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NEWS2010 

 

SETTEMBRE 2010

NEWS2010

  Dicembre 2010

 

 

I dieci eventi più importanti del 2010 in Mongolia
secondo l'UB Post: dalle miniere a Jackie Chan

30 dicembre 2010 La Mongolia ha scelto i 10 eventi più importanti del 2010. Eccoli, secondo un'inchiesta dell'UB Post, prestigioso settimanale in lingua inglese di Ulaanbaatar.
1. Miniera d'oro e di rame Oyu Tolgoi
Avviata già da sei anni, nel 2010 la miniera di Oyu Tolgoi nel deserto mongolo del Gobi è entrata nel vivo con investimenti impressionanti e prospettive destinate a cambiare (nel bene e nel male) il futuro della Mongolia. Si tratta della miniera d'oro e di rame più grande del mondo: nel 2012 sono previste le prime massicce estrazioni. Nella foto, alcuni minatori di Oyu Tolgoi (collina turchese)
2. Sviluppo delle altre miniere
In tutto il Paese stanno nascendo nuove miniere per portare alla luce i tesori sepolti sotto la sua crosta. I mongoli vanno orgogliosi del fatto che ogni minerale del pianeta si possa trovare qui. Grandi gli investimenti stranieri che hanno provocato anche reazioni di protesta nella popolazione.
3. Il Partito rivoluzionario cambia nome
Lo storico MPRP (Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo) è diventato MPP, Partito del Popolo Mongolo. Non cambia solo il nome ma anche la strategia del movimento che ha governato il Paese per tanti anni e che mantiene ancora la maggioranza in parlamento: meno rigidità nei programmi e una maggiore apertura ai contatti con l'estero.
4. Arresto del responsabile del National Security Council
Il responsabile del National Security Council of Mongolia B. Khurts è stato arrestato all'aeroporto londinese di Heathrow il 17 settembre 2010 per presunto coinvolgimento nel rapimento di un mongolo avvenuto in Francia nel 2003. Il processo è slittato al 5 gennaio prossimo.
5. Nuove epidemie fra i capi di bestiame
Nel corso del 2010 decine di migliaia di animali sono stati contagiati da nuove malattie infettive che hanno colpito soprattutto bocca e zampe. I primi contagi si sono registrati in aprile nella regione del Dornod e da lì hanno coinvolto altre 25 province di 5 regioni (Sukhbaatar, Dorngobi, Khentii, Tuv, Gobi Sumber). Ventiseimila capi di bestiame sono stati abbattuti e il Goberno ha investito il corrispondente di circa 3 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza.
6. Il censimento della popolazione
Nel 2010 l'Ufficio Nazionale delle statistiche della Mongolia ha eseguito il censimento dell'intera popolazione mongola, che vive nelle 21 regioni (aimag). Un lavoro dettagliato anche sui vari aspetti sociali per ottenere una fotografia più nitida possibile. I dati saranno resi noti fra febbraio e luglio 2011.
7. Il ritiro del campione del sumo Asashoryu
Il grande campione mongolo di sumo e 68° Yokozuna Asashoryu (D. Dagvadorj) abbandona dopo 10 anni di carriera straordinaria. La cerimonia del ritiro è avvenuta a Tokyo il 3 ottobre. Asashoryu è considerato il più grande lottatore della storia di questo sport.
8. La Mongolia conquista 23 titoli mondiali
Nuovi campioni emergono all'orizzonte dello sport mongolo. Un esercito di 227 atleti della Mongolia ha preso parte brillantemente agli Asian Games in Cina ottenendo 16 medaglie, di cui 2 ori. Due anche i trionfi ai Giochi Olimpici giovanili di Singapore con B. Battsetseg (lotta) e G. Erdenebold (ginnastica). Complessivamente 23 sono i mongoli che hanno ottenuto titoli mondiali nel corso del 2010, distinguendosi in particolare nel pugilato, nel judo, nella lotta e nel tiro con la pistola.
9. La visita in Mongolia di Jackie Chan
E' stata una preziosa visita di solidarietà quella di Jackie Chan, la star hollywoodiana di Hong Kong, celbre per i suoi film di arti marziali. Chan ha visitato e aiutato concretamente orfanotrofi, bambini d strada e centri di aiuti umanitari suscitando l'entusiasmo della popolazione.
10. Naadam e Khoomii patrimoni dell'Umanità
L'Unesco ha inserito nel Patrimonio dell'Umanità due istituzioni tradizionali mongole: la festa del Naadam, celebrazione delle gesta guerriere (lotta, tiro con l'arco e corsa dei cavalli) che si tiene ogni anno dall'11 al 13 luglio, e il khoomii, lo straordinario canto di gola caratteristico delle interpretazioni musicali dei mongoli. Già il morin khuur, il "violino" col manico a forma di testa di cavallo, era stato inserito nel Patrimonio dell'Umanità.



Buon Natale anche per loro: aiutiamo i missionari
a regalare un sorriso ai bambini della Mongolia

15 dicembre 2010 Se il Natale davvero è la festa della solidarietà, pensiamo soprattutto a chi ha bisogno davvero e a chi ogni giorno si impegna con coraggio per regalare un sorriso, che significa anche cibo, carbone e vestiti per riscaldarsi, luoghi dove studiare e divertirsi, acqua per lavarsi, opportunità. Come i missionari in Mongolia, amici nostri e amici soprattutto della Mongolia dove svolgono un lavoro umile e straordinariamente prezioso e concreto. Fate un regalo, anche piccolo, a loro per fare un regalo ai bambini della Mongolia. Ne hanno davvero bisogno. Ecco i due appelli, così semplici e sinceri, di Padre Giorgio Marengo, missionario della Consolata, e di suor Adriana Bricchi, missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice di don Bosco. Grazie, a nome della Mongolia. E per altre informazioni sezione Aiuti umanitari

Carissimi Amici di mongolia.it, sappiamo che la Mongolia vi è rimasta negli occhi e nel cuore, non può che essere così! Anche per noi che ci viviamo stabilmente è una scoperta quotidiana. Nel nostro servizio ci occupiamo anche di situazioni difficili, legate alla povertà e al disagio di tante persone, soprattutto i più piccoli. Se lo ritenete opportuno, potete collaborare in questa opera di promozione umana e assistenza. Ogni donazione, anche piccola, sarà un aiuto concreto per chi ha più bisogno: carbone per scaldarsi, materiale scolastico, cibo, medicine... Grazie! E buon Natale a tutti! Padre Giorgio

Per versamenti diretti ai Missionari della Consolata:
Conto corrente postale n. 33405135 intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS - C. Ferrucci 14 – 10138 TORINO
C/C Bancario n. 51600/49 - Banca Intesa - ABI 03069 CAB 01122
Intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS C. Ferrucci 14 - 10138 TORINO
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Indicare come causale: "Mongolia - Padre Giorgio Marengo"

Stimati Amici di mongolia.it, che belle sorprese su questo sito, diventa sempre più ricco ed interessante. Quando io invoco aiuti per la nostra missione penso tra me: "Verranno delle gocce". La mia fantasia mi fa invece immaginare: "Verrà un diluvio di aiuti"... Si, vorrei donare a tutti i benefattori tanta gioia! La "gioia" è il primo messaggio che la grande festa del Natale, Dio, fatto uomo, fatto bambino offre al mondo, a ciascun uomo. Dio si presenta a noi come bambino. A chi non piacciono i bambini? Chi ha paura dei bambini? I bambini sono amabilissimi... Così è Dio! Buon Natale in tanta gioia e mia, nostra riconoscenza! Sr.Adriana Bricchi fma

Per versamenti alle Figlie di Maria Ausiliatrice Don Bosco:
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Via dell’Ateneo Salesiano n. 81 - 00139 ROMA
Specificare nella causale la motivazione: donazione per Mongolia e far precedere il versamento da una email inviata a suor Adriana: gioiafma@yahoo.co.kr



Il premier mongolo Sukhbaatar a Mosca da Putin
Fusione di due grandi industrie metallurgiche
14 dicembre 2010 Incontro a Mosca fra il premier mongolo Sukhbaatar Batbold e quello russo Vladimir Putin (nella foto). Molti i punti all’ordine del giorno, fra tutti la fusione di due aziende metallurgiche, Erdenet e Mongolroszvetmet: la nuova azienda sarà quotata in Borsa. Erdenet è tra le principali aziende mondiali del rame. Dal 1° gennaio 2010 il 49% delle azioni appartiene all’azienda di stato russa Rostechnologii.


Festa di Natale e del nuovo anno il 23 a Milano
con l'Associazione dei Mongoli in Italia

13 dicembre 2010 L'Associazione dei Mongoli in Italia organizza una festa di Natale e anno nuovo il 23 dicembre alle ore 15 presso il Circolo Filologico in via Clerici 10 a Milano (a sinistra, l'invito inoltrato nelle lingue mongola e italiana). Per ulteriori informazioni in mongolo vai al sito relativo
dove è anche possibile ascoltare una canzone natalizia in lingua mongola. Anche l'associazione culturale Soyombo di Giancarlo Ventura organizza un incontro natalizio, presso la sede di via Sanremo 22 a Milano, "per bere un bicchiere di vino e mangiare un salatino in occasione in occasione dei salutio per le feste solstiziali".


Il Mongolia Bike Challenge diventa un libro
con le immagini del fotografo Carlo Borlenghi

11 dicembre 2010
Una grande avventura diventata un grande libro fotografico. E' il Mongolia Bike Challenge 2010, manifestazione dell'omonima associazione guidata da Willy Mulonia con le immagini del celebre fotografo Carlo Borlenghi, 54enne di Bellano, stessa città lacustre dello scrittore Andrea Vitali. Dal 1983 Borlenghi fotografa le regate di Coppa America e nel 2010 ha preso parte alla spedizione mongola restituendo scenari meravigliosi racchiusi in questo libro ordinabile qui.

  Novembre 2010

 

 

Ulaanbaatar "Città per la vita": un nuovo passo
verso l'abolizione della pena di morte
30 novembre 2010 Ulaanbaatar aderisce per la prima volta all'iniziativa "Città per la vita", organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio contro la pena di morte, che si celebra ogni 30 novembre in circa 1.300 località del mondo. Un altro passo significativo della Mongolia verso l'abolizione della pena di morte: è stato uno dei 107 Paesi che hanno votato la moratoria universale alla pena capitale l'11 novembre durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il Parlamento mongolo (nella foto a sinistra, "protetto" dalla statua di Gengis Khan) sta vagliando in questi giorni un progetto di legge che prevede l'abolizione definitiva dal Codice Penale della pena di morte.

Sumo: Hakuho è il vero erede di Asashoryu
Il mongolo conquista il 17° Trofeo
dell'Imperatore
29 novembre 2010 Hakuho è il nuovo imperatore del sumo. Il lottatore mongolo ha vinto il 17° titolo del Grande Torneo Kyushu, battendo in finale il giapponese Toyonoshima. E' stato necessario disputare una gara di spareggio, durante la quale Hakuho ha dimostrato la sua superiorità, togliendo l'illusione all'avversario di regalare al Giappone un titolo che manca da 4 anni. Hakuho è di fatto l'erede del leggendario connazionale Asashoryu, che ha di recente abbandonato una carriera che l'ha incoronato il più grande lottatore di sumo di tutti i tempi.

Un mercatino di Natale a Bagno di Romagna
Lo propone Marga in un'autentica gher mongola

29 novembre 2010 Un mercatino di Natale in stile mongolo: è la suggestiva proposta di Marga, "artista in discipline per l'evoluzione e la crescita personale". La gher che ospiterà l'iniziativa (vedi foto) sarà allestita nel centro di Bagno dall'8 dicembre al 6 gennaio: "Di solito - ci scrive Marga - la monto da maggio a settembre nel mio piccolo terreno vicino ad Alfero". Per avere ulteriori informazioni www.zenliveart.com

Sedici medaglie, di cui 2 ori e 5 argenti
per la Mongolia ai Giochi Asiatici in Cina

28 novembre 2010 Due medaglie d'oro, 5 d'argento e 9 di bronzo per 16 allori complessivi: questo il bilancio della Mongolia negli Asian Games che si sono disputati in Cina. I due ori sono stati conquistati dal 24enne Mandakhnaran Ganzorig (lotta fino a 60 kg, nella foto) e da Naranchimeg Gelegjamts (lotta femminile fino a 72 kg). A dominare questi Giochi asiatici come sempre la Cina, davanti alla Corea del Sud e al Giappone.

Il Teatro dell'Opera di UIaanbaatar "alleato"
del Conservatorio Verdi e della Scala di Milano
23 novembre 2010 Si è conclusa, con un bilancio estremamente positivo, la settimana milanese dedicata alla Mongolia. Non solo diplomazia e istituzioni (molte le autorità italiane e mongole, fra cui l'ambasciatore Enkhsaikhan, il sindaco di Ulaanbaatar Munkhbayar e la nuova Console Gantuya), ma anche molte iniziative concrete tutte all'insegna della cultura. L'ultima firma di collaborazione è stata apposta a una lettera di intenti tra il Teatro di Stato dell'Opera e del Balletto della capitale mongola (nella foto la facciata) con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e l'Accademia del Teatro alla Scala. Intanto, al Museo di Storia Naturale resta aperta fino al 5 dicembre la mostra fotografica di Cristiano Lissoni "Mongolia tra nomadi e cultura".

Collaborazione fra musei mongoli e italiani
siglata a Milano all'insegna della cultura
19 novembre 2010 Davanti a una platea di un centinaio di persone, il Museo delle Scienze Naturali di Milano ha ospitato un incontro diplomatico all'insegna della cultura e della diplomazia. Presenti autorità italiane e mongole, fra cui l'Ambasciatore Enkhsaikhan, il sindaco di Ulaanbaatar e il nuovo console onorario Gantuya Tsevegdorj. Nel corso dell'incontro alcuni musicisti hanno offerto un suggestivo saggio di canzoni della Mongolia e di arie liriche. Cristiano Lissoni ha presentato una galleria fotografica "Mongolia tra nomadi e cultura" molto apprezzata anche dai numerosi mongoli presenti. E' stato anche siglato un vero e proprio trattato di collaborazione fra i musei italiani e mongoli (nella foto, la sigla dell'accordo).

Con "Spazio nomade" in Puglia gli studenti
vanno in gita scolastica nelle gher dei mongoli
18 novembre 2010 Una gita scolastica molto particolare per gli studenti del Liceo Polivalente "Don Quirico Punzi" di Cisternino (provincia di Brindisi). Sabato 20 novembre, Spazio Nomade, il primo centro culturale italo-mongolo in Puglia, li accoglierà nelle originali case dei nomadi mongoli, trasportate in Italia dall´artista pugliese Marilena Gulletta nell´ambito della mostra "Corpi nomadi tra Puglia e Mongolia - Uomini, culture e tradizioni solidali" inaugura lo scorso 27 Luglio. A sinistra, Marilena Gulletta all'interno della sua gher a Cisternino.

Mongolia Bike Challenge: a Fiesole
le emozioni di un'avventura su due ruote
17 novembre La straordinaria avventura del Mongolia Bike Challenge, organizzato da Willy Mulonia, diventa una serata a tema: il 25 novembre dalle 20.30 la Fattoria di Maiano a Fiesole ospita l'incontro "Progetto avventura" in collaborazione con Pro-Bike Firenze. I protagonisti racconteranno, con parole e immagini, la loro esperienza in Mongolia affrontata in bicicletta. Interverranno lo stesso Mulonia, Marzio Deho, pluricampione italiano di mountain bike e vincitore del Mongolia Bike Challenge e Gianluca Scafuro, protagonista del Mongolia Tour Knights. Condurrà la serata Biagio Maglienti, giornalista Sky. Per altri dettagli vai al sito www.mongoliabikechallenge.com

Milano dedica una settimana alla Mongolia
Incontri diplomatici, Scala, musei e gallerie
15 novembre 2010 Milano dedica una settimana alla Mongolia, nel segno della collaborazione diplomatica e della cultura. Mercoledì 17 novembre incontro del nuovo console a Milano Gantuya Tsevegdorj (nella foto con l'ambasciatore Enkhsaikhan) con autorità italiane e mongole, fra cui il sindaco di Ulaanbaatar, con l'apertura ufficiale del consolato onorario di Milano. Gli appuntamenti proseguono giovedì con visite della città, incontro con il Presidente del Consiglio Comunale di Milano Manfredi Palmeri e con l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer, pranzo con il Sindaco Letizia Moratti. Segue visita alla Scuola Civica di Musica, al Conservatorio Giuseppe Verdi e, alla sera, la delegazione seguirà alla Scala la rappresentazione della Carmen di Bizet. In contemporanea il Museo di Storia Naturale ospiterà una serie di iniziative legate alla Mongolia: mercoledì 17 alle 21 in Aula Magna "Mongolia su due ruote" (reportage di un cicloturista) con Michele Sanna, giovedì 18 inaugurazione di "Dinosauri della Mongolia", mostra fotografica, venerdì 19 alle ore 17 inaugurazione della mostra "Mongolia tra natura e cultura" (fino al 30 novembre) con immagini di Cristiano Lissoni.

