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Erdene Chultem,
professoressa di lingue e di vita

Erdene Chultem, 54 anni, nata in Mongolia. Vive a Ulaanbaatar, è professoressa e consigliere all’Università ACH, ha lavorato nel progetto dell’UE TACIS e ad altri progetti per persone diversamente abili. Per il suo prezioso ruolo sociale è stata intervistata dal popolare giornale sulle donne della Mongolia "Goodali". Parla e insegna mongolo, russo  e inglese. Il suo motto filosofico è "essere se stessi”. Sogna  di realizzare in prima persona un valido progetto per aiutare le persone con disabilità.

Cara Erdene, sono tantissimi gli studenti che sanno che grande professoressa sia lei. La sua pazienza e saggezza, i suoi metodi hanno sempre aiutato gli  allievi non solamente negli studi della lingua che lei insegna ma anche per vedere  la vita con molto più amore. La Mongolia ha attraversato un periodo molto difficile negli anni 90,  ma io la ricordo sempre sorridente e  nello stesso tempo forte. Non era facile lavorare ed essere  madre di bambini piccoli mentre tutto il Paese era in crisi e in grande difficoltà. La Mongolia è cambiata  nell’ultimo decennio. Potrebbe raccontarci  come vede la Mongolia oggi? Quali cambiamenti  sono stati più significativi negli ultimi dieci anni dal suo punto  di vista?

Sappiamo che per la maggior parte d’Europa ci sono voluti circa 150 anni per modernizzarsi. Riguardo la Mongolia, questo è una chance unica  per “recuperare” la nostra mancata rivoluzione industriale dopo aver sempre temuto le minacce della politica comunista di isolarci dalla tecnologia occidentale. Adesso la Mongolia sta cambiando rapidamente verso i migliori esempi dell’educazione,  forti incentivi e buon fondamento per modernizzazione.

Quanto è importante per la Mongolia diventare moderna e perché?

Perché? Per essere una parte valida della comunità mondiale.

Anche lei pensa che la società moderna  abbia un forte impatto sulla cultura tradizionale? Quanto è  importante preservare le tradizioni e nello stesso tempo andar avanti per migliorare gli standard della vita per tutta la popolazione del nostro Paese, specialmente nella campagna?

Oh, un impatto formidabile!  Questo “processo” è visibile ovunque  e “scorre” cosi velocemente! Ovunque vai in Mongolia, in qualsiasi provincia, si può osservare la ricca cultura nomade  fondersi con  l’high-tech “amenità” della società moderna. Sono appena tornata dalla provincia del Nord della Mongolia, doveil nostro staff è stato calorosamente ospitato dai pastori locali. Immaginate una gher tradizionale di feltro, con una antenna satellitare recintata (cosicché  le capre curiose non possano sbatterla e romperla), l’ultimo modello di  televisione della Grundig,  il telefono Samsung con il quale parlano con il loro nipote che studia all Istituto Tecnico in Giappone e lo stesso cellulare che usano per i trasferimenti bancari, tramite Khaan Bank... Non è un quadro interessante? Io considero questo come un fantastico miglioramento degli standard della vita della campagna in Mongolia. Per me la differenza  principale fra i mongoli della città e della campagna rimane sempre nelle loro cosiddetta “impostazione” mentale. Certamente, l’originale cultura tradizionale è preservata in campagna,  mentre il fascino della modernizzazione e dello sviluppo appartiene prevalentemente alle città. Ma non posso evitare di  fare una riflessione su un punto importante. Ci sono alcuni problemi sui quali dobbiamo lavorare come, per esempio, un periodo lunghissimo di adattamento  per le persone rurali alla cultura urbana, un certo tipo di comportamento della convivenza etica eccetera.

Che cosa  pensa dell’inquinamento dell’aria a UB?

Penso che il nostro Governo è stato irresponsabile e non è riuscito  a prevedere questa situazione catastrofica. C'è una strategia a lungo periodo per ridurre l'inquinamento dell'aria, ma intanto i problemi  aumentano sempre in città causando seri problemi della salute. Il mese scorso  ho letto  che la quantità di  particelle dannose nell’aria di UB è intorno a qualcosa come 1500 microgrammi  per 1 metro cubo, il che significa che i polmoni di una persona sono soggetti a sostanze tossiche, come fumare  4-5 pacchetti  di sigarette al giorno!

La Mongolia  è conosciuta  nel mondo come un Paese dalla cultura nomade. Allo stesso tempo la vita in città è frenetica e  la lingua inglese gioca un ruolo enorme in tutti tipi di  relazioni: dalla vita privata   fra le persone alle  relazioni sociali di business e politica. Si può dire che il mercato libero dell'economia del marketing  ha “fatto” diventare almeno la metà  della popolazione bilingue? Tanti in Mongolia parlano normalmente almeno 3 lingue.

