NEWS2011 |
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Ottobre 2011 |
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E' partita la nuova missione in Mongolia
dei medici di Treviso: 2 settimane di solidarietà
1 ottobre 2011 E' partita nei giorni scorsi la quarta missione in Mongolia dei Medici dell’Ospedale di Treviso, in collaborazione con l’associazione “Help for Children” di San Vendemmiano (TV) e la Missione della Consolata di Arvaikheer. La missione, finanziata da donazioni di privati e appoggiata da mongolia.it, si concluderà il 15 ottobre. Due settimane di attività chirurgica nella regione di Uvurkhangai in cui sono stati selezionati numerosi pazienti, soprattutto bambini, che verranno sottoposti ad interventi di chirurgia-maxillo facciale ricostruttiva, otorinolaringoiatria e chirurgia pediatrica, con una parallela attività ambulatoriale in cui verranno valutati e trattati, anche con terapie mediche tutti coloro che nella regione necessitano di consulenze specialistiche. Il Ministero della Sanità della Mongolia e il Governatore della Regione di Uvurkhangai, recentemente in visita istituzionale in Italia e a Treviso, hanno richiesto ufficialmente di proseguire la collaborazione viste le necessità sanitarie della popolazione per le patologie trattate e grazie al crescente rapporto fiduciario che si sta creando tra l’equipe trevigiana, i medici e gli infermieri dell’Ospedale di Arvaikheer e le Istituzioni mongole. Partecipano alla missione i medici Giovanni Mazzoleni (foto), specialista in chirurgia maxillo facciale, Daniele Frezza, specialista in otorinolaringoiatria, Mario Ferro e Giancarlo Schiavon, specialisti in chirurgia pediatrica, Claudio Benetton, specialista in anestesia e rianimazione, Katia Pasqual, infermiera-strumentista e la volontaria di Help for children Gabriella Spessotto.
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Settembre 2011 |
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Il presidente della Mongolia Elbegdorj
a Roma e a Milano dal 17 al 19 ottobre
29 settembre 2011 Come già anticipato su mongolia.it, il Presidente della Repibblica di Mongolia Tsakhia Elbegdorj (foto) sarà in Italia dal 17 al 19 ottobre. I primi due giorni Elbegdorj guiderà una delegazione di autorità mongole a Roma e incontrerà il presidente Napolitano. Il 19 si trasferirà a Milano per nuovi incontri di carattere culturale ed economico. Preso pubblicheremo il programma degli incontri e delle iniziative.
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Sul lago di Lugano in Mongol... fiera
per conoscere e aiutare i nomadi
29 settembre 2011 Si chiama Mongol-Fiera ed è un'iniziativa tutta declinata alla Mongolia. L'appuntamento è per il 2 ottobre, domenica, a Melano, sulle sponde del lago di Lugano. A organizzare, con la Fondazione San Gottardo Orto il Gelso, è l'associazione "La mensa e il gregge" (a sinistra il logo), da anni impegnata a fianco della popolazione nomade mongola. Si comincia di mattina, alle 11, con un aperitivo e poi un autentico pranzo con specialità gastronomiche della Mongolia e un mercatino a tema. Ma il titolo della manifestazione non è solo un gioco di parole: in mongolfiera si va davvero. Un breve volo per illudersi di navigare nel cielo blu e altissimo che la Mongolia sa offrire. Lo scenario però sarà quello incantevole del Canton Ticino. Per saperne di più dell'iniziativa e di quello che viene fatto per le famiglie di allevatori mongoli: www.lamensaeilgregge.com
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Il 3 ottobre a Milano il Cantico delle Creature
sposa la musica mongola con Columbu e Licitra
24 settembre 2011 Dal Cantico delle Creature alla musica mongola: suggestioni assicurate lunedì 3 ottobre alle ore 21 nella Chiesa della Santissima Trinità in via Giusti 25 a Milano con "Due cieli in dialogo". Un evento eccezionale che riunisce un gruppo di musicisti della Mongolia interna e due artist italiani, Maria Alessandra Columbu e Matteo Licitra. "Il complesso Black Steed (promosso da Bian Liunian, il più importante
produttore musicale della Cina) esegue musiche e canzoni folk ispirate alla tradizione mongola. Le loro improvvisazioni creano potenti emozioni: suoneranno anche il Morin Kuhr, tipico violino entrato nel Patrimonio dell'Unesco. L'esibizione dei Black Steed è preceduta dalla presentazione del cantico delle Creature di Suor Antonietta Donofrio e Don Domenico Liu Enci. Matteo Licitra, con una improvvisazione di musica atonale all'organo della chiesa, e Maria Alessandra Columbu, con una grande tela dipinta per
questa occasione, interpretano con musica e colori la percezione del vuoto, la sensazione di libertà e di infinito, il suono del silenzio delle steppe e praterie della Mongolia". L'ingresso è libero, è richiesto un abbigliamento adatto al luogo sacro. Nella foto, i Black Steed.
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Continua la missione italiana a Ulaanbaatar
Il ministro Romani incontra il premier Batbold
18 settembre 2011 Prosegue la missione a Ulaanbaatar del Ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani all'insegna delle nuove collaborazioni fra Italia e Mongolia nell'ambito culturale, economico e turistico. Romani ha incontrato il premier mongolo Sukhbaatar Batbold (nella foto) e il ministro dell'Agricoltura e dell'industria leggera, Tunjin Badamjunai. Il Ministero italiano ha ricordato come la Mongolia sia "ricca di materie prime come rame, oro, petrolio, carbone e cashmere che costituiscono l'80% del pil ed il 40% delle entrate statali, dopo gli anni di economia pianificata sul modello sovietico sta optando per un sistema economico di libero mercato".
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Il francescano Rubruc dentro l'Impero mongolo
nel libro di Piazza e nell'articolo di Citati
13 settembre 2011 Partendo dal nuovo libro sul viaggio del frate francescano nell'impero mongolo, curato curato da Paolo Chiesa per la Fondazione Lorenzo Valla-Mondadori (e di cui presto riferiremo nella nostra sezione Libri), il Corriere della Sera del 13 settembre dedica un approfondimento in una doppia pagina della Cultura con richiamo in copertina. L'aitore è Pietro Citati che solo poche settimane fa aveva realizzato, sempre per il Corriere, un articolo sullo spunto del libro di Groussex "Il conquistatore del mondo", dedicato a Gengis Khan e riproposto da Adelphi dopo a quasi settant'anni dalla sua stesura. Ancora una volta Citati ci accompagna in un viaggio di suggestioni storiche e culturali: "Nel corso del Viaggio in Mongolia - scrive Citati - contempliamo una serie di mirabili scene, dove i gesti, gli oggetti, i riti, le funzioni cristiane si fondono nel racconto politico. Ecco Rubruk e i suoi compagni penetrare nella tenda di feltro bianco mostrando i libri e i paramenti sacri; oppure indossare gli abiti più preziosi; oppure tenere sul petto una Bibbia e un salterio; oppure innalzare l'incenso col turibolo; o intonare il Salve Regina o il Veni Sancte Spiritus. Intanto il khan esamina con estrema attenzione il Salterio, il crocefisso, il turibolo, le preziose miniature della Bibbia. Mentre siede su un trono lungo e largo simile a un letto, decorato d'oro, i missionari stanno in piedi senza inchinarsi, nel silenzio più assoluto, il tempo di un miserere: perché i cristiani si prosternano solo davanti al Signore. Cosa colpisce, in queste scene bellissime, è la reverenza reciproca: come se il cattolico d'Occidente potesse riflettersi soltanto nel gesto del terribile e grave khan orientale". A sinistra, il ritaglio della doppia pagina sul Corriere della Sera.
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Protocollo di collaborazione tra Ospedali
Riuniti
di Bergamo e Ministero Sanità mongola
10 settembre 2011 Dopo le prime iniziative, avvenute anche attraverso l'attività di mongolia.it, è stato siglato un protocollo di collaborazione fra gli Ospedali Riuniti di Bergamo e il Ministero della Sanità della Mongolia per dare il via a un programma di formazione e di aiuti tecnici all’Ospedale interregionale di Arvaikheer. E' previsto un supporto tecnico, sanitario e professionale per dare concreta realizzazione all’intenzione del governo mongolo di elevare anche gli ospedali di provincia al buon livello di quello della capitale. Per raggiungere l’obiettivo sono stati programmati interventi di formazione attraverso un programma di insegnamento a distanza - in cui i professionisti italiani e mongoli si confronteranno su alcuni casi clinici particolarmente significativi - e la permanenza a Bergamo per due mesi di altri due medici dell’Ospedale di Arvaikheer per dare loro la possibilità di vedere da vicino l’organizzazione e le tecniche utilizzate. Il progetto si concluderà nel 2013. “La firma di questo protocollo rafforza ulteriormente la collaborazione esistente tra il nostro ospedale e i colleghi della Mongolia, con cui, anche nel corso dell’ultima missione, abbiamo lavorato in sintonia, raggiungendo traguardi importanti sia per la salute dei pazienti trattati che per la crescita professionale di tutti gli operatori coinvolti" ha commentato Carlo Nicora. Nella foto, scattata all'esterno dell'ospedale di Arvaikheer: da sinistra Gianpietro Benigni, già direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti, il chirurgo plastico Luca Ortell, l'anestesista Bruno Carrara, l'infermiera Alessandra Ronzoni, l'anestesista Alberto Benigni, Enrico Robotti, primario della Chirurgia Plastica, Daniele Alberti, già primario della Chirurgia Pediatrica degli Ospedali Riuniti, Tungalag Dagvadorj, medico della Mongolia che ha fatto da interprete in tutte le fasi della missione, Mariangelo Cossolini e Laura Chiappa.
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Parte il Mongol Rally, l'avventura a fin di bene
che unisce l'Europa alle remote steppe asiatiche
1 settembre 2011 Cosa farai la prossima estate?, chiede in inglese lo slogan del Mongol Rally 2011(foto a sinistra) che poi rimanda a un gruppo di autovetture perdute nella steppa. Anche quest'anno è partita la "carovana" più avventurosa del mondo, dall'Europa alla Mongolia attraverso decine di Paesi e migliaia di chilometri. Mongolia.it da anni racconta le imprese degli equipaggi italiani e appoggia le iniziative di solidarietà, mettendo in contatto i partecipanti con associazioni, missioni e ospedali dove spesso vengono lasciati i mezzi, a volte vere e proprie autoambulanze dotate di ogni equipaggiamento. Ecco perché ci piace dare spazio a questa iniziativa e questa volta lo facciamo con le parole di Alessandro Baccani di "Repubblica": "A prima vista può sembrare una Parigi-Dakar per figli di un Dio minore, in realtà dietro la buffa presentazione del Mongolrally si cela un progetto molto più serio ed interessante. Non molti lo conoscono, il sito ufficiale è in inglese e una buona parte degli equipaggi proviene dal Regno Unito, però i pochi anni trascorsi dalla prima edizione, nel 2004, hanno visto diversi partecipanti italiani, tra cui un fiorentino con una autoambulanza proprio nel 2011. A questo punto, presentato il piatto, passiamo alla ricetta con gli ingredienti. Come spiega il nome è un rally, con finalità di beneficienza, che ha come destinazione la Mongolia e, precisamente, la capitale Ulaanbaatar. La partenza, quest'anno il 23-24 luglio, non ha un luogo preciso, anche se esistono due punti di raduno con relativa festa, uno in Inghilterra, presso il famoso circuito storico di Goodwood, chiamato "Festival of slow" in contrapposizione al ben più famoso "Festival of Speed" ed un altro in un castello della Boemia per gli iscritti non d'oltre manica. L'arrivo previsto in questi giorni, tra il 20 ed il 27 agosto in Mongolia avviene senza un itinerario stabilito, senza aiuti satellitari e senza road-book, insomma, cartina e... via!. A differenza dei rally più titolati, i requisiti tecnici dei mezzi sono piuttosto semplici, massimo 1200 cc di cilindrata per le automobili e 125 cc per le moto. Uniche esclusioni dai limiti sono per i mezzi speciali (ambulanze, autobotti dei pompieri etc.) e per chi decida di aumentare il fondo minimo da devolvere in beneficienza. Si, perché la quota di iscrizione comprende 1000 euro appunto per "charity", destinata a "Christina Noble Children's Foundation" ed altri 700 euro circa nel caso si decida di abbandonare il mezzo durante il viaggio. Infatti tutti i veicoli, dopo l'arrivo, vengono venduti all'asta ed il ricavato devoluto ad associazioni benefiche mongole".
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Agosto 2011 |
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Terremoto di magnitudo 5.4 in Mongolia
Epicentro nel Gobi: nessuna vittima né danni
28 agosto 2011 Un forte terremoto ha colpito il sud della Mongolia senza però provocare vittime né particolari danni. Il sisma, di magnitudo 5.4 della scala Richter - considerato quindi particolarmente potente - ha avuto come epicentro una zona del deserto del Gobi, quindi un territorio popolato soprattutto da nomadi con le loro gher. Il terremoto, con una profondità di quasi 15 chilometri, è stato avvertito anche nella capitale Ulaanbaatar ma al momento non si segnalano danni. Restiamo in attesa di aggiornamenti. La Mongolia è una zona ad alto rischio sismico ma per la scarsa densità di popolazione e per le peculiarità di zona a predominanza stepposa e desertica le conseguenze sono sempre limitate. A sinistra, la zona colpita dall'ultimo epicentro secondo i rilevamenti di quakes.globalincidentmap
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Per Il Foglio di Giuliano Ferrara
Berlusconi diventa Gengis Cav.
19 agosto 2011 Sul numero dell'8 agosto del quotidiano Il Fogllio, diretto da Giuliano Ferrara, in prima pagina campeggia un lungo articolo di Stefano Di Michele intititolato "Nostalgia di Gengis Cav.". Nel sommario si legge: "L'Amor nostro si riscuota pensando al suo prologo sotto il cielo di Mongolia: pure Gengis Khan fu messo alla gogna dai nemici, vagava di tenda in tenda, federò tribù bellicose, ebbe i suoi Fini e i suoi Letta". L'articolo, tra lo storico e il satirico, nasce dalla lettura del libro "Il Conquistatore del mondo", di René Grousset, appena ripubblicato da Adelphi ("meraviglioso" lo definisce Di Michele). La similitudine tra Temujin e il premier alla fine cede a una mesta conclusione: "Gengis Khan arrivò a lambire il palazzo imperiale di Pechino, creando uno degli imperi più sconfinati di tutta la storia umana. Invece Gengis Cav. il Palazzo se l'è preso direttamente, tribù e clan ha attruppato attorno a sè, ma lo stesso il Muro di Piombino, che pure voleva abbattere anni fa, costeggiandolo dalla Nave Azzurra, e che certo non è la Grande Muraglia, ancora resiste. Erano così, le truppe di Gengis Khan: Hanno fronti di bronzo, le loro fauci sono come una tagliola, la loro lingua come un punteruolo, il loro cuore è di ferro, la loro coda è come una spada. Si dissetano di rugiada. Corrono a cavallo del vento". Inevitabile che da Cicchitto a Quagliarello, da Gasparri a Lupi, si vada invece più al piccolo trotto - manca magari un po' la "steppa a dorso d'asino" e un po' pure la "steppa del cammello". Troppo poco i soli cactus di Villa Certosa". Per leggere l'intero articolo del Foglio clicca qui.
A sinistra, la vignetta di Vincino che accompagna l'articolo.
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I mongoli in Italia: oltre cento i residenti
soprattutto in Lombardia e nelle Marche
18 agosto 2011 Quanti sono i mongoli in Italia? Mancano statistiche aggiornate, ma gli ultimi dati relativi al 2009 di 105 residenti, di cui la stragrande maggioranza femmine (75,2% contro il 24,8 dei maschi). Sono 53 i comuni italiani che ospitano mongoli soprattutto in Lombardia dove è concentrato il 29,5%, l'11,4% del Veneto il 10,5% del Lazio.Ma al secondo posto, a sorpresa, spiccano le Marche con il 12,4%: la città di Fermo è in assoluto quella che accoglie più cittadini provenienti dalla Mongolia, ben 12, contro gli 8 di Milano e i 7 di Roma. I dati sono disponibili sul sito comuni-italiani.it. A sinistra, madre e figlio dalla Mongolia (foto Federico Pistone)
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Salviamo gli orsi della luna
firmando contro le crudeltà cinesi
17 agosto 2011 Una delle caratteristiche che distingue il popolo mongolo da altri Paesi dell'Asia è quello di avere un rispetto quasi religioso per gli animali. Ed è uno dei tanti aspetti che crea un contrasto insanabile con gli storicamente odiati vicini cinesi. E' inconcepibile per i mongoli il destino degli "orsi della luna". Sono bellissimi e pacifici animali che da secoli, principalmente Cina e Thailandia, vengono imprigionati a vita in strettissime gabbie per estrarre dai loro corpi vivi la bile usata nella medicina tradizionale. E questo sfruttamento è di una crudeltà atroce che non evidenziamo per non urtare la sensibilità di nessuno. Basti sapere che le terribili torture hanno portato recentemente una mamma orsa a sopprimere il suo cucciolo e poi a suicidarsi. Chi se la sente può approfondire a questo link. In ogni caso invitiamo tutti i nostri lettori a firmare la petizione che Jill Robinson, fondatrice di Animal Asia Foundation da anni impegnata per la liberazione degli orsi, porterà al Governo Cinese per ottenere che vengano definitivamente chiuse tutte le mostruose "Fattorie della Bile". Si stima che attualmente siano circa 10.000 gli orsi ancora prigionieri (http://www.animalsasia.org/). Il link per sottoscrivere la petizione è questo: http://www.animalsasia.org/index.php?UID=8JG7KMRRVLV
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Mongolia Bike Challenge: nona e ultima tappa
L'italiano Marzio Deho bissa il trionfo a Karakorum
12 agosto 2011 Grande successo ed emozione sul traguardo di Karakorum, la piu' antica citta' mongola oggi sede del piu' grande monastero della religione buddista, l'Erdene Zulu circondato da 108 stupa come vuole la tradizione di questa terra incantata e cosi' ospitale. La tappa finale del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea, prevedeva un tracciato di 100 km con 1300 metri di dislivello, e un solo Gpm posto al primo scollinamento al km 9.5. Il canadese Tom Skinner passa in testa al gruppo compatto dei piu' forti corridori che si sono sfidati sulle nove tappe proposte dal MBC per il secondo anno consecutivo. Dopo la discesa veloce e divertente e subito a seguire il secondo rifornimento posto al km 80, l'olandese Roel Van Shalen scatta in fuga dando ai suoi inseguitori un minuto di distacco. Ma nell'ultima salita Marzio Deho (Olympia) e i due canadesi inseguitori Cory Wallace (Kona) e Craig Richey (NOP System/BC Bike Race) riprendono l'olandese offrendo al pubblico un'emozionante volata a tre. Vince l'italiano (3h36'20") che mantiene, quindi, il titolo per il secondo anno consecutivo, secondo Richey a un secondo e terzo Wallace ancora con un secondo di distacco. Nella categoria femminile vince la tappa e il titolo Melinda Jackson (4h20'40") davanti all'australiana Turi Berg e all'italiana Raffaella Canonico. Cambio di vertice nella categoria Sportman dove vince il catalano Albert Casadevall davanti all'australiano Alex Denham.
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C'è un pezzetto di Mongolia
in "Prima puntata", il nuovo libro
di Federico Pistone in edicola
per due mesi con la Gazzetta
10 agosto 2011 C'è anche un pizzico di Mongolia nel libro "Prima puntata - Scommettere sul calcio legalmente e divertendosi" di Federico Pistone, in edicola per due mesi in allegato alla Gazzetta dello Sport (5,99 euro). Come si legge nella biografia in terza di copertina, dove l'autore è immortalato insieme a un sorridente bambino mongolo, "Federico Pistone scrive per le pagine sportive del Corriere della Sera e collabora con la Gazzetta dello Sport. Ha pubblicato il volume ufficiale per i 100 anni dell'Inter e, per Rcs, il libro del Mondiale in Sudafrica. E' anche autore di racconti di viaggio, finalista del premio letterario Chatwin. La sua passione per la Mongolia lo ha portato a scrivere la guida sul Paese ("L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri"), una favola ("Salik, il piccolo vento della steppa"), un reportage sugli "Uomini renna" e ad aprire il sito mongolia.it. E' direttore della collana Polaris "Viaggi da manuale". Da quando ha cominciato a scommettere lavora meno e guadagna lo stesso". Scrive Daniele Dallera, caporedattore del Corriere della Sera: "Prima puntata è una lettura divertente, un libro ben scritto, un'idea che funziona, ha pagine che coinvolgono il lettore, lo fanno riflettere presentandogli i rischi ma anche il sottile piacere della scommessa. Pistone detesta la martingala, un cocktail di giocate che fa sognare ma che spesso si trasforma in un incubo. Un consiglio finale - conclude Dallera -: meglio dare retta a Pistone perché si vede lontano un chilometro che con le scommesse lui si diverte e non si rovina. La scommessa è un pianeta a noi vicino, ma insidioso, "Prima puntata" è utile come passpartout per entrarci". A fianco, la copertina del libro. Sopra, la foto di ambientazione mongola utilizzata per la presentazione dell'autore.
