Mongolia.it
INNO
2.230 tugrik = 1 euro
NEWS

 PRIMO PIANO
La Cenerentola di Rossini sbarca a Ulaanbaatar
17 giugno 2017

Un italiano alla corte di Gengis Khan. Sarà, infatti, il direttore abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore principale ospite della Fondazione Festival Pucciniano a dirigere la prima assoluta in Mongolia nel Teatro nazionale d'Opera e Balletto della capitale Ulan Bator della straordinaria opera "La Cenerentola" di Gioachino Rossini. Il Maestro, tornato dai successi in Messico e al Teatro nazionale di Belgrado dove ha recentemente diretto il balletto "La bella Addormentata" di Tchaikovsky con l'Opera di Stato, porta l'Opera italiana anche in Mongolia, invitato dal Mongolian Cultural Envoy to UK and EU e dal Ministero degli affari esteri dello Stato. Il progetto, ideato dal soprano e regista Ayana Sambuu (nella foto) con la collaborazione di Nathalie von Rittersberg, vede la presenza di noti solisti internazionali provenienti da diversi paesi unitamente al coro e all'Orchestra del Teatro Nazionale di Mongolia. Tra i solisti anche gli italiani Concetta Pepere nel ruolo di Clorinda, Franco Cerri nel ruolo straordinario di Dandini e Pietro Toscano in quello di Don Magnifico.

 SOLIDARIETA'
Operata a Udine la piccola Mariam
6 giugno 2017

Grazie al Gengis Van Team coordinato da Marco Scicchitano, a Etica Onlus Presidente Dr. Michele De Gasperis, a Casa Mia Onlus Presidente Gabriella Pera e Laura, a Flying Angels Foundation Onlus nelle persone di Alessandra Minetti e Valentina , il 31 maggio la piccola Mariam, bambina nomade mongola rimasta gravemente ustionata alle mani a causa di una stufa rovente, è stata operata presso l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Nella foto, Mariam è con il padre, a destra e con Alberto Colombo, al centro. L'intervento ricostruttivo alle mani di Mariam, condotto dal Prof. Piercamillo Parodi direttore della Clinica Universitaria di chirurgia plastica e ricostruttiva e dall’ortopedico Dr. Nicola Collini, è stato reso possibile dalla stretta collaborazione fra i soggetti che hanno preso parte all'iniziativa. Un ringraziamento particolare alla Regione Friuli Venezia Giulia, alla Azienda sanitaria di Udine, al reparto pediatria dove Mariam è ricoverata e assistita, al Dott. Pasquale Palumbo, capo dell’ufficio consolare italiano a Ulaanbaatar. A questo primo intervento ne seguirà un altro, che verrà condotto nella stessa struttura ospedaliera nelle prossime settimane. La permanenza di Mariam in Italia si concluderà dopo una terza fase di riabilitazione e fisioterapia
Alberto e Chiara Colombo (coordinatori del progetto Mariam)

 PRIMO PIANO
L'ambasciatore di Mongolia in visita a Magione
16 maggio 2017

Sabato 20 maggio, una delegazione composta da amministratori comunali, rappresentanti delle istituzioni parlamentari e universitarie, delle realtà imprenditoriali e associazionistiche, accoglieranno nella sala del consiglio comunale di Magione l’ambasciatore della Mongolia in Italia S.E. Tserendorj Jambaldorj. Il programma della giornata prevede, alle 10.30, la visita alla sala consiliare dove, dopo i saluti del sindaco Giacomo Chiodini, sono previsti gli interventi della senatrice Valeria Cardinali, associazione parlamentare Italia-Mongolia; di Giovanni Paciullo, rettore Università per Stranieri; Maurizio Oliviero, Università degli studi di Perugia; Brunello Cucinelli, imprenditore; Nyamaa Lkhagvajav dell'Associazione Mongolia-Italia; Umberto Mannocchi Comitato Fra Giovanni da Pian di Carpine. Vanni Ruggeri, storico e presidente del Consiglio comunale di Magione, a conclusione della mattinata, illustrerà la sala consiliare e la storia di Giovanni da Pian di Carpine. Farà seguito una vista al Castello dei cavalieri di Malta e alla statua dedicata al celebre francescano. Nel pomeriggio, ore 17, dopo la visita a un’azienda del territorio, nella sala Carpine della Società operaia, il rappresentante diplomatico incontrerà gli imprenditori di Magione e Perugia. L’incontro è a cura dell’associazione parlamentare Italia-Mongolia. La visita, oltre che consolidare il legame tra la comunità mongola e magionese in nome del francescano Giovanni da Pian del Carpine che nel 1246 raggiunse, prima ancora di Marco Polo, le lontane terre di Gengis Khaan come inviato di papa Innocenzo IV; sarà occasione per l’ambasciatore di conoscere alcune delle realtà imprenditoriali del comune di Magione. (fonte umbriadomani.it). Nella foto, l'ambasciatore Tserendorj con il Presidente Mattarella

 PRIMO PIANO
In libreria il secondo capitolo di Yeruldelgger
8 maggio 2017

Dopo Yeruldelgger, Morte nella steppa, il noir francese più premiato degli ultimi dieci anni, arriva nella collana Darkside di Fazi Editore il secondo capitolo della trilogia che sta conquistando i lettori di tutto il mondo: il commissario ritrova la Mongolia e le sue terre estreme in un grande thriller di un’originalità assoluta Yeruldelgger, Tempi selvaggi. La trilogia di Yeruldelgger è stata un vero e proprio caso editoriale in Francia, dove ha venduto 500.000 copie e ha vinto i più importanti premi letterari fra cui il prestigioso Prix SNCF duPolar 2014. Questa la trama del secondo volume della serie. È inverno inoltrato in Mongolia: la steppa è avvolta nella morsa dello dzüüd. Imperversa un vento gelido, le temperature si aggirano sui meno trenta e il paesaggio è spazzato da tormente di neve. Sembra di respirare schegge di vetro. È la leggendaria sciagura bianca, che al suo passaggio lascia dietro di sé una scia di cadaveri. Milioni di vittime, uomini e animali. Da un cumulo di carcasse congelate, incastrata fra un cavallo e una femmina di yak, sbuca la gamba di un uomo. Sarà solo il primo di una serie di strani ritrovamenti. Ma il commissario Yeruldelgger al momento ha altri problemi: in un albergo di Ulan Bator è stata assassinata Colette, una prostituta, e il principale indiziato e accusato del delitto è proprio lui. Le indagini per scagionarsi prima lo metteranno sulle tracce del figlio di Colette, scomparso nel nulla, poi lo porteranno in Francia, a districarsi in una in una fitta trama di giochi di potere dei servizi segreti, loschi affari dei militari e corruttela della politica. Sempre più con le spalle al muro il commissario Yeruldelgger non avrà più niente da perdere e sarà pronto a uccidere: il fuoco va sconfitto col fuoco. Proprio come si fa quando scoppiano gli incendi nella steppa: si creano muri incendiari. E intanto, la neve continua a ricoprire la Mongolia…(fonte latelanera.com)

 PRIMO PIANO
Geologo bolognese premiato "Ora mi dedico alla Mongolia"
4 maggio 2017

L'unico italiano a conquistare il prestigioso titolo di "Emerging explorer" del National Geographic: di fatto, uno dei migliori 14 ricercatori del mondo del 2017 per la prestigiosa rivista scientifica. Federico Fanti, 36 anni, bolognese, ricercatore dell'Alma Mater studiorum al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, si è meritato il titolo di Emerging explorer destinato a “scienziati, divulgatori e innovatori con capacità e talento unici e straordinari”. "Sono naturalmente molto soddisfatto, sono della generazione cresciuta col National Geographic quindi per me è un onore. Oltretutto da molto tempo va avanti la collaborazione col NG che ha permesso numerose scoperte scientifiche". Fra le più importanti, ricorda Fanti, sicuramente "la campagna di scavo in Tunisia e il lavoro in Mongolia, partito lo scorso settembre: la Mongolia è uno dei siti più ricchi al mondo di fossili ma al contempo vi è un fiorente mercato nero che stiamo cercando di contrastare". Fanti, geologo e paleontologo, svolge attività di ricerca anche presso il museo geologico “Giovanni Capellini” dell’Alma Mater. I suoi studi si concentrano su come i cambiamenti climatici e ecologici hanno influenzato l’evoluzione attraverso eventi di adattamento o estinzione. Dal 2006 ad oggi ha condotto campagne di scavo in Alaska, Canada, Messico, Turkmenistan, Mongolia, Australia, oltre che in Europa e in Africa. Nel dicembre del 2014, durante una spedizione nel governatorato di Tataouine, in Tunisia, ha scoperto lo scheletro di un gigantesco coccodrillo, una specie nuova per la scienza, che è stato chiamato Machimosaurus rex. (fonte repubblica.it)

 PRIMO PIANO
Prima auto elettrica al Mongol Rally
3 maggio 2017

Partenza fissata il 16 luglio da Goodwood, Regno Unito, arrivo chissà quando a Ulan Bator, capitale della Mongolia, dopo 16 mila km di steppe, deserti e montagne. Il Mongol Rally è una gara sui generis, che si svolge dal 2004 con il principale obiettivo di fare beneficienza. Aperto anche a dilettanti in cerca di avventura, rigorosamente a bordo di utilitarie di cilindrata inferiore ai 1000 cc, e con l’obbligo di raccogliere almeno 1000 sterline da destinare a opere di beneficienza. Tra le vetture al via dell’edizione 2017 anche un’elettrica, la prima nella storia del rally. Si tratta di una Nissan Leaf  modificata dagli specialisti di Plug In Adventures, team scozzese che due anni fa aveva utilizzato una Leaf per coprire 2.659 km in due giorni sfruttando solo punti di ricarica pubblici e gratuiti. Chris Ramsey, fondatore di Plug In Adventures, ha dichiarato: “Il Mongol Rally è la sfida più impegnativa che abbiamo mai affrontato a bordo di un veicolo elettrico, ma è da anni che la stiamo pianificando. Più ci sposteremo verso oriente, più dovremo confrontarci con punti di ricarica limitati e con terreni difficili da percorrere”. La scelta di utilizzare al bestseller green giapponese non è stata casuale: “Oltre a essere un’auto che conosco molto bene e che ho sempre trovato affidabile, dispone della più capillare rete di ricarica rapida in Europa. In più, è compatibile con le spine Commando da 240v, perciò potrò caricare la batteria e continuare a guidare anche nelle zone più isolate, dove non ci saranno colonnine per la ricarica rapida. Il valore di questa esperienza risiede nel percorso, non nell’arrivare a destinazione il prima possibile”. La Leaf AT-EV (all-terrain electric vehicle), è basata su una vettura di serie in allestimento con batterie da 30 kWh, capaci di garantire un’autonomia massima di 250 km. Tra le modifiche apportate troviamo cerchi in lega Speedline SL2 Marmora e pneumatici Maxsport RB3, particolarmente indicati sullo sterrato, nonché specifiche protezioni sottoscocca. Il portapacchi modificato consente di trasportare carichi anche all’esterno ed è provvisto di una barra luminosa Lazer Triple-R con 16 LED in grado di generare 16.400 lumen supplementari a bassa tensione per illuminare i tratti più impegnativi del percorso. (fonte Tuttosport)

 PRIMO PIANO
Libertà di stampa, Mongolia al 69° posto
26 aprile 2017

La Mongolia perde 9 posizioni nella classifica sulla libertà di stampa stilata da Rsf (Reporters sans frontieres) ed è ora al 69° posto nel mondo; viene scavalcata dall'Italia che invece guadagna 25 posti e si attesta al 52° gradino. La Mongolia resta però ai primissimi posti nella graduatoria continentale, battuta solo da Taiwan (45°) e dalla Corea del Sud (63°). Precede però il Giappone, mentre malissimo vanno i due potenti vicini: la Cina (176esima su 180 Paesi) e la Russia (148). Nella mappa, la Mongolia viene rappresentata in arancione (come l'Italia), che significa "media libertà di stampa". Male i Paesi in rosso, pessima situazione per quelli colorati in nero.

 PRIMO PIANO
Mongolia-Italia, confronto e collaborazione
26 aprile 2017

La seconda Commissione Mista Italia-Mongolia, tenutasi a Ulaanbaatar nei giorni scorsi, ha visto i rappresentanti istituzionali italiani e mongoli confrontarsi sui temi di reciproco interesse nell’ambito dell’incremento delle relazioni tra i due paesi. La delegazione italiana, guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Scalfarotto e rappresentata dal sottosegretario al Turismo Bianchi, dall’Ambasciatore d’Italia in Mongolia De Felip con la partecipazione dai rappresentanti di Confindustria e SACE, ha discusso con la controparte mongola dei diversi settori in cui è possibile avviare collaborazioni economiche e commerciali, con particolare riferimento all’agricoltura, industria leggera, sanità, energia e ambiente, cultura e turismo, edilizia e infrastrutture. Confermati i progetti promossi dalla Camera di Commercio Italo-Mongola, tra cui quelli per la riqualificazione urbana dei ger district della capitale mongola e la realizzazione di 10.000 unità abitative con infrastrutture e servizi connessi; l’apertura dei due Uffici del Turismo di Roma e Ulaanbaatar, organismi per la promozione e l’incremento dei flussi turistici tra i due paesi; la mostra “Creatori di Imperi: Gengis Khan e Giulio Cesare”, un’esposizione da tenersi a Roma e Ulaanbaatar per mettere a confronto due dei più famosi condottieri della storia attraverso lo scambio di opere d’arti e reperti tra i paesi. Il Presidente De Gasperis ha rilasciato un commento: ”Con la nuova Commissione Mista, l’Italia ha maggiormente circostanziato gli ambiti in cui sarà possibile collaborare con la Mongolia. Sono state evidenziate le ottime prospettive e opportunità per le imprese italiane nei diversi comparti economici, e la Commissione è un autorevole riconoscimento che darà nuovo impulso ai progetti già promossi dalla Camera di Commercio Italo-Mongola. Un ottimo risultato che, nonostante la contrazione economica, vede l’Italia favorita e che siamo certi ci permetterà di dar seguito presto e in maniera proficua alla collaborazione con le istituzioni e le imprese mongole nello sviluppo dei progetti dei nostri associati”. (fonte Associm). Nella foto, De Gasperis con il Ministro dell'Agricoltura della Mongolia Purev.

 POSTA
A maggio in libreria la nuova guida sulla Mongolia
21 aprile 2017

Buongiorno, ho visitato il vostro sito, bellissimo e completo. Ho cercato il libro: "Mongolia. L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone ma risulta introvabile su Internet per acquisto online. Sapete se è disponibile in qualche modo? Grazie. Patrizio

Approfittando di questa gentilissima richiesta (e grazie per le generose parole sul sito) ricordiamo che la nuova edizione della guida Polaris sulla Mongolia uscirà a fine maggio in libreria in versione molto rinnovata e aggiornata, sia nei contenuti che nella grafica. All'autore Federico Pistone si affianca Dulamdorj Tserendulam, brillante studentessa universitaria mongola che ha dato nuova freschezza e informazioni inedite. Per un accordo con la casa editrice Polaris, a chi farà richiesta della guida attraverso mongolia.it (info@mongolia.it) sarà praticato un prezzo speciale con spedizione a domicilio. Nella foto, il dettaglio della nuova copertina del libro.

 CULTURA
Brezza dalla Mongolia con le arie di Ayana
11 aprile 2017

"A breeze from the steppes", una brezza dalle steppe, della Mongolia naturalmente. È quella portata a Londra dalla cantante lirica mongola Ayana Sambuu e dal baritono italiano Franco Cerri che hanno interpretato arie d'opera italiane e mongole, accompagnati dalla pianista Mandakhtuya Dorje. È l'iniziativa organizzata  dall'Ambasciata della Mongolia in Inghilterra con il coinvolgimento speciale dell'Ambasciatore Sanjaa Bayar e l'Ambasciatore Culturale della Mongolia in Inghilterra e UE Unurma Janchiv. Si replica con "La Cenerentola" di Rossini a Ulaanbaatar il 28 giugno al Palazzo Centrale della Cultura e il 2 luglio al Teatro Accademico d'Opera e Balletto in collaborazione con l'orchestra della Filarmonica della Mongolia sotto la direzione del direttore della Fondazione Pucciniana italiana Jacopo Sipari Di Pescasseroli e il cast dei cantanti mongoli, italiani e internazionali con l'appoggio del Ministero degli Esteri della Mongolia e il Consiglio dei Mongoli al Estero.

 PRIMO PIANO
Bit, bilancio ottimo e un angolo di Mongolia
7 aprile 2017

L'hanno chiamata Bit Revolution, la Borsa Internazionale del turismo ha chiuso i battenti con un ottimo bilancio e con un pezzetto di Mongolia, grazie allo stand di Mondiscovery Tour (nella foto, con Chiara Colombo). Oltre sedicimila incontri di match-making (+13% rispetto al 2016) hanno fatto incontrare 2.000 espositori con 1.500 top buyer profilati italiani ed esteri, oltre a più di 200 travel blogger e 2.000 esponenti dei media accreditati. Come riferisce Il Giornale: "La Bit accende la voglia di viaggiare e di fare un’esperienza e una scoperta diretta di destinazioni e pacchetti vacanza anche nell’era di Internet e del web. Segnale di un trend in crescita, considerando che nel 2016 il numero dei viaggi con pernottamenti degli italiani è cresciuto per la prima volta dopo 7 anni del 13,7% rispetto al 2015".

 EDICOLA
Leopardo delle nevi, missione italiana in Mongolia
1 aprile 2017

Irbis, Panthera uncia o, semplicemente, leopardo delle nevi. Il felino appartenente alla famiglia delle pantere e - nonostante il nome - lontano parente della tigre, originario delle catene montuose dell’Asia centrale, è conosciuto per il mantello chiaro, molto spesso, dalla tonalità che vira verso il grigio scuro con piccole macchie nere. Essendo carnivoro, è in grado di cacciare prede anche di dimensioni più grandi della sua, ma non disdegna vegetali e ramoscelli. Per proteggerlo dall’estinzione e dalle difficoltà legate alla sua sopravvivenza causate dalla scomparsa del suo habitat, per mano dell’uomo, un team di ricercatori italiani è partito da Bologna alla volta delle vette della Mongolia, con l’obiettivo di censire uno dei felini più minacciati di estinzione al mondo: il leopardo delle nevi. Il Museo delle Scienze Naturali di Trento e il Parco Natura Viva di Bussolengo lavorano già da due anni al progetto di censimento della specie e questa è la seconda spedizione in due anni. Per seguire la missione è stato ideato un hashtag #fantasmadellemontagne. Dalla capitale della Mongolia, Francesco Rovero — curatore della sezione biodiversità del Museo delle Scienze Naturali di Trento (Muse) — e i suoi impiegheranno non meno di altri 2 giorni per raggiungere il Parco Nazionale Tavan Bogd, dove i Monti Altai toccano i 4.300 metri e ospitano alcuni degli ultimi 4mila leopardi delle nevi stimati che sopravvivono alla scomparsa. Da quel momento, la spedizione rimarrà 18 giorni in Mongolia per posizionare 60 fototrappole nei punti in cui si rinvengono le tracce del passaggio di uno dei felini più minacciati al mondo, ribattezzato “il fantasma delle montagne”. L’idea, come spiegano i ricercatori, è appunto quella di “aumentare le conoscenze su questa specie e censire il numero di esemplari presenti nei 1000 chilometri quadrati da campionare”. Nella prima spedizione del 2015 è stata registrata “un’estensione drammatica degli allevamenti di capre cachemere, che devono soddisfare la domanda del pregiato tessuto anche da parte dell’Occidente. (www.corriere.it testo di Silvia Morosi) Leggi l'intero servizio

 PRIMO PIANO
Il Lama Shinendentsel dal 7 al 9 aprile a Lugano
24 marzo 2017

Per il terzo anno consecutivo l'Hamba Lama Shinendentsel arriverà in Ticino e in particolare a Cadro (Lugano) dal 7 al 9 qprile. Sarà l'occasione per offrire a tutti la possibilità di assistere al rituale Luijin-Chöd (per l'armonizzazione di corpo, mente e spirito), che sarà preceduto da preziose spiegazioni sul rituale e da un insegnamento che potrà essere utile nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Nel passato non è stato possibile per tutti avere la possibilità di un colloquio individuale con Lama Shinendentsel, per poter esporgli delle domande personali riguardanti il lavoro, la famiglia, la salute ecc. Per questo motivo quest'anno sarà dato più spazio a questi incontri, a cui saranno riservate l'intera giornata di giovedì 6 aprile (dalle 9 alle 18) e le mattine (dalle 9 alle 12) di venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 aprile. Coloro che volessero prenotare un incontro con il Lama Shinendentsel possono contattare la responsabile Muren via e-mail EventoMongoliaLama@gmail.com indicando giorno e ora in cui si desidera fare l'incontro insieme a un recapito telefonico. L'Hamba Lama Shinendentsel dirige a Ulaanbaatar un monastero tra i più attivi e frequentati; i suoi progetti per il futuro prevedono, tra l’altro, la costruzione di un grande centro di accoglienza per i giovani della capitale che sia luogo di riflessione e spiritualità, ma anche centro culturale e di aggregazione giovanile e sociale teso al recupero dell’identità del popolo mongolo, messa a dura prova dalla occidentalizzazione selvaggia del paese.

 APPUNTAMENTI
Dal 2 al 4 aprile alla BIT uno stand della Mongolia
20 marzo 2017

Torna dal 2 al 4 aprile la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) che quest'anno si sposta nella sede di Fieramilano City. Anche la Mongolia sarà rappresentata grazie allo stand di Mongolia Discovery Tours (coordinate Padiglione MICO, Ala Sud livello 0 - stand D44A). Come precisano gli organizzatori "da oltre trent’anni BIT favorisce l’incontro tra decision maker, esperti del settore e buyer accuratamente selezionati e profilati, provenienti da varie aree geografiche e settori merceologici. Con oltre 1.500 Hosted Buyer internazionali ed italiani, più di 2.000 aziende partecipanti e oltre 60.000 visitatori professionali attesi, l’edizione 2017 sarà una delle più innovative che BIT abbia mai organizzato, introducendo importanti novità". Vai al sito ufficiale

 SPORT
Zini: "Sarò cannoniere del calcio mongolo"
12 marzo 2017

Federico Zini è un vero e proprio girovago del calcio: Malta, Filippine, Bulgaria e adesso il talento ex cantrano dell’Empoli ha deciso di tentar l’avventura nel campionato mongolo. L’attaccante, che è reduce da un gravissimo infortunio, che ne ha messo a rischio il prosieguo della carriera ci racconta questa sua nuova avventura e non solo in questa chiacchierata esclusiva con Supernews (di Mauro Migliavacca).

Federico la tua carriera, dopo oltre un anno di stop per infortunio riparte dalla Mongolia. Cosa ti ha convinto a sposare questo nuovo progetto?

“Innanzitutto un saluto a tutti i lettori e grazie per avermi contattato. Ulaanbaatar City Fc è un club giovane, fondato nel 2015 con un presidente molto ambizioso che già da questa stagione vuole vincere tutti i titoli a disposizione. Un progetto che mi ha convinto fi da subito”

Hai girato molto: Malta, Filippine, Bulgaria prima di questa nuova esperienza. Cosa ci puoi raccontare di queste tue precedenti avventure sportive?

“Malta, Bulgaria e Filippine sono state tutte e tre esperienze importanti per la mia crescita umana e professionale. Ho avuto modo di vedere il calcio in maniera diversa sia fuori che dentro il campo , perchè ogni Nazione lo vive a suo modo”.

Tanto peregrinare per il Mondo, ma non ti manca l’Italia ed il calcio italiano?

“L’Italia mi manca, certo: la mia ragazza, la famiglia, gli amici e la quotidianità. Però il momento però sono molto felice delle scelte calcistiche che ho fatto anche se in futuro, giocare in una piazza importante in Italia ha il suo grande fascino”.

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura sportiva e come l’affronti?

“Adesso finalmente sto bene, la voglia di riiniziare e di rimettermi in gioco è tanta. Ho una scommessa con il mio procuratore, essere il capocannoniere a fine stagione. Prima di tutto spero che come squadra, riusciremmo a portare  a casa gli obiettivi prefissati”

 PRIMO PIANO
Per lo Tsagaan sar Quaresima rinviata
2 marzo 2017

È un festival tra i più antichi e più importanti della cultura mongola il "Tsagaan Sar", che letteralmente significa "Luna Bianca" ed è ricco di simbolismi e rituali che si compiono nelle famiglie, come una accurata pulizia della casa, gli auguri pronunciati dagli anziani, le preghiere per un buon auspicio. La popolazione mongola lo ha festeggiato in coincidenza con il nuovo Anno lunare, dal 27 febbraio al 1 marzo 2017. Come appreso da Fides, la comunità dei circa mille battezzati in Mongolia, pienamente inserita nella cultura locale, assume questa celebrazione incorporandola nella liturgia e dandole un nuovo significato: nelle prime ore del 27 febbraio si è celebrata nelle chiese cattoliche in Mongolia una speciale Eucaristia, all'alba del nuovo anno, per affidare a Dio la vita di tutti e pregare per la nazione. Il Prefetto Apostolico Wenceslao Padilla, mentre in questi giorni ha accolto nella sua residenza persone cristiane e non, per i tradizionali saluti e auguri, ha diffuso un messaggio per il nuovo anno, in cui afferma: "Dato che la celebrazione della Luna bianca segna l'inizio della primavera e si considera un nuovo inizio, preghiamo per la pace e per il benessere della nazione. Possano le benedizioni di Dio scendere sul popolo mongolo in questo giorno speciale". Nel 2017 la celebrazione del nuovo anno lunare, inoltre, coincide con l'inizio della Quaresima, che inizia il 1° marzo con il mercoledì delle ceneri. Per questo la Chiesa mongola ha ufficialmente deciso di rinviare alla prima Domenica di Quaresima l'imposizione delle ceneri e il vescovo Padilla ha emesso una dispensa straordinaria dal digiuno e dall'astinenza quaresimale, dato che nei giorni del festival la popolazione consuma tradizionalmente una grande quantità di carne, durante le visite ai vicini di casa. I fedeli della Mongolia, che hanno partecipato in massa alla messa mattutina, al sorgere del sole, hanno apprezzato molto questa modalità di inculturazione: "Apprezzo il fatto che la liturgia cattolica possa armonizzarsi con le nostre tradizioni", dichiara a Fides Teresa, parrocchiana della chiesa di Santa Maria a Ulaanbaatar . "Celebriamo l'Anno lunare. Come cristiani sappiamo che Dio è la sorgente di tutte le benedizioni e Gesù è il sole che non tramonta mai. Camminiamo verso di Lui. Preghiamo perchè le sue benedizioni scendano su tutti noi nel corso di questo nuovo anno”, ha detto padre Mbumba Prosper, missionario congolese in Mongolia, nella sua omelia durante la messa di Capodanno nella chiesa della Divina Misericordia a Erdenet. (fonte Agenzia Fides)

 SPORT
Zini, un altro italiano nel calcio mongolo
2 marzo 2017

Federico Zini è il bomber con la valigia. Nonostante sia ancora giovane, classe 1993, nella sua carriera ha già calcato i campi di Malta, Bulgaria, Filippine e ovviamente Italia. Dopo il drammatico incidente in uno dei primi allenamenti nella squadra filippina del Ceres La Salle in cui si ruppe la rotula in uno scontro col portiere (che rimase ferito alla testa) Zini ha affrontato un calvario fatto di operazioni e lunghe ore di riabilitazione. Quindici mesi dopo è pronto a scendere di nuovo in campo. Prima però c'è da prendere un aereo. Destinazione Asia, Mongolia: "Ho firmato per Ulaanbaatar City, contratto di un anno". Zini giocherà dunque nella massima divisione mongola e va a vivere a Ulan Bator, capitale dello stato con un milione e 300mila abitanti. "Sono molto felice - ha detto - ho passato un periodo nero ma nonostante tutto non ho mai mollato. Ringrazio il procuratore Angel Ruiz che mi è stato vicino sempre e mi ha dato questa possibilità". Accanto a Zini oltre alla famiglia anche la fidanzata Elisa: "Mi ha sopportato e supportato sempre, non è stato facile. Anche la mia famiglia è sempre stata presente". Il centravanti partirà per l'Asia tra poche settimane: "Il 20 marzo. In squadra con me - ha aggiunto - c'è un altro ragazzo italiano, Mauro Boerchio. La mia ragazza se tutto va bene mi raggiunge tra qualche mese". La Khurkhree National Premier League, ovvero la serie A mongola, prende il via a metà aprile. Zini avrà un mese di tempo per riprendere la condizione e tornare a fare il calciatore, quello che lui definisce "il mestiere più bello del mondo". (fonte http://www.quinewscuoio.it/)

 PRIMO PIANO
Auguri Mongolia, è l'anno del Gallo
27 febbraio 2017

Il 27 febbraio la Mongolia lascia l'anno della Scimmia ed entra nell'anno del Gallo. Come già ricordato nelle news precedenti, si festeggia lo Lo Tsagaan Sar, il capodanno mongolo, la più importante festa mongola insieme al Naadam. Sulle tavole compaiono i tradizionali buuz o bansh, pecora, carne bollita, biscottoni (kheviin boov), riso, e airag, latte di cavalla fermentato. Nonostante tutti i problemi legati ai danni del gelo e alla recessione economica, la Mongolia si ferma a festeggiare per almeno un mese. E per l'occasione è stata coniata una speciale moneta (foto) che riproduce l'anno del Gallo. Buon anno, Mongolia!

 POSTA
Naadam, uno straniero può combattere?
23 febbraio 2017

Buongiorno, ho una domanda singolare da farvi: uno straniero può combattere nel Naadam? So che è la festa nazionale per antonomasia, ma sarebbe uno dei miei sogni poter lottare. Buona giornata M.G.

Risponde Tseeghii di mongolia.it
Mi fa piacere che il mio paese faccia parte dei tuoi sogni. Innanzi tutto complimenti per la tua intraprendenza, in Mongolia però è molto difficile gareggiare nel Naadam nazionale e in quelli regionali (Naadam dell'aimag) dove la scelta dei lottatori dipende dalla Mongolian Wrestler Association; tale scelta deriva da un ranking stilato in base ai risultati di tutti i tornei svoltisi in Mongolia. Per un wrestler che non sia inserito in questo ranking è quasi impossibile partecipare ad importanti tornei. Diversa è invece la possibilità di partecipare al Naadam di un Sum (provincia). Questi Naadam minori sono il punto di partenza di aspiranti wrestler, in genere giovani e studenti e, alcune province, accettano anche la partecipazione di stranieri. Per esempio in anni recenti ha accettato l'iscrizione di turisti la provincia di Khatgal, vicino al lago Khövsgöl. Nessuno straniero (finora) è mai riuscito nell'impresa di vincere il Naadam di un Sum e magari tu potresti essere il primo! In tal caso conquisteresti il titolo di "Elefante del Sum". Buona fortuna.

 SPORT
Calcio, due italiani all'Ulaanbaatar FC
22 febbraio 2017

Doppietta italiana per la squadra mongola Ulaanbaatar FC, che pesca nel nostro paese il portiere e l’attaccante. Sara quindi italiano l’erede di Giacomo Ratto in mezzo ai pali dell’Ulaanbaatar FC. La dirigenza mongola della squadra biancoblu ha infatti scelto il pavese Mauro Boerchio, ventotto anni (nella foto, a sinistra), per sostituire Ratto, dopo l’esperienza positiva della scorsa stagione. Il bomber sarà invece Federico Zini, pisano di ventitré anni (a destra). Boerchio, dopo una lunga carriera tra Serie D e Lega Pro (Nocerina, Renate, Lecco, Pro Sesto, Verbano e Savona), con il picco raggiunto nella stagione 2008/09 quando fece il secondo nel Bari di Antonio Conte, ha scelto di lasciare l’Italia per giocare la Champions League dell’Oceania con la maglia dei campioni di Vanuato dell’Amicale FC (assieme all’ex Foggia, Salernitana e Novara Rijat Shala, a Roberto Polli, a Marcomattia Nasali, Francesco Perrone, e ai due triestini Nicola Princivalli e Massimiliano Lionetti, con Marco Bianchini in panchina) e successivamente il Campionato Maltese con lo Gżira United. (fonte www.opinione-pubblica.com)

 PRIMO PIANO
FMI e Banca Mondiale in aiuto alla Mongolia
20 febbraio 2017

Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Asian Development Bank sono intervenuti per sostenere la Mongolia nel mezzo di una forte crisi del debito sovrano. Dipendente dall’esportazione di materie prime, la Mongolia sta attraversando una fase di forte calo nei prezzi di carbone, rame, e altre risorse naturali fondamentali per l’economia. Intanto a Pechino il vice presidente cinese Li Yuanchao ha incontrato il ministro degli Esteri mongolo Tsend Munkh-Orgil, in visita nel Paese. Li Yuanchao ha affermato che la Cina presta da sempre attenzione alle relazioni sino-mongole, durante la visita del capo di Stato cinese Xi Jinping in Mongolia, le due parti hanno stabilito la completa partnership strategica. Il vice-presidente cinese spera che le due parti possano intensificare l'attuazione degli importanti consensi raggiunti dai leader dei due paesi, salvaguardando la base politica delle relazioni bilaterali, rafforzando il collegamento della strategia di sviluppo, approfondendo la cooperazione pragmatica e ampliando i contatti civili, al fine di portare maggiori benefici ai popoli dei due Paesi. Tsend Munkh-Orgil ha affermato che lo sviluppo delle relazioni amichevoli con la Cina è una priorità nella politica diplomatica mongola. (fonti tpi.it e cri.cn)

 PRIMO PIANO
La Mongolia si prepara a festeggiare l'anno del Gallo
20 febbraio 2017

Nonostante la crisi economia e il gelo, la Mongolia si prepara a festeggiare lo Tsagaan sar, il giorno della luna bianca, che corrisponde al nostro capodanno e che quest'anno cade il 27 febbraio. Si lascia l'anno della Scimmia e si entra nell'anno del Gallo. Ma come si celebra lo Tsagaan sar, la festa più sentita dai mongoli insieme al Naadam? Ecco un estratto dal libro "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (Polaris editore), scritto da Federico Pistone, affiancato per la quarta edizione in uscita a primavera da Dulamdorj Tserendulam, detta "Tseeghii": "Lo Tsagaan Sar è il capodanno mongolo che segue il calendario lunare tibetano e la data varia ogni anno. È la più importante festa mongola e si protrae almeno per un mese. Per essere pronti bisogna avviare i preparativi con grande anticipo perché occorre pensare a cibo, regali, vestiti nuovi, pulizie; la tradizione impone inoltre di finire i lavori in sospeso e onorare i debiti prima del nuovo anno. I cibi che non possono mancare sulla tavola sono buuz o bansh, lo schienale di pecora (coda compresa), la carne bollita, i biscottoni (kheviin boov) sovrapposti secondo la tradizione, guarniti di aaruul e dolciumi. Anche il riso, simbolo di fecondità e crescita, è presente in tavola così come l'airag e altri piccoli piatti adatti all’occasione. È dovere dei più giovani, entro i primi tre giorni di festa, rendere omaggio agli anziani, portando i saluti e offrendo un khadag con gesto appropriato cioè reggendo le braccia dell’anziano con le mani sotto i gomiti. Le famiglie si scambiano molteplici visite. I giorni più importanti sono la vigilia (Bitüün), giornata in cui si mangia moltissimo come atto propiziatorio per un anno di abbondanza".

 POSTA
I misteri svelati del quadro mongolo
20 febbraio 2017

Buongiorno, sono un appassionato d'arte, avrei acquistato un quadro presso un mercatino rionale sul quale vi è una firma di pittore presumibilmente della Mongolia, gradirei cortesemente conoscere cosa c'è scritto sul retro della quadro. Le sono grato per la sua gentile collaborazione. Ecco in allegato la scritta apposta sullo stesso. Grazie Distinti saluti

 

Risponde Tseeghii di mongolia.it
Mi fa piacere che sia interessato all'arte del mio paese. Sul retro del quadro è scritto:
                    TÖV                          (Regione mongola, presumibilmente luogo di permanenza del pittore)
                    N. ADIYABAZAR      (nome del pittore mongolo)
                  "BAYAN-UULAND"   (nome di una località, nome molto comune, potrebbe trovarsi nel Töv, nel Dornod o anche in un'altra regione. La traduzione letteraria della località è "Nella montagna ricca")   
                    59 x 77      1992        (misure del quadro e data)
Allego il sito della galleria nazionale mongola dove sono esposte altre opere di Adiyabazar, se volesse approfondire la conoscenza dell'artista. Le auguro un felice prosieguo di tutti i suoi interessi culturali.

 PRIMO PIANO
Lo zud non perdona, è strage di bestiame
16 febbraio 2017

La Mongolia, strangolata dal debito pubblico (a marzo scade una tranche di bond da 580 milioni di dollari, le casse dello Stato sono quasi vuote e il governo si è rivolto a tutti, finora senza trovare nuovo credito), è in ginocchio per lo zud, una pesante combinazione di venti, siccità e gelo, che sta provocando effetti disastrosi sulla steppa dell’Asia centrale. Il Paese deve ancora riprendersi dallo zud del 2016 che ha causato la morte di oltre un milione di animali, tra cui molti capi di bestiame. La Croce Rossa ha lanciato un appello internazionale, per l’invio di aiuti nel Paese in cui almeno metà della popolazione è nomade e vive di pastorizia, potendo contare solo sul bestiame come unica fonte di reddito e principale fonte di alimentazione e trasporto (Afp)

 PRIMO PIANO
Simone Bardi e la sua Mongolia
13 febbraio 2017

Simone Bardi è "artista per ispirazione, fotografo per divertimento, scrittore per caso". E ama la Mongolia. Sul suo sito www-cct-seecity.com le ha dedicato alcune riflessioni accompagnate da immagini (o viceversa), dal titolo "Densamente è spopolata la felicità". Ecco il testo: "Ma cosa ci vai a fare in Mongolia? In troppi mi hanno fatto questa domanda, quindi ho pensato a tutto quello che avrei perso se non ci fossi andato. Perché la risposta non è poi così scontata come sembra. Hai letto quello che hai potuto, hai fatto le tue ricerche, sei affascinato dal pensiero di questa terra così lontana, così aliena e di cui così poco si parla. Ma finché non parti non avrai una risposta realmente plausibile per questa domanda. Quindi aspetti di tornare per ripercorrere il fiume di emozioni che ti ha travolto quando eri laggiù. Nel frattempo la mente fa un enorme salto indietro al 1997, quando i fondatori dei CSI, Ferretti e Zamboni, riversarono in musica i loro pensieri al ritorno da un viaggio in terra mongola e il risultato fu il sorprendente album “Tabula Rasa Elettrificata” per descrivere una terra dove “tutto o quasi è al fine raso al suolo, con sopra dell’elettricità”. Da una delle canzoni di quell’album – “Bolormaa” – prendo in prestito le parole per il titolo di questo post perché credo che niente riesca a racchiudere meglio la Mongolia dell’espressione “densamente spopolata è la felicità”. E proprio da questo concetto, semplice ed esaustivo come solo i mongoli sanno essere, inizia la mia dichiarazione d’amore per questo Paese. In Mongolia imparerai a lasciare andare lo sguardo ben oltre i confini della tua immaginazione e penserai che l’infinito esiste davvero. Qui abbandonerai finalmente tutto quello che per te è ormai superfluo, e lascerai spazio allo spazio, ad un vuoto che non ha bisogno di essere colmato. Perderai molte parole e imparerai ad apprezzare il silenzio. Ti sentirai lontano da tutto e da tutti, e riuscirai a dare un senso alla tua solitudine cercando di immedesimarti nella loro. Resterai senza fiato di fronte a quegli spazi immensi e proverai ad associare il concetto di essenziale a quello di libertà. Guarderai i bambini a cavallo e sognerai di essere uno di loro, sognerai di sentirti così per sempre. Ti perderai dentro una gher (la tradizionale casa-tenda dei mongoli) e rimarrai incantato dalla quantità di cose che potrai trovarci. Osserverai i dettagli e penserai a tutta la cura e il tempo che ci sono voluti per fare di quei venti metri quadrati un universo che contiene le loro vite. Conoscerai i monaci dell’Amarbayasgalant e ti farai inebriare da quei forti profumi di incenso. Dividerai il tuo pasto insieme ai nomadi e sorriderai davanti alla loro timidezza. Qui per leggere l'intero blog originale, qui per consultarlo sui nostri Diari

 EDICOLA
Mongolia in bancarotta e la gente regala i cavalli
7 febbraio 2017

Il Corriere della Sera dedica una pagina e un ampio servizio online sulla singolare situazione creatasi in Mongolia, dove i cittadini e i nomadi hanno donato soldi, oro e bestiame allo Stato per ripianare il debito pubblico. Scrive Guido Santevecchi: "La Mongolia, democrazia stretta geograficamente e politicamente tra Russia e Cina, è anche strangolata dal debito pubblico. A marzo scade una tranche di bond da 580 milioni di dollari, le casse dello Stato sono quasi vuote e il governo si è rivolto a tutti, finora senza trovare nuovo credito. Si sono mobilitati i cittadini, donando soldi in contanti, gioielli, oro, bestiame, anche i cavalli della loro straordinaria cultura nomade per riscattare il Paese. Parlamentari e manager di aziende stanno contribuendo alla colletta con sottoscrizioni fino a 100 milioni di tugrik, la moneta locale. Ma siccome l’anno scorso il tugrik ha perso un quarto del suo valore, 100 milioni significano solo 40 mila dollari". Il commento di Federico Pistone: "Benvenuti nella terra dell'orgoglio. Qui sono tutti figli di Gengis Khan, dio nell'olimpo del Tengher - l'immenso cielo che protegge la Mongolia - lui che l'ha trasformata nell'impero più grande della storia e che è stato riconosciuto uomo del millennio scorso, non dal Mongol Messenger ma dal Washington Post "per avere collegato Est e Ovest consentendo la creazione della civiltà moderna". I mongoli sono orgogliosi di vivere nel Paese più emozionante e disabitato del mondo, il più fotogenico secondo il National Geographic, perfino di vantare le temperature più estreme con un'escursione di 100 gradi nel deserto del Gobi, e le faglie più spaventose aperte dai terremoti. Dopo aver dominato metà del pianeta, hanno sofferto l'infamia della dominazione cinese al punto di salutare i sovietici come liberatori, nonostante l'ecatombe di monaci e monasteri ordinata da Stalin. Con la fine del comunismo e l'autonomia riconquistata, i mongoli hanno ripreso a consultare febbrilmente gli sciamani - quelli sopravvissuti alle purghe bolsceviche - e a autotassarsi per ricostruire i simboli più importanti della fede lamaista. Come la statua alta 26 metri al monastero di Gandan, il principale tempio di Ulaanbaatar, che riproduce la divinità buddhista Megjid Janraiseg. Era d'oro massiccio, colato e portato a Mosca nel 1937: una commovente colletta popolare ha permesso la ricostruzione dell'imponente monumento in acciaio e rame, provenienti dalle miniere di Erdenet e fregi d'oro dal Nepal. Vent'anni dopo, una nuova colletta, meno spirituale, ma sempre nel segno dell'orgoglio".

