'altra volta rivivire momenti magici, ricordi della mia terra. Baci e abbracci a tutti. Purevsuren
 

Febbraio 2010
ANNUNCIO: HOTEL DI ULAANBAATAR CERCA CUOCO ITALIANO PER INSEGNARE LA NOSTRA CUCINA

Un hotel ubicato nel centro di Ulaanbaatar sta cercando un cuoco, anche giovane, ma con conoscenze basilari della lingua inglese, disposto a soggiornare un paio di mesi (meglio maggio/giugno 2010 ma variabili) per insegnare i piatti base della cucina italiana ai cuochi del ristorante attivo da molti anni. Con la persona interessata verrebbero definiti gli accordi su retribuzione e modalità di lavoro; chiaramente i costi del viaggio e della permanenza sono tutti a carico della società mongola. Chi è interessato può scrivere a info@mongolia.it, gireremo l'email al diretto interessato

Febbraio 2010
MA I MONGOLI FERRANO I CAVALLI?
E QUALI SONO I LIBRI PER CONOSCERE LA MONGOLIA? 

Mi è scoppiata  la passione per la Mongolia... Sto "divorando" questo sito. Ho letto che d'inverno è usanza, a volte, di ferrare i cavalli agli anteriori, me lo confermate? Per ragioni di salute non posso fare viaggi così lunghi, vent'anni fa avrei preso la moto e sarei partito... pazienza, mi accontenterò di farlo nel web e leggendo. A proposito, quali libri mi consigliate per cominciare? Grazie per l'attenzione, cordiali saluti. Raffaele
@ Buongiorno Raffaele, ho girato la tua domanda a Dulam, che di cavalli se ne intende, essendoci vissuta a stretto contatto. Ecco quello che ci risponde: "I nomadi ferrano i cavalli solo per particolari necessità, ad esempio quando ci sono da affrontare montagne rocciose, oppure quando vengono affidati a cavalieri inesperti, ad esempio gli stranieri che vogliono provare a cavalcare. Ma normalmente i cavalli in Mongolia non vengono ferrati". Per i consigli di lettura, nella sezione LIBRI ci sono schede e brevi recensioni di quasi tutto quello che è uscito sulla Mongolia. Senza volermi fare pubblicità (i proventi vanno alle missioni mongole), nella guida sulla Mongolia per la Polaris (alla seconda ristampa 2010 con aggiornamenti) ho cercato di inserire tutto quello che ho raccolto in oltre dieci anni di viaggi ed esperienze in questa meravigliosa terra. Ma ci sono molti altri libri, dipende anche dal tipo di interesse (antropologico, culturale, storico, ambientale, religioso, epico...?). E poi ti consiglio l'antica (e sempre attualissima) letteratura con "La storia segreta dei Mongoli" e "Viaggio nell'Impero dei Mongoli" di Guglielmo da Rubruc. Sopra, un giovane nomade al galoppo (foto di Federico Pistone)

 

Febbraio 2010
NOSTALGIA DELLA MONGOLIA

Carissimo Federico, ho letto il tuo articolo del Corsera del 13. Complimenti. Ma quanta nostalgia, ce la farò a tornarci? Un abbraccio. Neda

Grazie Neda: hai ragione, il "mal di Mongolia" non perdona. A lato la miniatura della pagina pubblicata dal Corriere della Sera. Per leggerla vai qui

 

Febbraio 2010
OSPITI DEL GOVERNO MONGOLO NEL 1972. UN'ESPERIENZA DA RACCONTARE

Caro Federico, ho letto l'articolo sul Corriere del tuo viaggio in Mongolia. Nel 1972 io e mia moglie siamo stati un mese ospiti del governo mongolo in questo immenso paese: abbiamo visitato tutti quei posti che hai descritto. Hai fatto bene ad invitare i tuoi lettori a visitare questo immenso paese unico in tutto. Mi piacerebbe tanto tornarci, penso che sarà impossibile. Scusa se ti ho fatto perdere un po' di tempo, ti ringrazio di avermi ricordato questo bel paese che non scorderò mai. Distinti saluti. Rodolfo L.
@ Caro Rodolfo, sei stato molto gentile a scrivermi. In Mongolia ci vado spesso, ma credo che non sia nulla rispetto all'esperienza che avete vissuto voi in tempi decisamente più pionieristici e interessanti, come potevano essere gli anni Settanta, ancora in pieno regime sovietico. Se avete qualche prezioso ricordo, appunti o immagini, sarei davvero felice di vederli ed eventualmente, con la vostra autorizzazione, condividerli con tutti. Grazie ancora e buon anno della Tigre


Febbraio 2010
ANCHE LE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE IN CAMPO PER L'EMERGENZA GELO

Stimato Federico, questa è proprio una "capatina" in via elettronica , che vorrei fosse privata... per manifestarle la mia riconoscenza per quanto fa per la Mongolia, per le Figlie di Maria Ausiliatrice o Salesiane di Don Bosco, che fanno passi lenti, anche sa lei ce la mette tutta per fare le loro  parti. Seconda confidenza: Haiti mi paralizza il cuore! Non riesco ad osare, a chiedere per la Mongolia. Chi non si prostra davanti a quella catastrofe? Ora tutto il mondo è a conoscenza di quanto la popolazione di Haiti sta soffrendo...però il mondo non sa in quanta sofferenza sta la Mongolia. Dovremo attendere l'ora di Dio, anche per la Mongolia? Dando uno sguardo all'insieme degli SOS vien da pensare ad una forma di  concorrenza: tutti vogliono fare del bene... Grazie! Sr. Adriana Bricchi Figlie di Maria Ausiliatrice

@ Nella sezione Sos ci sono tutti i riferimenti per aiutare queste associazioni, laiche e religiose, che stanno davvero facendo del bene alla Mongolia. Qualcuno mi ha scritto che diamo troppo spazio alle missioni cattoliche. Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero vedi Blog MongolFiera, specificando che non è la fede, la politica, l'ideologia che fanno la differenza. Ma la passione e la concretezza delle persone. Nei miei numerosi viaggi in Mongolia ho avuto modo di toccare con mano l'impegno di molte realtà associative con cui ho collaborato nell'ambito dei progetti umanitari. E ho verificato quanto sia prezioso il contributo di queste piccole missioni, come quella della Consolata o quella di Don Bosco, affidate a uomini e donne che, con rispetto estremo per le realtà locali, le aiutano con tutte l'energia possibile, fisica e spirituale.  