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Visita in Mongolia del vicepresidente Usa
8 agosto 2011Nuovo stretto contatto fra Mongolia e Stati Uniti. Il vicepresidente americano Joe Biden (foto) visiterà il Paese asiatico dal 16 agosto, in un tour diplomatico che lo porterà anche in Cina e in Giappone. L'appuntamento dimostra l'interesse sempre maggiore delle grandi potenze occidentali per una realtà come quella della Mongolia particolarmente seguita nel suo sviluppo politico, economico e sociale, unico nel contesto planetario.
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Abolizione pena di morte: il presidente Elbegdorj
premiato da "Nessuno tocchi Caino"
4 agosto 2011 Il presidente della Mongolia Tsakhia Elbegdorj ha ottenuto il premio "abolizionista dell'anno" da parte dell'associazione "Nessuno tocchi Caino". Si tratta di un riconoscimento conferito ogni anno a chi nel mondo si è impegnato più di ogni altro per l'abolizione della pena di morte. Elbegdorj, il 4 gennaio 2010, aveva introdotto una moratoria delle esecuzioni, affermando di fronte al Parlamento che tale punizione toglieva dignità al Paese e sostenne la linea della "maggioranza delle nazioni del mondo che hanno deciso di abolirla". Il 21 dicembre 2010 per la prima volta la Mongolia votò a favore della risoluzione per una moratoria universale sull'uso della pena di morte alle Naizoni Unite. Elbegdorj ha studiato a lungo in Occidente, ha fondato il quotidiano "Ardchilal" (Democrazia), ha partecipato alla stesura della nuova Costituzione della Mongolia e nel 2000 ha fondato la Mongolias Liberty Center, associazione ong per i diritti umani. Il premio verrà consegnato al presidente mongolo in ottobre a Roma in occasione della visita in Italia e della giornata mondiale contro la pena di morte.
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Mongolia Bike Challenge: ottava tappa
protagonisti l'italiano Deho e il canadese Wallace
10 agosto 2011 Un cielo grigio e una promessa di pioggia hanno dato il via all'ottava tappa del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea dal Camp Urd Tamir, un sito riparato dalle grandi chiome di alberi di montagna e rinfrescato dal fiume che gli corre accanto. La tappa odierna offriva 140 km di lunghezza per 2100 metri di dislivello e due GPM posti ai 9.2 e 86 km, un fondo molto variabile con terra battuta e guadi sulla roccia, salite e discese continue, praterie verdi e track di montagna. La storia odierna vede protagonisti assoluti ancora Marzio Deho (Olympia) e il canadese Cory Wallace (Kona). Al primo GPM passa in prima posizione il bergamasco seguito dai canadesi Wallace e Craig Richey (NOP System/BC Bike Race) che insieme sono gia' notevolmente staccati dal resto del gruppo. Dal secondo rifornimento, posizionato al km 86, Deho riparte per primo non lasciando piu' questa posizione fino alla fine della tappa. L'agonismo che contraddistingue Marzio Deho sui campi di gara fa si che l'atleta italiano preceda Wallace di 11 minuti, totalizzando il tempo di 4h56'52". Il canadese termina la sua gara in 5h07'30" davanti al compagno Richey che finisce la sua prova in 5h20'51". Nei Master 1 terminano la tappa insieme gli italiani Canale e Sassaroli, nonostante il piemontese Mauro Canale sia caduto rovinosamente all'ingresso della citta'. Nella categoria Sportman cambio di vertice dal tedesco Sven Gerber - che rompe il deragliatore alla fine della discesa dopo il primo GPM - all'australiano Alex Denham. Nella gara femminile nuovo podio: un'altra vittoria di Melinda Jackson in 6h45'37" davanti a Raffaella Canonico 7h02'09" davanti alla taiwanese Jenny Li
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Mongolia Bike Challenge: settima tappa
con 8 passi di montagna e 2.620 m di dislivello
9 agosto 2011 Dopo una giornata di riposo sulle sponde del Tamch River, un fiume fresco e immerso nella prateria mongola piu' solitaria, la carovana del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea e' ripartita per la settima tappa, un tracciato di 125 km con 960 metri di dislivello, due GPM e una moltitudine di guadi. Il primo strappo in salita parte proprio sotto l'arco dello start ed e' subito chiaro che oggi Marzio Deho (Olympia), che conosce gia' il tracciato, non lascera' spazio a nessuno. Alla fine della salita e prima del primo GPM Cory Wallace (Kona) passa di pochi metri prima del bergamasco, poi i due contendenti si riavvicinano controllandosi a vicenda fino al secondo GPM dove Deho recupera la prima posizione anche se per pochi metri. Dopo lo scollinamento arriva la parte tecnica del tracciato con molti guadi e fondo pietroso, terreno sconnesso e una vallata lunghissima e abitata da animali e nomadi mongoli. Deho, che su questi terreni si trova a suo agio prende la distanza e accortosi della difficolta' nella quale si viene a trovare Wallace per una tripla sfortunata foratura, affonda la pedalata e mette tra lui e il canadese ben 30 minuti di distacco (4h40'36") riprendendosi anche la prima posizione della classifica generale che oggi lo vede davanti a Wallace (5h10'37") con 24'1" di differenza. Cambio di vertice anche nella Master 1 dove Mauro Canale prende la leadership davanti a Sassaroli che oggi ha dovuto accusare la rottura della sella. Nella categoria femminile vince ancora l'australiana Jackson (6h36'22") davanti a Raffaella Canonico (6h43'58") che oggi ha superato la diretta avversaria, la svizzera Judith Loche
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Mongolia Bike Challenge: sesta tappa
con 8 passi di montagna e 2.620 m di dislivello
7 agosto 2011 Tappa regina oggi, 7 agosto, al Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea: tre GPM con abbuoni, otto passi di montagna, 132 km da pedalare e 2620 metri di dislivello da superare. La sesta porzione di questa challenge ha riservato emozioni e fatica, paesaggi arcaici, lavoro muscolare, tenuta mentale e una tattica di gara a due molto ben interpretata dal canadese Cory Wallace (Kona) e dall'italiano Marzio Deho (Olympia) che fino dall'attraversamento del primo degli innumrevoli guadi di questa giornata, hanno pedalato senza risparmi e controllandosi a vicenda. Era scritto che fosse cosi'. Wallace e' maglia rosa e titolare della classifica generale, Marzio Deho e' il detentore del titolo del MBC 2010 e nelle ultime due tappe aveva dovuto mangiare un po' di polvere. Dopo il primo GPM la discesa vede scattare i due maggiori contendenti nella valle infinitamente verde che si apre ai loro occhi. Mandrie di cavalli, yak, torrenti, gher e gente mongola li salutano al passaggio. La strada che sale al secondo GPM, al km 80 della tappa odierna, registra Wallace in testa a pochi secondi da Deho. Qui le guglie che quasi ricordano le Dolomiti caratterizzano un paesaggio desertico, rendendolo epico. Alla terza salita pero' ritroviamo Deho davanti che scatta con energia in piedi sull'ultimo tratto. Nella valle seguente, piena di dossi e fango i due si controllano ancora e pedalano insieme. Al terzo scollinamento il sorpasso e' ancora ad opera del canadese, mentre il corridore bergamasco accusa un ritardo anche a causa della foratura della gomma posteriore sul terreno insidioso della veloce discesa. L'ultima salita e' un colpo micidiale per i muscoli e per la capacita' di ogni singolo di sopportare ancora tanta fatica. Ha la meglio il giovane canadese Wallace della Kona in 5h35'29" - 16 anni in meno dell'esperto Deho - che lo segue in 5h36'36", ma alla fine della tappa sono insieme a lavare la bici nel fiume. Terzo l'australiano Rohin Adams in 6h08'55". Nella categoria femminile la "solita" Melinda Jakson, anche se un po' provata anche oggi arriva per prima al traguardo con l'energia alla quale ci ha abituato in questi giorni. La seguono a distanza la svizzera Judith Locher e l'italiana Raffaella Canonico.
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Mongolia Bike Challenge: quinta tappa
Tra nomadi, yak, cavalli e capre
6 agosto 2011 Una tappa accesa e tesa nell'agonismo fin dalle prime battute questa di oggi, quinta prova del Mongolia bike Challenge sponsored by Orbea. In lontananza le montagne aspettano i biker, oggi si pedala subito sulla prateria mongola movimentata da dossi e guadi nel verde: due i gruppi principali partiti da Guchin us con i primi della classifica tutti insieme a controllarsi. Fino al 57esimo km sono tutti insieme, ma poco prima del secondo rifornimento nel gruppo di testa qualcosa si muove: gli italiani Mauro Canale (Bike Cafe') e Leonardo Ambrosi (Bici Shop Factory Team), il canadese Craig Richey (NOP System/BC Bike Race) e l'australiano Rohin Adams (Total Rush), consapevoli che Marzio Deho (Olympia) avrebbe controllato il leader di classifica, l'altro canadese Cory Wallace (Kona), si staccano dal resto del gruppo. Ma a poca distanza dal terzo rifornimento Ambrosi si attarda mentre gli altri conducono con un ottimo gioco tra loro, avvicendandosi. Nella valle in quota, verde e abitata dai mongoli nomadi e dal loro bestiame, yak, cavalli e capre, Canale rimane indietro sulla salita, di 2 km al 25 per cento, che caratterizza il traguardo. Dopo 106 km e 1000 metri di dislivello la tappa odierna si risolve in volata tra Adams (4h02'34") su Richey (4h02'35"), davanti a Canale (4h06'52"). Wallace finisce sesto insieme a Deho tagliando il traguardo con 11 minuti di distacco (4h13'20"). A contrasto dei volti tirati dei compagni di gara, l'australiana Melinda Jackson, anche oggi protagonista assoluta femminile del Mongolia Bike Challenge, sorride entusiasta all'arrivo "mi sono divertita tantissimo, tutti devono venire in Mongolia, e' una terra fantastica". Il campo tenda del Mongolia Bike Challenge oggi regala ai suoi protagonisti incredibili stelle alpine e fiori di campo turchesi, cielo cobalto e la prima aria fresca di montagna. Domani il programma prevede la tappa regina, si sale e basta
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Mongolia Bike Challenge: quarta tappa
Arrivo in volata nella prateria
5 agosto 2011 Dopo una notte di pioggia e vento allo Yangirt Pass, la quarta tappa del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea prende il via anche oggi alle 7.30. Il paesaggio che i biker hanno davanti a loro e' commovente anche se non hanno tanto tempo per ammirare la calma prateria circostante e il panorama senza confini che il raid mongolo gli ha riservato per oggi. Il gruppo di raider piu' in forma prende subito la distanza dal resto dei partecipanti. Sono una decina e pedalano lungo la pista in pianura, tutta pedalabile e ottima per scaldarsi. Al 30esimo km dove e' posto il primo ristoro nessuno di loro si ferma per continuare la discesa compatti e prendere ancora di piu' distanza. Anche al secondo rifornimento il canadese Cory Wallace (Kona) non fa rifornimento e continua di gran carriera mentre gli altri del gruppo fanno la sosta e perdono qualche secondo. All'ingresso del paese di Gochin us arrivano insieme i canadesi Wallace e Craig Ritchey (NOP System/BC Bike Race) seguiti dal tedesco Sven Gerber e dall'italiano Marzio Deho (Olympia). Gli ultimi 10 km sono di controllo, il tedesco affonda in volata finale davanti a Wallace, Ritchey e Deho. Vince quindi Craig Ritchey in volata sul tedesco Gerber con un minuto di distacco sugli altri due inseguitori che tagliano anche loro in volata il traguardo. Al fotofinish il terzo posto va a Cory Wallace. Quarta tappa e quarto vincitore diverso a conferma dell'omogeneita' dei valori in gioco al Mongolia Bike Challenge 2011. L'australiana Melinda Jackson vince senza problemi davanti alla svizzera Judith Locher e all'italiana Raffaella Canonico che oggi ha trovato difficolta' sul fondo piatto, situazione che non le e' confacente.
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Mongolia Bike Challenge: terza tappa
protagonisti il vento e la solidarietà
4 agosto 2011 Il congedo dalle Dune del Gobi è piuttosto travagliato. Gli atleti affrontano la partenza sotto un cielo cupo e con un forte e fastidioso vento laterale. L’atmosfera della partenza sembra quella di un film western. Il paesaggio del primo tratto è monotono e senza vista, complice anche una scarsissima visibilità per foschia e vento. Il gruppo di testa, composto da 9 bikers, tra i quali ovviamente vi è la maglia rosa, procede compatto senza forzare. Tutto procede senza sorprese fino al secondo rifornimento, che annuncia la salita finale. Nella rampa di attacco il plotone si sgrana ed emergono con prepotenza gli arrampicatori. Marzio Deho tenta l’affondo ed è seguito a distanza di controllo da Wallace e dal connazionale Richey. Sul GPM è questo l’ordine di passaggio. Dopo la cima una suggestiva quanto panoramica discesa porta gli atleti in un maestoso canyon. Il fondo è composto da terriccio mosso, ma tale da non impedire ai bikers di raggiungere ragguardevoli velocità. All’uscita dal canyon si scrive il finale a sorpresa di questa tappa: Deho, Wallace e Richey perdono il percorso ed imboccano una direzione errata. Quando si accorgono dell’errore è ormai troppo tardi; la vittoria di tappa è sfuggita. Passano al traguardo nell’ordine il tedesco Sven Gerber, l’australiano Rohin Adams e l’italiano Sassaroli, che taglia dopo aver aspettato sulla linea il compagno di colori Leonardo Ambrosi.
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Mongolia Bike Challenge: seconda tappa
tra il vento e le dune del Gobi
3 agosto 2011 Oggi 3 agosto la seconda tappa del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea ha registrato lo start alle 7.30, offrendo un percorso ideale per il mountain biking: fondo battuto, temperatura mite e le dune del Gobi da raggiungere. Tutti soddisfatti i partecipanti che fino al km 45 del tracciato di gara non hanno trovato difficolta'. Dopo il primo ristoro il territorio ha proposto un tracciato gobboso, con salti e dossi, che ha reso la gara divertente e a tratti veloce, specie nel primo plotone di biker. Un gruppo di circa 20 ciclisti, tra i quali il podio di ieri. Marzio Deho (Olympia) apparso subito in gran forma ha dettato il ritmo con i due canadesi, Craig Ritchey (NOP System/BC Bike Race) e Cory Wallace (Kona), a ruota ma senza iniziative. La tattica di difesa intrapresa dai due biker non ha impensierito Deho che accortosi di un momento di difficolta' di Wallace, al km 95, e' scattato ed ha vinto in pianura conquistando la maglia rosa della giornata con il tempo di 4h33'10", piazzandosi al secondo posto nella classifica generale. Secondo il canadese Cory Wallace a 4h37'28" e terzo il tedesco Gerber Sven con il tempo di 4h43'50". Tra le donne l'australiana Melinda Jackson, gia' maglia rosa, ha vinto senza nessun dubbio con il tempo di 5h50´00". La sua condotta di gara, sempre insieme ad un gruppo di uomini, la rende gia' difficile da raggiungere per le altre partecipanti. Seconda l'italiana Raffaella Canonico in 6h35'25". Nelle retrovie ammirevole il gioco di squadra degli atleti di casa. All'arrivo al Gobi Turistic Camp, posizionato di fronte alle maestose dune del Gobi, i corridori che sono riusciti a chiudere la gara hanno commentato entusiasti la giornata trascorsa in sella.
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Mongolia Bike Challenge: una prova di coraggio
da seguire giorno per giorno in prima linea
2 agosto 2011 Ecco il report della prima tappa del Mongolia Bike Challenge direttamente dal diario dei protagonisti: "Il vento e' stato il protagonista della prima giornata di gara del Mongolia Bike Challenge sponsored by Orbea. Gia' dalle prime luci dell'alba l'aria calda del Gobi ha iniziato a infastidire i preparativi della partenza del Mongolia Bike Challenge. La tensione dei giorni precedenti si e' sciolta allo start delle 10 dato da Dalanzagad dove i 59 biker presenti hanno potuto finalmente dare il primo colpo di pedale in terra mongola e fare gli auguri all'italiano Marzio Deho, vincitore della scorsa edizione e grande favorito, che oggi ha compiuto gli anni. Dopo pochi chilometri un gruppo di 16 mountain biker ha staccato gli altri che comunque seguivano attenti. Dopo un'ora e trenta di gara il vento dava un po' di respiro ai partecipanti in quanto il tracciato, cambiando direzione, porgeva il fianco e non la testa all'aria. Al primo ristoro posto al trentesimo chilometro passa veloce Deho prendendo da bere seguito dall'italiano Mauro Canale. Dopo un'ulteriore deviazione il vento torna a colpire i biker di fronte, qualcuno non sta bene: crampi, malesseri di stomaco, caldo e fatica fanno il loro lavoro e portano tutti gli atleti al secondo ristoro del sessantesimo chilometro. Passano per primi Marzio Deho (Olympia) e i canadesi Cory Wallace (Kona) e Craig Ritchey (NOP System/BC Bike Race). Dopo poco Marzio Deho lascia la prima posizione a Wallace che cosi' lo precede al GPM e all'arrivo di Dund Saikhan Mount dopo 77 km con il tempo di 3h33'34". Seconda postazione per il compagno canadese Ritchey (3h39'22") e terza per l'italiano Deho (3h41'52"). Prima tra le ragazze e 19a assoluta l'australiana Melinda Jackson (4h29'45")"
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Luglio 2011 |
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Il Milan Junior in Mongolia con Franco Baresi
Ulaanbaatar si tinge di entusiasmo rossonero
27 luglio 2011 Il Milan è in Mongolia. Non proprio il Milan di Allegri, quello di Ibrahimovic e Thiago Silva, ma quello dei campioni di domani. Fino al 31 luglio si tiene a Ulaanbaatar il primo Milan Junior Camp Mongolia. Ecco quanto scrive il sito ufficiale dell'AC Milan: "Grandissima è l'attesa per l'evento e migliaia le richieste di partecipazione dei ragazzi locali. Un'iniziativa storica se pensiamo che AC Milan è la prima squadra straniera professionista ad organizzare un proprio camp calcistico nella storia in Mongolia.
Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno, oltre al sindaco di Ulan Batar, i vertici del governo che celebreranno l'arrivo nella capitale di una leggenda calcistica come Franco Baresi. E' inoltre previsto un clinic per gli allenatori locali, in collaborazione con la Federazione calcio mongola, che sarà tenuto dal coach neo campione italiano allievi Cesare Beggi. Il Milan Junior Camp Mongolia 2011 nasce da un'iniziativa di Ac Milan, in collaborazione con il Consolato della Mongolia a Milano, Intesa Sanpaolo e World Camp".
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E' uscito
il primo dizionario italo-mongolo
L'ambasciatore Sessa: "Un'opera unica"
26 luglio 2011 Finalmente è disponibile un dizionario italiano-mongolo. L'agile pubblicazione (a sinistra la copertina), curata da L. Nyamaa con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano, comprende oltre 600 pagine con circa 12.000 voci dall'italiano al mongolo e 8.000 dal mongolo all'italiano. Scrive l'Ambasciatore a Pechino Riccardo Sessa nell'introduzione: "Frutto degli sforzi di una professoressa mongola innamorata della Mongolia, la prof. Nyamaa, è il primo dizionario del suo genere, un'opera unica che per la prima volta mette in contatto le due lingue: lo meritano gli attuali rapporti tra Italia e Mongolia, ma soprattutto la riscoperta reciproca che le due nazioni stanno facendo l'una dell'altra, ed i maggiori rapporti sociali, economici, culturali che ciò porterà in futuro". Per informazioni rivolgersi a info@mongolia.it
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Calcio, la Mongolia batte 1-0 Myanmar
in un incontro valido per i Mondiali 2014
23 luglio 2011 Successo storico per la nazionale di calcio della Mongolia, che ha supoerato 1-0 Myanmar in un incontro valido per le qualificazioni ai Mondiali 2014 in Brasile. La rete decisiva è stata messa a segno al 3' minuto del secondo tempo da Khurelbaatar (nell'immagine a sinistra, i festeggiamenti dei rossoblù mongoli dopo la rete). All'andata Myanmar si era imposta 2-0 e passa così il turno. Resta comunque l'impresa di una nazionale che sta lentamente trovando una sua dignità internazionale. Per vedere gli highlight della partita Mongolia-Myanmar clicca qui.