 PRIMO PIANO
La Mongolia di Maria Chiara Nicolini
3 febbraio 2017

Un altro Diario arricchisce i contributi dei nostri lettori, quello di Maria Chiara Nicolini che ha inviato anche delle immagini molto belle dalla Mongolia. Ecco l'incipit: “Ma perché proprio la Mongolia?”: ce lo hanno domandato amici, colleghi e parenti. La Mongolia inizia tanto tempo fa, per ragioni non meglio definite ma che hanno a che fare con la curiosità verso modi di vivere e paesaggi lontani da quelli a noi usuali. A un certo punto arriva il richiamo e occorre partire, anche se non si è viaggiatori provetti o non si è ancora visitato Roma. Paolo può affermare di essere stato a Ghinghis City ma non a Roma: è fantastico! Per entrambi non si è trattato solo di visitare luoghi incredibili, ma di mettersi alla prova in situazioni completamente nuove, anche per tentare di superare certe paure… È stato un viaggio faticoso, nuovo sotto tanti punti di vista, e il bello è che non finisce, ti ci ritrovi dentro anche quando attraversi i boschi della brughiera briantea! Vai al Diario completo, con testi e immagini di Maria Chiara Nicolini.

 PRIMO PIANO
La vodka mongola distillata con la musica
31 gennaio 2017

Siamo abituati a pensare alla vodka come il distillato tradizionale russo, ma in molte altre parti del mondo se ne producono di pregiate e particolari, preparate secondo ricette tradizionali che prevedono anche un pizzico di estro artistico. È quello che succede con una tipo di vodka tradizionale mongola, nella cui preparazione la musica è uno dei passaggi fondamentali. La casa produttrice APU aprì nel 1924 come azienda pubblica, ma più tardi un privato la acquistò, mantenendo la preparazione richiesta da questa vodka purissima, supportato dall'esperienza ereditata dall'antica cultura mongola. L'industria sorge su un terreno molto vicino al noto Palazzo d'Inverno dell'ultimo imperatore, Bogd Khan, nella capitale Ulan Bator.  Dopo aver scelto le migliori materie prime locali, questa vodka non subisce solo tre filtraggi, come accade per tutte le altre vodka. Viene filtrata 8 volte, usando carbone, quarzo, diamanti, perle nere e argento, che le conferiscono il sapore che la contraddistingue. A questo punto avviene l'incontro con l'acqua, ma non un'acqua qualsiasi: viene utilizzata quella ricavata dallo scioglimento dell'antico ghiacciaio del Khan, formatosi più di 800mila anni fa. E qui entra in gioco la parte musicale: l'unione tra il distillato e l'acqua infatti avviene in un ambiente musicale, che trasmette musica tradizionale mongola, una delle espressioni di canto più particolari del mondo. Benché le varie tribù abbiano diversi canti propri, i cantori mongoli sono conosciuti per aver sviluppato la capacità di emettere diplofonie e triplofonie, ovvero più suoni emessi in contemporanea dalla stessa persona, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto vocale perché siano udibili anche gli armonici (infatti è detto anche canto armonico), tipo quello del filmato. Questo tipo di musica punta a riprodurre i suoni della natura e degli animali, e con le sue particolari vibrazioni rendono la vodka APU nota e buonissima. Secondo la tradizione, la vodka non sarebbe la stessa senza questo passaggio della catena produttiva. (fonte rockit.it)

 APPUNTAMENTI
Mongolia e Oriente in festa a Milano
31 gennaio 2017

Uno straordinario viaggio “a chilometro zero” attraverso la magia e il fascino di Cina, Giappone, Vietnam, India, Thailandia, Indonesia, Sri Lanka e Mongolia. Lo si potrà fare durante il Festival dell'Oriente che torna a Milano nei giorni 3-4-5 e 10-11-12 febbraio (dalle 10.30 alle 23.00) negli spazi di Fiera Milano City, dove scoprire la cultura millenaria di questi Paesi. Per due weekend, infatti, si potrà assistere e partecipare a spettacoli folkloristici, mostre, conferenze, workshop, fare acquisti al bazar orientale di prodotti tipici e gustare specialità etniche. Un evento unico per conoscere e immergersi nella cultura millenaria di questi Paesi. Gli amanti dei viaggi di scoperta potranno documentarsi tra le sconfinate steppe della Mongolia; gli spettacolari siti di templi buddisti della Birmania, nota anche come il Paese delle Mille Pagode, che da poco ha riaperto le proprie porte ai visitatori; o la Corea del Sud, dove usanze e tradizioni secolari sopravvivono accanto a città avveniristiche. Dopo la tappa milanese, il Festival dell'Oriente si sposterà a Bologna, Torino e Roma. (fonte Il Sole 24 Ore)

 APPUNTAMENTI
Doppia presentazione del libro di Masseini
23 gennaio 2017

Doppia presentazione del libro "In Mongolia - Viaggio in un Paese nella bufera della modernità" (Morlacchi editore) di Alvaro Masseini: venerdì 27 gennaio alle 21 alla sede dell'Associazione Porta S. Susanna (via Tornetta 7, Perugia) con la partecipazione di Alfredo Savino, in qualità di console onorario italiano a Ulaanbaatar. Lunedì 30 gennaio appuntamento alle 20 al ristorante La Capannina in via Lungolago 20 di Castiglione del Lago (provincia di Perugia) con una cena a base di piatti tipici della Mongolia, come khushuur, buuz, khorghog accompagnati dal tipico té salato Suutei tse. Al termine della cena, presentazione del libro e proiezione delle foto scattate da Masseini durante i suoi viaggi in Mongolia.

 POSTA
La scrittura mongola diventa un tatuaggio
19 gennaio 2017

Buongiorno mongolia.it, sarei interessato alla pronuncia di questa frase e sapere anche se è espressa nella forma corretta, dovrebbe servire per un tatuaggio; la frase è una ma è scritta con tre design diversi. Grazie, cordiali saluti D.V.

 

Risponde Tseeghii, autrice insieme a Federico Pistone della guida "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" la cui quarta edizione, completamente aggiornata e arricchita, uscirà nella primavera 2017 per la casa editrice Polaris. L'amico che scrive ci dà anche la possibilità di mostrare la bellezza della scrittura mongola. Come scrive la stessa Tseeghii sul libro in uscita: "La scrittura classica mongola risale al XIII secolo e deriva dall'alfabeto uiguro, da influenze tibetane e da adattamenti alla lingua mongola avvenuti nel corso del tempo. Nonostante l’introduzione del cirillico dal 1946, la scrittura classica continua a essere utilizzata e insegnata, seppur timidamente, durante la scuola base. Per quanto finora confinata a iscrizioni, sigilli di stato, francobolli, monete, copertine di libri, insegne, documenti e didattica, molti sono i mongoli che vorrebbero il ritorno diffuso di questa antica e nobile scrittura".

 

Si tratta di un proverbio mongolo. È scritto correttamente (nella scrittura mongola, la mongol bichig). La traduzione letteraria è: "Meglio vedere una volta che ascoltare mille volte". Vuole dire che vedere qualcosa con i propri occhi o farla di persona è meglio di sentirla descrivere mille volte. Ho allegato la pronuncia. Traslitterazione: "Myangan udaa sonssonoos neg udaa üz". Buono studio.

 EDICOLA
Il Dalai Lama mai più in Mongolia
5 gennaio 2017

Il Dalai Lama non sarà mai più ammesso in Mongolia: questa è la decisione presa dal governo della Mongolia e annunciato dal ministro degli esteri Tsend Munkh-Orgil. La decisione è arrivata poche settimane dopo che il Dalai Lama ha visitato la Mongolia, dove è stato dal 18 al 23 Novembre. La visita era stata organizzata dal monastero di Gandan nella capitale Ulaan Baatar. A protestare, tuttavia, non sono state soltanto le autorità cinesi che vedono nel Dalai Lama un secessionista, ma anche lo storico monastero rivale di Ikh Khuree, il cui abate Sanjdorj Zandan ha percepito nella visita una intromissione del Dalai Lama negli affari interni della Mongolia ed un tentativo di diventare il capo del Buddhismo mongolo. La visita – che ha visto come conseguenza dei severi provvedimenti presi dal governo cinese (aumento delle tasse sui minerali importati dalla Mongolia, chiusura delle frontiere ai camion, etc) – ha portato il governo mongolo a questa decisione: «Sotto questo governo, il Dalai Lama non sarà mai più invitato in Mongolia, nemmeno per motivazioni religiose», ha detto Tsend Munkh-Orgil al quotidiano Unuudur lo scorso martedì. Con questa decisione, il governo tibetano in esilio incassa l’ennesimo fallimento e si trova in una posizione sempre più isolata. Al Dalai Lama ormai è vietato accedere agli unici due paesi al mondo che sono a maggioranza buddhista tibetana: ovvero il Bhutan, in cui il Dalai Lama non può accedere da quando suo fratello Gyalo Thondup cercò di farvi un colpo di stato, e la Mongolia, la cui maggioranza della popolazione segue proprio la scuola Gelug del Buddhismo Tibetano, la stessa scuola di cui il Dalai Lama fa parte. Se si considera che il Dalai Lama non può neanche accedere in altri paesi con forte presenza buddhista quali il Nepal, la Thailandia, la Russia (in Siberia c’è una forte presenza di Buddhismo Tibetano) e diversi altri paesi del sud-est asiatico, si capirà come ormai Tenzin Gyatso sia isolato all’interno del contesto buddhista asiatico. Solo il Giappone, ovviamente, non fa problemi a dargli il visto, oltre che i paesi occidentali. (fonte opinione-pubblica.com)

 PRIMO PIANO
Il Wwf filma cinque leopardi delle nevi
23 dicembre 2016

Un filmato straordinario, realizzato dal Wwf sulle montagne della Mongolia, che vuole essere anche il miglior regalo di Natale per gli amici di mongolia.it Una femmina di leopardo insieme a 4 cuccioli: "È la prima volta in assoluto che un video riprende una cucciolata così numerosa", afferma il Wwf Mongolia. In questi ultimi mesi si sono intensificati gli sforzi per la salvaguardia del leopardo delle nevi (dai cambiamenti del clima e soprattutto dall'imbecillità umana) e l'augurio - visto che siamo in tema - è che questo meraviglioso felino possa tornare a popolare i territori mongoli più remoti. Buona visione, buon Natale e buon anno nuovo a tutti, leopardi e altre creature!

Guarda il filmato del Wwf Mongolia
 POSTA
Il buon Natale del Papa e delle Missionarie
16 dicembre 2016

Ogni anno riceviamo gli auguri di buon Natale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in particolare da suor Adriana Bricchi, missionarie impegnate con coraggio e tanta concretezza in Mongolia (la scuola che hanno costruito a Orbit ha un valore sociale e culturale eccezionale). Quest'anno oltre agli auguri per la redazione di mongolia.it, c'è anche un regalo speciale. Ecco il messaggio di suor Adriana, a cui ricambiamo il buon Natale, che sia una festa di riflessione e di tolleranza. Ecco allora quale sarà l'"abbondante ricompensa" di cui parla. Grazie per il "dono" prezioso e auguri a tutti.

Stimato Signor Federico,
si avvicina Natale ed il mondo dei ricordi si ravviva in me. Emergono care persone, conoscenze diverse ed anche visi di persone mai viste, ma incontrate via internet... Vorrei inviare a ciascuno di questi un "dono", possibile ai miei limiti. Proprio oggi è arrivato a me un "dono": mi piace moltissimo e  vorrei farne parte anche ai miei  amici e conoscenti. Se lo passo a Lei l'accetta? E più, nel sito "Mongolia .it. Lei Signor Federico lo inserirebbe per tutti i miei "amici" e perché no?, anche per i suoi amici? Se mi farà questo piacere riceverà un'abbondante "ricompensa". Anche Papa Francesco ne rimarrà ben soddisfatto. Innanzitutto lo legga Lei lentamente... lo mediti e nel suo cuore scenderà una gioia profonda. Grazie per l'amore che ha per la Mongolia e BUON NATALE

Sr.Adriana Bricchi fma

 

AUGURI !!!
Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’Amore.
Natale sei tu quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei tu anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità.
Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace, di giustizia e di amore.
La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei tu anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di natale sei tu quando conquisto l’armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli essere umani.
Gli auguri di natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta a fianco.
Tu sei la notte di natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori né grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

                                                       Papa Francesco

 PRIMO PIANO
Time: Gengis Khan uomo più ricco di sempre
11 dicembre 2016

Gengis Khan è l'uomo più ricco della storia. Lo ha deciso niente meno che il Time, attraverso una serie di ricerche e interviste con economisti e storici che alla fine hanno stilato una top ten degli ultimi duemila anni. Come scrive Andrea de Cesco per corriere.it, "la ricchezza del fondatore dell’Impero Mongolo, che sotto il suo dominio si estendeva dalla Cina all’Europa, è stimata in «molte terre e poco altro». Secondo gli studiosi il segreto della sua influenza, che lo portò a essere il sovrano del regno territorialmente contiguo più esteso della storia, è stata la grande generosità che lo contraddistingueva. «Una delle ragioni del suo successo è il fatto che spartiva il bottino di guerra con i propri soldati e comandanti», afferma Morris Rossabi, professore di storia al Queens College di New York. Dopo che un’area era stata conquistata, le ricchezze erano inventariate e poi suddivise equamente tra i militari e le loro famiglie. Una parte era destinata all’imperatore, che però non ostentò mai la propria agiatezza. Quando morì fu avvolto in un panno di feltro come tutti, e così sepolto". Nella foto, la statua di Gengis Khan nella piazza principale di Ulaanbaatar.
Questa la classifica completa del Time:

1. Gengis Khan
2. Bill Gates
3. Alano il Rosso
4. John Rockefeller
5. Andrew arnegie
6. Josep Stalin
7. Akbar il Grande
8. Shen Zhong
9. Ottaviano Augusto
10. Mansa Musa

 PRIMO PIANO
Mongolia, record mondiale per scheletri di velociraptor
7 dicembre 2016

I dati raccolti Unendo le statistiche di Nazioni Unite, Banca Mondiale, Guinness World Record e di una serie di testate internazionali, è stata stilata una classifica sui record dei cinque continenti. Anche la Mongolia è presente: è la nazione in cui si trovano più scheletri di Velociraptor di tutto il pianeta. Ovviamente i ritrovamenti sono concentrati nel deserto del Gobi, vero "frigorifero" della preistoria. A sorpresa l'Italia detiene il primato per la produzione di kiwi! Nella foto, un esemplare di velociraptor.

 APPUNTAMENTI
In Mongolia con Masseini a Magione e Perugia
5 dicembre 2016

Martedì 6 dicembre a Magione, l'antica Pian di Carpine da dove nel XIII partì il missionario Giovanni che poi scrisse la Historia Mongalurum, ospita Alvaro Masseini nell'ambito dei corsi dell'Università della Terza età. Masseini presenterà la nuova edizione del libro "In Mongolia - Viaggio in un Paese nella bufera della modernità", edito da Morlacchi (288 pagine, 25 euro). "Dopo quattro viaggi in Mongolia - si legge nella presentazione - l'autore constata il rapido e drastico cambiamento cui il paese sta andando incontro a seguito della scoperta di vasti giacimenti minerari di materiali strategici e le non meno devastanti conseguenze dei mutamenti climatici per quelle popolazioni di pastori nomadi, un tempo anche guerrieri, che da sempre hanno caratterizzato l'identità del paese". A fine gennaio il libro sarà presentato anche all'Università per stranieri di Perugia con la partecipazione di Alfredo Savino. Nella foto, la copertina del libro di Masseini.

 CULTURA
Istruzione in Mongolia, l'articolo di Avvenire
4 dicembre 2016

Il quotidiano Avvenire dedica un servizio di Stefano Vecchia sull'istruzione in Mongolia, con un'intervista a Federico Pistone, giornalista del Corriere della Sera, scrittore e titolare di mongolia.it. "La Mongolia, immensa, spopolata e circondata da invadenti vicini come Cina e Russia ha anche uno dei più elevati tassi di scolarizzazione al mondo. Perché se il Paese (vasto cinque volte l’Italia con soli tre milioni di abitanti) ha in vastità, isolamento e nomadismo le caratteristiche identitarie, la sfida dell’istruzione si gioca con strumenti adattati alle dure condizioni ambientali e alle caratteristiche socio-economiche di una popolazione tradizionalmente nomade che va sedentarizzandosi ma con forti resistenze e cercando di mediare con la propria identità. «A tre anni i bambini mongoli sanno già andare a cavallo, a cinque imparano a radunare le mandrie e a mungere yak, giumente e capre e vivono la ferocia e la meraviglia della natura senza compromessi. Quella è la loro vera scuola di vita – ricorda Federico Pistone, giornalista, autore di libri sulla Mongolia e titolare del sito www.mongolia.it –. Almeno quando si parla delle famiglie nomadi, la metà dell’intera popolazione della Mongolia, che abitano negli immensi spazi della steppa e del deserto». Pistone ricorda «l’amica Dulam, nata e cresciuta al confine del Gobi, che tra le prove scolastiche della sua infanzia aveva quella di riuscire a catturare un certo numero di scoiattoli per dimostrare intelligenza, coraggio e scaltrezza», ma sottolinea anche che «la Mongolia, grazie al retaggio – peraltro drammatico – della lunga dominazione sovietica, vanta un tasso di alfabetizzazione altissimo, intorno al 97%, quasi come l’Italia. I mongoli amano leggere e studiare già dai primi anni di vita, recuperando materiale dai villaggi e testimonianze orali dagli anziani». «Di quando ho vissuto con gli Tsaatan, gli “Uomini renna” che popolano la regione nordovest della Mongolia, sull’orlo dell’estinzione fino agli anni ’90 – testimonia ancora il giornalista-scrittore – ricordo i lunghissimi viaggi che percorrevano attraverso la taiga infestata da lupi per raggiungere il villaggio di Tsagann nuur, dove i nomadi potevano scambiare i loro manufatti con generi di prima necessità ma anche con libri, giornaletti, quaderni e penne da distribuire ai bambini per la loro istruzione che veniva completata dalle lezioni tenute da Dalaibargial, la nuora di Gombo, re degli Tsaatan. Dalaibargial scendeva ogni mese al villaggio per incontrare un’insegnante che veniva dalla città di Moron da cui riceveva una sorta di aggiornamento culturale da riferire ai suoi allievi speciali». Da questo commovente impegno per l’istruzione è emersa la necessità degli “asili mobili”, tra i “fiori all’occhiello” del sistema educativo del Paese erede dell’impero di Genghiz Khan, additati al mondo come esempio. Attivi nelle aree rurali da giugno a agosto ma, se il clima lo consente, con una attività più estesa da maggio a novembre, forniscono ai piccoli mongoli non solo un’educazione propedeutica a quella scolastica, ma anche opportunità di socializzazione. Essenziali queste ultime, per l’isolamento a cui le comunità nomadi o seminomadi sono costrette nel lungo e rigido inverno delle steppe, fortemente nevoso. Per merito di queste iniziative, estive per esigenze climatiche, profondamente centrate sui singoli insegnanti e con i loro rapporto con la popolazione locale, in aree isolate molti piccoli dai due ai cinque anni d’età hanno potuto partecipare alla forte crescita dell’istruzione prescolare che dal 2010 al 2015 ha visto, per dati Unesco, una crescita di piccoli iscritti che nei distretti urbani ha portato la frequenza dal 68 al 73%. Merito anche di specifici finanziamenti internazionali (di 39,4 milioni di dollari quelli veicolati dal 2007 al 2015 dal programma “Global Partnership for Education” sotto la supervisione della Banca mondiale. Le lezioni si tengono nelle ger, le tradizionali tende circolare di feltro, casa dei nomadi delle steppe da tempo immemorabile. Stuoie e tappeti per isolare dal suolo, foto e disegni dei bambini appesi ai pali di legno che danno forma e consistenza alla tenda sono tutto quanto serve a asili che necessitano per la collocazione solo di uno spazio adeguato e sicuro da eventuali inondazioni. Presso uno dei villaggi – il più delle volte semplici agglomerati di ger, che forniscono gli studenti che qui arrivano a piedi oppure accompagnati a cavallo, in motocicletta o su trattori da fratelli maggiori o genitori. All’interno, giocattoli, un arredamento essenziale ma soprattutto quaderni e libri. Una soluzione unica per una condizione originale in condizioni non facili ma superate con impegno e entusiasmo. A testimoniarlo la frequenza, che sfiora il 100%, di piccoli provenienti al 71% da comunità meno favorite e al 50% femmine, ma anche l’indice di gradimento delle famiglie al 91%. (da Avvenire, leggi qui l'intero articolo)

 APPUNTAMENTI
Al Mao di Torino la Mongolia di Irene Cabiati
21 novembre 2016

In occasione dell’esposizione fotografica "Un tesoro nella steppa. Il monastero di Erdene Zuu in Mongolia", realizzata in collaborazione tra le città di Torino e di Kharkhorin, la Regione di Uvurkhangai e grazie al supporto di Missioni Consolata Onlus, il MAO (Museo d'Arte orientale, via san Domenico 11, Torino, ingresso libero) propone due appuntamenti dedicati a questo splendido Paese. Il primo si terrà all’interno dell’esposizione "Un tesoro nella steppa" martedì 22 novembre alle ore 18. Irene Cabiati parlerà della rivoluzione che ha stravolto il tessuto sociale della Mongolia, in bilico fra passato e modernità, fra tradizioni e speranze. Autrice del libro "Mongolia in viaggio" (Alpine Studio) intraprende un viaggio nella storia e nelle storie di un popolo fiero, a cui la nuova, imponente «ricchezza» impone profondi dilemmi sul senso della felicità. La Mongolia infatti ha portato alla luce i suoi tesori: non i bottini di Gengis Khan a lungo cercati da archeologi e predatori, ma il patrimonio inestimabile delle miniere di rame, carbone, oro e terre rare. Per buona parte della popolazione, ancora legata al passato, non è stato semplice affrontare un rinnovamento rivoluzionario. Ma non sempre nella grande città, lontano dai pascoli che hanno dovuto abbandonare, la vita è facile e talvolta diventa inconsolabile la nostalgia per il passato e lo scoramento di fronte a facili illusioni. (foto di Irene Cabiati)

 PRIMO PIANO
Dalai Lama in Mongolia Cinesi furibondi
20 novembre 2016

Il Dalai Lama (nella foto) ha predicato a migliaia di buddisti in Mongolia nonostante la richiesta cinese di cancellare la sua visita, in un momento in cui la Mongolia sta cercando di ottenere un importante pacchetto di aiuti dal suo potente vicino. La visita potrebbe avere ripercussioni sulle difficili relazioni tra i due Paesi, Pechino si era già opposta ad altre visite del Dalai Lama, chiudendo i confini nel 2002 e cancellando temporaneamente i voli nel 2006. ​Il Dalai Lama si è rivolto ai suoi fedeli nel monastero di Gandantegchenlin parlando del materialismo, all’inizio di una visita di quattro giorni che la Mongolia ha voluto esclusivamente religiosa, e senza alcun incontro istituzionale in agenda. (fonte tgcom24)

 PRIMO PIANO
Torino-Mongolia, siglato un patto culturale
10 novembre 2016

"Questo è un inizio e non un punto d'arrivo". Con queste parole Chiara Appendino ha suggellato la firma del patto di collaborazione tra Torino e Kharkhorin [la leggendaria Karakorum]. "È un grande onore, per me", ha commentato il sindaco, "siglare questo documento. È il riconoscimento dello straordinario rapporto duraturo che si è creato tra l'Italia e la Mongolia". "Penso che la cooperazione internazionale", ha evidenziato Appendino, "sia fondamentale per lo sviluppo della città. Questo patto favorirà lo scambio e la collaborazione tra le istituzioni culturali dei rispettivi territori, inizialmente a vantaggio dei settori turistico e culturali, con progetti e corsi di formazione, studi storico-archeologici, culturali e interreligiosi". Il primo atto concreto è la mostra fotografica inaugurata al Mao: "Un tesoro nella steppa. Il monastero di Erdene Zuu in Mongolia".  "L'accordo ci consente di dimostrare che è forte la volontà di collaborare allo scopo di stringere ancora di più i rapporti ed estenderli anche ad altri ambiti per favorire investimenti e creare opportunità di sviluppo", ha concluso il sindaco. Si tratta del primo accordo siglato da Chiara Appendino. (fonte torinooggi.it)

 PRIMO PIANO
Classifica Best in travel, Mongolia nella top ten
1 novembre 2016

Dal Nepal a Pistoia, da Mosca alla Mongolia. Ecco Best in Travel 2017, la classifica annuale redatta dalla Lonely Planet che tiene conto anche degli eventi, anniversari, manifestazioni o inaugurazioni di grandi strutture o musei che si svolgono nei paesi e nelle città nel mondo. Una classifica di riferimento da consultare per organizzare nuovi viaggi, per scoprire nuove culture, per sognare nuove mete (soprattutto lontane). L’Italia compare in classifica con la città di Pistoia, capitale della cultura Italiana 2017. Al primo posto nella classifica delle 10 destinazioni top Best in Travel, troviamo il Canada che proprio nel 2017 festeggia il suo 150° anniversario. Segue la Colombia e la Finlandia (per quest’ultima, in occasione del centenario della sua indipendenza, sono stati organizzati molti eventi, dalle grandi mostre ai concerti). Al 4° posto la selvaggia Dominica; segue Nepal e Bermuda (che a giugno ospiterà la Coppa America di vela). Concludiamo questa Top Ten con 4 destinazioni meravigliose: Mongolia, Oman, Myanmar ed Etiopia (fonte Lonely Planet)

 PRIMO PIANO
Il diario di Roberto, 750 km in bicicletta
1 novembre 2016

Un'avventura che più ecosostenibile non si può. È quella di Roberto Landolina, che ha percorso in Mongolia 750 chilometri in bicicletta, ci cui 500 su piste sterrate, dal villaggio di Rashaant a Tsetserleg. La racconta ai Diari di mongolia.it attraverso immagini e impressioni ma anche con informazioni pratiche e consigli. Scrive Roberto: "Di fronte ad una natura tanto straripante comprendi la piccolezza dell’essere umano e ti rendi conto di quanto straordinario sia stato questo Popolo nell’adattarsi perfettamente a condizioni così estreme (anche -50°C d’inverno). Il silenzio che si ode tra queste valli è qualcosa che non vorresti interrompere neanche col tuo respiro, un incantesimo che ti rapisce. Vivi in perfetta simbiosi con la natura, circondato dell’essenziale. Ascolti i versi degli animali, il soffiare del vento e la pioggia che cade. E quando accade, ne so qualcosa, le piste si allagano creando veri e propri ruscelli, fango dove affondi fino alle ginocchia, pozze che sembrano laghi, fiumi che si gonfiano. E tu con la tua bicicletta stracarica non puoi far altro che mettere le ciabatte e spingere, spingere e ancora spingere, pregando che presto la strada torni pedalabile". Vai al Diario e all'album completo di Roberto Landolina

 PRIMO PIANO
Inaugurato il centro sociale delle missionarie a Orbit
24 ottobre 2016

Un progetto di importanza sociale estremamente rilevante quello realizzato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a Orbit, periferia di Ulaanbaatar, dove già da alcuni anni è operativa una scuola elementare costruita sempre grazie alle missionarie. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il Nomiin Yos Center, una "casa" destinata a ospitare un centro sociale per gli abitanti locali e per promuovere l’alfabetizzazione degli adulti oltre a ospitare le suore che operano nel vicino istituo scolastico. Un polo culturale che rappresenta un vero e proprio "regalo" per la popolazione mongola. Nella foto, il momento del taglio del nastro con le autorità religiose e istituzionali, insieme alle Figlie di Maria Ausiliatrice, promotrici dell'iniziativa.

 PRIMO PIANO
In Mongolia la prima unione civile italiana all'estero
23 ottobre 2016

Un momento storico per l'Italia, giustamente celebrato dall'ambasciatore che ne è stato il celebrante: "Orgoglioso di celebrare la prima unione civile fuori dall'Italia qui all'ambasciata italiana di Ulan Baatar. Congratulazioni Maurizio e Massimiliano!". L'ambasciatore d'Italia in Mongolia, Andrea De Felip, annuncia così su Twitter il 21 ottobre 2016 la prima unione civile in assoluto celebrata all'estero, in applicazione della nuova legge, tra uno degli addetti della sede diplomatica, Massimiliano, e il suo compagno. L'omosessualità nel paese asiatico è stata depenalizzata soltanto nel 2002 dopo i decenni di repressione della dittatura comunista; rimane tuttavia praticamente sconosciuto il livello entro cui veniva applicata la legge ed il paese ha seguito la posizione pro-liberalizzazione adottata anche dagli altri stati satelliti dell'ex blocco sovietico tra la fine degli anni '90 e l'inizio di quelli 2000. La Mongolia è un paese dove non esiste alcun tipo di pubblico riconoscimento per le persone Lgbt e, pur non essendovi una particolare emergenza omofobica culturale, la notizia nell'ambasciata italiana rappresenta un evento di risonanza che, per una volta, pone l'Italia tra i paesi che possono indicare la strada del futuro. (fonte gaynews.it)

 PRIMO PIANO
Collaborazione e stabilità tra Mongolia e Cina
18 ottobre 2016

Il 18 ottobre a Pechino il segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese e capo dello Stato, Xi Jinping (a destra, nella foto), ha incontrato il presidente del Partito del popolo mongolo e presidente del Grande Khural della Mongolia, Zandankhuu Enkhbold (a sinistra), giunto in Cina per presenziare al "Dialogo 2016 tra il PCC e il mondo". Xi Jinping ha dato il benvenuto alla prima visita di Enkhbold in Cina dopo la sua elezione a presidente del parlamento. Ha indicato che attualmente le relazioni sino-mongole mantengono una buona tendenza di sviluppo, e che sia la Cina che la Mongolia hanno dato allo sviluppo delle relazioni bilaterali un'importante posizione nella propria diplomazia, e gli scambi e la cooperazione nei vari settori hanno apportato interessi concreti ai popoli dei due Paesi, svolgendo un ruolo positivo per la promozione della pace e della stabilità regionali. Xi Jinping ha rilevato che il PCC e il governo cinese guardano e sviluppano sempre le relazioni con la Mongolia da un punto di vista strategico e lungimirante, e intendono rafforzare gli scambi, il coordinamento e la cooperazione con la Mongolia, al fine di promuovere insieme lo sviluppo della completa partnership strategica tra Cina e Mongolia. (fonte Radio Cina Internazionale)

 APPUNTAMENTI
La principessa e l'aquila, domenica 16 ottobre a Roma
14 ottobre 2016

La casa di distribuzione I Wonder Pictures all'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (13-23 ottobre 2016) propone tre titoli che prossimamente distribuirà nei cinema italiani, tra cui, domenica 16 ottobre, La principessa e l'aquila (The Eagle Huntress) di Otto Bell. Ambientato nelle montagne della Mongolia, il film racconta la storia vera di Aisholpan, una ragazzina di tredici anni che lotta per diventare la prima addestratrice di aquile, in un contesto culturale in cui l'addestramento delle aquile è un'arte millenaria tradizionalmente riservata ai soli maschi. La principessa e l'aquila è stato già presentato al Sundance Film Festival, Telluride e Toronto e ha attirato l'attenzione della 20th Century Fox Animation, che ne produrrà una versione animata diretta da Chris Wedge (L'era glaciale, Robots). Girato con tecniche innovative che portano a contatto con la magica natura delle montagne e dei cieli della Mongolia, La principessa e l'aquila sarà distribuito negli Stati Uniti da Sony Pictures Classics a partire dal prossimo 28 ottobre ed è un grande contender per le nomination agli Oscar. (fonte movietele.it)

 PRIMO PIANO
Leopardo delle nevi, missione made in Italy
4 ottobre 2016

È prevista per marzo 2017 la seconda missione di ricercatori italiani in Mongolia per studiare e contare i leopardi delle nevi. A tornare sui Monti Altai è un team del Museo delle Scienze di Trento (Muse), guidato dal curatore della sezione biodiversità Francesco Rovero. L'annuncio è arrivato nell'ambito del VII Convegno della ricerca scientifica nei parchi e nelle aree protette in corso al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona), che ha confermato il suo sostegno alla spedizione. "Minacciati di estinzione a causa della perdita di habitat, il numero di leopardi delle nevi che sopravvivono in natura non è ancora stato individuato con certezza", spiega Francesco Rovero. Si stima la presenza di "circa 4 mila esemplari", aggiunge, ma "meno del 15%" del territorio di distribuzione "è coperto da ricerca scientifica e, se vogliamo salvarli dall'estinzione, è necessario conoscerne le condizioni". Rovero guidò la prima spedizione di ricercatori italiani in Mongolia nella primavera del 2015: il suo team in tre settimane campionò 600 chilometri quadrati, posizionando 49 fototrappole e toccando i 3.200 metri di quota. "Nel 2017 ci sposteremo ad est", anticipa il ricercatore, "aumentando la superficie da campionare a mille chilometri quadrati e il numero delle foto trappole a 60, fino a raggiungere i 4 mila metri di quota". Quello relativo ai leopardi delle nevi è uno dei 16 progetti di conservazione all'attivo del Parco Natura Viva. (fonte Ansa.it)

Gli esercizi degli alpini paracadutisti
 EDICOLA
Su La Lettura la Mongolia di Zamboni
2 ottobre 2016

La Lettura, il settimanale culturale del Corriere della Sera, dedica due pagine alla Mongolia, in particolare al diario di Massimo Zamboni, il musicista dei Csi che, insieme a Giovanni Lindo Ferretti, ha inciso nel 1996 lo storico “Tabula rasa elettrificata” e ha pubblicato “In Mongolia in retromarcia”. Zamboni ripercorre questa emozione lunga vent’anni e mai interrotta. “Un unico rumore ruba il silenzio assoluto della notte, un suono metallico, come di concavità percossa. Qualcuno – invisibile – batte con una mazza di ferro sulle ruote del treno e la ripetizione di quel gesto compone la colonna sonora per la sosta alla frontiera”. Inizia così il reportage che racconta una Mongolia delle emozioni più intime. Zamboni chiude così il suo diario: “Resta la sensazione che la Mongolia nomade sia ancora capace di imporre un ordine preciso ai pensieri di chi vi si accosti con spirito aperto, disposto al cambiamento: il fuoco, la famiglia, un riparo, le bestie, nutrirsi, procreare. Idee chiare. Un invito a chi sa ascoltare. Questa sua concisione vale il viaggio".

 EDICOLA
Inquinamento a Ulaanbaatar, colpa del carbone nelle gher
26 settembre 2016

Sul sito di Internazionale compare la traduzione, curata da Andrea De Ritis per Rue89), dell'articolo del giornalista francese Pierre Haski, che spiega i motivi per cui Ulaanbaatar, oltre a essere la più fredda, è anche la seconda al mondo per inquinamento, alle spalle di una città iraniana. Curiosamente sul numero cartaceo di Internazionale viene riportato un articolo del giapponese The Diplomat che "promuove" (si fa per dire) la capitale mongola al primo posto di questa classifica poco onorevole. Ecco un estratto dal reportage di Haski. "Secondo le Nazioni Unite Ulan Bator, la capitale mongola che conta ormai più di un milione di abitanti (più di un terzo della popolazione del paese) è la seconda città più inquinata del mondo. La ragione principale è il carbone, che permette agli abitanti di “Ger city”, la città delle iurte che sorge intorno alla città moderna e sempre più splendente, di riscaldarsi durante il lungo e rigido inverno (le temperature possono scendere fino a 40 gradi sotto zero). L’impatto sull’ambiente e sulla salute degli abitanti è disastroso. Ulan Bator è una capitale paradossale. Per decenni è stata una città dalla tipica architettura sovietica, riscaldata da enormi condutture di acqua bollente che portavano il calore negli appartamenti delle case popolari. Oggi la città è divisa tra una rapida modernizzazione e un’altrettanto rapida espansione delle bidonville. La scomparsa dell’Unione Sovietica nel 1991 ha avuto un impatto considerevole su questo paese gigantesco ma scarsamente popolato (meno di tre milioni di abitanti) e schiacciato tra due imperi rivali, la Russia e la Cina. Così i nomadi, che erano diventati funzionari statali durante l’era sovietica, sono tornati alla vita tradizionale dopo un’interruzione durata diversi decenni. Ma come mi ha spiegato un vecchio mongolo mentre seguivo una campagna elettorale nel deserto del Gobi qualche anno fa, le nuove generazioni fanno fatica a riprendere la vita nomade, soprattutto durante gli inverni più rigidi, che qui sono chiamati dzud". Leggi l'intero articolo. (foto David Gray Reuters/Contrsato)

 PRIMO PIANO
Due lutti nel mondo degli studi mongoli
25 settembre 2016

Nel giro di pochi giorni gli studi mongoli hanno perso due grandissimi studiosi riconosciuti a livello accademico in tutto il mondo: Igor de Rachewiltz (nella foto, 11 aprile 1929 - 30 luglio 2016) e Charles Bawden (22 aprile 1924 - 11 agosto 2016). Igor de Rachewiltz nato a Roma dove aveva studiato legge, aveva poi proseguito gli studi all'Orientale di Napoli, negli anni '50 si era trasferito in Australia dove ha condotto le sue ricerche e la sua attività accademica fino al pensionamento. Uno dei più grandi esperti della Storia segreta dei mongoli di cui nel 2004 aveva pubblicato una corposa traduzione in inglese frutto di quarant'anni di ricerche. Era molto legato all'Italia dove sul finire del secolo scorso si era recato più volte per tenere seminari e conferenze (nel 2006 la Sapienza Università di Roma gli ha conferito il titolo di Dottore di Ricerca honoris causa). Charles Bawden professore alla Soas di Londra è stato un grande conoscitore della Mongolia, tra le sue pubblicazioni più importanti vi sono il dizionario mongolo-inglese (1997) e una storia della Mongolia moderna (1968) oltre alla traduzione dell'Altan tobchi. (di Davor Antonucci, Università La Sapienza di Roma, per mongolia.it)

 AMBIENTE
Il leopardo delle nevi ha bisogno di più spazio
23 settembre 2016

I leopardi delle nevi si meritano il soprannome di "fantasmi della montagna": ce ne sono pochi, sono schivi e vivono sulle montagne dell'Asia centrale, a elevate altitudini, in un habitat che può essere pericoloso per gli umani. Ora, gli sviluppi tecnologici hanno finalmente permesso agli scienziati di dare un'occhiata più in profondità nel mondo di questi felini minacciati, portando alla pubblicazione di uno degli studi più robusti mai condotti. Dal 2008 al 2014, i ricercatori al lavoro sulle montagne Tost, nel Gobi meridionale, in Mongolia, hanno applicato a 16 leopardi delle nevi collari GPS che registravano la posizione dei leopardi quattro volte al giorno, per un anno. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, suggeriscono che ciascuno di questi grandi felini ha bisogno di un territorio enorme, 44 volte più grande di quello stimato in precedenza: oltre 200 chilometri quadrati per i maschi e più di 120 per le femmine. Ciò significa che un singolo leopardo adulto dovrebbe potersi muovere, alla ricerca di cibo e femmine, in un'area più vasta del più grande parco nazionale italiano, quello del Pollino. "Gli studi precedenti davano per scontato che gli areali fossero più piccoli. Ma avere questa informazione ovviamente influenza tutto, dalle stime della popolazione dei leopardi alle strategie di conservazione", spiega Orjan Johansson, studente di dottorato alla Swedish University of Agricultural Sciences e primo autore dello studio, i cui dati provengono da una ricerca durata otto anni e parzialmente finanziata da Snow Leopard Trust, SL Foundation Mongolia e Panthera. "Le nostre scoperte non fanno altro che evidenziare quanto ancora dobbiamo imparare del leopardo delle nevi", commenta. (fonte nationalgeographic.it, foto di Steve Winter. Leggi tutto l'articolo)

 PRIMO PIANO
Croce rossa, al Console la medaglia d'argento
22 settembre 2016

La Croce Rossa mongola ha insignito il Console onorario di Prato Piero Bardazzi della Croce d'Argento per il suo contributo umanitario. Sono numerose le iniziative che Bardazzi ha portato avanti in favore della popolazione mongola e questo riconoscimento ne è un significativo attestato. Nella motivazione si legge: "Mr. Piero Albarano Bardazzi è stato premiato con la 'Humanity Silver medal' dalla Croce Rossa mongola in ragione del suo contributo umanitario a favore delle popolazioni più bisognose della Mongolia". Attualmente Piero Bardazzi è l'unico Console onorario in Italia. A Roma è operativa l'Ambasciata della Mongolia (attualmente il solo riferimento per ottenere i visti turistici) mentre dal giugno scorso a Ulaanbaatar è stata inaugurata l'Ambasciata d'Italia, con l'insediamento del primo storico ambasciatore Andrea De Felip.