La Mongolia raccontata da Alessandra Spataro
sulla Radio Svizzera Italiana da lunedì 15
13 novembre 2010 La RSI, Radio Svizzera Italiana, dedica alla Mongolia uno speciale nell'ambito della trasmissione "L'erba del vicino". L'ha realizzato Alessandra Spataro (nella foto), giornalista ticinese e profonda conoscitrice della realtà mongola, in particolare dei suoi aspetti sociali e antropologici. Alessandra cura anche il sito Kundun news, con costanti aggiornamenti dall'Asia. Il programma andrà in onda in diretta lunedì 15 novembre alle ore 16.45 sulla Rete Uno della RSI con replica in serata: si può ascoltare anche su Internet sul sito www.rsi.ch e successivamente dall'archivio dei podcast. Oltre a voci e suoni dalla Mongolia, ci saranno anche gli interventi di Federico Pistone del Corriere della Sera (e responsabile del sito mongolia.it) e Giancarlo Ventura dell'Associazione Soyombo. Il compenso della trasmissione andrà ad associazioni umanitarie che operano in Mongolia.
La trasmissione è ascoltabile in podcast cliccando qui



Idiozie senza frontiere: governatore russo
offre 23mila euro per bere un té con lo yeti
12 novembre 2010 Se esiste, lasciatelo in pace. In Mongolia lo chiamano Almas, ma in tutto il mondo è copnosciuto come Yeti: sì, l'abominevole uomo delle nevi che ogni tanto fa capolino nelle cronache più o meno fantastiche. Il solito russo eccentrico, tale Aman Tuleev, governatore della regione siberiana Kemerovo, ha offerto una ricompensa di un milione di rubli, pari a 23 mila euro (anche il braccino corto!) a chi gli porterà "un esemplare di yeti per bere insieme una tazza di tè". A parte l'idiozia della prospettiva, il governatore ha anche specificato "meglio vivo", come a dire che anche morto andrebbe bene. Senza sapere nemmeno di cosa sta parlando, visto che fino a questo momento le "comparse" dello yeti nei meandri dei monti Altai, sul confine fra Mongolia, Russia e Kazakista, non hanno mai avuto riscontri precisi. Un collaboratore di mongolia.it, Lorenzo Rossi (sua la foto a sinistra, con un nomade kazako e il disegno di un almas), massimo criptozoologo italiano, è partito alcuni anni fa per una spedizione, molto più scientifica e ammirevole, sulle tracce degli avvistamenti dell'almas. Sperando che Tuleev continui a bersi da solo il suo té.

La Mongolia rivive alle porte di Milano
con una suggestiva gher nella Valle del Ticino
6 novembre 2010 Crescono a vista d'occhio le gher in Italia. E' sempre più diffusa la moda, molto ecosostenibile, di piazzare le tende tradizionali dei nomadi mongoli nel proprio giardino o in veri e propri parchi, destinate a diventare alloggi alternativi e molto confortevoli di agriturismi senza compromessi. Ma ci sono anche aziende agricole che hanno deciso di importare e montare autentiche gher all'intero del proprio terreno, com'è successo recentemente in un'azienda agricola vicino ad Abbiategrasso, nella suggestiva Valle del Ticino (foto). Sembra davvero che la Mongolia rinasca alle porte di Milano, con tanto di mandrie di mucche e pecore che pascolano tutto intorno, un'erba verde che richiama la steppa mongola e l'interno della tenda curato nei minimi particolari e pronto a ospitare amici, parenti e curiosi in un disteso clima conviviale. Non manca neppure la bandiera mongola che sventola su un alto pennone. Per conoscere tutto sulle gher vai alla pagina relativa, dove è possibile anche consultare la mappa delle gher in Italia e, perché no, fare un pensierino per acquistarne una.

Tsaatan e Kazaki, protagonisti a Como
nella videoproiezione di Alessandra Monti
3 novembre 2010 "Tsaatan e Kazaki", due volti estremi della Mongolia in una videproiezione di Alessandra Monti, stylist e viaggiatrice per passione. Appuntamento lunedì 8 novembre alle 21.15 al don Guanella di Como (via T. Grossi 18, ampio parcheggio e ingresso libero). Un viaggio suggestivo tra due realtà così singolari, raccontate in modo altrettanto singolare. Nella foto (di Alessandra Monti), un kazako con la sua aquila.

La Mongolia diventerà un "emirato delle steppe"
grazie al massiccio sfruttamento minerario
1 novembre 2010 La Mongolia "emirato delle steppe". E' lo scenario che "Italia Oggi" prevede nel futuro di questo Paese, partendo dai più recenti investimenti in campo minerario. "Carbone, rame, ferro, uranio, zinco, nickel, oro, argento. E ancora, fosforite e terre rare, quei minerali vitali per l'industria elettronica. Sono questi i tesori del paese, che tra il 1924 e il 1990 fu un protettorato sovietico. Il settore minerario potrebbe presto spodestare l'agricoltura come pilastro dell'economia locale, anche se crea pochi impieghi diretti. Il governo pensa di trasformare le risorse sul posto, in modo da trarne maggiori profitti. Ma gli esperti occidentali giudicano illusorio che la piccola Mongolia possa sviluppare un'industria manifatturiera all'ombra del suo potente vicino, la Cina, che attualmente assorbe il 73% delle esportazioni mongole. In compenso è la Russia il primo fornitore del paese (cereali, petrolio, elettricità), oltre a essere protagonista dello sviluppo ferroviario mongolo". L'FMI, il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2018 la ricchezza individuale dei mongoli passerà dagli attuali 2mila dollari a 8mila dollari, cioè da 1.400 a 5.600 euro. "In quale forma questa ricchezza ricadrà sui tre milioni di mongoli, il 40% dei quali vive con meno di due dollari al giorno, è tutto da vedere", commenta il quotidiano economico, che cita anche la dichiarazione di Delgermaa Byambasuren, direttrice della boutique Louis Vuitton che si trova nel cuore della capitale Ulaanbaatar: "I nostri clienti sono per oltre il 90% mongoli". Ma chi può permettersi di comprare una borsa che costa l'equivalente di 3.200 euro quando il salario medio non supera i 200 euro? "Persone che lavorano nel settore minerario". Nella foto, la miniera di oro e rame a Oyu Tolgoi nel deserto del Gobi.

  Ottobre 2010

 

 

I nomadi arrivano in Piazza San Carlo a Torino
grazie alle splendide immagini dei Baldizzone

28 ottobre 2010 Da oggi fino al 10 gennaio 2011 nella centrale piazza San Carlo di Torino è aperta la mostra "Spirito nomade, uomini dei deserti, di sabbia, d'erba, di neve", con foto di Tiziana e Gianni Baldizzone. L'iniziativa, curata dalla Fondazione Torino Musei, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, propone 80 fotografie scattate tra i nomadi della Mongolia, del Kazakistan, della Siberia e del Sahara. L'ingresso è libero e le foto saranno illuminate nelle ore serali. Nella foto, una suggestiva immagine scattata in Mongolia da Gianni Baldizzone.

"Khujirt", un documentario di Duccio Pugliese
per conoscere i nomadi e aiutare la Mongolia
27 ottobre 2010 Khujirt è un piccolo centro dell'Uvurkhangai, circondato da uno scenario magico, non lontano dall'antica capitale Karakorum, al centro della Mongolia. Duccio Pugliese ha dedicato a questo piccolo gioiello nella steppa un suggestivo documentario (nella foto, la copertina) della durata di 39 minuti, propodotto da BrebFilm. Come ricorda l'autore: "Tutt'attorno lunghissime vallate d'erba costellate dalle gher. In attesa di affrontare il rigido inverno, i pastori accumulano le scorte alimentari, i bambini lasciano le famiglie per andare a scuola, i giovani si sposano. Qualcuno lascia la vita nomade per sempre". Il ricavato della vendita del documentario sarà destinato alla Missione della Consolata di Arvaikheer e ad altre iniziative di solidarietà a favore delle popolazione della Mongolia. Chi fosse interessato ad acquistarne una copia può richiedere il video scrivendo al sito www.brebfilm.it

Canto di gola e strumenti tradizionali dell'Altai
il 29 (Alba) e 30 ottobre (Torino) con Tserendavaa
26 ottobre 2010 Mongolia protagonista nella rassegna musicale "EstOvest" organizzata dall'associazione Xenia Ensemble. Venerdì 29 ottobre alle 21 ad Alba (tenuta Fontanafredda) e sabato 30 ottobre alle 21 a Torino (FolkClub in via Perrone 3, ingresso 15 euro, 10 ridotti) si esibirà il maestro Tserendavaa, attraverso l'impressionante canto di gola khoomi e gli strumenti tradizionali a corde morin khuur, tobshuur, tomor khuur, khalsun khuur. Tserendavaa è un pastore dell'Altai mongolo e vive in una gher insieme alla moglie e agli otto figli, oltre a centinaia di capi di bestiame. E' un grande interprete del canto armonico di gola, originario proprio delle zone altaiche, che sfrutta le risonanze dei suoni vocali nella gola e nella cavità della testa, emettendo due suoni simultaneamente: una nota bassissima e un'altra che assomiglia a un sibilo. Per altre informazioni vai alla sezione Musica.Nella foto, Tserendavaa sul suo cavallo.

La Mongolia chiede aiuto alla Finlandia
Niente soldi, solo liquido seminale delle renne
26 ottobre 2010 La Mongolia chiede aiuto alla Finlandia. Niente denaro, niente aiuti umanitari: solo renne, anzi liquido seminale nelle leggendarie renne scandinave per inseminare artificialmente le renne mongole. La richiesta è stata avanzata ufficialmente dal presidente della repubblica mongola Elbegdorj durante un incontro a Helsinki con il premier finlandese. Le renne mongole, le più meridionali del mondo, vivono nella fascia subsiberiana dei monti Sayan e sono fondamentali per la sopravvivenza del popolo degli Tsaatan (letteralmente uomini renna). Nella foto, un papà Tsaatan mostra con orgoglio il figlio e la renna (foto di Federico Pistone).

Siglato gemellaggio sanitario di due anni
fra Arvaikheer e gli Ospedali Riuniti di Bergamo
25 ottobre 2010 Un patto di collaborazione, anzi un vero e proprio gemellaggio sotto l'egida della Regione Lombardia, quello siglato fra gli Ospedali Riuniti di Bergamo e il nosocomio di Arvaikheer. Il progetto prevede formazione dei medici stranieri, missioni degli specialisti italiani e donazione di apparecchiature dismesse ma funzionanti in occasione del trasloco nel nuovo ospedale. In particolare è già stato individuato un apparecchio per l’anestesia, completo di sistema di monitoraggio. «Con questa firma sigilliamo l’impegno e la volontà di proseguire con questa collaborazione, nata più di due anni fa – ha commentato Carlo Bonometti, direttore generale degli Ospedali Riuniti -. Sulla scorta delle positive esperienze finora compiute nel campo della cooperazione internazionale, con questo progetto intendiamo migliorare progressivamente le prestazioni sanitarie dell’ospedale di Arvaikheer, valorizzandone le risorse e potenziandone la capacità operativa». Il progetto, di durata biennale, è articolato in due fasi: un periodo di addestramento che il chirurgo pediatrico Enkhbayar Sugar e l’anestesista Chuluuntsetseg Erdenetsetseg trascorreranno tra le sale operatorie e le terapie intensive agli Ospedali Riuniti, fino alla fine dell’anno. A seguire, nella primavera del 2011, un’équipe di sanitari dei Riuniti, composta da un chirurgo pediatra, un chirurgo plastico, un anestesista e un otorinolaringoiatra, si recherà all’Ospedale mongolo per verificare le competenze acquisite e formare il personale su ambiti specialistici come la chirurgia plastica, la pediatria e l’otorinolaringoiatria. Nella foto, da sinistra Ankhtuya Tsevegbat, Direttrice del Dipartimento di salute della regione di Uvurkhangai Aimag, il direttore amministrativo Gianpietro Benigni e il direttore generale Carlo Bonometti degli Ospedali Riuniti.

Un'auto per i missionari della Consolata
il dono di Uriano e Davide lungo 21.000 chilometri
18 ottobre 2010 Prosegue il filo diretto di solidarietà dall'Italia alla Mongolia, a cui con orgoglio partecipa anche il nostro sito mongolia.it. Sono piccoli grandi gesti di generosità: due ambulanze agli ospedali di Arvaikheer e Ulaanbaatar già donate da team partecipanti al Mongol Rally e ora un'auto, una Ford Focus, consegnata da Uriano Meconi e dal figlio Davide alla missione della Consolata che opera ad Arvaikheer, capoluogo dell'Uvurkhangai. Nella foto, Davide Meconi con Padre Giorgio Marengo posano davanti all'auto, offerta dalla Elica di Fabriano, che sarà utilizzata dai missionari per le loro sempre più preziose attività sociali a favore della popolazione e dei bambini in particolare. Uriano e Davide Meconi hanno percorso 21.000 km in 21 giorni attraversando i Paesi dell'ex blocco sovietico, le regioni torride del deserto kazako-uzbeco e le gelide foreste siberiane per raggiungere la destinazione mongola. Nei giorni scorsi a Porto San Giorgio, nelle Marche, si è festeggiata l'iniziativa grazie a un collegamento online con la missione della Consolata in Mongolia.

Nucleare: firmato accordo con la Francia
per la produzione di energia e miniere di uranio
18 ottobre 2010 La Mongolia ha siglato un accordo con la Francia per la cooperazione sull'energia nucleare. Decisivo l'incontro fra il Ministro degli Esteri mongolo Zandanshatar Gombojav (foto) e quello francese per gli Affari esteri Anne-Marie Idrac. L'accordo riguarda sia la produzione di energia che lo sfruttamento delle miniere di uranio presenti in Mongolia, oltre a una collaborazione su più ampia scala che comprende anche il turismo.


Affonda nel Mar Nero nave con bandiera mongola
Otto i dispersi, in corso le operazioni di soccorso
13 ottobre 2010 Mistero in Ucraina, al largo della città di Kerkh nel mar Nero. Una nave battente bandiera mongola, carica di metalli, è affondata per ragioni ancora da verificare. Otto i marinai dispersi, 12 quelli tratti in salvo. Sono in corso le operazioni di soccorso e un'inchiesta per accertare la dinamica dell'affondamento.

 

Le donne dipinte di nero di Tsolmandakh
conquistano il Premio Hyeres del pubblico
8 ottobre 2010 Figure femminili lunghissime e dipinte completamente di nero, al limite del lugubre, affascinanti e inquietanti insieme. E' la moda di Tsolmandakh Munkhuu, 38enne stilista mongola che vive e lavora a Parigi. La sua singolare creatività ha conquistato ormai l'Europa e ora è arrivato anche il suggello di un prestigioso riconoscimento internazionale: a Tsolmandakh è stato infatti assegnato il Premio del pubblico Hyeres 2010. A sinistra, la sfilata di una delle modelle della stylist mongola, acclamata nella cittadina francese.

Il Team Takhi con la Croce Bianca di Cesano M. donano un'ambulanza all'ospedale di Ulaanbaatar
5 ottobre 2010
Hanno attraversato nove Paesi (Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kirghizistan, Kazakistan, Russia) percorrendocirca 14.000 km di strade sofferte (foto a sinistra) prima di giungere in Mongolia e consegnare l'ambulanza donata dalla Croce Bianca di Cesano Maderno (Mi) ad un Ospedale della capitale Ulaanbaatar, il National Center for Mental Health. Sono gli amici del Team Takhi: Daniele Gambino ed Edoardo Legnani, e ora sul loro sito molte belle foto raccontano la loro fantastica avventura. Vai al sito di teamtakhi. Sopra, il team con l'ambulanza donata e lo staff ospedaliero. Anche il nostro sito mongolia.it ha avuto il piacere di collaborare a questa splendida "gara di solidarietà" grazie soprattutto ai contatti tenuti da Mara Tamburino e all'operatività sul campo di Alberto Colombo. Quella che segue è la lettera di ringraziamento dell'Ospedale di Ulaanbaatar:
"Dear Dr. Alberto Colombo,Thank you very much for your kind support to Mongolian people. The ambulance has arrived to Ulaanbaatar safely and respective hospital has received the car as donation. In the case Psychiatry Clinic of Mongolia is receiving this kind support. With respect Altanbagana Mashbat MD - International Cooperation Division, National Cancer Center of Mongolia"
 

La Mongolia concilia il sonno: per l'Oms
è il paese al mondo dove si dorme meglio
4 ottobre 2010 La Mongolia è il Paese al mondo dove si dorme meglio. Lo scrive Vittorio Zucconi su D - La Repubblica delle Donne del 2 ottobre 2010: "Secondo l'organizzazione mondiale della Sanità gli Stati Uniti sono il paese con il maggior numero di insonni cronici: 45 milioni. La nazione dove si dorme meglio invece è la Mongolia". Evidentemente la mancanza di stress e il meraviglioso e incontaminato paesaggio che circonda le gher concilia il sonno (a sinistra, un bimbo Tsaatan fotografato da Federico Pistone).

  Settembre 2010

 

 

Il presidente della Mongolia Elbegdorj
è l'11° leader più rispettato al mondo
30 settembre 2010 Newsweek classifica gli 11 leader più rispettati al mondo e all’undicesimo posto troviamo il Presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj. Descritto come il futuro re Mida, di lui si dice che sia consapevole di essere seduto su una miniera d'oro. Il suo paese ricco di risorse vanta i giacimenti di rame e di oro più grandi del mondo, una riserva di uranio che si classifica al secondo posto tra le più grandi del mondo ed enormi depositi di carbone. Grazie a questa ricchezza di minerali in gran parte ancora non sfruttati, gli analisti di Eurasia Capital e Renaissance Capital predicono che la Mongolia sarà l'economia con più rapida crescita dei prossimi 10 anni. Il Presidente Elbegdorj è intento a far fruttare questa ricchezza di risorse. La prospettiva è certamente promettente (da Associm).