 

@ Quelle pubblicate sotto sono solo alcune delle numerose email che ci sono arrivate in redazione, a testimonianza della vostra sensibilità. Grazie da parte della gente della Mongolia. E' importante riuscire però a far giungere gli aiuti ai giusti destinatari per evitare dispersioni. Per nostra esperienza diretta sappiamo che, al di là delle grandi organizzazioni che si stanno muovendo per affrontare l'emergenza gelo, ci sono anche delle piccole realtà che svolgono una funzione preziosa e molto concreta a favore della popolazione colpita. Tra queste c'è la Missione della Consolata. È possibile contribuire con una donazione visitando il suo sito web

(www.missioniconsolataonlus.it/mco), dove sono disponibili anche informazioni in costante aggiornamento sull'emergenza.

 

Spett.le  Redazione di Mongolia.it, ho letto l'ultima desolante notizia dello zud in Mongolia. Desidero essere informata delle vostre iniziative per  aiutare gli amici mongoli in questo  momento di grande difficoltà e contribuire al Vostro intervento. Grazie per l'attenzione e continuerò a consultare il Vostro sito per gli aggiornamenti del caso. Cosima


Ciao Federico, stasera vedendo che perfino il telegiornale Rai1 ha dato risalto alla tragedia causato dal freddo in Mongolia, mi sanguinava il cuore a vedere la terra che ho conosciuto,
 bella, soleggiata presa in quella morsa di gelo con così tanti animali morte ed i nostri amici Mongoli così disperati. Jane

 

Ciao Federico, vorrei partecipare agli aiuti per la popolazione mongola. Dimmi come posso fare. Carole

 

So delle grandi difficoltà che sta attraversando la Mongolia in questo terribile inverno. Io e mio figlio aiutiamo con qualche offerta Padre Giorgio. Amiamo la Mongolia e la gentilezza della Sua gente. So che, a causa della morte degli animali, le mamme faticano a dar da mangiare ai bambini, cosa posso fare? Non ho grande risorse, ma come posso concretamente aiutare? La ringrazio per la Sua preziosa opera. Sandra G.
 

Ciao Federico, ho sentito della situazione nella nostra amata Mongolia. Ho visto che ti stai adoperando per individuare i referenti a cui inviare gli aiuti. Personalmente darò sicuramente un contributo e quindi volevo sapere da te eventuali sviluppi.Cristiana

Gentilissimi, vorrei sostenere iniziative per aiutare le popolazioni colpite dal freddo eccezionale di questi mesi. Ringrazio se vorrete segnalarmi chi si sta occupando di questa emergenza. Cordialmente Patrizia A.

 

Febbraio 2010
EMERGENZA GELO: I MISSIONARI SONO GIA' AL LAVORO. AIUTIAMOLI
Caro Federico, riesco a risponderti al volo. Grazie per la gentilezza di inserirci nel tuo sito. Sull'onda di quello che i tg italiani hanno segnalato a proposito del freddo estremo di questi mesi, anche il nostro Istituto si sta muovendo per vedere di fare qualcosa di concreto; per cui, per quanto riguarda le mail che mi hai girato, potremmo a breve essere in grado di segnalare un'iniziativa di solidarietà che coordineremmo noi qui sul posto, in sinergia con le autorità civili. Ne parleremo forse già domani tra noi in riunione, per vedere le reali possibilità di intervento: già lo Stato e molti enti ed organizzazioni, nonché privati e compagnie, stanno raccogliendo fondi qui per gli allevatori maggiormente danneggiati; com'è prevedibile in simili situazioni, si crea però anche una certa confusione e il tema degli aiuti diventa un cavallo di battaglia per molti (soprattutto politici) per mettersi in mostra a far girare denaro. Scusa la brutalità, non c'è giudizio sui singoli, ma solo osservazione. Per cui dobbiamo valutare se è veramente possibile intervenire con successo, più di quanto non stiamo già facendo con i nostri aiuti ordinari, quotidiani. Se ho qualche novità te la giro. Grazie, Padre Giorgio Marengo - Missionari della Consolata in Mongolia

 

Febbraio 2010
IL MISSIONARIO PADRE GIORGIO DA ARVAIKHEER:

"I BAMBINI SONO SEMPRE PIU' NUMEROSI"
Carissimo Federico, qui tutto bene, a parte i tubi del pozzo congelati per 2 giorni: temevamo il peggio, ma grazie a Dio siamo riusciti a scongelarli senza danni all'impianto. I bambini vengono sempre più numerosi: pensa che le sorelle hanno trovato un calcio-balilla (si chiama così?...) a UB e lo abbiamo comprato e installato nella ger: i bambini stanno impazzendo! Con la primavera vorremmo finalmente cementare il campetto da basket (l'anno scorso siamo arrivati in ritardo) e possibilmente realizzare quel locale bagni e docce di cui ti avevo accennato tempo fa: speriamo di non avere troppi impedimenti burocratici e di poter realizzare qualcosa di così essenziale per la salute della gente. Sai che ho saputo del terremoto dal tuo sito? Qui non ce ne siamo accorti. In compenso sappiamo che tanti allevatori hanno perso molti capi di bestiame per il freddo intenso e la neve, che però ormai è già quasi completamente sparita, lasciando il posto al terriccio polveroso che ci accompagnerà fino all'estate. In questi giorni tutti sono matti per i 70.000 tugrug che il governo ha deciso di dare a ciascun cittadino; per questo primo turno, gli aventi diritto sono i bambini, gli anziani e i portatori di handicap, per un totale di oltre un milione e mezzo di persone, che nel giro di pochi giorni devono mettersi in regola con i documenti di identità e fare code impressionanti agli sportelli delle banche; da una parte ben venga qualche soldo in più nelle tasche della gente (che si prepara al Tsagaan Sar, ovviamente con spese pazze), dall'altra mi chiedo se sia una politica sensata quella di distribuire denaro così... Grazie ancora per il servizio che ci hai reso mettendo sul tuo sito i dettagli della produzione artigianale delle donne di Arvaiheer. Ho letto sul tuo sito del bellissimo numero di Meridiani e saremmo molto contenti di poterne avere una copia. Grazie. Per non parlare della nuova edizione della tua guida: la consigliamo sempre a chi ci chiede informazioni dall'Italia! Avremo in estate un paio di gruppi di amici coreani, accompagnati dai nostri padri che lavorano lì da molti anni, e forse un gruppo di scout francesi, oltre probabilmente a persone di passaggio. Spero di risentirti presto, compatibilmente coi tuoi moltissimi impegni. Per ora ti mando un caro saluto e un abbraccio. Saluti anche da tutti gli altri qui! Padre Giorgio

Aiutiamo i Missionari della Consolata in Mongolia!
@ Pubblico questo messaggio di Padre Giorgio Marengo, missionario della Consolata ad Arvaikheer, perché è una significativa e fresca (è il caso di dirlo!) testimonianza di quello che tante persone di buona volontà - ma non solo quella - stanno facendo quotidianamente - e silenziosamente - per il bene della Mongolia. Con tutto l'impegno, la gioia, la passione, ma anche la fatica, la difficoltà, la sofferenza che li accompagnano ogni giorno. E' una missione, lo dice la parola, ma non dimentichiamoci mai che queste persone di fede stanno sacrificando la propria vita per far crescere una realtà, per regalare sorrisi ma anche opere concrete fondamentali ai bambini e alle loro famiglie. Per lo Tsagaan sar, il capodanno mongolo che quest'anno cade il 14 febbraio 2010, diamo anche noi un segno concreto a questa giovane e preziosa missione. Loro non chiedono niente, per questo è cosa buona e giusta aiutarli.