 APPUNTAMENTI
La Mongolia di Zamboni sabato 24 a Padernello
21 settembre 2016

Sarà Massimo Zamboni il protagonista del terzo appuntamento della rassegna "L'uomo in viaggio – storie di donne uomini in cammino" che si terrà sabato 24 settembre alle ore 21 presso il Castello di Padernello (Borgo San Giacomo Bs). Massimo Zamboni è musicista, compositore e scrittore. Come fondatore e chitarrista dei CCCP e dei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) ha segnato la storia della musica italiana indipendente. Nell'esperienza umana e artistica di Zamboni il viaggio, e più in generale la geografia, sono sempre stati elementi determinanti: a Berlino è avvenuto l'incontro decisivo con Giovanni Lindo Ferretti (cantante dei CCCP e dei CSI), ma altrettanto importanti sono state Mostar, Mosca, Beirut e la Mongolia. Città e luoghi in cui Zamboni è tornato più volte, e di cui è possibile trovare limpide tracce tra i testi delle sue canzoni e nelle parole dei suoi libri. A Padernello Zamboni affronterà alcuni dei temi più rilevanti della sua esperienza: dal suo recente ritorno in Mongolia, al viaggio in zattera sul canal Tartaro con Vasco Brondi alias Le Luci della Centrale Elettrica – da cui è nato successivamente il testo a quattro mani “Anime Galleggianti – dalla pianura al mare tagliando per i campi” (La nave di Teseo 2016). Spazio anche al primo viaggio a Berlino, all'incontro con la musica e all'esperienza nei balcani. Un appuntamento da non perdere. L'ingresso è libero. (fonte La Provincia di Cremona)

 AMBIENTE
Il leopardo delle nevi nel progetto del Muse
9 settembre 2016

La rivista del Cai "Montagne360" ha dedicato un servizio al leoprado delle nevi della Mongolia, in particolare al progetto di ricerca del Muse di Trento nei monti Altai. Nell'articolo di Francesco Rovero e Claudio Groff, dal titolo "Il fantasma delle montagne", si racconta di come sia nato lo studio, a metà del 2014. "Oltre all'elevato interesse per poter studiare un animale così affascinante, la proposta stuzzicava anche il nostro interesse per la montagna e per le terre lontane proprio in considerazione dell'area: le propaggini più orientali dei vasti e selvaggi monti Altai, per la precisione un angolo della Mongolia nord occidentale, nel distretto di Bayan Olgiy al confine con la Russia e a poche decine di chilometri dal Kazakistan e dalla Cina". Per leggere l'intero articolo vai sul relativo pdf


L'articolo su Montagne360
 PRIMO PIANO
Russia-Mongolia, al via esercitazioni militari
30 agosto 2016

Le esercitazioni militari congiunte di Russia e Mongolia Selenga-2016 sono state avviate nella Repubblica di Buriazia, nella regione centro-meridionale della Siberia, lungo la costa orientale del lago Bajkal. Lo ha annunciato Alexander Gordeev, capo dell'ufficio comunicazione del Distretto militare orientale russo. La cerimonia inaugurale dell'avvio delle attività di training — ha precisato Gordeev — si è tenuta in una apposita struttura del Distretto a Burduny. Alle esercitazioni — ha aggiunto Gordeev — partecipano circa 1.000 militari di entrambe le nazioni con 200 pezzi di equipaggiamento. Le esercitazioni Selenga-2016 per le truppe di Russia e Mongolia si tengono con cadenza annuale dal 2008. (fonte sputniknews.com) 

Il filmato delle esercitazioni
 PRIMO PIANO
Festa per il primo prete della Mongolia
30 agosto 2016

Don Joseph Enkh è il primo sacerdote mongolo ed è stato ordinato domenica a Ulan Bator e ha celebrato la prima Messa nella Cattedrale della capitale della Mongolia. «Ringrazio il Signore – ha detto durante l’ordinazione – che mi ha chiamato a servirlo attraverso il sacerdozio. Sono anche grato a tutte le persone che mi hanno aiutato a rispondere a questa chiamata. Spero che ci siano presto altre vocazioni al Sacerdozio e alla vita consacrata tra i giovani della Mongolia». Il prefetto apostolico del Paese asiatico, monsignor Wenceslao Padilla, filippino, arrivato tra i primi missionari negli anni Novanta, ha detto di «confidare» che «il nuovo sacerdote sia fedele alla sua vocazione, prenda la sua croce giorno dopo giorno e segua sempre Cristo, in ogni circostanza della sua vita». «Il Signore – ha spiegato nell’omelia – ha reso possibile ciò che sembrava essere impossibile» invitando i fedeli «a continuare a confidare in Dio». Alla celebrazione hanno partecipato diversi esponenti del governo e del mondo diplomatico; era presente tra gli altri Dambajav, responsabile del monastero buddista di Dashi Choi Lin, che, come ricorda l’agenzia Fides raccontando l’evento, ha sottolineato i «buoni rapporti» esistenti con la Chiesa. «Impariamo da loro, e loro imparano da noi. Siamo felici che uno di noi mongoli sia diventato un prete in questa Chiesa». L’esponente buddista ha posto una stola di seta blu intorno al collo del sacerdote appena ordinato, che, nella tradizione buddista, simboleggia il cielo e significa dunque purezza, buona volontà, buon auspicio e compassione. (di Fabrizio Mastrofini, Avvenire)

 EDICOLA
Alfredo, mollo tutto e vado in Mongolia
29 agosto 2016

Da vanityfair.it (di Mary Marchesano) Alfredo Savino, classe 1976, milanese di origine vive e lavora in Mongolia da più di sette anni. Si è laureato all'Università di Milano con una tesi che analizzava i rapporti tra l'Europa e la Mongolia nel XII secolo. In effetti studi del genere avevano pochi sbocchi lavorativi, ma a stare stretta ad Alfredo era anche l'atmosfera grigia che si respirava in quegli anni nel capoluogo lombardo. Subito dopo la laurea Alfredo coglie al volo la proposta di accompagnare dei gruppi in Mongolia, dove era già stato per seguire le orme del condottiero mongolo.«Per me ha significato una nuova prospettiva lavorativa capendo allo stesso tempo che non puoi parlare di un Paese se lo si visita soltanto, ci devi vivere per capirne a fondo le sfumature. Per cui mi sono preso un anno sabbatico, un periodo per cercare di capirne meglio le usanze, i costumi e studiare la lingua mongola. Dopo sette anni sono ancora qua».E proprio la Mongolia, cosi distante dall'immaginario collettivo del paese nel quale emigrare, a dargli la felicità che cercava.«A volte non so se sono io ad aver scelto la Mongolia o se è stata la Mongolia ad aver scelto me. È come una bella donna: si fa amare, ma a volte ti maltratta. Forse è proprio questo che mi piace di lei» racconta Alfredo, con lo stesso tono con cui si parlerebbe della propria amata. La Mongolia, grande cinque volte l'Italia, è una terra estrema. «Qui non esiste la via di mezzo: dal caldo al freddo, alle distanze, ai differenti modi di vivere della città e campagna». Basti pensare ai lunghi e rigidi inverni, dove le temperature raggiungono punti di -60°, che si alternano poi a tiepidi estati. Quando parla della sua terra d'adozione, Alfredo ha una visione lucida, concreta, come la Mongolia stessa. Vai alla pagina di Vanity Fair

 AMBIENTE
Gher mongole in Emilia, un servizio sul Tg3
27 agosto 2016

La Mongolia in Emilia. L'agriturismo Cacigolara offre la possibilità di dormire in un'autentica gher mongola nelle campagne appenniniche, a pochi minuti da Borgo Val di Taro in provincia di Parma. Anche la Rai ha dedicato un servizio andato in onda nel telegiornale regionale del Tg3 e su RaiNews. Una sorta di "assaggio" di Mongolia, in attesa di un vero viaggio nel Paese più emozionante del mondo.

Guarda il video messo in onda dal Tg3
 PRIMO PIANO
Giochi, lo scandalo lotta: tutti con la Mongolia
25 agosto 2016

Ai tempi di Gengis Khan sarebbero volate frecce. Oggi i mongoli sono pacifici e gentili e, quando li fai arrabbiare, al massimo si spogliano. E' successo nell'ultima giornata dell'Olimpiade di Rio, quando il lottatore Ganzorigiin Mandakhnaran, per gli amici Ganzorig, si è visto scippare la medaglia di bronzo nei 65 kg da una decisione arbitrale definita "sospetta" (anche l'azzurro Chamizo ne sa qualcosa). Insomma il podio è andato all'uzbeko Navruzov, contro ogni logica e contro lo stesso verdetto del pubblico brasiliano che ha sovrastato di fischi la sentenza e inneggiato a pieni polmoni alla Mongolia. I due allenatori, Bayaraa e Tsostbayar si sono spogliati e inginocchiati in mutande davanti ai giudici: "Ci avete rubato la gara, prendetevi anche i vestiti", ha detto uno dei coach. L'ex campione di lotta Baasanjav non ha dubbi: "Tutti l'hanno visto, Ganzorig ha dominato e la Mongolia è stata derubata".  A Ulaan Baatar gli sport di combattimento (sumo, lotta, judo, pugilato) sono sacri e quando un atleta perde accetta la sconfitta e si sottomette al vincitore che gli volteggia sopra come un'aquila sulla preda. Una protesta sincera, sportiva, senza volgarità, da un popolo fiero che non tollera ingiustizie. Le immagini dello strip tease hanno invaso la Rete e in poche ore Ganzorig è diventato uno dei personaggi più cliccati e "likeati", altro che bronzo. (di Federico Pistone, Corriere della Sera)

Guarda la finale e la protesta
 SPORT
Rio, Giochi amari: 2 medaglie e lo strip
22 agosto 2016

Per la Mongolia è stata un'Olimpiade deludente sotto molti aspetti. Solo 67° posto finale, come l'India (che ha però una popolazione mille volte superiore) con un bilancio di 1 argento e 1 bronzo. Dorjsürengiin Sumiya ha conquistato la prima medaglia, un argento, nel judo femminile 57 kg; l'altra medaglia è andata a Otgondalai Dorjnyambuu nel pugilato 60 kg. Un bottino magro rispetto alle attese: l'Associated Press aveva preconizzato 6 medaglie per la Mongolia, di cui 3 d'oro. Delusione per alcuni degli atleti favoriti nelle rispettive discipline di boxe e lotta, come Boldbaatar Ganbat, Tumurkhuleg Davaadorj, Altansukh Dovdon, Urantsetseg Munkhbat, Munkhzaya Tsedevsuren. Nell'ultima giornata si è poi verificato uno degli eventi più clamorosi di questi Giochi di Rio, che ha visto proprio la Mongolia protagonista, suo malgrado.Ganzorigiin Mandakhnaran aveva conquistato la finale per il bronzo nella classe 65 kg ma l'arbitro, inopinatamente, ha regalato la vittoria all'avversario uzbeko, confermando il livello scandaloso degli arbitri olimpici della lotta, di cui anche l'azzurro Chamizo è rimasto vittima, scippato dell'opportunità di lottare per l'oro. Molti arbitri sono stati allontanati dall'Olimpiade, resta però l'amarezza per verdetti insensati o sbilanciati in modo sospetto. I due tecnici della Mongolia, increduli, hanno messo in scena la loro clamorosa e quasi disperata protesta: si sono tolti i pantaloni e si sono inginocchiati davanti ai giudici. Come dire: ci avete rubato tutto, prendetevi anche i nostri vestiti! "Tre milioni di persone in Mongolia aspettavano questo bronzo", ha detto Byambarenchin Bayaraa, uno dei tecnici della nazionale mongola. "Il 100 per cento del palazzetto era dalla nostra parte e ha manifestato con noi la protesta per un verdetto scandaloso". Il pubblico ha infatti cominciato a scandire in coro Mon-go-lia, Mon-go-lia, offrendo il proprio verdetto e rifiutando quello ufficiale. Magra consolazione per una corazzata mondiale degli sport di combattimento uscita dalle Olimpiadi con 2 sole medaglie. Il computo complessivo della storia olimpica mongola è ora di 26 podi: 2 ori, 10 argenti e 14 bronzi.

 SPORT
Rio, clamorosa protesta dei lottatori mongoli
21 agosto 2016

Clamorosa protesta dei tecnici del lottatore mongolo Ganzorig al termine della finale per il bronzo olimpico nella categoria 65 kg. I due si sono tolti la maglia, buttandola a terra, e uno si è anche inginocchiato davanti alla giuria per contestare la decisione di assegnare la vittoria all'uzbeko Navruzov, rimanendo addirittura in mutande (Italpress)

 PRIMO PIANO
La Mongolia non fa scuola, tassi bassi ovunque
19 agosto

Domanda da un milione di dollari (o anche più): esiste una banca centrale che sta procedendo in questi giorni al rialzo del costo del denaro? La risposta è sì. Ieri la banca centrale della Mongolia ha aumentato i tassi di un quarto di punto al 4,5% per difendere il tasso di cambio della moneta locale, il tugrik. La Fed, che non si occupa di finanza mongola, ha invece sottolineato i rischi insiti negli squilibri delle banche italiane, una delle ragioni che sconsigliano un rialzo. “Nella discussione sulla stabilità finanziaria – si legge nei verbali della riunione di fine luglio – si è fatto notare che, sebbene lo stato di salute delle banche Usa sia buono, gli istituti europei, specie le banche italiane, sono sotto pressione per la debole congiuntura economica,i margini di interesse sottili e le preoccupazioni sulla qualità degli asset in portafoglio”. E così, a giudicare dai verbali della Fed, l’Italia contribuisce a render meno probabile il rialzo dei tassi a settembre, nonostante l’opinione in senso contrario di operatori come Bill Gross: “le banche centrali – ha scritto – continuano a mettere nell’economia olio sporco (ovvero denaro a costo quasi zero). Prima o poi, il motore si fermerà”. Il dibattito tra falchi e colombe è destinato a durare almeno fino all’intervento di Janet Yellen venerdì 26 al meeting di Jackson Hole. Nell’attesa la prospettiva di un rinvio dell’aumento dei tassi Usa ha sostenuto la ripresa delle Borse e del corso delle materie prime favorite dal dollaro debole e dalla discesa dei rendimenti. (di Ugo Bertone per firstonline.info)

 EDICOLA
Cambiano le mete estive: il fascino della Mongolia
18 agosto 2016

Da travelblog.it C’erano una volta Tunisia, Turchia, Marocco, Egitto, Mar Rosso. Erano queste, fino a qualche anno fa, le mete estive preferite dagli italiani. Economiche e affascinanti allo stesso tempo. Poi l’allarme terrorismo ha spaventato i viaggiatori, senza però arrestare la loro voglia di vacanza. E così, invece di restare a casa come molti pensano, i turisti hanno semplicemente cambiato meta. Islanda, Giappone, Colombia, Mongolia. Oppure mete più vicine a casa, preferibilmente posti di mare oppure paesini di montagna, purchè ci sia relax. Foto di Federico Pistone

 SPORT
Dalla boxe la seconda medaglia per la Mongolia
16 agosto 2016

E' arrivata la seconda medaglia olimpica per la Mongolia: l'ha conquistata Otgondalai Dorjnyambuu (foto, zimbio.com) nel pugilato maschile pesi leggeri 60 kg. L'atleta di Ulaanbaatar ha perso la semifinale con il francese Oumiha, conquistando automaticamente il bronzo, che va ad aggiungersi all'argento vinto da Dorjsürengiin Sumiya, finalista nel judo femminile fino a 57 kg. Per la Mongolia ci sono ancora alcune speranze di podio, anche se finora la spedizione di Rio è stata molto deludente rispetto alle aspettative. Aspettiamo però a stilare un bilancio definitivo, in attesa dele ultime finali di questa settimana. 

 SPORT
Rio, prima medaglia per la Mongolia
8 agosto 2016

È arrivata la prima medaglia olimpica di Rio per la Mongolia: è quella di Dorjsürengiin Sumiya, approdata alla finalissima del judo femminile fino a 57 kg e battuta dalla "padrona di casa" Rafaela Silva, che ha regalato al Brasile il primo alloro. Dorjsürengiin ha 24 anni ed è nata a Uvs, nella Mongolia occidentale: un risultato prestigioso che ripaga, almeno parzialmente, dell'avvio deludente per la Mongolia che è andata molto vicina al podio in altre gare di judo e boxe, senza però centrare l'obiettivo. Con questo argento, la Mongolia si porta a un bottino storico complessivo di 25 medaglie olimpiche. Ma non è ancora finita: molta attesa ora è nel tiro con la pistola femminile, un'altra delle specialità della tradizione sportiva mongola. Al prossimo aggiornamento! Nella foto, Dorjsürengiin Sumiya durante la finale persa con la brasiliana Silva.

 CULTURA
Mongolia e Italia unite nel segno di Rossini
8 agosto 2016

Grande successo dell'International Opera Studio di Roma in collaborazione con l'Ambasciata della Mongolia e il Comune di Formello nel progetto italo-mongolo ispirato a La Cenerentola di Rossini e curato da Ayana Sambuu insieme a Carlo Alberto Gioja e Bruna Bencivenga per portare in Italia e valorizzare i cantanti lirici professionisti della Mongolia. Standing ovation allo storico Teatro di Villa Torlonia e nel Comune di Roma che hanno accolto con grande entusiasmo la proposta dell'Ambasciata e dell'ex ambasciatore Odonbaatar Shijeekhyy di presentare i cantanti lirici della Mongolia a esibirsi con gli artisti italiani. Gli artisti, sotto la guida del maestro Stephen Laurance Kramer e con la regia di Ayana Sambuu, hanno presentato la straordinaria versione semiscenica dell'opera rossiniana, risultato del corso di perfezionamento dell'International Opera Studio dell'associazione culturale ViViAmoL'Arte. La magia dell'opera, insieme al grande effetto visivo artistico offerto dalle proiezioni dei quadri di Nathalie Von Rittersberg, ha incantato il foltissimo pubblico di Formello. La magia dei colori delle scenografie e dei costumi, insieme al talentuoso cast artistico dei cantanti italiani, mongoli e spagnoli accompagnati dall'orchestra dell'International Opera Studio con la pianista russa Victoria Khalilova, hanno trasmesso emozioni senza tempo. Il mezzosoprano Ayana Sambuu ha affascinato il pubblico grazie alla sua interpretazione del ruolo di Angelina-Cenerentola insieme a cantanti di straordinaria bravura: Carlo Alberto Gioja nel ruolo di Don Magnifico, Ignacio Prieto nel ruolo del principe Ramiro, Paolo Ciavarelli nel ruolo di Dandini, le bellissime sorellastre Clorinda e Tisbe interpretate dalla giovanissima italiana Sabina Galizia e Dariimaa Myagmar dalla Mongolia, mentre la voce di Tuvshinjargal Enkhbat della Mongolia tuona letteralmente interpretando il ruolo di Alidoro. Il progetto è stato appoggiato da sponsorizzazioni crowdfunding e donazioni private (fra le quali quella di 1000 euro da Carmenelvira Terrazas e sua figlia Vanessa Desegovia direttamente dal Messico e di Altan Zandraa per il biglietto aereo da e per la Mongolia) che hanno dimostrato la sensibilità nell'investire nella cultura per le nuove generazioni. Prezioso aiuto materiale arriva da Elena Orlandelli e la sponsorizzazione dei uno dei biglietti aerei da parte di Enkhtuya Dendev, titolare della catena dei negozi franchising di Elpa Cesar's a Ulaanbaatar. Importante sottolineare che la grande dedizione dimostrata dall'International Opera Studio di Roma nel corso degli ultimi anni producendo opere come il Don Giovanni e Le nozze di Figaro di Mozart, L'elisir d'amore di Donizetti, il Gran Gala Red Carpet e il trionfo de La Cenerentola di Rossini, sono stati i risultati degli sforzi organizzativi soprattutto di Carlo Alberto Gioja, presidente di ViViAmoL'Arte, del direttore organizzativo Bruna Bencivenga, e negli ultimi due anni anche dell'artista Ayana Sambuu, responsabile degli Affari Esteri dell'International Opera Studio. "L'obiettivo - ha spiegato Ayana - è quello di offrire una visione diversa del mondo della lirica, indispensabile per costruire insieme un mondo sano e benefico in nel senso culturale, ma anche sociale". Nella foto, i cantanti Ignacio Prieto e Ayana Sambuu, protagonisti de La Cenerentola.

 SPORT
Rio, la Mongolia sfila al Maracanà
6 agosto 2016

Anche la Mongolia ha sfilato nella magica notte del Maracanà per l'apertura dei Giochi Olimpici di Rio. Il judoka Temuulen Battulga è stato il portabandiera della rappresentativa mongola, costituita da 42 atleti, abbigliati in una sgargiante divisa gialla e bianca. Una delegazione sorridente e acclamatissima: la Mongolia è un Paese che ispira simpatia ma che ha anche ambizioni di medaglie, soprattutto nei settori del judo, della boxe, della lotta. Mongolia.it seguirà giorno per giorno l'esito delle gare degli atleti della Mongolia. Nella foto, Temuulen Battulga con la bandiera mongola guida la nazionale asiatica a Rio.

 SPORT
Judo, previsioni: 3 ori per la Mongolia
4 agosto 2016

Soltanto nel judo la Mongolia potrebbe conquistare 3 medaglie d’oro ai Giochi di Rio e 6 allori complessivi della disciplina, secondo le proiezioni della Associated Press. Sul gradino più alto del podio potrebbero finire Boldbaatar Ganbat (60 kg, nella foto), Tumurkhuleg Davaadorj (66 kg), Sumiya Dorjsuren (57 kg donne). Altre medaglie possibili nel judo Altansukh Dovdon (66 kg), Urantsetseg Munkhbat (52 kg D), Munkhzaya Tsedevsuren (63 kg D). Verificheremo sul “campo” l’andamento delle gare, giorno per giorno.   

 SPORT
Rio: Mongolia pronta a migliorare Londra
3 agosto 2016

Anche la Mongolia si appresta a vivere da protagonista l'Olimpiade di Rio, che si inaugura la notte del 5 agosto. Come mongolia.it ha ricordato, saranno 42 gli atleti che gareggeranno con buone possibilità di medaglia in discipline come judo, lotta, tiro e boxe. Nella precedente edizione dei Giochi, a Londra 2012, la squadra mongola aveva collezionato cinque medaglie, conquistando il settimo posto assoluto (primo in Asia) nella speciale graduatoria stilata dal sito internazionale medalespercapita.com che tiene conto degli allori conquistati per abitante: una medaglia ogni 547mila abitanti. Meglio avevano fatto solo Grenada, Giamaica, Trinidad e Tobago, Nuova Zelanda, Bahamas e Lituania. Subito dietro la Mongolia, l'Ungheria, il Montenegro e la Danimarca. L'Italia aveva chiuso al 44° posto con una medaglia ogni 2.170mila abitanti. Nella foto, la delegazione mongola a Ulaanbaatar prima della partenza per il Brasile.

 PRIMO PIANO
Ian Manook ci insegna a pronunciare Yeruldelgger
1 agosto 2016

In effetti la pronuncia è complicata: Yeruldelgger. È il nuovo fenomeno editoriale che sta scalando le posizioni anche in Italia, quasi a insidiare i grandi successi commerciali di Camilleri e Manzini. Come abbiamo già segnalato da tempo su mongolia.it (vedi notizie su News e recensione su Libri), si tratta di un robusto thriller ambientato interamentre in Mongolia, scritto dal francese Ian Manook ed edito in Italia da Fazi. Per cercare di agevolare il lettore, ma soprattutto il possibile acquirente messo a disagio dal titolo complicato, che è poi il nome dell'ispettore "maledetto" protagonista di una storia di crimini efferatissimi tra steppa e deserto mongoli, lo stesso Manook ha messo in linea una sorta di lezione (in italiano) di pronuncia di Yeruldelgger: ne è venuto fuori un vero e proprio sketch dove lo scrittore francese esibisce una irresistibile verve comica, intonando anche una serie di canzoni per rendere più semplice la pronuncia del suo libro. Cita così Celentano (due volte) e De André. "Allora - attacca Manook nella sua performance - si dice Ye: come... solo baci che do a te, ye ye ye ye ye ye! Rul rul come... il re fa rullare i tamburi, rullare, rullare rul. Del, del: l'unico frutto dell'amor è la banana, è la banana. Eh lo so che non è italiano, è spagnolo, il suo è lo stesso. Ye - Rul - Del - Ger... come: una terza 'gherra' che farà sparire quei due bei seni che tu porti in giro. Eh sì Celentano: lo canto male ma è Celentano".

Assisti alla curiosa lezione di Manook
 SPORT
Vialli sbeffeggia Vieri: "Giocherò in Mongolia"
30 luglio 2016

Si sa, la Mongolia è terra di grandi atleti: dal sumo alla lotta, dal judo al tiro con l'arco. Nel calcio le cose non vanno altrettanto bene, anche se il movimento sta crescendo, sia in termini di calciatori da "esportazione" e di club sempre più competitivi, Nazionale compresa. Gianluca Vialli ci ha voluto scherzare su, ma l'obiettivo del suo sarcasmo non era certo il calcio mongolo ma Bobo Vieri, che nei giorni scorsi ha annunciato di essere tornato in forma e di essere pronto per giocare nel campionato cinese. Vialli ha postato un video in cui annuncia la sua, ovviamente scherzosa, intenzione di riprendere a giocare proprio nel campionato della Mongolia. L'ex azzurro e campione d'Italia con la Sampdoria, oggi 52enne opinionista di Sky, comunica la sua decisione mentre si affanna in un esercizio muscolare per le braccia: "Sto continunando il lavoro per rimettermi ion forma", annuncia Vialli parodiando Vieri. " Luca is back. Pesavo 83,4 chili, ora peso 83,3 chili. Ancora 500 grammi e sono in forma. Luca is back. Vado a giocare in Mongolia". Poi, esausto, chiede all'operatore di "stoppare" il filmato.

Guarda la confessione di Vialli
 SPORT
Olimpiade di Rio, i 42 atleti della Mongolia
29 luglio 2016

È pronta la squadra olimpica della Mongolia. A Rio gareggeranno 42 atleti sotto la bandiera con il Soyombo. Nella storia delle Olimpiadi la Mongolia ha conquistato 24 allori, di cui 2 medaglie d'oro (una nel judo e una nella boxe conquistate a Pechino 2008), 9 argenti e 13 bronzi. Nell'ultima Olimpiade, a Londra 2012, la Mongolia il bottino della Mongolia è stato di 2 argenti e 3 bronzi, sempre nelle specialità di judo, lotta e boxe. Ecco l'elenco completo della spedizione mongola in Brasile. Ancora da ufficializzare i 5 partecipanti alle maratone. Nella foto, il judoka mongolo Naidangiin Tüvshinbayar, prima storica medaglia d'oro della Mongolia, conquistata a Pechino: l'atleta sarà in lizza anche a Rio. Mongolia.it seguirà passo dopo passo l'avventura olimpica della Mongolia.
ATLETICA
Maratona maschile (3 posti)
Maratona femminile (2 posti)
BOXE
Gankhuyagiin Gan-Erdene (pesi mosca leggeri maschili)
Kharkhüügiin Enkh-Amar (pesi mosca maschili)
Erdenebatyn Tsendbaatar (pesi gallo maschili)
Dorjnyambuugiin Otgondalai (pesi leggeri maschili)
Baatarsükhiin Chinzorig (pesi superleggeri maschili)
Byambyn Tüvshinbat (pesi welter)
JUDO
Tsogtbaataryn Tsend-Ochir (60 kg maschile)
Davaadorjiin Tömörkhüleg (66 kg maschile)
Ganbaataryn Odbayar (73 kg maschile)
Uuganbaataryn Otgonbaatar (81 kg maschile)
Lkhagvasürengiin Otgonbaatar (90 kg maschile)
Naidangiin Tüvshinbayar (100 kg maschile)
Temuulen Battulga (+100 kg maschile)
Mönkhbatyn Urantsetseg (48 kg femminile)
Adyaasambuugiin Tsolmon (52 kg femminile)
Dorjsürengiin Sumiyaa (57 kg femminile)
Tsedevsürengiin Mönkhzayaa (63 kg femminile)
Tsend-Ayuushiin Naranjargal (70 kg femminile)
Pürevjargalyn Lkhamdegd (78 kg femminile)
LOTTA
Erdenebatyn Bekhbayar (57 kg libera maschile)
Ganzorigiin Mandakhnaran (65 kg libera maschile)
Pürevjavyn Önörbat (74 kg libera maschile)
Orgodolyn Üitümen (86 kg libera maschile)
Dorjkhandyn Khüderbulga (97 kg libera maschile)
Jargalsaikhany Chuluunbat (125 kg libera maschile)
Erdenechimegiin Sumiyaa (53 kg libera femminile)
Pürevdorjiin Orkhon (58 kg libera femminile)
Soronzonboldyn Battsetseg (63 kg libera femminile)
Ochirbatyn Nasanburmaa (69 kg libera femminile)
NUOTO
Batsaikhan Dulguun (50 m stile libero maschile)
Yesui Bayar (50 m stile libero femminile)
SOLLEVAMENTO PESI
Ankhtsetseg Munkhjantsan (69 kg femminile)
TAEKWONDO
Pürevjavyn Temüüjin (68 kg maschile)
TIRO
Gankhuyagiin Nandinzayaa (carabina 10 m, carabina 50 m tre posizioni femminile)
Otryadyn Gündegmaa (pistola 10 m, pistola 25 m femminile)
Tsogbadrakhyn Mönkhzul (pistola 10 m, pistola 25 m femminile)
TIRO CON L’ARCO
Jantsangiin Gantögs (individuale maschile)

 PRIMO PIANO
Intervista a Manook, creatore di Yeruldelgger
23 luglio 2016

È ormai diventato un caso letterario , "Yeruldelgger"romanzo thriller ambientato in Mongolia. Vedi scheda e recensione di mongolia.it Ecco l'intervista dell'Ansa all'autore, il francese Ian Manook (nella foto). "Manook, pseudonimo di Patrick Manoukian, 67 anni portati benissimo, di origine armene, che vive a Parigi e parla con scioltezza in italiano, con il suo commissario della squadra omicidi di Ulan Bator ha venduto in Francia - dove e' già uscito il secondo volume della trilogia e il prossimo ottobre verrà pubblicato il terzo - 200 mila copie e vinto in un anno 16 premi. "È stato - spiega - il più premiato nella storia dei gialli in Francia. Yeruldelgger significa 'promessa di abbondanza'" e ha proprio portato fortuna allo scrittore-viaggiatore che è stato tra i protagonisti dell'ultima edizione del Festival 'Letterature' alla Basilica di Massenzio, a Roma. "Non mi aspettavo - dice Manook - un successo cosi' grande. Il 50% credo sia dovuto all'ambientazione, alla Mongolia, il resto spero sia da attribuire al mio modo di scrivere. La storia è vicina agli intrighi dei gialli nordici, la differenza è nello stile". Le indagini di Yeruldelgger nella misteriosa e sconfinata Mongolia lo vedranno alle prese, nel bel mezzo della steppa, con i resti di una bambina seppellita con il suo triciclo, una tragedia personale, e poi con i cadaveri di tre cinesi con macabri segni di un rito sessuale. Il tutto si intreccia con poliziotti corrotti e delinquenti neonazisti. "Nel 2007 ho fatto un viaggio in Mongolia e mi è piaciuto molto il paese. La cultura sciamanica dà uno spessore diverso alla morte, alla violenza. Quando ho capito questo è diventata una delle forze principali del romanzo" dice l'autore che scrive di getto, senza un piano e senza documentarsi prima. "Se ti documenti troppo il rigurgito della documentazione viene automaticamente nella scrittura e non mi piace. Ho scritto senza fermarmi 600 pagine sottolineando in rosso alcune parole su cui volevo tornare. Questo garantisce alla scrittura più leggerezza". La Mongolia, continua, "sembra un paese eterno, indistruttibile ma è allo stesso tempo molto fragile. Potrebbe sparire in 15-20 anni economicamente, politicamente e anche fisicamente. Negli ultimi 50 anni ci sono stati terremoti fortissimi". Anche il suo commissario duro, che fa pugilato, è stato educato alla saggezza dei monaci guerrieri ha una fragilità che "è la linea - aggiunge - del secondo capitolo della trilogia, Les Temps Sauvages, uscito in Francia nel 2015 e del terzo romanzo. In entrambi l'ambientazione si spinge anche in altri luoghi, oltre alla Mongolia".

 EDICOLA
Passaggio in Mongolia con la Pechino-Parigi
19 luglio 2016

Termina in Place Vendome, nel cuore di Parigi, dopo 36 giorni di gara, l’edizione 2016 della Pechino-Parigi. Dei 104 equipaggi partiti il 12 giugno dalla Grande Muraglia, hanno concluso la maratona in 96. I primi a tagliare il traguardo sono i vincitori delle due categorie Vintageant riservata alle vetture costruite prima del 1941, e Classic, che raggruppa quelle ante 1975: Bruce and Harry Washington, padre e figlio neozelandesi su una pesantissima Chrysler 75 Roadster del 1929, e gli australiani Mark Pickering e Dave Boddy su una Datzun 240Z del 1973. Un sorpasso in classifica quello della Datzun rossa con il simbolo del canguro giallo come portafortuna sulla carrozzeria, avvenuto dopo la retrocessione in classifica, per problemi tecnici, dell’Alfa Romeo Giulia Super del 1971 di Giorgio Schön e Pierre Tonetti, in testa nella prima settimana di gara. Una Giulia che portava sulla carrozzeria anche il logo di Corriere Motori. «Le condizioni delle strade pressoché inesistenti della Mongolia hanno compromesso la gara a tanti di noi — spiega Schön —. L’ottavo giorno la nostra macchina era fuori uso: ci si sono rotti spinterogeno, puntine, distributore, e si è sfilato un tubo della pompa della benzina, praticamente annegato nel serbatoio e non recuperabile». La Giulia di Schön è stata portata fuori dai confini della Mongolia su un camion, poi trainata per 28 chilometri nella terra di nessuno da un’altra Giulia e, in Russia, su un altro camion, portata a Novosibirsk per essere finalmente riparata e da qui terminare la parte europea della gara». L’impresa di Schön (oltre a riportare le suggestione del primo reportage su un’auto dell’inviato del Corriere della Sera Luigi Barzini sulla Itala del Principe Scipione Borghese nella Pechino-Parigi del 1907), ha ripercorso e idealmente la via del Cachemire. Schön e Tonetti erano infatti anche «ambasciatori» di Loro Piana. La missione era quella di trasportare dalla Cina a Parigi una piccola balla di puro cachemire che successivamente avrebbe dovuto essere lavorata negli stabilimenti dell’azienda a Quarona. I festeggiamenti dopo l’arrivo a Parigi hanno simpaticamente compromesso in parte l’operazione: lo champagne stappato e spruzzato dall’equipaggio in Place Vendome non ha risparmiato nemmeno il prezioso bagaglio... Ma il cachemire è stato comunque consegnato nella mani dell’amministratore delegato Matthieu Brisset. Il passaggio in Mongolia è quello che gli equipaggi hanno affrontato con maggiori difficoltà. «Le buche, la terra che ti travolge la macchina in prova speciale, le notti in tenda- racconta Mattia Nocera pilota di una Chevrolet Tourer del 1930 – dieci ore di guida al giorno su strade impossibili che hanno fatto pensare a tanti di noi di non farcela». «Alla fine — ammette il suo navigatore Giacomo Foglia— la vittoria è stata arrivare al traguardo dopo più di 13.600 chilometri su una vettura così». Loro sono gli unici italiani a partecipare su un’auto anteguerra. Gli altri li ritroviamo su Alfa Romeo Giulia nella categoria Classic, con il piazzamento di Chiodi-Degli Esposti in tredicesima posizione assoluta e secondi di classe; mentre Angelo Cavalli e Gianni Gentile, ventunesimi assoluti, hanno scelto una vettura tedesca, la Bmw 518 del 1974. (estratto dall'articolo di Savina Confaloni per motori.corriere.it)

 PRIMO PIANO
In libreria "Yeruldelgger", thriller dalla Mongolia
19 luglio 2016

È in libreria "Yeruldelgger", romanzo del francese Ian Manook (Fazi Editore, 528 pagine, 16,90 euro). Subito una premessa. Questo libro è un thriller in piena regola, violento, cattivo, in alcuni punti sconvolgente ma appassionante come i classici del genere. E in più si svolge in Mongolia, altrimenti non sarebbe nello scaffale di mongolia.it. Il titolo (quasi impronunciabile), Yeruldelgger, non è altro che il nome dell'ispettore della polizia mongola che indaga su una serie di delitti spaventosi: una bimba sepolta viva nella steppa, tre cinesi evirati e sodomizzati e altri episodi efferati che il "nostro eroe" cercherà di collegare per risolvere il caso, lottando contro superiori corrotti, cinesi arroganti, gruppi di neonazisti e altri personaggi inquietanti che popolano i sotterranei di Ulaanbaatar. Ma Yeruldelgger, scontroso e geniale come il Vincent D'Onofrio della serie tv Law & Order (il riferimento è dello stesso autore), deve fare i conti anche con una situazione familiare devastante ma ha dalla sua parte alcune presenze che lo aiutano a sopravvivere e a lottare fino alla verità. Un libro di notevole spessore narrativo, da leggere d'un fiato, con il vantaggio di aprire scenari inediti sulla Mongolia di oggi in bilico fra tradizioni millenarie e una realtà sempre meno romantica ma sincera e tutta da scoprire. L'autore è il parigino Manook diventato celebre in Francia proprio per questo romanzo, tradotto dopo 3 anni di attesa anche in italiano da Fazi, nella collana Darkside. Ecco un estratto: "Yeruldelgger era svuotato, sfinito, come strizzato da quella vita da poliziotto che non riusciva più davvero a controllare. Alle sei di quel mattino venica nmandato a indagare su tre cadaveri mutilati con la taglierina nel locale degli impiegati di una fabbrica cinese alla periferia di Ulan Bator, e cinque ore dopo era nella steppa senza nemmeno capire perché fosse stato inviato laggiù. Avrebbe preferito di gran lunga rimanere in città a investigare con la sua squadra sui cadaveri dei cinesi". Vai alla sezione Libri per tutte le schede e le recensioni

 PRIMO PIANO
Ambasciata d'Italia in Mongolia, sede e sito
18 luglio 2016

Con la "benedizione" del Ministro agli Affari Esteri Paolo Gentiloni, dal luglio 2016 è operativa la nuova Ambasciata d'Italia in Mongolia. Primo storico Ambasciatore è Andrea De Felip (nella foto, insieme al Presidente della Repubblica di Mongolia Elbegdorj), diplomatico di provata capacità ed esperienza internazionale. La sede è a Ulaanbaatar, al 14° piano del CC Tower,  Jamiyan Gun Str. 9 1st khoroo, Sukhbaatar district. Inaugurato anche il nuovo sito Internet, ancora in fase di costruzione e arricchimento. Nell'immagine, la home page. Vai al sito ufficiale dell'Ambasciata italiana in Mongolia.

 PRIMO PIANO
La Mongolia festeggia un Naadam particolare
15 luglio 2016

In una Ulaanbaatar irreale per le misure di sicurezza in occasione dell'11° Asem tra Asia ed Europa, si è svolto il Naadam, l'avvenimento più importante del calendario mongola: una sorta di Olimpiadi della steppa che rievocano le gesta di Gengis Khan e celebrano la liberazione dai Cinesi. Mongolia.it pubblicherà un report della manifestazione. Per vedere l'inaugurazione del Naadam 2016 vai a questo link. Per saperne di più vai nella pagina Naadam (nella foto, di Federico Pistone, un giovane arciere del Naadam).

 PRIMO PIANO
Gentiloni inaugura Ambasciata a Ulaanbaatar
15 luglio 2016

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni (foto) ha inaugurato l'Ambasciata d'Italia a Ulaan Bataar, in Mongolia. All'inaugurazione - informa la Farnesina - hanno preso parte anche il ministro degli Esteri della Mongolia Lundeg Purevsuren, il neo Ambasciatore d'Italia Andrea De Felip e la collettività italiana residente in Mongolia. Nel corso del suo indirizzo di saluto il Ministro Gentiloni ha sottolineato come le antichissime relazioni tra Italia e Mongolia - risalenti al XIII secolo e formalizzate nel 1970 - si siano evolute in senso estremamente positivo negli ultimi anni sia sotto il profilo politico sia sotto il profilo economico. "La Mongolia - ha affermato Gentiloni - ha delle enormi potenzialità e l'Italia è pronta a sostenerne la crescita. L'apertura della nostra Ambasciata - ha proseguito il Ministro - potra' costituire un elemento di forza per lo sviluppo di relazioni sempre piu' strette tra i due Paesi grazie all'assistenza che potrà fornire alle nostre imprese, ai nostri connazionali e ai cittadini e le aziende mongole interessate all'Italia". La Mongolia, Paese di circa tre milioni di abitanti chiuso tra Russia e Cina, ha mostrato negli ultimi anni un notevole dinamismo: è prevista una crescita del 5,9% del pil per il 2016 e i principali settori dell'economia locale, dal tessile alla sicurezza alimentare, si prestano ad una più intensa collaborazione con il sistema imprenditoriale italiano. (fonte Agi)

 EDICOLA
Europa e Asia in Mongolia per trovare nuovi impulsi
15 luglio 2016

La notizia dell'ennesimo, plateale, attentato terroristico in Europa, a Nizza, trova i big dell'Europa (Schauble, Tusk, Mogherini, Merkel, Gentiloni) e dell'Asia (ci sono tutti, eccetto Vladimir Putin, quindi, tra gli altri, Li Keqiang, Shinzo Abe, Park Geun-hye) per l'11° Asem Summit in una Ulaan Baatar deserta, per motivi di sicurezza.  Sembra una beffa. Hanno chiesto agli abitanti della capitale mongola di andare via, in campagna, per non ostacolare il Summit. Ma il terrore ha già colpito, di nuovo, in Francia, nella notte e non si sa più come reagire di fronte a un rischio che può scoppiare ancora, ovunque, nelle forme più strane e imprevedibili. Tutto succede a dstanza sideralmente lontana ma qui a Ulan Bator si discute di come trovare un nuovo senso a questa piattaforma di dialogo tra Paesi asiatici e l'Europa, specialmente per quanto riguarda l'aspetto della crescita, dell'economia. A conclusione dei lavori, si arriverà alla dichiarazione di Ulan Bator, a vent'anni dalla nascita di questo strumento di dialogo, nel frattempo altri strumenti di dialogo e soprattutto di intervento sono nati, e si diffonderanno ancora. La Cina con l'Obor, la One Belt One Road, che guarda all'Eurasia e alle sue banche e ai suoi fondi di sviluppo. Le sinergie tra Europa e Asia, con la Cina ancora una volta protagonista, per i piani di sviluppo delle infrastrutture. È davvero tempo per l'Asem di trovare una spinta reale tra due poli così apparentemente lontani. (di Rita Fatiguso, Sole 24 Ore)

 PRIMO PIANO
Erdenebat (Popolari) nuovo premier di Mongolia
8 luglio 2016

Jargaltulga Erdenebat è il nuovo primo ministro della Mongolia. Venerdì 8 luglio il parlamento del paese ha dato l’incarico di formare al nuovo premier, 42 anni ex ministro delle finanze. Erdenebat fa parte del Partito del popolo, che ha stravinto le elezioni che si sono svolte alla fine di giugno. (fonte Internazionale). Nella foto, la piazza Gengis Khan (ex Sukhebaatar) nel centro di Ulaanbaatar. Sullo sfondo il Grande Hural, il Parlamento mongolo, presidiato dalla statua di Gengis Khan.