Solidarietà: a Orbit completati edificio e pozzo
per la scuola che dal 2011 ospiterà 300 bambini
Il grazie delle missionarie di don Bosco, ora ultima preghiera per l'arredo
29 settembre 2010 Ottime notizie sul fronte degli aiuti umanitari in Mongolia, dove operano con straordinario impegno e coraggio le Figlie di Maria Ausiliatrice, missionarie salesiane di don Bosco: grazie anche alla sensibilità delle offerte inviate tramite il nostro sito (vedi sezione Sos) sono state concluse le strutture fondamentali che ospiteranno una grande scuola fuori Ulaanbaatar, nella zona di Orbit. Si tratta di un grande edificio (vedi foto a lato) e di un prezioso pozzo. Un sogno che si sta realizzando per suor Adriana e le altre amiche della missione di don Bosco. L'invito ora è di continuare questa straordinaria solidarietà per completare l'opera (allestimenti interni, arredamento, sedie, banchi, cattedre, materiale didattico, eccetera) e rendere operativa la struttura per l'anno scolastico 2011-2012. Conto: UniCredit Banca di Roma S.p.A. Agenzia Roma Conciliazione 0715. Specificare nella causale la motivazione: donazione per Mongolia. IBAN IT38U0300205214000010741637. Conto intestato a: Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco Via dell’Ateneo Salesiano n. 81 - 00139 ROMA. Proprio ieri, ci hanno scritto suor Adriana e suor Maria Dominica, per fare il punto della situazione. Ecco la loro testimonianza: "Dobbiamo darvi relazione del cammino che si è fatto alla nostra Missione, anche grazie alla vostra collaborazione. Il pozzo è realizzato e getta abbondante e buona acqua. La cinta per chiudere il terreno si è incominciata con fatica, ma contiamo di concludere a breve. I lavori realizzati per la costruzione della Scuola Elementare si possono vedere dalla foto allegata. Mentre la parte esterna, prima che vengano i forti freddi dovrà essere completata, i lavori interni di rifinitura potranno continuare. Il nostro prossimo passo e' l'arredamento delle 12 classi, due sezioni per ogni anno scolastico (il ciclo delle elementari in Mongolia è di 6 anni, per cui la scuola potrà accogliere 300 bambini: in ogni classe 25 bambini x 12 classi). Ci sono anche gli altri ambienti da allestire: direzione, saloncino, infermeria, ecc. La data di apertura della scuola sarà per i primi di settembre 2011. Sembra lontana la data, ma i preparativi, le compere necessarie sono molte e i fondi sono ancora nei disegni della Divina Provvidenza... Il campo missionario-educativo mette nel nostro cuore tanta sicurezza di fronte al futuro: i giovani della Mongolia hanno di questo impellente necessità e Don Bosco ci assicura che non c'e' "lavoro" migliore di questo. Dio ci aiuti, Maria Nostro Aiuto guidi il cuore di chi potrebbe con noi collaborare al nobile ideale di educare i bambini, i giovani, la nuova generazione della Mongolia. Ci proponiamo un miglior impegno perché vi possiamo tenere al corrente dei desiderati sviluppi e cordialmente salutandovi vi promettiamo preghiere. Riconoscenti Sr. Maria Dominica Pak con Sr. Adriana Bricchi
Prime punte sottozero del termometro
La Mongolia si prepara al lungo e terribile inverno
27 settembre 2010 Dopo un'estate sorprendentemente torrida, la Mongolia si appresta a vivere il suo implacabile inverno: per cinque mesi le temperature si assesteranno abbondantemente sotto lo zero, con picchi di meno 55 gradi anche a Ulaanbaatar, la capitale più fredda del pianeta. Nell'ultimo inverno, il gelo ha provocato la morte di circa 8 milioni di animali, gettando nella disperazione centinaia di famiglie di nomadi che sopravvivono grazie alla pastorizia. Mongolia.it, come ogni anno, terrà monitorata la situazione avviando, attraverso missioni, associazioni e ospedali, progetti di solidarietà e di interventi di emergenza. Nella foto (di Federico Pistone), una mandria di yak si fa strada in una tempesta di neve.
Luciano Benetton inaugura due aree commerciali
a Ulaanbaatar ispirandosi alla filosofia delle gher
26 settembre 2010 Luciano Benetton in persona (foto) ha inaugurato l'apertura a Ulaanbaatar di una doppia area commerciale, a dimostrazione dell'interesse crescente del made in Italy verso il mercato mongolo. Sono stati aperti il grande store United Color of Benetton (800 metri quadrati su tre piani nel centro della capitale, su progetto dello studio milanese Arassociati) e uno store Sisley, aperto all'interno del Bishrelt shopping center nella centrale Sambuu street. Le strutture si distinguono per la loro elegante essenzialità e richiamano la filosofia delle gher, le case dei nomadi.

Con John Delaney la magia in bianco e nero
dei cacciatori con le aquile in mostra a Brescia
16 settembre 2010 Fino al 30 settembre la Mongolia si trasferisce a Brescia grazie alla mostra di John Delaney, 47enne fotografo statunitense famoso per le sue scintillanti immagini in bianco e nero dedicate ai cacciatori con le aquile dell'Altai. Delaney ha conosciuto bene e amato la Mongolia a cui ha dedicato alcuni degli scatti più emozionanti di sempre: opere rigorose dal punto di vista tecnico ma nello stesso tempo estremamente vive. Insomma, la Mongolia dei nomadi è restituita in tutta la sua magia. Appuntamento alla Wave Photogallery di Brescia, in via Trieste 32. "Ho sempre sentito il fascino delle terre lontane", scrive John Delaney. "La fotografia mi ha dato una scusa per immergermi nell'ignoto. La mia più grande speranza mentre scatto è di catturare qualcosa oltre l'ovvio: grazia, nobiltà o solo semplice meraviglia.I miei soggetti mi onorano con la loro bellezza. E io cerco di onorare loro con le mie immagini".

Con John Delaney la magia in bianco e nero
dei cacciatori con le aquile in mostra a Brescia
16 settembre 2010 Fino al 30 settembre la Mongolia si trasferisce a Brescia grazie alla mostra  di John Delaney, 47enne fotografo statunitense  famoso per le sue scintillanti immagini in bianco e nero dedicate ai cacciatori con le aquile dell'Altai. Delaney ha conosciuto bene e amato la Mongolia a cui ha dedicato alcuni degli scatti più emozionanti di sempre: opere rigorose dal punto di vista tecnico ma nello stesso tempo estremamente vive. Insomma, la Mongolia dei nomadi è restituita in tutta la sua magia. Appuntamento alla Wave Photogallery di Brescia, in via Trieste 32. "Ho sempre sentito il fascino delle terre lontane", scrive John Delaney. "La fotografia mi ha dato una scusa per immergermi nell'ignoto. La mia più grande speranza mentre scatto è di catturare qualcosa oltre l'ovvio: grazia, nobiltà o solo semplice meraviglia.I miei soggetti mi onorano con la loro bellezza. E io cerco di onorare loro con le mie immagini".

 

ULTIM'ORA: I CONCERTI DELLE HULAN SONO STATI ANNULLATI PER MOTIVI "TECNICI"

 

Le Hulan portano la cultura mongola

nella provincia di Milano

Appuntamenti il 18 e il 19 settembre
13 settembre 2010 Due appuntamenti imperdibili in provincia di Milano per gli amanti della cultura mongola. Sabato 18 settembre alle 21 nel centro storico di Carugate e domenica 19 settembre alle 16 alla Cascina Casale di Cassina de' Pecchi si esibiranno le Hulan (foto a destra), uno spettacolare gruppo femminile composto da quattro musiciste, una cantante, una ballerina e due contorsioniste tutte provenienti dalla Mongolia. Lo spettacolo rientra nel programma "Martesana in piazza" che propone iniziative aperte a tutti nei comuni limitrofi al cosiddetto "piccolo Naviglio". Lo straordinario repertorio delle Hulan, tutte soliste del Mongolian State Morin khuur Ensemble e del Circo nazionale di Ulaanbaatar, comprende rappresentazioni tradizionali ma anche proposte di artisti contemporanei.
 

Lucio e Yota, dal Mongol Rally un'ambulanza per Karakorum
9 settembre 2010 Un'ambulanza a Karakorum. E' il dono, prezioso, di Lucio Marchetti e Yota Nicolarea protagonisti del Mongol Rally 2010: l'avventura unita alla generosità. Il loro team "Mentimongole", partito da Milano, non solo ha attraversato Europa e Asia, passando da Turchia, Iran e Uzbekistan, ma ha anche sostenuto un progetto umanitario del Cesvi in Tagikistan e ha poi donato un'ambulanza all'ospedale di Karakorum, nella regione mongola dell'Uvurkhangai. Il mezzo è stato consegnato (foto a lato) alla dottoressa Ankhtuya Tsevegbat, direttrice del Dipartimento Sanitario della regione di Uvurkhangai. Un gesto di solidarietà non solo simbolico ma anche molto concreto, sostenuto da mongolia.it. Ecco la lettera di ringraziamento della dott. Ankhtuya a Alberto Colombo di mongolia.it, che ha coordinato l'iniziativa. Dear Alberto Colombo, I want to send you our warmest greeting. We are very delighted on receiving the Hospital Ambulance car as a gift from your organization. We have sent the Ambulance  to one of the villages (Kharkhorin) in Uvurkhangai province. Kharkhorin is the historical capital of Mongolia. The people of the Uvurkhangai province and Kharkhorin village delighted because of the possibility to get faster health care service. I hope, we can collabrate more in a future.Yours sincerely, Ts. Ankhtuya

 

Protestano per le discriminazioni sul lavoro: 12 mongoli arrestati a Pechino
5 settembre 2010 La polizia cinese ha arrestato 12 uomini di origine mongola che stavano manifestando pacificamente contro la discriminazione della loro etnia nell'ambito del lavoro. Dopo essere stati interrogati a Pechino, sono stati accompagnati nelle carceri di Bogot, nella Mongolia Interna cinese. Ai familiari è stato negato il permesso di fare visita ai propri cari, ai quali è stato confiscato tutto e dei quali non si hanno più notizie. L'episodio è destinato ad acuire ulteriormente la tensione fra i due Paesi. Proprio nei giorni scorsi avevamo segnalato l'esplosione del fenomeno ultranazionalista a Ulaanbaatar contro i cinesi con la costituzione di una vera e propria organizzazione paramilitare, chiamata "la svastica bianca". Per leggere il report di Federico Pistone su corriere.it clicca qui

AGOSTO 2010


E' arrivato il diario numero 100
Celestino: "La Mongolia
mi è entrata nel profondo"
29 agosto 2010 Siamo arrivati - anzi siete arrivati - a quota 100. Tanti sono i racconti (per parole, immagini e suggestioni) che avete inviato a info@mongolia.it e che animano la sezione diario di questo sito. Il centesimo "fortunato" è Celestino Girardi, tornato in Mongolia per la seconda volta nella scorsa primavera e pronto ad affrontare un terzo viaggio in quella che lui stesso definisce una "terra straordinaria, che mi è rimasta impressa nel profondo". Celestino è un giovane ultrasessantenne dalla straordinaria sensibilità, esperto pilota di aerei eppure grande camminatore (proverbiali i suoi trekking con ai piedi solo un paio di sandali con cui affronta spiritualmente ghiacciai, dune impervie e percorsi rocciosi). Estremamente rigoroso, come vuole la sua indole altoatesina, eppure capace di sciogliersi romanticamente di fronte a una famiglia di nomadi che lo ospita nella gher e gli offre té salato e tanti sorrisi (nella foto, vola insieme al vento del Gobi). Celestino Girardi firma così il primo centesimo diario di mongolia.it. Grazie a tutti quelli che ci hanno trasmesso le loro emozioni, e soprattutto a quelli che lo faranno. Un modo per rivivere insieme le magie di una terra che, per citare Celestino, "ti resta nel profondo". Clicca qui per guardare i diari. Raccontaci la tua Mongolia: info@mongolia.it

 

Mongolia bike Challenge

un trionfo tutto italiano

21 agosto 2010 Trionfo italiano in Mongolia. Dopo 1.400 chilometri percorsi in mountain bike, il 39enne bergamasco Marzio Deho del team Olympia si è aggiudicato il primo Mongolia Bike Challenge: dieci tappe lungo i magici percorsi della steppa coperti in 34 ore, 36 minuti e 23 secondi fino al suggestivo arrivo a Karakorum, l’antica capitale dove i 92 equipaggi si sono raccolti in un unico gruppo che ha sfilato fino al tempio di Erdene Zuu. Nella foto, le biciclette adagiate accanto agli stupa di Karakorum. A suggellare il dominio italiano, Stefania Valsecchi è stata la prima delle donne, trentesima assoluta. A salutare l’iniziativa, senza precedenti in Mongolia, i ministri del turismo e dell’ambiente. Per i dettagli della manifestazione www.mongoliabikechallenge.com

 

Salvalaio, un maestro italiano direttore musicale

dell'Opera di Ulaanbaatar: "Qui mi sento a casa"
19 agosto 2010 E' proverbiale l'amore della Mongolia per la musica e lo dimostrano i talenti lirici e strumentali famosi in tutto il mondo. Meno noto è che un italiano sia direttore musicale dell'Opera di Ulaanbaatar. Si chiama Roberto Salvalaio (foto), veneziano, e in Mongolia ha trovato un vero tesoro culturale come riferisce a un'intervista rilasciata a Orsola Bollettini per l'edizione online del Corriere del Veneto. "Voglio essere sincero - dice Salvalaio - e le dico che il terzo mondo, almeno per ciò che riguarda la musica, siamo noi. Vede, i paesi che non hanno l’opera come parte della loro cultura, la studiano e la valorizzano, noi no. È un fenomeno per me inspiegabile, che bisognerebbe analizzare". Sulla sua esperienza in Mongolia, Salvalaio racconta: "Ho fatto lì il mio primo concerto il 16 gennaio, in teatro c’erano 6 gradi sotto zero. La voglia di lavorare - 45 minuti oltre l’orario previsto per l’orchestra, e nessuna lamentela, dove succede in Italia? - e la qualità dei musicisti mi hanno fatto sentire a casa. Per la lingua non c’è problema, l’agogica e le dinamiche musicali sono universalmente in italiano o, alla peggio in inglese. E poi usano il cirillico, non gli ideogrammi, sono un mix di "europeismo" e gentilezza asiatica".

 

Nuova galleria fotografica
di Federico Pistone
tra suggestioni del Gobi
e personaggi singolari.

Come Munkhbat,

il cuoco attore

adorato dai bambini
13 agosto 2010 Cresce la galleria virtuale di fotografie dedicate da Federico Pistone alla Mongolia. Altre 75 immagini sono "esposte" nella sezione Foto del sito (che ha raggiunto il numero di 565 scatti). Si riferiscono all'ultimo viaggio nella scorsa primavera, tra le suggestioni del deserto del Gobi e la spiritualità dei nomadi e dei monaci. Sono scorci semplici ma intensi con incontri sempre emozionanti, come quello con Munkhbat (nella foto a lato), un cuoco buriato di straordinaria umanità, diventato improvvisamente popolare in tutta la Mongolia per un programma televisivo (dal titolo "Stasera cucino io"). Funziona così: Munkhbat si avventura nei mercati, individua una donna che fa la spesa e le propone di cucinare per lei. Al ritorno dal lavoro, il marito, ovviamente ignaro e sconcertato, si troverà a casa la troupe televisiva e una cena a sorpresa di eccezionale qualità. Alla fine il cuoco svela le ricette e i misteri della sua gastronomia. Munkhbat, laureato in cinematografia, è anche attore, ma è nell'arte del cucinare che ha scoperto tutto il suo talento. Adora la cucina italiana e, in un Paese dove il cibo è legato soprattutto agli animali, ha come specialità la pasta e i dessert. Ha inoltre una eccezionale umanità che lo porta a essere anche un punto di riferimento per i bambini. Vai alle foto

 

Incendi in Russia: bloccato il grano per la Mongolia
11 agosto 2010 Gli incendi divampati nel territorio russo rischiano di avere conseguenze negative anche sull'economia e sulla vita della Mongolia. Porterà infatti notevoli disagi la decisione di Putin di sospendere fino alla fine dell'anno l'export del grano verso i Paesi che normalmente si approvvigionano dalla Russia, in particolare Afghanistan, Israele, Moldova, Mongolia, Corea del Sud, Tagikistan e Thailandia. I produttori russi hanno chiesto di revocare il provvedimento perché "il mercato del grano è un mercato molto specifico e il grano non è una commodity di scambio commerciale. È facile perdere una posizione nei mercati e difficile riconquistarla", ha spiegato Anton Shaparin, portavoce dell'Unione russa del grano. Da qualche anno la Mongolia ha avviato la coltivazione di grano in alcune regioni, ma il raccolto resta comunque inadeguato alla richiesta della popolazione interna.

 

Un gigantesco alce di bronzo alla Versiliana

annuncia l'arte di Dashi Namdakov
6 agosto 2010 Un alce di bronzo alto sei metri per sette di lunghezza, sormontato da una figura femminile (foto a sinistra), troneggia da alcuni giorni nel Parco della Versiliana, che si estende da Marina di Pietrasanta a Forte dei Marmi. L'opera è dell'artista di origine mongola Dashi Namdakov che da anni vive a Pietrasanta. Per realizzare quest'ultima sontuosa scultura, dal titolo "Zolotaya Shorià", ci sono voluti sei mesi e un capannone appositamente predisposto dalla fonderia Del Chiaro. La statua è solo l'"ingresso" al percorso espositivo "Transformation" che Namdakov propone nella villa della Versiliana dal 7 al 30 agosto.

 

Ventimila contatti per l'articolo su corriere.it
dedicato al movimento anticinese in Mongolia
6 agosto 2010 L'interesse per la Mongolia e per i temi sociali è confermata dall'eccezionale riscontro di lettura dell'articolo legato al fenomeno degli ultranazionalisti mongoli apparso sul sito corriere.it (e riproposto qui sotto in versione integrale o cliccando qui. Il report, realizzato da Federico Pistone, è stato letto da oltre 20.000 navigatori, risultando alla fine della giornata il sesto in assoluto più cliccato dell'intero sito Internet del Corriere della Sera e dal titolo "Siamo i discendenti di Gengis Khan - Difendiamo la nostra razza dai cinesi". Numerosissimi anche gli interventi del relativo blog a dimostrazione della sensibilità rispetto a una tematica solo apparentemente remota nello spazio e nel tempo. Mongolia.it seguirà ancora più da vicino il fenomeno anticinese che si sta diffondendo sempre più a Ulaanbaatar. Sopra, la miniatura della pagina apparsa su corriere.it. Per ingrandirla cliccare sopra.