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Repubblica dedica due pagine alla Mongolia
"dove è più facile incontrare cavalli che uomini"
21 luglio 2011 "E' assorta in meditazione al centro di un grande prato. Seduta e con le braccia incrociate. Immobile, la ragazza fissa l´orizzonte. Tutt´intorno un silenzio assoluto, da primi giorni del creato. Sullo stradone che nel parco Khustain si staglia sotto il profilo delle colline non passa un´automobile. In un fotogramma, l´essenza della Mongolia". Così inizia l'articolo di Gianni Perrelli nell'inserto VIaggi di Repubblica del 20 luglio, dal titolo "Mongolia. Nell'antico regno dello spazio infinito". "Un intreccio di piccoli universi, dove è più facile incrociare cavalli che esseri umani (il rapporto è di tredici a uno). Un paradiso della biodiversità, in cui convivono yak e cammelli, aquile e orsi bruni, lupi e renne. Nei saliscendi di un´orografia magicamente accidentata l´unica bussola sono i puntini bianchi delle gher, le tende circolari di feltro, dai tetti bassi, trascinate fin dai tempi di Gengis Khan nelle transumanze che attraversano steppe, altopiani, montagne". Per leggere l'articolo integrale clicca qui
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Il sindaco Pisapia incontra l'ambasciatore
Dal 23 luglio "settimana di Milano a Ulaanbaatar"
16 luglio 2011 Continua il filo diretto fra Milano e Ulaanbaatar. Il sindaco Giuliano Pisapia ha incontrato a Palazzo Marino l'Ambasciatore Jargalsaikhan Enkhsaikhan, accompagnato dal Console onorario della Mongolia Gantuya Tsevegdorj. Si è parlato della "Settimana di Milano a Ulaanbataar", che si svolgerà dal 23 al 30 luglio. Il Sindaco e l'Ambasciatore hanno ribadito l'importanza di una collaborazione sempre più stretta a livello culturale e scientifico, a partire dal campo universitario. A ottobre è prevista la visita a Roma del Presidente della Mongolia Tsahia Elbegdorj (nella foto), che potrebbe annotare Milano come seconda tappa del suo viaggio italiano.
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MongolRally: 15.000 chilometri
tra
avventura e solidarietà
15 luglio 2011 Come ogni estate, si rinnova il rito del MongolRally, ormai diventata una classica della solidarietà e dell'avventura. Sono sempre di più gli equipaggi (oltre 500 da tutto il mondo e diverse decine dall'Italia) che si iscrivono a questa manifestazione, nata per le utilitarie sotto i 1000 di cilindrata e con gli anni aperta a tutte le vetture. Perfino alle ambulanze: nelle scorse edizioni, con il supporto di mongolia.it, diverse vetture equipaggiate di tutto punto sono state donate a ospedali e associazioni mongole dopo aver attraversato quasi 15mila chilometri e una decina di Stati. Un'altra ambulanza è pronta per partire alla volta di Ulaanbaatar e di essere donata: protagonisti quattro ragazzi toscani, con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Obiettivo è quello di portare solidarietà alle popolazioni più povere e di in particolare all'associazione "Cristina Noble Children's Foundation", che opera in Mongolia.
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Tutto pronto per il Naadam, dall'11 al 13 luglio
una maratona nel ricordo di Gengis Khan
8 luglio 2011 Tre giorni d’orgoglio puro, di confronti duri e leali, di feste e di entusiasmo. E’ il Naadam, la vera festa del popolo mongolo. Come ogni anno va in scena dall’11 al 13 luglio e attira nomadi da tutto il Paese ma anche turisti da tutto il mondo. Naadam significa “giochi” (la denominazione completa è Eriin Gurvan Naadam, “i tre giochi degli uomini”): lottatori, cavalieri e arcieri si affrontano in una competizione senza tempo che rievoca le gesta di Gengis Khan. Si comincia con la lotta: cinquecento uomini si sfidano in rapidi match a eliminazione diretta. Vince chi costringe l’avversario a toccare terra almeno con un ginocchio. L’ultimo a resistere, dopo tre giorni di lotte è il vincitore del Naadam. Chi si aggiudica almeno due titoli nazionali diventa Titano. La seconda prova è il tiro con l’arco, a cui prendono parte anche giovanissimi e anziani, tutti bardati secondo l’antica tradizione guerriera. I concorrenti mirano a bersagli posti a terra a 50 o 75 metri . Infine, la corsa dei cavalli si svolge su una piana stepposa alla periferia della capitale. Protagonisti i bambini, da 5 a 12 anni, che lanciano i cavalli in una sfiancante gara di 15 e 30 chilometri (foto Federico Pistone). Per approfondire vai alla sezione NAADAM
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Gantuya, la nuova Console onoraria a Milano
"Italia e Mongolia devono crescere insieme"
7 luglio 2011 Chi è di Milano sa che via Boccaccio è una delle strade più signorili, chi viene da fuori sa che è comodissima, appena fuori dalla stazione Cadorna, in centro città. Qui, al civico 9, ha aperto la sede del nuovo consolato onorario di Mongolia: ampio ed elegante, arredato con splendidi quadri di artisti contemporanei mongoli che richiamano l’orgoglio di patria e un desiderio di confronto internazionale. Non manca la bandiera nazionale rosso-blu-rosso col soyombo d’oro e un ritratto spettacolare di Gengis Khan. Ma soprattutto c’è la nuova Console Gantuya, giovane donna che da anni si occupa dei rapporti fra i due Paesi. Il Consolato affianca quello già operativo di Torino del Console Lamberto Guerrer (vedi sezione Il Viaggio): ora anche a Milano si possono quindi emettere visti turistici, basta telefonare al numero del Consolato 0248012556 o inviare una email a info@consolato-mongolia.it. Ma la Console Gantuya sa che il suo compito non è solo quello di vistare i passaporti.
“Abbiamo numerose iniziativa in cantiere, alcune già avviate altre da programmare. L’importante è far crescere sempre più le relazioni fra Italia e Mongolia, da tutti i punti di vista: commerciale, turistico, culturale, diplomatico”.
Ma cos’hanno in comune due popoli geograficamente e storicamente così distanti?
“Ci uniscono l’umanità, la semplicità, l’accoglienza, la fame di cultura”.
E i mongoli, che cosa ammirano dell’Italia?
“Moltissimo: dalla musica lirica all’architettura, dalla moda alla lingua. Un numero sempre maggiore di giovani mongoli vuole approfondire la conoscenza dell’Italia”.
Perché un italiano invece dovrebbe visitare la Mongolia?
“Per diversi motivi: innanzitutto per immergersi nell’ultima vera cultura nomade del mondo, provare l’emozione di vivere a stretto contatto con la natura più incontaminata. Senza dimenticare l’aspetto spirituale e storico, legato ai monasteri e ai luoghi leggendari di Gengis Khan”.
La Mongolia sta vivendo un momento cruciale, con i nuovi immani investimenti nell’industria estrattiva.
“Lo hanno già ribattezzato il futuro emirato delle steppe. Indubbiamente il Paese è destinato a ottenere una nuova ricchezza e a inedite strategie di sviluppo”.
Non c’è rischio che l’anima antica e pura della Mongolia possa essere minacciata?
“Io sono ottimista. Il Governo mongolo ha dimostrato di voler sfruttare queste nuove opportunità per incoraggiare e promuovere ulteriormente la nostra cultura nomade, non certo per oscurarla”.
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Karakorum, per la squadra di mongolia.it
seconda promozione consecutiva in Hattrick
7 luglio 2011 Seconda promozione consecutiva per karakorum, la formazione di mongolia.it che partecipa ad Hattrick, il campionato di calcio virtuale più popolare del mondo, con quasi un milione di utenti iscritti: la squadra, con i colori sacri per la Mongolia bianco e giallo, ha centrato una striscia impressionante di 28 partite utili consecutive e 10 vittorie di fila e si appresta ora ad affrontare la prestigiosa serie superiore con l’obiettivo di una salvezza tranquilla. Anche la nazionale vera della Mongolia sta lentamente scalando la gerarchia del calcio internazionale: nei giorni scorsi i rossoblù di Ulaanbaatar sono però stati sconfitti 2-0 da Myanmar in una gara valida per le qualificazioni dei campionati del mondo 2014 in Brasile.
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Miniera di carbone del Gobi: il 40% ai cinesi
Mongolia a un bivio storico, nel bene e nel male
7 luglio 2011 Sarà una compagnia cinese, la Shenhua Energy, ad accaparrarsi il 40% dello sfruttamento delle risorse del Tsankhi, il settore ovest della miniera di carbone di Toi Tolgoi, aperta nel deserto del Gobi mongolo. Un consorzio russo avrà il 36%, mentre la statunitense Peabody Energy controllerà il 24%. Si stima che la miniera contenga sei miliardi di tonnellate metriche di carbone, di cui 1,2 nel settore occidentale. Una serie di proteste pacifiche si stanno susseguendo nella capitale, animate soprattutto da nomadi, studenti e intellettuali che giudicano eccessivo lo sfruttamento del sottosuolo mongolo e non vedono di buon occhio la concessione esasperata alle compagnie straniere, specialmente a quelle cinesi. La Mongolia è destinata a un cambiamento epocale, che da una parte porterà benefici e ricchezza, dall'altra rischia di stravolgere il suo ecosistema e i millenari riti dei nomadi della steppa e del deserto. Nella foto a sinistra (di Michael Kohn Afp) un dimostrante sfila sotto la statua di Sukhbaatar nella piazza principale di Ulaanbaatar.
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Da oggi operativo nuovo Consolato a Milano
Emetterà anche i visti turistici
1 luglio 2011 Da oggi è operativo il nuovo Consolato Onorario di Mongolia a Milano, autorizzato anche a emettere i visti turistici. Si trova in via Boccaccio 9, tel. 02 48012556, fax 02 4982395. L'email è info@consolato-mongolia.it. Andrà ad affiancare l'altro Consolato onorario già operativo a Torino (vedi sezione Il viaggio). Presto i dettagli sulla nuova istituzione con una nostra intervista alla nuova Console Onoraria T. Gantuya (nella foto, insieme all'Ambasciatore della Mongolia per l'Italia, Jargalsaikhan Enkhsaikhan).
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Giugno 2011 |
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Mariella e Silvia preparano il Transafrica
dopo l'avventura in Mongolia che è già un libro
30 giugno 2011 Dopo la Mongolia, l'Africa. Mariella Carimini e Silvia Gottardi hanno deciso di replicare l'avventura dello scorso anno col Mongolrally, presentando al Fnac di via Torino a Milano la nuova missione Transafrica 2011, sempre all'insegna del coraggio e della beneficenza. Sosterranno infatti la Casa del Sorriso Cesvi di Cape Town che ospita donne maltrattate e malate di Hiv. Mariella e Silvia hanno anche l'appoggio della Fondazione Candido Cannavò e della Gazzetta dello Sport: non a caso a portarle in Mongolia è stata la Gazzamobile, uno Scudo tutto rosa. Da quell'esperienza è nato anche un libro (nella foto la copertina): "Donne al volante: missione Mongolia - Diario di 14.236 chilometri di solidarietà". Per prenotare il libro (offerta libera minimo 12 euro) e seguire le avventure di Mariella e Silvia donnealvolante.com
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"La Coscienza degli Animali" sabato 2 giugno
terza giornata a Milano. Anche mongolia.it c'è
30 giugno 2011 Sabato 2 luglio è indetta la terza giornata nazionale de "La Coscienza degli Animali", che sarà celebrata come sempre a Milano, alle ore 10.30 (presso Palazzo di via Vivaio 7). Anche il nostro sito mongolia.it aderisce al manifesto di Umberto Veronesi e di altri personaggi della scienza, della letteratura e della politica, per dare voce e difendere i diritti degli animali. Contro il maltrattamento la detenzione negli zoo, lo sfruttamento nei circhi, la vivisezione, la caccia. "Le nostre riflessioni - spiegano Michela Vittoria Brambilla e Umberto Verone (foto)i, tra gli artefici dell'iniziativa - hanno scatenato accesi dibattiti e hanno cominciato a risvegliare le coscienze, al punto che possiamo davvero affermare di avere contribuito ad innescare quel grande cambiamento, indispensabile perché anche nel nostro Paese si possa creare una nuova cultura di rispetto degli animali e dei loro diritti. Ne sono una prova anche le oltre 125 mila sottoscrizioni al nostro manifesto, che sono state effettuate sul sito www.lacoscienzadeglianimali.it: si tratta di un risultato davvero importante, che deve incoraggiarci a proseguire il cammino intrapreso insieme, in difesa di tutte le creature viventi".
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Gli antichi petroglifi dell'Altai mongolo
entrano nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco
30 giugno 2011 La Mongolia entra di nuovo nel Patrimonio dell'Unesco, questa volta con i petroglifi dell'Altai, antichi capolavori d'arte scolpiti nella roccia. Da "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone (Polaris 2010): "I petroglifi dell'Altai mongolo sono stati un altro stupefacente filo conduttore tra le culture asiatiche e quelle europee e americane. In Mongolia esistono oltre duecento siti e migliaia di disegni, soprattutto nelle regioni occidentali dell’Altai: veri e propri capolavori artistici realizzati con pitture naturali o con la pressione di pietre o oggetti acuminati. Sono rappresentate soprattutto figure umane, stilizzate e bellissime, ma anche animali, astri e altre figure misteriose, tanto che gli ufologi sono convinti che questi siano dei segni lasciati da creature extraterrestri. Ipotesi fantascientifica suggestiva, ma ancora più seducente la certezza terrestre: i disegni incisi cinquemila anni fa dai nomadi e dai cacciatori delle steppe mongole risultano perfettamente identici a quelli rinvenuti sulle pietre e nelle caverne dell’Arizona e dell’Europa. Gli uomini disegnati al Ciappo delle Conche sul Monte Cucco di Finale Ligure sembrano fotocopie di quelli che si possono ammirare nella regione di Khovd o Bayan-Ulghii". Nella foto, petroglifi incisi nelle rocce dell'Altai mongolo.
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"Il lupo azzurro che sottomise il Cielo"
Pietro Citati racconta Gengis Khan sul Corriere
30 giugno 2011 Anche il Corriere della Sera (edizione di giovedì 30 giugno) prende spunto dall'uscita del libro di Grousset per dedicare due pagine, con richiamo in prima, a Gengis Khan. Questa volta però siamo di fronte a un grande articolo, affidato alla penna nobile dello scrittore Pietro Citati che riesce a raccontare in modo avvincente il condottiero mongolo. Vale la pena leggere l'intero servizio, da dove emerge una figura leggendari, quasi divina, a ma nello stesso tempo "umanissima". E rende giustizia non solo a Gengis Khan, ma a tutto il popolo mongolo. Ecco un estratto: "Questo paesaggio di ghiacci, alberi e fiori era dominato da una coppia di animali sacri: il Lupo blu-grigio e la Cerbiatta fulva. Tutti i Mongoli si sentivano lupi blu-grigi e cerbiatte fulve. In primo luogo, erano lupi: gli animali inviati dal Cielo, gli archetipi della stirpe, i possenti antenati. Il lupo, colore del cielo, si incontrava con la cerbiatta, fulva come la steppa. Si amavano furiosamente: il loro connubio era l’incontro della fiera e della selvaggina, del divoratore e del divorato, dell’assassino e della vittima; connubio così spesso raffigurato negli ori della Scizia. Attraverso il lupo e la cerbiatta, i Mongoli diventavano animali. Erano come i cavalli, dai quali suggevano il sangue: come «falconi affamati» : come «cani dalla fronte di bronzo» : come «corvi notturni» : come gru «dalle zampe azzurre e dalle penne color cenere» ; come marmotte, talpe, pesci. Persino le frecce di legno e di penne, su cui scrivevano i nomi, erano una parte di loro: vibravano, attraversavano velocemente il cielo, colpivano da lontano e con innaturale precisione i cervi e i falconi, stabilendo con le vittime un legame strettissimo, che solo i Mongoli comprendevano. Sapevano che gli animali erano figure superiori agli uomini: volavano, nuotavano, odoravano, vedevano di notte, conoscevano il futuro e le lingue segrete. Così, per colpire la preda, essi non dovevano scendere verso gli animali, ma salire a un livello più alto dell’uomo, nel punto in cui l’uomo-animale si trasformava in Dio". Per leggere l'intero articolo e per altre informazioni vai alla sezione Gengis Khan
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Dopo 65 anni esce in Italia il libro di Grousset
su Gengis Khan: il Sole 24 Ore dedica una pagina
27 giugno 2011 "Gengis, il grande globalizzatore" ha intitolato Il Sole 24 Ore nell'inserto culturale di domenica 26 giugno. Una ricca pagina dedicata al grande condottiero mongolo, in occasione dell'uscita in Italia dello storico libro di René Grousset del 1944, che resta una pietra miliare nella conoscenza di Gengis Khan.Lo possiamo trovare in libreria con il titolo "Il grande conquistatore", pubblicato da Adelphi (344 pagine, 24 euro).Così il giornalista Nicola Di Cosmo lo presenta: "Il libro di Grousset, che andrebbe considerato un oggetto di antiquariato accademico (i nomi di Pelliot, morto nel 1945, ed Haenisch, morto nel 1966, citati nella prefazione come se fossero ancora tra noi fa un certo effetto), ha certamente avuto un ruolo importante nella conoscenza del mondo da cui emerse Gengis Khan e quindi della demistificazione del personaggio, tesa a metterne in risalto soprattutto radici culturali e spessore storico. Ma per quanto frutto di una ricerca meticolosa, e diverso in ciò dai lavori di divulgazione che caratterizzano l'opera di Grousset, si tratta comunque di un lavoro essenzialmente letterario. È basato su un'opera importante, la Storia Segreta dei Mongoli, che narra le origini di Gengis Khan (più correttamente Cvinggis Qan) e la sua ascesa a «conquistatore del mondo».a reazione di chi visita la Mongolia normalmente è: "Sarebbe bello andare a vivere nella steppa in una gher, qualche cavallo, una mandria di yak e fare la vita dei nomadi". A sinistra lo storico francese René Grousset (1885-1992). Clicca qui per leggere l'intero articolo.
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Vivere tre anni in Mongolia come i nomadi
Ecco l'esperienza di una coppia con figlio
23 giugno 2011 La reazione di chi visita la Mongolia normalmente è: "Sarebbe bello andare a vivere nella steppa in una gher, qualche cavallo, una mandria di yak e fare la vita dei nomadi". Una coppia inglese, di Bristol, lo ha fatto veramente, almeno per tre anni. Lei, Ruth, ci ha cresciuto anche un figlio mentre lui, Steve, ha condotto uno studio sul gatto di Pallas, lo stupefacente felino dell'Asia Centrale. Ruth Kamnitzer (nella foto, in Mongolia con il figlio Calum), che ha un master in conservazione della biodiversità, ha scritto un articolo illuminante e anche molto divertente ("Allattare nella terra di Gengis Khan"), pubblicato dalla rivista Mothering Magazine e tradotto in italiano da Barabara Siliquini per www.genitorichannel.it. "In Mongolia esiste un detto, citato molto di frequente, che dice che i migliori atleti di lotta libera sono stati allattati almeno fino a sei anni, una cosa non da poco in un Paese dove la lotta libera è lo sport nazionale... Io mi trasferii in Mongolia quando il mio primo bambino aveva quattro mesi, e vissi là finché aveva tre anni". Per leggere l'articolo intero vai alla sezione Articoli o vai direttamente alla pagina con l'articolo di Ruth Kamnitzer
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"I magnifici set" di Giovanni Todaro
fanno tappa anche in Mongolia
22 giugno 2011 Si intitola "I magnifici set" ed è il nuovo volume della collana "Viaggi da manuale" della Polaris, diretta da Federico Pistone. E' uno stupefacente itinerario senza confini attraverso i luoghi del cinema, realizzata da Giovanni Todaro, giornalista e scrittore. Tra i set dei cinque continenti anche la Mongolia trova un ampio spazio, attraverso pellicoleche hanno reso celebre il Paese di Gengis Khan, come "Il cane giallo della Mongolia", "Mongol" e "The state of dogs". Todaro si sofferma poi sulla realtà mongola, dimostrando una buona conoscenza del Paese. Si parla di cavalli takhi, di Naadam, di Gengis Khan, di Ulaanbaatar, del clima estremo e dei rischi legati all'eccessiva attività venatoria soprattutto da parte dei cacciatori occidentali: "Un'altra minaccia - si legge - viene dal turismo venatorio (purtroppo anche di italiani) che sta decimando molte specie, ma da qualche anno il Governo mongolo ha avviato una severa campagna di controllo e preservazione: nel 1990 c’erano oltre un milione di antilopi saiga, oggi sono meno di 15.000! Per salvare dall'estinzione questo meraviglioso esemplare sono stati anche applicati collari satellitari a diverse antilopi per monitorare il loro stato di salute e verificarne il ripopolamento. Purtroppo parecchie specie sono ormai calate numericamente del 95% e anche più. Tra queste, vanno annoverati il leggendario leopardo delle nevi e l'orso del Gobi, ridotti ormai a poche unità". A sinistra, la copertina de "I magnifici set".
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Quattro nuovi cavalli takhi in Mongolia
Sono un regalo della Repubblica Ceca
21 giugno 2011 I mongoli li chiamano takhi, gli occidentali li hanno ribattezzati Przewalski, dal nome del geografo russo di origine polacca che nell'Ottocento riuscì a scoprire e in qualche modo a preservare questa razza di cavalli selvatici, considerata precursore di tutte le razze equine del pianeta. I takhi sono originari della Mongolia e qui hanno ritrovato il proprio territorio grazie al ripopolamento e alla tutela degli ultimi decenni. Ora la repubblica Ceca ha portato altri 4 esemplari del cavallo Przewalski in Mongolia, con un volo militare partito da Praga e atterrato a Khovd, nell'Altai mongolo, dopo 17 ore di volo. Il gruppo ècomposto da 3 fattrici e uno stallone, tutti cresciutio in cattività. Dopo il volo, i cavalli hanno viaggiato per 280 chilometri in fuoristrada fino a raggiungere la riserva di Khomin tal dove vivranno in un territorio di 50.000 ettari. Nell'immagine, alcuni cavalli takhi (foto Federico Pistone). Per approfondire l'argomento vai alla sezione Animali
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Geronimo Stilton incontra Gengis Khan
(ma anche Cleopatra, Dante e Shakespeare)
11 giugno 2011 Geronimo Stilton va in Mongolia. Con la sua macchina del tempo il celebre topo protagonista di avvincenti libri per bambini (pubblicati in Italia da Piemme), questa volta passa dalla sua Topazia all’antico Egitto di Cleopatra prima di trasferirsi magicamente nella Mongolia di Gengis Khan. Sfiderà un’orda nemica prima di volare nella Firenze del Trecento dove incontrerà Dante Alighieri. L’avventura si conclude a Londra alla corte di Elisabetta I dove interpreterà una commedia diretta da Shakespeare.