Ecco le coordinate per effettuare versamenti diretti ai Missionari della Consolata in Mongolia

- Conto corrente postale n. 33405135 intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS - C. Ferrucci 14 – 10138   TORINO

- C/C Bancario n. 51600/49 - Banca Intesa - ABI  03069  CAB  01122
Intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS  C. Ferrucci 14 - 10138 TORINO

Codice IBAN: IT16 V030 6901 1220 0000 5160049. Indicare come causale: "Mongolia - Padre Giorgio Marengo"


Febbraio 2010
ASPETTANDO LO TSAGAAN SAR, IL CAPODANNO MONGOLO

Spett.le redazione, desidero sapere quando verrà festeggiato il Capodanno mongolo 2010. Ringrazio e saluto cordialmente. Cosima

@ Lo Tsagaan sar quest'anno cade il 14 febbraio e si passerà dall'anno del bue all'anno della tigre. Auguri.

 

Febbraio 2010
QUEL SENSO DELL'INFINITO, DELLA TERRA "CHE GIRA" ALL'ORIZZONTE

Caro Federico, anche se un po’ in ritardo ti ringrazio. Il nostro viaggio in Mongolia risale ormai a 4 anni fa, e da allora vergognosamente, non ho più scritto. Quel viaggio è sempre rimasto una dei più belli da noi fatti. Quel paese mi ha dato delle sensazioni indescrivibili: il senso dell’infinito, della terra “che gira” all’orizzonte... Spero sempre di riuscirci a tornare, ma si vedrà. Intanto andrò a prendere la tua guida, così rivivrò ancora i posti visitati. Abbiamo delle belle foto, ma non posso mandarle perchè allora non avevamo il digitale, e facevamo solo diapo, che comunque, a mio parere, sono sempre più belle. Un saluto. Margherita

 

Gennaio 2010
SULLA MONGOLIA IL PIU' BEL NUMERO DI MERIDIANI

Ho appena acquistato il più bel numero di Meridiani della mia collezione. Grazie a tutti, un caro saluto Maria J.

@ Ti ringrazio io, a nome di tutto lo staff di Meridiani. Anch'io sono molto orgoglioso di avere collaborato a questo gioiello editoriale che rende finalmente giustizia a una terra meravigliosa come la Mongolia. Davvero interessanti gli articoli (brillanti e insieme rigorosi), straordinarie le immagini e tutte le informazioni aggiornate per chi vuole avvicinarsi nel modo più corretto e consapevole a questo Paese.
 

Gennaio 2010
PATAGONIA INTERESSANTE, MA NIENTE A CONFRONTO DELLA MONGOLIA

Ciao, sono appena tornata dalla Patagonia. Viaggio molto interessante ma nulla mi ha colpito emotivamente come quanto vissuto in Mongolia. Più viaggio e più mi rendo conto che la Mongolia è il paese più emozionante di tutti. Chiara

 

Gennaio 2010
SUOR ADRIANA: AIUTATECI

A COSTRUIRE UN POZZO PER I BAMBINI
Benemerito Federico, buon anno! L'ho chiamata "benemerito" per il bene che vuole alla Mongolia ed anche alla nostra incipiente missione "Salesiane di Don Bosco" o Figlie di Maria Ausiliatrice, che con fedeltà presenta ai "benefattori". Si dice in coreano, quando l'attesa si prolunga: "Per l'attesa prolungata il collo mi si sta staccando dalla testa"... Eppure la fiducia non deve diminuire... Certo: chi conosce le Salesiane di Don Bosco?Chi ha incontrato nella sua vita Sr. Adriana? Quante persone che potrebbero aiutare la missione delle Salesiane leggeranno il nostro accorato appello? Eppure la fiducia non deve diminuire... La primavera si sta preparando, dovremmo essere pronte  per scavare un POZZO e costruire una CINTA al terreno che circonderà la casa delle suore e dei bambini poveri... ma i mezzi sono ancora nella mente del Buon Dio. Eppure la fiducia non deve diminuire. "La fiducia non deve diminuire" ripeto a preghiera! Anche Lei Federico mi ripeta il "comando". Con viva riconoscenza Sr. Adriana (Fma Figlie di Maria Ausiliatrice)

@ Facciamo in modo che il collo della cara Suor Adriana "non si stacchi dalla testa": aiutiamo le missionarie ad aprire il pozzo per le bambine della Mongolia. Sopra, un'eloquente immagine dei lavori in corso che rischiano di essere interrotti per mancanza di fondi. Clicca qui per leggere il progetto completo.  Per mettersi in contatto diretto con Suor Adriana scrivere a info@mongolia.it e vi gireremo la sua email personale. Per dare un aiuto concreto: Conto intestato a : FMA Don Bosco, conto presso Trade and Development Bank of Mongolia - Ulaanbaatar TDBM - MN - UB - TDB804 - 404169877

 

VAI ALL'ARCHIVIO 2006-2009

Ottobre 2009
MONGOLIA, TERRA D'AMORE
@ Katia e Massimiliano hanno scelto di coronare il loro sogno d'amore in Mongolia, sposandosi con una autentica cerimonia tradizionale. Un'idea suggestiva per rendere il loro matrimonio ancora più speciale ma anche più romantico e destinato a durare. Nella foto che ci hanno inviato, Katia e Massimiliano sono al centro, agghindati con il prezioso abbigliamento mongolo e circondati da testimoni di nozze altrettanto eleganti. Al posto del nostro classico "Sì" avranno detto "Za", il sì mongolo che vale altrettanto se non di più. E' anche un suggerimento per altre coppie che hanno deciso di convolare: sposarsi in Mongolia è un'esperienza unica così come organizzare qui un indimenticabile viaggio di nozze. Molti lo hanno già fatto e adesso sono ancora più innamorati. Perché la Mongolia è una terra davvero magica

 