 

Contro la Cina
nasce in Mongolia

un movimento neonazi

per la purezza

della razza di Gengis Khan

di Federico Pistone da www.corriere.it  (vai alla pagina)

5 agosto 2010 I mongoli non amano andare in bicicletta “perché ci vanno i cinesi”. Al supermercato snobbano frutta e verdura provenienti da Pechino e preferiscono quelle coltivate in patria anche se costano un occhio e hanno il sapore che può avere un prodotto cresciuto in una terra glaciale. Insomma, i mongoli detestano i cinesi con tutto il cuore. Un odio ancestrale, storico, prima da dominatori (ai tempi di Gengis Khan) poi da sottomessi fino alla “liberazione” sovietica negli anni venti del Novecento. Ma ora questo sentimento, anzi questo risentimento popolare sta degenerando a Ulaanbaatar, la capitale più fredda del mondo e anche la più tollerante, almeno fino a poco tempo fa. Cioè quando si è costituita un’organizzazione ultranazionalista che ha nello “statuto” la salvaguardia della purezza della razza mongola e che sta raccogliendo sempre più consensi. A scanso di equivoci gli adepti hanno scelto come simbolo la croce uncinata e si sono chiamati Tsagaan Khass, svastica bianca. Le intenzioni sembrano perfino lodevoli: lotta alle ingiustizie sociali, alla corruzione  e all’indifferenza politica, alla droga, alla prostituzione e al crimine in generale. Si definiscono antiviolenti e si autoproclamano “supporto alla polizia regolare”. Ma i loro raduni mettono paura: giacche militari, magliette con svastica, capelli rasati e braccio teso alla nazista. “Adolf Hitler? Un uomo rispettabile – dice convinto “Grande fratello”, nome di battaglia del leader degli Tsagaan Khaas – perché il suo obiettivo era quello di preservare l’identità nazionale. Siamo contro la guerra ma andremo fino in fondo ai nostri diritti”. “Dobbiamo essere sicuri che il sangue della nostra patria resti puro. Sarà fondamentale per la nostra indipendenza”, aggiunge il 23enne Battur, un convinto apostolo della svastica bianca. “Dobbiamo evitare che gli stranieri, e soprattutto i cinesi, si uniscano! alle no stre donne creando una razza nuova, diversa da quella pura generata da Gengis Khan”. Una delle attività più frequenti dei nazi-mongoli è quella di irrompere in alberghi e ristoranti per verificare che non ci siano ragazze costrette a prostituirsi. Il vero timore dei mongoli, e non solo degli ultranazionalisti, è quello di finire fagocitati, anche economicamente, dagli ingombranti vicini cinesi, con forze in campo di 3 milioni di abitanti contro un miliardo e mezzo. Anche per questo tranquillizzano i turisti stranieri, “che sono benvenuti e che sono nostri amici, se rispettano le regole e se non vengono dalla Cina”, tengono a precisare quelli della Tsagaan Khass. Anche perché la svastica da queste parti ha un significato molto più morbido, essendo uno dei simboli sacri e benauguranti del Buddhismo presente ovunque, nei monasteri, sulle decorazioni e perfino sui sacchetti del supermercato (foto a destra, di Federico Pistone).

 

LUGLIO 2010


Armani apre il primo negozio
a Ulaanbaatar: "Mongolia pronta

ad accogliere il design italiano"
30 luglio 2010  La moda italiana rafforza la sua presenza in Mongolia. Il Gruppo Armani ha aperto il primo negozio in Mongolia. Si trova all'interno della modernissima Central Tower nella piazza principale di Ulaanbaatar. Lo store, elegantissimo (foto a destra), si estende a pianterreno su una superficie di 210 metri con pavimenti in pietra lucida e luminosa e un soffitto scuro con un'illuminazione soffusa e sofisticata. All'interno del negozio saranno proposti capi d'abbigliamento in stile casual di Emporio Armani. "Questo negozio rappresenta per il Gruppo una nuova importante tappa" ha dichiarato Giorgio Armani. "La Mongolia è un paese ricco di energia, con una cultura e una storia affascinanti. Il riscontro positivo dei clienti all’apertura del primo negozio Armani in un nuovo paese mi sorprende sempre piacevolmente. Ho la sensazione che anche la Mongolia sia pronta ad accogliere con entusiasmo la moda e il design italiani".
 

Gantuya Tsevegdorj nuovo console onorario per Lombardia e Liguria
27 luglio 2010 Gantuya Tsevegdorj è il nuovo Console Onorario per la Lombardia e la Liguria. Da tempo impegnata nella promozione dell'immagine del proprio Paese in Italia, Gantuya ha ricevuto la nomina dal Governo italiano e si appresta ora ad avviare la sua nuova attività diplomatica. A breve un'intervista esclusiva per mongolia.it al nuovo Console.

 

Silvia e Mariella colorano di rosa

il MongolRally: 14.000 km di solidarietà
25 luglio 2010 Sono partite. Insieme a centinaia di altri equipaggi provenienti da tutta Italia ed Europa per disputare il MongolRally, loro si distinguono almeno per due motivi: prima di tutto per essere l'unico equipaggio completamente femminile; e poi per lo spettacolare mezzo che le condurrà fino a Ulaanbaatar, una Gazzamobile, ovviamente tutta rosa. Sono Silvia Gottardi e Mariella Carimini (nella foto durante i preparativi). Percorreranno 14.000 chilometri per spirito d'avventura ma soprattutto per sostenere progetti umanitari, com'è nello spirito di questa manifestazione che sta diventando ormai una "classica". La cestista Silvia e l'amazzone Mariella hanno presentato la loro spedizione in un incontro alla Sala Montanelli del Corriere della Sera. Nel cortile di via Solferino è stata presentata la splendida Gazzamobile della Gazzetta dello Sport-fondazione Candido Cannavò ("Non sarà il mezzo migliore per affrontare un rally - hanno commentato le protagoniste - ma sicuramente sarà uno dei più belli"). Sul sito www.mongolia.it tutti gli aggiornamenti sul MongolRally. Per avere informazioni di prima mano sull'equipaggio "rosa": www.davmongolrally.it.
 

Naadam, tre giorni di orgoglio e di gare: ecco i risultati
20 luglio 2010 In una straordinariamente calda Ulaanbaatar, migliaia di mongoli hanno festeggiato il Naadam, tre giorni di grande festa popolare per richiamare il grande orgoglio di questo Paese, che esiste da 804 anni e da 89 ha riconquistato l’indipendenza dalla Cina. Alla presenza di 40 giornalisti stranieri, una splendida scenografia ha dato il via alla manifestazione, con le gare di lotta a cui hanno preso parte 512 atleti: la vittoria è andata a B. Ganbat che ha battuto anche G. Usukhbayar, vincitore di tre titoli. Dopo la presentazione del presidente della Repubblica Elbegdorj i riflettori si sono spostati sulla gara di tiro con l’arco: oltre trecento i partecipanti. Per l’etnia khalkha, vincitori B. Bayarsaikhan (uomini) e D. Erdenetuya (donne) e; per l’etnia Uryankhai Ch. Gankhuu, per l’etnia buriata Ts. Baasankhuu (uomini) e D.Tsetseg (donne). Nella corsa dei cavalli, trionfo per il giovanissimo Kh. Tsogtsaikhan.

 

Il presidente Elbegdorj si "tuffa" nel lago Bajkal
19 luglio 2010 ll presidente della Repubblica di Mongolia Tsakhia Elbegdorj (foto) si è calato negli abissi del lago Bajkal con il battiscafo Mir1, la navicella più resistente del mondo alla pressione. L'impresa è stata effettuata nell'ambito del convegno nazionale della "diaspora mongola" che quest'anno si è tenuta a Ulaan Udee, in territorio della Buriazia russa. Elbegdorj ha raggiunto i 400 metri, anche se il Bajkal, il lago più profondo del mondo, arriva a 1,7 chilometri e la navicella regge alla pressione fino a 4 chilometri di profondità. In passato Vladimir Putin aveva raggiunto i fondali del Bajkal. Ma il leader mongolo si è "accontentato" definendo straordinaria l'esperienza. "Mi sono sentito un cosmonauta, nel lago azzurro del Bajkal: e in fondo la parola Bajkal per noi mongoli significa natura", ha commentato Elbegdorj. Al convegno, come ogni anno, sono intervenuti molti giovani provenienti a cavallo da ogni parte della Mongolia, soprattutto da Ulaanbaatar, a testimoniare l'orgoglio e l'unità del popolo della Mongolia.

 

Quando le gher "assomigliano" ai trulli
18 luglio 2010 La Puglia incontra la Mongolia. Dal 27 luglio al 1° agosto nello "Spazio nomade" allestito vicino a Cisternino (Brindisi) sarà possibile vivere di persona le emozioni dei pastori mongoli. Alle ore 20 di martedì 27 luglio inaugurazione con mostra fotografica e artistica di Marilena Gulletta a cui seguirà la dimostrazione del montaggio delle gher (a cura di Tommaso De Benedictis). Alle 21.30 "Trulli e gher", due abitazioni tradizionali patrimonio dell'Unesco, ed esempio di gher fotovoltaica e fotoeloica. Alle 22.30 concerto di Bachir Gareche, mostra di artigianato tipico e raccolta fondi a favore dei bambini di strada di Ulaanbaatar. La mostra resterà aperta dalle ore 20 alle 24. Sopra, la locandina della manifestazione.

 

La Mongolia si prepara
per il Naadam

Dall'11 al 13 luglio rivive
l'orgoglio di Gengis Khan

9 luglio 2010 Dall'11 al 13 luglio la Mongolia celebra il Naadam, la festa più importante del Paese. La parola Naadam significa “giochi” ma la denominazione completa è Eriin Gurvan Naadam, “i tre giochi degli uomini”: si confrontano infatti lottatori, cavalieri e arcieri in una giostra senza tempo. I mongoli si battono in queste tre specialità da sempre, ma da otto secoli il Naadam è la rievocazione delle gesta di Gengis Khan, orgoglio inossidabile di questo Paese, prima padrone di due continenti e poi vittima di invasioni e umiliazioni. Ancora oggi è l’occasione per fare festa e riscoprire l’unità nazionale, anche se i turisti stanno togliendo sempre più spazio ai titolari delle celebrazioni. Negli ultimi anni i mongoli si stanno abituando a vedere frotte di stranieri accalcarsi con le macchine fotografiche per vivere e immortalare qualcosa che probabilmente non capiranno mai fino in fondo. Dal 1921 il Naadam assume anche il valore celebrativo per la liberazione dai cinesi ma sotto il dominio stalinista ogni riferimento a Gengis Khan era rigidamente proibito. Solo nel luglio 1990, scrollato di dosso anche il peso sovietico, si rivedono le icone del grande condottiero. Ormai il Naadam fa parte di tutti i programmi di viaggio nel mese di luglio. Addirittura molti viaggiatori adeguano la partenza per la Mongolia per poter assistere a quella che con estrema fantasia è stata definita l’olimpiade della steppa. Non che il Naadam sia trascurabile, al contrario. Il fascino però si avverte più nell’atmosfera che si carica di passione e di tensione nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti l’evento: Ulaanbaatar viene lentamente circondata dalle gher dei nomadi provenienti da tutto il Paese, dopo giorni e giorni a cavallo. Infatti il vero spettacolo, per chi vuole cercarlo, è alla periferia della capitale, trasformata per qualche giorno in un enorme accampamento. La celebrazione vera e propria ha inizio nella piazza principale di Ulaanbaatar dove l’esercito schierato fa da cornice ai discorsi delle autorità e del Presidente della Repubblica. Il pubblico e gli atleti si trasferiscono allo stadio principale dove comincia una lunga e principesca sfilata che rievoca le gesta di Gengis Khan. Si comincia con la lotta, davanti a decine di migliaia di spettatori composti: cinquecento molossi, agghindati con una giacca (zodog) che copre solo spalle e braccia, attillati pantaloncini in seta (shudag) e ai piedi i tradizionali stivali di cuoio (gutal), si sfidano in rapidi match a eliminazione diretta. Vince chi costringe l’avversario a toccare terra almeno con un ginocchio. Il trionfatore volteggia come uno sparviero sopra il rivale appena battuto. L’ultimo a resistere, dopo tre giorni di lotte trasmesse anche in diretta tv, è il vincitore del Naadam, l’uomo più forte della Mongolia. Chi si aggiudica almeno due titoli nazionali viene acclamato come Titano. Nella storia del Naadam si contano dieci Titani. La seconda prova è quella del tiro con l’arco, a cui prendono parte anche giovanissimi e anziani, tutti bardati secondo l’antica tradizione guerriera. I concorrenti devono centrare dei barattoli posti a 50 o 75 metri a seconda della categoria mentre i compagni di clan li sostengono con canti ossessivi di incoraggiamento. Infine, la corsa dei cavalli che si svolge su una piana stepposa in un’area verso l’aeroporto. Protagonisti sono i bambini, da 5 a 12 anni, che lanciano i cavalli in una sfiancante gara di 15 e 30 chilometri (da "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone - Polaris 2010).
 

Sumo nella bufera, tra mafia e scommesse illecite

Giappone sotto choc: "puliti" i campioni mongoli
8 luglio 2010 C'era una volta il sumo, sport antico e sacro del Giappone. Oggi il suo fascino è stato spazzato via dagli scandali, dalle scommesse clandestine (sul baseball) e dai legami con la yakuza, la mafia nipponica. Decine di lottatori di primo piano e i loro maestri sono coinvolti nell'inchiesta avviata a Tokyo, la federazione ha deciso di "oscurare" i tornei in televisione: uno choc per un Paese che vive di sumo, sport nazionale insieme al baseball. Da anni i cittadini del Sol Levante devono già subire l'umiliazione di essere stati surclassati dagli atleti della Mongolia, veri dominatori della disciplina, a partire dal mitico Asashoryu, che da poco ha abbandonato l'attività. Ora l'eredità è passata all'altro mongolo, Hakuho (nella foto), l'unico "yokozuna" (grande campione) attualmente in circolazione. Hakuho, apprezzato per la sua esemplare correttezza fuori e dentro il ring, ha ammesso candidamente di avere effettuato delle puntate in un gioco tradizionale giapponese (l'hanafudà, carte dei fiori), considerata però un'attività lecita e quindi non perseguibile. 

GIUGNO 2010


Caldo record in Mongolia: 38° a Ulaanbaatar
29 giugno 2010 Meno male che è la capitale più fredda del pianeta. Dopo un inverno glaciale (con punte di 50 sottozero fino a quattro mesi fa), Ulaanbaatar sta facendo registrare temperature di oltre 38 gradi centigradi, un caldo record da queste parti, soprattutto in considerazione del fatto che la capitale della Mongolia si trova a circa 1.300 metri di altitudine. Normalmente in questo periodo la città fa registrare picchi di 20-25 gradi, con minime che di notte si avvicinano allo zero. Le autorità hanno invitato la popolazione a uscire di casa solo se necessario, di limitare al minimo le attività fisiche e lavorative e di bere molti liquidi. Avvertenze a cui noi italiani siamo abituati ma che suonano molto strane per i mongoli che, fra l'altro, sono preoccupati per i preparativi alla grande festa del Naadam, in programma tra il 12 e il 13 luglio, con la rievocazione fastosa delle gesta di Gengis Khan attraverso la lotta, la corsa dei cavalli e il tiro con l'arco. Lo stadio che ospiterà la cerimonia è soggetto a pesanti lavori di ristrutturazione che, a causa del caldo, procedono ora a rilento. Va comunque sottolineato come la sensazione di afa in Mongolia è molto meno feroce rispetto alla nostra estate, in quanto il clima resta sempre particolarmente secco. A destra, un bimbo protegge dal sole un'anziana donna con un ombrello (foto di Federico Pistone).

 

Giulio Cesare incontra Gengis Khan:

Associm premia Gombojav
e getta un nuovo ponte fra Mongolia e Italia

28 giugno 2010 Sempre più strette le relazioni fra Mongolia e Italia. L’Associm, la Camera di commercio che dal 2002 favorisce le relazioni economiche, culturali e commerciali fra i due Paesi – ha premiato il Ministro degli Esteri Gombojav Zandanshatar che, dall’inizio del suo mandato nel dicembre 2009, si è già fatto promotore di diverse iniziative per intensificare i rapporti fra Mongolia ed Europa, e con l’Italia in modo particolare. Il territorio mongolo, che resta segnatamente legato al nomadismo e alla pastorizia, ha ricevuto negli ultimi anni un eccezionale impulso per lo sfruttamento delle immani risorse naturali, come petrolio, uranio, carbone, rame, oro, argento, ferro e con l’avvio del progetto minerario Oyu Tolgoi nel deserto del Gobi, il giacimento di rame e oro potenzialmente più grande del mondo. “Sono molto soddisfatto – ha commentato il presidente Associm Michele De Gasperis – sia per l’entusiasmo mostrato dai partecipanti, sia perché abbiamo avuto l’occasione di firmare di fronte ai nostri ospiti l’accordo triennale di cooperazione e promozione fra Associm e Fifta, l’agenzia governativa mongola che si occupa di investimenti esteri e commercio internazionale”. Associm ha anche presentato un rapporto sulla Mongolia. “E’ il primo documento – ha detto De Gasperis – in lingua italiana che parla a trecentosessanta gradi di questo Paese stretto fra Cina e Russia. Oltre ad avere questa straordinaria posizione e a poter essere per noi anche un legame con questi due Paesi, la Mongolia è ricca di risorse naturali. Ma abbiamo promosso anche il progetto culturale “I due grandi condottieri: Giulio Cesare incontra Gengis Khan”: si tratta di uno scambio culturale tra i due Paesi con un parallelo tra i due grandi leader che hanno contraddistinto la storia del Grande Impero Romano e dell’Impero della Mongolia. Entrambi i personaggi conquistarono enormi territori e portarono a loro imperi, gloria, vittorie, risorse economiche, potere ma, cosa più importante, vi introdussero anche cultura, istruzione, riforme politiche e sociali, benessere e l’apprezzamento per l’arte”.