 SOLIDARIETA'
Il viaggio della carità dal Piemonte alla Mongolia
7 luglio 2016

Partita nel cuore della notte la prima tappa di avvicinamento a Strasburgo del progetto «Mongolia Charity Rally 2016» condiviso tra l’associazione Phigamma di Torino e i Centri di Formazione professionale dei salesiani di Bra e Fossano. Ieri le foto di rito con i sindaci Bruna Sibille (Bra) e Davide Sordella (Fossano), una parte dell’equipaggio e i giovani allievi che hanno preparato il furgone Opel Vivaro, allestendolo per il trasporto dei disabili. Poi la partenza per Strasburgo dove i cinque partecipanti,capitanati da Riccardo Garella, hanno incontrato la Commissione disabilità dell’Unione Europea per presentare il progetto. Poi il lunghissimo percorso - 14 mila chilometri - che prevede il passaggio in dieci Stati e due continenti. L’Anello d’Oro della Russia Imperiale, le grandi città carovaniere di Samarcanda e Buchara, e un angolo del Turkmenistan a buon diritto noto come la Porta dell’Inferno sono solo alcune delle tappe della lunga strada verso Ulan Bator. All’arrivo la donazione del furgone alla autorità locali e il rientro a casa dell’equipaggio in aereo. (fonte lastampa.it)

 PRIMO PIANO
Scattata in Mongolia la foto più bella dell'anno
5 luglio 2016

La foto dell'anno viene dalla Mongolia, tanto per cambiare. Il concorso Travel Photographer of the Year 2016, organizzato da National Geographic Travel è stato vinto da Anthony Lau di Hong Kong con l'immagine "Cavaliere d'inverno" (a sinistra), scattata nel gelo della Mongolia. Così l'autore descrive il suo scatto: "L'inverno nella Mongolia interna è duro e impietoso. A temperature che possono raggiungere i 30 gradi sotto zero, con un vento carico di neve che soffia costantemente da tutte le direzioni, è stato difficile per me trovare la forza di uscire dalla macchina e scattare fotografie. Ho visto gli allevatori di cavalli avanzava verso di me nella foschia mattutina". Lau si aggiudica così il primo premio che consiste, oltre a una visibilità internazionale, anche in un safari fotografico di sette giorni a "caccia" di orsi polari a Churchill, in Canada. Vai alla pagina del National Geographico con tutte le foto del concorso.

 PRIMO PIANO
Cucinelli: "Salutiamo la fiera Mongolia"
5 luglio 2016

Solomeo è un borgo medievale, in provincia di Perugia. Nemmeno cinquecento abitanti ma un fascino straordinario, grazie alla passione di uno dei marchi tessili più prestigiosi in Italia e nel mondo, quello di Cucinelli che realizza i suoi straordinari capi grazie al miglior cashmere disponibile, quello che proviene dalla Mongolia. Non è solo un fatto commerciale, ma un amore vero quello che lega Brunello e Federica Cucinelli al Paese asiatico: “Salutiamo la Mongolia - ha detto Brunello - terra eterna, dove lo sconfinato Cielo azzurro fu padre di tutti gli dèi, dove mitici animali furono all’origine di stirpi nobili, dove le praterie, verdi come lo smeraldo, ondeggiano come il mare e i boschi nascondono fiumi di acciaio. Mongolia, madre di uomini che mille anni fa si diffusero in ogni parte del mondo, uomini con gli occhi sognanti oltre l’infinito, uomini che oggi guardano al futuro fieri della loro grande storia”. Con questo spirito nei giorni scorsi il Teatro Cucinelli di Solomeo ha ospitato un entusiasmante Festival internazionale di musica, culminato con il concerto dell'Ensemble mongolo di Ulaanbaatar: tutto il fascino dei suoni e dell'arte della Mongolia che ha incantato gli spettatori restituendo una magia senza tempo. È stata anche l'occasione per vedere insieme personaggi di spicco, come si vede nella foto: insieme agli artisti mongoli, da sinistra il Console onorario Piero Bardazzi, l'Ambasciatore mongolo in Italia Shijeekhuu Odonbaatar, Brunello e Federica Cucinelli.

 EDICOLA
Vince l'opposizione, si volta pagina?
4 luglio 2016

Stefano Vecchia, orientalista e corrispondente per Avvenire in Asia, racconta per Mondo e Missione la situazione della Mongolia dopo le elezioni presidenziali.
"Il recente voto in Mongolia, con la vittoria netta dell’opposizione, apre potenzialmente una pagina del tutto nuova nella tormentata storia politica del grande ma sottopopolato Paese dell’Asia centrale. Non a caso, si pone anche in una contingenza nuova, con una economia fino in anni recenti arrembante ma limitata alla solo disponibilità di risorse minerarie ora in netto arretramento e istanze che sono insieme di crescita, liberalizzazione e di tutela davanti alla pressioni di vicini potenti e storicamente dominanti. Paradossalmente, le necessità di rinnovamento sono affidate a un partito, quello del Popolo mongolo, di ideologia sovietica, che per decenni ha guidato il Paese prima della transizione alla democrazia nel 1990. Mercoledì scorso il Ppm ha ottenuto 65 dei 76 seggi nel parlamento monocamerale, il Grand Khural. Il rivale maggiore, il Partito Democratico, che nel precedente Parlamento aveva 38 seggi, ne ha avuti solo nove. Una disfatta, accentuata dalla mancata rielezione nella massima assise legislativa, dell’ex premier Chimed Saikhanbileg, alla guida di un governo in carica dal 2011 che aveva vinto basando la sua campagna su una ridistribuzione della ricchezza in un tempo di crescita del 17,5 per cento. Crisi globale e condizioni interne hanno portato la Mongolia a un tasso di crescita previsto per l’anno dello 0,4 per cento e un debito pubblico che appare fuori controllo. Questo ha incentivato un’affluenza record alle urne del 72,1 per cento degli aventi diritto fra i tre milioni di abitanti e la svolta che non potrà non avere effetto anche sulle presidenziali del prossimo anno. L’attuale capo dello Stato, Tsakhia Elbegdorj, tecnocrate educato a Harvard, è infatti membro del Partito democratico e ora al secondo mandato, ultimo secondo le attuali leggi. Al partito va accreditato di avere garantito l’indipendenza formale della Mongolia tra Repubblica popolare cinese e Unione sovietica, sebbene in simbiosi economica pressoché assoluta con Mosca, e di avere traghettato il paese verso una economia di mercato nei drammatici mesi successivi alla caduta del regime sovietico senza cedere alle pressioni e alle lusinghe di Pechino che sul Paese allunga rivendicazioni di controllo storico. Molti gli ostacoli sul cammino dei nuovi governanti del Paese, vasto cinque volte l’Italia, con una urbanizzazione in crescita, notevoli cambiamenti negli stili di vita e finora con uno sviluppo basato sullo sfruttamento delle sue immense risorse naturali. Una crescita che tuttavia è stata segnata da fratture diffuse nella società dove corruzione, ineguaglianze e inflazione minacciano convivenza e legalità. La necessità di una maggiore integrazione con le economie regionali, a partire da Cina e Russia, senza rinunciare al principio di equidistanza e di maggiori rapporti con le economie globali, è oggi centrale e sempre più lo sarà. L’isolamento aperto alla cooperazione, infatti, potrebbe non essere più in grado di garantire al Paese i vantaggi finora goduti ma pagati anche con degrado ambientale e sociale".

 CULTURA
La musica della Mongolia a Solomeo con Cucinelli
4 luglio 2016

Tre giorni di cultura, musica ed emozioni all'insegna della Mongolia: il borgo medievale umbro di Solomeo ha ospitato un festival musicale internazionale che ha avuto il suo momento più entusiasmante nell'esibizione dell'Ensemble Mongolo di Ulaanbaatar. La sua presenza è stata fortemente voluta dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli anche per ricordare il viaggio che Giovanni da Pian di Carpine fece 700 anni fa in Mongolia. La compagnia, composta da musicisti, ballerini e i famosi cantanti di gola, ha portato per le piazze e gli angoli del borgo un vasto repertorio di musiche e canti tradizionali mongoli. Alla splendida iniziativa hanno preso parte anche l'Ambasciatore Mongolo in Italia, Shijeekhuu Odonbaatar e il Console onorario di Prato Piero Bardazzi. Al centro della foto, Brunello Cucinelli con l'Ambasciatore, attorniati dagli artisti dell'Ensemble.

 EDICOLA
Il Post: trionfa MPP, il partito di opposizione
30 giugno 2016

Un'analisi attenta sull'esito delle elezioni in Mongolia, che è anche l'occasione per una riflessione più ampia sul Paese e sulle sue prospettive, la propone Il Post, che sintetizza con questo sommario: "Ha stravinto il partito di opposizione, e ha influito il grave rallentamento di quella che una volta era una delle economia più in crescita al mondo: c'entra la Cina". Mercoledì 29 giugno in Mongolia si è votato per rinnovare il governo e il parlamento: secondo i risultati preliminari ha stravinto il Partito Popolare Mongolo (MPP), cioè il maggiore partito di opposizione, che era stato al governo del paese per 69 anni durante il periodo comunista, fino al 1990 con il nome di Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo. Il responsabile della commissione elettorale ha detto che MPP ha ottenuto 65 dei 76 seggi del Grande Hural, il parlamento con una sola camera della Mongolia. Il Partito Democratico Mongolo al potere ha invece subìto una pesante sconfitta e ha ottenuto solo 9 seggi, rispetto ai 38 che aveva in precedenza. L’affluenza è stata poco più del 72 per cento.In molti consideravano queste votazioni come un test sulla politica economica del governo, e in campagna elettorale si è parlato soprattutto di economia. La Mongolia sta infatti attraversando una grave crisi: era uno dei paesi ad aver avuto la più rapida crescita economica degli ultimi anni, grazie alle preziose risorse minerarie del territorio, il cui sfruttamento su grande scala era iniziato solo da poco, e agli intensi rapporti commerciali con la Cina. Nel 2011 la crescita era oltre il 17 per cento, l’anno scorso è invece crollata al 2,3. L’MPP ha promesso agli elettori di tagliare la spesa pubblica una volta al governo, ha insistito molto sul rallentamento della crescita economica e sul raddoppio del debito estero durante gli anni di governo del Partito Democratico. Gran parte del declino, secondo gli osservatori, può essere attribuito proprio al rallentamento dell’economia in Cina e al calo dei prezzi delle principali esportazioni della Mongolia (carbone e rame), ma gli elettori hanno accusato il governo di non aver fatto abbastanza e di aver aumentato il debito. La vittoria dell’MPP è stata interpretata come una chiara volontà di cambiamento rispetto al recente passato. Il capo del Partito Democratico, Enkhbold Zandaakhuu, ha ammesso la sconfitta dicendo che «gli ultimi quattro anni sono stati molto difficili». Il presidente della Repubblica viene eletto direttamente dalla popolazione e ha un ruolo ampiamente simbolico. Al parlamento spetta il potere legislativo: è a una sola camera, si chiama Grande Hural, è composto da 76 membri ed è eletto ogni quattro anni. Nel 1992 è stata adottata una nuova Costituzione e nel 1996 il Partito Rivoluzionario perse le elezioni mantenendo comunque un ruolo importante nella politica del paese. 

 PRIMO PIANO
Elbegdorj confermato Presidente della Repubblica
30 giugno 2016

Il presidente uscente della Mongolia, Tsakhia Elbegdorj (foto), è stato rieletto per un secondo mandato, al termine degli scrutini delle elezioni presidenziali. Lo ha annunciato la Commissione elettorale nazionale, precisando che il risultato va ancora convalidato. Elbegdorj, in campagna elettorale, ha annunciato di voler proseguire nella sua politica liberale e di apertura ai capitali stranieri, che ha già fatto registrare un tasso di crescita del 17,5% nel 2011 e del 12,3% lo scorso anno (fonte Ansa). Resta comunque la sconfitta del suo partito, e l'avanzata massiccia dell'opposizione, rappresentata dal Partito Popolare Mongolo.

 EDICOLA
Sul Corriere della Sera il nuovo noir sulla Mongolia
30 giugno 2016

Le pagine della Cultura del Corriere della Sera hanno aperto l'edizione del 29 giugno con un ampio articolo di Roberto Iasoni dedicato alla Mongolia e al libro "Yeruldelgger" (Fazi editore), il romanzo-rivelazione di Ian Manook e il suo poliziotto. "Fornito di un nome impronunciabile (Yeruldelgger Khaltar Guichyguinnkhen), per la relativa comodità del lettore abbreviato in Yeruldelgger, il protagonista eponimo del romanzo di Ian Manook (traduzione di Maurizio Ferrara) è un investigatore della squadra omicidi di Ulan Bator. Il suo ufficio si trova nell’edificio post-sovietico (dal 1924 al 1990 la Mongolia è stata una repubblica comunista, sotto la dominazione sovietica) del Dipartimento di pubblica sicurezza. Ha mani possenti, una schiena poderosa e una grande ombra, ma la sua anima ardente di mongolo nato nella ventosa pienezza della steppa e cresciuto nell’insegnamento dei monaci buddhisti è soffocata dalla cenere della collera, esplosa dopo il rapimento e l’uccisione della figlioletta. Una tragedia che come una valanga gli ha portato via anche la moglie, impazzita, e la figlia maggiore, che lo incolpa della fine della sorellina. Poliziotto astioso e violento, irrispettoso delle gerarchie, è un relitto umano che si porta dentro la sua condizione di sopravvissuto come una malattia terminale. La forza magnetica del romanzo — noir in un’accezione tutta sua, così densa di vita da poter accostare senza perdere credibilità, sulla stessa pagina, l’orrore più crudo e stomachevole alle più delicate immagini della natura selvaggia — sprigiona in gran parte da questa inedita figura di funzionario". Presto la recensione nella sezione libri di mongolia.it


Apri e leggi la pagina del Corriere
 PRIMO PIANO
La Mongolia elegge il nuovo parlamento
27 giugno 2016

Elezioni legislative in Mongolia. Il 29 giugno i cittadini della Mongolia voteranno per eleggere il nuovo parlamento, il Grande Hural di Stato, per la settima volta da quando nel paese si sono tenute le prime elezioni democratiche, nel 1992. Negli ultimi anni, anche se consultazioni sono state sempre libere, l’affluenza è calata dal 95,6 per cento del 1992 al 67,3 per cento del 2012. In ballo, tra le altre cose, c’è una riforma dell’intero sistema elettorale. (fonte internazionale.it)

 PRIMO PIANO
Elezioni presidenziali, chi sono i 3 candidati
26 giugno 2016

Per seguire con più attenzione le elezioni presidenziali del 29 giugno, ecco i profili dei 3 candidati tratteggiati da Marco Bagozzi, autoredel libro "Vincere con Gengis Khan" (a lato, la copertina). Seguiremocon attenzione l'esito delle consultazioni.

Cahiagijn Ėlbėgdorž: presidente in carica, elettonel 2009, con il Partito Democratico, formazione di centrosinistra, che si richiama alla tradizione europea liberal-socialista. È sostenuto anche dal Partito Civile-Partito Verde e dal Partito Nazional-democratico. Secondo gli analisti la sua rielezione è altamente probabile. Ex giornalista formatosi in Ucraina e Stati Uniti è stato tra i promotori della democratizzazione del Paese, fin dai primi anni ’90 (la cosiddetta Perestrojka mongola), è stato primo ministro in due periodi (aprile-dicembre 1998 e agosto 2004 – gennaio 2006). Di tendenza liberale, è considerato il candidato più filo-occidentale. In realtà nel suo primo mandato ha messo sul tavolo una politica estera pragmatica: ha saputo allacciare ottimi rapporti con l’Occidente e con i paesi dell’Unione Europea in particolare, ma non ha rinunciato a rapporti bilateralicon Iran, Corea del Nord e Cina, oltre a rafforzare la presenza nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai. Nella politica energetica ha sollevato più di qualche malumore nei dintorni di Washington, per quanto riguarda la concessione delle licenze di estrazione. È il candidato pragmaticoche piace ai “nuovi ricchi” di Ulaanbaatar e alla borghesia.

Badmaanyambuugiin Bat-Erdene: candidato del Partito del Popolo Mongolo, partito erede del partito unico al poteredurante il periodo socialista. Bat-Erdene è una leggenda sportiva del paese, essendo il più grande lottatore della storia contemporanea di Bökh (vincitoreper 11 volte, primato assoluto, del titolo nazionale del Naadam), la lotta libera mongola, la cui popolarità è pari solo a quella dal lottatore di sumo Asashōryū (vero nome Dolgorsürengiin Dagvadorj), schierato nelle file del Partito Democratico. Deputato dal 2004 è una figura fortemente carismatica, proposta dal Partito come candidato di “unità nazionale”. Tradizionalmente il Partito è vicino a Russia e Cina e segue con interesse il modello centralista del socialismo di mercato cinese. Negli ultimi anni il partito è stato penalizzato dalla Rivoluzione Colorata del 2007 che lo ha estromesso dal potere e dalle politiche poco trasparenti dell’ex Presidente Ėnhbajar (vedi sotto), accusato di corruzione. La scelta di Bat-Erdene, quindi di uno sportivo pulito, invincibile, amatissimo dal popolo, rientra in un’ottica di maggior trasparenza e di  penetrazione delle masse popolari più colpite dall’ingiusta redistribuzione della ricchezza nazionale. Il cavallo di battaglia di Bat-Erdene è la lotta alla corruzione e alle attività illegali delle compagnie estrattive, che punta a riportare sotto il controllo dello Stato centrale, concedendo licenze solo in cambio di garanzie di serietà, legalità econvenienza per il popolo. A sostenere Bat-Erdene sono anche tre partiti minori: il Partito Verde Mongolo (da non confondere con quello che sostiene Ėlbėgdorž), dal Partito per la realizzazione della libertà e dal Partito Unito dei Patrioti.

Natsag Udval: esponente del Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo, nato da una scissione del Partito del Popolo, fondato dall’ex Presidente Nambaryn Ėnhbajar. È la prima donna candidata alla presidenza della Repubblica, attualmente occupa il dicastero della salute. Il partito che si richiama alla tradizione della sinistra comunista mongola, è caratterizzato da dure posizioni nazionaliste anti-cinesi (Ėnhbajar è inoltre seguace del Dalai Lama) e raccoglie molti consensi nelle masse popolari che vedono la Cina e la sua potenza come invasiva e imperialista. Il candidato del PRPM potrebbe erodere voti a Bat-Erdene.

 PRIMO PIANO
Elezioni presidenziali, l'analisi di Limes
26 giugno 2016

In questi giorni la Mongolia è chiamata alle urne per le elezioni presidenziali. Limes ha pubblicato un lungo e illuminante articolo di Alex Franquelli su questo argomento. Eccone una sintesi."Quel lembo di poco più di un milione e mezzo di metri quadrati lasciato a ricordo di un’era di conquiste è di nuovo a un bivio. In Mongolia, anche se le elezioni presidenziali potrebbero non determinare cambiamenti sostanziali sul fronte interno, sarà interessante valutare quali sviluppi la scelta del quinto presidente della giovane democrazia potrà avere sulla scena politica internazionale. Sulla carta, molta. Il presidente uscente Tsakhiagiin Elbegdorj (Partito democratico), Badmaanyambuugiin Bat-Erdene (Partito popolare mongolo) e Natsag Udval (Partito popolare rivoluzionario mongolo) sono i candidati a una presidenza che nella sua storia ventennale ha visto i maggiori partiti alternarsi al vertice delle istituzioni senza determinare sostanziali cambiamenti di rotta in politica estera. Se da un lato, infatti, la transizione a un regime stabilmente democratico è passata attraverso gli scandali legati alla concessione delle licenze minerarie alle multinazionali nel sud del paese, dall’altro il processo di democratizzazione è proseguito spedito verso il raggiungimento di uno status di eccellenza che costituisce un modello per l’intera regione. Vent’anni dopo le prime elezioni presidenziali, la Mongolia è un crocevia d’interessi, soprattutto legati allo sfruttamento delle proprie risorse minerarie, che le sono valse il titolo di “economia col più alto tasso di crescita al mondo” ma che hanno pure acuito gli squilibri sociali esistenti già negli anni del regime autoritario filosovietico guidato dall’ancora esistente Partito popolare mongolo. In politica estera, la presidenza di Elbegdorj, pur tra alti e bassi, ha tentato con un certo successo di coltivare un rapporto paritario con i propri, più potenti interlocutori. Le relazioni con l’Occidente si sono intensificate: la Mongolia è diventata il 57esimo membro dell’Ocse e continua a operare con vari incarichi di peacekeeping nel Sudan del Sud e in Afghanistan a fianco dei contingenti americani e tedeschi. La Third neighbor policy, ovvero la ricerca di relazioni internazionali che guardino oltre gli angusti confini condivisi con Russia e Cina, è rimasta dunque al centro della dottrina politica della Mongolia post-1989. Ma quanto potrà durare l’avanzata diplomatica mongola prima di entrare in conflitto con gli interessi dei due vicini? La risposta che molti, incluso Elbegdorj, sembrano dare a questa domanda è un riflesso condizionato dell’innegabile successo del paradigma mongolo sia sul piano domestico sia su quello internazionale. Ripetere gli errori di repubbliche dell’Asia centrale come il Tajikistan, il Kyrgyzstan e l’Uzbekistan, scivolate di nuovo in un contesto autoritario, sarebbe stato facile in un paese con poco più di 2 milioni e mezzo di abitanti e una storia recente di totale asservimento ai diktat di Mosca. A Ulan Bator sono ottimisti e c’è da giurare che lo siano anche gli investitori stranieri che ogni anno accrescono il già affollato distretto finanziario attorno a piazza Sükhbaatar (...) La sensazione è dunque quella dell’inizio di una nuova fase della storia della Mongolia, volta alla ricerca di un ruolo più importante sul piano internazionale che manca ormai da quasi 8 secoli. Non a caso, infatti, l’impero mongolo, pur facendo della violenza e della razzia la chiave del suo successo, nutriva un rispetto quasi sacro per la diplomazia. La scelta del prossimo presidente, dunque, rappresenta un’incognita soprattutto per ciò che riguarda il ruolo che Ulan Bator intende avere sul piano internazionale. Bat-Erdene (un lottatore molto popolare in patria) e Natsag Udval (attuale ministro della Sanità e accanita sostenitrice dell’ex presidente Enkhbayar, arrestato per corruzione) sapranno garantire autorevolezza in un momento così delicato? La nuova Mongolia nascerà al di fuori dei suoi confini e, per una volta, lontano da Pechino e Mosca. Almeno fino a quando la lasceranno fare". Nella cartina di Laura Canali, le invasioni mongole della storia.

 PRIMO PIANO
Magione incontra il nuovo ambasciatore
26 giugno 2016

Da qualche giorno l'Italia ha un suo ambasciatore in Mongolia. Si tratta di Andrea De Felip che, ancor prima di partire per ricoprire l'importante incarico ad Ulaanbaatar, ha accettato di buon grado un'idea proposta da Magione. Intitolare una sala della sede diplomatica, in corso di allestimento, a Giovanni da Pian di Carpine: il celebre frate francescano che nel 1246, primo europeo e prima ancora di Marco Polo, raggiunse le lontane terre di Gengis Khaan, come ambasciatore di papa Innocenzo IV. L'ipotesi di stabilire uno stretto legame storico-culturale fra l'antico e il nuovo gesto diplomatico è nata  su suggerimento del Comitato per la valorizzazione della figura di Giovanni da Pian di Carpine che ha deciso di regalare ad Andrea De Felip, appena designato al Ministero degli esteri, una tela che riproduce lo storico incontro di 770 anni fa, raffigurato nel celebre affresco di Gerardo Dottori nella sala del Consiglio comunale di Magione. "Solo un mese fa", spiega Umberto Mannocchi, "siamo andati a Roma con una delegazione del Comitato, della quale facevano parte anche il vicepresidente della Pro Magione Luigi Bufoli e Giampietro Chiodini. Lo scopo ovviamente non era solo di donare copia dell'affresco, ma di complimentarsi con lui, a nome di tutta la comunità di Magione, e soprattutto di metterlo al corrente delle tante iniziative culturali condotte a termine o ancora in cantiere con la lontana Mongolia: tutte organizzate in stretto rapporto con il Comune di Magione, con l'Università  per stranieri di Perugia, con Adisu, con la Regione Umbria e tutte finalizzate a far conoscere il magionese più celebre. Nell'occasione, anche a nome dell'amministrazione comunale, l'ambasciatore è stato invitato a visitare Magione, l'antica Pian di Carpine. Sono stati anche consegnati all'ambasciatore, che ha molto gradito, un "frasario italiano-mongolo" di Soyombo, dono di Giancarlo Ventura e un libro fotografico "In Mongolia - Viaggio in un paese nella bufera della modernità", dono dell'autore Alvaro Masseini componente del nostro Comitato. (fonte Corriere dell’Umbria) Nella foto, alla Farnesina: da sinistra, Giampietro Chiodini, Umberto Mannocchi, Andre De Felip e Luigi Bufoli.

 PRIMO PIANO
Associm, intervista al nuovo Ambasciatore
23 giugno 2016

Dopo aver ricoperto numerosi incarichi nella diplomazia bilaterale presso le Ambasciate di Israele e Singapore e presso gli uffici del Ministero degli Esteri, e in seguito all’istituzione dell’Ambasciata d’Italia a Ulaanbaatar nel dicembre 2015, S.E. Andrea De Felip (nella foto con l'Ambasciatore di Mongolia a Roma S.E. Shijeekhuu Odonbaatar, al centro, e col Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola Michele De Gasperis, a destra) è stato nominato nuovo Ambasciatore d’Italia a Ulaanbaatar. A seguito della cerimonia di presentazione della lettere credenziali al Presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj del 17 giugno, la Camera di Commercio Italo-Mongola ha intervistato il nuovo Ambasciatore.
Ambasciatore De Felip, sono passati 46 anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Mongolia, e mai come ora Italia e Mongolia hanno avuto rapporti diplomatici così stretti: la visita del Sindaco di Ulaanbaatar Bat-Uul a Roma e del Ministro degli Esteri Purevsuren a Expo, quella del Presidente del Senato Grasso in Mongolia e quella in Italia del Ministro della Difesa Tsolmon; e, soprattutto, l’annuncio dell’istituzione dell’Ambasciata italiana a Ulaanbaatar. Come valuta lo stato di salute dei rapporti italo-mongoli e la loro importanza nello scacchiere politico ed economico dell’Asia? In quali ambiti bisogna approfondire e rafforzare gli interessi comuni?
L’Italia ha sempre seguito con attenzione e con grande simpatia, sin da suoi primi passi, il cammino della giovane democrazia mongola. Un cammino non facile, in un contesto regionale complesso quale quello dell’Asia nord-orientale. La decisione di aprire l’Ambasciata a Ulaanbaatar testimonia proprio il nostro desiderio di imprimere nuovo slancio ai rapporti italo-mongoli che sono già molto positivi, come evidenziato dallo scambio di visite al più alto livello da lei stesso ricordato. Vi è certamente un potenziale notevole ancora inespresso che intendiamo realizzare al meglio delle nostre capacità.
Parliamo di impresa: oggi l’imprenditoria italiana guarda sempre più all’Oriente, a mercati ormai consolidati come quello cinese e a quelli emergenti come, appunto, la Mongolia. Cosa può dare oggi l’Italia alla Mongolia e cosa la Mongolia all’Italia? Considerate le peculiarità e le possibili sinergie tra i due paesi, quale futuro immagina per i rapporti commerciali e industriali fra Italia e Mongolia?
Il baricentro dell’economia mondiale si è spostato in Asia. E’ un fatto ineluttabile, con cui non soltanto noi istituzioni ma soprattutto la nostra imprenditoria, spesso giocando di anticipo sulle stesse istituzioni, ci stiamo confrontando, al fine di coglierne le sfide e le straordinarie opportunità. La Mongolia, da canto suo, sta perseguendo con determinazione un disegno di diversificazione della sua economia, che ancora oggi è in gran parte dipendente dal settore minerario. Vi sono, infatti, settori dell’economia del paese con un eccezionale potenziale, oltre a quello minerario, ancora da realizzare pienamente. E penso ad esempio al tessile-conciario, al settore agroalimentare, alle infrastrutture di trasporto, all’edilizia abitativa e all’energia pulita, per citare i principali. Sono settori che presentano un’occasione straordinaria per l’esportazione delle nostre eccellenze produttive e del nostro know-how. Gli amici mongoli conoscono e apprezzano la nostra tecnologia in questi settori, proprio nella prospettiva di salire nella catena del valore delle loro produzioni.
Il turismo e la cultura rappresentano altri settori in cui possono essere avviate collaborazioni importanti tra Italia e Mongolia, due realtà geograficamente distanti ma entrambe ricchissime di storia e analogie. Che ruolo giocherà per l’Ambasciata la cultura e la promozione culturale?
Un ruolo molto importante. Le nostre tradizioni culturali, la nostra lingua e le nostre città d’arte costituiscono la nostra risorsa naturale più importante, e la valorizzazione di questa risorsa straordinaria, che ci invidia tutto il mondo, va di pari passo con la promozione economico-commerciale in senso stretto, integrandola e completandola. Non a caso, all’interno del Ministero degli Esteri italiano le due attività promozionali – quella commerciale e quella culturale – cadono sotto il cappello della stessa direzione generale, ovvero la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese. E lei dice molto bene: le nostre due civiltà sono entrambe ricchissime di storia e di analogie. E anche di straordinari momenti di contatto e di dialogo: fu infatti un italiano, il francescano Giovanni da Pian del Carpine, il primo inviato diplomatico europeo a essere ammesso alla corte del Gran Khan dell’impero mongolo nel lontano 1246, al termine di uno straordinario viaggio fatto praticamente a piedi dall’Italia fino all’antica capitale della Mongolia. Il resoconto della sua missione è un documento di valore storico eccezionale, il più antico resoconto europeo su storia, usi e costumi dei mongoli. I mongoli amano la nostra cultura, amano la nostra lingua e la nostra musica – in particolare la tradizione operistica italiana, ed è su queste basi che intendo costruire un ricco dialogo nella promozione culturale reciproca.
Per finire: cosa si augura per il suo mandato? Ci sono dei temi in particolare su cui insisterà la sua attività?
La mia priorità sarà sicuramente concentrarmi sullo sviluppo delle relazioni economiche-commerciali. L’obiettivo della crescita del paese è per noi prioritario e passa, ovviamente, attraverso il fondamentale strumento del potenziamento delle nostre esportazioni. Nel perseguire ciò, conto di poter far leva su quelle complementarietà dei rispettivi sistemi produttivi industriali di cui parlavo prima, alla ricerca di quelle partnership che gli stessi mongoli chiamano spesso e con insistenza le partnership “win-win”, ovvero vantaggiose per entrambi i paesi per i motivi descritti poc’anzi. Ovviamente il dialogo politico tra Italia e Mongolia è di fondamentale importanza: la democrazia mongola condivide molti dei valori della nostra democrazia, in primis la salvaguardia dei diritti umani. Basti pensare ai progressi che hanno fatto nel percorso per l’abolizione della pena di morte, che ha permesso di recente alla Mongolia di accreditarsi a pieno titolo come paese abolizionista. Ma guardiamo con grande interesse anche al ruolo internazionale geopolitico di assoluto rispetto che la Mongolia si è costruita, e in particolar modo alla nuova capacità operativa delle sue forze di difesa, che le ha rese capaci di partecipare sempre più a operazioni di peace-keeping e di supporto alla pace internazionale, un altro settore con il quale ci interessa molto dialogare con gli amici mongoli.
 

 PRIMO PIANO
Nomads, tre documentari in realtà virtuale
22 giugno 2016

Arrivano i primi documentari in realtà virtuale.Dopo i tentativi del New York Times con Cloud over Sidra e altri esempi di reportage giornalistici visibili a 360°, ora il documentario VR diventa seriale. È il caso di Nomads, che ci porta dentro le vite delle popolazioni itineranti del mondo. Realizzato da Félix Lajeunesse e Paul Raphaël, titolari dei Felix and Paul Studios, precedentemente noti per altri due lavori documentaristici comeInside the Box of Kurios (vincitore di un Emmy Award) e Inside Impact: East Africa, Nomads è stato appena lanciato e si può vedere con un'apposita app da scaricare. Lejeunesse e Raphaël hanno girato Mongolia, Kenya e i mari del Borneocon le loro videocamere per riprese a 360°, con l'obiettivo di catturare le popolazioni più sfuggenti del pianeta. Ne è uscita una serie in 3 documentari: Herders, Maasai e Sea Gypsies che raccontano appunto la vita di questi gruppi nomadi facendoci entrare nelle loro tende, nelle yurte e nelle barche. I lavori sono stati presentati all'ultimo Sundance Film Festival e ora sono disponibili per Samsung Gear VR; a breve si potranno anche vedere con il visore Oculus Rift, in risoluzione 6K. Nomads si muove tra i panorami della Rift Valley attraversati dai Maasai, la steppa mongola dove scorrazzano i clan Herders e l'oceano del sud est asiatico in cui navigano perennemente senza fissa dimora i Bajau,mostrandoci il loro punto di vista e cercando di trasmettere le loro sensazioni. La app contiene anche extra sulle modalità di lavoro dei reportage, che spiegano come un'operazione del genere spinga in avanti i confini dell'informazione e contribuisca a mostrare le potenzialità della realtà virtuale in chiave informativa.(fonte quotidiani.net)Entra in una gher mongola nella realtà virtuale.

 

 SPORT
Giochi di Rio, la Mongolia si presenta con 37 atleti
21 giugno 2016

Anche la Mongolia prepara la spedizione per i Giochi Olimpici di Rio, in programma ad agosto. Sono 37 gli atleti che gareggeranno sotto la bandiera mongola, così ripartiti: 13 judo (7 uomini e 6 donne), 9 lotta (6 U, 3 D), 5 atletica leggera (3 maratona U, 2 D), 4 boxe U, 3 tiro a volo U, 1 tiro con l'arco U, 1 taekwondo U, 1 sollevamento pesi F. Nella sua storia olimpica la Mongolia ha conquistato 24 allori, di cui 2 medaglie d'oro (una nel judo e una nella boxe conquistate a Pechino 2008), 9 argenti e 13 bronzi. Nell'ultima Olimpiade, a Londra 2012, la Mongolia il bottino della Mongolia è stato di 2 argenti e 3 bronzi, sempre nelle specialità di judo, lotta e boxe. Nella foto, il judoka mongolo Naidangiin Tüvshinbayar, la prima storica medaglia d'oro della Mongolia, conquistata a Pechino.

 PRIMO PIANO
La Mongolia di Menci in mostra ad Arezzo
17 giugno 2016

Lungo la Via della Seta, in otto a bordo di un pulmino per percorrere 16mila chilometri. Un viaggio che sarà raccontato nella mostra fotografica "The Goodfellas Travel Team", foto di Cristiano Menci fino al 19  giugno nei locali del palazzo Chianini Vincenzi in via Cesalpino ad Arezzo. La mostra propone gli scatti catturati dal fotografo del Goodfellas Travel Team Cristiano Menci durante il loro primo viaggio del 2013 che li ha portati dall'Italia alla Mongolia a bordo di un pulmino poi donato alla comunità locale. La mostra, organizzata in collaborazione con Hub Art-Exhibit Accelerator (l’Associazione Culturale di Hub Garden) resterà aperta fino al 19 giugno, tutti i giorni dalle 10 alle 20. Immagini evocative di paesi lontani vi porteranno a bordo del pulmino che ha percorso 16000 km lungo la leggendaria Via della Seta, passando dalle sontuose moschee iraniane ai deserti del Turkmenistan fino alle sconfinate steppe della Mongolia. Un tour fotografico alla scoperta di popoli e culture lontani dalla nostra quotidianità. A sinistra, una delle foto di Menci.

 PRIMO PIANO
Andrea De Felip nuovo ambasciatore a Ulaanbaatar
16 giugno 2016

La Farnesina rende noto che, a seguito del gradimento del governo interessato, Andrea De Felip (terzo da sinistra nella foto) è stato nominato nuovo ambasciatore d'Italia a Ulaanbaatar, come recentemente deliberato dal Consiglio dei ministri. Lo riferisce una nota della Farnesina.De Felip è nato a Milano nel 1970; laureato in scienze politiche presso l’università di Torino, entra in carriera diplomatica nel 2000, iniziando il suo percorso professionale alla Farnesina presso la Direzione generale per i paesi Asia, Oceania, Pacifico e Antartide. Nel 2001 è assegnato alla Direzione generale Affari politici multilaterali e diritti umani. Nel 2004 è primo segretario all’ambasciata d’Italia in Israele e, nel 2008, assume servizio all’ambasciata d’Italia a Singapore come primo segretario commerciale. Di rientro a Roma nel 2013, è assegnato alla Direzione generale per la Mondializzazione e le questioni globali. (fonte Agenzia Nova)

 SPORT
Judo, le scelte a sorpresa della Mongolia per Rio
15 giugno 2016

Ha destato grande sorpresa, tra gli appassionati di judo, la pubblicazione della lista degli atleti convocati dalla Mongolia per le Olimpiadi di Rio 2016. La squadra asiatica, infatti, disporrà di tredici judoka sulle quattordici categorie in programma, un numero superiore rispetto ai nove di Londra 2012, ma in diverse divisioni di peso erano qualificati diversi rappresentanti mongoli, fatto che ha costretto la federazione ad operare delle scelte. Una delle scelte più clamorose riguarda la categoria 60 kg, dove la Mongolia avrebbe qualificato ben quattro rappresentanti: il favorito sembrava essere Boldbaatar Ganbat, già campione mondiale e numero due del mondo, ma la federazione ha preferito optare per il giovane Tsogtbaatar Tsend-Ochir, 23° nel ranking mondiale ma vincitore della rassegna nazionale. Scelta controcorrente anche nella categoria 81 kg, dove Uuganbaatar Otgonbaatar (numero 18 del mondo) combatterà al posto di Dagvasuren Nyamsuren (numero 14). Al femminile la Mongolia potrà beneficiare di ben due teste di serie numero uno con Uranstetseg Munkhbat (48 kg, nella foto) e Sumiya Dorjsuren (57 kg). Tra le 52 kg, solo dieci punti separavano Tsolomon Adiyasambuu da Bundmaa Munkhbaatar, con la prima che è stata preferita. Nessuna sorpresa nelle altre categorie, con Naranjargal Tsend-Ayush (70 kg) che dovrà fare a meno della sorella Tserennadmid, che nella categoria 63 kg è stata esclusa a vantaggio di Munkhzaya Tsedevsuren. Ricordiamo che quattro anni fa, a Londra, i mongoli ottennero un argento con Tuvshinbayar Naidan (90 kg) ed un bronzo con Nyam-Ochir Sainjargal (73 kg). Il primo sarà presente anche a Rio, ma tra i 100 kg, mentre al secondo è stato preferito Odbayar Ganbaatar. Erano già presenti nella capitale inglese anche Tumurkhuleg Davaadorj (66 kg), che allora combatteva nella categoria inferiore, e Lkhamdegd Purevjargal (78 kg), oltre alle già citate Munkhbat, Dorjsuren e Tsedevsuren. (fonte oasport.it).
Ecco l'elenco dei convocati per la Mongolia:UOMINI: Tsend-Ochir Tsogbtaatar (60 kg), Tumurkhuleg Davaadorj (66 kg), Odbayar Ganbaatar (73 kg), Otgonbaatar Uuganbaatar (81 kg), Otgonbaatar Lkhagvasuren (90 kg), Tuvshinbayar Naidan (100 kg), Temuulen Battulga (+100 kg). DONNE: Urantsetseg Munkhbat (48 kg), Tsolomon Adiyasambuu (52 kg), Sumiya Dorjsuren (57 kg), Munkhzaya Tsedevsuren (63 kg), Naranjargal Tsend-Ayush (70 kg), Lkhamdegd Purevjargal (78 kg)

 PRIMO PIANO
Corriere: La Mongolia sarà una star del turismo
10 giugno 2016

La Mongolia sarà una delle mete turistiche più gettonate del futuro (conviene quindi andarci prima che diventi un must!): lo rivela il Corriere della Sera del 10 giugno nella pagina dei Viaggi. Il giornalista Fabrizio Guglielmini analizza quelle che potranno essere le destinazioni preferite, tenendo conto della sicurezza, delle bellezze, dell'ambiente e di altri aspetti secondo le valutazioni dall'Organizzazione Mondiale del turismo, agenzia delle Nazioni Unite. "La Mongolia - si legge sul Corriere - (meta per pochi ancora alla fine degli anni '90) sarà una star del turismo in Asia orientale". Altri Paesi citati: Namibia, Cina, Montenegro, Zambia, Angola e Cina. Conclusione: è il momento giusto per partire per la straordinaria Mongolia. (foto di Federico Pistone)

 PRIMO PIANO
Nuova area protetta per i leopardi delle nevi
9 giugno 2016

Oltre 8mila chilometri quadrati di habitat naturale che il Parlamento della Mongolia ha deciso di far diventare Parco Nazionale, rendendo i Monti Tost un corridoio tutelato tra le aree già protette del Gran Gobi e del Parco Nazionale di Gobi Gurvan Saikhan. Un vero e proprio salvavita per i 20 leopardi delle nevi censiti nella zona negli ultimi cinque anni, che da oggi dovranno avere a che fare solo con le attività agropastorali tradizionali: dopo 4 anni di battaglie, è stata vietata in quella zona l’estrazione mineraria, la costruzione e la caccia. L'annuncio arriva dal Parco Natura Viva di Bussolengo, durante la presentazione della giornata del 15 giugno, dedicata alla raccolta fondi per il Leopardo delle Nevi in collaborazione con il 4° Reggimento 'Ranger' Alpini Paracadutisti dell’Esercito Italiano, specializzato in operazioni d’alta quota. "E’ un successo di molti attori del mondo della conservazione internazionale ma che porta anche la firma dell’Italia, grazie al sostegno che da anni offriamo allo Snow Leopard Trust, la Fondazione che opera in Asia e che ha reso possibile tutto questo", spiega Caterina Spiezio, responsabile Ricerca e Conservazione del Parco Natura Viva di Bussolengo. "Il paesaggio che deriverà dalla continuità di questi ambienti naturali costituirà una delle più grandi zone tutelate al mondo per i leopardi delle nevi, che oggi resistono sugli altipiani dell’Asia centrale con 4.000 esemplari sull’orlo dell’estinzione. Ma il lavoro non è finito qui - continua - ora, secondo la legge mongola, dovrà insediarsi un gruppo di lavoro governativo che trovi una soluzione alternativa alle 12 licenze di esplorazione mineraria e ai 2 siti di estrazione attualmente attivi in quella zona". In cima alla lista delle minacce per i leopardi delle nevi c’è ancora ilbracconaggio, che alimenta il mercato degli animali da compagnia, della vendita della pelliccia e delle ossa, la cui polvere viene tuttora usata nella medicina tradizionale asiatica. Ancora. L’aumento degli allevamenti agropastorali diminuisce le prede disponibili e aumenta il conflitto con l’uomo, mentre le estrazioni minerarie distruggono l’ambiente, costringendo gli esemplari a cercare nuove aree. Proprio i leopardi delle nevi, insieme agli Alpini Paracadutisti 'Ranger' del 4° Reggimento dell’Esercito Italiano di stanza a Verona, saranno i protagonisti il prossimo 15 giugno dell'evento al Parco Natura Viva di Bussolengo 'Diventa una forza della natura!', un’intera giornata alla scoperta delle abilità innate degli animali e dell’uomo che deve emularli per cavarsela negli ambienti naturali più difficili. Due i momenti importanti: una mostra per scoprire le capacità di sopravvivenza degli animali e le strumentazioni speciali di cui deve dotarsi l’uomo; un orienteering per i ragazzi dai 6 ai 18 anni tra i sentieri del Parco, per mettere alla prova le proprie abilità. (fonte adnkronos)

 PRIMO PIANO
Kerry al Naadam: Mongolia grande esempio
5 giugno 2016

«La Mongolia è un grande esempio». Parola di John Kerry, segretario di Stato degli Usa in visita nel Paese asiatico e ospite del ministro degli Esteri mongolo Lundeg Purevsuren in vista del festival del Naadam, la celebrazione nazionale più importante della Mongolia. «Avete la Cina da una parte e la Russia dall’altra che esercitano forti pressioni, e qui ci siete voi in questa oasi di democrazia che lottate per la vostra identità», ha detto Kerry, il quale ha sottolineato quanto l’amministrazione Obama abbia cercato di coltivare la Mongolia come partner strategico, situato tra due stati rivali degli Usa sempre più assertivi. Nella foto Afp, Kerry si cimenta nel tiro con l'arco con alcuni 

 SOLIDARIETA'
A fine luglio inaugurazione del Salesio Center
30 maggio 2016

Procedono a ritmo spedito i lavori per il completamento del Salesio Center, costruito grazie all'impegno delle Figlie di Maria Ausiliatrice/Salesiane. La consegna dell'edificio e la relativa inaugurazione sono confermati per il 30 luglio di quest'anno. Il Salesio Center (nella foto, di Chiara Colombo) si trova a cinque minuti a piedi dalla scuola primaria e asilo attivi a Orbit, alla periferia di Ulaanbaatar, realizzati sempre dalle missionarie in Mongolia: sarà destinato alle opere assistenziali e per le giovani donne, ai corsi di scolarizzazione per adulti oltre che residenza per le suore.