Settembre 2009
ESISTE "IL MAL DI MONGOLIA"? ALTRIMENTI LO INVENTO IO
Ciao Federico, eccomi di ritorno... Sto ancora cercando di riprendermi dallo shock del post Mongolia e quindi scusami se sarò un po' avara di parole. Sono ancora in quella fase (da cui spero di non uscire mai) in cui sei ancora talmente emotivamente dentro all'esperienza che hai vissuto, che non riesci e non vuoi razionalizzarla, né raccontarla, né tantomeno spiegarla; perché hai paura che le parole non bastino. Anzi, mi correggo, sono sicura che le parole non bastino.Te ne dico una, anche se è svilente e piuttosto limitante: meraviglioso. Tutto. Ma soprattutto la gente, la spiritualità, la cultura. E' andato magnificamente bene il viaggio, ma io non lo chiamerei neppure viaggio... Direi esperienza. Un sogno indimenticabile da cui non vogliamo svegliarci. Esiste già un nome per il mal di Mongolia? Altrimenti mi metto all'opera per inventarlo... Ovviamente stiamo già pensando di ritornare prima possibile... La mia mente ma soprattutto il mio animo è rimasto lì e mi aspetta. Sensazione stranissima. Ma tu lo sai meglio di me. Volevo ringraziarti per tutto. Perchè è anche grazie a te che la Mongolia è entrata nella nostra vita. Grazie ancora e a presto. Cristina B.
@ Davvero, cara Cristina, è molto difficile raccontare le proprie emozioni quando si vive un'esperienza come quella di un viaggio in Mongolia. Tu ci sei riuscita. E lo hai fatto anche attraverso immagini (sopra, un suggestivo esempio) e riflessioni molto profonde che possiamo apprezzare nella sezione DIARIO

 

Settembre 2009
IL BENVENUTO ALLA SCIAMANA
Buongiorno redazione di mongolia.it, mi chiamo Erdenechimeg Ish sono la direttrice della ACADEMY OF THE SHAMANIC RESEARCH (NGO) in ULAANBAATAR e master studente di UNIVERSITA MONGOLA di ART AND CULTURE. Vi scrivo questo mail perche sarò presto in Italia. Voglio mettermi in contatto con voi perché sono venuta a Italia specificamente per realizzare ceremonie shamanistiche tradizionali nelle Alpi per il festival NAADAM. Previamente sono stata nei Pirenei francesi facendo alte ceremonie e il mio viaggio per Europa e passato per Germania e Holanda, di dove adesso vengo. La mia visita a Italia e importante perché devo realizzare la prossima ceremonia per costruire un cinturone difensore per gli europei e in questo caso italiano. Mi piacerebbe incontrarvi per potere illustrare la mia situazione e insegnarvi il mio lavoro. Purtroppo il mio tempo di istanzia e solo di 1 mese dopo di che dovro tornare al mio paese natale! E di relevante importanza il vostro appoggio, il giorno 4 di ottobre faro una ceremonia tradizionale grazie al appoggio della luna piena. Possiedo molta informazione documentale sul mio lavoro e mi piacerebbe esser documentata questa volta. Moltissime grazie e espero incontrarvi presto. Erdenechimeg Udgan.
@ Ricevere queste email dà una grande soddisfazione perché significa che un piccolo sito di informazioni come il nostro può trasformarsi in uno straordinario veicolo di scambi culturali e umani. Per una volta viva la tecnologia. Incontreremo Erdenechimeg e insieme alla redazione di mongolia.it, cercheremo di coinvolgere altri soggetti interessati all'arte sciamanica e alla sua diffusione in Italia, approfittando così di questa nostra ospite così piacevole e autorevole.

 

Settembre 2009
IL DELICATO RAPPORTO FRA TURISTI E NOMADI
Buongiorno, è una buona idea quella di stare a dormire nelle tende dei nomadi portando un po' di denaro anche direttamente a loro? Non pretendiamo di capire così la vita delle persone ma di averne almeno una vaga idea e di avere un contatto con loro. Abbiamo l'idea, non so se giusta o no, che se a tutta la popolazione torna utile il turismo magari ci sarà meno gente costretta a lasciare il territorio per andare a popolare i sobborghi della capitale. A noi sembra più brutto passare con le jeep e fermarsi a fare foto... un po’ come allo zoo pretendendo che questo piaccia alla gente del posto. Si cerca di fare i viaggiatori anche se con i tempi di oggi rimane difficile e di danni o cattive scelte alla fine se ne fanno sempre, si cerca il contatto umano ma senza pretenderlo. Ma se ci sfugge qualcosa o c'è un'interpretazione che non abbiamo visto ci farebbe piacere averla. Colgo l'occasione per chiedervi consigli su cosa fare nella zona del Gobi in questa stagione, se ci sono zone magari un po’ meno battute ma interessanti o su come trascorrere un paio di giorni nel deserto (non in fila indiana con altri turisti sul cammello!). O qualsiasi altra idea è bene accetta, noi partiamo il 19 settembre e rientriamo il 5 ottobre. Grazie per questo prezioso sito ricco di informazioni. Un saluto Marta C.
@ Gentile Marta, voi partite secondo me da un presupposto sbagliato: cioé che i turisti, anche quelli come voi animati dalle migliori intenzioni, debbano in qualche modo poter disporre delle popolazioni che visitano. Benissimo entrare a contatto con la gente del posto nel modo più genuino, ma ad esempio dormire nelle tende con i nomadi non deve essere già una decisione presa in anticipo, quasi come se fosse un punto del programma. Non bisogna confondere l'ospitalità con il piacere di ospitare. Se uno straniero bussa alla nostra porta chiedendoci di mangiare e dormire da noi (magari anche pagando) credo che la prima reazione sarebbe quella di paura e di sospetto, se non di stupore e dissappunto. I nomadi mongoli sono decisamente più gentili di noi occidentali, anche se molto più poveri, ma questo non significa che abbiamo il diritto di approfittarne magari in cambio di un po' di soldi, che certo gli farebbero comodo. Un conto è se, durante il viaggio, si entra in confidenza e in amicizia con una famiglia che può offrirvi da mangiare e da dormire (a cui poi lasciare un dono, dei soldi, un ricordo, insomma un gesto di amicizia), un conto è già partire con l'idea che vi ospiteranno sicuramente. Se devo essere sincero, mi ha lasciato amareggiato la frase in cui scrive "a noi sembra più brutto passare con le jeep e fermarsi a fare foto... un po' come allo zoo...". Onestamente non conosco nessuno che abbia nemmeno pensato questa cosa orrenda e mi stupisce che si possa anche lontanamente concepirla per poi prenderne le distanze. Però ripeto non sto criticando le sue parole, ma solo cercando di farle capire che la Mongolia è una realtà molto delicata e un contatto "eccessivo" e non controllato con gli occidentali potrebbe creare problemi seri (com'è successo, ad esempio, con gli Tsaatan). Quindi è importante organizzare viaggi "autentici", ma possibilmente con la presenza di persone del posto che permettono di comunicare e quindi anche capire la realtà dei nomadi e l'eventuale possibilità di interagire con le rispettive famiglie. Una volta sul posto, capirete che la Mongolia è un Paese meraviglioso, per gli scenari naturali e soprattutto umani, e quindi l'ultimo problema sarà quello di "scoprire posti poco battuti dal turismo". Nel periodo del vostro viaggio poi di turisti ne vedrete col contagocce, non servirà cercare percorsi alternativi, soprattutto nell'immenso Gobi. Per fortuna non rischierete di incappare in turisti in fila indiana sui cammelli. Buon viaggio.