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Expo Milano 2015: la Mongolia ci sarà
Con l'India sono 33 i Paesi presenti
10 giugno 2011 Anche la Mongolia parteciperà ufficialmente a Expo Milano 2015, portando a 33 i Paesi del mondo presenti alla prestigiosa esposizione universale italiana. "Il progetto di Expo 2015 sta ogni giorno di più confermando la sua capacità di attrarre consenso a livello internazionale, creando così i presupposti per investimenti significativi nel nostro paese - commenta l’amministratore delegato Giuseppe Sala - dobbiamo continuare a lavorare su questa strada con grande impegno e determinazione". Anche l’India ha aderito all’Expo contemporaneamente alla conferma della Mongolia.
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Azionariato popolare per la miniera del Gobi
Ogni cittadino mongolo riceverà 538 azioni
9 giugno 2011 Buone notizie, almeno apparentemente, per i nomadi della Mongolia. Il Governo ha deciso infatti di trasformare tutti i cittadini in azionisti dell'immenso giacimento di oro e rame aperto recentemente nel Gobi: ognuno avrà 538 azioni della Erdenes-Tavan Tolgoi Ltd. Ai nomadi era già stato consegnato il corrispettivo di circa 55 dollari a testa più un mensile di 15 dollari per fare fronte alla drammatica situazione dei gelidi inverni ma anche per placare le proteste legate al pesante sfruttamento del sottosuolo, affidato soprattutto a imprese straniere, con incertezze anche sul futuro ambientale del Paese. A sinistra, operai al lavoro nella miniera di Oyu Tolgoi.
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Maggio 2011 |
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Proteste per i diritti umani nella Mongolia cinese
Solidarietà anche da Ulaanbaatar
30 maggio 2011 Continuano sempre più massicce le proteste nella Mongolia Interna, quella che fa capo alla Cina, per chiedere al governo di Pechino un maggiore rispetto dei diritti umani per la minoranza mongola. Le manifestazioni, partite dagli studenti del capoluogo Hohhot, stanno ormai coinvolgendo l’intera popolazione. Il sito dell’organizzazione Southern Mongolian Human Rights Information Centreriferisce di nuove violente proteste avvenute in questi giorni. Migliaia di persone sono scese in strada in due città della zona di Xilin-Gol innalzando cartelli con la scritta «Difendiamo i diritti dei mongoli» e «difendiamo la nostra terra». L’agenzia Ansa riferisce: “La minoranza mongola chiede che le autorità cinesi rispettino i cittadini di etnia mongola ed il loro diritto di conservare il loro tradizionale stile di vita. Secondo l'organizzazione, gli studenti avrebbero deciso di continuare le proteste anche nei prossimi giorni, fino almeno al prossimo 2 giugno”. Anche da Ulaanbaatar arrivano segnali di solidarietà nei confronti dell’etnia mongola in Cina. A sinistra, un'immagine degli scontri a Hohhot, nella mongolia cinese.
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Figlie di Maria Ausiliatrice: nel quartiere Orbit
procedono i lavori per la costruzione della scuola
28 maggio 2011 Procedono spediti i lavori di realizzazione della scuola diocesana che sarà gestita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, missionarie di Don Bosco, nel quartiere Orbit, a 35 minuti di auto dal centro di Ulaanbaatar. L'iniziativa, che mongolia.it ha appoggiato e seguito da vicino, si concluderà nel 2012 con l'inaugurazione della scuola primaria (per bambini dai 6 ai 12 anni). Sono previste 12 aule con due classi da 25 alunni per i 6 anni del ciclo elementare, per un totale di 300 scolari. Quasi terminata la struttura esterna, al via i lavori interni di pavimentazione, gli impianti elettrici e idraulici. Sono previsti anche una palestra, un refettorio, l'infermeria e altri servizi per i bambini. Nella sezione Sos - Aiuti umanitari tutte le indicazioni per contribuire a questa iniziativa versando un aiuto economico direttamente alle missionarie in particolare per l'arredamento delle aule (banchi, sedie, cancelleria eccetera). Dall'altro lato della strada avviati i lavori di costruzione della casa delle Fma, che sarà, oltre che la loro residenza, anche un centro di ritrovo e di accoglienza in particolare per le giovani di Orbit. Nella foto, le missionarie insieme alla delegazione di mongolia.it rappresentata da Alberto e Chiara Colombo.
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"Investi nella Mongolia", la nuova svolta
anche nelle inserzioni pubblicitarie
27 maggio 2011 In questi giorni sul Corriere della Sera e su altre prestigiose testate è comparsa una pubblicità che ritrae il monumento di Gengis Khan e l'invito: "Anche tu puoi investire in Mongolia", firmato RBS. E' la dimostrazione che il Paese, nel bene e nel male, fa gola anche ai mercati stranieri, grazie soprattutto al recente massiccio sfruttamento minerario. Ecco quanto si legge nell'inserzione: "Negli ultimi anni la Repubblica di Mongolia ha conseguito enormi progressi sul fronte politico-economico. Nell'ottobre 2009 il Governo ha dato via libera all'ulteriore sviluppo di Oyu Tolgoi, l'immensa miniera di oro e rame. In Mongolia vengono anche estratti carbone, fluorite, molibdeno, argento e petrolio. E' in completamento il processo di privatizzazione dell'industria e dei servizi...".
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Applausi al Far East di Udine per 'Operation Tatar'
film di Baatar che racconta una Mongolia diversa
LA RECENSIONE PER MONGOLIA.IT DEL DOCUMENTARISTA DUCCIO PUGLIESE
14 maggio 2011 Il Far East Film è un Festival che nasce 13 anni fa mostrando principalmente pellicole di Hong Kong, Cina, Giappone, film d’azione e qualche pellicola autoriale. Bisognerà attendere quella che verrà ricordata come l’edizione “con le corna”, la 13a, per vedere sul suo schermo la prima pellicola proveniente dalla Mongolia: “Operation Tatar”. La direttrice del Festival Sabrina Baraccetti introduce il regista mongolo Baatar Bat-Ulzii con una certa emozione: “Per la prima volta un film da un paese tanto lontano quanto sconosciuto, ascolteremo una lingua mai sentita prima qui a Udine”. Un applauso caloroso dal pubblico accoglie il corpulento regista dell’Ovorkhangai, riconoscibilissimo tra i minuti ospiti cantonesi e sudcoreani. Baatar pare stupito per la gremitissima sala. Un giovane padovano, con grande sorpresa per gli astanti, gli fa da interprete dal mongolo all’italiano, ma c’è il trucco, “anche se non si vede”: uno dei genitori viene dal Paese delle steppe, si scoprirà poi. Il pubblico che assiste alla proiezione è stupito a sua volta per questa pellicola che non mostra affatto la Mongolia oleografica che ci si aspetta, tutta praterie, cavalli e gher, bensì una Ulaan Bataar dinamica, caotica, “moderna”, a tratti violenta, in questo divertente gangster movie. Il monastero Gandan compare un attimo in una UB peraltro riconoscibilissima (per chi c’è stato) per via del suo selvaggio traffico veicolare nel centro e le gher sparpagliate nei cortili di periferia.I protagonisti di questa divertente “black comedy”, molto dinamica per montaggio serrato e ritmo concitato, guidano uno scassato fuoristrada d’epoca sovietica tra le Hyundai contemporanee. Lo scopo: svaligiare una banca. Una pellicola di genere, un gangster movie ma anche e soprattutto una commedia, a metà tra “Le Iene” di Quentin Tarantino e “I soliti ignoti” di Mario Monicelli, con tanta azione, buon ritmo e un’abbondante iniezione di ironia e comicità. I quattro aspiranti rapinatori sono decisamente pasticcioni ed improvvisati: colui che si erge a capobanda, baffuto e tatuato, dallo stile rapper ispanoamericano, deve aver visto troppi film statunitensi e sembra più interessato a recitare il proprio ruolo di “boss malavitoso” in un’azione spettacolare di rapina, che aprire la cassaforte. Esilarante la preparazione del piano, con il capo che durante l’orario di apertura della banca s’introduce nell’istituto di credito travestito da improbabile turista afromericano (e pure rasta!), e lì si mette a fotografare, finchè viene fermato da un’impiegata “che parla inglese”. I modelli del cinema americano d’azione sono evidenti, ma la comicità della commedia appare più genuina e meno sofisticata, vabbè, ci mettiamo un po’ di spirito balcanico, se questo può dare un’idea. Nella parte più drammatica del film, che però rimane sullo sfondo, non rimane comunque ignorata la condizione attuale della società mongola urbanizzata, ormai orientata verso modelli economici e culturali occidentali, e che deve affrontare problemi quali la disoccupazione, la competizione sfrenata, il cinismo delle logiche di mercato, l’amoralità dei nuovi ricchi. Ma tutto questo è “dietro”: la pellicola è e rimane una commedia divertente quanto scatenata.
La Mongol Kino (che ha prodotto il film con il sostegno di capitali privati) dopo i bui anni Novanta che sono seguiti al crollo dei regimi filosovietici, ora non è più un rigido apparato statale e ogni anno produce diversi film, anche una decina, che vengono proiettati nelle sale di UB o nei cinema itineranti delle campagne assieme alle pellicole coreane e USA più commerciali. “Operation Tatar” ambisce a sua volta, e a buon diritto, ad essere distribuito in circuiti esteri che non siano esclusivamente quelli per cinefili, e chissà che lo schermo festivaliero del Far East di Udine non possa trasformarsi in un trampolino di lancio.
Speriamo, e facciamo le corna per Baatar. Sain Sain. Duccio Pugliese (per mongolia.it)
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Approvata la costruzione di cinquemila chilometri
di ferrovia per il trasporto di materie prime
14 maggio 2011 Ancora un passo avanti per le opportunità la Mongolia sul fronte dello sfruttamento minerario e dei trasporti. "Il parlamento mongolo - si legge sul numero di maggio di IL, mensile del Sole 24 Ore - ha approvato la costruzione di oltre cinquemila chilometri di ferrovia sulla direttrice est-ovest. Una cordata di aziende coreane, guidata dalla Lotte Engineering & construction, è in corsa per l'appalto da 3 miliardi di dollari per realizzare i primi 1.100 chilometl Il progetto agevolerà l'esportazione di materie prime di cui la Mongolia è ricca. A sinistra, binari attraversano il deserto del Gobi.
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Niente scorie radioattive giapponesi in Mongolia
L'ambasciatore: "Nessuna trattativa con Tokyo"
11 maggio 2011 Niente scorie radioattive in Mongolia. Dopo le voci diffuse dai media giapponesi della disponibilità del governo mongolo a stoccare rifiuti nucleari provenienti dal territorio nipponico, soprattutto dopo il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo scorso, arrivano ora le attese smentite. "Nessun negoziato è in corso con un'organizzazione straniera per accettare dei rifiuti nucleari da altri Paesi, perché la legge lo vieta formalmente» ha affermato il delegato permanente della Mongolia all'International atomic energy agency (Iaea). Si legge da greenreport.it: "La Mongolia smentisce irritata le informazioni della solitamente ben informata stampa giapponese. Il delegato permanente mongolo all'Iaea ribadisce che «La legge mongola vieta l'importazione e il trasporto di rifiuti nucleari. Le azioni a fini di utilizzo, stoccaggio e spostamento temporaneo e di disposizione dei rifiuti pericolosi sono ugualmente interdette dalla legge». L'eventuale "equivoco" potrebbe essere nato dalle trattative che la Mongolia ha in corso con diversi Paesi (compreso il Giappone) per lo sfruttamento delle sue risorse di uranio, forse a Tokyo e Washington qualcuno ha pensato che la Mongolia, già abituata agli sbrigativi metodi russi di gestione mineraria, fosse disposta a mettere a disposizione le sue miniere a cielo aperto ed i suoi sconfinati e poco abitati spazi per stoccare le ingombranti scorie del sempre più problematico nucleare giapponese. Alla fine, per chiarire la vicenda, è dovuta intervenire l'ambasciata della Mongolia a Vienna (a sinistra il logo) che ha confermato che «la Missione permanente della Mongolia all'Iaea e in altre Organizzazioni internazionali a Vienna è stata avvicinata da alcuni Stati membri dell'Agenzia e da esperti nucleari per verificare se la notizia che la Mongolia fosse vera la notizia che la Mongolia accettava di essere un sito permanente di stoccaggio di scorie nucleari». L'ambasciata sottolinea che «la Mongolia ha una consistente quantità di risorse di uranio che stiamo pensando di sfruttare. Poiché questo è un tema molto delicato, ci vorrà del tempo per decidere su come fare uso di queste risorse. Ci sono una serie di suggerimenti in proposito. Ma prima di prendere qualsiasi decisione in materia si svilupperà prima un quadro generale nazionale per l'estrazione mineraria di uranio. Una politica dello Stato e un piano d'azione di utilizzo dell'uranio e l'energia nucleare sono stati adottati. Anche una legge sull'energia nucleare è stata approvata nel 2009. La legge regola tutte le questioni relative allo sfruttamento di minerali radioattivi e dell'energia nucleare per scopi pacifici. Essa non prevede l'importazione di rifiuti nucleari provenienti da altri Paesi. L'ambasciata viennese ricorda che «diversi Paesi hanno espresso interesse a investire e cooperare con la Mongolia in materia di sfruttamento dell'uranio. La Mongolia è pronta a collaborare con altri Paesi nel quadro della propria legislazione nazionale e secondo le norme e gli standard internazionali accettati. Come la Nuclear energy agency of Mongolia ha rilevato ad aprile, non ci sono state le trattative con organizzazioni o persone straniere sulla questione dell'accettare i rifiuti nucleari di altri Paesi, in quanto non vi sono motivi legali per tali colloqui".
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Mongolia e solidarietà: suggerimenti per devolvere
il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi
4 maggio 2011 Tempo di dichiarazioni dei redditi con la possibilità di devolvere il 5 per mille ad associazioni onlus. Da tempo mongolia.it collabora con alcune realtà che operano con grande coraggio, umiltà e concretezza per offrire solidarietà in Mongolia. Potete dunque scegliere di donare a loro il vostro contributo. Nella sezione SOS Aiuti umanitari è possibile verificare l'attività dei Missionari della Consolata (codice fiscale 97615590011), delle Figlie di Maria Ausiliatrice di don Bosco (c.f. 80030250585) e dell'associazione AIBI Amici dei Bambini (c.f. 92504680155). A sinistra, foto di Federico Pistone
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Karakorum, 20° risultato utile di fila
La Mongolia domina nel calcio virtuale
2 maggio 2011 Gli sport più popolari in Mongolia sono quelli relativi alla lotta, al judo, al puglilato, al tiro a segno, al tiro con l'arco, mentre esistono numerose discipline tradizionali (come la corsa dei cavalli) che non rientrano nei canoni internazionali ma di cui i mongoli sono maestri. Il calcio non è esattamente uno degli sport più popolari anche se ultimamente la nazionale mongola ha fatto registrare confortanti progressi. Per tenere alto il nome della Mongolia, e della sua antica e leggendaria capitale, la redazione di mongolia.it ha iscritto la squadra "Karakorum" al gioco più diffuso ed entusiasmante a livello mondiale di calcio manageriale, Hattrick (che, in inglese, significa tripletta): oltre un milione di persone in tutto il pianeta gestiscono una squadra di calcio virtuale. Karakorum, che ha i colori sociali bianco e giallo (una combinazione cromatica sacra per la Mongolia), sta andando benissimo e sabato scorso ha centrato il 20° risultato utile consecutivo (vittoria per 3-0 su Mecenate) puntando alla seconda promozione di fila della sua giovane storia. Ovviamente è solo un gioco, ma la nostra redazione ha il piacere di dare la migliore visibilità possibile all'immagine della Mongolia e della sua storia. Quindi, forza Mongolia e forza Karakorum! A sinistra, il logo della squadra; sopra in alto, la divisa ufficiale; sotto, da trasferta.
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Aprile 2011 |
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Il film mongolo "Operation Tatar" di Bat-Ulzii
il 5 maggio nella rassegna Far East Film di Udine
30 aprile 2011 "Operation Tatar", film del regista mongolo Bat-Ulzii Baatar (a sinistra un'immagine delle riprese) sarà presentato al Far East Film di Udine giovedì 5 maggio (Teastro Nuovo Giovanni da Udine ore 14.15. "Operation Tatar - scrive Jérémy Segay - non presenta nessuno degli elementi associati solitamente ai film ambientati in Mongolia che negli anni passati sono stati presentati ai festival e al pubblico internazionale, come le produzioni tedesche La storia del cammello che piange (2003), Il cane giallo della Mongolia (2005) e la biografia di Genghis Khan di produzione russo-kazhaka Mongol (2007). Con Operation Tatar ci si imbarca per una commedia poliziesca ambientata tutta in città, e si scopre che è molto più brillante di quanto si possa immaginare. Taivanaa è un normale impiegato di banca di Ulan Bator. Quando viene licenziato, la sua vita prende una direzione amara e nervosa. Come farà a dirlo all’amata moglie, che è completamente dedita alla figlia, improvvisamente ammalatasi di cancro? Per salvare l’adorabile bambina dal tumore ci vogliono cure lunghe e costose. Poi c’è Tulga, amico d’infanzia di Taivanaa, grande esperto di film d’azione e romanzetti gialli. Dopo molti brainstorming (e molte bottiglie di vodka), i due uomini decidono di cercare dei complici per rapinare la banca dove lavorava Taivanaa. La maggior parte dei giovani registi mongoli, come Baatar Bat-Ulzii, ha un background nella pubblicità, nella televisione o nei video musicali; i loro film sono finanziati da uomini d’affari o mediante il product placement. Operation Tatar è stato finanziato dal proprietario di una catena di ristoranti di barbecue, e guardando il film, il pubblico riconoscerà un famoso marchio di articoli sportivi. Operation Tatar ha una certa freschezza, un senso di libertà totale e anche, nella prima metà del film, l’autoironia tipica dei film polizieschi di genere. Tutti questi aspetti ricordano al pubblico il tipo di libertà che si riscontrava nel cinema coreano e thailandese una decina d’anni fa, quando la creatività e l’audacia compensavano i limiti finanziari. Sarà il cinema mongolo il nuovo filone da sfruttare? Difficile a dirsi. Bisognerà aspettare qualche anno per avere la risposta".Vedi anche sezione Film
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Pasqua: festeggiare massacrando dei cuccioli,
rito criminale secondo la filosofia dei mongoli
Gombo: "La vostra è proprio una vita dura"
La tragica testimonianza di Susanna Tamaro
23 aprile 2011 Celebrare un rito sacro massacrando migliaia di agnelli e divorarli nel nome del Signore è un rito barbaro, peggio: inconcepibile. Nel libro "Uomini renna" (Edt 2004), Federico Pistone riporta le riflessioni di Gombo, il re degli Tsaatan, l'etnia che vive a nord della Mongolia, seguendo riti ancestrali. "Gombo scuote la testa, non riesce proprio a comprendere come sia possibile che da noi l'inverno duri solo tre mesi, che la gente non stia ferma un attimo pur non avendo sentieri spirituali da seguire, che gli anzianI non vengano veneratiI, che i cuccioli degli animali vengano macellati e mangiati, senza nemmeno recitare una preghiera. "La vostra è davvero una vita durissima", conclude". Anche Susanna Tamaro ha preso posizione, attraverso il Manifesto per la coscienza degli Animali, a cui ha aderito mongolia.it, con una testimonianza toccante nella sua tragicità: "La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba". Sopra, lo Tsaatan Gombo con una delle nipotine (foto Federico Pistone)
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Giornata della Terra: Mongolia Paese simbolo
per le sue meraviglie e la sua fragilità
22 aprile 2011 Il 22 aprile è la giornata internazionale della Terra e la Mongolia è il paese simbolo mondiale per la meraviglia della sua natura ma anche per la fragilità delle sue caratteristiche. In un passaggio del libro "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (Polaris 2010) il giornalista Federico Pistone descrive così le peculiarità di questa terra unica: "I mongoli potrebbero snocciolare decine di statistiche a dimostrare che sono il popolo eletto, anche se non sempre si tratta di “buone notizie”. Si vantano che la Mongolia ha la densità di abitanti più bassa del pianeta (1,9 per chilometro quadrato contro i quasi duecento dell’Italia) e con il numero di capi di bestiame più alto in assoluto per ogni persona: quasi trenta milioni di animali contro due milioni e mezzo di uomini. Con la conseguenza che il Paese ha anche la maggiore estensione mondiale di terreni selvaggi del pianeta (foresta, steppa e deserto) ed ha la maggiore concentrazione di parchi protetti (30% del territorio complessivo) di tutta l’Asia. Oppure, e anche questo diventa un motivo di orgoglio, di avere la capitale più fredda del mondo (Ulaanbaatar in inverno si congela fino ai 50 gradi sottozero, con l’aggravante del vento siberiano che taglia la faccia) e con la maggior concentrazione di Land Cruiser (“più che a Seul”, tengono a precisare). O di avere il deserto più settentrionale della Terra con l’escursione termica più estrema: circa cento gradi. Con la conseguenza che qui viene prodotto il migliore cashmere del mondo, perché le capre del Gobi sono costrette a sviluppare un pelo folto e morbidissimo. E che lo stesso Gobi rappresenta il deposito più immane di scheletri di dinosauri, dove rischi davvero di inciampare accidentalmente in una tibia di tarbosauro dissotterrata dal vento. Un altro dato estremo: la Mongolia è lo stato più lontano da un mare (oltre duemila chilometri), singolare per un ex impero governato da Gengis Khan, il signore degli oceani. E anche sottoterra arrivano i record: a Bulgan, trecento chilometri a nordovest della capitale, c’è la faglia attiva più lunga del mondo che il 23 luglio 1905 causò il terremoto più squassante registrato nella storia, sfiorando il nono grado della scala Richter. Un altro fenomeno naturale straordinario, l’eclisse di sole totale, dà appuntamento sugli Altai mongoli per la sua apoteosi, radunando migliaia di scienziati e di curiosi: dopo quella dell’agosto 2008, arrivederci al 2024. E ancora: qui c’è il lago più profondo dell’Asia (il Khuvsgul), le renne più meridionali del mondo (quelle che permettono la sopravvivenza dell’etnia Tsaatan, considerata la più minuscola della terra, solo 230 sopravvissuti), le banconote più antiche del sistema monetario, le poste più veloci del mondo e, soprattutto, l’impero più esteso della storia. Ma, al di là di tutti questi “più”, il riscontro più importante è quello dell’età: i mongoli hanno una media anagrafica di 24 anni e l’80% della sua popolazione ha meno di trent’anni. Un Paese antico, il più giovane del mondo".