 APPUNTAMENTI
Dal 9 giugno a Prato foto e aiuti per la Mongolia
25 maggio 2016

"Mongolia, un popolo da scoprire" è il titolo della mostra fotografica di Sandra Zagolin che sarà inaugurata il 9 giugno alle 19 al Giardino Buonamici, sede della Provincia di Prato, organizzata con scopo benefico dal Console onorario della Mongolia Piero Bardazzi. L'antropologo spezzino David Bellatalla, che da anni vive e lavora a Ulaanbaatar, sta costruendo una struttura destinata ad accogliere i bambini orfani e poveri costretti a vivere nei tombini. Ad aiutarlo, la onlus italiana Need You e la Mongolian Red Cross. Per sostenerlo ha organizzato insieme alla giornalista Stella Spinelli e a Massimo Illiano una mostra fotografica di Sandra Zagolin, che ha trascorso un lungo periodo in Mongolia. L'evento si svolgerà dal 9 al 19 giugno, con il patrocinio del Comune di Prato. Nella foto, un'immagine della Mongolia scattata da Sandra Zagolin.

 SOLIDARIETA'
Da Bra e Fossano per il Charity Rally
21 maggio 2016

Meccanici di Bra e Fossano al lavoro per il Mongolia Charity Rally. Primo tassello per la partecipazione dei ragazzi della meccanica auto del Cnosfap che saranno chiamati a personalizzare l’Opel Vivaro capitanato da Riccardo Garella. Toccherà agli allievi dei CFP di Bra, per la parte meccanica e di manutenzione veicoli, e di Fossano per la carrozzeria, la grafica e la pellicolatura, preparare al meglio il veicolo seguiti dai loro insegnanti. Le incognite che dovranno affrontare l’equipaggio sono non prevedibili: davanti a loro si apre un percorso di 14.000 km, attraverso dieci stati e due continenti. Ricordiamo che il Mongolia Charity Rally 2016 non è una vera e propria corsa: le squadre partecipanti si impegnano piuttosto ad acquistare ed allestire alcuni veicoli, per poi guidarli da Bruxelles a Ulaanbaatar attraversando tutta l'Asia Centrale. Una volta giunti nella capitale mongola i veicoli, tramite un’associazione benefica, verranno donati direttamente alle popolazioni locali, o utilizzati per portare a termine vari progetti umanitari. L’Opel Vivaro verrà allestita a Bra per poi trasferirsi a Fossano per la parte di carrozzeria. La partenza è fissata il 9 luglio da Bruxelles verso l’Anello d’Oro della Russia Imperiale, le grandi città carovaniere di Samarcanda e Buchara, e un angolo del Turkmenistan a buon diritto noto come la Porta dell’Inferno fino ad arrivare a Ulan Bator. “Si tratta di un viaggio affascinante quanto impegnativo - commenta Riccardo Garella - ispirato dalla volontà di mettersi in gioco in prima persona per una causa importante”. Per ulteriori informazioni sul progetto www.phigamma.org. Nella foto, gli allievi del CFP dei Salesiani di Bra prendono in consegna il mezzo che parteciperà al Mongolia Charity Rally 2016. (testo di Franco Bursede per cuneocronaca.it)

 PRIMO PIANO
Rai, via ad accordo con televisione mongola
21 maggio 2016

"Il Direttore Generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto (nella foto) e la direttrice generale della Mongolian National Public Radio and Television, Oyundai Tsagaan, hanno firmato un Protocollo di cooperazione fra i due organismi radiotelevisivi", come viene diffuso in una nota dalla Rai. Dalla tv pubblica di Stato spiegano in conclusione: "L'accordo attesta il reciproco interesse a sviluppare scambi di programmi, coproduzioni, iniziative di formazione e di promozione dei due Paesi. La firma, alla presenza dell'ambasciatore della Mongolia inItalia, Shijeekhuu Odonbaatar, segue la recente decisione del Governo italiano di aprire prossimamente ad Ulan Bator una sede di rappresentanza. La Rai intende con questa nuova partnership, che segue il recente accordo con China Radio International, rafforzare i propri legami con il continente asiatico".

 PRIMO PIANO
Grasso e Sereni in Mongolia: "Rafforzare le relazioni"
22 aprile 2016

Visita ufficiale in Mongolia per il presidente del Senato Pietro Grasso (foto), accompagnato da Marina Sereni, vicepresidente della Camera. La visita ufficiale di Grasso avviene in occasione del "IX Meeting del partenariato parlamentare Asia-Europa", che si svolgerà a Ulan Bator. Il presidente Grasso ha incontrato il Presidente del Parlamento, Zandaakhuu Enkhbold, il Ministro degli esteri, L. Purevsuren, e assistera' dalla tribuna alla sessione plenaria del Parlamento. Successivamente è previsto il colloquio con il Presidente della Repubblica, Tsakhia Elbegdorj. Scopo della visita di Pietro Grasso e Marina Sereni è rafforzare le relazioni politiche, economiche e culturali tra governi e fare altrettanto con i parlamenti. Dal 1996 l'Asem (Asia-Europe Meeting) e il suo fronte parlamentare Asep (Asia-Europe Parliamentary Partnership) lavorano in questa direzione e, ad anni alterni, scambiano informazioni ed esperienze e si confrontano sulle sfide globali. "La nona edizione dell'incontro Asep si tiene in questi giorni in Mongolia mentre nel 2014 fu l'Italia, e in particolare la Camera dei deputati, ad ospitare questo importante appuntamento in coincidenza con il semestre di Presidenza italiana dell'UE" ricorda la vicepresidente Sereni. Ai tre pilastri principali - dialogo politico e della sicurezza, cooperazione economica e finanziaria, scambio culturale e sociale - quest'anno si è aggiunto il tema della "connettività e delle infrastrutture" per facilitare gli scambi e la mobilità di persone e cose. "Non è difficile capire come, in un momento segnato da guerre, flussi migratori massicci, terrorismo, il confronto in sede Asem tra 51 governi (più la Commissione Europea e il Segretariato Asean, Association of Southeast Asian Nations) e in sede ASEP di 52 parlamenti (quelli nazionali più il Parlamento europeo) dell'Europa e dell'Asia possa essere un'occasione particolarmente significativa per promuovere politiche di sicurezza, di pace, di collaborazione e crescita economica" ha concluso Marina Sereni. (fonte agi.it)

 PRIMO PIANO
Libertà di stampa: Mongolia molto meglio dell'Italia
20 aprile 2016

La Mongolia si conferma migliore dell'Italia nella classifica sulla libertà di stampa secondo l'organizzazione Reporter senza frontiere che stila ogni anno una graduatoria tenendo conto di diverse variabili. Nel 2015 l'Italia perde altre 4 posizioni e precipita al 77° posto al mondo. La Mongolia è 60esima ed è il secondo migliore Paese asiatico, dietro solo Taiwan (51°), subito dietro la Serbia e davanti alle Mauritius. Al comando 4 stati europei: Finlandia, Olanda, Norvegia e Danimarca, quinta la Nuova Zelanda e sesta Cosat Rica. La Mongolia è piazzata meglio anche di Croazia (63), Corea del Sud (70), Giappone (72), Grecia (89), India (133), Turchia (151) e Cina, al 176° posto, quindi fra gli ultimissimi del pianeta. Nell'immagine, la mappa della libertà di stampa tracciata da Reporter senza frontiere.

 PRIMO PIANO
Giovanni: "Vado in Mongolia per dimenticare il cancro"
20 aprile 2016

«Vado in moto in Mongolia per dare una speranza a tutti i “tumorati di Dio”». Possono sembrare parole irriverenti o quanto meno sfrontate, ma pronunciate da un malato di cancro che si è tatuato la data di scadenza sulla mano possono aprire un’interessante riflessione. Giovanni Parolo (foto), 57 anni di Besnate in provincia di Varese, è un appassionato di viaggi, che dopo una vita trascorsa tra sacrifici e lavoro, nel dicembre 2013 ha iniziato un lungo e pesante calvario. I medici gli diagnosticano un tumore in stato avanzato ad un testicolo: «Da lì è cominciato uncalvario fatto di visite, chemioterapie, degenze in ospedale, errori medici, la rimozione del testicolo aggredito dal tumore – spiega Parolo –. Una vocina dentro mi diceva di lasciar perdere, di vivere la mia vita senza intorno dottori e medicine». Giovanni non è credente e lontano dalla religione cattolica. Ma decide, sollecitato dalla moglie, di tentare un’esperienza nuova, diversa. Concordano un viaggio a Santiago de Compostela. «Bè, quando sono tornato, stavo bene. Ero felice, rinato (...)». Nel 2015, il 1 marzo, Parolo ha fatto un’altra visita da un medico a Roma: «Mi ha dato 6 mesi di vita, così mi sono tatuato la data di scadenza sulla mano: 1 settembre 2015». Ma Giovanni è ancora qui. «Ora sto bene, vivo la mia vita, sono sereno». E vuole offrire una speranza a chi soffre come lui, a chi vive la sua stessa situazione, a quelli che definisce i «tumorati di Dio», dicendo loro che il cancro «non si combatte solo con la chemioterapia, forse è una cosa spirituale». La voglia di lottare serenamente, restando in pace con se stesso, lo ha portato ad una nuova sfida intrisa di «speranza». «Vado in Mongolia in moto, con la Yamaha 300 – ha detto a Varese News – con i sistemi che ci sono oggi, telefonini e tecnologia varia non è un viaggio troppo temerario. Volevo partire da solo, ma forse viene con me il mio amico Florio. Non ho detto nulla ai miei (è sposato e ha tre figli, il più piccolo quasi diciottenne, ndr) – spiega – credo che lo sappiano, ma fanno finta di non saperlo. Lo faccio perchè ho voglia di sentirmi me stesso, di riscoprire la solitudine, lontano dallo stress, dalle corse, dalla vita frenetica». In Mongolia, dice Giovanni, «ci sono spazi immensi, tempi dilatati, si vedono le stelle in cielo. Partiremo a inizio giugno e passeremo attraverso la Russia, vedremo posti magnifici (il lago Bajkal su tutti), senza fretta, incontrando persone. Abbiamo programmato di metterci due mesi e mezzo per andare e tornare: da Besnate a Ulan Bator ci sono circa 10 mila chilometri. Mi porto dietro 1000 euro: voglio farcela con quelli, senza spendere di più, facendo una vita col minimo indispensabile. Mi porto dietro qualche ferro per riparare la moto, un fornelletto, la tenda, un po’ di attrezzature. Per me e per tutti i “tumorati di Dio”». (fonte Varese nes e Aleteia.org)

 SPORT
Ratto, primo calciatore italiano in Mongolia
13 aprile 2016

Si scaldano i motori dell’edizione 2016 della Khurkhree National Premier League, il campionato mongolo, che seguiremo come ormai avviene da cinque anni (qui le edizioni precedenti 2011, 2012,2013, 2014, 2015). Ma oltre alla curiosità che ci porta a sondare mondi calcistici così lontani, quest’anno avremo un motivo di interesse in più, visto che è stato ufficializzato il passaggio del portiere italiano Giacomo Ratto (nella foto) alla neofondata squadra dell’Ulaanbaatar City FC. Per la prima volta un calciatore italiano calcherà i campi del campionato del paese est-asiatico. L’Ulaanbaatar City FC, fondato nel 2015 e al suo primo campionato (è una delle tre squadre esordienti oltre al Confinental e al Bayngol squadra fondata dal mitico Paul Watson, già protagonista in Micronesia), sarà la vera e propria mina vangate di questa Premier League: l’allenatore olandese Pieter De Jongh infatti potrà contare oltre che su Ratto anche su altri quattro stranieri di grande interesse come i russi Artyom Drobyšev (ex FC Čita), Ilyan Kungurov (ex FC Baikal Irkutsk) e Mikhail Gandilyan e il marocchino Ghassane El Barhami (con esperienze passate in Francia, Germania, Cina, Maldive e Sri Lanka). Per l’occasione abbiamo intervistato in esclusiva proprio il nostro portabandiera, in questa sua avventura da pioniere del pallone, già alla sesta esperienza all’estero, dopo Svizzera, Malta, Panama, Nicaragua e Fiji. Giacomo Ratto, 29 anni, varesino, nella sua carriera vanta le giovanili del Varese e successivamente il passaggio al Gavirate. Nel 2010 varca il confine italosvizzero per firmare con l’AS Castello e successivamente con il Mendriso. Dal Canton Ticino il salto nel buio lo porta all’SK Victoria, campionato maltese, e poi ancora più lontano con, in sequenza, Tauro FC (Panama), UNAM Managua (Nicaragua) e Suva FC (Fiji), tre continenti. Ora arriva il quarto, con l’Asia e la Mongolia.
Cosa ti ha spinto a questa particolare carriera da giramondo?
Quello che mi ha spinto a guardare oltre ai confini del nostro paese è la voglia di emergere, di prendere in mano la mía vita, e fare della mía passione il mío lavoro. Tutto sta nel saper “guardare oltre” molto spesso pensiamo che il calcio sia solo Europa, ma esistono altri quattro continenti con campionati professionistici dove poter lavorare.
Ora hai scelto la Mongolia. È vero che ci fu già un contatto qualche anno fa?
Si è vero. Dicembre 2014, un agente di Singapore mi mandò un offerta del Khoromkhon per giocare l’AFC Cup. Parlai con il club nicaraguense e rescissi il contratto, rifiutai un’ offerta dal Costa Rica, dal Municipal Liberia accettai la proposta del Khoromkhon. Era un’occasione unica, il mio contratto era esclusivo per l’AFC Cup, era l’opportunità che aspettavo da una vita, giocare una competizione internazionale, l’equivalente della nostra Europa League. Purtroppo 2 giorni prima della partenza per tornare in Italia, l’agente mi comunicò che il Khoromkhon sarebbe stato escluso dall’AFC Cup 2015 e sarebbe entrato nel nuovo format del 2016. Mi trovai senza squadra, e senza tempo per sentire di recuperare in Costa Rica o Nicaragua, poiché stavo tornando in Italia.
L’Ulaanbaatar City FC è una squadra di nuova formazione, cosa ti aspetti da questa prima stagione di Niislel League?
Io ho firmato con L’Ulaanbaatar City FC, con un obiettivo chiaro. Vincere il titolo, quindi ciò che mi aspetto è di finire il campionato a ottobre alzando il titolo.
Hai già conosciuto allenatore e compagni? Conosci già qualcosa del calcio mongolo?
No i compagni non li conosco, so che ci sono tre russi e un marocchino e potrebbero arrivare nuovi stranieri. Si l’allenatore lo conosco, diciamo che è colui che ha fatto si che io firmassi in Mongolia. Pieter De Jongh lo contattai quando era allenatore Del Cape Town FC, gli mandai Curriculum e vídeo siccome ero interessato a giocare in Sud Africa, e dopo aver controllato mi disse che era interessato a me e mi avrebbe contattato. Nel frattempo firmò con l’Ulaanbaatar City, quindi mi propose questa nuova meta. Del calcio Mongolo conosco poco, sarà una scoperta continua, giorno per giorno.

Articolo e intervista di Marco Bagozzi per www.opinione-pubblica.com. Leggi l'articolo completo.
Bagozzi è autore del libro "Vincere con Gengis Khan", recensito da mongolia.it nella sezione Libri

 PRIMO PIANO
La Mongolia lancia bond high yeld
11 aprile 2016

La Mongolia torna sul mercato dei bond con una emissione high yield da 500 milioni di dollari (Usd). Fra i paesi emergenti del continente asiatico, le obbligazioni della Mongolia sono al momento quelle più redditizie (e rischiose). Lo si evince principalmente dal risultato del collocamento, via sindacato, del titolo di stato a cinque anni che, per essere sottoscritto dagli investitori istituzionali, ha dovuto offrire un alto rendimento, vicino al 11%, con rapporto di copertura abbastanza basso (780 milioni). Il bond della Mongolia è stato infatti collocato al prezzo di 99,99 con una cedola pari al 10,875% (codice ISIN US60937GAD88). L’obbligazione, il cui collocamento è stato curato da Credit Suisse, Deutsche Bank, ING Wholesale Banking London, JP Morgan, è quotata sulla borsa del Lussemburgo e negoziabile per importi minimi di 200.000 USD. Il rendimento del bond Mongolia 2021 riflette, al momento, le condizioni critiche delle finanze dello stato mongolo, travolto dalla crisi mineraria su cui si basa principalmente l’economia del paese. Solo due anni fa, la Mongolia riuscì a collocare alla pari bond per 500 milioni di dollari con cedola più dimezzata rispetto a oggi, ma il governo non era a corto di liquidità e l’export andava a gonfie vele. Anche il rating della Mongolia, B2 per Moody’s e B per Standard & Poor’s e Fitch, è peggiorato rispetto al 2013. (fonte investireoggi.it)

 PRIMO PIANO
Trovata nell'Altai mummia con "scarpe da ginnastica"
11 aprile 2016

Una scoperta straordinaria e nello stesso tempo curiosa. Nei monti Altai della Mongolia è stata rinvenuta una mummia risalente a 1.500 anni fa: si tratta di una donna che, ai piedi, indossa delle calzature (vedi foto) somiglianti a delle moderne scarpe da ginnastica. Ovviamente si tratta solo di un "effetto ottico", con la tomaia e i lacci di cuoio perfettamente conservati che ricordano questo tipo di calzatura. Il ricercatore mongolo B. Sukhbaatar del museo di Khovd ha dichiarato: "Questa mummia secondo noi appartiene a una donna perché non abbiamo trovato armi o frecce nella tomba. Ora il reperto sarà sottoposto a perizie meticolose per avere tutte le informazioni. Accanto allo scheletro mummificato sono stati trovati un cavallo, probabilmente sacrificato, una sella, delle briglia, una tazza di legno, degli attrezzi di ferro, un cuscino, una testa di pecora, una borsa e tessuti vari, compresi quattro cappotti di pelliccia". Il clima particolare dell'Altai, freddo e secco, ha consentito l'eccezionale conservazione della tomba.

 PRIMO PIANO
A Ulaanbaatar il Naadam si celebra l'11 luglio
6 aprile 2016

In vista dell'Asem, il summit tra i leader dei Paesi europei e asiatici che si terrà a luglio a Ulaanbaatar, sono state riviste di nuovo le date per le celebrazioni del Naadam. Nella capitale la festa è confernata dall'11 al 13 luglio, come da tradizione, mentre a Karakorum il Naadam è spostato al 22 luglio. Nelle altre località rurali le date verranno comunicate nei prossimi giorni. Nella foto, una rara immagine di lottatori del Naadam scattata nel 1958 da Cartier Bresson.

 PRIMO PIANO
L'ambasciatore Odonbaatar nella «bellissima Genova»
1 aprile 2016

Il Plenipotenziario e ambasciatore della Mongolia per l’Italia Shijeekhuu Odonbaatar, accompagnato dal primo segretario dell’ambasciata mongola a Roma Davaadash Sambuu, è in visita ufficiale nella “bellissima Genova”. I diplomatici hanno incontrato a De Ferrari il governatore ligure Giovanni Toti e a Tursi il vice sindaco Mario Bernini, con  l’assessore comunale allo Sviluppo economico Michele Piazza. Poi sono stati invitati a cena dai responsabili del Teatro Carlo Felice. Il viaggio proseguirà a Roma. Nel corso dei cordiali incontri, sono state ricordate le antiche radici delle relazioni tra la Mongolia e l’Italia, in particolare con Genova, risalenti già all’epoca medioevale. Oggi il rapporto tra i due paesi è particolarmente saldo, testimoniato dall’ormai prossima apertura di un’ambasciata italiana e dalle visite che il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si apprestano a compiere nei prossimi mesi nel paese asiatico. L’ambasciatore Odonbaatar ha evidenziato la forte crescita economica della Mongolia negli ultimi anni, dovuta principalmente alle industrie estrattive: “La volontà è quella di convertire l’economia verso settori più moderni e per questo l’intensa attività diplomatica vorrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni. Inoltre, per l’economia mongola è importante aprirsi a nuove tecnologie ad alto valore aggiunto, che possano consentire un utilizzo più razionale e rispettoso dell’ambiente”. Le visite a Tursi e a De Ferrari, sono state anche occasioni per rivolgere un invito agli imprenditori genovesi a visitare la Mongolia, conoscere gli operatori economici locali e le possibilità che questo paese, situato in una posizione strategica tra alcuni tra i maggiori mercati mondiali (Russia, Cina e Giappone), può offrire per join-venture e partnership. Genova ha già avviato una collaborazione con la Mongolia grazie al Teatro Carlo Felice, che a gennaio ha ospitato la Compagnia Accademica di Danza Nazionale di Mongolia in uno spettacolo dedicato a Gengis Khan. L’ambasciatore ha auspicato che il rapporto tra le due realtà continui a dare frutti, e sta lavorando affinché musicisti mongoli possano venire a formarsi ed esibirsi presso il teatro genovese.  (fonte ligurianotizie, testo di Fabrizio Graffione). Nella foto, Odonbaatar, secondo da destra, sulla Terrazza Colombo.

 PRIMO PIANO
Minatori in piazza: «Basta svendere la nostra terra»
31 marzo 2016

Oltre 2mila minatori si sono riuniti ieri nella grande piazza della Libertà di Ulaan Baatar per chiedere le dimissioni del Parlamento e del governo mongolo. I dimostranti chiedono conto di un accordo da 5,4 miliardi di dollari con una compagnia anglo-australiana, che si è accaparrata i diritti di estrazione mineraria nella zona di Oyu Tolgoi. Si tratta dell’ennesimo contratto firmato dal governo con ditte straniere, e i minatori in piazza temono che la ricchezza del Paese sia “svenduta a prezzi da saldo”. I dimostranti sono guidati dall’ex lottatore e deputato dell’opposizione Battulga Khaltmaa. Ai giornalisti presenti, l’uomo ha detto: “Il nostro benessere è impacchettato e inviato fuori dal Paese. Dove va il denaro ricavato da queste vendite?”. Il politico ha riunito i piccoli partiti non allineati al governo e alcune organizzazioni della società civile in un gruppo chiamato “Ethical Mongol”, che si propone di “ristabilire l’equità economica” della nazione. Dopo decenni di economia stagnante, basata più che altro sulla pastorizia e incentrata sulla sussistenza, il Paese ha deciso di sfruttare le riserve e le ricchezze del sottosuolo: carbone e terre rare sono divenuti merce di scambio pregiata. Il 94% dell’intero Prodotto interno lordo viene dallo sfruttamento del sottosuolo, ma il rischio è che il mercato venga appaltato agli stranieri. Al momento, secondo Xinhua, il 90% delle esportazioni mongole finisce sul mercato cinese; inoltre, il 49% delle aziende operanti sul territorio nazionale è di proprietà cinese. Ecco perché, nonostante le rassicurazioni di Xi Jinping, una parte della popolazione inizia a temere l'egemonia politica e la penetrazione del Dragone. I dimostranti chiedono la revoca del mandato parlamentare e un rimpasto di governo. Le prossime elezioni politiche sono previste per giugno 2016, ma secondo il deputato democratico Erdenechimeg Luvsan “l’esecutivo sta già lavorando per far rieleggere quei parlamentari che hanno interessi nel campo minerario, in modo da garantire lo status quo”. (fonte Asianews)

 PRIMO PIANO
Festival dei cammelli, spettacolo nel Gobi
30 marzo 2016

Ogni anno, nel mese di marzo, nel deserto del Gobi, in Mongolia, si svolge il "Temeenii Bayar", il Festival dei cammelli che porta a Dalanzadgad, nella provincia di Umnugovi, una folla di appassionati da tutto il Paese. Una parata di due giorni di coloratissimi abiti tradizionali e cammelli, cavalcati dai rispettivi proprietari iscritti all'evento più atteso della rassegna: la corsa lunga 15 chilometri attraverso il deserto, a cui hanno partecipato quest'anno oltre un migliaio di persone. (fonte unionesarda.it)

 POSTA
La Buona Pasqua dalle missionarie
27 marzo 2016

Suor Adriana Bricchi, delle Figlie di Maria Ausiliatrice missionarie in Mongolia, scrive a Alberto Colombo, collaboratore di mongolia.it che ha contribuito alla realizzazione di progetti umanitari importanti, come la costruzione di una scuola a Orbit, nella periferia di Ulaanbaatar.


Stimato Dottore, è una gioia il vedere che il clero aumenta in Mongolia. Dalla foto di tutto il gruppo dei sacerdoti, guardando quella di centro, a sinistra del Vescovo, sta il diacono Giuseppe che sarà ordinato nel prossimo mese di agosto. Si tratta del primo sacerdote mongolo della storia. Se potrò stare in Mongolia fino a quella data sarà per me una gioia...
Fra poche ore qui inizia la liturgia pasquale: quante persone mi stanno in cuore! Quanti desideri! Quante necessità... Lui è onnipotente: mi ascolti. Buona Pasqua
Sr. Adriana Fma

 EDICOLA
Sole 24 Ore: la Mongolia apre al made in Italy
24 marzo 2016

Il Sole 24 Ore dedica un ampio servizio alla Mongolia, al suo inedito sviluppo economico e in particolare alla sua apertura al "made in Italy". L'articolo, di Rita Fatiguso, è corredato da grafici molto significativi sui trand mongoli, in particolare nel settore minerario, edile, delle infrastrutture e agroalimentare. Ecco un estratto del testo: "Questo è l’anno della verità per la Mongolia, una democrazia in evoluzione, stretta tra Cina e Russia, costretta a mettere in crisi il principio di neutralità permanente davanti alla necessità di attirare investimenti nel Paese. Il Governo di coalizione del dicembre 2014 è arrivato al capolinea nel luglio 2015, nel mese di giugno si terranno nuove elezioni, a ridosso del vertice Asem, la piattaforma di dialogo tra Europa e Asia in calendario a metà luglio a Ulanbataar, e con la disputa sulla strategica miniera di carbone Tavan Tolgoi ancora irrisolta. Finora già un centinaio di Paesi ha investito in Mongolia - si va dall’anglo-australiana Rio Tinto (miniere), ai costruttori giapponesi, ai gruppi tecnologici sud coreani, fino, nella moda, a Louis Vuitton (gruppo LVMH), primo marchio di lusso ad aprire un negozio ad Ulaanbatar. La Cina è la destinazione principale dell’export mongolo, la Russia il principale fornitore energetico, Cina e Russia totalizzano il 26% e 22% delle esportazioni. Ma il Governo mongolo è a caccia di nuovi arrivi, nel 2014 gli investimenti stranieri sono scesi a 850 milioni di dollari rispetto ai 4,4 miliardi del 2012. La crescita del 2015, secondo la Banca Mondiale, pari al 2,3%, è stata in calo rispetto al 7,8% dell’anno precedente. Il settore minerario la cui produzione è cresciuta del 30,3% a fine 2015 trainava la crescita economica, pari all’80% dell’export e al 22% delle entrate fiscali del Paese, nonostante l’altalena delle materie prime. La Mongolia ha registrato comunque un saldo attivo della bilancia commerciale di 18 milioni di dollari a fine 2015. Le esportazioni sono state nell’ultimo anno di pari a 426,60 milioni di euro, principalmente prodotti minerari e di origine animale e tessili (cashemire). Le importazioni, pari a 298,20 milioni, prodotti minerari, macchinari, apparecchi elettrici, veicoli e alimentari. L’Italia è quinta tra i Paesi destinatari dell’export della Mongolia, con una quota di mercato dell’1,3%; come fornitore si attesta invece al 12° posto, con una quota di mercato dello 0,6% a maggio 2015. La meccanica strumentale è la voce principale dell'export italiano nel Paese, seguita dalla moda e dai prodotti metallurgici. Le importazioni, pari a 25 milioni (+ 25%), in gran parte sono costituite da prodotti agricoli. Gli investimenti diretti italiani in Mongolia erano pari a 10 milioni a fine 2013. Tra le aziende più attive Barreca & La Varra, Ferretti International, Termigas, Brunello Cucinelli e Ermenegildo Zegna. Zegna è stato il primo marchio italiano ad aprire un negozio nella capitale mongola seguito da Armani, Terranova, Loro Piana si rifornisce di cashemire in Mongolia e qui ha un impianto per le prime lavorazioni della preziosa fibra, ci sono Damiani e Coccinelle. Selex ES (Finmeccanica), ha attivato progetti di cooperazione per la fornitura di infrastrutture e la creazione di smartcities oltre al settore sia civile che militare.
 

 PRIMO PIANO
Ambasciata d'Italia, Sequi presenta le credenziali
23 marzo 2016

Con una cerimonia a Ulaanbaatar apertasi nella storica piazza Gengis Khan con l’accoglienza della guardia d’onore, proseguita poi nel Palazzo di Stato, l’Ambasciatore Ettore Sequi (nella foto) ha presentato al Presidente mongolo Tsakhiagiin Elbegdorj le Lettere credenziali che lo accreditano come Ambasciatore della Repubblica italiana in Mongolia. A seguito della presentazione delle credenziali – si legge in una nota - l’ambasciatore Sequi ha avuto un colloquio molto cordiale con il presidente Elbegdorj, al quale ha trasmesso i saluti del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. L’ambasciatore Sequi e il presidente mongolo hanno poi discusso della decisione del governo italiano di istituire una Rappresentanza diplomatica nel Paese, a conferma del reciproco interesse a sviluppare ulteriormente i rapporti tra Italia e Mongolia, in tutti i settori. “Nel colloquio, particolarmente amichevole, con il presidente mongolo - ha dichiarato Sequi a seguito della cerimonia - ho sottolineato la forte determinazione del governo italiano, e della Farnesina in particolare, affinché la nuova Ambasciata possa essere presto inaugurata. Ho evidenziato in particolare il personale impegno del ministro Gentiloni, che con visione ha colto le opportunità offerte da un Paese in crescita come la Mongolia, in settori come le infrastrutture, le tecnologie verdi, la sicurezza alimentare, il tessile-conciario, il settore estrattivo e in generale la fornitura di macchinari. Il presidente mongolo ha avuto quindi parole di grandissimo apprezzamento per la decisione italiana ed ha espresso sincera gratitudine per l’impegno personale del ministro Gentiloni che ha saputo cogliere i grandi vantaggi che si possono aprire alle relazioni economiche e commerciali tra Italia e Mongolia. Elbegdorj ha tenuto a sottolineare la straordinaria reputazione di cui l’Italia gode nel Paese e tra la popolazione mongola e ha auspicato l'incremento dei flussi turistici nelle due direzioni e il rafforzamento delle relazioni economiche e culturali”. L’ambasciatore Sequi ha infine discusso con il presidente mongolo delle imminenti visite istituzionali nel Paese, in occasione dapprima dell’Assemblea parlamentare Asep (Ulaanbaatar, 21-23 aprile 2016) - a cui parteciperanno da parte italiana il presidente del Senato Pietro Grasso e la vice presidente della Camera Marina Sereni - e del Vertice Asem di luglio, per cui il presidente mongolo ha detto di auspicare la partecipazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi. (fonte 9colonne)

 PRIMO PIANO
Il gelo dell'inverno ha decimato il bestiame
18 marzo 2016

Centinaia di migliaia di capi d’allevamento sono morti in Mongolia a causa della mancanza di pascoli, secondo quanto rende noto la Croce Rossa. Il Paese quest’anno è stato colpito dallo zud, un fenomeno climatico in cui si susseguono prima un’ondata di freddo estremo invernale e poi caldo estremo estivo. Di conseguenza, capre, pecore e mucche non possono nutrirsi a sufficienza per sopportare i rigori dell’inverno, quando le temperature scendono al di sotto di -50°C. Oltre 350mila capi sarebbero già morti: un disastro, in un Paese dove un terzo degli abitanti vive di allevamento. (fonte meteoweb.eu)

 PRIMO PIANO
Meeting Asia-Europa a luglio, come snaturare una capitale
17 marzo 2016

Si chiama Asia-Europe Meeting, per gli amici Asem. È un incontro istituzionale che si svolge ogni biennio fra i Capi di Stato e i Governi di 53 Paesi dei due continenti per parlare di strategie comuni a tutto tondo. Nel 2014 l'ha ospitato Milano, quest'anno tocca a Ulaanbaatar. Così la Mongolia sarà per due giorni, il 15 e 16 luglio, al centro dell'attenzione mondiale. Tutto bene. Anzi no. Per organizzare questo evento, il Paese rischia di essere snaturato e i Mongoli di pagare un prezzo carissimo, senza contare le conseguenze per i visitatori stranieri. Ecco, in sintesi, l'elenco delle conseguenze di questa organizzazione: 1) la capitale sembra un grande cantiere, si costruiscono case nuove e signorili per ospitare i prestigiosi rappresentanti e altri edifici "di facciata", in un momento di gravissima crisi economica; 2) il Governo ha promulgato alcune leggi che, se da una parte sono dettate dal buon senso (divieto di sputare e di soffiarsi il naso per strada) dall'altra assomigliano più a un'imposizione "per fare bella figura"; 3) il Premier mongolo ha addirittura rivolto l'invito, che suona più come un obbligo, agli abitanti di Ulaanbaatar di lasciare la capitale durante la due giorni dell'Asem! Questo toglierebbe dalle strade il traffico che ora è caotico e darebbe un'immagine più "pulita" ma anche più falsa di Ub. Questa comunicazione non è piaciuta ai cittadini e anche personaggi della cultura locale si sono risentiti di questa richiesta, rispondendo ironicamente: "Stanno invitando i Mongoli a lasciare la Mongolia!". 4) Per motivi di sicurezza legati all'organizzazione dell'Asem nel 2016 è stato reintrodotto l'obbligo del visto sui passaporti, che era stato tolto solo due anni prima. Un'altra conseguenza nefasta per il turismo.  5) Con una decisione sconcertante e grottesca, il Naadam (la più importante celebrazione della cultura mongola per celebrare le gesta di Gengis Khan, che da secoli si svolge dall'11 al 13 luglio) viene spostata d'autorità al 15 luglio, per permettere agli "illustri" ospiti di poterla seguire in prima fila. Un vero scempio alle tradizioni, in nome di una finta immagine che nessuno, tanto meno gli stessi ospiti, vogliono vedere e conoscere. La Mongolia è la Mongolia ed è meravigliosa per questo. E non solo a Ulaanbaatar. (nella foto di Svetlana Kazina, una modella con abiti tradizionali sfila per Ulaanbaatar by night)

 CULTURA
Concerto di Ayana e Ignacio il 1° aprile a Burgos
15 marzo 2016

Ayana Sambuu, mezzosoprano e collaboratrice culturale di mongolia.it, sarà l’ospite speciale del concerto di beneficenza dedicato alla Giornata mondiale sulla coscienza per l'Autismo che si svolgerà il 1° aprile alle 20  in Spagna e precisamente all'Auditorium Caja Circulo di Burgos, città famosa soprattutto per la sua cattedrale gotica, patrmonio Unesco. Ayana è stata invitata personalmente dal tenore spagnolo Ignacio Prieto, che ha debuttato in Italia con l’International OperaStudio di Roma (www.iosrome.com) al Gran Galà di Palazzo Chigi a Formello (Roma) l’estate scorsa. Il cantante spagnolo presenterà anche il programma del  suo secondo cd “L’Italia nel Cuore”, raccolta delle piu belle arie italiane tra cui, con il permesso speciale dell’Associazione Culturale Viviamol’Arte, il famoso duetto dalla "Cenerentola” di Rossini, “Sprezzo quei don”, interpretato dai due cantanti e registrato dal vivo durante il concerto-evento Red Carpet a Formello. L’evento  sarà presentato dalla fondazione Cajacirculo e dall'associazione ASIRE Education in collaborazione con Radio Arlazòn e Diario de Burgos. Come dice il Presidente dell'ASIRE Education Sonia Rodriguez Cano, promotrice di questo projetto concertistico, ”è davvero bellissimo collaborare con questi artisti straordinari dalle voci meravigliosie e di raffinata eleganza". Il concerto sarà accompagnato dalla bravissima pianista spagnola Marta Vela. Nella foto, la locandina del concerto.