 

Agosto 2009
MACCHIA MONGOLICA: VOGLIA O ORIGINE GENETICA?
Buongiorno, vorrei conoscere - se è nota - la percentuale di europei che presenta la cosiddetta "traccia mongolica".
Io ce l'ho dalla nascita sul gluteo e può essere facilmente scambiata per un livido, perché è di colore blu. Potrebbe trattarsi della traccia mongolica o è più probabile si tratti di una voglia? Mia mamma sostiene che la sua nonna materna ne aveva una identica per forma colore e posizione. Ne deduco che potrebbe essere genetica e regressiva, è corretto? Vi ringrazio. Claudia C.
@ Gentile Claudia, chi ti risponde ha cercato di documentarsi al meglio sulla “tache mongolica” e ha scritto un breve pezzo per mongolia.it. Vai alla sezione Macchia mongolica. La letteratura in merito è davvero scarsa, gli ultimi studi fatti riportano le seguenti percentuali di incidenza di questo particolare segno per ciascuna razza: Asiatica: 95-100% - Africana orientale 90-95% - Nativa americana 85-90% - Ispanica 50-70% - Caucasica (razza bianca) 1-10%. Come vedi la frequenza di bambini bianchi che nascono con la tache è veramente minima. Io l’ho avuta dalla nascita fin dopo i 30 anni e ad ogni visita medica mi sentivo chiedere se ero caduta! La maggior parte degli esperti parla di origine genetica, a me piace pensare che sia un segno di appartenenza alla stirpe dei Mongoli, visto che amo i grandi spazi, il silenzio e soprattutto i cavalli. Non so dirti se nel tuo caso si tratta di una “voglia”, un dermatologo può darti una risposta più esauriente, ma tieni presente che non tutti conoscono la tache. Intanto seguici e prova a vedere se le immagini e le storie che raccontiamo ti emozionano nel profondo, magari scoprirai una lontana antica e affascinante seconda patria. Un abbraccio praticamente fraterno! Mara

 

Maggio 2009
LIBRI, FILM, SUONATORI E POETI PER CONOSCERE LA MONGOLIA
Salve! Mi presento, sono uno studente di chimica all'università di Pisa. Vorrei chiedervi un favore. Ho "vinto" un posto per uno scambio giovanile in Mongolia con l'associazione Lions. Saremo una trentina di ragazzi da tutto il mondo (due dall'Italia) e le attività sono organizzate dal gruppo Lions di Ub. La prima settimana saremo ospiti in famiglia, le altre due credo che dormiremo in tende gher. In realtà non so quasi nulla di quello che ci faranno fare: sto aspettando che mi rispondano. Nel frattempo sarebbe molto importante per me cominciare a conoscere un po' di cultura mongola in Italia... ho preso la guida Polaris e me la sto leggendo ma... vorrei sapere da voi se mi consigliate qualche libro in particolare, qualche film, suonatore, poeta. Mi piace molto come vivete lo spirito mongolo, e vi avrei volentieri accompagnato in un viaggio in quella terra che dev'essere veramente intensa. Grazie dell'attenzione. Nicolò
@ Buongiorno Nicolò, grazie per il gradito messaggio e complimenti per lo spirito con cui ti stai avvicinando a questa terra straordinaria, intensa come la definisci giustamente tu, che è la Mongolia. Ah, grazie anche per aver preso la mia guida Polaris (soddisfatto o rimborsato, anche se la percentuale per l'autore finisce ai bambini della missione di Arvaikheer). Nelle varie sezioni del sito ho già messo qualche indicazione (e implicito suggerimento) su libri, film, dischi, eccetera. Per riassumere, ti suggerisco di leggere Galsan Tschinag, considerato lo scrittore mongolo (vivente) più importante, oltre all'antica Storia segreta dei Mongoli; per quanto riguarda i film, sono molto suggestivi "La storia del cammello che piange" e "Il cane giallo della Mongolia". Restiamo in contatto e arrivederci in Mongolia.

 

Maggio 2009
SEI DOMANDE DA UN MONGOLRALLISTA
Ciao Federico, ti ricordi sono Alessio il ragazzo che qualche tempo fa ti inviò una mail di richiesta sponsorizzazione alla Mongol Rally. Mi piacerebbe chiederti alcune cose sulla Mongolia data la tua esperienza. Come potrai immaginare i preparativi fervono e con essi anche le domande, quindi passo subito al sodo:
1) Come comunicare con l'Italia?
2) Ci dobbiamo preoccupare di avere sempre taniche di benzina e acqua potabile in più?
3) Quando e con quale compagnia prenotare il volo di ritorno?
4) Le strade migliori in fatto di percorribilità e bellezza?
5) Calcolando che è una Panda tipo vecchio che accorgimenti usare sulle strade mongole?
6) In generale cosa da sapere? Ancora mille grazie e forza Mongolia! Alessio
@ Ciao Alessio, rispondo rapidamente alle tue domande, attingendo anche a quello che ho scritto nella guida Polaris che sto aggiornando per la seconda edizione.
1) Comunicare con l'Italia: normalmente (dipende dalla compagnia telefonica) bisogna comporre 00139 più il numero con prefisso intero. Puoi chiamare dal cellulare oppure dall'ufficio postale vicino alla piazza principale di Ulaanbaatar o delle città più grosse; oppure acquistare una scheda telefonica prepagata con la sim da inserire nel tuo cellulare
2) Dipende in che zone andate e che itinerario scegliete. Allo State Department store, il grande magazzino nel centro della capitale, e in altri negozi vendono mappe dov'è segnalata la presenza di distributori di benzina. Attenzione perché non sempre c'è l'omino pronto ad aspettarvi. A volte, in zone remote, bisogna attendere molto o sperare che qualche nomade di passaggio avverta il gestore. Generalmente i fuoristrada dei mongoli dispongono di doppio serbatoio per evitare di restare a secco. L'acqua è sempre preziosa, quindi portatene più che potete. E' vero che sono molto frequenti corsi d'acqua cristallini ma state attenti che spesso qui si annidano i colibatteri provenienti dagli animali che passano dai fiumi, laghi e torrenti e qui si abbeverano.
3) Ci sono le millennium road asfaltate che collegano alcune delle principali città ma sono anche le meno belle e avventurose. Anche qui le mappe vi aiuteranno ma attenti che spesso vengono indicate arterie che sembrano autostrade e invece si rivelano piste tortuose da percorrere a 10 all'ora.
4) Una Panda di tipo vecchio ma anche di tipo nuovo avrà sicuramente delle difficoltà, se consideri canche i fuoristrada più attrezzati a volte segnano il passo. I mongoli preferiscono i vecchi mezzi sovietici rispetto alle più tecnologiche jeep giapponesi perché, nel momento in cui qualcosa si rompe, fuoristrada spartani e meccanici sono più facili da riparare, mentre quando c'è di mezzo l'elettronica sono guai seri.
5) "In generale" c'è tanto da sapere ma vale la pensa scoprirlo da soli. Sempre forza Mongolia.