 

La storia delle relazioni italo-mongole in 5 volumi
26 giugno 2010 In un momento strategico nei rapporti diplomatici tra Italia e Mongolia, Aldo Colleoni pubblica cinque volumi sulla "Storia delle relazioni fra Mongolia e Italia", dal 1921 a oggi. Un'opera imponente pubblicata da Edizioni Goliardiche al prezzo di 30 euro al volume. Come si legge nella presentazione "l'elevato valore dell'opera è legato allo straordinario accesso a fonti finora inedite ottenuto dall'autore. Questo studio si basa quindi sugli archivi dei Ministeri degli Affari Esteri, su quelli delle Ambasciate, della federazione per la pace e l'amicizia tra i popoli di Ulaanbaatar e dell'Associazione Nazionale per gli scambi culturali Italia-Mongolia". A destra, la copertina del primo dei 5 volumi.
Per informazioni e prenotazioni cliccare a questo link.

 

Frattini incontra il Ministro degli Esteri mongolo:
nuova collaborazione politica ed economica
e prossima apertura di un'ambasciata a Roma

23 giugno 2010 I rapporti politici ed economici fra Mongolia e Italia sono destinati a rafforzarsi in modo considerevole, dopo l’incontro tra i Ministri degli Esteri dei due Paesi, Gombojav Zandarishtar e Franco Frattini. Proprio quest’anno si celebrano quarant’anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche fra Mongolia e Italia. Obiettivo è anche sostenere l’accordo di partenariato con l’Ue di Ulaanbaatar. “L’Italia sta dando il suo sostegno strategico”, ha detto Frattini. “Spero che l’intesa possa essere firmata entro l’anno”. Entro l’anno il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi si recherà in Mongolia per definire accordi economici e culturali, tra cui agevolazioni per studenti mongoli di studiare in Italia. Frattini ha inoltre consegnato a Gombojav l’invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al corrispettivo mongolo Elbegdorj per una visita in Italia entro il 2010. Gombojav ha infine auspicato l’apertura imminente di un’ambasciata a Roma. Nella foto, Gombojav Zandarishtar e Franco Frattini.

 

Quando la Mongolia diventa

un immenso campo di calcio

19 giugno 2010 Nonostante i progressi degli ultimi anni, la Mongolia resta fuori dal calcio che conta. C'è un piccolo campionato, che si disputa nella breve stagione calda, e una nazionale che fa quel che può. I Mongoli però seguono sempre di più le vicende calcistiche e guardano con attenzione gli sviluppi del Mondiale sudafricano (a cui non partecipano, eliminati dalla Corea del Nord. A destra, dei monaci bambini giocano a pallone all'ingresso del monastero di Amarbayasgalant; a fianco, il calciatore mongolo Murun, uno dei gioielli della nazionale rossobù: fotografie di Federico Pistone). Sono altri gli sport che appassionano il Paese, protagonista assoluto in discipline come il sumo, la lotta, il judo, il tiro con l'arco e con la pistola, oltre a tutte quelle specialità che appartengono all'antica tradizione di Gengis Khan e dei suoi eredi. Ma improvvisamente la Mongolia diventa un "immenso campo di calcio" nel brillante racconto di Gabriele Battaglia apparso su Peacereporter: "Capisco subito che sono i calciatori più scarsi del mondo. Il pallone (semisgonfio) schizza impazzito da tutte le parti perché chi se lo trova tra i piedi gli tira un calcione nella direzione in cui più o meno sta la porta avversaria e buona notte. Il paròn Rocco si sarebbe commosso: "Tuto quel che se movi su l'erba daghe, se xe 'l balon pazienza". Provo un lancio filtrante ma niente da fare. Il mio compagno di squadra proprio non se l'aspetta, non capisce come mai non punti dritto come un fuso verso la porta travolgendo tutto quello che trovo e sperando che la palla filtri. Allora decido di fare da solo. Basta una finta e quelli vanno a farfalle, se poi fai un dribbling e riesci a evitare il calcione fuori tempo, la via del gol è spalancata.
Per leggere il testo integrale vai alla sezione DOSSIER. Per approfondire il tema vai alla sezione SPORT

 

 

Giornata contro la desertificazione: la Mongolia è a grave rischio
17 giugno 2010 In occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, i riflettori si spostano fatalmente sulla Mongolia, uno dei Paesi più a rischio dell'intero pianeta. Negli ultimi dieci anni è scomparso il 60% della portata dei corsi d'acqua, molti laghi e fiumi si sono completamente prosciugati, soprattutto nel deserto del Gobi, ma anche nelle regioni centrali. Il 70% del territorio mongolo è gravemente minacciato dall'avanzata del deserto: oltre al clima, le cause del fenomeno sono da ricondurre allo sfruttamento eccessivo del sottosuolo, alla filiera produttiva del cashmere e alla massiccia presenza di pecore e capre con la conseguente installazione di fabbriche per la lavorazione della lana. Secondo i dati dell'Unccd (la convenzione delle Nazioni Unite), la desertificazione minaccia un quarto delle terre del pianeta e oltre 1 miliardo di abitanti in 100 Paesi. La situazione più drammatica resta quella africana, dov'è a rischio il 73% delle terre aride coltivate, ma anche l'Asia è in emergenza e la Mongolia in modo particolare. Sopra, le Khongorin els nel deserto del Gobi (foto di Federico Pistone).
 

Sumo in frantumi dopo l'addio del mongolo Asashoryu
16 giugno 2010 C'era una volta il sumo, lo sport sacro per eccellenza dei giapponesi. Oggi c'è una federazione a brandelli, schiacciata fra scandali di scommesse illeciti e la yakuza, la mafia nipponica. Da molti anni a dominare la scena di questo sport sono i lottatori mongoli e già questo ha generato una vera e propria crisi d'identità nazionale nel Paese del Sol Levante. Con il ritiro del mitico Asashoryu, attaccato dai mass media, dall'opinione pubblica e dalla federazione con motivazioni sempre molto aleatorie e pretestuose, ora emerge un giro di scommesse illegali in cui sono coinvolti gli atleti giapponesi e completamente estranei i campioni mongoli: 65 membri della federazione hanno ammesso di essere coinvolti e nell'occhio del ciclone ci sono anche alcuni dei lottatori più forti in circolazione.

 

MAGGIO 2010


Mongolia e Mondiali di calcio:

due nuovi libri per raccontarli,
stesso autore, stessa casa editrice

27 maggio 2010 Cos'hanno in comune gli imminenti Mondiali di calcio in Sudafrica e la Mongolia? Due libri pubblicati dalla stessa casa editrice (Polaris) e scritti dallo stesso autore, Federico Pistone. "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (446 pagine, 30 euro, maggio 2010) è la seconda edizione del volume uscito nel 2008, aggiornato e arricchito di foto e di contenuti.

"L'atlante dei Mondiali" (Polaris, 256 pagine, 16 euro), scritto con Alberto Ricci e con le splendide illustrazioni di Cristiano Lissoni, è la prima uscita della nuova collana Polaris "Viaggi da Manuale", diretta dallo stesso Federico Pistone. Si tratta di un modo diverso e suggestivo di seguire la Coppa del Mondo di calcio. La sfida è doppia: offrire ai malati di calcio una lettura più profonda attraverso i cinque continenti e consegnare a chi si avvicina a questo sport solo ogni quattro anni una chiave per capirne meglio la magia senza confini. "L'atlante dei Mondiali" racconta le nazioni e le nazionali attraverso 32 viaggi sorprendenti per scoprire quello che le guide non dicono: un avvincente diario per seguire partita per partita lo spettacolo più coinvolgente del pianeta, quest'anno ancora più magico perché per la prima volta si svolge nel continente africano e perché l'Italia arriva da campione del mondo e compiendo cento anni di vita. La nazionale della Mongolia non ci sarà anche se i progressi della nazionale rossoblù sono notevoli. Nelle qualificazioni per i Mondiali ha dovuto arrendersi alla Corea del Nord (sconfitta 4-1 a Ulaanbaatar e 5-1 a Pyongyang). Nell'ultima classifica mondiale Fifa (maggio 2010) la Mongolia si trova al 180° posto (a febbraio era al 170°, ma dal 1999 ha scalato 20 posizioni).

 

"Mongolia, destinazione non richiesta"
Mostra fotografica di Silvia Taddei
al Palazzo Regio di Cagliari dal 4 al 20 giugno

26 maggio 2010 "Mongolia, destinazione non richiesta" è la singolare proposta fotografica di Silvia Taddei, giovane talento che ha già al suo attivo diverse collaborazioni in ambito cinematografico e un 1° premio al Festival Internazionale di Fotografia “Occhi du Mò Photocontest” 2009. Inaugurazione il 4 giugno 2010 (fino al 20 giugno) presso il Palazzo Regio di Cagliari, alla presenza di Angela Quaquero, Assessore alle Politiche Sociali e della Famiglia, Verranno esposte cinquanta immagini, scattate durante il viaggio dell'autrice in Mongolia nel 2006. Realizzata con il Contributo della Provincia di Cagliari e con la collaborazione della redazione di mongolia.it

 

A Roma presentazione dell'ultimo libro di Ive
21 maggio Alla Libreria Libri Necessari (a Roma, via degli Zingari 22/A), Roberto Ive presenta il suo ultimo libro "Mongolia - Viaggio a Olgii e oltre" (A&B Editrice) con un "accompagnamento" di fotografie scattate dallo stesso autore. Appuntamento venerdì 28 maggio alle ore 19. Presto scheda e recensione della pubblicazione di Ive nella sezione Libri.

 

Inadeguati gli aiuti internazionali ai nomadi per l'emergenza gelo
13 maggio 2010 Anche se nei giorni scorsi la neve è di nuovo scesa nel deserto del Gobi, la primavera comincia ad affacciarsi alla Mongolia, reduce da uno degli inverni più gelidi degli ultimi decenni: oltre 8 milioni i capi di bestiame morti per la fame e per il freddo e l’economia dei nomadi messa in ginocchio. Molti di loro hanno perso la quasi totalità degli animali: un danno incalcolabile soprattutto per chi alleva capre da cashmere e ha ottenuto prestiti dalle banche che non ha più la possibilità di restituire. Il Programma di sostegno allo sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) ha previsto aiuti che sembrano inadeguati per far fronte all’emergenza: 870 tugrug (mezzo euro) per ogni capra o pecora sepolta, 2.300 tugrug (un euro e mezzo) per ogni bovino o cammello. L’obiettivo è anche quello di evitare la contaminazione dei corsi d’acqua con le carcasse degli animali.

 

Sos leopardo delle nevi: le licenze minerarie

rischiano di estinguerlo definitivamente
10 maggio 2010 Un accorato appello giunge da www.snowleopard.org, l'organizzazione che da anni si batte per la salvaguardia del bellissimo felino gravemente minacciato di estinzione (vedi la nostra sezione Animali). Il Governo mongolo ha finora accordato ben 92 licenze per esplorazione minerarie nel distretto di Gurvantes. E' un territorio ancora intatto nel Gobi meridionale, che ingloba le Tost Mountains dove sono stati censiti 22 leopardi delle nevi, anche due femmine con tre cuccioli ciascuna. Se queste licenze di attività mineraria esplorativa si trasformassero in operazioni estrattive, il danno ambientale sarebbe gravissimo, con centinaia di altri animali minacciati e un fatale impatto sulla già scarsa popolazione di leopardi. Molti abitanti della zona sperano che il Governo dichiari il territorio area protetta e i volontari di snowleopard chiedono un sostegno per continuare l'opera di geo-localizzazione e di ricerca, al fine di sensibilizzare le autorità. Nella cartina: le zone di licenza mineraria  (in grigio) e l'habitat dei leopardi (in rosa). Nella foto in alto a sinistra: un cucciolo di leopardo delle nevi immortalato tra il Gobi e l'Altai mongolo.

 

Mickey Rourke diventerà Gengis Khan per John Milius

5 maggio 2010 Dopo il successo di "The wrestler" (2008, Leone d'oro a Venezia), l'attore "maledetto" Mickey Rourke si prepara a interpretare Gengis Khan. Il film sarà diretto da John Milus, regista dello straordinario "Un mercoledì da leoni" (1978) e splendido sceneggiatore di Apocalipse Now (1979). Uno dei motivi per cui Rourke ha accettato la parte è perché ha scoperto che anche il condottiero mongolo, come lui, era un amante dei cani. “I mongoli li utilizzavano in battaglia, e spesso non uscivano vivi - afferma l’attore - ma in una scena Gengis Khan ordina ai suoi uomini di tenere fermi i cani per proteggerli. Questo mi è piaciuto". Il film sarà incentrato sull'epica storia di Temujin, narrata in flashback da figlio e nipote. Mickey Rourke, che nonostante l'evidente differenza di etnia potrebbe essere perfetto per il ruolo, ha dichiarato: "L'aspetto estetico non sarà affatto un problema. Probabilmente so cavalcare meglio di quanto non sappia guidare. Ci sarà anche da tirare con l'arco da cavallo, e quello sì che sarà interessante".

 

In esclusiva per mongolia.it

le emozionanti immagini

di Rodolfo e Ivana Lavezzo

immortalate nel 1972

2 maggio 2010 Anche in bianco e nero la Mongolia offre tutte le sue suggestioni. Specialmente se le immagini risalgono agli inizi degli anni Settanta quando il Paese, dominato dall’influenza sovietica, era ancora off limits per gli stranieri. Rodolfo Lavezzo e la moglie Ivana hanno avuto la fortuna di visitare in quel periodo Ulaanbaatar per un viaggio istituzionale (ma anche romantico) e oggi, per la prima volta, aprono il loro album fotografico per mongolia.it.
Tutto è nato da questa email che Rodolfo ha inviato alla nostra redazione: “Caro Federico, ho letto l'articolo sul Corriere della Sera del tuo viaggio in Mongolia. Nel 1972 io e mia moglie siamo stati un mese ospiti del governo mongolo in questo immenso paese. Abbiamo conosciuto di persona il presidente Tsedembal prima che fosse defenestrato: abbiamo visitato tutti quei posti che hai descritto. Hai fatto bene ad invitare i tuoi lettori a visitare questo immenso paese unico in tutto. Mi piacerebbe tanto tornarci, penso che sarà impossibile. Ti ringrazio di avermi ricordato questo bel paese che non scorderò mai. Distinti saluti, Rodolfo Lavezzo”.

Da qui è scattato il desiderio di approfondire quella “storica” visita. Ed ecco riemergere, insieme ai ricordi del cuore, anche quei cimeli preziosi sotto forma di immagini, che restituiscono – almeno in parte – le emozioni vissute quasi quarant’anni fa. Ringraziando Rodolfo per questa opportunità, proponiamo le 27 straordinarie immagini in una pagina speciale della sezione Diario.

 

APRILE 2010


 

Al via l'operazione "Ulaanbaatar pulita"

con le auto elettriche sperimentali

realizzate interamente in Mongolia

30 aprile 2010 "Ulaanbaatar pulita", è l'operazione lanciata dal governo mongolo per combattere l'inquinamento della capitale. Soprattutto in inverno la città si ammanta di una spessa cappa di smog, provocata dalle miniere di carbone che producono il riscaldamento e dall'emissione di sostanze nocive delle automobili che prendono sistematicamente d'assalto le strade cittadine. I tecnici della Etc (Electric Transport Company) hanno assemblato a Ulaanbaatar un'automobile che non emette né fumi né rumore e che sarà presto adottata in larga scala. Le batterie elettriche e il cuore del sistema sono stati realizzati in Mongolia, mentre solo alcune componenti vengono dalla Cina: "Ma in futuro - garantisce Ariunbat, responsabile del progetto della Etc - tutta l'automobile sarà prodotta a Ulaanbaatar". Per questa fase sperimentale è stata utilizzata la carrozzeria di una Honda: se il test funzionerà verranno aperte sul territorio diverse stazioni di rifornimento elettrico. Il veicolo ha un'autonomia di 6-8 ore dopo ogni ricarica e i costi sono di circa 1000 tugrug (meno di 1 euro) per 200 chilometri. La velocità massima è di circa 60 chilometri all'ora.

 

Due morti nella miniera di carbone di Nalaikh

E il Presidente blocca le licenze per l'estrazione

29 aprile 2010 I cadaveri di due minatori sono stati estratti dalla miniera di carbone di Nalaikh, non lontana da Ulaanbaatar, dopo 66 ore di incessanti ricerche. Un crollo all'interno della miniera, avvenuto il 25 aprile, aveva intrappolato i due operai mentre gli altri erano riusciti a riemergere in tempo. Si ripropone così il tema della sicurezza in uno dei Paesi più dinamici e ricchi dal punto di vista estrattivo. Proprio nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Elbegdorj ha deciso di bloccare le licenze per lo sfruttamento dei giacimenti "per un periodo indeterminato". L'obiettivo è quello di mettere ordine a un settore che stava ormai diventando fuori controllo e a quasi esclusivo appannaggio delle potenze straniere. Sopra, la prima pagina dell'Ub Post, il settimanale di Ulaanbaatar, con la notizia e l'immagine della sciagura.