Nell'immagine, una bambina mongola e la sua terra (foto Federico Pistone)
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Protesta pacifica a Ulaanbaatar: i nomadi
chiedono garanzie per il futuro della Mongolia
21 aprile 2011 Alcune centinaia di nomadi, con cavalli e tende, stanno pacificamente manifestando nella piazza principale di Ulaanbaatar per protestare contro le concessioni minerarie che il governo ha assegnato a aziende straniere. Molti dei partecipanti hanno percorso centinaia di chilometri, cavalcando attraverso la steppa e il deserto, per dar voce alla loro preoccupazione che è anche quella dell'intero Paese: la Mongolia indubbiamente è a un bivio epocale. Da una parte le straordinarie opportunità offerte dalle risorse del sottosuolo, in particolare oro e uranio; dall'altra il rischio di un tracollo ecologico, sociale e culturale. Insomma, una terra intatta e meravigliosa, legata da millenni ai ritmi della natura e alle tradizioni di nomadi, monaci e sciamani, rischia di trasformarsi nel giro di pochi anni in quello che qualche giornalista ha già ribattezzato un poteziale "emirato della steppa". Proteste popolari anche contro la politica possibilista del Governo rispetto alla richiesta di stipare sul territorio mongolo materiale radiattivo. La popolazione chiede sempre più insistentemente nuove elezioni e il mantenimento delle promesse precedenti, legate anche agli aiuti per i nomadi, sistematicamente messi in ginocchio dai rigidissimi inverni. "Non ci muoveremo da qui finché non avremo una risposta o finché il Governo non si dimetterà", ha assicurato Munkhbayar Tsetsgee, uno degli attivisti. "La nostra protesta sta coinvolgendo buona parte del Paese e presto avremo l'appoggio di altri nomadi". Seguiremo da vicino il braccio di ferro.
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Mongolia.it aderisce al Manifesto per gli animali
Intanto buone notizie dal leopardo delle nevi
18 aprile 2011 Mongolia.it da sempre si batte per il rispetto dell'ambiente naturale e dei suoi abitanti, uomini, animali e vegetali. Senza retorica ma con molta concretezza, cavalcando (è il caso di dirlo) le campagne ambientaliste e animaliste, condannando e rifiutando le richiesta di viaggi in Mongolia per caccia e pesca e monitorando l'evoluzione delle condizioni territoriali del Paese, con tutti i rischi correlati: le specie in via d'estinzione, la desertificazione crescente, le nuove minacce nucleari. Abbiamo perciò aderito con estrema convinzione, e senza nessuna implicazione politica, al Manifesto per la coscienza degli Animali promosso da personaggi di elevata statura scientifica, culturale e morale come Umberto Veronesi, Dacia Maraini, Vittorio Feltri, Susanna Tamaro, Franco Zeffirelli,Luciano Lorenzetti, Renato Zero e con il sostegno del Ministro per il Turismo Michela Brambilla. Il Coordinamento dell'iniziativa ha ringraziato ufficialmente per l'appoggio la redazione di mongolia.it. Per festeggiare questa collaborazione una buona notizia: la Mongolia ha sospeso il progetto criminale di uccidere alcuni dei rarissimi leopardi delle nevi (nella foto, un giovane esemplare) per scopi di ricerca scientifica. Non è ammazzando esseri viventi che si fa ricerca, ma è facendoli vivere in armonia con il loro ambiente.
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Via al nucleare con il progetto MonAtom 2020
Intanto scatta la protesta sulle scorie radioattive
8 aprile 2011 Non è bastata la tragedia giapponese per far desistere il governo mongolo dall'intraprendere la strada del nucleare. Al contrario proprio ieri è stato annunciato il programma MonAtom che si completerà nel 2020. "Vogliamo uno sviluppo verde - ha dichiarato il responsabile del progetto Tsogtsaikhan Gombo - e il nucleare è la scelta prioritaria. La Mongolia ha riserve di uranio per circa 80 milioni di tonnellate, ed è in questa speciale classifica tra le prime dieci del pianeta. "Abbiamo l'ambizione di produrre energia nucleare sufficiente per la Mongolia - ha detto Gombo - e anche per altri Paesi del nordest asiatico". Buona fortuna, cara Mongolia. Nel frattempo una protesta popolare sta montando in merito alla possibilità che la Mongolia ospiti temporaneamente scorie radioattive. Anche le istituzioni si stanno battendo perché questo non accada. A sinistra, il logo adottato per scongiurare la minaccia.
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Serata di bel canto pro Mongolia a Treviso
con il tenore Sartori, madrina Katia Ricciarelli
4 aprile 2011 Una "serata di bel canto" con Katia Ricciarelli a favore della Mongolia. E' quella proposta al Teatro Comunale di Treviso giovedì 7 aprile alle 20,45 dai Chirurghi ospedalieri trevigiani volontari in Mongolia, che da anni collaborano con mongolia.it e dall'Associazione Help for Children onlus S. Vendemiano. Nel corso della serata lirica si esibiranno il tenore Fabio Sartori e il soprano Lydia Mechali con l'Orchestra Filarmonica Veneta diretta da Marco Titotto e il Coro Polifonico di Salvarosa del Maestro Michelangelo Bortolon. Madrina della serata la più grande voce italiana, oltre che affermata attrice, Katia Ricciarelli. Per l'occasione sarà assegnata la borsa di studio "Rosanna Agnoli" a un giovane tenore della Mongolia. La rivendita dei biglietti è presso il botteghino del Teatro (tel. 0422 540480) dalle 15 alle 18. Il ricavato della serata sarà totalmente devoluto al finanziamento della missione sanitaria in Mongolia in programma per ottobre 2011, di cui abbiamo già anticipato i dettagli in queste News e nella sezione Sos Aiuti umanitari dedicata alle missioni dei chirurghi.
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Marzo 2011 |
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Esce il documentario "Babies": primi passi
in Namibia, Mongolia, Giappone e California
30 marzo 2011 Un anno fa avevamo annunciato l'anteprima di "Babies", il documentario francese di Thomas Balmes dedicato alla nascita in quattro località diverse del pianeta: Namibia, Mongolia, Giappone e California. I protagonisti sono Ponijao che vive in un villaggio africano, Bayarjargal nelle steppe mongole (nella foto), la piccola Mari di Tokyo e Hattie, il baby yankee di San Francisco. Un film delicato e divertente, uscito in vari Paesi d'Europa mentre siamo ancora in attesa della programmazione in Italia. Possiamo intanto guardare un'anteprima, relativa al parto e ai primi passi di Bayarjargal, a questo link.
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MongolRally, un team bolognese donerà
un'altra ambulanza all'ospedale di Tsetserleg
24 marzo 2011 Altre ambulanze stanno per partire dall'Italia destinazione Mongolia. E' la rotta della solidarietà che il MongolRally ha inaugurato già da qualche anno e che - con estremo orgoglio diciamo anche grazie alla nostra redazione di mongolia.it - sta diventando una nobile abitudine. Unire l'avventura di una manifestazione così suggestiva a scopi puramente umanitari è davvero una pratica sempre più assidua e meritoria. Un team di quattro ragazzi bolognesi ha voluto affidarsi a mongolia.it, e in particolare al prezioso Alberto Colombo, per poter coronare il desiderio di partecipare al MongolRally con un'ambulanza attrezzata della Croce Verde di Baggio (nella foto) che sarà donata all'ospedale di Tsetserleg. I protagonisti dell'avventura sono Antonio e Arturo Bernardi, Pier Paolo Cirulli ed Enrico Lama. E' già stata predisposto tutta l'organizzazione logistica e burocratica perché la consegna avvenga senza problemi. Il MongolRally partirà a luglio. Nella sezione Forum le email dei protagonisti a info@mongolia.it
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Marzo 1921-marzo 2011: la Mongolia
festeggia 90 anni di indipendenza dalla Cina
16 marzo 2011 La Mongolia festeggia i 90 anni di indipendenza dalla Cina. A sinistra, la bandiera adottata dal governo popolare il 13 marzo 1921 e in vigore fino al 26 novembre 1924, data della proclamazione della Repubblica. Lo sfondo rosso richiama il comunismo sovietico mentre il sole e la mezzaluna gialli fanno parte dell'antico simbolo del Soyombo, che rappresenta la libertà del popolo mongolo. Nel 1920 Lenin promette di aiutare la Mongolia contro l'invasore cinese e nel marzo del 1921 le truppe sovietiche si uniscono ai rivoluzionari mongoli guidati da Sukhbaatar fino alla liberazione del Paese. A luglio i russi entrano a Urga, l'attuale Ulaanbaatar, e insieme ai capi mongoli istituiscono il Governo Popolare della Mongolia. Capo di stato, politico e spirituale, è nominato il Bogd Khan, con poteri peraltro marginali. E' costituito il PRPM (Partito rivoluzionario popolare mongolo) che ancora oggi detiene la maggioranza in Parlamento. Ministro della guerra è Choibalsan che diventerà dittatore della Mongolia, sotto la guida di Stalin. Per conoscere le tappe essenziali della storia mongola clicca qui.
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Rientrano i mongoli residenti in Giappone
Partono gli aiuti da Ulaanbaatar a Tokyo
16 marzo 2011 A seguito del cataclisma in Giappone, il governo mongolo ha attivato un ponte aereo per riportare in patria i cittadini della Mongolia che vivono in territorio nipponico, in particolare nelle prefetture più colpite, di Miyagi, Fukushima, Ibaraki e Iwate. Aerei della Miat, la compagnia di bandiera mongola (foto), hanno già effettuato due voli da Ulaanbaatar a Tokyo e ritorno, altri sono previsti nei prossimi giorni. Sono 4.700 i mongoli che vivono in Giappone e fino a questo momento circa milletrecento hanno dato notizie. Tra le persone sbarcate all'aeroporto Gengis Khan, Ganbold, accompagnato da moglie e figlio, ha dichiarato: "A Tokyo continuano le scosse, anche se gli edifici reggono. Il problema è fuori dalla capitale e sulla costa". Intanto il governo mongolo ha annunciato la volontà di aiutare il Giappone con 1 milione di dollari e 2.500 lenzuola.
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Calcio: la Mongolia batte 2-1 le Filippine
ma resta fuori dalla Coppa d'Asia Afc
15 marzo 2011 La nazionale di calcio della Mongolia è andata a un passo dall'impresa. Ha battuto 2-1 le Filippine nelle qualificazioni per la AFC Cup (Coppa d'Asia) ma è stata comunque estromessa per avere perso all'andata 2-0. A Ulaanbaatar i rossi di Mongolia sono passati in svantaggio dopo 4 minuti, ma sono riusciti prima a pareggiare con il difensore Lumbengarav Donorov (nella foto di Kaoru Watanabe la sua esultanza) e poi a passare in vantaggio, sempre nel primo tempo, con Bayasgalan. Per leggere il tabellino della partita clicca qui. La Mongolia occupa il 183° posto del ranking Fifa (41° in Asia).
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Il terremoto in Giappone: 8,9 della scala Richter come quello devastante del 1905 in Mongolia
11 marzo 2011 Il terremoto che ha colpito il Giappone (avvertito anche in Mongolia) è considerato il quinto mai registrato nella storia. La sua potenza - 8.9 della scala Richter - è pari a quella che generò un sisma spaventoso che ha lasciato un segno devastante sul territorio mongolo. Era il luglio 1905 e due scosse telluriche, a distanza di due settimane, provocarono delle spaccature impressionanti nelle regioni del nordovest, in particolare nelle aimag di Khuvsgul e Uvs. Ancora oggi è possibile vedere delle cicatrici vastissime: la più grande è larga 10 metri, profonda 60 e lunga oltre 400 chilometri. A sinistra, l'immagine degli effetti del terremoto del 1905 a Bulnay, nei pressi del lago Tsavdan (dal sito earthquake.usgs.gov). Sopra, la mappa dei terremoti più forti accaduti in Mongolia, superiori all'8° della scala Richter: nel 1905, 1931, 1957, a cui si è aggiunto quello del 2006 che però non ha superato il 6° grado. Nelle prossime news aggiornamenti sulle conseguenze in Mongolia del terremoto con epicentro sulle coste del Giappone.
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La rivista Cosmopolitan sbarca in Mongolia
In copertina una pop star, 7000 copie stampate
10 marzo 2011 E' lo specchio dei tempi (che cambiano, non sempre in meglio). La rivista sexy-chic Cosmopolitan è sbarcata anche in Mongolia, con il primo numero in vendita a 7.000 tugrug, pari a circa 5 euro, stampato in 7.000 copie pare già andate a ruba. In copertina una ammiccante Nicole Scherzinger del gruppo pop Pussycat Dolls. Il tema forte del primo numero un servizio sui diritti delle donne. Duncan Edwards, responsabile della Hearst Magazine International che pubblica Cosmopolitan, ha raccontato che l'idea di far sbarcare il rotocalco a Ulaanbaatar è venuta subito dopo l'apertura del negozio di Louis Vuitton nel centro della capitale asiarica. "La Mongolia - ha detto Edwards - è un Paese con una popolazione molto limitata ma ha una eccezionale potenzialità di crescita economica che si concretizzerà nei prossimi anni". Cosmopolitan è diffuso in 61 Paesi ma nel continente asiatico viene venduto solo in Cina, Vietnam e ora in Mongolia. Nella foto a sinistra, la prima "storica" copertina di Cosmopolitan nell'edizione mongola.
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Crema dedica una giornata a Tiziano Terzani
il grande viaggiatore che ha raccontato l'Asia
3 marzo 2011 Prosegue a Crema la rassegna "Nonsoloturisti - Racconti e immagini di scrittori viaggiatori", che già aveva dedicato una serata alla Mongolia di Federico Pistone. Venerdì 18 marzo la rassegna presenterà al Teatro San Domenico una giornata alla memoria di Tiziano Terzani (foto), il grande reporter scomparso nel 2004 e specializzato nei racconti dall'Asia. Dedicò molti scritti anche alla Mongolia, in particolare nel libro "Un indovino mi disse" uscito nel 1995: alle 10.30 incontro con gli studenti sul tema "La memoria dei popoli e delle civiltà", fotoreportage e racconti in collaborazione con Associazione Emergency. Roberta Vallacchi, volontaria di Emergency, leggerà alcuni dei suoi racconti e sarà proiettato il film "Afghanistan - Effetti collaterali" che farà conoscere il centro di Lashkargah aperto nel 2004, dedicato a Terzani. Verranno anche mostrate immagini tratte da "Un mondo che non esiste più", a cura di Folco Terzani, figlio del grande scrittore-viaggiatore. Alle 21 torna il richiamo a "Un mondo che non esiste più", con documentari, fotoreportage, letture di Leandro Manfrini (giornalista della Televisione della Svizzera italiana), Andreina Castellazzi, Marco Garatti, il fotografo Max De Martino, con la conduzione di Alen Loreti. L'ingresso è libero. Per ulteriori informazioni ecco il sito
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Foto di Milano per una mostra a Ulaanbaatar
2 marzo 2011 Avete belle fotografie di Milano? Potete esporle a Ulaanbaatar. L'associazione Soyombo propone questa singolare iniziativa in vista delle celebrazioni per l'indipendenza mongola. L'invito è rivolto in particolare a professionisti e "buoni dilettanti" che, a titolo gratuito, vogliono raccontare ai cittadini mongoli la realtà milanese attraverso immagini significative. Un passo di avvicinamento ulteriore fra Milano e Ulaanbaatar. A sinistra, una veduta con la Torre Velasca.
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Sul Corriere della Sera Gengis Khan diventa
il conquistatore più "ecologista" della storia
1 marzo 2011 Gengis Khan era un conquistatore "ecologista". E' quanto si legge sul Corriere della Sera di oggi - martedì 1 marzo 2011 - in un servizio di Adriana Bazzi dedicato al grande condottiero mongolo, ispirato a una ricerca della Carnagie Institution Department of Global Ecology di Washington. "Ecologicamente parlando, Gengis Khan può essere definito come il conquistatore più 'verde' che la storia abbia mai avuto", esordisce l'ìarticolo che poi circostanzia: "Il grande imperatore dei Mongoli (siamo nel XIII secolo) ha sterminato così tante popolazioni, durante la sua cavalcata dalle steppe asiatiche fino all'Europa dell'Est (non si è mai fermato e portava con sè, anche in battaglia, la sua yurta, cioè una tenda, montata su un carro trainato da buoi, mettendo in pratica un'originale stategia di guerra), che ha poi permesso la riforestazione di un gran numero di terre, prima sfruttate per la produzione di generi alimentari (si calcola che abbia ucciso circa 40 milioni di persone). A sinistra, il ritaglio dell'articolo.
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Febbraio 2011 |
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La Mongolia torna alle Falde del Kilimangiaro
con Licia Colò tra documentari e solidarietà
28 febbraio 2011 La Mongolia è davvero telegenica. Dopo lo speciale sul morin khuur, il tradizionale violino delle steppe, del Passaggio a Nord Ovest di Alberto Angela su Rai1, domenica 27 febbraio Licia Colò (foto) ha di nuovo ospitato la Mongolia "alle falde del Kilimangiaro" su Rai3. Prima un filmato proposto dalla coppia vicentina Flavio e Rinetta ("una Mongolia tranquilla, dagli spazi infiiti, con gente sorridente e cordiale e dove le donne ha un ruolo fondamentale"), poi l'intervento del prof. Giovanni Mazzoleni, primario di chirurgia maxillo facciale all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Mazzoleni ha ricordato l'impegno concreto che da quattro anni anima questo gruppo di chirurghi: "Abbiamo deciso di avviare questa iniziativa - ha detto il primario - dopo aver letto su un quotidiano l'articolo di Federico Pistone che invitava i medici italiani ad aiutare la Mongolia". Da allora ogni anno viene organizzata una spedizione in Mongolia di chirurghi (con il dott. Schiavon e il dott. Ferro da Treviso e il dott. Frezza da Torino, oltre a due anestesisti) utilizzando il periodo di ferie. "Per ogni missione eseguiamo circa 40 interventi all'ospedale di Arvaikheer - ha spiegato Mazzoleni - soprattutto per traumi facciali, malformazioni e sordità: sono infatti molti i bambini con perforazione dei timpani causata in particolare dall'eccezionale escursione termica della Mongolia". Il dott. Mazzoleni ha chiesto l'aiuto concreto di altri medici e ospedali, anche per la cessione di materiale e strumenti obsoleti che in Mongolia possono diventare preziosi. Chi è interessato a collaborare a queste iniziative può scrivere a info@mongolia.it. Provvederemo a mettervi in contatto con i responsabili delle missioni mediche. Per rivedere la puntata di Alle falde del Kilimangiaro vai a questo link (si parla di Mongolia dal minuto 26).
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Anche Apple apre un negozio a Ulaanbaatar
"Normale esserci in un Paese in grande crescita"
25 febbraio 2011 La grande statua di Gengis Khan rivolta alla mela morsicata, storico logo di Apple. Così il colosso americano annuncia l'apertura di un nuovo negozio a Ulaanbaatar. Un ulteriore segno del cambiamento in atto in Mongolia. "A dispetto della povertà apparente - comunica Apple - la Mongolia è uno dei Paesi con la maggiore crescita economica del mondo, alimentata soprattutto dalle enormi riserve minerarie e dalla vicinanza dall'insaziabile economia cinese". Negli ultimi mesi a Ulaanbaatar hanno aperto brand di prestigiose case internazionali come Louis Vuitton, Armani, Benetton, Boss, Mont Blanc e Bmw. Il negozio Apple non è esattamente nel centro della capitale mongola, ma dista una ventina di minuti dalla piazza principale, fra le torri Golomt a ovest della città. Lo staff, fa sapere Apple in funzione anche di una clientela di turisti stranieri, parla perfettamente inglese.