 PRIMO PIANO
Il reportage di Leahovcenco tra i cacciatori con le aquile
14 marzo 2016

Il fotografo attivo a Los Angeles Sasha Leahovcenco e il suo amico e produttore Cale Glendening sono partiti per un viaggio in Mongolia per scoprire l’antichissima tradizione della caccia con l’aquila nella Mongolia occidentale. I due sono rimasti una settimana al fianco di un gruppo di addestratori di aquile dei Monti Altai capeggiati da Konki, un ex pastore che dopo la morte di suo padre, due anni fa, ha deciso di diventare cacciatore come lui per proseguire una tradizione che in questa zona si tramanda di padre in figlio. Ogni giorno la sveglia era alle sei del mattino nel paesaggio straordinario delle montagne mongole vicine al villaggio di Deluun, e dopo una colazione con Konki e suo cugino Onei, altri due cacciatori con le loro rispettive aquile arrivavano a cavallo dalle altre parti della montagna per unirsi alla caccia. Leahovcenco ha utilizzato una macchina fotografica Canon 5D Mark III, con un unico obiettivo, il Canon 24-70mm II, e un flash AlienBees B800. Le immagini che ha scattato mostrano tutta la bellezza di uno spettacolare paesaggio incontaminato e di uomini in profonda simbiosi con la natura, depositari di una tradizione che senza di loro potrebbe scomparire nel mondo contemporaneo. (fonte The Post Internazionale) Il servizio e le immagini

 POSTA
Mongolia Charity Rally, avventura e solidarietà
11 marzo 2016

Buongiorno, mi chiamo Riccardo, ho 28 anni, e con alcuni amici ci siamo iscritti all'edizione 2016 del Mongolia Charity Rally. Il Charity Rally è una spedizione verso la Mongolia fatta per unire la beneficenza e lo spirito di avventura. Il nostro progetto è quello di comprare due macchine, partire il 9 luglio da Bruxelles, e attraversare i quasi 14mila km che ci dividono da Ulan Bator. Una volta arrivati sul posto, i veicoli (un pick up e un mezzo per il trasporto di persone disabili) saranno donati a GoHelp, l'associazione organizzatrice del rally, per essere distribuiti sul territorio o utilizzati per progetti benefici. In più, abbiamo deciso di donare tutti i soldi aggiuntivi che raccoglieremo ad un'associazione che si occupa di persone con disabilità medio-gravi. Abbiamo un sito, www.phigamma.org, una pagina facebook, e un crowdfunding appena aperto. Da soli copriremo tutte le spese di viaggio, e ci stiamo sforzando di trovare gli sponsor per le macchine: un po' di visibilità e di sponsor in più potrebbero rendere questo progetto ancora più bello. Ci chiedevamo se vi farebbe piacere accompagnarci e sostenerci attraverso il vostro bellissimo sito: qualche contatto, ma anche solo una vostra menzione o articolo avrebbero davvero il potere di rendere la nostra piccola sfida un momento bello ed importante. Vi ringrazio moltissimo per l'attenzione. Spero di avere vostre notizie! Un caro saluto, Riccardo


mongolia.it: Buongiorno Riccardo, grazie per averci scritto e complimenti per la vostra iniziativa tra avventura e solidarietà. Certamente mongolia.it seguirà la vostra esperienza, attraverso news e altre segnalazioni, anche “in corsa”. Lanciamo anche un appello per chi volesse sostenere questo vostro importante progetto. Per quanto riguarda gli aiuti umanitari, tenete presente anche il contatto dei Missionari della Consolata di Arvaikheer, affidati a padre Giorgio Marengo. Loro sono davvero meravigliosi nell’aiutare concretamente la popolazione della Mongolia. (nella foto, alcuni bambini di Arvaikheer)

 

Ciao Riccardo e Ciao Federico!
Scusate il ritardo, ma adesso ci sono, prima di riscomparire fino a Pasqua, che per noi rappresenta il momento piu' intenso dell'anno. Intanto ringrazio Federico, sempre troppo generoso con noi; speriamo di vederti di nuovo alla missione prossimamente. Vi faccio gli auguri, Riccardo, per la riuscita del vostro progetto; ovviamente siete i benvenuti ad Arvaiheer, quando passerete di qui. Grazie per il pensiero di portare del materiale didattico per i nostri bambini: è sempre gradito e utile, sempre che non vi sia di troppo impiccio. Se vuoi, puoi consultare il nostro sito www.consolatamissionmongolia.net, gentilmente segnalato anche da Federico sul suo. Restiamo in contatto. Buon tutto a tutti, Padre Giorgio

 PRIMO PIANO
Vietato sputare in strada, approvata la nuova legge
9 marzo 2016

I deputati mongoli hanno approvato una modifica alla legge sulla salute pubblica che vieta di soffiarsi il naso e sputare in pubblico e in strada. La pena prevista è una multa di 5mila tugrik (2,23 euro), che rappresenta una notevole somma per un cittadino mongolo medio. Sarà compito dei volontari, attivisti e pattuglie della polizia far applicare e rispettare la legge. Secondo i mass media locali, il divieto è stato introdotto in prossimità del vertice euroasiatico ASEM, con la partecipazione di delegazioni di oltre 50 paesi, che si svolgerà in Mongolia nel luglio prossimo. (fonte rainews)

 APPUNTAMENTI
Tre giorni di Mongolia a Manno (Canton Ticino)
7 marzo 2016

La Mongolia si trasferisce per tre giorni nel Canton Ticino. Da venerdì 11 marzo a domenica 13 nella sala Aragonite del municipio di Manno, vicino a Lugano, si svolgerà una serie di iniziative tutte dedicate alla Mongolia, grazie all'organizzazione del Comune e delle Ong ticinesi La mensa e il gregge membro della FOSIT. L'ingresso è libero (per informazioni www.manno.ch o cancelleria comunale di Manno tel. 091 611 10 00). Ecco il programma nel dettaglio. Venerdì 11 marzo (tema "Uomo e natura: il conflitto"): ore 19 aperitivo mediterraneo e mongolo con buffet e saluto di benvenuto. Alle 20,45 proiezione del film "L'ultimo lupo" di Jean-Jacques Annaud. Sabato 12 marzo (tema "Uomo e natura: il compromesso"): alle 17 documentario "La mensa e il gregge"; alle 18.15 incontro con l'economista mongola Muren Santini; alle 19.15 cena mediterranea/mongola a buffet (su prenotazione, 25 chf, tel 079 685 00 83, nanuk7@bluewin.ch); alle 20.45 film "Tulpan", premiato a Cannes 2008, di Sergey Dvortsevoy. Domenica 13 marzo ("Uomo e natura: la poesia"): alle 14 lettura della favola "Salik, il piccolo vento della steppa" di Federico Pistone, letto da Francesco Mariotta della Compagnia Sugo d'Inchiostro; alle 16.30 film "Il cane giallo della Mongolia" di Byambasuren Davaa. Durante l'iniziativa, esposizione e vendita opere di Isla Viglezio-Pallich e Giovanni Zgraggen e di fotografie a tema mongolo, mercatino dell'artigianato, intermezzi musicali di Daansuren Mandakhjargal. Tutte le informazioni su www.lamensaeilgregge.ch

 SOLIDARIETA'
Missionari della Consolata, ecco il nuovo sito Internet
2 marzo 2016

Nuovo sito per i Missionari della Consolata, con cui mongolia.it collabora da molti anni, seguendo e appoggiando le loro ammirevoli iniziative umanitarie. Questo il nuovo indirizzo: www.consolatamissionmongolia.net. La missione, affidata a padre Giorgio Marengo e padre Ernesto Viscardi, opera da 13 anni ad Arvaikheer, capoluogo della regione dell'Uvurkhangai, in prossimità del deserto del Gobi e non lontano da Karakorum, l'antica capitale dell'Impero mongolo di Gengis Khan. Ecco il "chi siamo" del nuovo sito: "Come missionari e missionarie della Consolata siamo presenti in Mongolia sin dal 2003. Uomini e donne consacrati, provenienti da diversi paesi, lavoriamo insieme cercando di vivere la missione nella semplicità in comunione di fede e di vita. Serviamo la Chiesa nascente della Mongolia annunciando il Vangelo a quanti non lo conoscono, in dialogo con i credenti di altre religioni e cercando di essere una presenza di consolazione tra i più bisognosi. Cercando di vivere in fedeltà gli insegnamenti del nostro Fondatore, il beato Giuseppe Allamano, facciamo della preghiera il centro della nostra vita personale e comunitaria. La realtà di questa missione ci sfida a vivere in un atteggiamento di conversione permanente che ci apre a Dio e agli altri".

 SPORT
Judo, due ori e due bronzi: Mongolia protagonista
1 marzo 2016

Sui quattro titoli di judo in palio all'European Open di Varsavia, la Mongolia è riuscita a conquistare due ori grazie a Mungunchimeg Baldorj (63 kg), vincitrice sulla spagnola Isabel Puche per due yuko ad uno, ed a Tsolomon Adiyasambuu (52 kg, nella foto), che ha sconfitto l’ucraina Oleksandra Starkova per yuko. In queste due categorie la Mongolia ha ottenuto anche due bronzi, rispettivamente con Tserennadmid Tsend-Ayush, che partiva come testa di serie numero uno fra le 63 kg, e Bundmaa Munkhbaatar. Un risultato straordinario che conferma la Mongolia al vertice di questa disciplina sportiva, in vista dell'Olimpiade di Rio de Janeiro nel prossimo agosto.

 APPUNTAMENTI
Dalle Dolomiti alla Mongolia con Menegaz e Bortoluz
1 marzo 2016

"All'Antica Torre", ristorante del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, propone per sabato 5 marzo l'evento "A cena con DolomiTeam2015: dalle Dolomiti alla Mongolia". Ospiti della serata saranno Alessandro Menegaz e Michel Bortoluz (nella foto), che la scorsa estate sono partiti da Feltre e sono arrivati fino a Ulaanbaatar a bordo di una piccola utilitaria, visitando 15 stati e 18 siti Unesco. Saranno All'Antica Torre a raccontare, con parole ed immagini, il loro avventuroso viaggio, di cui ci si può fare un'idea visitando il sito www.dolomiteam2015.it. Chi desidera può partecipare alla cena informale alle ore 20 in compagnia di DolomiTeam2015, altrimenti è possibile l'ingresso anche solo per ascoltare i loro racconti, a partire dalle ore 21 circa. La cena proposta è a menu fisso (bevande comprese) a un costo di 18 euro (12 euro per bambini under 12). Per permettere un ottimale svolgimento della serata, è necessaria la prenotazione contattando il ristorante All'Antica Torre (0439 1995149 o allanticatorre@gmail.com). (fonte parks.it)

 EDICOLA
La giornata di Tamiraa, ingegnere a Ulaanbaatar
22 febbraio 2016

Un video molto interessante proposto da www.internazionale.it ci racconta la giornata di Tamiraa, una giovane ingegnera civile di Ulaanbaatar. È l'occasione per vedere come sta crescendo la capitale della Mongolia, grazie anche ai nuovi professionisti come Tamiraa che cercano di affrontare la richiesta sempre maggiore di abitazioni a Ulaanbaatar senza però snaturare la cultura locale e cercando il migliore impatto possibile sulla città. “Gli ingegneri civili - afferma Tamiraa - hanno un ruolo cruciale nei paesi in via di sviluppo. Contribuiscono a rendere la città più bella e a dare una casa a migliaia di persone. Sono orgogliosa di aiutare la mia città a diventare un posto migliore”. Il video fa parte di una serie dedicata a grandi lavori nel mondo proposta da "School of life", fondata dal filosofo e conduttore televisivo Alain de Botton. De Botton si occupa di cultura e storia del pensiero sottolineando il loro valore per la vita quotidiana. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è "L’arte come terapia". Guarda il video

 

 PRIMO PIANO
L'ambasciatore Odonbaatar in visita in Abruzzo
20 febbraio 2016

Shijeekhuu Odonbaatar è l’ambasciatore della Repubblica di Mongolia, ed è giunto in Abruzzo su invito del senatore Antonio Razzi, segretario della Commissione Esteri. A Pescara il diplomatico ed il senatore di Forza Italia hanno incontrato il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci e il sindaco Marco Alessandrini e alcune aziende del territorio pescarese. Shijeekhuu Odonbaatar ha detto che la finalità della visita è quella di ampliare i rapporti di collaborazione tra l’Italia e la Mongolia e di far conoscere agli imprenditori di Pescara l’attuale situazione economica e le possibilità di investimento soprattutto nei settori dell’industria e dell’agricoltura. Il senatore Razzi ha ricordato che la Mongolia è un Paese emergente e che i rapporti commerciali con l’Italia sono molto ben avviati. Il parlamentare abruzzese ha affermato che recentemente è stato invitato ad andare in Mongolia per far conoscere i prodotti e le imprese abruzzesi. (fonte rete8.it)

 PRIMO PIANO
Abolizione pena di morte, la Mongolia diventa esempio
19 febbraio 2016

La Comunità di Sant’Egidio riunisce il 22 febbraio alla Camera dei Deputati 30 ministri della giustizia di Paesi sia abolizionisti che mantenitori della pena di morte. È il nono congresso di rappresentanti di ogni continente si riuniscono per discutere delle prospettive di abolizione in uno spazio in cui, nello spirito di dialogo che è la cifra delle iniziative della Comunità, si esaminano i percorsi possibili e realisti per una gestione più umana della giustizia. In ordine di tempo, l’ultimo Paese ad avere abolito la pena di morte è stata la Mongolia, lo scorso 4 dicembre, anche grazie a questo paziente lavoro. Il 22 e 23 febbraio il Segretario di Stato per la Giustizia della Mongolia sarà a Roma. Alcuni dei colleghi che troverà nella capitale italiana (El Salvador, Rwanda, Timor Est, Togo) hanno già abolito la pena capitale da tempo; altri (Repubblica Centrafricana, Mali, Sierra Leone, Sri Lanka) hanno sospeso le esecuzioni e aderito alla moratoria approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite; altri ancora, come il Vietnam e la Somalia, mantengono la pena di morte. (fonte onuitalia.com)

 SPORT
Calcio, il romano Lopez allenerà la Mongolia
18 febbraio 2016

Ci potrebbe essere ancora l’Asia nel futuro di Fabio Lopez. L’allenatore romano, che ha già lavorato in Indonesia, Malesia e Bangladesh, partecipando con quest’ultima selezione alle gare di qualificazione al Mondiale brasiliano, è in trattativa per guidare la nazionale della Mongolia. I dirigenti della Federazione di Ulan Bator sono rimasti impressionati dalle metodologie di lavoro di Lopez, in particolare quelle legate alla retroguardia: con il debolissimo Bangladesh è riuscito a non prendere gol per un tempo intero contro la forte Australia, ricevendo i complimenti del commissario tecnico dei ‘Socceroos’, Ange Postecoglou, qui con lui nella fotografia scattata in occasione del match di Dacca. (fonte gazzettadiparma.it)
 

 PRIMO PIANO
Da Revenant alla Mongolia, nuova avventura di DiCaprio
16 febbraio 2016

Leonardo DiCaprio, dopo aver vissuto i tormenti del freddo glaciale e della neve in "Revenant", film per cui è candidato all’Oscar, sembra averci preso gusto, tanto che ha deciso di affrontare un viaggio di sopravvivenza nelle lande dell’immensa Mongolia. Si dice già in giro che Leonardo DiCaprio abbia pagato la considerevole somma di 95.000 dollari per provare l’ebbrezza di 10 giorni di sopravvivenza nella vita reale. Ma non viaggerà da solo, con lui ci sarà Johan Ernst Nilson, un navigato esploratore svedese, che ha detto che spingerà l’attore fino al suo limite di sopportazione. Non si tratta però soltanto di stenti e sofferenza, la gita è organizzata intorno al Lago Hovsgol, uno dei luoghi più suggestivi delle terre selvagge dell’antica terra di Gengis Khan, soprannominato la Perla Blu scuro della Mongolia. Leonardo DiCaprio però ha assicurato che il suo viaggio non sarà soltanto di piacere, infatti lo ha prenotato con la sua offerta ad un’asta di beneficenza per le star, organizzata dalla Fondazione americana per la ricerca sull’AIDS. Oltre al Lago Hovsgol e dintorni, l’esplorazione comprende lunghe cavalcate, la caccia con il falco, sempre a cavallo, e quindi anche tiro con l’arco. Le notti trascorreranno all’interno di una yurta, le tipiche abitazioni mobili dei popoli delle steppe. Lui e Johan Ernst Nilson divideranno i pasti con una famiglia nomade come parte dell’escursione, ma avranno con sé anche un cuoco e delle guide locali per aiutarli a sentirsi a proprio agio durante le fatiche del viaggio. “Quando faccio questi viaggi, tiro la gente fuori dalla loro zona di comfort in termini di viaggio interiore e gli faccio fare cose che normalmente non farebbero” spiega Nilson. “Se spingi oltre il tuo limite, la ricompensa sarà molto più alta. Sarà sorprendente”. Leonardo DiCaprio ha già parlato ampiamente ai microfoni dei momenti difficili che ha dovuto sopportare durante le riprese di Revenant in condizioni davvero estreme, al gelo del Canada e dell’Argentina. “Posso nominare 30 o 40 sequenze nelle quali c’erano alcune delle cose più difficili con cui ho mai avuto a che fare. Che si tratti di andare dentro e fuori da fiumi gelati, o dormire in carcasse di animali, o roba che ho mangiato sul set“ (fonte graffitiblog.it). Visitare la Mongolia, aggiungiamo noi, è sicuramente avventuroso ma molto più semplice e piacevole di quanto annunciato da DiCaprio. Ed è un'esperienza alla portata di tutti, non solo di star del cinema che "hanno dormito nelle carcasse di animali", disposte a pagare cifre pazzesche e del tutto ingiustificate. Parola di mongolia.it

 PRIMO PIANO
Alla Bit di Milano anche un po' di Mongolia
14 febbraio 2016

È stata una Bit (Borsa internazionale del Turismo) un po' dimessa quella andata in scena a Milano fino al 13 febbraio scorso. Tutto il mondo era concentrato in un grande padiglione, non come anni fa quando ci volevano vere e proprie maratone per spostarsi da uno stand all'altro. È lo specchio della crisi, anche turistica, nonostante i deboli ma incoraggianti segnali di recupero. La Mongolia comunque era presente, grazie allo stand di Mondiscovery che ha dato la possibilità di aprire qualche scorcio mongolo nel panorama internazionale delle proposte. Nella foto, Chiara Colombo insieme a un'amica vietnamita nello stand della Bit.

 CULTURA
Auguri, Mongolia! Buon anno della scimmia
8 febbraio 2016

Buono Tsagaan Sar a tutti dalla redazione di mongolia.it! Secondo il calendario lunare mongolo, lasciamo l'anno della pecora per entrare in quello della scimmia. Per vivere le magie della Mongolia in inverno, lasciamo spazio a uno splendido ed evocativo video musicale che è anche il nostro modo di estendere a tutti i migliori auguri!
Vai al video

 PRIMO PIANO
Da Lecco alla Mongolia con il Genghis's Panda
7 febbraio 2016

Da Lecco alla Mongolia in automobile. Non si tratta del viaggio della speranza, bensì di un’avventura nel vero senso della parola. Più di 15mila chilometri, passando per 15 confini, a bordo di una Fiat Panda che tre ragazzi lombardi compiranno in estate. Marzio Invernizzi e Lorenzo Biraghi da Lecco, insieme a Leonardo Caprio, milanese, parteciperanno al Mongol rally, corsa non competitiva che ogni anno parte dall’Europa e, percorrendo strade di tutti i tipi, arriva nel cuore dell’Asia. Le uniche regole imposte dagli organizzatori «The adventurists» è di utilizzare un mezzo che non superi la cilindrata di 1.200 e – fattore ben più importante nell’era di internet – il divieto assoluto di utilizzare navigatori satellitari. Armati di cartine geografiche vecchia maniera, su una Panda tradizionale, i tre studenti del Politecnico attraverseranno Europa e Asia. «Abbiamo deciso di fare questa pazzia perché ci affascina – racconta Invernizzi –. Ci ha coinvolto Lorenzo e ora stiamo organizzando il viaggio nei minimi particolari. Ci sembra una bella esperienza che possiamo fare proprio ora che stiamo studiando, anche se i costi sono importanti». Bisogna infatti pagare una quota di mille sterline per iscriversi al rally. Metà andranno in beneficenza a un’associazione che deciderà il team. «Inoltre, ovviamente, dovremo pagarci le spese, dalla benzina, ai viveri. Anzi, dobbiamo ancora prendere l’automobile. Per questo stiamo cercando anche sponsor che ci possano dare una mano». Il team, chiamato Genghis’s Panda, è già al lavoro per ottenere i visti, preparare il percorso e la logistica. «Ognuno può scegliere il tragitto che vuole – spiega Marzio –, basta che il 20 luglio sia a Budapest per la seconda partenza ufficiale. La prima infatti si terrà qualche giorno prima a Londra. Da lì si può andare verso la Russia, oppure passare per Romania, Bulgaria, Turchia e gli Stati dell’ex Urss, come faremo noi. Percorreremo l’autostrada più alta del mondo in Tagikistan, a oltre quattromila metri, attraverseremo deserti, insomma non ci faremo mancare nulla». E pure le temperature varieranno molto: dai 40° di giorno si passerà anche a 5° o 6° di notte. «E prima dovremo anche sistemare l’automobile per renderla più sicura in vista del lungo viaggio». I tre giovani attraverseranno luoghi tuttora sconosciuti ai più. «Per questo vogliamo viaggiare in queste zone del pianeta, per scoprire nuove culture». (articolo di Fabio Landrini, ilgiorno.it)

 SOLIDARIETA'
Associazione Italia Mongolia, nuova iniziativa solidale
2 febbraio 2016

Un'altra importante iniziativa solidale sta partendo grazie all'instancabile Emma Maffucci (nella foto), presidente dell'Associazione Italia Mongolia, coordinata da Vittoriano Olivieri. Dopo l'accordo firmato nelle settimane scorse con il Banco Farmaceutico di Milano, è al via la raccolta di indumenti per bambini della Mongolia da 0 a 11 anni. L'iniziativa fa seguito alla richiesta della madre del bimbo, che l'Associazione ha aiutato economicamente per un intervento chirurgico al cuore effettuato nei mesi scorsi. L'operazione è andata perfettamente e il giovane paziente è già sulla strada della guarigione. "Con questa nuova iniziativa - ha annunciato Emma Maffucci - abbiamo fatto partire il nostro tam tam contattando subito le nostre sostenitrici mamme, le quali hanno iniziato letteralmente a invaderci con gli indumenti richiesti, che saranno dunque destinati non solo a questo bambino ma anche ad altri. Stiamo inscatolando, dividendo per età e sesso i vestiti e li distribuiremo durante la nostra prossima missione. Il lavoro dell'Associazione è molto intenso e pieno di problemi, ma siamo sulla strada giusta per arrivare al traguardo del nostro meraviglioso progetto, con un grazie particolare a Sara, proprietaria del negozio Cose del Borgo di Greve in Chianti, che ha fatto da capo cordata per la raccolta".

 PRIMO PIANO
Il diario del Gengis Van tutto avventura e generosità
31 gennaio 2016

Un nuovo contributo si aggiunge ai nostri Diari. È quello del team Gengis Van, composto da quattro giovani avventurosi, Manlio, Luca, Lorenzo e Marco, che hanno affrontato e portato a termine una vera e propria missione: il Mongolia Charity Rally, massacrante corsa automobilistica non competitiva, organizzata dalla onlus inglese Go Help. Non è stato un viaggio semplice, ma ha arricchito profondamente i protagonisti che in 40 giorni hanno attraversato 16.00 chilometri e 11 Paesi, partendo da Roma e arrivando a Ulaanbaatar. Ma è stata anche e soprattutto un'esperienza a scopo benefico, perché i protagonisti del Gengis Van hanno donato 1.300 euro per contribuire all’acquisto del lotto di terreno dove sorgerà la seconda Book House della capitale mongola, un luogo di apprendimento e di svago per i bambini nonché un punto di incontro e di confronto per gli adulti. Inoltre i "magnifici 4" hanno donato alla popolazione locale un pick-up TATA Telcoline 2000cc anno 2006 in perfette condizioni. Infine, è stata aperta, anche attraverso mongolia.it, un'iniziativa di solidarietà nei confronti di Mariam, una piccola nomade della Mongolia che deve essere curata dopo aver subito un grave danno alle manine a causa di una stufa. Il racconto di questa avventura di Marco Scicchitano e le immagini di Lorenzo Monacelli si possono vedere nella nostra sezione Diari.

 PRIMO PIANO
La Mongolia si prepara allo Tsagaan Sar
31 gennaio 2016

La Mongolia si prepara per lo Tsagaan Sar, il capodanno lunare, che quest'anno cade l'8 febbraio. Si lascia l'anno della pecora per entrare in quello della scimmia, considerato un segno riflessivo e tranquillo. È una ricorrenza particolarmente sentita in tutto il Paese e viene preparata con largo anticipo per essere pronti ai festeggiamenti, che dureranno 4 giorni e seguiranno antichi rituali: le famiglie si radunano, nelle case delle città o nelle gher della campagna, vestendosi con gli abiti migliori, preparando centinaia di buuz (i tradizionali ravioli al vapore) da mangiare tutti insieme, visitando gli anziani e recandosi poi insieme nei monasteri per partecipare alle suggestive cerimonie buddhiste. Il primo giorno del nuovo anno ognuno deve seguire la "giusta direzione", che è diversa per ciascuno a seconda del segno zodiacale e dell'ascendente. Nella foto, la preparazione dello Tsagaan Sar all'interno di una gher.

 PRIMO PIANO
Mongolia nella top ten delle destinazioni etiche
17 gennaio 2016

La Mongolia è nella top ten delle destinazioni più etiche al mondo per quanto riguarda la natura. Per l'unicità dei suoi paesaggi, l'attenzione per la salvaguardia del patrimonio naturale, la tutela degli animali, oltre ai diritti umani e il welfare, la Mongolia ha conquistato l'Ethical Destinations Awards. Un motivo in più per scoprire questo straordinario "ultimo paradiso dei nomadi guerrieri". Il primo posto assoluto lo conquista Capo Verde davanti a Dominica e Grenada; a seguire la Micronesia e, prima fra i Paesi asiatici, la Mongolia, davanti a Panama, Samoa, Tonga, Tuvalu e Uruguay (foto Papapan).

 APPUNTAMENTI
Tre giorni di danza mongola al Carlo Felice di Genova
11 gennaio 2016

Da venerdì 15 a domenica 17 gennaio 2016, al Teatro Carlo Felice, nell'Auditorium Eugenio Montale di Genova, sarà protagonista la Compagnia di danza di Mongolia "Gengis Khan", la rassegna di danze nazionali e suite coreografiche della Mongolia, con la coreografia di Servjidin Sukhbaatar, che offrirà e regalerà al pubblico una panoramica storica, dall'epoca degli sciamani ai giorni nostri, attraversando l'epopea di Gengis Khan e la Rivoluzione del 1921. Il repertorio della Compagnia comprende danze interessanti e particolari, suddivisibili in alcune grandi categorie: religioso-rituali, sia sciamaniche che buddiste, storico-militari e nazionali propriamente dette, che incarnano le peculiarità delle diverse etnie mongole. La danza è accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, formando insieme ad essi un'unica espressione artistica. (fonte carlofelicegenova.it)

 SOLIDARIETA'
Il 16 gennaio a Roma la Mongolia del Gengis Van
9 gennaio 2016

Dopo un viaggio in auto di 40 giorni da Roma a Ulaanbaatar, i quattro componenti del Gengis Van, unico team italiano dell’edizione 2015 del Mongolia Charity Rally, hanno fatto ritorno a casa dopo aver portato a termine tutti gli obiettivi di quest’impresa organizzata dalla onlus inglese Go Help: a) 1.300 euro donati per contribuire all’acquisto del lotto di terreno dove sorgerà la seconda Book House di Ulaanbaatar, un luogo di apprendimento e di svago per i bambini nonché un punto di incontro e di confronto per gli adulti; b) un pick-up Tata Telcoline 2000cc anno 2006 portato in Mongolia in perfette condizioni per essere donato alla popolazione locale. La sera di sabato 16 gennaio, dalle 19 alle 2, il Gengis Van Team racconterà e festeggerà questo successo con un evento conclusivo al Tag - Tevere Art Gallery - Via di santa Passera, 25 Roma L'ingresso è di 6 euro + 4 euro con selezione di finger-food. Per informazioni info@gengisvan.com. Sito di riferimento: www.gengisvan.com. Nell'occasione, il fotografo del team, Lorenzo Monacelli, inaugurerà la propria mostra intitolata Landscapes On The Road. Ventidue paesaggi dalla Turchia alla Mongolia, un racconto per immagini di un viaggio di 16.000 km "dove lo spazio cambia in fretta e i luoghi si confondono nella memoria e dove l’unico elemento a cui appellarsi per dare un ordine ai ricordi è il tempo". Principale scopo di questa serata è quello di presentare il piccolo progetto Gengis Van for Mariam in favore della piccola Mariam cui verranno devoluti gli incassi della serata. Quasi un anno fa Mariam, 3 anni (nella foto), è rimasta gravemente ustionata dopo aver messo entrambe le mani su una stufa rovente. Oggi è in attesa di un costoso intervento di chirurgia plastica che le consenta di riacquisire l’uso delle dita la cui cicatrizzazione le rende, ad oggi, impossibili i più semplici gesti quotidiani nonché una corretta crescita delle ossa. A fare da cornice, oltre al vasto assortimento di finger food, ci saranno la splendida musica dal vivo e il trascinante dj-set offerti da alcuni degli artisti che hanno accompagnato il Gengis Van Team lungo tutti i mesi di organizzazione e raccolta dei fondi precedenti la partenza. Aiutiamo Mariam: ecco le coordinate per eventuali donazioni:
Mariam's donation account
Account number: 5191049337
Account holder: KUNSHUAKH MARIAM (Registration Number: BM13210505)
Bank: Khan Bank LLC
SWIFT CODE: AGMOMNUB
Bank address: 14250 Ulaanbaatar, Post Box- 192, Seoul Street-25, Mongolia

 PRIMO PIANO
Mongolia a meno 40 gradi, anche Ulaanbaatar nel gelo
7 gennaio 2016

L'inverno sta mettendo in ginocchio, come ogni anno, la Mongolia. Nel nord del Paese la temperatura ha sfiorato i 40 gradi sottozero, in particolare nella località di Rinchinlhumbe, ma anche nella capitale Ulaanbaatar il termometro è precipitato molto sotto i 30 gradi sottozero (a lato, la rilevazione di mongolia.it). Dopo una fine anno piuttosto calda, gennaio sta riservando alla popolazione mongola una nuova stagione polare che falcidierà le greggi e l'economia legata all'allevamento e alla pastorizia. La speranza è che il clima sia più clemente in vista dello Tsagaan Sar, il capodanno lunare mongolo, che quest'anno cade l'8 febbraio.

 SOLIDARIETA'
Aiuti umanitari dal Consolato della Mongolia di Prato
7 gennaio 2016

In occasione delle festività natalizie, si è svolta la consegna di generi alimentari, promossa dal Consolato onorario di Mongolia a Prato e supportata dall'Ufficio Regionale Attività di emergenze della Croce Rossa Italiana della Toscana e dalla delegazione provinciale dell'Ordine Costantiniano di san Giorgio. I generi alimentari sono stati donati a favore della Congregazione delle Suore domenicane del Santo Rosario di Iolo, alla parrocchia di Santa Maria delle Carceri, alla Croce Rossa comitato locale di Vernio e alla Misericordia Toscana, alla mensa La Pira, alla Croce d’Oro la quale, a sua volta, ha donato i generi alimentari ai bambini del campo nomadi di viale Marconi. Presenti alla consegna degli alimenti il console onorario di Mongolia Piero Bardazzi (nella foto) e in rappresentanza della delegazione regionale per la Croce Rossa e dell'ordine Costantiniano di San Giorgio Umberto Colaone e Massimo Illiano che hanno provveduto alla consegna. Si tratta di un atto di carità e di sostegno alle fasce più deboli della popolazione che il Consolato onorario della Mongolia fa ogni anno. (fonte Il Tirreno, edizione Prato)

 AMBIENTE
La magia della Mongolia vista dal satellite
1 gennaio 2016

Cominciamo il 2016 con una splendida immagine satellitare della Mongolia acquisita da Sentinel 2-A per la serie Earth from Space Video Programme e pubblicata da www.esa.int, in collaborazione con la rivista Geomedia. Nella parte bassa dell'immagine si può riconoscere il sistema montuoso di Baga Bogd, la cui cima più alta raggiunge i 3.600 metri. Come spiegato da Esa, la chiarezza delle immagini ottenute con il sensore multispettrale ad alta risoluzione di Sentinel-2A consente di rivelare spettacolari modelli di erosione, dove il suolo eroso, con l'aiuto delle piogge, viene trasportato dai crinali montuosi verso i territori più a valle. Nella parte in alto a destra dell'immagine si può individuare molto distintamente un bacino acquifero: si tratta del lago Taatsiin Tsagaan, uno dei quattro laghi salati che formano la cosiddetta Valle dei Laghi. L'8 aprile 1998 la Mongolia ha sottoscritto la Convenzione di Ramsar, trattato che identifica le Regioni Umide di Importanza Internazionale. La profondità del lago e l'alta concentrazione di sale conferiscono all'acqua un colore turchese vivo. In orbita dal 23 giugno 2015, Sentinel-2A è un satellite in orbita polare per misurazioni ad alta risoluzione per il monitoraggio del territorio, in grado di fornire immagini delle coperture di vegetazione, terreno ed acqua, dei corsi d'acqua interni e delle zone costiere.

 EDICOLA
Marco e Lilli in trattore da Piacenza alla Mongolia
30 dicembre 2015

Dall’Italia alla Mongolia in trattore, alla scoperta di saperi antichi sulle piante selvatiche commestibili e medicinali. È questa l’avventura in cui si è gettato Marco Carbone, 34 anni originario di Castelsangiovanni, assieme a Lilli, la sua fidanzata francese conosciuta ormai tre anni fa in Portogallo. Marco e Lilli (nella foto), con la casa mobile in legno che loro stessi hanno realizzato, si trovano da un paio di giorni in Montenegro. Parte della casa è adibita a laboratorio, contenitori per le piante, essiccatoio, vi sono due piccoli distillatori artigianali, imbuti, filtri, bottiglie, bottigliette, barattoli, contagocce, libri e appunti. Il viaggio, in senso lato, è iniziato una decina di anni fa quando i due, ancora prima di conoscersi, avevano deciso di vivere una vita nomade, fatta di arte di strada, giocoleria, musica e lavori stagionali in campagna. (fonte www.liberta.it)

 PRIMO PIANO
In Mongolia vietato posacenere con Gengis Khan
30 dicembre 2015

Le autorità mongole hanno vietato la produzione e distribuzione nel paese di posacenere raffiguranti Gengis Khan, il grande condottiero asiatico. Dei posacenere in vetro, con l’immagine del conquistatore sullo sfondo, erano stati messi in vendita in una catena di supermercati locali. Secondo l’Autorità per la concorrenza e tutela dei consumatori, la vendita dell'oggetto viola un provvedimento che vieta la pubblicità ingannevole, inoltre l’immagine di Khan è sfruttata in maniera impropria causando “vilipendio all’onore e alla dignità di una personalità storica”. Le autorità hanno disposto il sequestro e il ritiro dal commercio dell’oggetto che era stato prodotto in Cina ed importato. Se fosse stato opera di un produttore locale, questi avrebbe rischiato grosso. Nella capitale mongola Ulan Bator ci sono due statue di Gengis Khan, la più grande statua equestre del condottiero mongolo al mondo e un monumento all’ingresso nel Parlamento. (fonte rainews)

 PRIMO PIANO
Dove: Bayan Olgii tra i 50 luoghi da non perdere
27 dicembre 2015

Quando c'è una classifica dei luoghi più belli del pianeta, la Mongolia è sempre presente. Se per National Geographic l'Impero di Gengis Khan è tra i più spettacolari e "il più fotogenico" del mondo, per il mensile Rcs "Dove" la regione di Bayan Olgii, nella zona mongola dell'Altai, merita un posto tra "i 50 luoghi meravigliosi da vedere prima che scompaiano". Accanto a siti come Venezia, Roma, le Seychelles, le Maldive, il Taj Mahal, Tokyo, la Foresta amazzonica, Angkor Wat, ecco allora fare capolino anche questo territorio incontaminato della Mongolia con la seguente motivazione: "BAYAN OLGII (MONGOLIA) – Un paesaggio incontaminato, preservato nei secoli dal suo essere inaccessibile, regno delle tribù nomadi mongole. Oggi il loro antico stile di vita è messo in discussione dalla crescita delle temperature e dalle variazioni nelle precipitazioni". Vai alla pagina originale

 EDICOLA
Le renne degli Tsaatan danno il Buon Natale
25 dicembre 2015

Il sito di RaiNews dedica una pagina al "Buon Natale dalla Mongolia", proponendo alcune immagini e una breve descrizione degli Tsaatan, gli Uomini renna a cui il giornalista Federico Pistone ha dedicato due libri ("Tsaatan - Gli uomini renna della Mongolia" insieme all'antropologo David Bellatalla per Periplo e "Uomini renna - Viaggio in Mongolia fra gli Tsaatan" per Edt). Le immagini di RaiNews sono accompagnate dal seguente testo: "Nella tradizione natalizia è Babbo Natale che conta sulla sua fedele squadra di renne che in questi giorni ne trainano la slitta. In realtà c'è al mondo un popolo nomade che vive davvero in simbiosi con questi cervidi: sono i Dukha o Tsaatan della Mongolia. Questa etnia per migliaia di anni ha affrontato i rigori dell'inverno nella Taiga sopravvivendo grazie all'allevamento delle renne. Ora il loro stile di vita è minacciato da nuove leggi restrittive introdotte dal governo sulla base di considerazioni ambientaliste e animaliste" (nella foto, di Federico Pistone, un uomo renna).
Vai alla pagina di RaiNews
Vai agli Tsaatan di F. Pistone

 PRIMO PIANO
A Ulaanbaatar apre l'Ambasciata d'Italia
25 dicembre 2015

Come già annunciato da mongolia.it, ora c'è la conferma ufficiale: a Ulaanbaatar aprirà l'Ambasciata d'Italia. La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, alla luce della recente positiva evoluzione delle relazioni politiche con il governo mongolo, delle significative potenzialità economiche-commerciali, del forte e reciproco interesse all'approfondimento dei rapporti culturali e del crescente ruolo della Mongolia nelle dinamiche regionali e nei rapporti tra Unione europea e Asia. L'Italia è diventato nel tempo uno dei principali partner economici della Mongolia e dal 2002 è stata istituita la Camera di Commercio italo-mongola che raggruppa le principali aziende che operano sull'asse economico Italia-Mongolia. Nella foto, Gentiloni è con il Ministro degli Esteri della Mongolia Purevsuren.

 EDICOLA
Nicholas Cage restituisce il dinosauro alla Mongolia
23 dicembre 2015

Pensava di aver fatto un grosso affare, quando lo aveva «scippato» a Leonardo Dicaprio offrendo 230 mila dollari e surclassando l’offerta del suo rivale. Ma a distanza di otto anni, suo malgrado, l’attore americano Nicholas Cage ha scoperto che il teschio di dinosauro era stato rubato nove anni fa in Mongolia, e che gli toccherà restituirlo ai legittimi proprietari, nonostante lo avesse comprato legalmente all’asta. Il cosiddetto «cranio Bataar», appartenente a un tarbosauro (Tyrannosaurus Bataar), ha attraversato la dogana statunitense nel 2006 come pietra fossile ed è stato comprato dall’attore nel marzo 2007 per 230mila dollari. Cage aveva anche ricevuto un certificato di autenticità dalla casa d’aste IM Chait Gallery. Nel luglio 2014, l’amara sorpresa: Cage è stato informato dalle autorità statunitensi che il fossile poteva essere stato importato illegalmente dalla Mongolia. L’attore «ha pienamente collaborato» con gli agenti federali, permettendogli di ispezionare il cranio. E anche quando è stato stabilito che il fossile doveva essere restituito al governo mongolo, Cage lo ha subito affidato al Dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti. Magri con un pizzico di amarezza. Tutti i resti di tarbosauri Bataar vissuti durante il Cretaceo, 65 milioni di anni fa, trovati nella Formazione Nemegt in Mongolia, sono considerati di proprietà del governo. L’Ufficio del Procuratore di New York ha annunciato il rimpatrio del cranio la scorsa settimana senza menzionare che Cage era il proprietario. Dal 2012 lo stesso ufficio ha restituito tre scheletri completi di dinosauri Bataar in Mongolia, oltre a un gran numero di ossa di una varietà di altri rettili e uccelli preistorici. «Siamo lieti di aggiungere questo cranio alla serie di fossili riportati in Mongolia», ha detto il procuratore Preet Bharara aggiungendo: «Ognuno di questi fossili rappresenta un bene culturale e scientifico importante rubato al suo legittimo proprietario». (fonte corriere.it, foto Afp-Reuters)

 PRIMO PIANO
Anu, finalista a Miss Mondo esalta la Mongolia
21 dicembre 2015

Ha 24 anni, è alta 1,78, ha una grazia e una bellezza straordinarie, è nata e vive a Ulaanbaatar dove svolge il lavoro di grafica designer. Si chiama Anu Namshir (foto) ed è finalista per la Mongolia di Miss Mondo. Alla fine non ha vinto, perché a trionfare è stata la 22enne studentessa spagnola Mirela Lalaguna, ma a Sanya, stazione balneare nella Cina meridionale dove si è svolto il concorso, Anu ha conquistato tutti. Non solo per la classe, ma anche per le sue dichiarazioni in stile Gengis Khan: "Anche se rappresento una piccola nazione di tre milioni di abitanti, con il vostro aiuto sono pronta a rappresentare sette miliardi di persone". Anu ha poi esaltato le bellezze del proprio Paese: "La Mongolia è un Paese con una cultura nomade unica al mondo e una natura incontaminata dove si possono provare esperienze meravigliose lungo steppe senza fine, sotto un cielo blu cobalto, montagne maestose, deserti che tolgono il fiato, fiumi cristallini e la tradizionale ospitalità dei pastori". La pagina e le foto di Anu Namshir

 EDICOLA
Il Giubileo vissuto anche dalla Mongolia
10 dicembre 2015

Il concetto di misericordia, delle “viscere materne” di Dio Padre, “stravolge la vita dei mongoli. Quasi tutti coloro che hanno abbracciato il cristianesimo lo hanno fatto perché colpiti dalla possibilità del perdono e dall'idea che il peccato non ti segna per sempre. Il Giubileo sarà vissuto anche dalla Mongolia”. Ne è convinto padre Giorgio Marengo (nella foto), missionario della Consolata che dal 2003 vive nel Paese e dal 2006 ad Arvaikheer. Gli fa eco il vicario del prefetto apostolico, padre Ernesto Viscardi, che all'agenzia AsiaNews racconta la cerimonia di apertura della Porta Santa: “Il rito si è svolto l’8 dicembre, molto semplice, ma molto partecipato. Il prefetto apostolico, mons. Wenceslao Padilla, ha guidato i rappresentanti delle sei parrocchie della Mongolia in una piccola processione che si è chiusa con l’apertura della Porta. Questa è stata parzialmente ristrutturata, per darle un simbolismo nuovo che richiama i temi dell’Anno Santo”. Per la Chiesa di Mongolia, racconta il missionario anch'egli della Consolata, “è un’esperienza del tutto nuova. I cristiani delle varie parrocchie organizzeranno dei pellegrinaggi alla cattedrale per poter lucrare l’indulgenza, e nel corso dell’anno liturgico daremo tantissimo spazio al tema della misericordia. Cercheremo di spiegare ai nostri cristiani cos’è un Giubileo, il significato del perdono di Dio, la sua presenza nelle Scritture”. Per comprendere meglio il tutto, la Bolla di Indizione Misericordiae Vultus è stata tradotta in mongolo. Se tutto procederà come da programma, aggiunge padre Viscardi, “riusciremo persino a compiere un pellegrinaggio a Roma, nella seconda metà di giugno, per passare dalla Porta Santa di San Pietro. La misericordia è un tema conosciuto nella società locale, di impronta buddista, ma bisogna spiegare loro l’ottica cristiana. Però penso che sia un bel segno che in questo anno sia passata, alcune settimane fa, la legge che abolisce la pena di morte nel Paese. Sono quasi sicuro che chi l’ha proposta e votata non aveva proprio in mente l’Anno santo, ma è un bel segno”. A 430 chilometri da UlaanBaatar vive invece padre Giorgio: “Noi qui non abbiamo un edificio come chiesa, ma una ger. La nostra comunità ha partecipato alla messa dell’Immacolata con una particolare intenzione per l’inizio dell’Anno Santo. Il 20 dicembre, dopo la Messa, faremo un momento di approfondimento ad hoc sul significato del Giubileo”. Il concetto di misericordia, spiega il missionario, “fa moltissima presa in Mongolia. Le viscere di misericordia di Dio Padre colpiscono molto. L’esperienza dei nostri pochissimi cristiani è singolare, perché proprio il loro cammino di apertura al cattolicesimo è stato aiutato da questo concetto. C’è un grande stupore davanti al fatto che Dio è misericordioso, il concetto di perdono come vita nuova è rivoluzionario. Apprezzano l’idea che si possa sempre ricominciare. È una cosa che stravolge la loro vita”. Anche dal punto di vista pratico, la Chiesa locale ha le idee chiare: “Vogliamo sviluppare un programma di accompagnamento di chi vuole uscire dall’alcolismo, che qui è un problema molto forte. Due nostri battezzati vogliono aprire un gruppo di sostegno, e noi li sosteniamo molto. È una cosa che si sposa con l’Anno Santo, perché ogni forma di dipendenza è una forma di schiavitù. Questa dell’alcol è la più diffusa, una vera e propria piaga sociale. Vogliamo sensibilizzare però tutti, non soltanto gli alcolisti. Tutti hanno dipendenze, fisiche o spirituali. Preghiamo che l’Anno della Misericordia ci aiuti a liberarci da queste schiavitù”. La Chiesa cattolica in Mongolia è nata poco più di 23 anni fa, con l'arrivo nel 1992 di uno sparuto gruppetto di missionari del Cuore Immacolato di Maria (Cicm). Fra questi anche il futuro Prefetto mons. Padilla. Da allora le conversioni al cattolicesimo sono state circa 1.100, le parrocchie da zero sono divenute sei e la comunità cattolica ha creato infrastrutture sanitarie ed educative molto apprezzate nel Paese. (I.P., fonte radiovaticana.va)

 PRIMO PIANO
Allarme della Croce Rossa, in arrivo gelo e carestie
8 dicembre 2015

La Mongolia è un paese asiatico stretto tra due giganti, la Russia e la Cina: è una terra di antiche tradizioni, avvezzo al clima estremo e alle situazioni ambientali più difficili. Quest’anno però la situazione potrebbe farsi veramente complicata per coloro che vi abitano: a lanciare l’allarme è la Croce Rossa Internazionale, dopo un’estate siccitosa e arida che ha compromesso i raccolti e decimato le mandrie il rigido inverno tipico di queste latitudini potrebbe mettere in seria difficoltà la popolazione autoctona. In questi giorni intense nevicate si sono avute su gran parte del paese, oltre 40 cm di neve che rapidamente si è ghiacciata compromettendo le vie di comunicazione; in molte località si sono registrate temperature minime intorno a -30°. Lo Zud è un termine mongolo che identifica un inverno particolarmente freddo e nevoso, come quello che sta per abbattersi sul paese asiatico, un clima talmente rigido da impedire il pascolo degli animali compromettendo la sopravvivenza di intere mandrie con ripercussioni gravi anche sulla popolazione (fonte ilmeteo.it) Vai al video

 PRIMO PIANO
Nuovo codice penale, cancellata pena di morte
5 dicembre 2015

Il 4 dicembre 2015 il parlamento della Mongolia ha approvato il nuovo codice penale, la cui entrata in vigore è prevista nel settembre 2016. Il nuovo testo non prevede più la pena di morte. Dopo Figi, Madagascar e Suriname, la Mongolia è il quarto paese ad aver abolito la pena di morte nel 2015 e il 102° in totale. L'ultima esecuzione in Mongolia ebbe luogo nel 2008. Due anni dopo, il presidente Tsakhiagiin Elbegdorj (nella foto) commutò tutte le condanne, annunciò una moratoria sulle esecuzioni e ratificò un trattato internazionale per l'abolizione della pena di morte. Il presidente Tsakhiagiin Elbegdorj ha più volte affermato che la pena di morte è una violazione del diritto alla vita, che le esecuzioni non hanno alcun effetto deterrente e che il rischio di errori è inevitabile in qualsiasi sistema giudiziario. (fonte amnesty.it)

 PRIMO PIANO
Ulaanbaatar capitale più fredda del mondo
4 dicembre 2015

Ulaanbaatar contende ad Astana (Kazakistan) il record di capitale più fredda del mondo. La temperatura media annuale è di -1,3° con picchi a -49°. Secondo uno studio del Centro Meteo italiano, le città più gelide del pianeta si trovano in Siberia: primo posto a Omjajkon con minima di -69,9° registrata nel 1926 (altri strumenti, meno attendibili, erano arrivati a segnare addirittura -82°), seconda Tomtor (-69,2°), terza Verchojanks (-68,8°). Ulaanbaatar è al settimo posto assoluto fra le città mondiali: attualmente la capitale della Mongolia registra -30°, ma il termomentro è destinato a scendere ulteriormente. Nella foto (di Federico Pistone), una donna torna nel tepore della sua gher.