 

Un’ambulanza in gara per la Mongolia

Coraggio e generosità con il Team Takhi
28 Aprile 2009 Quest’anno fra le squadre italiane che prenderanno parte al famoso Mongol Rally, avventurosa gara di solidarietà in favore della Mongolia, c’è una coppia speciale: Edoardo Legnani e Daniele Gambino partiranno a Luglio da Milano con un’ambulanza, subito ribattezzata simpaticamente Takhilanza, per percorrere gli oltre 15.000 chilometri che separano Milano dalla capitale mongola Ulaanbaatar. Il mezzo verrà lasciato in dono ad un ospedale ancora da identificare che ne ha particolarmente bisogno. I due amici hanno formato il Team Takhi, nome che in lingua mongola significa “spirito” e appartiene al rarissimo cavallo Przewalski fortunosamente salvato dall’estinzione in anni recenti. Un bel nome augurale per una splendida iniziativa che seguiremo con partecipazione su questo sito. Edoardo e Daniele intendono inoltre raccogliere 1.000 £ da destinare a Mercy Corps che da anni lavora in Mongolia a favore dello sviluppo economico e culturale della popolazione. Sosteneteli visitando il loro sito www.teamtakhi.it

 

EstremiLontani propone a Gorizia la Mongolia di Roberto Ive

24 aprile 2010 "Mongolia ed Oltre, viaggio fotografico nella terra di Gengis Khan", è la proposta dell'associazione culturale EstremiLontani per martedì 27 aprile alle 17.30 in via Alviano 18 a Gorizia, presso l'Università degli Studi. Roberto Ive, autore di numerose pubblicazioni fra cui il recente "Mongolia - Viaggio ad Olgii e Oltre" (A&B Editrice, Acireale-Roma), racconterà per parole e immagini le magie del Paese asiatico.

 

Delegazione italiana a Ulaanbaatar. Urso: "Mongolia strategicamente importantissima"

12 aprile 2010 Mongolia e Italia ancora più vicine dopo la spedizione a Ulaanbaatar di una delegazione di 50 imprese italiane dei settori bancario, energia, costruzioni, impiantistica, ferrovie e beni di consumo, guidata dal Vice Ministro al Commercio Estero Adolfo Urso. "Sulla via della seta, la Mongolia è un paese poco esplorato dal made in Italy, piccolo ma strategicamente importantissimo in Asia poiché crocevia tra le due aree di maggiore interesse per le nostre imprese: la Siberia, per le materie prime, e la Cina per i consumi. Un paese dove le nostre imprese possono trovare nuove chance di sviluppo soprattutto nel campo tessile, manifatturiero, edile e agro-alimentare». Negli ultimi cinque anni è aumentato del 40% l'interscambio tra Mongolia e Italia che è oggi il quinto Paese destinatario dell'export mongolo dopo Cina, Canada, Russia e Corea, mentre è quindicesimo nella graduatoria dei fornitori. "In occasione del 40° anniversario dei rapporti diplomatici bilaterali - ha detto Urso - l'Italia vuole sviluppare una nuova politica economico-commerciale con la Mongolia promuovendo le forme di collaborazione già esistenti tra le istituzioni dei due paesi e promuovendone di nuove".

 

Protesta pacifica dei nomadi a Ulaanbaatar

Chiedono il rispetto delle promesse

e una equa distribuzione delle ricchezze

7 aprile 2010 Circa diecimila persone hanno partecipato nel centro di Ulaanbaatar a una protesta contro il Governo, chiedendo lo scioglimento del Parlamento. E’ la più vasta manifestazione popolare dopo quella del luglio 2008 quando durante gli incidenti rimasero uccise 5 persone con oltre duecento feriti. I manifestanti, provenienti dalle regioni rurali, hanno pacificamente protestato chiedendo che le promesse avanzate dal Partito rivoluzionario e dal Partito democratico, i due maggiori schieramenti del Paese, vengano mantenute, in particolare su una più equa distribuzione della ricchezza proveniente dai nuovi imponenti sfruttamenti minerarie una diminuzione delle tasse. La richiesta diventa ancora più urgente alla luce della catastrofica emergenza gelo che ha colpito il Paese, soprattutto i nomadi le cui mandrie sono state letteralmente decimate, considerata la stima di 4,5 milioni di animali morti di freddo e di stenti. Nei giorni della protesta il Governo ha vietato la vendita di alcolici per evitare degenerazioni di violenza. Sopra, una manifestante con le foto di famiglia. A destra, la prima pagina del settimanale Ub Post.
 

MARZO 2010


 

Dopo le emozioni su Rai3

è il momento della solidarietà

Aiutiamo le missionarie

a costruire un pozzo

per le bambine di Ulaanbaatar

29 marzo 2010 Ha suscitato molta emozione la "finestra" sulla Mongolia proposta domenica 28 marzo nel programma di Rai3 Alle falde del Kilimangiaro, condotto da Licia Colò. Il documentario proposto dalla coppia lecchese Letizia Ronconi-Gianluigi Negri non solo ha appassionato milioni di spettatori (vinto nettamente il duello con l'altro video su Guatemala e Messico) ma ha soprattutto avuto il merito di far conoscere, nel modo più autentico, una terra dalla profonda spiritualità e i progetti che i missionari da tempo conducono a Ulaanbaatar. In particolare le Figlie di Maria Ausiliatrice con suor Adriana Bricchi (zia di Gianluigi Negri) stanno realizzando il progetto di un pozzo nell'ambito dell'apertura di una scuola per le bambine della capitale mongola. Per il pozzo e per il recinto occorrono oltre 12.000 euro. Grazie al contributo di tutti ne sono già stati raccolti più di 10.000. Al momento ne mancano 2.750 per completare questa preziosa opera sociale. Ognuno di noi può contribuire. Per tutti i dettagli consultare la sezione SOS-Aiuti umanitari oppure scrivete a info@mongolia.it, o direttamente a Suor Adriana gioiafma@yahoo.co.kr. Sopra, un'immagine scattata da Letizia Ronconi con una bambina accanto a un sacro ovoo.

GUARDA IL VIDEO DI LETIZIA RONCONI E GIANLUIGI NEGRI DIRETTAMENTE DAL SITO RAI

 

I viaggi nel tempo di Duccio Pugliese

alla Feltrinelli di Trieste fino all'8 maggio

27 marzo 2010 Sta preparando un documentario estremamente suggestivo ("Khujirt, la Mongolia dei pastori") e intanto Duccio Pugliese espone fino all'8 maggio alla Libreria Feltrinelli di Trieste (via Mazzini 39) una mostra fotografica. Si intitola "Generazioni, viaggi nel tempo, verso Oriente" e raccoglie immagini scattate negli ultimi trent'anni in luoghi e realtà diverse: ritratti di "padri, madri e figli, nonni e nipoti in un mondo che gradualmente si trasforma a diverse velocità". Pugliese racconta anche la Mongolia con alcune immagini scattate a Khujirt e Tsagaan Zalaa che illustrano la vita dei pastori nomadi, all'interno della gher e durante le loro attività quotidiane, con il "passaggio di consegne" fra le vecchie e le nuove generazioni. Sopra, due delle foto di Duccio Pugliese esposte alla Feltrinelli di Trieste.

 

La Mongolia di Letizia Ronconi
domenica alle Falde del Kilimangiaro

23 marzo 2010 La Mongolia alle Falde del Kilimangiaro. Non è un paradosso geografico ma l’emozionante contributo di Letizia Ronconi (nella foto) al Paese centroasiatico nel corso della trasmissione di Licia Colò in onda domenica 28 marzo su Rai3 (inizio alle 14.30). E’ il resoconto di un viaggio intrapreso nella scorsa estate da un gruppo di appassionati: insieme a Letizia, il marito Gianluigi Negri, Giuseppina Tamagni e Ambrogio Bricchi, fratello di suor Adriana delle Figlie di Maria Ausiliatrice (vedi sezione Sos) che stanno costruendo a Ulaanbaatar una scuola per bambini di strada. Da questa esperienza è nato un documentario molto toccante ("Mongolia - Terra di incontri") sulla realtà mongola e sull’opera missionaria.

Mongolia.it ha rivolto due domande a Letizia Ronconi:
Che cosa ti ha avvicinato alla Mongolia?
“Il pretesto del viaggio è stato l'interesse per il progetto di zia Adriana. Qualche anno fa in occasione della ricorrenza dei suoi 50 anni di voti, siamo andati a trovarla a Seoul. Lì siamo venuti a conoscenza del loro progetto in terra mongola. La cosa ha immediatamente suscitato il mio interesse e le ho detto che sarei stata felicissima di visitare la Mongolia e seguire il loro progetto. Trovo particolarmente affascinanti i luoghi dove lo spazio è infinito e dove la natura si esprime libera, per quanto possibile senza la contaminazione dell'uomo.

Che cos'ha la Mongolia di diverso dagli altri Paesi?

“Ho vissuto suggestioni intense dal Circolo Polare Artico alle foreste tropicali, ma gli spazi della Mongolia sono un’altra cosa. In un certo senso ho quasi avuto l'impressione d'esser tornata a casa. Filogeneticamente, intendo. Alcuni studiosi sono convinti che l'uomo è nato in terra mongola, ma che finora nulla lo possa dimostrare. A me l'ha dimostrato il profondo senso di familiarità. E questo mi basta. La Mongolia è una terra in cui si respira la sacralità dell'uomo e della natura. Il nostro video si conclude con la frase: 'Un viaggio in Mongolia è un ritorno all'infanzia del mondo e dell'uomo'. Personalmente dichiarerei tutta la Mongolia patrimonio dell'umanità e la considererei come un enorme Tempio nel quale entrare con grande rispetto".

 

Scoperto nel Gobi

lo scheletro intatto

di un nuovo dinosauro

21 marzo 2010 Sono lontani i tempi in cui sir Roy Chapman Andrews, l'esploratore e ispiratore di Indiana Jones, scoperchiava il Gobi dando alla luce meravigliosi scheletri di dinosauri. Eppure ancora oggi il deserto mongolo offre delle meraviglie paleontologiche senza confronti sul pianeta. La rivista Science Daily riferisce che un nuova specie di dinosauro, battezzato Linheraptor exquisitus (disegno in alto), è stata scoperta da una spedizione anglo-statunitense. L'aspetto eccezionale della scoperta sta nel fatto che lo scheletro è pressoché completo ed è la prima volta che accade dal 1972. Il Linheraptor fa parte della famiglia dei Velociraptor (a destra lo scheletro di un esemplare, scoperto sempre nel deserto del Gobi, "immobilizzato" durante l'attacco a un altro animale) e sarà prezioso per comprendere la costituzione e le caratteristiche di altri dinosauri affini. Per approfondire l'argomento vai alla sezione DINOSAURI.

 

Polaris dedica alla Mongolia il catalogo

In arrivo la seconda edizione della guida

11 marzo 2010 Polaris e Mongolia: un connubio ormai consolidato. Nel catalogo 2010 della casa editrice di viaggi viene dedicato un ampio reportage proprio al Paese asiatico realizzato da Edoardo Agresti. Accanto a fotografie straordinarie, un resoconto del viaggio nell'Altai sulle orme dei nomadi kazaki che praticano l'antica caccia con le aquile. Tra i volumi Polaris, nel 2008 è uscito "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone, in ristampa per il 2010.

Chi volesse ricevere gratuitamente a casa il catalogo Polaris può farne richiesta direttamente alla casa editrice che provvederà alla spedizione: info@polaris-ed.com

 

"Al cuore della Mongolia", domenica su Rai Radio1
la testimonianza
di Carlo De Biase
sui missionari della Consolata

11 marzo 2010 La Mongolia domenica 14 marzo andrà in onda su Rai Radio1, grazie a un emozionante documentario realizzato da Carlo De Biase, insieme alla moglie Paola e al figlio Giacomo, dal titolo "Al cuore della Mongolia". E' la testimonianza della presenza missionaria della Consolata ad Arvaikheer ma è anche un commosso omaggio a une terra straordinariamente "spirituale". "Noi missionari - dice Padre Giorgio nel corso del filmato - restiamo degli ospiti, dei pellegrini, e condividiamo la nostra vita con la gente. La missione in questo contesto asiatico risente molto della sensibilità della Mongolia, con quel desiderio assoluto e infinito di valori profondi. E' anche un invito per noi a vivere un'intimità con il Signore". Il video, della durata di 15 minuti, andrà in onda domenica alle 11.35 su Radio1 nell'ambito del programma "Oggi 2000", diretta da F. Anastasi. In attesa di vedere il documentario per la cui realizzazione De Biase, nella foto durante le riprese, ha utilizzato 3 telecamere, girando 40 ore di filmato. Ne valeva la pena.

 

Misteriosi avvistamenti

nei cieli della Mongolia:

qualcuno parla di Ufo

9 marzo 2010 Nella terra delle meraviglie e dei misteri non poteva mancare l'avvistamento di un Ufo. Qualcosa più di un avvistamento visto che, dei due oggetti non identificati osservati attraversare i cieli mongoli, uno - pare di un paio di tonnellate di peso - si sarebbe schiantato al suolo, non lontano dalla capitale Ulaanbaatar senza provocare fortunatamente vittime tra persone e greggi. A destra, la foto di un nomade che osserva il relitto abbandonato nella steppa e allo studio degli esperti. La segnalazione, ripresa da Corriere.it nel blog Mistero bUfo di Flavio Vanetti (che parla di una "Roswell mongola") è stata lanciata da Danilo (vai al suo blog), appassionato di ufologia, che riferisce: "Due oggetti di origine sconosciuta si sono schiantati al suolo nei pressi di Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Il fatto è accaduto il 19 febbraio 2010. Secondo fonti del MUFON (Mutual Ufo Network) il primo dei due oggetti avrebbe piccole dimensioni e peserebbe una decina di chili mentre il secondo, decisamente più grande, raggiungerebbe le due tonnellate di peso. Oltre a questi dati è stata resa nota una fotografia nella quale si vede uomo (presumibilmente un pastore) osservare un aggroviglio di lamiere contorte che però, a prima vista, farebbero pensare più ai resti di un razzo o di un jet. Questi frammenti, che fortunatamente non hanno provocato feriti, hanno acceso le speranze di molti appassionati e credenti negli UFO e nella presenza aliena sulla Terra. Più in generale, a parte lo schianto di meteoriti e piccoli asteroidi, la Terra è stata spesso oggetto della caduta di frammenti e detriti spaziali orbitanti intorno ad essa: si conta che ad oggi, ci siano intorno al nostro pianeta più di 10.000 oggetti orbitanti, costituiti per lo più da resti di satelliti, razzi e spazzatura spaziale. Fortunatamente, la caduta di questi detriti non ha mai provocato incidenti di rilevante gravità ed alcuni impatti più significativi hanno avuto luogo sempre in aree scarsamente popolate".

 

Nuvole mescolate alla sabbia del deserto: neve gialla sulla Mongolia

8 marzo 2010 Neve gialla sulla Mongolia. I forti venti del deserto del Gobi hanno provocato un fenomeno atmosferico singolare e suggestivo, mescolando le nuvole alla sabbia e generando nevicate di colore oro. Le precipitazioni si sono estese dalla Cina fino alla Siberia. L'agenzia Ria Novosti ha precisato che "il tipo di precipitazione non è dannosa per gli abitanti dell'area e quindi non saranno fatte ulteriori analisi". Intanto i mongoli si godono la spettacolare nevicata.
 

A Roma in mostra la Mongolia di Luca Bracali

7 marzo 2010 C'è anche la Mongolia, e che Mongolia, nella mostra "Rifrazioni" aperta (solo su appuntamento) fino al 13 aprile alla Casa dell'Arte Artribù di Roma. Luca Bracali (a destra, nella foto) - 120 Paesi visitati e suggestivamente immortalati in venti anni di spedizioni - non poteva non restare affascinato dalle meraviglie della Mongolia che è diventato uno dei suoi "soggetti" preferiti, insieme alle isole Svalbard, al delta dell'Okawango, alle San Blass dell'Antartide e allo Yukon.

 

Italia-Mongolia: con Formaper

turismo e commercio sostenibili

5 marzo 2010 Turismo sostenibile e sviluppo nelle relazioni commerciali fra Mongolia e Italia. E' stato questo il tema di un incontro (a destra la foto dei partecipanti) organizzato da Formaper, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, che dal marzo 2008 gestisce il progetto internazionale finanziato dalla linea Asia-Invest della Commissione Europea. L'obiettivo è quello di incrementare  le relazioni economiche tra l'Unione Europea e la grande area culturale mongola composta da  Mongolia e dalla Regione Autonoma Cinese della Mongolia Interna. Il progetto ha una durata di 36 mesi e intende fornire attività di formazione e sviluppo di competenze dello staff dei partner locali.
 

Su Repubblica il dramma della Mongolia

4 marzo 2010  Giampaolo Visetti firma sulla Repubblica (del 3 marzo 2010) un drammatico reportage dedicato a quello che viene definito nel titolo "L'inverno della catastrofe". "Migliaia di persone - si legge nell'articolo - sono allo stremo, consumate dalla denutrizione, dall'esaurimento delle fonti di riscaldamento e dall'impossibilità di essere curate. Nell'ultima settimana una ventina di pastori nomadi sono morti per gli stenti". "Secondo gli ultimi dati del governo, fino a ieri il gelo ha falciato 1,8 milioni di capre, 1 milione di pecore, 200mila mucche, 150mila yak, 90mila cavalli e 1700 cammelli. Su 21 province sepolte da una neve dura, 19 hanno subito danni naturali permanenti".
Sull'emergenza gelo in Mongolia abbiamo ricevuto molte email di persone che hanno scelto la Mongolia come prossima destinazione e preoccupate per la situazione del Paese. Va ricordato che il fenomeno del congelamento della terra e l'ecatombe di animali si ripete sistematicamente ad ogni inverno, con situazioni catastrofiche spesso dimenticate dagli organi di informazione internazionali. E' una tragedia che fa parte della natura stessa di una terra estrema come la Mongolia, che torna a rifiorire e a rigenerarsi a partire dalla primavera. Nessun rischio quindi per i viaggiatori, anzi la possibilità di conoscere di persona e tendere la mano a questa straordinaria popolazione.