 

Maggio 2009
"UN UOMO LIBERO PUO' DIVENTARE GENEROSO, BUONO E SINCERO"
Caro Federico, grazie per avermi risposto, non sarò più solo e da ora in poi non dico più che sono unico mongolo in Italia! Agli italiani vorrei solo dire che chi ama i mongoli deve amare le anime dei mongoli, perché le anime di mongoli sono come la sua grande prateria e steppe, perché sia il verde e il deserto rendono agli uomini il senso della libertà; la libertà è base di tutto, un uomo libero può diventare generoso, buono e sincero. Bayarta da Badamsuren

 

Aprile 2009
IL CIRCO, I CAVALLI E IL CONTORSIONISMO
Buongiorno, complimenti per il sito. Avete notizie sulle arti del circo in Mongolia? Grazie, Valeria C.
@ Risponde Alberto Colombo della redazione di mongolia.it:
Gentile Valeria, personalmente ho assistito a una esibizione del circo nazionale due anni fa e la parte predominante era dedicata ai cavalli, vista la grande importanza di questo animale nella vita dei nomadi di questo paese. Penso che invece nelle uscite estere il contorsionismo sia l'elemento che contraddistingua il circo mongolo. Le allego copia di un articolo (vedi ritaglio sopra) e le segnalo anche il sito di un circo privato mongolo: www.circusmongolia.mn

 

Febbraio 2009
UNA FOTO SENZA CONFINI
Volevo dirvi grazie! Da parte di tutte le persone che come me, sono nate qua, ma il loro sangue è anche un pochino di là! Tutto iniziò a Saigon, circa sessant'anni fa. Mio nonno paterno era scappato dall'Italia a causa del regime, era un geometra, aveva trovato impiego presso una ditta francese che operava nelle colonie. Viaggiò, prima stette in Algeria, poi si spostò nell'attuale Vietnam. Incontrò mia nonna, s'innamorarono e nacque mio padre, era il 1943. La storia poi racconta che nel 1946 i vietnamiti cacciarono gli invasori, mio nonno fuggì con mio padre lasciando lei laggiù. Non conosco le motivazioni e non conosco null'altro di mia nonna, ho solo questa vecchia fotografia. L'unica cosa che so è che anch'essa era una meticcia, metà viet e metà Mongola. Quindi anche io, pur se minimamente, ho loro sangue nelle vene. Il bimbetto della foto è il mio babbo. Valentina V.
@ Cara Valentina, il racconto e l'immagine che ci hai inviato aprono emozioni e orizzonti che vanno oltre la passione per i viaggi e la conoscenza di altri popoli. Dietro questa foto c'è Europa, Africa, Asia, e una storia di guerra, di misteri, ma soprattutto di amore senza confini.

 

Febbraio 2009
COME MANIFESTARE APPREZZAMENTO PER IL CIBO E DOVE LASCIARE AIUTI PER I BAMBINI
Ciao, mi sono resa conto, avendo finalmente la tua guida fra le mani, di aver trovato quasi tutte le risposte che cercavo. Ora sto cercando di costruire un itinerario un po' furbo considerando denaro-tempo-fatica. Però qualche dubbio c'è ancora: il mio fidanzato vuole sapere se alla fine del pasto con i nomadi bisogna manifestare l'apprezzamento con versi "rumorosi" come succede in alcune culture. Ma quello che interessa a me, essendo educatrice e particolarmente sensibile al problema dei bambini in situazione di disagio, è sapere se è una buona idea portare vestiti e oggetti dall'Italia e a chi possiamo lasciarli a Ulaanbaatar: una parrocchia un'associazione, un orfanotrofio? Grazie, Romina
@ Ciao Romina, grazie ancora per la tua gentilezza nei confronti della mia guida sulla Mongolia della Polaris. Per quanto riguarda il vostro singolare dilemma sul "dopo pranzo": direi che i nomadi mongoli non hanno le stesse usanze dei cinesi, e non si formalizzano sul comportamento dei commensali. Comunque non c'è bisogno di "esternare" rumorosamente l'eventuale apprezzamento, basterà fare un sorriso a chi ha preparato da mangiare. Mi fa piacere che tu sia sensibile, sia d'animo che di professione, al problema dei bambini disagiati. Sui vestiti e oggetti da lasciare a Ub ti mando un elenco di possibili destinatari, anche se sarebbe il caso conoscere la quantità e le condizioni degli articoli

 

Dicembre 2008
L'IMPORTANZA DELLA LINGUA MONGOLA
Caro Federico, a te ed a tutti coloro che, sia pure in forme diverse, condividono l'interesse per la Mongolia, un sincero augurio di buon anno. Ti ringrazio di nuovo per la disponibilità con la quale hai inserito nel forum le mie indicazioni linguistiche. Dagli interventi che si sono da allora succeduti sulle pagine del sito, vedo che non si è manifestata una particolare curiosità, ma... non si sa mai. Questi studi, anche se dilettanteschi, insegnano la pazienza. Certo mi viene naturale chiedermi quale possa essere il successo dell'insegnamento della lingua mongola nei corsi organizzati dalla sig.na Muren e mi rafforzo sempre più nella convinzione che le difficoltà della lingua, dopo i primi entusiasmi, siano tali da scoraggiare anche i più volenterosi. Un caro saluto, Paolo S.
@ Certo la conoscenza della lingua sarebbe fondamentale per conoscere a fondo la cultura e l'anima di un Paese. Ma sono pochi quelli che si avventurano in una tale impresa. Non ci crederà, ma i corsi organizzati da mongolia.it con Muren (vedi sezione) sono stati un insospettabile successo, sia per il numero di partecipanti sia per il risultato linguistico raggiunto. Merito dell'insegnante ma anche di studenti motivati, spesso da motivi strettamente umanitari (in vista di lavori di volontariato e adozioni). A presto.