 AMBIENTE
Riscaldamento climatico, cashmere a rischio
1 dicembre 2015

Il 30 novembre è iniziata a Parigi la XXI Conferenza sul clima, a cui partecipano più di 190 leader mondiali, per decidere come rallentare l’aumento della temperatura terreste nei prossimi decenni. I cambiamenti climatici, provocati soprattutto dalle emissioni di gas serra, riguardano anche l’industria della moda: molte materie prime fondamentali – come lana, cotone, seta – dipendono dall’ambiente circostante, e sono particolarmente minacciate dalla desertificazione. Secondo un rapporto della multinazionale del lusso Kering e di Business for Social Responsibility (un’organizzazione che si occupa di sostenibilità ambientale), l’innalzamento della temperatura e la conseguente desertificazione rendono più difficile allevare e far pascolare adeguatamente gli animali. Il settore che in futuro potrebbe risentirne di più è quello del cashmere, come scrive l’importante sito di moda Business Of Fashion (BOF). Secondo dati della società di consulenza Bain, i prodotti in cashmere valgono quattro dei 60 miliardi di euro fatturati dal mercato del lusso. Mentre il cotone, la seta o la pelle possono essere prodotti anche artificialmente, il cashmere si ottiene soltanto da un’unica specie di capre, che vive nelle praterie di aree geografiche ben definite. Il cashmere è realizzato con il pelo invernale delle capre hircus: la loro lana tosata ogni anno in tutto il mondo è compresa tra le 15 mila e le 20 mila tonnellate, con 6500 tonnellate di cashmere puro, cioè quello ottenuto dopo la pulitura (un maglione è fatto con la lana di circa quattro animali). La maggior parte del cashmere proviene dalla Cina, dove vivono circa 100 milioni di capre. I marchi del lusso sono molto esigenti e utilizzano soprattutto quello proveniente dalla Mongolia e dalla Mongolia Interna, una regione autonoma della Cina, caratterizzato da fibre più fini, lunghe e chiare. Secondo il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite, il 90 per cento della Mongolia è a crescente rischio di desertificazione. Nel 2010 a causa prima della siccità, che d’estate ridusse l’erba nelle praterie, e poi di un inverno troppo rigido, sono morti nove milioni di capi di bestiame, tra cui anche capre hircus. In generale la resa del cashmere è determinata dalle condizioni invernali, che influiscono sulla crescita della lana: temperature più alte possono alterare la normale produzione. Negli ultimi anni le richieste di cashmere sono aumentate: oggi non viene venduto solo nel settore del lusso ma anche dalle catene di fast fashion come Zara e H&M, che producono molte collezioni a basso costo per ogni stagione. Di conseguenza gli allevatori hanno cercato di aumentare la quantità di bestiame: dal 1993 al 2009 in Mongolia le capre hircus sono passate da 23 a 44 milioni. Il risultato è un circolo vizioso: più animali che forniscono lana comportano una maggiore necessità di pascoli e un degrado ulteriore delle praterie. Inoltre le capre non nutrite adeguatamente sviluppano un pelo più grosso e ruvido, facendo abbassare anche la qualità del cashmere. Due anni fa il governo cinese ha limitato il numero di acri da destinare ai pascoli – un tentativo per ridurne l’impoverimento – ma la Mongolia e altri paesi come l’Afghanistan non sono in grado di imporre limitazioni di questo tipo. Una soluzione per le aziende del lusso è intervenire direttamente al livello della produzione. Nel 2009 Loro Piana, un marchio italiano specializzato nella produzione di capi in cashmere, ha lanciato un programma di allevamento di 24mila capre hircus in Cina, della durata di cinque anni. Ha allevato così solo le capre dal mantello migliore, ha ottenuto una minore quantità di cashmere ma di maggior qualità, e contenuto nel suo piccolo la desertificazione di quella zona. (fonte ilpost.it, foto Federico Pistone)

 EDICOLA
Viaggio in Transmongolica con il Corriere della Sera
30 novembre 2015

"A lezione di russo in Transmongolica" è la doppia pagina che il Corriere della Sera dedica alla leggendaria tratta ferroviaria creata nel 1891 e oggi rimessa a nuovo: "Quindici giorni in treno per coprire gli ottomila chilometri che separano Mosca da Pechino, fra un corso di lingua, una lettura di Tolstoj e l'incontro con tatari, uzbechi e buriati". L'articolo, di Umberto Torelli, accompagnato da una bella illustrazione di Paola Parra (nell'immagine), descrive l'itinerario senza però entrare troppo nella realtà della Mongolia che pure costituisce una delle parti più emozionanti del viaggio: "Da qui - si legge - il treno riprende la corsa per entrare in Mongolia, la terra di Gengis Khan. Le immense foreset di betulle della Siberia lasciano il posto a praterie verdi. Poi il treno speciale finisce il suo percorso a Pechino...".


Articolo sulla Transmongolica del Corriere della Sera
 APPUNTAMENTI
Magione ripercorre il viaggio di fra Giovanni del Carpine
27 novembre 2015

Un viaggio nella musica del XIII secolo, dalla Francia alla Mongolia, sulle parole di fra Giovanni da Pian di Carpine tratte dall’Historia Mongalorum sono gli elementi che fanno da sfondo allo spettacolo Hic Sunt Leones nato dal progetto del gruppo Umbria Ensemble in programma domenica 29 novembre, con inizio dalle ore 17, nel teatro Mengoni. Magione, antica Pian del Carpine, città natale del francescano, amico e sodale di San Francesco d’Assisi, ospiterà in anteprima lo spettacolo che ripercorre, tra suggestioni musicali e narrative, la storia del viaggio in Mongolia di fra Giovanni da Pian del Carpine, primo occidentale a recarsi in Oriente con un’ambasciata ufficiale da parte di papa Innocenzo IV lasciando un documento scritto del suo percorso ben prima del più famoso Marco Polo. Il racconto è stato ricostruito in musica da Umbria Ensemble con la consulenza etnomusicologa di Corrado Vitale, che ha anche curato le trascrizioni delle musiche e delle melodie del periodo in cui visse il frate umbro. La narrazione si snoda sulle parole del libro Historia Mongalorum, l’opera più autorevole per la conoscenza della figura di fra Giovanni da Pian di Carpine, che la redasse in parte durante il cammino e in parte a Roma; e del resoconto del suo lunghissimo e avventuroso viaggio in Mongolia (1245-1247). In quest’opera, in cui scrisse degli usi e costumi dei Mongoli ma anche delle loro tecniche di guerra, questo francescano è il primo a svelare agli europei i segreti di quell’Estremo Oriente per secoli temuto e favoleggiato. Le parole scritte dallo stesso Giovanni saranno recitate da Claudio Carini della Fontemaggiore. L’evento – ad ingresso libero – sarà aperto dai saluti delle autorità istituzionali italiane e mongole, laiche e religiose; e da una breve introduzione storica e musicologica a cura di Franco Mezzanotte e del musicologo Corrado Vitale. All'evento parteciperà anche l'ambasciatore della Mongolia in Italia Odonbaatar (fonte agenparl.com). Nell'illustrazione, fra Giovanni al cospetto del Khan.

 PRIMO PIANO
Dal 1° gennaio 2016 torna l'obbligo del visto
26 novembre 2015

Buone e cattive notizie dal fronte Italia-Mongolia. Com'è consuetudine, cominciamo da quelle "cattive". Dal 1° gennaio 2016 torna l'obbligo del visto sui passaporti dei cittadini italiani che si recano in Mongolia. È una misura di sicurezza legata, non solo alla minaccia globale del terrorismo, ma anche allo svolgimento dell'Asem, il summit Europa-Asia che si terrà proprio a Ulaanbaatar nel 2016 e che richiede un innalzamento del margine di sicurezza. È probabile però, come ha anticipato l'Ambasciatore Shijeekhuu Odonbaatar in un incontro a Roma con Alberto e Chiara Colombo (collaboratori di mongolia.it e in rappresentanza di Associm), che l'obbligo del visto potrà essere di nuovo cancellato dal 2017. Intanto però l'unico modo per ottenerlo è attraverso l'Ambasciata della Mongolia a Roma, via Bellini 4, telefono 06 8540536, email italy@mfa.gov.mn. Le buone notizie sono legate all'anticipazione del Ministro Gentiloni che ha annunciato la prossima apertura di un'Ambasciata italiana a Ulaanbaatar. Al momento il riferimento è quella cinese di Pechino. Nella foto (di Ennio Cusano), l'Ambasciatore Odonbaatar Vai al sito dell'Ambasciata della Mongolia a Roma

 POSTA
Un raro reportage dalla Mongolia del 1957
24 novembre 2015

Umberto Mannocchi, presidente dell'Associazione Mongolia-Italia, ha inviato a mongolia.it questo articolo raro e prezioso dedicato alla Mongolia. Si tratta di una pubblicazione risalente al febbraio 1957 sulla rivista "L'illustrazione italiana", corredata da immagini straordinarie. Il reportage, che potete vedere nell'originale aprendo il documento pdf allegato, si intitola "Mongolia, un sassolino negli stivali di Mao" e racconta la situazione di un Paese in quell'epoca satellite dell'Unione Sovietica ma ancora legato, nel bene e nel male, alla Cina. Una lettura emozionante, che si conclude con una frase a suo modo storica: "Si stenterebbe a credere che questo paese di deserti e di steppe, percorso dalle file dei mongoli nomadi issati fra le due gobbe dei loro cammelli, armati ancora di archi degni di Gengis Khan, possa costituire la posta eventuale di una lotta politica sotterranea e silenziosa".


Mongolia, un sassolino negli stivali di Mao (L'illustrazione italiana 1957)
 PRIMO PIANO
Ridotta in Mongolia la mortalità materna
16 novembre 2015

Negli ultimi 25 anni, il rischio per una donna di morire per cause legate alla gravidanza è sceso, a livello globale, del 43 per cento ma, per quanto indubbiamente positivo, questo risultato è ben al di sotto di quanto sperato. Uno dei Millenium Goals fissati dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale era infatti quello di abbattere del 75 entro il 2015 i tassi di questo tipo di mortalità rispetto a quelli del 1990. A riferirlo è uno studio pubblicato su "The Lancet", frutto della collaborazione tra l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Università del Massachusetts ad Amherst, la Harvard University e l'Università della California a Berkeley. Solo nove paesi hanno centrato l'obiettivo del 75 per cento: Bhutan (da 945 a 148), Capo Verde (da 256 a 42), Cambogia (da 1020 a 161), Iran (da 123 a 25), Laos (da 905 a 197), Maldive (da 677 a 68), Mongolia (da 186 a 44), Rwanda (da 1300 a 290) e Timor Est (da 1080 a 215). Molti altri paesi in via di sviluppo hanno invece ancora valori di mortalità materna molto elevata: la media dell'Africa sub-sahariana è di 546 morti per 100.000 nati vivi. All'estremo opposto della scala vi sono dieci paesi che hanno un tasso di mortalità materna inferiore a 5: Austria, Bielorussia, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Islanda, Italia, Kuwait, Polonia e Svezia. Anche i tassi di decrescita sono molto differenziati: dieci paesi (Bielorussia, Cambogia, Estonia, Kazakistan, Libano, Mongolia, Polonia, Rwanda, Timor Est e Turchia) hanno ridotto la mortalità a un tasso annuo compreso fra il 7 e il 5 per cento, mentre a livello regionale l'Asia orientale è quella che ha registrato la riduzione media più veloce (5 per cento all'anno). Il minimo è stato invece registrato nella regione caraibica (1,8 per cento), dove in alcuni paesi c'è stato addirittura un aumento della mortalità (in Guyana si è passati da  171 a 229 e alle Bahamas da 46 a 80). (fonte lescienze.it)

 PRIMO PIANO
Arriva il grande gelo, temperature verso i meno 30
16 novembre 2015

In Mongolia è in arrivo il grande freddo. Nella capitale Ulaanbaatar lunedì 16 novembre il termomentro è sceso a meno 22 gradi, ma le previsioni parlano di meno 30 già nella prossima settimana per precipitare ulteriormente a oltre meno 40 dal mese di dicembre. In alcune zone si sono raggiunti già i meno 32 gradi centigradi. Tempeste di neve arriveranno da giovedì 19 novembre. Per i nomadi come sempre sarà un inverno micidiale: le greggi verrano decimate e gli stessi pastori saranno a grave rischio sopravvivenza. È un massacro che si consuma sistematicamente da novembre a febbraio, con il fenomeno devastante dello zud, il congelamento del terreno (permafrost) che impedisce agli animali di accedere al terreno e al nutrimento: mongolia.it terrà monitorata la situazione nelle varie regioni, cercando dove possibile di intervenire con aiuti umanitari e sensibilizzazione, grazie anche ai contatti con missioni laiche e religiose, associazioni e ospedali locali. 

 PRIMO PIANO
Accordo Miat-Alitalia, nuovi voli per la Mongolia
12 novembre 2015

Miat Mongolian Airlines, vettore di linea asiatico rappresentato in Italia da Aviareps, grazie al nuovo accordo interline con Alitalia offre ora collegamenti dall’Italia, via Francoforte e Berlino Tegel, verso Ulaanbaatar in Mongolia. L’accordo prevede voli dalle principali città italiane, Milano e Roma, con la possibilità di aggiungere collegamenti nazionali da/per entrambe le città. Resta confermato anche l’accordo con il partner Air Berlin per i collegamenti dall’Italia, via Berlino Tegel, verso Ulaanbaatar. Nell’estate del 2016, Miat Mongolian Airlines aggiungerà una nuova rotta da/per Francoforte: a partire dal 19 giugno 2016, due voli settimanali no stop partiranno da Francoforte per la capitale della Mongolia. Il collegamento sarà operato ogni giovedì e domenica con Boeing 767-300 configurati in due classi. Per i collegamenti da/per Berlino Tegel, il vettore opera al momento con 2 voli settimanali via Mosca, ogni mercoledì e sabato, con un terzo collegamento, il venerdì, attivo a partire dall’8 luglio 2016. La flotta di Miat Mongolian Airlines è composta da 5 aeromobili: tre Boeing 737-800, un Boeing 767-300 e un Boeing 767-300ER. Tutti gli aeromobili presentano 2 classi di bordo.

 APPUNTAMENTI
Venerdì 20 novembre la Mongolia a Lumezzane
12 novembre 2015

L’Associazione Amici dell’Arte di Lumezzane propone due serate da non perdere per gli appassionati di cultura e arte. Si parte venerdì 13 novembre, alle ore 20.30, presso la sede dell’Associazione, con la performance e laboratorio del maestro Tiziano Calcari. Mentre, venerdì 20 novembre, sempre alle ore 20.30 alla sede dell’Associazione, si parlerà della “Mongolia. La cultura nomade, il fascino del buddhismo, una terra estrema”. La sede è in via Matteotti a Lumezzane Pieve (Bs). L'ingresso è libero.

 PRIMO PIANO
Cina e Mongolia, rapporti sempre più stretti
11 novembre 2015

Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il capo di stato della Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj, nella Grande Sala del Popolo di Pechino. I due leader hanno concorato sulla necessità di lavorare insieme per promuovere uno sviluppo continuo della partnership strategica globale tra Cina e Mongolia, portando così benefici ai popoli dei due Paesi. Xi Jinping ha affermato che la Cina presta molta attenzione alle relazioni con la Mongolia, e che le colloca in una posizione di rilevo nella sua agenda diplomatica. Il presidente cinese ha inoltre affermato che la Cina sostiene il rafforzamento degli scambi e cooperazione tra Cina, Mongolia e Russia, per completare al più presto il programma per il corridoio economico tra i tre paesi. Xi Jinping ha infine concluso che la Cina intende continuare a scambiare le proprie opinioni con la Mongolia su questioni importanti, e a cooperare nello spirito di salvaguardia della pace, della stabilità, e della giustizia a livello regionale e globale. Nella foto, Xi Jinping ed Elbegdorj.

 SOLIDARIETA'
Associazione Italia Mongolia regala il sorriso a un bimbo
6 novembre 2015

L’Associazione Italia Mongolia, nell’ambito della propria mission istituzionale che prevede oltre ad attività culturali e aiuti umanitari particolarmente rivolti all’ infanzia della Mongolia, ha recentemente aderito alla richiesta di l’aiuto di una giovane mamma di Ulaanbaatar per suo figlio di tre anni gravemente ammalato. La richiesta di aiuto è stata inoltrata dalla madre del piccolo paziente (Enkh-Uils) a un nostro socio, con cui la richiedente aveva, in passato, collaborato saltuariamente in terra di Mongolia. La mamma, Bayarkhuu doveva far operare, con urgenza, il piccolo al cuore, con un intervento assolutamente necessario pena il decesso del piccolo, ma la stessa pur facendo un doppio lavoro non riusciva a reperire la somma necessaria che l’ospedale esigeva per l’operazione. In realtà bisogna dire che l’operazione è di fatto gratuita ma i chirurghi dovevano reperire sul mercato esterno i materiali necessari per eseguire l’operazione. L’associazione si è fatta carico del reperimento, tramite i propri soci, della somma necessaria che ha provveduto ad inviare tempestivamente in Mongolia. Domenica 1 novembre abbiamo ricevuto un messaggio con cui la madre annunciava che il bambino era stato operato il giorno precedente e che l’operazione era andata bene. Il piccolo paziente ancora dormiva nella camera sterile, ancora sotto l’effetto dell’anestesia. Come Associazione facciamo un plauso al personale medico del 1st hospital e al chirurgo Oyunchimeg. La madre del piccolo è felice e noi pure.

 AMBIENTE
Antilopi saiga a rischio estinzione
4 novembre 2015

Oltre la metà della popolazione mondiale di saighe, una specie rarissima di antilope considerata tra gli animali a maggior rischio d'estinzione, è morta nel giro di un paio di settimane, e a distanza di mesi gli esperti ancora non sanno il perché. Dell'animale, un tempo diffuso nelle steppe euroasiatiche e oggi confinato in poche aree di Kazakistan, Russia, Mongolia, nella primavera scorsa si era registrato un numero impressionante di decessi, inizialmente stimato in 120mila esemplari. Ma il bilancio ora è stato corretto al rialzo fino ad arrivare ad almeno 211mila esemplari, e le previsioni sulla sopravvivenza della specie sono tutt'altro che rosee. L'argomento è stato affrontato la settimana scorsa in Uzbekistan con i rappresentanti dei Paesi interessati. Le analisi di campioni di terreno e acqua hanno escluso presenze significative di tossine e inquinanti. Tolto l'avvelenamento, una delle possibili cause sembrerebbe essere un batterio, chiamato pasteurella, presente nelle antilopi in uno stato dormiente, e "svegliato" da fattori ambientali. Per il professor Richard A. Kock del Royal Veterinary College londinese, intervistato dal New York Times, il cambiamento climatico, con l'aumento delle temperature, potrebbe aver indebolito le difese delle antilopi ed essere quindi tra le cause del risveglio del batterio, che si è trasformato in un patogeno letale portando alla morte degli animali nell'arco di poche ore. In questa eventualità, lo scenario è allarmante. "Non è qualcosa a cui la specie può sopravvivere", ha detto Kock. "Se ci sono fattori ambientali scatenanti abbastanza diffusi, si può arrivare all'estinzione entro un anno". (fonte e foto Ansa)

 POSTA
La Mongolia di Gloria tra immagini e sorprese
3 novembre 2015

Un nuovo avvincente (e prezioso) diario si aggiunge al già consistente numero del nostro archivio. È quello di Gloria Boscaini che racconta la "sua Mongolia" attraverso una serie di riflessioni e considerazioni illuminanti accompagnate da 10 splendide immagini. Un viaggio durato quasi un mese, che ha toccato alcune delle mete più suggestive, ma con qualche sorpresa. Ad esempio il Lago Zuun Nuur, frequentato pochissimo dai visitatori e giudicato invece da Gloria: "Un posto paradisiaco, nel nulla, tra capre, yak e pastori locali che ci hanno mostrato con orgoglio le loro prede; unici ospiti nel campo gher, ci siamo sentiti totalmente avvolti dalla pace". Leggi il diario completo

 PRIMO PIANO
Da Roma a Expo, rapporti solidi fra Italia e Mongolia
1 novembre 2015

Expo chiude i battenti con un bilancio eccellente e con un "colpo di coda" della Mongolia che, pur non essendo presente con uno stand ufficiale, si è distinta per il miglior progetto ecosostenibile e per una giornata all'insegna della cultura e della diplomazia, in occasione dei 45 anni di relazioni fra Italia e Mongolia. Molti gli incontri ufficiali, tra Roma e Milano, che hanno coinvolto i Ministri degli Esteri della Mongolia Lundeg Purevsuren e quello italiano Paolo Gentiloni, che ha anche assicurato l'appoggio del nostro Paese per il prossimo vertice Asem che verrà ospitato a Ulaanbaatar nel 2016. La delegazione, guidata dall'Ambasciatore mongolo a Roma Shijeekhuu Odonbaatar, si è poi trasferita a Milano per visitare Expo e inaugurare la Giornata culturale della Mongolia a cui hanno preso parte anche il Commissario generale Bruno Antonio Pasquino e il Console Onorario della Mongolia per la Toscana Piero Bardazzi (nella foto), prima dell'incontro a Palazzo Marino con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

 AMBIENTE
Energia solare, presto un nuovo impianto
30 ottobre 2015

Sono iniziati i lavori per la costruzione di un impianto per l’energia solare da 8MW. Sarà costruito nei pressi della miniera di carbone Bayanteeg, situata nel sum Nariin-Teel, nella provincia di Uvurkhangai. La Corea del Sud fornirà 25 milioni di dollari per finanziare la realizzazione della nuova centrale. Questo impianto diventerà un'ulteriore fonte di energia elettrica per la provincia di Uvurkhangai e di Bayankhongor. (fonte Associm)

 PRIMO PIANO
La Mongolia a Milano C'è anche Pisapia
25 ottobre 2015

Il Sindaco Giuliano Pisapia ha incontrato a Palazzo Marino il Ministro degli Esteri della Mongolia Lundeg Purevsuren (foto), accompagnato dall'Ambasciatore a Roma Odoonbaatar Shijeekhuu. Milano è stata la seconda tappa della missione in Italia del Ministro nell'anno in cui si celebrano i 45 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Nel corso del colloquio si è parlato dell'opportunità di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra la capitale Ulaanbaatar e Milano, che il ministro ha auspicato possa essere il ponte tra l'Italia e la Mongolia per la futura collaborazione economica e culturale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese dei due Paesi. Tessile-abbigliamento, design e agro-alimentare i settori in cui viene richiesta lo scambio di tecnologia. Oltre a complimentarsi per il successo di Expo 2015, che il ministro ha visitato in mattinata, l'ospite ha anche ringraziato per lo scambio di informazioni in corso sul fronte della sicurezza e della mobilità urbana per la preparazione del Vertice ASEM tra i capi di stato di Europa e Asia che Ulan Bator ospiterà il prossimo luglio dopo quello svoltosi a Milano lo scorso ottobre.

 CULTURA
La Mongolia all'Expo tra diplomazia e cultura
23 ottobre 2015

Mongolia protagonista all'Expo sabato 24 ottobre. Il Ministro degli Esteri mongolo Purevsuren Lundeg sarà nel centro espositivo di Milano in occasione di una giornata tutta all'insegna della Mongolia, tra diplomazia e cultura. Alle 10.30 la delegazione arriverà all'entrata Vip (Cargo 8) accolta dalla Commissione generale Expo e si trasferirà all'Expo Center Open Plaza dove il Commissario Generale Bruno Antonio Pasquino darà il benvenuto ufficiale e la bandiera della Mongolia sarà issata sul pennone. All'iniziativa sarà presente anche Alberto e Chiara Colombo, collaboratori di mongolia.it, in rappresentanza di Associm, Camera di Commercio italo mongola. Dalle 10.45 si succederanno diverse iniziative che culmineranno con un grande concerto, a cui prenderanno parte numerosi artisti della Mongolia che presenteranno una serie di suggestive canzoni tradizionali, danze e arie di lirica italiana. L'evento sarà presentato dalla cantante lirica Ayana Sambuu (nella foto), collaboratrice di mongolia.it, che interpreterà anche l'Aria di Rosina dal Barbiere di Siviglia di Rossini.

 CULTURA
Fra' Giovanni avvicina Magione a Kharkhorin
22 ottobre 2015

Fra’ Giovanni avvicina Magione a Kharakhorin (l'antica capitale dell'impero mongolo Karakorum). Impegnati a Torino per scambi e progetti con l’Italia non hanno voluto mancare una visita a Magione il sindaco di Kharkhorin, Enkhbat Lamzav e il vicegovernatore Bajargal Osorkhuu legati a questa città dalla figura di fra' Giovani da Pian di Carpine. Ad organizzare la visita Alfredo Savino, console onorario d’Italia in Mongolia; padre Giorgio Marengo, della congregazione della Consolata missionario in Mongolia da dodici anni; e Umberto Mannocchi, presidente del comitato Giovanni da Pian di Carpine. All’incontro, che si è tenuto nella sala del consiglio comunale, proprio sotto il dipinto che ritrae uno dei momenti salienti del viaggio di fra Giovanni: la consegna della lettera di papa Innocenzo IV al Gran Khan; erano presenti: il sindaco Giacomo Chiodini, Vanni Ruggeri delegato alla cultura del Comune, Umberto Mannocchi e molti cittadini. Il rapporto tra Magione e la città di Kharkhorin si formalizza nel 1997 con la costituzione a Magione del comitato Italia-Mongolia, come testimonia la targa apposta a fianco della biblioteca. Gli eventi più salienti di questo consolidato rapporto sono il viaggio di Fausto Carloni partito per la Mongolia da Magione che, al suo ritorno, ha fatto vedere per la prima volta, nel paese di fra' Giovanni, i luoghi del viaggio che il francescano fece nel 1245. Altro momento fondamentale del rapporto tra Magione e Mongolia è stata la mostra etnologica allestita presso la Torre del Lambardi nel 2007. In esposizione importanti testimonianze della cultura mongola tra cui una gher, tipica abitazione della popolazione un tempo nomade. Tutto il materiale fu concesso dall’associazione Soyombo di cui è segretario generale Giancarlo Ventura. Negli anni il rapporto con Magione si è consolidato anche grazie al direttore del centro culturale italiano in Mongolia L.Nyamaa a promotrice di una convenzione tra Università per Stranieri di Perugia, Adisu di Perugia (agenzia per il diritto allo studio universitario), Comune di Magione e Comitato Giovanni da Pian di Carpine allo scopo di consentire a studenti della Mongolia di studiare italiano nel capoluogo perugino. La traduzione in mongolo dell’Historia Mongalorum, l’importante documento della cultura mongola della metà del Duecento scritto da fra Giovanni da a conclusione nel viaggio, ha rappresentato un altro importante tassello del percorso che potrebbe concludersi con un gemellaggio tra le due città. (fonte trasimenooggi.it)

 AMBIENTE
Da Mongolia e Nepal gli antenati dei cani
20 ottobre 2015

Il più fedele e adorato amico dell'uomo, il cane, ha avuto origine dai lupi dell'Asia Centrale, più precisamente da Mongolia e Nepal, addomesticati dai residenti locali per traformali in compagni di caccia. È quanto emerge, riferisce la Bbc, dal più vasto studio genetico del Dna delle migliaia di razze opubblicato sulla prestigiosa rivista Pnas. La ricerca è stata condotta dal dottor Adam Bokyo della statunitense Cornell University sulla base di 4.676 esemplari di razza pura e 549 'bastardini', frutto di incroci (fonte Agi, foto Federico Pistone)

 AMBIENTE
Uova fossili rivelano temperatura dei dinosauri
14 ottobre 2015

Rivelata per la prima volta la temperatura corporea dei dinosauri grazie all'analisi delle uova fossili. Lo studio, pubblicato nella rivista Nature Communications, è stato coordinato da Robert Eagle, dell'Università della California a Berkeley. Ha stabilito che la temperatura dei grandi sauropodi era di circa 37 gradi, mentre quella dei piccoli raptor era di circa 32. Orientativamente il livello di calore corporeo di questi rettili può essere collocato tra quella dei coccodrilli e quella degli uccelli moderni. La scoperta è stata fatta sulla base dell'analisi della composizione del carbonato di calcio dei gusci d'uovo fossili scoperti in Argentina e Mongolia. "La tecnica permette di calcolare la temperatura corporea interna della femmina di dinosauro al momento della formazione delle uova", ha detto Aradhna Tripati, dell'Università della California a Los Angeles. Le uova scoperte in Argentina sono di sauropodi e hanno circa 80 milioni di anni, mentre le uova di raptor (piccoli dinosauri parenti del Tyrannosaurus rex e degli uccelli) sono state deposte in quella che è l'attuale Mongolia, nel periodo compreso tra 71 e 75 milioni di anni fa. Eagle ha affermato che "i dinosauri producevano calore e riuscivano ad aumentare la temperatura corporea rispetto a quella dell'ambiente, ma non riuscivano a mantenerla come fanno gli uccelli". (fonte repubblica.it)

 POSTA
Ester, l'artista italiana che racconta la Mongolia
12 ottobre 2015

Ester Bozzoni è un'artista bresciana che si è trasferita in Mongolia insieme al marito disegnatore e, insieme, hanno avviato un progetto per la realizzazione di "Secret of the blue sky", una graphic novel ambientata proprio in Mongolia. La nostra Ayana Sambuu ha intervistato in esclusiva Ester nel suo "Punto d'incontro": sono emersi molti aspetti davvero interessanti del rapporto di una giovane italiana, appassionata di cinema sulla vita in Mongolia del periodo pre-sovietico, con una terra così diversa ma già entrata profondamente nella sua anima. Ester Bozzoni traccia con brillantezza e lucidità il ritratto di un Paese sorprendente, e della sua capitale, Ulaanbaatar ("una città che trovo ogni giorno più affascinante", offrendo anche consigli molto utili per chi decide di visitare la Mongolia o addirittura di venirci a vivere e lavorare: "Si tende a presentare la Mongolia come un paese incontaminato - dice Ester - dove la tradizione nomade e il contatto con la natura ne fanno l’identità. Vivendo nella capitale e considerando anche quel poco che ho visto fuori Ulaanbaatar, questo ritratto non corrisponde alla realtà, piuttosto insegue un ideale col quale i mongoli non si identificano. Vorrei che gli italiani fossero più informati sulla storia recente della Mongolia, soprattutto riguardo ai grandi cambiamenti avvenuti durante e dopo la caduta del regime sovietico. Penso che ciò sia lampante nella capitale, la quale, non va dimenticato, rappresenta la realtà quotidiana della metà della popolazione totale". Leggi l'intervista completa

 POSTA
La Mongolia di Marinella tra profumi, aquile e yak
12 ottobre 2015

Un diario molto speciale, quello di Marinella Bessone, che in poche impressioni ha elencato "le cose più belle" del suo viaggio in Mongolia, accompagnandole con immagini molto suggestive, da Sud a Nord, dall'Altai al Gobi. Tra i ricordi "indimenticabili": il profumo dell'erba, gli spazi confinati, gli yak che giocano, i cavalieri, la sorprendente cucina, l'aglio selvatico del Gobi, le aquile, i falchi e gli scoiattoli e le gher (stufa, dormite e capocciate comprese). Nella foto, un cacciatore con l'aquila dell'Altai. Vai a tutti i DIARI

 SPORT
Non di solo calcio... Le passioni della Mongolia
12 ottobre 2015

Non di solo calcio vive il mondo, assicura bergamopost.it che disegna una mappa degli sport più amati, Paese per Paese. C'è anche (e soprattutto)  la Mongolia: "La mappa dello sport è una gigantesca tavolozza colorata di arcobaleno. Negli Usa si sono inventati un sacco di cose e ovviamente va per la maggiore il baseball, che piace tanto ai venezuelani e ai cubani, e poi il football americano. Ovviamente c’è il basket, uno degli sport più popolari del mondo, non solo negli States. Dove allora? In Lituania la pallacanestro è una vera e propria religione, così come in Lettonia e nelle Filippine. In Mongolia fanno wrestling, che non è lo stesso che si vede in tv, ma è una disciplina antichissima che comprende la lotta ma anche il tiro con l’arco e l’equitazione. Oltre 1,5 milioni di abitanti segue questa disciplina come qualcosa di davvero religioso. In Irlanda giocano a calcio. Sì, ma quello gaelico. Per i 2 milioni di abitanti il giorno della finale è qualcosa di metafisico: Dublino si ferma (quasi)". Nella mappa, i Paesi in verde praticano il calcio come sport nazionale; la Cina in viola rappresenta il tennis da tavolo, mentre la Mongolia, in giallo, il wrestling inteso però nell'accezione più nobile e antica.

 CULTURA
Il cielo di Mongolia svelato in un fumetto
1 ottobre 2015

Cosa hanno in comune una ragazza italiana e un guerriero mongolo del 1300? È un intreccio di vite quello raccontato tra le pagine di “Secret of the blue sky”. Massimiliano “Max” Regoli e Ester Bozzoni, autori di questa graphic novel, vogliono raccontare le emozionanti leggende popolari e le credenze religiose di Ulaanbaatar, capitale della Mongolia, città dove i due si sono trasferiti nel 2014. Le due storie parallele però non si basano soltanto sulla fantasia, ma sono ricche di riferimenti storici: gli artisti sul loro sito spiegano che gli abiti, le armi, gli ornamenti e la vita militare rappresentano fedelmente l’epoca del grande impero mongolo. Il progetto è stato inserito su kickstarter, sito di crowdfunding, per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione. Il primo traguardo è sviluppare la versione digitale dell’opera (in italiano e inglese) e solo successivamente anche il prodotto cartaceo in lingua mongola. (fonte ilgiornaledibrescia.it)

 EDICOLA
Con il Messaggero sulla Transmongolica
30 settembre 2015

Un viaggio con la Transmongolica, la leggendaria linea ferroviaria che unisce Mosca a Pechino attraversando il territorio mongolo, è un'esperienza straordinaria. Ce la racconta Sabrina Quartieri nella sezione Viaggi de il Messaggero. Ecco il testo dedicato al tratto mongolo: “La Mongolia è meglio averla vista una volta, che averne sentito parlare mille volte”, recita un proverbio locale. Le formalità di attraversamento del confine si svolgono comodamente a bordo. Entrati in territorio mongolo si respira subito il radicato misticismo di un grande popolo nomade dal passato glorioso (ci fu un tempo in cui i discendenti di Gengis Khan conquistarono gran parte della Cina). Se nella capitale Ulan Baator si visitano il monastero Gandan e il museo dei Lama, spingendosi verso fuori ci si ritrova immersi tra le montagne, tra scenari naturalistici che conducono (in bus) fino al villaggio di yurte, le abitazioni tradizionali mongole fatte di legno e di tappeti di feltro di lana di pecora. Indimenticabile, durante l’insolita escursione, il pranzo assieme ai nomadi del luogo, pastori e allevatori di cavalli. La magia dell’inesplorata Mongolia accompagna il visitatore fino al deserto del Gobi, antica terra di dinosauri". Leggi l'intero articolo

 EDICOLA
Sul Corriere la Mongolia e il ritorno dei pascoli
22 settembre 2015

"Così nell'arida Mongolia tornano verde e pascoli". Il Corriere della Sera di oggi dedica le due consuete pagine su Expo ai migliori progetti ecosostenibili del pianeta, aprendo proprio con il caso della Mongolia. Paolo Foschini ed Elisabetta Soglio, che firmano il servizio, descrivono il Green Gold Project, avviato dal ministero dell'agricoltura: "In pratica si trattava, dopo averli letteralmente cercati e inseguiti per mesi in un territorio vastissimo e maestosamente ostico quale è la Mongolia, di insegnare ai pastori a fare cose per loro contraddittorie: come bloccare per alcuni periodi dell’anno la libera circolazione del bestiame; o ridurre il numero di animali all’interno delle mandrie. Certo, la contropartita sarebbe stata, col tempo, un progressivo rinverdimento della terra. Ma col tempo. E fare un sacrificio senza vedere i risultati subito, si sa, è molto difficile. A maggior ragione dopo gli ultimi rigidissimi inverni mongoli che già avevano decimato le mandrie per conto loro. Ma la campagna d’informazione ha funzionato. Col contributo decisivo, e ovvio, di un aiuto economico del governo alle famiglie che partecipavano. E i risultati alla fine sono arrivati: in sette anni oltre 3 milioni di ettari sono tornati a disposizione come terre da pascolo. E sono nate 66 associazioni organizzate di pastori (Pugs), via via riconosciute dal governo, grazie alle quali il piano stesso potrà essere portato avanti — questa è la speranza — e ampliato ulteriormente".

