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Sono tante le impressioni, le immagini e le
emozioni riportate che diventa difficile descriverle. Qualcuno mi
aveva detto: "In Mongolia? Ma ci sono solo spazi immensi, monotoni e
senza niente. Che ci vai a fare?". E io a queste persone non posso
che rispondere con una frase di T. Monod: "Monotono? State
scherzando? Per il cieco senza dubbio, come per il viaggiatore
banale, ordinario,senza curiosità, che non sa né vedere né
guardare". L'immagine più bella: il volo di un'aquila proprio vicino
alla luna che era appena sorta: l'aquila è l'animale che mi piace di
più fin da quando ero bambina perchè pensavo che volando co
Ulaanbaatar mi ha incuriosito. Ho fatto il
classico giro della città con la visita a Gandan, ai musei e la
piazza centrale, che mi ha lasciato abbastanza indifferente;
poi l'ultimo giorno prima di ripartire per l'Italia, il pomeriggio
ho passeggiato per le strade senza una meta precisa tra il caos
delle auto e le strade innevate, osservando le persone, i negozi, i
telefoni Penso che sicuramente presto tornerò in Mongolia, perchè sono ancora tante le cose che mi piacerebbe vedere o approfondire, e perchè ci sono dei posti che in qualche modo ti mandano dei segnali e ti chiamano. Un abbraccio e bayarta. Paola Storti |