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Nello speciale Viaggi del Corriere della Sera
in copertina sorride una bambina della Mongolia
19 febbraio 2011 Una bambina mongola che sorride nello scenario del parco Khustain. E' la foto di Marco Ciglieri che apre lo speciale Viaggi del Corriere della Sera, in edicola domani, domenica 20 febbraio con il quotidiano. Il titolo, "Orizzonti ritrovati", è spiegato nell'articolo di prima pagina di Michele Farina: "Il viaggio, esperienza per eccellenza. D'altra parte 'abbastanza vaneggia chi non si muove', scriveva nel Medio Evo Chrétien De Troyes. Viaggiare per non vaneggiare, ritrovarsi". Trentadue pagine di tendenze, protagonisti, piaceri raccontate da alcune firme del Corriere della Sera, fra cui Iacopo Gori, Rossella Burattino, Carlotta Lombardo, Francesco Battistini, Roberto Perrone, Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Federico Pistone.
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La borsa di Ulaanbaatar vola a +110,55%
Un "miracolo economico"
che costerà caro
17 febbraio 2011 Ulaanbaatar è il mercato più al rialzo del mondo nel 2011. Un dato apparentemente incredibile, ma spiegato molto bene da Vittorio Da Rold del Sole 24 Ore: "I tre migliori mercati al mondo da inizio anno? Ulan Bator, Sofia e Belgrado, cioè Mongolia, Bulgaria e Serbia. Dopo la sorpresa (non li avreste mai indovinati, ammettetelo) qualche spiegazione è d'obbligo: l'indice della Borsa della Mongolia MSE Top 20 Index ha guadagnato da inizio anno: +110,55% (in euro). Ecco come cambia la mappa dei mercati tra rotte innovative (asiatiche) e nozze tra grandi Borse (di Sara Cristaldi). Un exploit che ha dell'incredibile e che si spiega con il fatto che la Mongolia si trova nel bel mezzo di «un'epica corsa all'oro», paragonabile a quella di San Francisco nel 1849, sostiene Ron Gluckman in un articolo pubblicato da Foreign Policy. La Mongolia è un miracolo da paese emergente dove il Fondo Monetario Internazionale prevede per i prossimi anni un tasso di crescita del Pil a due cifre. Secondo Renaissance Capital, banca di investimenti specializzata nei mercati emergenti, nel 2013 le dimensioni dell'economia della Mongolia potrebbero addirittura quadruplicare". C'è l'immancabile rovescio della medaglia: la corsa all'oro sarà pagata a un prezzo carissimo dal Paese. Gli scavi stanno desertificando un Paese già "secco" e per la lavorazione dell'oro serve una quantità eccezionale di acqua. Risultato: la Mongolia avrà un'apparente ricchezza immediata che si trasformerà presto in una catastrofe ambientale. E per i nomadi, già provati dall'inverno glaciale, potrebbe essere il colpo di grazia. In ogni caso, la Mongolia è destinata a cambiare per sempre. E non in meglio. Nella foto National Geographic, gli scavi che stanno "disintegrando" il leggendario fiume Orkhon.
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Medaglia dell'Amicizia a Giancarlo Ventura
17 febbraio 2011 Nell'ambito del Forum, il segretario di Soyombo Giancarlo Ventura è stato premiato dall'Ambasciatore Enkhsaikhan con la medaglia dell'amicizia Nairamdal, riconoscimento che lo stesso Ventura ha dedicato a tutti i soci che hanno contribuito al risultato. Nella foto, Ventura riceve l'attestato dall'Ambasciatore.
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Dal Forum milanese nuovi accordi Italia-Mongolia
e un impegno: presto l'ambasciata a Roma
15 febbraio 2011 In un affollato Palazzo delle Stelline si è tenuto il Forum italo-mongolo, importante appuntamento per il futuro, anzi il presente, della collaborazione economica fra i due Paesi. L'incontro organizzato dall'Istituto nazionale per il Commercio Estero sotto l'egida dei Ministeri italiano e mongolo degli Affari Esteri, della Fifta Mongolia e con il patrocinio del Comune di Milano, di Promos e di Assolombarda, ha visto la partecipazione di numerosi operatori italiani e una folta delegazione mongola, guidata dal Ministro per l'Agricoltura e l'Industria Leggera Badamjunai e dall'Ambasciatore Enkhsaikhan. I lavori sono stati aperti dal direttore generale dell'Ice Massimo Mamberti. Presente l'on. Stefania Craxi, segretario di stato per gli Affari esteri, che ha annunciato una sua imminente visita in Mongolia, seguita dalla visita in Italia del presidente della Repubblica della Mongolia in Italia. E' stata inoltre ribadita la volontà di aprire nei prossimi anni l'ambasciata della Mongolia a Roma. Sono seguiti vari interventi fra i quali quelli di Simest e Sace che hanno presentato le forme di aiuto messe a disposizione degli investitori italiani Ha chiuso le sessione plenaria Michele De Gasperis presidente della camera di commercio italo-mongola con sede a Roma. Sono molte le opportunità aperte in Mongolia in vari settori ma in particolare per infrastrutture ed edilizia civile oltre al settore agricolo ed allevamento.
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Forum Economico Italia-Mongolia a Milano
Presto un sito internet e missione a primavera
14 febbraio 2011 Una missione di imprese italiane in Mongolia a primavera e un sito web in mongolo sulle attività economiche e gli interscambi fra i due Paesi. E' l'ordine del giorno del Forum organizzato dalla Camera di Commercio italo-mongola al Palazzo delle Stelline a Milano, presenti autorità italiane e mongole, fra cui il Ministro all'Agricoltura e all'Industria leggera di Mongolia, Tunjin Badamjunai, accompagnato da una delegazione di imprenditori di Ulaanbaatar. I settori imprenditoriali particolarmente interessati sono infrastrutture ed edilizia; macchine per l’industria alimentare; macchine e attrezzature per concerie; energia; import strategico di lane pregiate; ambiente (trattamento acque, rifiuti, desertificazione), industria estrattiva; servizi finanziari. Sull'importante iniziativa riferiremo nelle News. Anche dall'Umbria si sono mobilitati per l'avvenimento. "Il rapporto del Comune di Magione con la Mongolia – spiega il Sindaco Massimo Alunni Proietti - che vede nella figura di fra Giovanni da Pian di Carpine (nell'immagine a sinistra) un elemento di unione, ha trovato nel Comitato persone che da anni si impegnano per rafforzare un rapporto che ha portato ad importanti risultati: mostre, scambi culturali, pubblicazioni di libri. La presenza di questi nostri concittadini a Milano mi auguro che sia un ulteriore momento di rafforzamento delle relazioni tra queste due comunità".
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Nell'ultimo libro di Antonio Tabucchi
il racconto "Dalle parti della Mongolia"
11 febbraio 2011 C'è un po' di Mongolia nell'ultimo libro di Antonio Tabucchi "Viaggi e altri viaggi" (Feltrinelli, 270 pagine, 17,50 euro). Tra i brevi e illuminanti racconti, l'autore (che pure prende le distanze da questo tipo di narrativa: "Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere sull'amore") ne dedica uno alla Mongolia, anzi "Dalle parti della Mongolia". Una struggente storia, raccontata da una vicina di Tabucchi, Rita. La testimonianza risale alla seconda guerra mondiale, durante la ritirata dei nazisti dall'Italia. Una ragazza trova un soldato mongolo, nascosto in una buca. "Cosa ci fai qui?" chiese la ragazza. Il mongolo alzò le braccia come se fosse davanti a un nemico e disse: "Italia bella". Poi estrasse dalla tasca della giubba un portafoglio e le tese una fotografia. La ragazza la guardò rapidamente nella luce incerta della sera. Riuscì a vedere una grossa tenda ovoidale in mezzo a una pianura. Fuori dalla tenda c'era un uomo, lo stesso uomo che le stava davanti. Accanto a lui, una donna con uno strano cappello sulla testa che le tappava le orecchie, e poi, in fila decrescente, quattro bambini. Era una foto di famiglia". Il racconto prosegue con questo tenero rapporto. "Per molto tempo - scrive ancora Tabucchi - la signora Rita non ebbe più notizie di quel soldato mongolo. Negli anni Settanta, arrivò al convento, nonostante l'indirizzo approssimativo, una lettera per Rita. Dentro c'era solo una fotografia. Davanti a una tenda, un uomo e una donna anziani, e intorno a loro figli e nipoti. Nell'uomo la signora Rita riconobbe con una certa difficoltà il soldato mongolo. Dietro la fotografia c'era scritto: "Italia bella".
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"Ulaanbaatar il posto più brutto del mondo"
Forse per chi vuole attraversare la strada
5 febbraio 2011 Dunque, Ulaanbaatar è il posto più bello del mondo, come decanta National Geographic (vedi) nell'ideale classifica delle mete migliori del pianeta, oppure è il più brutto del mondo come infierisce L'Espresso in un discutibile articolo tradotto dall'originale di Andrzej Stasiuk? Clicca qui per leggere l'articolo dell'Espresso. Sull'esaltazione del National Geographic abbiamo già scritto da queste News (notizia del 5 gennaio 2011), prendiamo ora atto di come invece si può raccontare la stessa realtà come in una sorta di Rashomon (il leggendario film di Kurosawa dove ognuno interpreta lo stesso avvenimento in maniera del tutto differente, a seconda della convenienza o dello stato d'animo). Ciò che si legge sull'Espresso è ai limiti del diffamatorio per una capitale giovane e ricca di sorprese, emozionante punto d'incontro di carovane e di gher fino a un secolo fa, poi trasformata dai sovietici in una sorta di Kiev della steppa. Ma l'atmosfera resta magica e spirituale, come recita la motivazione del National Geographic. L'articolo dell'Espresso dice altro, perché Stasiuk "voleva" dire altro. A conferma che questa capitale non lascia indifferenti, sa suscitare emozioni forti, in un senso o nell'altro. E così si accanisce, con quell'odiosa supponenza occidentale (Stasiuk è uno scrittore polacco), sul tessuto sociale ("Eretta sulla steppa, sulla nuda terra, rammenta un'anti-utopia cittadina"), sull'architettura ("Tutto ciò che è in muratura è sghembo, malfatto, come se fosse il risultato di un gioco da bambini"), perfino sul traffico ("Non conosce pietà. Ulaanbaatar, in particolare per i pedoni". La conclusione a effetto è che: "Ulaanbaatar è il posto più brutto del mondo". Una visione superficiale, che non tiene conto delle meraviglie di questa città, non facili da scoprire, come scrive Paola Frattola, che a Ulaanbaatar ci vive, nel libro "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone - Polaris 2010): "Ulaanbaatr è l'incontro degli opposti. Vale la pena entrare nei quartieri, fermarsi ad osservare. Capire è forse impossibile, bisogna però saper ascoltare senza arroganza, saper vedere senza pregiudizi e forse questi opposti ci riveleranno qualcosa di essenziale. Ulaanbaatar non è tanto una città da vedere, ma da vivere, una città dai mille volti, che vale la pena scoprire". Evidentemente non per Stasiuk, preoccupato solo di attraversare la strada. Per approfondimenti su Ulaanbaatar clicca qui
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Il dramma dell'inverno mongolo a Monza
nel racconto fotografico di Marcello Carrozzo
3 febbraio 2011 Una mostra fotografica dura e coinvolgente dedicata alla Mongolia, proprio in un periodo estremamente duro per le glaciali condizioni climatiche. E' la proposta di Marcello Carrozzo all'Urban Center in via Turati a Monza dal 10 al 13 febbraio. "Mongolia: ultimo inverno - Il dramma di una migrazione" è il titolo della rassegna organizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche con il cooinvolgimento del Comune di Monza e l'Aifo. La mostra sarà presentata mercoledì 9 febbraio alle 21. Questo il calendario dell'esposizione. Giovedì e venerdì dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 14 alle 18. A sinistra la presentazione dell'evento (foto Marcello Carrozzo).
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Addio Tigre, benvenuti nell'anno del Coniglio
Gli astrologi prevedono eventi "esuberanti"
3 febbraio 2011 La Mongolia e tutti i Paesi che seguono il calendario lunare lasciano dunque l’anno della Tigre per entrare nell’anno del Coniglio. Ma come si preannuncia, secondo gli astrologi orientali? Sarà un anno molto vivace, in certi casi perfino troppo, con possibilità di eventi catastrofici. Se nelle due Coree è prevista un’epidemia dalle conseguenze disastrose e in India gravi incidenti aerei e ferroviari, la Mongolia – sempre secondo i simpatici astrologi – sarà probabilmente colpita da un violento terremoto. Sul piano personale, quello del Coniglio sarà l’anno dell’amore, quindi sono previsti matrimoni a go-go, ma anche molte relazioni extraconiugali e rapporti fra persone con una notevole differenza di età. Insomma, buon esuberante anno del Coniglio!
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Via alle celebrazioni per lo Tsagaan sar
Anche in Puglia lo Spazio Nomade fa festa
2 febbraio 2011 Anche in Puglia si festeggia lo Tsagaan Sar. Appuntamento per celebrare la Luna nuova alle ore 20 di sabato 5 febbraio in Contrada Monatanaro 3 a Cisternino, dove l'artista Marilena Gulletta ha creato lo "Spazio Nomade", primo centro culturale italo-mongolo della Puglia. E' prevista una cena intorno al fuoco della gher (nella foto): è chiesto un contributo di 10 euro per l'autofinanziamento dell'associazione. Lo Tsagaan Sar, come ricorda l'invito alla festa, è la celebrazione del nuovo anno, della fine del duro inverno per gli animali e l’ aumento per tutti di un anno di età. In questo giorno la gente lava particolarmente bene il proprio corpo, caccia via dalla mente tutti i pensieri cattivi e inizia una nuova vita. In questo giorno si esprime rispetto per le persone più anziane e per i parenti, si rinnova l’amicizia e la simpatia reciproca e si rinsaldano i legami familiari. La vigilia della festa è chiamata “Bituun”, che significa notte completamente buia, poiché la luna non è visibile in cielo. La cerimonia inizia quando fuori dalla gher è completamente buio. Il primo giorno del nuovo anno le persone si svegliano prima del sorgere del sole, indossano gli abiti nuovi, aprono l’“Orkh”, la finestra alla sommità centrale della tenda, e accendono il primo fuoco del nuovo anno, che coincide con l’inizio della primavera. Questa cerimonia è chiamata “muruu gargakh”, che significa l’inizio della tua orma. Si crede che sia importante iniziare la propria via nella giusta direzione il primo giorno dell’anno".
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Gennaio 2011 |
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Forum economico Italia-Mongolia a Milano
Appuntamento il 14 febbraio all'Ice
31 gennaio 2011 Milano incontra di nuovo la Mongolia. Lunedì 14 febbraio alle 10.30 (registrazione alle 10) al Palazzo delle Stelline di corso Magenta si terrà infatti il Forum Economico Italia-Mongolia con la partecipazione del Ministro all'Agricoltura e all'Industria leggera di Mongolia, Tunjin Badamjunai (nella foto), accompagnato da una delegazione di imprenditori. Il Forum è organizzato dall'Ice, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, in collaborazione con l'Agenzia Mongola per la Promozione degli Investimenti e del Commercio, Fifta, Promos e Assolombarda. Secondo Associm "è una grande opportunità sia per le imprese mongole che per quelle italiane che operano nei settori economici: edilizia, infrastrutture, agricoltura, industria leggera e minerario". Anche mongolia.it seguirà i lavori e riferirà in questa sezione News.
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La Mongolia di Piazzola il 2 febbraio a Verona
"Tutto il fascino della terra di Gengis Khan"
30 gennaio 2011 La Mongolia di Mario Piazzola va in scena mercoledì 2 febbraio a Verona (ore 21, ingresso libero), ospite del Centro Culturale Elisabbetta Lodi in via Giovanni in Valle 13b, nell'ambito della rassegna L'Angolo dell'Avventura. Il titolo "Ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" richiama l'omonima guida sulla Mongolia realizzata per Polaris da Federico Pistone (2008, II edizione 2010) ma in questo caso si tratta del "racconto" di Mario Piazzola, già attivo negli anni 80 nella realizzazione di diaporama. "Lo scopo del viaggio in Mongolia - racconta Piazzola - era quello di soddisfare la grande curiosità di scoprire il paese-territorio dove è nato Gengis Khan e capire le motivazioni che hanno permesso di creare il più grande impero mai esistito".
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Mongolia pronta a festeggiare lo Tsagaan Sar
Appuntamento con Soyombo il 20 febbraio
27 gennaio 2011 Il 3 e il 4 febbraio la Mongolia festeggia lo Tsagaan Sar, il capodanno lunare. Anche in Italia si celebra l'avvenimento e invitiamo tutte le associazioni e le comunità mongole a segnalarci gli appuntamenti. A Milano l'associazione Soyombo di Giancarlo Ventura e Giuseppe Trabattoni organizza un pranzo per festeggiare lo Tsagaan Sar ma anche il 100° anniversario dell'indipendenza mongola. Appuntamento domenica 20 febbraio alle 12.30 presso La Cooperativa La Liberazione di via Lomellina 14. Il costo del pranzo è di 25 euro che saranno destinate a finanziare progetti per il monastero Shank.
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Riserve uranio, Mongolia 16° Paese al mondo
Entro il 2020 aprirà la prima centrale nucleare
26 gennaio 2011 Un'altra grande opportunità per la crescita economica della Mongolia e nello stesso tempo un'altra grande incognita sul suo equilibrio ambientale. Entro il 2020 sarà aperta la prima centrale nucleare del Paese: parte dell'energia verrà utilizzata per scopi pacifici, parte per esportazione. Lo ha annunciato il capo dell’Agenzia per l’Energia Nucleare della Mongolia, Bayarbayasgalan. La Mongolia occupa il 16° posto nel mondo e il 6° in Asia nella classifica delle riserve di uranio. Attualmente l'energia della capitale Ulaanbaatar viene fornita da vecchie centrali a carbone (nella foto, di Federico Pistone)
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Il presidente della Mongolia in Svizzera
per prendere (o dare?) lezioni di democrazia
25 gennaio 2011 E così la Mongolia dovrebbe prendere lezioni di democrazia dalla Svizzera! Questo si legge dagli articoli apparsi sulla stampa elvetica e dall'agenzia battuta dalla Ats (agenzia di stampa nazionale svizzera) che titola: " Il presidente mongolo si fa spiegare la democrazia ad Aarau". Il riferimento è alla visita del Elbegdorj (foto) allo Zda, il centro di Aarau per la democrazia, dove ha incontrato esponenti dell'amministrazione cantonale. Curioso immaginare come una realtà sterminata e storicamente sofferta come la Mongolia, divenuta il più grande impero della storia e poi cuscinetto fra le potenze cinese e russa, un Paese che ha lottato con la rabbia e la spiritualità fino a raggiungere la libertà e la democrazia, una terra fatta di orgoglio e di pastorizia possa imparare qualcosa da uno staterello che ha mantenuto la sua integrità grazie al denaro delle sue banche. Le uniche similitudini fra in due Paesi sono scenari naturali immacolati e la silhouette capovolta della mappa, solo che la Mongolia è grande cinquanta volte la Svizzera. Comunque utile l'incontro di Tsakhiagiin Elbegdorj, presidente dal 2009, che sta cercando di dare alla democrazia mongola connotati più internazionali. Speriamo ora che non venga a prendere lezioni di moralità dal governo italiano!
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Torino ospita i Transmongolia di Hosoo
per una serata di grande musica mongola
22 gennaio 2011 La Mongolia canta e suona a Torino. Uno dei gruppi più importanti, Transmongolia, guidato dal cantante Hosoo (foto), si esibirà il 10 febbraio alle 21 nel Museo d'Arte Orientale (ingresso libero) nell'ambito di una rassegna dedicata alle sonorità asiatiche dal titolo “Darbar”, sotto ladirezione artistica di Renzo Pognant di Felmay e Mondomix. I Transmongolia sono considerati tra le migliori espressioni della cultura mongola: comprendono un quintetto strumentale e vocale con lo straordinario canto di gola (khoomi) di Hosoo che è anche compositore e arrangiatore. Il gruppo ha all’attivo numerose e apprezzatissime produzioni discografiche e una serie massiccia di concerti in tutto il mondo, dove vengono invitati ai più importanti festival. Vedi anche sezione Musica. Per vedere un'esibizione dei Transmongolia vai al filmato su you tube. Per visitare il loro sito: www.hosoo.de.
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L'audiolibro di Samuelson su Gengis Khan
è già nella "top ten" dei più venduti di iTune
21 gennaio 2011 A poco più di una settimana dalla pubblicazione, l'audiolibro “Gengis Khan, il guerriero figlio della steppa” di Richard J. Samuelson è già nella top ten dei più venduti su iTune Store Italia, a dimostrazione del grande interesse per il leggendario condottiero mongolo. Samuelson traccia un ritratto che riscatta l'uomo e l'imperatore da un'immagine di crudeltà ormai superata. Vedi sezione Gengis Khan. La biografia è pubblicata da edizioni bp by La CVasee distribuita da Good Mood, disponibile online su GoodMood.it, iTunes Store e sui principali siti di e-commerce. Il costo è di 5,95 euro.