 

Dicembre 2008
UN ANNO IN MONGOLIA PER INSEGNARE E AIUTARE
Ciao Federico, vi seguo da tempo e trovo quello che fate per la diffusione della cultura mongola in Italia veramente eccezionale. Ho 26 anni e sono un giovane laureato in filosofia. Ti scrivo per sapere per avere delle informazioni su come cercare di trascorrere almeno un anno in Mongolia col volontariato o altri progetti. E' possibile secondo te trovare una strada, parlo sempre a livello di volontariato, attraverso l'insegnamento del francese o dell'italiano? Sai se le università di UB cercano europei madrelingua per l'insegnamento della lingua? Altrimenti sapresti darmi qualche nome di organizzazione che cerca volontari per i propri progetti? Grazie mille, un saluto. Francesco
@ A volte non bastano competenza e buona volontà. Entrare nei progetti di volontariato e di solidarietà in Mongolia è ancora molto difficile soprattutto per ostacoli burocratici che sembrano disseminati ovunque, quasi come trappole messe lì per scoraggiare anche le più nobili intenzioni. C'è chi, come l'amico Padre Giorgio dei Missionari della Consolata ad Arvaikheer, si trova quotidianamente a lottare per poter aiutare la popolazione locale. Potrebbe essere proprio lui il punto di riferimento concreto che cerchi: ti potrà suggerire le strade migliori per arrivare al tuo obiettivo. Al di là del credo religioso di ciascuno, questi missionari sono famosi nel mondo per la loro passione e concretezza. E anche in Mongolia stanno facendo miracoli.

 

Novembre 2008
IN MONGOLIA SULL'ONDA DEI RICORDI
Siamo una coppia settantenne in buona salute, Ci chiediamo se un viaggio in Mongolia sia pericoloso. Il mio interesse per questo Paese è particolare. Ne ho sentito parlare in casa in quanto un fratello di mia nonna paterna ha partecipato alla costruzione della transiberiana nell'ultimo pezzo verso Vladivostok. Poi è stato in Mongolia in quella che è oggi Ulaanbataar. In particolare ricordo i francobolli mongoli e può ben immaginare quanti voli fantastici ho effettuato su quelle cartoline scolorite. Lo zio poi è morto in Manciuria di malaria. Era il 1924. Purtroppo quel materiale non c’è più. Alla morte di mio padre non le abbiamo più ritrovate e solamente sono riuscito, sapendo che non le avrei più riviste, a scolpirle con maggior forza nella memoria. Cordialmente Natale R.
@ Pensare che un italiano, a quell'epoca, abbia lavorato a un progetto così imponente e remoto è davvero stupefacente. Immagino poi la suggestione di ricevere posta da un paese così misterioso. Capisco anche la sua curiosità di poterlo visitare oggi, a tanti anni di distanza. Certamente fuori della capitale la realtà è rimasta immutata e proprio questo fa della Mongolia una delle terre più emozionanti del pianeta. Per lei poi ha un significato aggiunto. Peccato per il materiale andato perduto, avrebbe avuto un valore notevole, soprattutto dal punto di vista affettivo. Mi chiede se un viaggio in Mongolia sia pericoloso per una coppia settantenne. La risposta è: certamente no! Oltre a essere un Paese così bello, è anche straordinariamente ospitale e sicuro, adatto davvero a tutte le età. Visto che non ha più trovato le missive mongole di suo zio, pubblichiamo un francobollo dell'epoca.

 

Novembre 2008
NO ALLA CACCIA "ORGANIZZATA" IN MONGOLIA
Caro Federico, ho visto su un sito dedicato alla Mongolia (non certo sul tuo!) la proposta di un viaggio con una battuta di caccia al lupo. Mi farebbe piacere cosa ne pensi. Mi sembra comunque che la posizione tua e del sito sia chiarissima su questi temi. Personalmente, ed è sempre stato questo anche l'atteggiamento della LIPU di cui ho fatto parte nel direttivo, cerco sempre di non dare messaggi anticaccia di tipo emotivo (pur condividendoli spesso!) ma di argomentarli con dati e fatti che mostrino la negatività, ai fini della conservazione, di certe attività. Ma nel caso del lupo per "noi" mongoli scattano meccanismi assolutamente emozionali che sono, per definizione, imprevedibili! Forse è stato così anche per gli organizzatori del viaggio (che non conosco) e che magari sono degnissime persone! Almeno cerchiamo di farli riflettere, c'è tanto fa fare in Mongolia e per la Mongolia piuttosto che sfruttare qualche imbecille sparatore italico per far soldi (anche eventualmente a fini benefici)! Ciao Carmelo I.
@ Ero indeciso se pubblicare la foto qui a lato perché è di una tristezza inaudita. Il simbolo stesso della purezza mongola, il lupo, abbattuto per il divertimento di, come li definisci tu, "qualche imbecille sparatore italico". Sulla caccia in Mongolia proprio su questo Forum si sono già scatenate violente polemiche che non portano da nessuna parte proprio perché affrontate con alfabeti diversi. Ammazzare per divertimento è qualcosa di inconcepibile, anche se legalizzato e sostenuto istituzionalmente per gli interessi economici che ruotano intorno. Molti tour operator organizzano veri e propri safari di caccia in terra mongola, con un grottesco tariffario per ogni capo abbattuto, magari sparando comodamente da un fuoristrada lanciato a tutta velocità nella steppa. Al di là delle implicazioni morali, la caccia in Mongolia sta provocando danni enormi con l'estinzione di intere specie animali, anche ittiche e avicole. Da qualsiasi parte si prenda la questione, il nostro è un no deciso alla caccia in Mongolia e in ogni altra parte del mondo. Per vedere precedenti interventi sulla caccia clicca qui

 

Novembre 2008
DELGER E MUNKHUU SONO A CASA. E STUDIANO
Ciao Federico, ti scrivo ancora una volta per darti notizie dei bambini che, grazie anche al vostro sostegno, avevo ritrovato dopo aver conosciuto la loro triste ( e purtroppo comune) storia di povertà e abbandono in un documentario televisivo. Ora sono a casa, e hanno ripreso a studiare. Ma la cosa più bella che ho appreso dall'ultima mail speditami dall'assistente sociale che li segue è che il centro che accoglie i bambini di strada e che dà loro cibo e cure, si è rinnovato! Mi spiego meglio: è stato aperto un nuovo centro, anch'esso gestito da Save The Children, più vicino al centro della città di Ulaanbaatar, di modo che i bambini possano raggiungerlo con più facilità. Inoltre è stato ampliato di modo da poter dare accoglienza ad ancora più ragazzi di strada. Il 6 Ottobre c'è stata la festa di inaugurazione a cui hanno partecipato anche Delger e Munkhuu insieme a tanti altri loro compagni. Ecco, volevo condividere con voi, amanti come me della Mongolia, questa bella notizia. E' certamente una goccia nel mare di cose che ci sono da fare, non solo in Mongolia, ma in tante parti del mondo, però insegna che è proprio vero che "il bene richiama il bene". Baci a tutti. Simona
@ Grazie Simona, per il felice aggiornamento e per la foto che ci garantisce sul trattamento di Delger e Munkhuu, i ragazzini che hai virtualmente adottato. Per rivivere la bella storia, cliccate qui.