 

La Mongolia a Unica Lombardia

e sulla Gazzetta di Lecco

2 marzo 2010 La Mongolia diventa protagonista a Lecco, prima negli studi della televisione Unica Lombardia (nel programma "Oltre la notizia" con Katia Sala e Laura Achler) e poi su una pagina del settimanale La Gazzetta di Lecco. Telespettatori e lettori hanno potuto “viaggiare” in questa terra meravigliosa grazie a filmati, immagini e testimonianze. Soprattutto si è toccato con mano l’impegno missionario di suor Adriana Bricchi, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, impegnate da tempo in progetti sociali a Ulaanbaatar. “Io sarei favorevole per dichiarare la Mongolia intera Patrimonio dell’Umanità”, ha suggerito Letizia Ronconi, parente di suor Adriana e autrice di uno splendido documentario che sarà trasmesso il 21 marzo prossimo nel programma “Alle falde del Kilimagiaro”. “Sono convinto che iniziative di questo genere – ha commentato Alberto Colombo, ospite in studio, promotore di iniziative culturali e umanitarie – non possano che essere utili ad avvicinare le persone alla Mongolia, con conseguente stimolo per il turismo e soprattutto per i progetti di solidarietà”. “Aiutiamo i bimbi di strada” è il titolo ripreso dalla Gazzetta con la segnalazione delle iniziative umanitarie: “Il progetto di una suora lecchese nella capitale Ulaanbaatar”. “Per garantire un futuro ai figli di questa terra splendida – dice suor Adriana – non basta la grazia di Dio, ma servono anche gli uomini di buona volontà. Nella sezione Sos i riferimenti per gli aiuti umanitari. “Andateci, ma con rispetto – chiede Federico Pistone, che è intervenuto alla trasmissione in collegamento telefonico – perché la Mongolia è un paese fragile. E’ necessario che i viaggiatori abbiano riguardo della cultura e delle tradizioni dei mongoli”.  

 

FEBBRAIO 2010


Si chiude l'Olimpiade di Vancouver: due atleti mongoli "c'erano"

28 febbraio 2010  Anche la Mongolia, nel suo piccolo, ha preso parte all'Olimpiade invernale di Vancouver, avara per i colori azzurri (un solo oro). Ma per la spedizione asiatica c'è la decubertiniana soddisfazione di essere stata presente con due atleti (nelle foto a sinistra). Nella 15 km sci di fondo (quella della medaglia d'argento per Piller Cottrer) Khurelbaatar Khash-Erdene (26 anni, 1,80 di altezza per 71 kg) è giunto 87° lasciandosi alle spalle 9 atleti. In campo femminile la graziosa Erdene-Ochir Ochirsuren (24 anni, 1,64 x 61 kg) è giunta 74a nella 10 km vinta dalla svedese Kalla. Ovviamente per la Mongolia, protagonista mondiale in discipline come il judo, la lotta, il pugilato, il sumo e il tiro con la pistola, non ci sono tradizioni particolarmente favorevoli nell'ambito degli sport invernali.

 

Una preziosa serata

a favore della missione

di suor Adriana:

raccolti 8.500 euro

per la scuola di Orbit

26 febbraio 2010 Quando la festa diventa solidarietà e il coraggio si trasforma in sorriso. Nei giorni scorsi l'agriturismo Pippo di Cassignanica (frazione di Rodano, in provincia di Milano) ha ospitato una serata di beneficienza dedicata interamente alla Mongolia a cui hanno partecipato ottanta persone. La serata si è svolta in un ambiente familiare, accogliente ed è stata molto bene organizzata da Ambrogio e Pinuccia Bricchi, Gianluigi e Letizia Negri, parenti di suor Adriana Bricchi delle Figlie di Maria Ausiliatrice, uno dei nostri punti di riferimento per gli aiuti umanitari. Nell'occasione è stato proiettato uno splendido filmato sulla Mongolia realizzato da Letizia Ronconi Negri. Dopo l'appello di suor Adriana, sono stati raccolti, con contributo libero, 8.500 euro destinati alla realizzazione di: pozzo, recinzione e arredamento di una scuola per i primi anni dell'obbligo che sta sorgendo a Ulaanbaatar, nel sobborgo di Orbit. Questo progetto è attuato in collaborazione con il vescovo mons. Venceslao Padilla. Il nostro Alberto Colombo (nella foto durante il discorso) ha introdotto la serata parlando della Mongolia e ha presentato il progetto con alcune immagini Nella sezione Sos - Aiuti umanitari altri dettagli sulle iniziative di sostegno sociale alla Mongolia.

 

Tsagaan sar, tutti in festa con il Console

16 febbraio 2010 Anche in Italia si è festeggiato lo Tsagaan sar, il capodanno lunare che in Mongolia ha segnato il passaggio dall'anno del bue a quello della tigre. Per maggiori dettagli vai alla notizia completa. Oltre alle iniziative organizzate a Milano, il Console Lamberto Guerrer ha celebrato la "luna bianca" nel suo ristorante in Val di Susa insieme a moltissimi amici, italiani e soprattutto mongoli con le loro famiglie. "E' stata una splendida festa - ha detto Muren, la nostra deliziosa insegnante di mongolo (nella foto, la seconda da destra) - tutti sono rimasti entusiasti. Un ritrovo veramente bello e 'unificante' che ci ha resi molto ma molto felici". Nella foto, il Console Guerrer attorniato dai partecipanti davanti alla torta con la scritta "Tsagaan sar 2010".
 

"Mongolia per tornare nomadi"

Sul Corriere della Sera
il racconto di Federico Pistone

13 febbraio 2010 "Mongolia per tornare nomadi". E' il titolo della pagina del Corriere della Sera di oggi, sabato 13 febbraio, curata da Federico Pistone (testi e foto). E' un ampio reportage che racconta l'esperienza "nelle tende come i pastori, fra praterie e sciamani. Dal deserto del Gobi ai monti Altai con i fuoristrada". Un articolo che è anche una provocazione lanciata alla nostra civiltà, così evoluta e paradossalmente alla disperata ricerca di spiritualità e purezza, elementi che solo la Mongolia può offrire. "Esiste un posto nel mondo - si legge - dove provare si può. Vivere da nomadi, tuffarsi nella natura selvaggia, cavalcare lungo praterie senza fine, dormire dentro tende di feltro con i lupi fuori dalla porta, nutrirsi del latte che hai appena munto, sentire il silenzio assoluto, quello del vento. E poi decidere cosa fare: tornare a gambe levate alle comodità di sempre oppure concludere che tutto sommato cambiare vita, senza compromessi, in fondo non è una cattiva idea". Per vedere la pagina completa clicca qui.
Per leggere l'articolo integrale vai alla sezione ARTICOLI.

 

Anche la Mongolia al via

dell'Olimpiade invernale
13 febbraio 2010 
Mongolia presente. Alla cerimonia di inaugurazione dell'Olimpiade Invernale di Vancouver, la delegazione mongola ha sfilato fra gli applausi del pubblico canadese. Portabandiera la fondista Erdene Ochir, in uno splendido costume tradizionale, seguita da quattro atleti in tuta biancorossa. La Mongolia, che non ha ambizioni di medaglia, è presente ininterrottamente ai Giochi olimpici invernali dal 1964, con esclusione dell'edizione del 1974.

 

Tsagaan sar, la Mongolia congelata celebra il capodanno

L'anno del bue lascia il posto a quello dello tigre

12 febbraio 2010 Sarà un capodanno triste per la Mongolia. Il 14 febbraio si celebra lo Tsagaan sar (luna bianca), il passaggio dall'anno del bue a quello della tigre. Sarà comunque l'occasione per i nomadi, duramente provati dalle calamità provocate dal gelo estremo, di riunirsi nelle gher, di stare insieme in famiglia, di gustare i buuz, i famosi ravioli al vapore ripieni di carne di montone annaffiati da té salato con latte di yak, vodka o airag, il latte di giumenta fermentato. Anche in Italia, compatibilmente con la drammatica situazione in Mongolia, si festeggia. L'associazione Soyombo organizza per sabato 13 febbraio un pranzo al ristorante Tempio d'Oro di Milano. Un altro folto gruppo di mongoli si incontrerà sabato al Ristorante Ruski Mir di Corso Sempione 82, sempre a Milano.

Clicca qui per i dettagli in lingua mongola
ИТАЛИ ДАХЬ МОНГОЛЧУУДЫН ХОЛБОО

Ma che cosa fanno i mongoli durante lo Tsagaan sar e nei giorni precedenti e seguenti? Ecco una guida essenziale tratta da "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (Polaris 2008) di Federico Pistone. Tsagaan sar: è il capodanno mongolo che segue il calendario lunare tibetano e solitamente cade nella seconda metà di febbraio. I mongoli fanno festa per cinque giorni consecutivi. Ultimo giorno dell’anno (13 febbraio 2010): si scelgono i vestiti migliori e si preparano centinaia di buuz (i tradizionali ravioli al vapore) e altri piatti e bevande tipiche. Primo giorno dell’anno nuovo (14 febbraio): si consumano antichi riti per ricordare gli antenati, si vanno a visitare i parenti più anziani, si scambiano i regali e si mangia e si beve tutti insieme. Secondo giorno dell’anno (15 febbraio): nuovi incontri con altri parenti, sfoggiando i vestiti e i gioielli migliori. Terzo giorno dell’anno (16 febbraio): si rispetta il rito di restare in casa o nelle gher insieme ai familiari più stretti. Quarto giorno dell’anno (17 febbraio): si completa la festa con incontri fra amici, giochi, canti e balli. Sopra, foto di Michela Bertagnolio.


Emergenza gelo: la Mongolia chiama

11 febbraio 2010 E' ancora presto per stilare bilanci definitivi, ma la Croce Rossa Internazionale indica in oltre 4 milioni il numero dei capi di bestiame morti in Mongolia nel corso dell'ultima eccezionale ondata di gelo. Ma il peggio deve ancora arrivare: "Il periodo più critico - avverte la stessa Croce Rossa - è previsto nei mesi di marzo, aprile e maggio, quando il fenomeno dello zud porterà le conseguenze più devastanti". Lo zud, cioé il congelamento del terreno e l'impossibilità per gli animali di accedere al foraggio, è un fenomeno che si ripete ogni inverno nelle steppe della Mongolia, con conseguenze sempre tragiche per gli animali ma anche per i nomadi. Insieme alle immani perdite del bestiame, la conseguenza di questi inverni che raggiungono anche i 50-55 gradi sottozero è un aumento sensibile della povertà tra i pastori e uno spostamento in massa verso le città, in condizioni di assoluta indigenza. Servono ingenti aiuti internazionali per affrontare la situazione: le regioni più colpite sono quelle di Arkhangai, Gobi-Altai, Khuvsgul, Uvurkhangai e Zavkhan. Ora si apre un altro problema collaterale: le montagne di carcasse di animali potrebbero essere fonte di contagio. Del resto seppellirle è un'operazione complicata sia per il numero impressionante, sia per la difficoltà di scavare nel terreno congelato.


Padre Ernesto Viscardi: "Milioni
di animali morti, il gelo ha distrutto
migliaia di famiglie, non solo allevatori" Ecco come aiutarle concretamente

11 febbraio 2010 I missionari e le missionarie della Consolata hanno lanciato una raccolta fondi per far fronte all'emergenza gelo in Mongolia, dove migliaia di famiglie sono a rischio fame a causa delle temperature che hanno toccato punte di -50 gradi. "Quasi due milioni di capi di bestiame sono già morti", scrive il Superiore dei missionari della Consolata in Mongolia padre Ernesto Viscardi. "Ora si teme per i prossimi mesi, nel corso dei quali il numero potrebbe raddoppiare, lasciando altre migliaia di persone senza cibo". Il freddo non ha colpito solo gli allevatori, continua padre Viscardi, ma tutta la popolazione, che fatica a trovare legna e carbone per scaldarsi. Le Nazioni Unite e il governo mongolo hanno stimato che saranno necessari aiuti per sei milioni di dollari nel corso dei prossimi tre mesi per permettere alle popolazioni colpite di superare l'inverno. È possibile contribuire con una donazione visitando il sito web della Fondazione Missioni Consolata Onlus (www.missioniconsolataonlus.it/mco), dove sono disponibili anche informazioni in costante aggiornamento sull'emergenza.

 

Emergenza gelo: i missionari della Consolata
chiedono cibo e carbone per i nomadi mongoli

10 febbraio 2010 I Missionari della Consolata di Arvaikheer stanno raccogliendo fondi per aiutare in modo semplice e concreto la popolazione mongola. La regione dove vivono e operano, l'Uvurkhangai, è una delle più colpite dalla straordinaria ondata di gelo che ha provocato il fenomeno dello zud, uccidendo milioni di animali e mandando in ginocchio oltre trentamila famiglie di nomadi (nella foto a destra, carcasse di animali ammassate nei pressi di una gher). Ecco quanto ci ha scritto oggi, 8 febbraio 2010, Padre Giorgio Marengo, da anni in prima fila insieme ai Missionari della Consolata, per aiutare la popolazione della Mongolia: "Qualsiasi offerta che arrivasse tramite il c/c di Torino, se ha come descrizione 'Emergenza gelo Mongolia' verrà utilizzata ovviamente per questo scopo. La gente che bussa alla nostra porta per un po' di carbone o qualcosa da mangiare troverà un aiuto grazie a chi vorrà aiutarci. Grazie ancora e a presto. Padre Giorgio".
 

EMERGENZA GELO IN MONGOLIA STANNO ARRIVANDO IN REDAZIONE NUMEROSE OFFERTE DI AIUTO PER LA SITUAZIONE CHE SI E' CREATA IN MONGOLIA A SEGUITO DELL'ECCEZIONALE ONDATA DI GELO. ANCHE MONGOLIA.IT SI STA ATTIVANDO PER INDIVIDUARE NEL PIU' BREVE TEMPO POSSIBILE I CANALI MAGGIORMENTE AFFIDABILI PER GARANTIRE IL BUON ESITO DEGLI INVII. ATTRAVERSO I NOSTRI COLLABORATORI IN MONGOLIA IL SITO VI TERRA' COSTANTEMENTE AGGIORNATI SULLA SITUAZIONE E PRESTO FORNIREMO LE COORDINATE PER CONVOGLIARE GLI AIUTI. GRAZIE PER LA GENEROSA COLLABORAZIONE DA PARTE DEL POPOLO DELLA MONGOLIA


Aiuti per la Mongolia: la testimonianza di padre Giorgio Marengo

Sull'emergenza in Mongolia, ecco quanto ci riferisce Padre Giorgio, missionario della Consolata ad Arvaikheer.
9 febbraio 2010 
A proposito del freddo estremo qui in Mongolia, anche il nostro Istituto si sta muovendo per vedere di fare qualcosa di concreto; potremmo a breve essere in grado di segnalare un'iniziativa di solidarietà che coordineremmo noi qui sul posto, in sinergia con le autorità civili. Ne parleremo forse già domani tra noi in riunione, per vedere le reali possibilità di intervento: già lo Stato e molti enti ed organizzazioni, nonché privati e compagnie, stanno raccogliendo fondi qui per gli allevatori maggiormente danneggiati; com'è prevedibile in simili situazioni, si crea però anche una certa confusione e il tema degli aiuti diventa un cavallo di battaglia per molti (soprattutto politici) per mettersi in mostra a far girare denaro. Non c'è giudizio sui singoli, ma solo osservazione. Per cui dobbiamo valutare se è veramente possibile intervenire con successo, più di quanto non stiamo già facendo con i nostri aiuti ordinari, quotidiani. Grazie.
Padre Giorgio Marengo - Missionari della Consolata in Mongolia

 

Emergenza gelo: la Mongolia è in ginocchio
9 febbraio 2010 Due milioni di capi di bestiame a rischio, decine migliaia già morte, trentamila famiglie nomadi in ginocchio. Questo il primo bilancio dell'eccezionale ondata di gelo che sta colpendo la Mongolia. L'inverno più rigido degli ultimi trent'anni con temperature che precipitano fino ai 55 gradi sottozero.
Le organizzazioni internazionali si stanno mobilitando ma servono subito 6 milioni di euro per fronteggiare la prima emergenza. Anche mongolia.it sta monitorando la situazione in loco e individuerà i referenti più affidabili a cui inviare offerte e altri aiuti umanitari. Nell'impressionante fermo immagine a destra, un bambino è costretto a camminare su un tappeto di cadaveri di capre, sterminate dal gelo.

 

ASASHORYU ABBANDONA MA IL GIAPPONE HA PERSO
4 febbraio 2010 Alla fine il Giappone ce l'ha fatta. Il mongolo Asashoryu si ritira dal sumo, disciplina di cui è diventato il più forte interprete della storia. Non una scelta anagrafica (non ha nemmeno trent'anni), né di declino agonistico (ha appena trionfato nel primo torneo della stagione). E nemmeno ha deciso di ritirarsi a vita privata per dedicarsi alla bella moglie (a destra la foto del matrimonio). Asashoryu si è semplicemente stancato delle accuse che l'opinione pubblica giapponese continua a
rivolgergli da dieci anni, cioè da quando "il drago blu del mattino", che ha secondo i nipponici il grave difetto di essere nato a Ulaanbaatar e non a Tokyo, ha cominciato a sbaragliare tutti gli avversari. Il sumo è un'antica disciplina sacra giapponese e il fatto che il campione incontrastato sia uno straniero non va proprio giù al popolo del Sol Levante. Ci hanno provato in tutti i modi, gettando fango sulla dignità di Asashoryu: una pioggia di squalifiche lo ha colpito in tutti questi anni, per avere tirato i capelli a un avversario, per avere ritirato un premio con la mano sinistra anziché la destra, per avere fatto un po' di chiasso dopo una gara, per avere disputato una partitella di calcio per beneficenza in un campetto della sua Mongolia (clicca qui per leggere l'articolo dell'agosto 2007 sul Corriere della Sera di Federico Pistone). Nei giorni scorsi, l'ultima accusa: Asashoryu ubriaco fuori da una discoteca a menare le mani. "E' vero - ha riconosciuto il grande lottatore - ero un po' alticcio e ci siamo azzuffati con il mio manager". Perfino il ministro dello Sport giapponese si è scomodato per invitare la Federazione a infliggere l'ennesima squalifica al mongolo, puntualmente arrivata. Lui, Asashoryu, insuperabile talento di forza e agilità, già caduto in depressione per le continue accuse subite in terra giapponese, non ce l'ha più fatta. "Non mi resta altro da fare che ritirarmi". E così il Giappone ha eliminato, a suo modo, l'avversario più temibile. Ma attenzione: dietro Asashoryu ci sono altri lottatori mongoli che ne prenderanno l'eredità. Come Hakuho e Harumafuji, due giovani già protagonisti. Ora i lottatori nipponici dovranno dimostrare di poter battere i mongoli sul dojo (il ring) e non con le persecuzioni.