Speaker e interpreti: Max Dupré, Mauro Ferreri, Nino Carollo. A destra l'immagine del frontespizio. |
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Il National Geographic elegge Ulaanbaatar
migliore meta del mondo 2011: Sardegna terza
5 gennaio 2011 Ulaanbaatar è il luogo più bello del mondo da visitare. La capitale della Mongolia è stata eletta a sorpresa la meta migliore del 2011 dal National Geographic. Molte le motivazioni elencate: fra queste, UB è il punto di partenza per itinerari meravigliosi, ospita splendidi monasteri come Gandan, uno dei più pittoreschi mercati d'Asia, il Narantuul, e il Naadam, la spettacolare celebrazione dei guerrieri mongoli, entrata da poco nel Patrimonio dell'ìUmanità dell'Unesco. Dopo la "medaglia d'oro" a Ulaanbaatar il National Geographic assegna l'argento ai laghi di Pitvice in Croazia e il bronzo alla Sardegna. Le altre località nella top ten mondiale: 4) Tasmania, 5) i fiordi norvegesi, 6) Uruguay, 7) Shimla (India), 8) Messinia (Grecia), 9) Dominica 10) Namibia. Per leggere classifica e motivazioni clicca qui. Nella foto a sinistra (pubblicata dal National Geographic) i piedi della statua buddhista di Mejid Janraiseg, alta 26 metri, all'interno del tempio di Gandan, consacrata nel 1996 dal Dalai Lama. |
NEWS2010 |
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Dicembre 2010 |
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I dieci eventi più importanti del 2010 in Mongolia
secondo l'UB Post: dalle miniere a Jackie Chan
30 dicembre 2010 La Mongolia ha scelto i 10 eventi più importanti del 2010. Eccoli, secondo un'inchiesta dell'UB Post, prestigioso settimanale in lingua inglese di Ulaanbaatar.
1. Miniera d'oro e di rame Oyu Tolgoi
Avviata già da sei anni, nel 2010 la miniera di Oyu Tolgoi nel deserto mongolo del Gobi è entrata nel vivo con investimenti impressionanti e prospettive destinate a cambiare (nel bene e nel male) il futuro della Mongolia. Si tratta della miniera d'oro e di rame più grande del mondo: nel 2012 sono previste le prime massicce estrazioni. Nella foto, alcuni minatori di Oyu Tolgoi (collina turchese)
2. Sviluppo delle altre miniere
In tutto il Paese stanno nascendo nuove miniere per portare alla luce i tesori sepolti sotto la sua crosta. I mongoli vanno orgogliosi del fatto che ogni minerale del pianeta si possa trovare qui. Grandi gli investimenti stranieri che hanno provocato anche reazioni di protesta nella popolazione.
3. Il Partito rivoluzionario cambia nome
Lo storico MPRP (Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo) è diventato MPP, Partito del Popolo Mongolo. Non cambia solo il nome ma anche la strategia del movimento che ha governato il Paese per tanti anni e che mantiene ancora la maggioranza in parlamento: meno rigidità nei programmi e una maggiore apertura ai contatti con l'estero.
4. Arresto del responsabile del National Security Council
Il responsabile del National Security Council of Mongolia B. Khurts è stato arrestato all'aeroporto londinese di Heathrow il 17 settembre 2010 per presunto coinvolgimento nel rapimento di un mongolo avvenuto in Francia nel 2003. Il processo è slittato al 5 gennaio prossimo.
5. Nuove epidemie fra i capi di bestiame
Nel corso del 2010 decine di migliaia di animali sono stati contagiati da nuove malattie infettive che hanno colpito soprattutto bocca e zampe. I primi contagi si sono registrati in aprile nella regione del Dornod e da lì hanno coinvolto altre 25 province di 5 regioni (Sukhbaatar, Dorngobi, Khentii, Tuv, Gobi Sumber). Ventiseimila capi di bestiame sono stati abbattuti e il Goberno ha investito il corrispondente di circa 3 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza.
6. Il censimento della popolazione
Nel 2010 l'Ufficio Nazionale delle statistiche della Mongolia ha eseguito il censimento dell'intera popolazione mongola, che vive nelle 21 regioni (aimag). Un lavoro dettagliato anche sui vari aspetti sociali per ottenere una fotografia più nitida possibile. I dati saranno resi noti fra febbraio e luglio 2011.
7. Il ritiro del campione del sumo Asashoryu
Il grande campione mongolo di sumo e 68° Yokozuna Asashoryu (D. Dagvadorj) abbandona dopo 10 anni di carriera straordinaria. La cerimonia del ritiro è avvenuta a Tokyo il 3 ottobre. Asashoryu è considerato il più grande lottatore della storia di questo sport.
8. La Mongolia conquista 23 titoli mondiali
Nuovi campioni emergono all'orizzonte dello sport mongolo. Un esercito di 227 atleti della Mongolia ha preso parte brillantemente agli Asian Games in Cina ottenendo 16 medaglie, di cui 2 ori. Due anche i trionfi ai Giochi Olimpici giovanili di Singapore con B. Battsetseg (lotta) e G. Erdenebold (ginnastica). Complessivamente 23 sono i mongoli che hanno ottenuto titoli mondiali nel corso del 2010, distinguendosi in particolare nel pugilato, nel judo, nella lotta e nel tiro con la pistola.
9. La visita in Mongolia di Jackie Chan
E' stata una preziosa visita di solidarietà quella di Jackie Chan, la star hollywoodiana di Hong Kong, celbre per i suoi film di arti marziali. Chan ha visitato e aiutato concretamente orfanotrofi, bambini d strada e centri di aiuti umanitari suscitando l'entusiasmo della popolazione.
10. Naadam e Khoomii patrimoni dell'Umanità
L'Unesco ha inserito nel Patrimonio dell'Umanità due istituzioni tradizionali mongole: la festa del Naadam, celebrazione delle gesta guerriere (lotta, tiro con l'arco e corsa dei cavalli) che si tiene ogni anno dall'11 al 13 luglio, e il khoomii, lo straordinario canto di gola caratteristico delle interpretazioni musicali dei mongoli. Già il morin khuur, il "violino" col manico a forma di testa di cavallo, era stato inserito nel Patrimonio dell'Umanità.
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Buon Natale anche per loro: aiutiamo i missionari
a regalare un sorriso ai bambini della Mongolia
15 dicembre 2010 Se il Natale davvero è la festa della solidarietà, pensiamo soprattutto a chi ha bisogno davvero e a chi ogni giorno si impegna con coraggio per regalare un sorriso, che significa anche cibo, carbone e vestiti per riscaldarsi, luoghi dove studiare e divertirsi, acqua per lavarsi, opportunità. Come i missionari in Mongolia, amici nostri e amici soprattutto della Mongolia dove svolgono un lavoro umile e straordinariamente prezioso e concreto. Fate un regalo, anche piccolo, a loro per fare un regalo ai bambini della Mongolia. Ne hanno davvero bisogno. Ecco i due appelli, così semplici e sinceri, di Padre Giorgio Marengo, missionario della Consolata, e di suor Adriana Bricchi, missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice di don Bosco. Grazie, a nome della Mongolia. E per altre informazioni sezione Aiuti umanitari
Carissimi Amici di mongolia.it, sappiamo che la Mongolia vi è rimasta negli occhi e nel cuore, non può che essere così! Anche per noi che ci viviamo stabilmente è una scoperta quotidiana. Nel nostro servizio ci occupiamo anche di situazioni difficili, legate alla povertà e al disagio di tante persone, soprattutto i più piccoli. Se lo ritenete opportuno, potete collaborare in questa opera di promozione umana e assistenza. Ogni donazione, anche piccola, sarà un aiuto concreto per chi ha più bisogno: carbone per scaldarsi, materiale scolastico, cibo, medicine... Grazie! E buon Natale a tutti! Padre Giorgio
Per versamenti diretti ai Missionari della Consolata:
Conto corrente postale n. 33405135 intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS - C. Ferrucci 14 – 10138 TORINO
C/C Bancario n. 51600/49 - Banca Intesa - ABI 03069 CAB 01122
Intestato a MISSIONI CONSOLATA ONLUS C. Ferrucci 14 - 10138 TORINO
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Indicare come causale: "Mongolia - Padre Giorgio Marengo"
Stimati Amici di mongolia.it, che belle sorprese su questo sito, diventa sempre più ricco ed interessante. Quando io invoco aiuti per la nostra missione penso tra me: "Verranno delle gocce". La mia fantasia mi fa invece immaginare: "Verrà un diluvio di aiuti"... Si, vorrei donare a tutti i benefattori tanta gioia! La "gioia" è il primo messaggio che la grande festa del Natale, Dio, fatto uomo, fatto bambino offre al mondo, a ciascun uomo. Dio si presenta a noi come bambino. A chi non piacciono i bambini? Chi ha paura dei bambini? I bambini sono amabilissimi... Così è Dio! Buon Natale in tanta gioia e mia, nostra riconoscenza! Sr.Adriana Bricchi fma
Per versamenti alle Figlie di Maria Ausiliatrice Don Bosco:
Conto corrente bancario: UniCredit Banca di Roma S.p.A.
Agenzia Roma Conciliazione 0715
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Conto intestato a: ISTITUTO INTERNAZIONALE MARIA AUSILIATRICE DELLE SALESIANE DI DON BOSCO
Via dell’Ateneo Salesiano n. 81 - 00139 ROMA
Specificare nella causale la motivazione: donazione per Mongolia e far precedere il versamento da una email inviata a suor Adriana: gioiafma@yahoo.co.kr
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Il premier mongolo Sukhbaatar a Mosca da Putin
Fusione di due grandi industrie metallurgiche
14 dicembre 2010 Incontro a Mosca fra il premier mongolo Sukhbaatar Batbold e quello russo Vladimir Putin (nella foto). Molti i punti all’ordine del giorno, fra tutti la fusione di due aziende metallurgiche, Erdenet e Mongolroszvetmet: la nuova azienda sarà quotata in Borsa. Erdenet è tra le principali aziende mondiali del rame. Dal 1° gennaio 2010 il 49% delle azioni appartiene all’azienda di stato russa Rostechnologii.
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Festa di Natale e del nuovo anno il 23 a Milano
con l'Associazione dei Mongoli in Italia
13 dicembre 2010 L'Associazione dei Mongoli in Italia organizza una festa di Natale e anno nuovo il 23 dicembre alle ore 15 presso il Circolo Filologico in via Clerici 10 a Milano (a sinistra, l'invito inoltrato nelle lingue mongola e italiana). Per ulteriori informazioni in mongolo vai al sito relativo dove è anche possibile ascoltare una canzone natalizia in lingua mongola. Anche l'associazione culturale Soyombo di Giancarlo Ventura organizza un incontro natalizio, presso la sede di via Sanremo 22 a Milano, "per bere un bicchiere di vino e mangiare un salatino in occasione in occasione dei salutio per le feste solstiziali".
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Il Mongolia Bike Challenge diventa un libro
con le immagini del fotografo Carlo Borlenghi
11 dicembre 2010 Una grande avventura diventata un grande libro fotografico. E' il Mongolia Bike Challenge 2010, manifestazione dell'omonima associazione guidata da Willy Mulonia con le immagini del celebre fotografo Carlo Borlenghi, 54enne di Bellano, stessa città lacustre dello scrittore Andrea Vitali. Dal 1983 Borlenghi fotografa le regate di Coppa America e nel 2010 ha preso parte alla spedizione mongola restituendo scenari meravigliosi racchiusi in questo libro ordinabile qui.
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Novembre 2010 |
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Ulaanbaatar "Città per la vita": un nuovo passo
verso l'abolizione della pena di morte
30 novembre 2010 Ulaanbaatar aderisce per la prima volta all'iniziativa "Città per la vita", organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio contro la pena di morte, che si celebra ogni 30 novembre in circa 1.300 località del mondo. Un altro passo significativo della Mongolia verso l'abolizione della pena di morte: è stato uno dei 107 Paesi che hanno votato la moratoria universale alla pena capitale l'11 novembre durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il Parlamento mongolo (nella foto a sinistra, "protetto" dalla statua di Gengis Khan) sta vagliando in questi giorni un progetto di legge che prevede l'abolizione definitiva dal Codice Penale della pena di morte. |
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Sumo: Hakuho è il vero erede di Asashoryu
Il mongolo conquista il 17° Trofeo dell'Imperatore
29 novembre 2010 Hakuho è il nuovo imperatore del sumo. Il lottatore mongolo ha vinto il 17° titolo del Grande Torneo Kyushu, battendo in finale il giapponese Toyonoshima. E' stato necessario disputare una gara di spareggio, durante la quale Hakuho ha dimostrato la sua superiorità, togliendo l'illusione all'avversario di regalare al Giappone un titolo che manca da 4 anni. Hakuho è di fatto l'erede del leggendario connazionale Asashoryu, che ha di recente abbandonato una carriera che l'ha incoronato il più grande lottatore di sumo di tutti i tempi. |
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Un mercatino di Natale a Bagno di Romagna
Lo propone Marga in un'autentica gher mongola
29 novembre 2010 Un mercatino di Natale in stile mongolo: è la suggestiva proposta di Marga, "artista in discipline per l'evoluzione e la crescita personale". La gher che ospiterà l'iniziativa (vedi foto) sarà allestita nel centro di Bagno dall'8 dicembre al 6 gennaio: "Di solito - ci scrive Marga - la monto da maggio a settembre nel mio piccolo terreno vicino ad Alfero". Per avere ulteriori informazioni www.zenliveart.com |
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Sedici medaglie, di cui 2 ori e 5 argenti
per la Mongolia ai Giochi Asiatici in Cina
28 novembre 2010 Due medaglie d'oro, 5 d'argento e 9 di bronzo per 16 allori complessivi: questo il bilancio della Mongolia negli Asian Games che si sono disputati in Cina. I due ori sono stati conquistati dal 24enne Mandakhnaran Ganzorig (lotta fino a 60 kg, nella foto) e da Naranchimeg Gelegjamts (lotta femminile fino a 72 kg). A dominare questi Giochi asiatici come sempre la Cina, davanti alla Corea del Sud e al Giappone. |
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Il Teatro dell'Opera di UIaanbaatar "alleato"
del Conservatorio Verdi e della Scala di Milano
23 novembre 2010 Si è conclusa, con un bilancio estremamente positivo, la settimana milanese dedicata alla Mongolia. Non solo diplomazia e istituzioni (molte le autorità italiane e mongole, fra cui l'ambasciatore Enkhsaikhan, il sindaco di Ulaanbaatar Munkhbayar e la nuova Console Gantuya), ma anche molte iniziative concrete tutte all'insegna della cultura. L'ultima firma di collaborazione è stata apposta a una lettera di intenti tra il Teatro di Stato dell'Opera e del Balletto della capitale mongola (nella foto la facciata) con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e l'Accademia del Teatro alla Scala. Intanto, al Museo di Storia Naturale resta aperta fino al 5 dicembre la mostra fotografica di Cristiano Lissoni "Mongolia tra nomadi e cultura". |
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Collaborazione fra musei mongoli e italiani
siglata a Milano all'insegna
della cultura
19 novembre 2010 Davanti a una platea di un centinaio di persone, il Museo delle Scienze Naturali di Milano ha ospitato un incontro diplomatico all'insegna della cultura e della diplomazia. Presenti autorità italiane e mongole, fra cui l'Ambasciatore Enkhsaikhan, il sindaco di Ulaanbaatar e il nuovo console onorario Gantuya Tsevegdorj. Nel corso dell'incontro alcuni musicisti hanno offerto un suggestivo saggio di canzoni della Mongolia e di arie liriche. Cristiano Lissoni ha presentato una galleria fotografica "Mongolia tra nomadi e cultura" molto apprezzata anche dai numerosi mongoli presenti. E' stato anche siglato un vero e proprio trattato di collaborazione fra i musei italiani e mongoli (nella foto, la sigla dell'accordo). |
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Con "Spazio nomade" in Puglia gli studenti
vanno in gita scolastica nelle gher dei mongoli
18 novembre 2010 Una gita scolastica molto particolare per gli studenti del Liceo Polivalente "Don Quirico Punzi" di Cisternino (provincia di Brindisi). Sabato 20 novembre, Spazio Nomade, il primo centro culturale italo-mongolo in Puglia, li accoglierà nelle originali case dei nomadi mongoli, trasportate in Italia dall´artista pugliese Marilena Gulletta nell´ambito della mostra "Corpi nomadi tra Puglia e Mongolia - Uomini, culture e tradizioni solidali" inaugura lo scorso 27 Luglio. A sinistra, Marilena Gulletta all'interno della sua gher a Cisternino. |
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Mongolia Bike Challenge: a Fiesole
le emozioni di un'avventura su due ruote
17 novembre La straordinaria avventura del Mongolia Bike Challenge, organizzato da Willy Mulonia, diventa una serata a tema: il 25 novembre dalle 20.30 la Fattoria di Maiano a Fiesole ospita l'incontro "Progetto avventura" in collaborazione con Pro-Bike Firenze. I protagonisti racconteranno, con parole e immagini, la loro esperienza in Mongolia affrontata in bicicletta. Interverranno lo stesso Mulonia, Marzio Deho, pluricampione italiano di mountain bike e vincitore del Mongolia Bike Challenge e Gianluca Scafuro, protagonista del Mongolia Tour Knights. Condurrà la serata Biagio Maglienti, giornalista Sky. Per altri dettagli vai al sito www.mongoliabikechallenge.com
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Milano dedica una settimana alla Mongolia
Incontri diplomatici, Scala, musei e gallerie
15 novembre 2010 Milano dedica una settimana alla Mongolia, nel segno della collaborazione diplomatica e della cultura. Mercoledì 17 novembre incontro del nuovo console a Milano Gantuya Tsevegdorj (nella foto con l'ambasciatore Enkhsaikhan) con autorità italiane e mongole, fra cui il sindaco di Ulaanbaatar, con l'apertura ufficiale del consolato onorario di Milano. Gli appuntamenti proseguono giovedì con visite della città, incontro con il Presidente del Consiglio Comunale di Milano Manfredi Palmeri e con l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer, pranzo con il Sindaco Letizia Moratti. Segue visita alla Scuola Civica di Musica, al Conservatorio Giuseppe Verdi e, alla sera, la delegazione seguirà alla Scala la rappresentazione della Carmen di Bizet. In contemporanea il Museo di Storia Naturale ospiterà una serie di iniziative legate alla Mongolia: mercoledì 17 alle 21 in Aula Magna "Mongolia su due ruote" (reportage di un cicloturista) con Michele Sanna, giovedì 18 inaugurazione di "Dinosauri della Mongolia", mostra fotografica, venerdì 19 alle ore 17 inaugurazione della mostra "Mongolia tra natura e cultura" (fino al 30 novembre) con immagini di Cristiano Lissoni.
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La Mongolia raccontata da Alessandra Spataro
sulla Radio Svizzera Italiana da lunedì 15
13 novembre 2010 La RSI, Radio Svizzera Italiana, dedica alla Mongolia uno speciale nell'ambito della trasmissione "L'erba del vicino". L'ha realizzato Alessandra Spataro (nella foto), giornalista ticinese e profonda conoscitrice della realtà mongola, in particolare dei suoi aspetti sociali e antropologici. Alessandra cura anche il sito Kundun news, con costanti aggiornamenti dall'Asia. Il programma andrà in onda in diretta lunedì 15 novembre alle ore 16.45 sulla Rete Uno della RSI con replica in serata: si può ascoltare anche su Internet sul sito www.rsi.ch e successivamente dall'archivio dei podcast. Oltre a voci e suoni dalla Mongolia, ci saranno anche gli interventi di Federico Pistone del Corriere della Sera (e responsabile del sito mongolia.it) e Giancarlo Ventura dell'Associazione Soyombo. Il compenso della trasmissione andrà ad associazioni umanitarie che operano in Mongolia.
La trasmissione è ascoltabile in podcast cliccando qui
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Idiozie senza frontiere: governatore russo
offre 23mila euro per bere un té con lo yeti
12 novembre 2010 Se esiste, lasciatelo in pace. In Mongolia lo chiamano Almas, ma in tutto il mondo è copnosciuto come Yeti: sì, l'abominevole uomo delle nevi che ogni tanto fa capolino nelle cronache più o meno fantastiche. Il solito russo eccentrico, tale Aman Tuleev, governatore della regione siberiana Kemerovo, ha offerto una ricompensa di un milione di rubli, pari a 23 mila euro (anche il braccino corto!) a chi gli porterà "un esemplare di yeti per bere insieme una tazza di tè". A parte l'idiozia della prospettiva, il governatore ha anche specificato "meglio vivo", come a dire che anche morto andrebbe bene. Senza sapere nemmeno di cosa sta parlando, visto che fino a questo momento le "comparse" dello yeti nei meandri dei monti Altai, sul confine fra Mongolia, Russia e Kazakista, non hanno mai avuto riscontri precisi. Un collaboratore di mongolia.it, Lorenzo Rossi (sua la foto a sinistra, con un nomade kazako e il disegno di un almas), massimo criptozoologo italiano, è partito alcuni anni fa per una spedizione, molto più scientifica e ammirevole, sulle tracce degli avvistamenti dell'almas. Sperando che Tuleev continui a bersi da solo il suo té.