Non sono un'esperta di statistica ma confermo questi dati. Almeno a UB, dove vive la metà della popolazione, è la realtà dei fatti. Prendi me come esempio: essendo una professionista qualificata con il diploma di laurea in  mano ho dovuto letteralmente sopravvivere durante il durissimo periodo della crisi (quello che noi chiamiamo” il periodo della transizione”) e quindi ho imparato l’inglese. È  buffo, perché nessuno crederebbe che io abbia imparato l’inglese da sola e cominciandolo a studiare dopo i 35 anni.

Va spesso in campagna? Come la trova? È sempre la stessa come anni fa?

Io sono nata e cresciuta a UB, e nella capitale vivo da sempre. Ma come ogni persona mongola cerco di visitare la campagna almeno due volte all’anno per godere un po’ della  natura e stare con i nomadi. Nonostante  alcuni cambiamenti drammatici in campagna, la vita in generale rimane la stessa: nel  senso che viene mantenuta l'armonia magica con madre natura, si preservano e si seguono le antiche tradizioni, si fanno crescere i bambini con semplicità e profondo rispetto per gli altri.

Lei incontra e lavora con tantissimi stranieri. Che cosa di solito consiglia di visitare a UB?

Sarai sorpresa, ma io consiglio sempre per prima cosa... di fare  amicizia. Conoscere un nomade moderno mongolo è la migliore chiave per “buttarsi” dentro una cultura e soprattutto di comprendere i valori dall’interno. Ulaanbaatar è una città unica, colorata e ha tanti posti da visitare. Vorrei proporre ai nostri lettori una  prospettiva diversa, inusuale : provate solamente a scoprire UB come una città meravigliosamente amichevole nei confronti dell’Europa. Prima di tutto, prendete un biglietto al Teatro Nazionale dell’Opera & Ballet per sentire le voci dei  cantanti che hanno studiato il belcanto in Europa (in Russia, Bulgaria ed Italia soprattutto) e cercate di valutare la loro esibizione. Poi andate al Central Tower che è accanto del Teatro, magari passate attraverso dei negozi di marca, per esempio Luis Vuitton, cenate in uno dei locali che stanno all’ultimo piano, poi prendete una delle buone birre della Mongolia o qualche vino anche italiano, francese o spagnolo. E vedrete che farete una bella amicizia con qualcuno che vi consiglierà  molto bene su come visitare i posti della vera cultura nomade della Mongolia!

Ogni volta, quando ritorno in Mongolia, visito il Monastero di Ghandan… Per me è un posto sacro, e mi sento così bene dopo … Quanto spesso ci va anche lei?  Potrebbe dire  qualcosa sulla storia di Ghandan?

Sono d’accordo con te. Ghandan è veramente un posto sacro dove ognuno riesce a sentire la propria voce interna e ritrovare la serenità. Invece le persone di  religioni  e cultura  diversa  possono gradire una bellissima architettura ed arricchire il loro sapere sulla storia del Buddhismo ed anche sulla storia della Mongolia stessa. Intendo dire che Ghandan era l’unico monastero attivo che continuò l’attività buddhista anche durante il passato comunista quando ci fu il regime di repressione in Mongolia.

Sappiamo che la Piazza attuale di Ghenghis Khaan prima si chiamava piazza di Sukhebaatar…Le manca la "vecchia versione", prima che costruissero il Nuovo Palazzo del Governo?

Lo sai, non mi manca. Il nuovo “look” non ha rovinato il “vecchio”. Venite e vedrete.

Quale il suo piatto preferito  mongolo?

Mi piace “UB fusion”: fantasticamente morbido, carne di vitello con le verdure. E poi, lo yogurt nomade mongolo con frutta di bosco come dessert.

Ha mai visitato l’Italia?

Purtroppo no. Sogno di visitarla. E come prima cosa andrei alla Scala di Milano.

Quindi ama l’opera?

La cosa più bella che Dio abbia mai creato è l’Opera italiana!

Se lei fosse una organizzatrice di un tour, quali scelte proporrebbe in Mongolia?

Per gli amanti  della musica, Morin Khuur e Grand Opera, ed anche Tuurain Tuvurguun, che è un festival di musica moderna e tradizionale. Per gli amanti della moda, Goyol e Torgo show,  che sono veramente eventi di design & fashion per tutti i sensi! E sempre e comunque è importante  preparare un viaggio  fatto su misura”, ognuno per il suo gusto. Cercate di scoprire  la Mongolia nei suoi contrasti ovvero l’antico con una buona combinazione del moderno.

Ayana Sambuu