 

7 gennaio 2008
CINESI E MONGOLI, UN RAPPORTO DIFFICILE ANZI UN VERO CONFLITTO
Egregia redazione di Mongolia.it, chi vi scrive è anch'esso un appassionato di Mongolia (in tutte le sue sfaccettature: storia, lingua, paesaggio, musica) attualmente residente a Pechino, ormai mia seconda patria. Sono stato in Mongolia tre volte e nel 2008 dovrei andarci - si spera - due volte, un po' per lavoro e un po' per turismo. Apprezzo molto il vostro sito e lo sforzo che fate per tenerlo vivo, aggiornato e utile per tutti noi
divoratori di Mongolia... mi permetto giusto una critica: siete troppo "mongolisti"! Mi spiego: che i mongoli siano un gran popolo, generoso e cordiale non ci piove ma dal vostro sito traspare una positività a volte sfrontata per questo paese dove pare che tutto sia bello e in armonia con la natura (vogliamo spendere due parole sull'orribile
nuovo Shangri-la che sta sorgendo accanto a Sukhbaatar square?). I racconti di viaggio dei lettori sono affascinanti ma è possibile che nessuno abbia avuto un contrattempo nella splendida Mongolia? Al mercato nero nessuno è stato scippato? Nessuno ha sofferto diarree croniche e vomito dopo aver mangiato buuz e bevuto airag? Allora vado controcorrente e racconto un fatto breve che mi è successo lo scorso Luglio. Eravamo ai piedi del monumento all'amicizia russo-mongola Zaisan, ed era di sera e stavo facendo due chiacchiere in cinese con Dulguun, figlio del nostro cliente mongolo. Parlavamo e intanto reggevamo due buste di plastica contenenti bottiglie di birra: lo scopo era arrivare in cima al monumento insieme agli altri nostri amici mongoli e farci una bevuta e qualche risata ammirando UB di notte. Mentre camminavamo un ragazzo mongolo ci sente parlare
in cinese, si avvicina a noi e a muso duro ci dice qualcosa in mongolo (che io ovviamente non comprendo) e
subito dopo letteralmente ci strappa di mano le buste con le birre dentro e le getta giù per la scarpata che
c'è ai piedi della scalinata. Le birre si frantumano e lui in inglese mi dice: "My Mongolia!". I miei amici mongoli con calma gli chiedono spiegazioni e da quel che ho capito il ragazzo era infastidito dal fatto che io parlavo cinese in Mongolia, nella "sua Mongolia" e ha deciso di intervenire rompendoci le bottiglie di birra e rovinando la nostra serata. Ebbene sì, tra mongoli e cinesi non scorre buon sangue... fermandoci ai luoghi comuni si può dire che i cinesi considerino i mongoli di gran lunga inferiori a loro, i mongoli dal canto loro vedono nei cinesi un
popolo rozzo e caotico. La mia amica Boloor che parla anche lei cinese mi dice che certe volte se deve parlare mandarino lo fa sottovoce per non farsi sentire dai suoi connazionali che potrebbero non prenderla bene (esagerazioni ma un fondo di verità penso ci possa essere). Non fraintendetemi, amo la Mongolia e non vedo l'ora
di ritornarci, ho solo raccontato questo aneddoto per aggiungere un tassello un po' diverso a quelli riguardanti le nostre avventure in questo splendido paese. Con stima, Stefano L.T.
@ Gentile Stefano, come vedi non ho tagliato nemmeno una riga del lungo messaggio, almeno non vengo tacciato di essere uno "sfrontato mongolista", anche se la definizione non mi offende affatto. Se devo schierarmi, fra mongoli e cinesi non ho dubbi. Accolgo con piacere questa voce "fuori dal coro" perché spero si apra un dibattito interessante. Nella guida sulla Mongolia che sto scrivendo per la casa editrice Polaris ho dedicato un'ampia trattazione al rapporto tra mongoli e cinesi, non solo per un atavico razzismo reciproco, culminato con scontri feroci e dominazioni vendicative. C'è in gioco il futuro, anzi il presente, della Mongolia. La Cina ha trasformato la propria millenaria cultura in una specie di giostra turistica e commerciale e ora pretende di coinvolgere anche la Mongolia, cancellando i valori del nomadismo e della spiritualità. Viene proprio dalla Cina la testimonianza più sincera e atroce di quanto sta succedendo in Mongolia. "Il totem del lupo", nonostante la terribile censura, è stato il libro più letto di sempre in Cina dopo il libretto rosso di Mao. Chi l'ha scritto ha dovuto nascondersi dietro uno pseudonimo per evitare di passare dalle forche della giustizia di Pechino (la stessa che mette al bando il Dalai Lama e minaccia addirittura la guerra alla Mongolia quando Ulaanbaatar ospita il capo della chiesta tibetana). Il romanzo, campione d'incassi anche in Europa nel 2007, racconta la decadenza della società cinese messa a confronto con i valori antichi e solidi della vita nomade delle steppe mongole. Valori che ora rischiano di andare in frantumi proprio per l'invadenza cinese che ha intravisto nella Mongolia un vicino da strizzare, dimenticando che solo un'ottantina di anni fa il popolo mongolo si è consegnato alle perfidie del regime stalinista pur di uscire dal giogo della ferocissima dominazione manchu. Ora l'invasione è più subdola ma sarà ancora più inesorabile: autostrade che taglieranno il Gobi per collegare velocemente Pechino a Ulaanbaatar, una ferrovia ad alta velocità, un'intrusione sempre più profonda nelle politiche sociali ed economiche. Ce n'è abbastanza per giustificare un atteggiamento ostile dei mongoli nei confronti dei cinesi. Per quanto riguarda gli inconvenienti che a volte possono accadere in Mongolia ai viaggiatori direi che, confronto alle emozioni e all'ospitalità che questo paese offre, sono davvero poca cosa. E i pochi contrattempi sono sempre e solo nella capitale, che si sta trasformando a immagine e somiglianza purtroppo delle nostre città. Io però continuo a essere più tranquillo passeggiando a Ulaanbaatar che a Milano.