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La Mongolia rivive alle porte di Milano
con una suggestiva gher nella Valle del Ticino
6 novembre 2010 Crescono a vista d'occhio le gher in Italia. E' sempre più diffusa la moda, molto ecosostenibile, di piazzare le tende tradizionali dei nomadi mongoli nel proprio giardino o in veri e propri parchi, destinate a diventare alloggi alternativi e molto confortevoli di agriturismi senza compromessi. Ma ci sono anche aziende agricole che hanno deciso di importare e montare autentiche gher all'intero del proprio terreno, com'è successo recentemente in un'azienda agricola vicino ad Abbiategrasso, nella suggestiva Valle del Ticino (foto). Sembra davvero che la Mongolia rinasca alle porte di Milano, con tanto di mandrie di mucche e pecore che pascolano tutto intorno, un'erba verde che richiama la steppa mongola e l'interno della tenda curato nei minimi particolari e pronto a ospitare amici, parenti e curiosi in un disteso clima conviviale. Non manca neppure la bandiera mongola che sventola su un alto pennone. Per conoscere tutto sulle gher vai alla pagina relativa, dove è possibile anche consultare la mappa delle gher in Italia e, perché no, fare un pensierino per acquistarne una.
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Tsaatan e Kazaki, protagonisti a Como
nella videoproiezione di Alessandra Monti
3 novembre 2010 "Tsaatan e Kazaki", due volti estremi della Mongolia in una videproiezione di Alessandra Monti, stylist e viaggiatrice per passione. Appuntamento lunedì 8 novembre alle 21.15 al don Guanella di Como (via T. Grossi 18, ampio parcheggio e ingresso libero). Un viaggio suggestivo tra due realtà così singolari, raccontate in modo altrettanto singolare. Nella foto (di Alessandra Monti), un kazako con la sua aquila.
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La Mongolia diventerà un "emirato delle steppe"
grazie al massiccio sfruttamento minerario
1 novembre 2010 La Mongolia "emirato delle steppe". E' lo scenario che "Italia Oggi" prevede nel futuro di questo Paese, partendo dai più recenti investimenti in campo minerario. "Carbone, rame, ferro, uranio, zinco, nickel, oro, argento. E ancora, fosforite e terre rare, quei minerali vitali per l'industria elettronica. Sono questi i tesori del paese, che tra il 1924 e il 1990 fu un protettorato sovietico. Il settore minerario potrebbe presto spodestare l'agricoltura come pilastro dell'economia locale, anche se crea pochi impieghi diretti. Il governo pensa di trasformare le risorse sul posto, in modo da trarne maggiori profitti. Ma gli esperti occidentali giudicano illusorio che la piccola Mongolia possa sviluppare un'industria manifatturiera all'ombra del suo potente vicino, la Cina, che attualmente assorbe il 73% delle esportazioni mongole. In compenso è la Russia il primo fornitore del paese (cereali, petrolio, elettricità), oltre a essere protagonista dello sviluppo ferroviario mongolo". L'FMI, il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2018 la ricchezza individuale dei mongoli passerà dagli attuali 2mila dollari a 8mila dollari, cioè da 1.400 a 5.600 euro. "In quale forma questa ricchezza ricadrà sui tre milioni di mongoli, il 40% dei quali vive con meno di due dollari al giorno, è tutto da vedere", commenta il quotidiano economico, che cita anche la dichiarazione di Delgermaa Byambasuren, direttrice della boutique Louis Vuitton che si trova nel cuore della capitale Ulaanbaatar: "I nostri clienti sono per oltre il 90% mongoli". Ma chi può permettersi di comprare una borsa che costa l'equivalente di 3.200 euro quando il salario medio non supera i 200 euro? "Persone che lavorano nel settore minerario". Nella foto, la miniera di oro e rame a Oyu Tolgoi nel deserto del Gobi.
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Ottobre 2010 |
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I nomadi arrivano in Piazza San Carlo a Torino
grazie alle splendide immagini dei Baldizzone
28 ottobre 2010 Da oggi fino al 10 gennaio 2011 nella centrale piazza San Carlo di Torino è aperta la mostra "Spirito nomade, uomini dei deserti, di sabbia, d'erba, di neve", con foto di Tiziana e Gianni Baldizzone. L'iniziativa, curata dalla Fondazione Torino Musei, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, propone 80 fotografie scattate tra i nomadi della Mongolia, del Kazakistan, della Siberia e del Sahara. L'ingresso è libero e le foto saranno illuminate nelle ore serali. Nella foto, una suggestiva immagine scattata in Mongolia da Gianni Baldizzone. |
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"Khujirt", un documentario di Duccio Pugliese
per conoscere i nomadi e aiutare la Mongolia
27 ottobre 2010 Khujirt è un piccolo centro dell'Uvurkhangai, circondato da uno scenario magico, non lontano dall'antica capitale Karakorum, al centro della Mongolia. Duccio Pugliese ha dedicato a questo piccolo gioiello nella steppa un suggestivo documentario (nella foto, la copertina) della durata di 39 minuti, propodotto da BrebFilm. Come ricorda l'autore: "Tutt'attorno lunghissime vallate d'erba costellate dalle gher. In attesa di affrontare il rigido inverno, i pastori accumulano le scorte alimentari, i bambini lasciano le famiglie per andare a scuola, i giovani si sposano. Qualcuno lascia la vita nomade per sempre". Il ricavato della vendita del documentario sarà destinato alla Missione della Consolata di Arvaikheer e ad altre iniziative di solidarietà a favore delle popolazione della Mongolia. Chi fosse interessato ad acquistarne una copia può richiedere il video scrivendo al sito www.brebfilm.it |
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Canto di gola e strumenti tradizionali dell'Altai
il 29 (Alba) e 30 ottobre (Torino) con
Tserendavaa
26 ottobre 2010 Mongolia protagonista nella rassegna musicale "EstOvest" organizzata dall'associazione Xenia Ensemble. Venerdì 29 ottobre alle 21 ad Alba (tenuta Fontanafredda) e sabato 30 ottobre alle 21 a Torino (FolkClub in via Perrone 3, ingresso 15 euro, 10 ridotti) si esibirà il maestro Tserendavaa, attraverso l'impressionante canto di gola khoomi e gli strumenti tradizionali a corde morin khuur, tobshuur, tomor khuur, khalsun khuur. Tserendavaa è un pastore dell'Altai mongolo e vive in una gher insieme alla moglie e agli otto figli, oltre a centinaia di capi di bestiame. E' un grande interprete del canto armonico di gola, originario proprio delle zone altaiche, che sfrutta le risonanze dei suoni vocali nella gola e nella cavità della testa, emettendo due suoni simultaneamente: una nota bassissima e un'altra che assomiglia a un sibilo. Per altre informazioni vai alla sezione Musica.Nella foto, Tserendavaa sul suo cavallo. |
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La Mongolia chiede aiuto alla Finlandia
Niente soldi, solo liquido seminale delle renne
26 ottobre 2010 La Mongolia chiede aiuto alla Finlandia. Niente denaro, niente aiuti umanitari: solo renne, anzi liquido seminale nelle leggendarie renne scandinave per inseminare artificialmente le renne mongole. La richiesta è stata avanzata ufficialmente dal presidente della repubblica mongola Elbegdorj durante un incontro a Helsinki con il premier finlandese. Le renne mongole, le più meridionali del mondo, vivono nella fascia subsiberiana dei monti Sayan e sono fondamentali per la sopravvivenza del popolo degli Tsaatan (letteralmente uomini renna). Nella foto, un papà Tsaatan mostra con orgoglio il figlio e la renna (foto di Federico Pistone). |
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Siglato gemellaggio sanitario di due anni
fra Arvaikheer e gli Ospedali Riuniti di Bergamo
25 ottobre 2010 Un patto di collaborazione, anzi un vero e proprio gemellaggio sotto l'egida della Regione Lombardia, quello siglato fra gli Ospedali Riuniti di Bergamo e il nosocomio di Arvaikheer. Il progetto prevede formazione dei medici stranieri, missioni degli specialisti italiani e donazione di apparecchiature dismesse ma funzionanti in occasione del trasloco nel nuovo ospedale. In particolare è già stato individuato un apparecchio per l’anestesia, completo di sistema di monitoraggio. «Con questa firma sigilliamo l’impegno e la volontà di proseguire con questa collaborazione, nata più di due anni fa – ha commentato Carlo Bonometti, direttore generale degli Ospedali Riuniti -. Sulla scorta delle positive esperienze finora compiute nel campo della cooperazione internazionale, con questo progetto intendiamo migliorare progressivamente le prestazioni sanitarie dell’ospedale di Arvaikheer, valorizzandone le risorse e potenziandone la capacità operativa». Il progetto, di durata biennale, è articolato in due fasi: un periodo di addestramento che il chirurgo pediatrico Enkhbayar Sugar e l’anestesista Chuluuntsetseg Erdenetsetseg trascorreranno tra le sale operatorie e le terapie intensive agli Ospedali Riuniti, fino alla fine dell’anno. A seguire, nella primavera del 2011, un’équipe di sanitari dei Riuniti, composta da un chirurgo pediatra, un chirurgo plastico, un anestesista e un otorinolaringoiatra, si recherà all’Ospedale mongolo per verificare le competenze acquisite e formare il personale su ambiti specialistici come la chirurgia plastica, la pediatria e l’otorinolaringoiatria. Nella foto, da sinistra Ankhtuya Tsevegbat, Direttrice del Dipartimento di salute della regione di Uvurkhangai Aimag, il direttore amministrativo Gianpietro Benigni e il direttore generale Carlo Bonometti degli Ospedali Riuniti.
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Un'auto per i missionari della Consolata
il dono di Uriano e Davide lungo 21.000 chilometri
18 ottobre 2010 Prosegue il filo diretto di solidarietà dall'Italia alla Mongolia, a cui con orgoglio partecipa anche il nostro sito mongolia.it. Sono piccoli grandi gesti di generosità: due ambulanze agli ospedali di Arvaikheer e Ulaanbaatar già donate da team partecipanti al Mongol Rally e ora un'auto, una Ford Focus, consegnata da Uriano Meconi e dal figlio Davide alla missione della Consolata che opera ad Arvaikheer, capoluogo dell'Uvurkhangai. Nella foto, Davide Meconi con Padre Giorgio Marengo posano davanti all'auto, offerta dalla Elica di Fabriano, che sarà utilizzata dai missionari per le loro sempre più preziose attività sociali a favore della popolazione e dei bambini in particolare. Uriano e Davide Meconi hanno percorso 21.000 km in 21 giorni attraversando i Paesi dell'ex blocco sovietico, le regioni torride del deserto kazako-uzbeco e le gelide foreste siberiane per raggiungere la destinazione mongola. Nei giorni scorsi a Porto San Giorgio, nelle Marche, si è festeggiata l'iniziativa grazie a un collegamento online con la missione della Consolata in Mongolia.
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Nucleare: firmato accordo con la Francia
per la produzione di energia e miniere di uranio
18 ottobre 2010 La Mongolia ha siglato un accordo con la Francia per la cooperazione sull'energia nucleare. Decisivo l'incontro fra il Ministro degli Esteri mongolo Zandanshatar Gombojav (foto) e quello francese per gli Affari esteri Anne-Marie Idrac. L'accordo riguarda sia la produzione di energia che lo sfruttamento delle miniere di uranio presenti in Mongolia, oltre a una collaborazione su più ampia scala che comprende anche il turismo.
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Affonda nel Mar Nero nave con bandiera mongola
Otto i dispersi, in corso le operazioni di soccorso
13 ottobre 2010 Mistero in Ucraina, al largo della città di Kerkh nel mar Nero. Una nave battente bandiera mongola, carica di metalli, è affondata per ragioni ancora da verificare. Otto i marinai dispersi, 12 quelli tratti in salvo. Sono in corso le operazioni di soccorso e un'inchiesta per accertare la dinamica dell'affondamento.
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Le donne dipinte di nero di Tsolmandakh
conquistano il Premio Hyeres
del pubblico
8 ottobre 2010 Figure femminili lunghissime e dipinte completamente di nero, al limite del lugubre, affascinanti e inquietanti insieme. E' la moda di Tsolmandakh Munkhuu, 38enne stilista mongola che vive e lavora a Parigi. La sua singolare creatività ha conquistato ormai l'Europa e ora è arrivato anche il suggello di un prestigioso riconoscimento internazionale: a Tsolmandakh è stato infatti assegnato il Premio del pubblico Hyeres 2010. A sinistra, la sfilata di una delle modelle della stylist mongola, acclamata nella cittadina francese.
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Il Team Takhi con la Croce Bianca di Cesano M. donano un'ambulanza all'ospedale di Ulaanbaatar
5 ottobre 2010 Hanno attraversato nove Paesi (Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kirghizistan, Kazakistan, Russia) percorrendocirca 14.000 km di strad e sofferte (foto a sinistra) prima di giungere in Mongolia e consegnare l'ambulanza donata dalla Croce Bianca di Cesano Maderno (Mi) ad un Ospedale della capitale Ulaanbaatar, il National Center for Mental Health. Sono gli amici del Team Takhi: Daniele Gambino ed Edoardo Legnani, e ora sul loro sito molte belle foto raccontano la loro fantastica avventura. Vai al sito di teamtakhi. Sopra, il team con l'ambulanza donata e lo staff ospedaliero. Anche il nostro sito mongolia.it ha avuto il piacere di collaborare a questa splendida "gara di solidarietà" grazie soprattutto ai contatti tenuti da Mara Tamburino e all'operatività sul campo di Alberto Colombo. Quella che segue è la lettera di ringraziamento dell'Ospedale di Ulaanbaatar:
"Dear Dr. Alberto Colombo,Thank you very much for your kind support to Mongolian people. The ambulance has arrived to Ulaanbaatar safely and respective hospital has received the car as donation. In the case Psychiatry Clinic of Mongolia is receiving this kind support. With respect Altanbagana Mashbat MD - International Cooperation Division, National Cancer Center of Mongolia"
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La Mongolia concilia il sonno: per l'Oms
è il paese al mondo dove si dorme meglio
4 ottobre 2010 La Mongolia è il Paese al mondo dove si dorme meglio. Lo scrive Vittorio Zucconi su D - La Repubblica delle Donne del 2 ottobre 2010: "Secondo l'organizzazione mondiale della Sanità gli Stati Uniti sono il paese con il maggior numero di insonni cronici: 45 milioni. La nazione dove si dorme meglio invece è la Mongolia". Evidentemente la mancanza di stress e il meraviglioso e incontaminato paesaggio che circonda le gher concilia il sonno (a sinistra, un bimbo Tsaatan fotografato da Federico Pistone).
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Settembre 2010 |
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Il presidente della Mongolia Elbegdorj
è l'11° leader più rispettato al mondo
30 settembre 2010 Newsweek classifica gli 11 leader più rispettati al mondo e all’undicesimo posto troviamo il Presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj. Descritto come il futuro re Mida, di lui si dice che sia consapevole di essere seduto su una miniera d'oro. Il suo paese ricco di risorse vanta i giacimenti di rame e di oro più grandi del mondo, una riserva di uranio che si classifica al secondo posto tra le più grandi del mondo ed enormi depositi di carbone. Grazie a questa ricchezza di minerali in gran parte ancora non sfruttati, gli analisti di Eurasia Capital e Renaissance Capital predicono che la Mongolia sarà l'economia con più rapida crescita dei prossimi 10 anni. Il Presidente Elbegdorj è intento a far fruttare questa ricchezza di risorse. La prospettiva è certamente promettente (da Associm). |
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Solidarietà: a Orbit completati edificio e pozzo
per la scuola che dal 2011 ospiterà 300 bambini
Il grazie delle missionarie di don Bosco, ora ultima preghiera per l'arredo
29 settembre 2010 Ottime notizie sul fronte degli aiuti umanitari in Mongolia, dove operano con straordinario impegno e coraggio le Figlie di Maria Ausiliatrice, missionarie salesiane di don Bosco: grazie anche alla sensibilità delle offerte inviate tramite il nostro sito (vedi sezione Sos) sono state concluse le strutture fondamentali che ospiteranno una grande scuola fuori Ulaanbaatar, nella zona di Orbit. Si tratta di un grande edificio (vedi foto a lato) e di un prezioso pozzo. Un sogno che si sta realizzando per suor Adriana e le altre amiche della missione di don Bosco. L'invito ora è di continuare questa straordinaria solidarietà per completare l'opera (allestimenti interni, arredamento, sedie, banchi, cattedre, materiale didattico, eccetera) e rendere operativa la struttura per l'anno scolastico 2011-2012. Conto: UniCredit Banca di Roma S.p.A. Agenzia Roma Conciliazione 0715. Specificare nella causale la motivazione: donazione per Mongolia. IBAN IT38U0300205214000010741637. Conto intestato a: Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco Via dell’Ateneo Salesiano n. 81 - 00139 ROMA. Proprio ieri, ci hanno scritto suor Adriana e suor Maria Dominica, per fare il punto della situazione. Ecco la loro testimonianza: "Dobbiamo darvi relazione del cammino che si è fatto alla nostra Missione, anche grazie alla vostra collaborazione. Il pozzo è realizzato e getta abbondante e buona acqua. La cinta per chiudere il terreno si è incominciata con fatica, ma contiamo di concludere a breve. I lavori realizzati per la costruzione della Scuola Elementare si possono vedere dalla foto allegata. Mentre la parte esterna, prima che vengano i forti freddi dovrà essere completata, i lavori interni di rifinitura potranno continuare. Il nostro prossimo passo e' l'arredamento delle 12 classi, due sezioni per ogni anno scolastico (il ciclo delle elementari in Mongolia è di 6 anni, per cui la scuola potrà accogliere 300 bambini: in ogni classe 25 bambini x 12 classi). Ci sono anche gli altri ambienti da allestire: direzione, saloncino, infermeria, ecc. La data di apertura della scuola sarà per i primi di settembre 2011. Sembra lontana la data, ma i preparativi, le compere necessarie sono molte e i fondi sono ancora nei disegni della Divina Provvidenza... Il campo missionario-educativo mette nel nostro cuore tanta sicurezza di fronte al futuro: i giovani della Mongolia hanno di questo impellente necessità e Don Bosco ci assicura che non c'e' "lavoro" migliore di questo. Dio ci aiuti, Maria Nostro Aiuto guidi il cuore di chi potrebbe con noi collaborare al nobile ideale di educare i bambini, i giovani, la nuova generazione della Mongolia. Ci proponiamo un miglior impegno perché vi possiamo tenere al corrente dei desiderati sviluppi e cordialmente salutandovi vi promettiamo preghiere. Riconoscenti Sr. Maria Dominica Pak con Sr. Adriana Bricchi |
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Prime punte sottozero del termometro
La Mongolia si prepara al lungo e terribile inverno
27 settembre 2010 Dopo un'estate sorprendentemente torrida, la Mongolia si appresta a vivere il suo implacabile inverno: per cinque mesi le temperature si assesteranno abbondantemente sotto lo zero, con picchi di meno 55 gradi anche a Ulaanbaatar, la capitale più fredda del pianeta. Nell'ultimo inverno, il gelo ha provocato la morte di circa 8 milioni di animali, gettando nella disperazione centinaia di famiglie di nomadi che sopravvivono grazie alla pastorizia. Mongolia.it, come ogni anno, terrà monitorata la situazione avviando, attraverso missioni, associazioni e ospedali, progetti di solidarietà e di interventi di emergenza. Nella foto (di Federico Pistone), una mandria di yak si fa strada in una tempesta di neve. |
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Luciano Benetton inaugura due aree commerciali
a Ulaanbaatar ispirandosi alla filosofia delle gher
26 settembre 2010 Luciano Benetton in persona (foto) ha inaugurato l'apertura a Ulaanbaatar di una doppia area commerciale, a dimostrazione dell'interesse crescente del made in Italy verso il mercato mongolo. Sono stati aperti il grande store United Color of Benetton (800 metri quadrati su tre piani nel centro della capitale, su progetto dello studio milanese Arassociati) e uno store Sisley, aperto all'interno del Bishrelt shopping center nella centrale Sambuu street. Le strutture si distinguono per la loro elegante essenzialità e richiamano la filosofia delle gher, le case dei nomadi. |
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Con John Delaney la magia in bianco e nero
dei cacciatori con le aquile in mostra a Brescia
16 settembre 2010 Fino al 30 settembre la Mongolia si trasferisce a Brescia grazie alla mostra di John Delaney, 47enne fotografo statunitense famoso per le sue scintillanti immagini in bianco e nero dedicate ai cacciatori con le aquile dell'Altai. Delaney ha conosciuto bene e amato la Mongolia a cui ha dedicato alcuni degli scatti più emozionanti di sempre: opere rigorose dal punto di vista tecnico ma nello stesso tempo estremamente vive. Insomma, la Mongolia dei nomadi è restituita in tutta la sua magia. Appuntamento alla Wave Photogallery di Brescia, in via Trieste 32. "Ho sempre sentito il fascino delle terre lontane", scrive John Delaney. "La fotografia mi ha dato una scusa per immergermi nell'ignoto. La mia più grande speranza mentre scatto è di catturare qualcosa oltre l'ovvio: grazia, nobiltà o solo semplice meraviglia.I miei soggetti mi onorano con la loro bellezza. E io cerco di onorare loro con le mie immagini". |
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