Nasce il primo dizionario italo-mongolo e mongolo-italiano
1 febbraio 2010 Sarà presto in libreria il primo dizionario italiano-mongolo e mongolo-italiano. Lo ha presentato a Pechino l’ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa. Autrice è Nyamaa Lkhagvajav, che da anni lavora per la collaborazione tra i due Paesi ed ha già realizzato la traduzione in mongolo della Historia mongalorum scritta nel 1247 dal frate francescano Giovanni di Pian del Carpine.

Emergenza gelo: ecatombe di animali
1 febbraio
2010 Lo hanno ribattezzato il “doppio zud”. La Mongolia sta vivendo uno degli inverni più rigidi e drammatici della sua storia recente, con temperature medie intorno ai meno trenta gradi e picchi fino a meno 55. Lo zud è il fenomeno che congela il terreno togliendo la possibilità a ovini e bovini di brucare l’erba. Nella foto a sinistra, apparsa su vari giornali internazionali, una vera e propria pila di carcasse di capre morte per congelamento e per fame. Il presidente Elbegdorj mantiene lo stato di calamità nazionale, anche a seguito del terremoto dello scorso gennaio.

Sumo, Asashoryu ancora sotto accusa: avrebbe picchiato un uomo
1 febbraio 2010 Il campione mongolo di sumo Asashoryu, vincitore del primo torneo del 2010, è sotto accusa perché avrebbe ferito un uomo all’uscita da una discoteca di Tokyo. “Mi dispiace, è stata colpa dell’alcol – si è scusato Asashoryu – e poi la persona ferita è il mio manager”. Ovviamente l’opinione pubblica giapponese, che non vede di buon occhio il dominio dei mongoli in una disciplina antica e sacra per i nipponici, ha stigmatizzato l’accaduto e il Ministro dello sport Tatuo Kawabata ha definito “deplorevole” l’incidente e ha sollecitato provvedimenti alla federazione del sumo. Asashoryu era già stato sospeso e multato nel 2007 per avere partecipato a un incontro di calcio di beneficenza a Ulaanbaatar.

 

GENNAIO 2010


In edicola le meraviglie della Mongolia

nel numero monografico di "Meridiani"
23 gennaio 2010 E' già in edicola il numero di febbraio di Meridiani, dedicato interamente alla Mongolia. Finalmente una pubblicazione straordinaria da un punto di vista estetico e anche molto completa e brillante nei contenuti. Un vero numero da collezione: le fotografie sono quanto di meglio sia stato pubblicato su questo Paese a livello internazionale e accompagnano d'un fiato il lettore per 162 pagine (6,20 euro) ricche di testi estremamente ricchi e aggiornati. Elisabetta Lampe ci racconta le gher ("La tenda racconta" con tutti i segreti delle "case" dei nomadi) e la capitale ("Eroe rosso", Ulaanbaatar vista con il disincanto e il rigore di una cronista). Elena Bianchi e Giuseppe Ivan Lantos ci parlano del mito di Gengis Khan ("Nel nome del padre" e "Lupo della steppa") con quello che il condottiero ha rappresentato per la storia dell'umanità e l'influenza che ancora oggi esercita sul popolo mongolo. La natura estrema e i suoi meravigliosi abitanti (leopardi delle nevi, orsi, antilopi, cammelli, aquile...) ce la racconta Tommaso Marzaroli nell'articolo "Lo zoo alla fine del mondo". Renzo Bassi ci conduce nella storica impresa automobilistica organizzata da André Citroen in Mongolia negli anni Trenta ("Raid"). Si parla di miniere, d'oro e di rame, e delle opportunità (e i rischi) che si aprono per l'economia mongola nel servizio di Fabio Sebastiano Tana "La sfida di Ivanhoe", riferita al nome dell'impresa che sta "bucando" il Gobi, un deserto tutto da scoprire, come ci rivela Valentina Murelli in "Jurassic Gobi". Federico Pistone firma quattro reportage: "Orgoglio mongolo", dedicato alla festa nazionale del Naadam, "Il ritorno dello sciamano", "L'aquila kazaka", sulla caccia tradizionale dei kazaki dell'Altai, e un itinerario lungo i sentieri degli Tsaatan, i misteriosi Uomini renna. Tana firma anche l'articolo sul sumo ("Non è un Paese per signorine"), mentre Jasmina Trifoni si dedica alle contorsioniste ("Donne senza ossa") e alla spiritualità dei monasteri mongoli ("Ulaanbaatar, Tibet"). Non si poteva dimenticare il cashmere ("Il vello d'oro" di Nadia Bianchi). Ancora Elena Bianchi ci descrive l'acqua della Mongolia che spesso diventa un corridoio di ghiaccio per uomini, cavalli e automobili. "I guerrieri del ghiaccio" di Nanni Ruschena si occupa dei ritrovamenti archeologici tra Gobi e Altai mongolo. Infine Ivo Franchi ci porta "Dagli Altai ai Pink Floyd", escursione musicale senza confini. Non mancano poi tutte le informazioni e le curiosità per chi vuole avvicinarsi alla realtà mongola. A destra, l'apertura di uno dei numerosi reportage presenti sulla rivista. Maggiori dettagli nella sezione ARTICOLI

 

Asashoryu vince il primo trofeo di sumo del 2010. E sono 25!
22 gennaio 2010 Sempre Mongolia. Sempre Asashoryu. Il campione di sumo ha battuto in finale il connazionale Harumafuji e ha vinto a Tokyo il New Year Grand Sumo, il primo torneo prestigioso dell’anno. E’ il 25° titolo per Asashoryu, il primo dopo quello d’autunno del 2009. A competere per la vittoria anche l’altro lottatore mongolo di primo piano, Hakuho. Solo due giorni prima della gara decisiva Asashoryu era stato accusato di avere provocato un incidente stradale in stato di ebbrezza. Ma il campione mongolo è ormai abituato a essere oggetto di critiche, spesso infondate, da parte della stampa e dell’opinione pubblica giapponese che non gli perdonano il fatto di essere il numero uno in uno sport sacro per il Giappone.

 

Mai così freddo in Mongolia da 30 anni
Stato di emergenza in tutto il Paese
21 gennaio 2010 Ondata di gelo in tutta la Mongolia per quello che viene già considerato l'inverno più freddo degli ultimi trent'anni. In molte regioni la temperatura ha raggiunto i 40 gradi sottozero, provocando il terribile fenomeno dello zud, con il congelamento permanente del terreno e l'impossibilità per gli animali di poter accedere all'erba e quindi al cibo. La situazione è aggravata dalla scarsa crescita d'erba avvenuta nella scorsa estate. Sono già migliaia i capi di bestiame morti negli ultimi giorni, in ginocchio molte famiglie di pastori nomadi. Il Governo di Ulaanbaatar ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese. Anche nella capitale il termometro è ampiamente sotto i 30 gradi sottozero. Sopra, un'immagine dell'inverno mongolo scattata da Rob Homes (www.robholmesphoto.com). Occorrerà attendere almeno un mese perché le temperature tornino a livelli accettabili. Per conoscere il tempo in diretta vai alla sezione Meteo

 

L'almas all'Acquario di Genova

Il mito dello Yeti mongolo

nel racconto di Lorenzo Rossi

20 gennaio 2010 “In Mongolia sulle orme dello Yeti tra mito e realtà”. Un titolo suggestivo per un incontro da non perdere mercoledì 27 gennaio alle 17.50 all’Auditorium dell’Acquario di Genova. A parlarne non poteva che essere Lorenzo Rossi, massimo esperto italiano di criptozoologia e autore del libro “Gli ultimi Neandertal: Almas, Yeti e Uomini selvatici fra mito e realtà” (Boopen 2009, a destra la copertina). Rossi sarà affiancato dal biologo e divulgatore Paolo Degiovanni. Lorenzo Rossi da anni studia il fenomeno dei numerosi avvistamenti avvenuti nell’Altai mongolo dell’Almas, il misterioso essere che, secondo le descrizioni dei testimoni, richiama il leggendario Yeti. Ecco un estratto del racconto di Rossi dalle zone degli avvistamenti: “In data 13 settembre sono riuscito a risalire e ad incontrare personalmente un cacciatore locale, di nome Ulzii, 60 anni (nella foto), che ha dichiarato di avere osservato, assieme ad altre persone, un Almas nel 1992 presso la zona di Erdeneburen. Ulzii si trovava a bordo di un piccolo furgoncino quando ad un certo punto, svoltata una "curva", notò la presenza di un uomo che stava in piedi in mezzo a degli arbusti e fu molto sorpreso da questo fatto, in quanto quell'area era estremamente isolata e non c'era la presenza di cavalli o altri mezzi di trasporto nelle vicinanze. Anche gli altri passeggeri erano stupiti, ma quando il furgone si avvicinò ulteriormente, lo stupore si trasformò in timore quando si accorsero che lo strano personaggio era interamente ricoperto di peli neri. La creatura, che in quel momento sembrava intenta ad estrarre cipolle selvatiche dal terreno, si accorse improvvisamente del sopraggiungere del furgone e si mise a correre sulle gambe posteriori ad incredibile velocità, raggiungendo il fianco di una montagna sul quale si arrampicò con rapidità sovrumana tenendo il corpo inclinato in avanti ed aiutandosi anche con le braccia, che erano piuttosto lunghe. Trattandosi di presunto testimone oculare ho potuto mostrare ad Ulzii i disegni e fotografie che avevo portato con me, per farmi dire, per ognuno di essi, in quali particolari il soggetto ritratto somigliava a quello da lui osservato e in quali no. L'immagine rappresentante l'Homo pongoides si trovava in quel momento casualmente poco prima della metà e quando Ulzii l'ha vista l'ha presa ed ha detto "ecco quello che ho visto, non è simile, è molto simile". Ho ad ogni modo continuato a mostrargli anche gli altri disegni, ma ormai il cacciatore aveva perso di interesse ed ha ribadito che aveva già scelto ciò che aveva visto. Gli ho chiesto se non si fosse confuso con un orso, ma ha insistito sul fatto che conosce bene gli orsi, sa come si spostano, sa quanto sono veloci e sa quali impronte lasciano sul terreno. Ciò che aveva visto non era un orso, ma un uomo, un Almas, un uomo selvatico". Vedi anche sezione Yeti

 

Pene di morte commutate
in detenzione di 30 anni
Le Nazioni Unite si congratulano

18 gennaio 2010 Buone notizie sul fronte dei diritti umani: la Mongolia ha annunciato la moratoria formale che commuta le pene capitali in detenzioni di 30 anni. E' il primo passo verso l'abolizione della pena di morte. Navi Pillay (a sinistra), Alto commissario delle Nazioni Unite, si è congratulata da Ginevra con il presidente della Repubblica di Mongolia Tsakhia Elbegdorj (a destra): "Un passo storico in difesa dei diritti umani. Purtroppo - ha aggiunto la Pillay - questa regione asiatica include alcuni tra i più prolifici boia del mondo".
 

Su La7 la Mongolia di Julia Roberts
16 gennaio 2010 La Mongolia di Julia Roberts va in onda su La7. Lunedì 18 gennaio alle 17.05, nell'ambito di La7 Doc, viene proposto il film-documentario del 2000 "In the wild - I cavalieri mongoli", diretto dall'inglese Nigel Cole, apprezzato regista di "L'erba di Grace" e "Calendar girls". In questa pellicola Julia Roberts ci racconta il suo rapporto intimo con la Mongolia, dove ha vissuto per molto tempo insieme a una famiglia nomade. Stesso destino del suo partner di "Pretty woman", Richard Gere, che adora la terra mongola. A sinistra, la locandina del film "In the wild".

 

Terremoto anche in Mongolia

Colpiti il Dundgobi e la capitale

Nessuna vittima, solo danni ai palazzi
13 gennaio 2010 Proprio mentre Haiti veniva distrutta dal terremoto, un altro sisma ha colpito l'altra parte del pianeta con una scossa di intensità 5,6 della scala Richter che ha fatto tremare la Mongolia. L'epicentro è avvenuto nella regione del Dundgobi, nel deserto del Gobi. Non sono registrate vittime né danni essendo questa una zona popolata solo da nomadi nelle tende e da animali. Nello stesso giorno un altro terremoto, di magnitudo 3,5, è stato avvertito a sud della capitale Ulaanbaatar. Diversi palazzi hanno subito danni ma anche in questo caso nessun ferito. Nella mappa a fianco (fonte Usgs) sono segnate con un asterisco le zone della Mongolia colpite da terremoti devastanti, oltre magnitudo 8, con relativo anno dell'evento, dal 1905 al 1957.

 

Il paleontologo Taquet
racconta il ritrovamento
del tarbosauro
nel deserto del Gobi
12 gennaio 2010 Anche il prestigioso Ligabue Magazine, diretto da Alberto Angela, si occupa della Mongolia e in particolare del patrimonio di dinosauri scoperto nel deserto del Gobi. Nell'ultimo numero della rivista (a destra, la copertina), uno degli articoli di punta è dedicato ai "viaggi nel tempo e nello spazio sulle tracce dei dinosauri", scritto da Philippe Taquet, celebre paleontologo francese, direttore del Museo di Storia naturale di Parigi. Avvincente il racconto della scoperta da parte di un'equipe italo-mongola-francese di un tarbosauro del cretaceo superiore, risalente a circa 72 milioni di anni fa (nella foto a destra, Taquet con lo scheletro rinvenuto). "Se ne stava allungato a terra - racconta Taquet - con tutte le ossa perfettamente connesse uno scheletro quasi completo di Tarbosaurus Baatar, gigantesco dinosauro carnivoro cugino asiatico del Tirannosaurus Rex. Sul sedimento che lo copriva era ancora conservata l'impronta della pelle scagliosa". Per approfondire la conoscenza dei dinosauri e dei ritrovamenti nel deserto mongolo del Gobi vai alla sezione DINOSAURI.

Hakuho e Asashoryu inaugurano
a Tokyo il nuovo anno del sumo
all'insegna della supremazia mongola

7 gennaio 2010
Anche nel 2010 la Mongolia è destinata a dominare il panorama mondiale del sumo. Nella cerimonia di apertura del nuovo anno, al tempio di Meiji Strine di Tokyo, tutti gli occhi erano puntati su Asashoryu, il più grande campione di tutti i tempi e ancora in grande spolvero, e sull’altro lottatore mongolo Hakuho (nella foto durante la cerimonia): come per il 2009, saranno i due yokozuna a contendersi la palma di imperatore e sono stati scelti proprio loro due per inaugurare l'anno agonistico. Hakuho, 24 anni e 86 vittorie nella passata stagione su 90 combattimenti, è destinato a prendere l’eredità proprio di Asashoryu (84 vittorie). Ormai il Giappone, dove il sumo ha connotazioni storiche e religiose antichissime, ha imparato a dover fare i conti con i lottatori mongoli che da anni oscurano le stelle nipponiche. Vedi anche SPORT e ASASHORYU

La Mongolia a Cisternino: arte e solidarietà

2 gennaio 2010 Resterà aperta fino al 7 gennaio nel centro storico di Cisternino (in provincia di Brindisi) un'esposizione a cura dell'artista Marilena Gulletta (nella foto insieme ad alcuni suoi lavori), che da tempo ha tracciato un singolare percorso culturale fra Puglia e Mongolia. L'appuntamento è presso la galleria L'Isule 43.45 con installazione video dedicata ai bambini di strada di Ulaanbaatar. L’iniziativa, promossa dall’associazione "Corpi nomadi - nuovArteliquida" punta alla raccolta fondi a favore delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Mongolia. Per informazioni telefonare a 3398629672.

 

Viaggio nei "suoni dell'anima" di Lorenzo Pierobon

1 gennaio 2010 Si chiama Lorenzo Pierobon, è musicoterapeuta ed è un attento studioso delle forme vocali e musicali anche della Mongolia, oltre a essere uno dei collaboratori del nostro sito mongolia.it. Insieme a Veronica Vismara, Pierobon ha pubblicato il libro "Suoni dell'anima - L'essenza nascosta della voce", per Minerva Edizioni. Una pubblicazione preziosa, che riesce a essere nello stesso tempo brillante e rigorosa, uno strumento essenziale per capire l'importanza emozionale della musica e della voce in generale. Il canto khoomi, originario dell'Altai mongolo, è un classico esempio di espressione passionale e nel contempo estremamente raffinata. "La costante che si evidenzia - si legge nel libro - è che in qualsiasi contesto l'uso della voce è fortemente diretto e influenzato dall'emozione che il soggetto prova o crede di provare in quel momento. Ne risulta che, una gestione corretta della componente emozionale, sia una prerogativa indispensabile per un uso efficiente ed efficace della voce, in qualsiasi contesto venga preso in considerazione". Per altre informazioni sul libro e sull'argomento consultare il sito www.lorenzopierobon.com