Soyombo

IL SIMBOLO DELLA LIBERTA' 

Il Soyombo Ŕ il simbolo stesso della libertÓ e dell'indipendenza della Mongolia. Risale al XIV secolo e, secondo la tradizione, Ŕ stato creato dallo stesso Budda vivente Zanabazar. Il Soyombo compare sulla bandiera mongola, ma anche sui passaporti, sulle banconote, sui francobolli. GiÓ Marco Polo descrisse la bandiera della Mongolia ornata dal sole e da un quarto di luna, che sono effettivamente elementi del simbolo del Soyombo. Nel 1686 Zanabazar compose l'alfabeto partendo proprio dagli ideogrammi presenti nell'antico Soyombo. Gli elementi di questo emblema sono riscontrabili in antichi marchi per il bestiame, tuttora in uso.

 

IL SOYOMBO NELLA STORIA 

Il Soyombo adorna i portici e le cornici dell'architettura sacra della Mongolia settentrionale e compariva sugli stendardi dei guerrieri mongoli. Nel XVII secolo il patriota Tsoktu-Taidji, in guerra contro i Manchu, port˛ la bandiera della Mongolia fino in Tibet: e giÓ allora campeggiava lo stemma sacro del Soyombo. Tre secoli dopo, nel 1911, l'eroe mongolo Maksardjav iss˛ la bandiera con il Soyombo sforacchiato dalle pallottole dei cinesi. Nel 1921 i partigiani di Sukhbaatar adottarono il  Soyombo come simbolo di libertÓ e indipendenza. Nel 1924 venne proclamata la Repubblica Popolare di Mongolia e un decreto sui nuovi gonfaloni precisava che, secondo l'antica tradizione popolare, il Soyombo significava: "Viva il popolo mongolo".

 

UN INTRECCIO DI SIMBOLI 

Ma che significato hanno i complicati simboli di cui il Soyombo Ŕ composto:

in alto, il fuoco simboleggia  la rinascita, l'eterna  fiamma della razza mongola e della famiglia. Anche le tre lingue della fiamma hanno un significato: la prosperitÓ del popolo nel passato, nel presente e nel futuro.

Sotto il fuoco, appare un cerchio che rappresenta il sole racchiuso in un quarto di luna. Si tratta di due elementi fondamentali della tradizione sacra: il padre del popolo mongolo Ŕ il quarto di luna, la madre Ŕ il sole.

I due triangoli con la freccia rivolta verso il basso hanno un preciso significato: "morte ai nemici dei Mongoli".

I due rettangoli rappresentano, sempre secondo l'antica tradizione, la rettitudine morale. Come i rettangoli, sia quelli che stanno in alto, i principi, che quelli che stanno in basso devono comportarsi onestamente.

Al centro, un simbolo fondamentale della cultura orientale: un cerchio che rappresenta due pesci con gli occhi aperti (attenzione, vigilanza) ma anche uomini e donne uniti (solidarietÓ, collaborazione, saggezza).

Le due fasce verticali ai lati raffigurano i muri di una fortezza e, come ricorda la studiosa romena Rodica Pop, costituiscono l'espressione grafica dell'antico proverbio mongolo: "Due amici sono pi¨ forti dei muri di pietra", quindi che "il popolo unito sarÓ pi¨ forte dei muri di una fortezza".

 

IL FIORE DI LOTO E LA STELLA 

"Quando nel 1924 - afferma la professoressa Pop - il Soyombo fu adottato, il fiore di loto, simbolo della purezza di cuore e di mente, fu posto sotto l'emblema nazionale. Questo gesto traduce in qualche modo un giuramento solenne dei fondatori del nuovo stato popolare: "Che i nostri cuori e i nostri pensieri siano risparmiati dal fango degli interessi personali, come i petali del fiore di loto dal vaso".

Durante la dominazione sovietica, sul Soyombo fu aggiunta la stella del comunismo che per˛ Ŕ sparita in anni recenti.

Una vivace associazione culturale sorta a Milano e creata da Giancarlo Ventura si dedica ai rapporti tra Italia e Mongolia e ha adottato proprio il nome di  Soyombo.