 SOLIDARIETA'
Dal Lido di Camaiore un aiuto ai bimbi mongoli
22 settembre 2015

Nella suggestiva cornice del Park Hotel Villa Ariston del Lido di Camaiore si è tenuta una cena galà di beneficenza in favore dei bambini che abitano nelle zone remote della Mongolia, organizzata dall'associazione Italia-Mongolia presieduta da Emma Maffucci. Un aiuto concreto per le scuole mongole con la fornitura di computer (offerti dalla Fondazione Monte Paschi di Siena) ma anche libri, forniti dall'Unicef di Perugia, di medicine (Banco Farmaceutico italiano), presidi sanitari (a cura del San Giovanni di Dio con il dott. Mauro Battisti),  oltre all'inserimento nel programma scolastico della lingue e della cultura italiana, con la prof. Iva Catarinelli, per stabilire una connessione ancora più salda fra i due Paesi. L'iniziativa è stata appoggiata dell'Ambasciata della Mongolia, rappresentata da Myagmarsuren Ochirsukh, primo segretario ed interprete dell'Ambasciatore Sh.Odonbaatar, che ha espresso gratitudine. Ospite speciale della serata Ayana Sambuu, cantante lirica mongola di livello internazionale, che ha incantato il pubblico presente con la sua meravigliosa voce. Per lei standing ovation.

 SOLIDARIETA'
Scuola di Orbit: l'appello delle missionarie salesiane
21 settembre 2015

Continua il prezioso e faticoso lavoro delle missionarie salesiane in Mongolia, che hanno già realizzato opere importantissime legate soprattutto all'educazione scolastica nella periferia di Ulaanbaatar, con la costruzione della scuola diocesana di Orbit: l'asilo è attualmente frequentato da 140 bambini, mentre alla scuola elementare sono iscritti 35 alunni. Ma i lavori continuano. Come riferisce suor Adriana Bricchi, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, "recentemente è iniziata la seconda fase del nostro progetto in Mongolia con la costruzione a Orbit (a 5 minuti a piedi dalla scuola), del Centro Salesiano destinato in parte ad abitazione delle consorelle e in parte allo svolgimento di attività socio-missionarie a favore di bambini /e , e per i così detti “ragazzi di strada”. Il completamento di questa costruzione, già avviata come da foto allegate, è previsto per il 2016 sempre che si riescano a raccogliere da Onlus e privati tutti i fondi necessari. Per questo motivo, pur rendendoci conto del difficile momento, mi permetto di rivolgermi a Voi per un contributo da effettuare come da indicazioni in calce. Se qualcuno di voi avesse l’occasione di visitare questo paese saremo ben liete di mostrarvi la nostra realtà. Don Bosco ci aiuti a ringraziare con dovere chi sostiene I nostri sforzi per essere di aiuto a giovani in diverse difficoltà. Cordiali saluti ed auguri d’ogni bene. Per tutte le sorelle missionarie-Salesiane in Mongolia".

Conto corrente bancario: 
Intestazione: Missione Giovani - FMA Onlus
Codice Fiscale 01871390017
Conto Corrente Banca Popolare di Sondrio - Ag. 1.Roma
Iban IT91V0569603201000008802X26
E' fondamentale che come causale di versamento venga scritto: "Erogazione liberale per l’opera FMA in Mongolia”.
I contributi sono deducibili fiscalmente

 POSTA
L'emozionante Mongolia di Luana e Alberto
10 settembre 2015

Un altro piccolo reportage si aggiunge al nostro Diario: è quello di Luana e Alberto, reduci da un viaggio in Mongolia ed entusiasti della loro esperienza fra i nomadi. "Siamo partiti per la Mongolia con il cuore aperto, e siamo tornati pieni di emozioni, siamo partiti pensando di essere preparati e nonostante tutto ci siamo stupiti, avevamo delle piccole speranze di conoscere e vivere scene di vita vera, e ci siamo ritrovati dentro la magia di un film, un po' spettatori e un po' protagonisti". Così scrivono Luana e Alberto nei loro appunti di viaggio, accompagnati da alcune immagini singolari, come quella che li ritrae insieme ad alcuni lottatori, in tradizionale abito da competizione, nella zona del lago Khuvsgul. Guarda tutti i Diari

 POSTA
Brigitte, la regina dei caffè di UB
3 settembre 2015

Si chiama Brigitte Cummings (nella foto), è tedesca, ed è considerata la regina dei caffé a Ulaanbaatar. Il suo Helmut Sachers Kaffee è da tempo diventato il punto di riferimento per la colazione degli stranieri e dei mongoli nel centro della capitale, grazie soprattutto alla migliore pasticceria europea. Ma Brigitte è anche una persona di cultura e molto attenta ai cambiamenti della società della Mongolia. Ecco com'è nato l'incontro, e l'amicizia, con la cantante lirica Ayana Sambuu, collaboratrice di mongolia.it che l'ha intervistata per la rubrica "Punto d'incontro". Brigitte racconta della sua esperienza, del suo passato in Italia, di arte, musica, musei, ma anche di caffè e pasticceria, e del futuro del Paese che ha scelto, la Mongolia. Leggi l'intervista completa

 EDICOLA
"Mongolia brutta?" Il flop de ilpost.it
3 settembre 2015

"La Mongolia è brutta?" titola il sito ilpost.it, pensando di cavarsela con quel punto di domanda a un procurato danno di immagine per uno dei Paesi più belli, affascinanti e spirituali del mondo, popolata da gente meravigliosa. Chissà chi ha scritto quell'articoletto, ovviamente non firmato, che è un concentrato di disinformazione e superficialità, ma anche di risibile giornalismo, ispirato dalla "recente visita in Mongolia del vicepresidente degli Stati Uniti" che ha portato "l'attenzione su un paese asiatico - si legge - di cui si sa molto poco". Certamente "molto poco sa" chi ha scritto questo pezzo insulso (e chi ne ha composto il titolo), infrangendo la buona norma di conoscere quello che si dice o si scrive, altrimenti molto meglio stare zitti. Il testo continua: "Ulan Bator, che qualcuno considera 'la capitale più brutta del mondo'". "Qualcuno?!". Qualcuno chi? Anche in questo caso anonimato totale, concetti buttati lì per riempire. Ulaanbaatar può piacere o non piacere, è comunque una città sorprendente e tutta da scoprire, ma certamente la Mongolia è un incanto senza confronti e chi la conosce veramente - certo non il post.it - se ne innamora per sempre. E quel titolo, che non riflette nemmeno quanto scritto nell'articolo (visto che si parla solo della capitale), è il compimento dell'antigiornalismo. Per fortuna, i commenti dei lettori rimediano con giudizi, questi sì, espressi a ragion (e Mongolia) veduta. Guarda (purtroppo) il link Qualcun altro, un po' più autorevole (National Geographic) ha appena eletto la Mongolia il Paese più bello e fotogenico del mondo e ha inserito la sua capitale Ulaanbaatar tra le città più affascinanti e misteriose del pianeta. E prima di esprimere questi concetti in Mongolia c'è andato.

 PRIMO PIANO
Assemblea Osce in Mongolia con l'incognita Russia
29 agosto 2015

Ulaanbaatar ospiterà dal 15 al 18 settembre l’Assemblea parlamentare dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Nonostante le misure restrittive imposte ai danni della Russia da Unione Europea e Stati Uniti, potrebbe essere presente Sergei Naryshkin, presidente della Camera bassa del parlamento russo. All'inizio di luglio, la Finlandia aveva negato i visti d'ingresso a uomini politici russi invitati a partecipare all'Assemblea parlamentare Osce. Il nome di Naryshkin è nella "lista nera" dell'Unione europea ed era uno dei delegati a cui era stato negato l’ingresso.

 SPORT
Mongolia Bike Challenge Trionfa l'italiano Pettinà
29 agosto 2015

Nicholas Pettinà regala al G.S. Forestale Cicli Olympia Vittoria un grande successo internazionale, la vittoria dell'edizione 2015 del Mongolia Bike Challenge, dopo l'esordio in terra mongola nel 2014 quando concluse la gara dietro al canadese Cory Wallace. Il corridore di Vittorio Veneto alla fine dopo sette lunghi ed estenuanti giorni ha dato 44' 45'' al campione irlandese marathon Ryan Sherlok mentre sul terzo gradino del podio è salito lo spagnolo Miguel Silvestre Iniesta. Il dominio di Nicholas è stato assoluto ed incontrastato fin dalla prima tappa di questa edizione della corsa ad una velocità di 27,40 km/orari. Pettinà si è imposto in cinque delle sette tappe (prima, seconda, quarta, sesta e settima). Tranne le ultime due tappe, tutte le prime cinque giornate sono state corse su distanze sempre superiori a 113 km e un paio di volte gli atleti hanno dovuto pedalare per 170 km. Classifica finale: 1. Nicholas Pettinà (GS Forestale - Cicli Olympia Vittoria) 30:50:03; 2. Ryan Sherlock (Irlanda) 31:31:18; 3. Miguel Silvestre Iniesta (Spagna) 31:47:34; 4. Yuki Ikeda (Giappone) 32:42:11; 5. Bolor Erdene Enhtaivan (Mongolia) 32:44:07 (fonte pianetamountainbike.it, foto Mongolia Bike Challenge)

 PRIMO PIANO
Un ristorante mongolo aperto a St. Moritz
22 agosto 2015

Cucina mongola a St. Moritz. Un connubio insolito ma perfettamente riuscito grazie al Royal Mongolian Restaurant inserito nello spettacolare contesto dell'Hotel San Gian: un menu tradizionale mongolo reinterpretato e "personalizzato", grazie anche al servizio buffet che permette una scelta ampia e variegata, compresa l'opzione vegetariana, mantenendo però il riferimento degli ingredienti classici. Tra le scelte un menu "all you can eat a 48 franchi svizzeri (40 per la carta vegetariana). Vai al sito ufficiale. Nella foto (di Agata Colombo), l'ingresso del ristorante.

 SPORT
Mondiali di atletica: la Mongolia comincia bene
22 agosto 2015

La Mongolia si è presentata con 3 partecipanti ai Campionati Mondiali di atletica leggera in programma a Pechino. Già nella prima competzione, la maratona maschile, un atleta mongolo si è distinto: è il 33enne Ser-Od Bat-Ochir (foto) che si è piazzato al 38° posto con il tempo di 2 ore 32 minuti e 9 secondi, precedendo anche concorrenti sulla carta molto più accreditati. La maratona è stata vinta dall'eritreo Ghebreslassie in 2.12'28'', quarto l'azzurro Ruggero Pertile e 8° Daniele Meucci. Le altre due atlete della Mongolia partecipano alla maratona femminile: sono Otgonbayar Luvsanlundeg, 33 anni, e Bayartsogt Munkhzaya, 21 anni.

 SPORT
Al via il Mongolia Bike Challenge
21 agosto 2015

Domenica 23 agosto riparte il Mongolia Bike Challenge, spettacolare (e massacrante) competizione ciclistica che si svolge sulle piste mongole. Il favorito è l'italiano Nicholas Pettinà, che già nella passata edizione avrebbe poturo conquistare il successo, se non fosse incappato in un errore di percorso in una delle prime tappe, consegnando la vittoria all'esperto canadese Cory Wallace, che quest'anno però non è fra i partenti. Per l'atleta del Gs Forestale Cicli Olympia Vittoria un'occasione d'oro per rifarsi portando in Italia il trofeo. Altri quattro gli italiani in lizza: Giampietro Marion, Leonardo Bachini, Mattia Paganotti e Cristiano Tomasso. A fare la parte del leone, almeno dal punto di vista numerico, sono gli statunitensi (9), davanti a belgi (8), a spagnoli, australiani (7), italiani e tedeschi (5). Il Mongolia Bike Challenge, diretto come sempre dall'italiano Willy Mulonia, partirà dal Complesso con la Statua di Gengis Khan e si concluderà sabato 29 agosto, dopo 7 giorni e 856 km percorsi. Per ulteriori informazioni www.mongoliabikechallenge.com

 PRIMO PIANO
Una gher a Brunico per il museo di Messner
17 agosto 2015

La Mongolia a Brunico. Una gher in piena regola domina la piazza dello splendido centro della Val Pusteria per promuovere il Messner Mountain Museum Ripa, dedicato ai popoli della montagna. La foto è stata scattata dalla nostra amica e collaboratrice Agata Colombo. L'MMM Ripa è uno dei sei musei che compongono il Messner Mountain Museum dislocati in località alpine italiane. In particolare il Ripa (il nome deriva dai termini tibetatni Ri, che significa montagna, e Ta (uomo) è stato aperto nel luglio 2011. Come precisa il sito ufficiale: "Il moderno alpinismo è nato 250 anni fa, ma è da più di 10.000 anni che l'uomo abita e frequenta i rilievi montuosi. Da principio ci si recava per cacciare, poi per condurre mandrie e greggi di pascolo in pascolo, quindi vi si stabilì per lavorare la terra e allevare bestiame. Stabilitisi tra i fondali delle valli e i pascoli estivi, i popoli di montagna hanno saputo sviluppare una propria arte della sopravvivenza, una cultura che, al contrario della cultura urbana, si basa sulla responsabilità personale, sulla rinuncia al consumo, sul mutuo aiuto. È a questo modo di vivere, che solo all'osservatore superficiale può apparire diverso da luogo a luogo, che Reinhold Messner dedica il museo MMM Ripa". Guarda il sito ufficiale del museo.

 CULTURA
La grande musica lirica unisce Italia e Mongolia
13 agosto 2015

Sullo sfondo delle più importanti arie liriche di Rossini, Verdi e Puccini, ma anche di Mozart ed Hendel, Palazzo Chigi a Formello (Roma) ha ospitato un importante evento culturale sull'asse Italia-Mongolia. Oltre cento protagonisti della vita culturale e politica internazionale si sono dati appuntamento, circondati dai quadri di Nathalie von Rittersberg, per assistere in uno splendido chiostro al concerto diretto dal Maestro Stephen Laurence Kramer con una squadra di cantanti di alto livello, d'Italia, Mongolia e anche Spagna, accompagnati dalla pianista russa Victoria Khalilova: Carlo Alberto Gioja (basso baritono), Ayana Sambuu (mezzosoprano), Bruna Bencivenga (soprano), Chinges Jargalsaikhan (basso), Ochirsaikhan Erdene (baritono), Myagmasuren Batbayar (mezzosoprano), Ignacio Prieto (tenore). A introdurre gli artisti il sindaco di Formello Sergio Celestino, l'assessore alla Cultura Barbara Paoli, il Consigliere dell'Ambasciata di Mongolia Enkhbayar Budbazar per l'Ambasciatore Odonbaatar. Fra gli ospiti la senatrice Valeria Cardinali, il Ministro plen. Andrea Perugini, il Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia prof. Giovanni Paciullo, il Console dell'Ambasciata di Giappone a Roma Toshiaki Kobayashi, l'Ambasciatore di Indonesia a Roma e molti altri. Perfetta l'organizzazione dell'associazione ViViAmol'Arte, Comune, Municipio di Roma Capitale, Ambasciata della Mongolia a Roma e l'Interocrea Festival di Antrodoco. Tra i presenti anche la principessa Natacha Troubetzkoi e Brigitte Cummings, presidente del Rotary Club della Mongolia, membro di Rotary Club di Hong Kong e membro della International Female Association of Mongolia. Guarda una parte del concerto della Cenerentola 

 EDICOLA
Sul Corriere il caso di Tuya e Tuvchinj
9 agosto 2015

Il Corriere della Sera dedica una doppia pagina all'"esodo dei migranti ambientali", aprendo la rassegna proprio con la Mongolia. Le immagini sono del 38enne fotografo milanese Alessandro Grassani. Ecco il testo che accompagna la foto principale: Erdene Tuya, 29 anni, si sveglia con il figlio di tre anni Tuvchinj che tiene abbracciata una pecorella. Il marito e un altro figlio di sei anni sono andati a prendersi cura del gregge. Le foto sono state scattate nel 2011 dopo un inverno rigidissimo che ha portato 20 mila pastori a migrare verso la capitale, Ulan Bator, la cui popolazione è raddoppiata negli ultimi 20 anni. Un inverno persino più tremendo di quello del 1944 che ha impresso un ricordo indelebile nella memoria di chi l’ha vissuto. Negli ultimi 15 anni si sono verificati inverni straordinari per ben quattro volte. Le foto sono di Alessandro Grassani, fotografo milanese, che ha realizzato reportage sulle migrazioni a cuasa del clima in Mongolia, Bangladesh, Kenya. Vai alla pagina di Corriere.it

 APPUNTAMENTI
Gli Hosoo Transmongolia agli Arcipelaghi sonori
8 agosto 2015

Ritorna in provincia di Modena il festival internazionale di musica etnica “Arcipelaghi sonori”, organizzato dal Comune di San Cesario sul Panaro. La prima serata, giovedì 20 agosto, si apre con un gruppo molisano, i Patrios, a cui seguirà il gruppo mongolo degli Hosoo Transmongolia. Come ricorda Modenatoday si tratta di un "gruppo molto particolare. Provenienti tutti dai monti Altai della Mongolia Occidentale gli Hosoo Transmongolia hanno un’eccellente educazione nel canto armonico oltre ad essere virtuosi suonatori di strumenti tradizionali mongoli come il violino con tastiera a testa di cavallo, il violino basso, l’oboe mongolo e altri vari strumenti a pizzico e a corde. Il loro canto è in grado di esprimere una gioia di vivere lieta e piena di rispetto per tutte le cose e le contaminazioni con il mondo occidentale non hanno intaccato il legame con la tradizione mongola". Per approfondire

 CULTURA
Università di Trento, In Mongolia con Erasmus+
8 agosto 2015

C'è anche la Mongolia fra le destinazioni dell'Università di Trento, che si è aggiudicata un finanziamento di oltre 865mila euro nell’ambito del nuovo programma Erasmus+ per azioni volte alla promozione della mobilità internazionale. Il finanziamento servirà per attuare progetti di mobilità internazionale nei prossimi 24 mesi per fini di studio e docenza rivolti sia a studenti che a docenti in entrambe le direzioni. Le borse di studio per gli studenti outgoing saranno di 650 euro/mese per permanenze di 4 o 5 mesi, quelle per gli studenti stranieri che trascorreranno un periodo di studio presso l’Ateneo trentino (incoming) saranno di 850 euro/mese, oltre a un contributo per le spese di viaggio. Tra le destinazioni che studenti e staff potranno scegliere ci sono: Israele, Russia, Cina, Filippine, Tailandia, Vietnam, Mongolia, India, Brasile, Cile, Messico, Paraguay, Sudafrica, Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Singapore e Stati Uniti. Il programma europeo Erasmus+ prevede infatti un’apertura ulteriore della mobilità da e verso i Paesi non-UE (cosiddetti Paesi partner) rispetto al precedente programma LLP-Erasmus e consente alle università europee di presentare una candidatura autonoma.
 

 SPORT
Mondiali di nuoto anche la Mongolia c'è
5 agosto 2015

Anche la nazionale della Mongolia, coraggiosamente, partecipa ai campionati mondiali di nuoto in svolgimento a Kazan, Russia. Nella 4x100 mista la staffetta mongola ha chiuso la propria batteria all'ottavo posto con il tempo di 4'34''46, molto lontana dal record del mondo centrato dagli Stati Uniti con 3'42''43, ma meritandosi comunque l'applauso del palazzetto. Seguiremo le altre gare in cui sono impegnati gli atleti mongoli.

 SPORT
Calcio East Asian Cup La Mongolia si arrende
4 agosto 2015

Dopo un avvio strepitoso, la Mongolia perde l'occasione di avanzare alla fase finale dell'East Asian Cup di calcio. Nella prima giornata la nazionale mongola ha battuto 4-0 le Isole Marianne Settentrionali, grazie alle reti di Munkh-Erdene Tuguldur, Soyol-Erdene Gal-Erdene, Bilegt Dashnyam e Altankhuyag Murun, primo giocatore mongolo della storia ad avere ottenunto un contratto da professionista (ora al club thailandese Krabi F.C.). A questo punto, i tifosi mongoli si erano illusi di poter dominare il girone, ma nella seconda giornata i padroni di casa del Guam hanno vinto 2-0 passando al comando della graduatoria, approfittando anche del successo delle Marianne su Macao. Nella terza e decisiva giornata, facile vittoria di Guam sulle Marianne (5-0) mentre la Mongolia si faceva battere da Macao. la classifica finale del girone: Guam 7 (qualificato alla fase finale), Macao 4, Mongolia e Marianne 3. Nella foto (statopotenza.eu), a sinistra, il bomber mongolo Altankhuyag Muren. 

 EDICOLA
Il destino della Mongolia sul Venerdì di Repubblica
4 agosto 2015

Qual è il destino della Mongolia e delle sue millenarie tradizioni? Se lo chiede Gabriele Battaglia sul Venerdì di Repubblica nell'articolo "Cosa resta della steppa". "Lo sfruttamento intensivo delle miniere - si legge nel sommario - sta cancellando l'antica cultura nomade producendo nuovi ricchi e molte contraddizioni". Tra gli interlocutori l'antropologo David Bellatalla (foto), da anni impegnato sul fronte degli aiuti umanitari in questo Paese, che definisce la Mongolia "terra di miracoli e misteri" e riassume a suo modo il rischio della fina della civiltà nomade: “Perdiamo nostro fratello gemello. È la storia che racconta anche la Bibbia. Dio accetta i regali del pastore Abele e rifiuta quelli dell'agricoltore Caino. Allora quello tira una bastonata in testa al fratello e l'ammazza. Così stiamo facendo noi ora, con i nomadi”. Vai all'articolo completo

 AMBIENTE
Google Earth per studiare la deforestazione
1 agosto 2015

La lotta alla deforestazione in Mongolia è uno degli obiettivi di Google Earth Engine, lo strumento satellitare presentato alla sede Fao di Roma. Google, in collaborazione con le Ong, le università e altre istituzioni stanno sviluppando questo servizio a fini umanitari, anche per la conservazione degli oceani, il controllo di territori protetti o la mappatura delle epidemie e la lotta alla pesca illegale. Dave Thau, capo della piattaforma digitale di Google Earth Engine, ha spiegato come trasformare i dati satellitari in mappe che gli scienziati possono poi analizzare per affrontare problemi ambientali. "Frammentando le immagini di un territorio e inserendo pixel precedentemente presi nello stesso luogo, si può ovviare anche al problema delle nuvole che impediscono la visione della terra dallo spazio", ha detto Thau. In questo modo è stato possibile scoprire fenomeni che si sono verificati negli ultimi 30 anni, come l'effetto della deforestazione in Mongolia o lo sviluppo urbano della città del Texas, negli Stati Uniti. Nella foto (di Federico Pistone), foreste nella regione del Khentii.
 

 PRIMO PIANO
Governo cede partecipazioni a 10 imprese statali
31 luglio 2015

Il Governo mongolo sta progettando di rilasciare sul mercato, nel corso di quest’anno e del 2016, le proprie partecipazioni in dieci imprese di proprietà statale, tra cui la miniera di carbone più grande del Paese Tavan Tolgoi, per  rilanciare la crescita economica della Mongolia e cercare di aumentare gli investimenti stranieri. Ad affermarlo è Angar Davaasuren, amministratore delegato della Borsa mongola, secondo cui il Governo intende vendere le proprie partecipazioni in centrali elettriche e altre imprese nazionali, inclusa la propria quota della miniera di carbone di Tavan Tolgoi. Secondo Davaasuren, circa il 20-30 per cento della miniera potrebbe essere offerto agli investitori internazionali nei prossimi due o tre anni. La Mongolia sta così cercando di attirare investitori dall'estero per sviluppare le ingenti risorse naturali che possiede e dare ulteriore impulso alla crescita economica nazionale, che nel 2014 si è attestata attorno all’8%. Entro due mesi, secondo Byambasaikhan Bayanjargal, Amministratore Delegato di Erdenes Mongol LLC che controlla il deposito di carbone da coke, sarà raggiunto un accordo per sviluppare la miniera di Tavan Tolgoi. (fonte Associm)

 

 PRIMO PIANO
Oggi 16 milioni di persone discendono da Gengis Khan
26 luglio 2015

La notizia era già nota ma ora un genetista di Oxford ha confermato che Gengis Khan lasciò un´eredità condivisa da 16 milioni di persone oggi viventi. Il condottiero mongolo ha così il  carattere maschile alfa di maggior successo e diffusione nella storia umana. Bryan Sykes, professore di genetica umana all´Università di Oxford, ed autore de "La maledizione di Adamo" - uno studio sul cromosoma Y - ritiene che il cromosoma di Gengis Khan, detto "super Y", sopravvisse e proliferò fino alle Isole Britanniche, come rivelato anche da Discovery Channel. La ricerca di Sykes si basa sui dati raccolti da Oxford Ancestor, una società che tratta il dna per ricerche ad uso privato di antenati o parenti. "Offriremo agli uomini inglesi test genetici gratuiti, per verificare se siano discendenti di Gengis. I ricercatori hanno trovato un´impronta di cromosoma Y che ricorreva assolutamente identica nell´8% della popolazione maschile". "Non vi è ragione di dubitare - ha commentato David Morgan, studioso di storia mongola dell'Università del Wisconsin - che Gengis Khan lasciò una progenie non indifferente".

 PRIMO PIANO
Concluso il Naadam in onore di Gengis Khan
14 luglio 2015

La Mongolia ha vissuto come ogni anno, da oltre 8 secoli, la festa del Naadam, il principale appuntamento popolare del Paese, insieme allo Tsagaan Sar, il capodanno lunare. Dall'11 al 13 luglio la Mongolia ha rivissuto una festa che ha ormai tremila anni ma da otto secoli rappresenta la rievocazione delle gesta di Gengis Khan (nella foto). Cinquecento atleti hanno dato vita alla estenuante gara di lotta. Agghindati con una giacca (zodog) che copre solo spalle e braccia, attillati pantaloncini in seta (shudag) e ai piedi i tradizionali stivali di cuoio (gutal), si sono sfidati in rapidi match a eliminazione diretta. L'obiettivo è costringere l’avversario a toccare terra almeno con un ginocchio. Il trionfatore ha volteggiato come uno sparviero sopra il rivale appena battuto. L’ultimo a resistere, dopo tre giorni di lotte trasmesse anche in diretta tv, è il vincitore del Naadam, l’uomo più forte della Mongolia. La seconda prova era quella del tiro con l’arco, a cui hanno preso parte anche giovanissimi e anziani, tutti bardati secondo l’antica tradizione guerriera. I concorrenti hanno centrato barattoli posti a 50 o 75 metri a seconda della categoria mentre i compagni di clan li sostenevano con canti ossessivi di incoraggiamento. Infine, la corsa dei cavalli che si è svolta come da tradizione su una piana stepposa in un’area verso l’aeroporto. Protagonisti sono stati i bambini, da 5 a 12 anni, che hanno lanciato i cavalli in una sfiancante gara di 15 e 30 chilometri. Moltissimi gli stranieri che hanno assistito al Naadam, anche se la vera essenza di questa celebrazione può essere colta esclusivamente dal popolo mongolo.

 PRIMO PIANO
Il Burkhan Khalduun patrimonio Unesco
14 luglio 2015

Il Burkhan Khalduun è stato inserito dall'Unesco nel Patrimonio dell'Umanità, insieme ad altri 23 siti nel mondo. Si tratta della montagna della regione del Khentii, nel nord della Mongolia, dove sarebbe sepolto Gengis Khan. "È una regione meravigliosa - scrive Federico Pistone nel libro "Mongolia, l'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (Polaris) - comoda da raggiungere e raramente inserita negli itinerari classici soprattutto per chi visita la Mongolia per la prima volta. Il motivo forse va cercato in un equivoco di fondo: le guide che descrivono il Khentii lo segnalano esclusivamente per il legame con Gengis Khan. Qui nacque (forse), qui fu incoronato imperatore (forse), qui venne sepolto (forse), insieme ai tesori, ai cavalli, alle donne. Ma al di là di queste evocazioni storiche, resta comunque una zona paradisiaca di boschi e specchi d'acqua in fila lungo il Khentii, la catena montuosa (non oltre i duemila di quota, salvo il picco del Khentii khan di 2.350 metri) che dà il nome alla regione". Nella foto (di Federico Pistone), lo sfondo del Burkhan Khalduun incorniciato da larici e betulle.

 SPORT
Grand Prix di Judo la Mongolia è prima
6 luglio 2015

La Mongolia si conferma potenza mondiale nel judo: con 18 medaglie, di cui 5 d'oro e 3 d'argento, domina il Grand Prix di Ulaanbaatar, precedendo Giappone (8 medaglie), Cina (6) e Francia (3). Ecco il resoconto di oasport.it, che ha fornito anche la foto di Otgonbaatar Lkhagvasuren, uno dei protagonisti della manifestazione. "Dopo tre giorni di combattimenti, si è concluso il Grand Prix di Ulaanbaatar, prova del calendario internazionale di judo che si svolge nella capitale della Mongolia. Partiamo proprio dal successo del judoka locale Otgonbaatar Lkhagvasuren, ventiduenne già medagliato di bronzo agli Asian Games nella passata stagione. Il giovane mongolo della categoria 90 kg, numero quattro del tabellone, ha ottenuto il successo più importante della sua carriera andando a battere per ippon il cinese Cheng Xunzhao. Testa di serie numero uno, lo svedese Joakim Dvärbysi è accomodato sul terzo gradino del podio insieme all’uzbeko Erkin Doniyorov. Successo giapponese nella categoria di peso più elevata, la +100 kg, dove Kenta Nishigata ha ottenuto la sua prima medaglia d’oro internazionale a ventisette anni. Il campione nazionale nipponico, vincitore a sorpresa della rassegna di Fukuoka, si è imposto per ippon sul tedesco Sven Heinle, mentre i padroni di casa Temuulen Battulga e Duurenbayar Ulziibayar si sono accomodati sul gradino più basso del podio.

 CULTURA
La Mongolia di Lee conquista Cortona
5 luglio 2015

C'è la Mongolia, la sua magia e il suo dramma, nelle immagini del quarantenne fotografo coreano Deasung Lee, vincitore della quarta edizione del Premio Internazionale Happiness On The Move, organizzato dal festival Cortona On The Move e dal Consorzio Vino Chianti. Lee ha battuto la concorrenza di 1600 fotografi da cinque continenti. Il lavoro premiato, che sarà esposto nel 2016 al "Cortona on the move", si intitola Futuristic Archaeology ed è dedicato alla desertificazione della Mongolia, attraverso scatti sovrapposti di potente forza evocativa. Ecco la motivazione della giuria: “Daesung  Lee, con un’estetica che fonde elementi di fotografia documentaria con la messa in scena ci offre una rappresentazione molto efficace e originale del reale, e in maniera poetica ci pone di fronte al tema dell’ambiente e della necessità di tutelarlo. Una idea concettuale molto precisa, che permette di fondere una visione del passato con la previsione del futuro, è la forza di questo lavoro. Daesung affronta infatti il tema della precarietà della vita nomade in Mongolia con immagini in cui la bellezza formale attrae impedendo un’immediata lettura del contesto: l’osservatore, ad un primo sguardo, non è in grado di capire il segno di ciò che sta osservando. Eppure è potente e affascina”. Nella foto, una delle immagini premiate.

 SPORT
Judo, la Mongolia domina il Grand Prix
5 luglio 2015

Si è aperto all’insegna dei judoka mongoli il Grand Prix di Ulaanbaatar 2015, prova del calendario internazionale. Gli atleti della Mongolia hanno conquistato infatti tre delle cinque medaglie d’oro in palio, collezionando addirittura undici medaglie. Come da tradizione, la Mongolia ha confermato la sua forza nelle categorie di peso più basse. Un fatto davvero evidente tra i 60 kg, dove i padroni di casa hanno monopolizzato il podio. A sorpresa, però, la medaglia d’oro non è andata al campione mondiale in carica Boldbaatar Ganbat, bensì ad Amartuvshin Dashdavaa (foto) che ha sconfitto il connazionale per ippon dopo un minuto e mezzo di golden score. Il ventisettenne è così tornato sul gradino più alto del podio dopo il Grand Prix di Tashkent (Uzbenkistan) dello scorso ottobre. Il podio è stato completato da Kherlen Ganbold e Tsogtbaatar Tsendochir, medagliati di bronzo. Numero uno del tabellone dei 73 kg, Tumurkhuleg Davaadorj si è imposto per ippon sul giovane fenomeno giapponese Hirofumi Abe. Il due volte campione asiatico, già vincitore quest’anno del Grand Prix di Tbilisi, ha fatto valere la sua esperienza per rispondere al waza-ari del nipponico, che si rivelò al grande pubblico con la vittoria dello scorso Grand Slam di Tokyo, battendo addirittura Masashi Ebinuma. Sul terzo gradino del podio sono saliti l’altro mongolo Altansukh Dovdon ed il russo Arsen Galstyan, campione olimpico dei 60 kg oramai passato alla categoria superiore. Il terzo successo per i padroni di casa è arrivato con Sumiya Dorjsuren, che si è imposta nella categoria 57 kg femminile. Da notare l’assenza di Urantsetseg Munkhbat, campionessa iridata nel 2013, anche se la Mongolia ha comunque trovato il podio con Khorloodoi Bishrelt. L’altra medaglia di bronzo è andata al collo della kazaka Alexandra Podryadova. Infine, nella categoria 52 kg, la ventunenne giapponese Ai Shishime si è aggiudicata il suo primo Grand Prix in carriera battendo Tsolomon Adiyasambuu per ippon. Numero uno del tabellone, la finlandese Jaana Sundberg non è riuscita a salire sul podio, sconfitta nel match per il bronzo da Bat-Erdene Baljinnyam. Sul podio della categoria sono salite ben tre mongole, visto che in terza posizione si è classificata anche Bundmaa Munkhbaatar. Il Grand Prix di Ulaanbaatar proseguirà con altre quattro categorie di peso: 73 kg ed 81 kg per gli uomini, 63 kg e 70 kg per le donne (fonte oasport.it)

 SPORT
Judo, a Ulaanbaatar in scena il Grand Prix
3 luglio 2015

Duecentodue atleti provenienti da 35 Paesi combatteranno fino a domenica 5 luglio sui tatami del Grand Prix di judo a Ulaanbaatar. La curiosità starà soprattutto nel poter rivedere all’opera i tre campioni olimpici russi, esclusi dalle convocazioni per gli ultimi Campionati Europei. Arsen Galstyan (campione olimpico dei 60 kg, oramai passato ai 66 kg), Mansur Isaev (73 kg), reduce da un infortunio, e Tagir Khaibulaev (100 kg) saranno gli unici tre rappresentanti della nazionale di Ezio Gamba presenti nel Paese asiatico. Anche per la Francia saranno presenti quasi tutti i migliori interpreti tra quelli esclusi dalla rassegna continentale di Baku, al netto degli infortunati e di Teddy Riner. I padroni di casa della Mongolia cercheranno di fare bella figura di fronte al proprio pubblico, schierando tutti i propri migliori elementi per un totale di 56 judoka. Presente anche il campione mondiale in carica dei 60 kg, Boldbaatar Ganbat (fonte e foto oasport.it)

 PRIMO PIANO
Terrorismo, Mongolia "a rischio trascurabile"
28 giugno 2015

La Mongolia è a "rischio trascurabile di terrorismo", così come Svezia e Svizzera. Anche se Alfano ricorda che "oggi nessun Paese è sicuro", nella mappa pubblicata oggi dalla stampa (a lato), la Mongolia risulta essere uno dei più tranquilli del pianeta. Secondo la “Terrorism and political violence map”, realizzata insieme al The Risk Advisory Group, si osserva una riduzione del livello di allarme in 21 Paesi: Albania, Bangladesh, Barbados, Bhutan, Brasile, Costa Rica, Croazia, Cuba, Repubblica Ceca, Egitto, Fiji, Guyana, Honduras, Kirghizistan, Mauritania, Mongolia, Marocco, Mozambico, Panama, Tunisia e Uzbekistan.

 APPUNTAMENTI
Mongolia e Sardegna canti nomadi a Ravenna
26 giugno 2015

Stasera, venerdì 26 giugno alle 21.30, la rassegna "Canti nomadi" di Ravenna Festival fa tappa in Mongolia passando dalla Sardegna. Nel suggestivo Chiostro della Biblioteca Classense vanno in scena il Cuncordu e Tenore de Orosei con i cantori mongoli Tsogtgerel Tserendavaa e Garzoring Nergui (nella foto). Riferisce ravennanotizie.it: "Nel cuore di una natura ancora sacra e pastorale, l’aspra bellezza delle montagne sarde incontra la distesa delle steppe della Mongolia, attraverso le polifonie del tenore e il canto difonico khoomij. Tra liturgie e feste paesane, al confine fra sacro e profano, le voci risuonano ancora tra le montagne della Sardegna, dove si rifugia la bellezza di una cultura pastorale sempre viva. Il canto difonico è nato invece dove s’incontrano le montagne dell’Altaj e l’immenso deserto del Gobi, uno fra i luoghi più desolati, misteriosi e affascinanti del pianeta. Questo meraviglioso incontro fra il gruppo di Orosei e i due artisti mongoli, che si è realizzato per la prima volta nell’ambito del Festival delle Musiche Sacre di Fès, in Marocco, e si è replicato al festival Les Orientales in Francia, mette in risalto i valori e le affinità di questi due popoli, testimoni di un passato in cui l’uomo sapeva vivere in simbiosi con la natura".

 APPUNTAMENTI
Il morin khuur di Epi al Castello Sforzesco
25 giugno 2015

Martedì 30 giugno alle 21 la musica mongola diventa protagonista al Castello Sforzesco di Milano nella rassegna Ethno Festival, aperta gratuitamente al pubblico. Tra gli altri si esibirà Epi, al secolo Enkhjargal Dandarvaanchig (nella foto), 47enne artista di Ulaanbaatar, virtuoso del morin khuur, lo stupefacente e tradizionale violino delle steppe con il manico a forma di testa di cavallo. Epi è considerato uno dei migliori interpreti di questo genere musicale e, insieme all'arpista Rüdiger Oppermann, è particolarmente apprezzato in Germania. Si è già esibito al'Expo 2002 di Madrid e in ogni parte del mondo. 

 CULTURA
A Formello sventola la bandiera mongola
24 giugno 2015

Bandiera mongola al municipio di Formello. A tenerla sono il sindaco Sergio Celestino e l'ambasciatore della Mongolia a Roma Shijeekhuu Odonbaatar (nella foto). L'incontro, promosso dall'associazione culturale ViViAmol'Arte, era l'anteprima dell'atteso Evento Red Carpet che il presidente Carlo Alberto Gioja, il direttore organizzativo Bruna Bencivenga e la responsabile dei Rapporti Internazionali Ayana Sambuu stanno organizzando il 19 luglio. Formello ospiterà dal 9 al 18 la prima parte dell'International OperaStudio dedicato all'opera lirica "La Cenerentola" di G. Rossini, concludendo questo percorso di "alto perfezionamento" con il Gran galà dell'Opera il 19 stesso nel Chiostro di Palazzo Chigi. Centrale il ruolo dell'amministrazione comunale formellese che ha reso possibile questa collaborazione e dell'Ambasciata che ha aiutato la selezione di artisti già in carriera che verranno a perfezionarsi a Formello. Nell'occasione il sindaco e l'assessore alla Cultura Barbara Paoli hanno accompagnato l'Ambasciatore per le suggestive vie di Formello dove, oltre alle riprese del nuovo film con Sabrina Ferilli nel borgo, si èi assistito a un sontuoso matrimonio nel Chiostro. Presente anche la pittrice Nathalie Von Rittersberg che aprirà l'evento del 19 luglio con una mostra dei suoi dipinti. L'artista, colpita dalla bellezza del paese, ha detto: "Formello is small, but is very busy".

 CULTURA
La Mongolia di Ayana nel Romanzo del mondo
23 giugno 2015

Si intitola "Novel of the world" (nella foto, la copertina) ed è un piccolo libro davvero singolare realizzato da Mondadori in occasione di Expo: raccoglie 104 testimonianze di autrici da tutto il mondo, Mongolia compresa, presentati nella lingua inglese e in quella originale di provenienza. Tra queste autrici ci sono personaggi letterari di primo piano che hanno voluto contribuire con storie inedite legate alla propria cultura, affiancando artisti emergenti come è il caso di Ayana Sambuu, presente in rappresentanza della Mongolia, cantante lirica e stratta collaboratrice di mongolia.it. "Ho voluto raccontare - rivela Ayana - come la nostra famiglia accolse un nuovo anno, tutti insieme intorno a un tavolo, con gli amici di mio fratello e mio marito per la prima volta in Mongolia. Ho cercato di trasmettere la serenità, emanata soprattutto dai miei nonni, persone davvero speciali. E poi tutti i preparativi per lo Tsagaan Sar, i cibi tradizionali, il numero delle portate (12, per festeggiare il nuovo anno). Il mio racconto vuole essere un augurio per tutti noi di poter trascorrere una vita tranquilla, non necessariamente di abbondanza, ma sufficiente per creare, studiare, scoprire, avere figli, dare e ricevere amore". Scarica gratis Il Romanzo del mondo

 APPUNTAMENTI
A Genova aperitivo sulle tracce di Gengis Khan
16 giugno 2015

Venerdì 19 giugno dalle ore 19 Genova Cultura organizza, nella sede in via Roma 8b, l’incontro “Un aperitivo sulle tracce di Gengis Khan” a cura del viaggiatore Franca Perla Lombardi (nella foto). "Steppe, aspre montagne, laghi cristallini, paesaggi sterminati e mozzafiato, una fauna ricchissima. La Mongolia, un territorio che da secoli affascina viaggiatori, conquistatori e avventurieri. Monasteri buddhisti (khild) rappresentano la testimonianza più immediata delle radici spirituali della Mongolia, rare testimonianze tangibili della storia del paese, con le loro preziose icone, i sutra e i dipinti che ne ingentiliscono le antiche mura. Poco o nulla resta di Karakorum, l’antica capitale che nel trecento fece tremare il mondo, ma tra Nalaikh ed Erdene, il luogo in cui il grande condottiero trovò una benaugurante frusta d’oro, l’episodio viene rappresentato da un’enorme statua equestre di 40 metri. Un popolo gentile dove le famiglie nomadi ti ospitano nelle loro semplici tende gher. Nelle gher si è sempre i benvenuti e non occorre bussare… i mongoli non lo fanno mai. “Nokhoi khor” è quello che i mongoli gridano quando si avvicinano a una gher, che letteralmente significa: tieni il cane". (fonte genovapost.com)

 PRIMO PIANO
Europa e Mongolia ancora più vicine
16 giugno 2015

"La Mongolia sarà un alleato strategico per l'UE ad Est" ha dichiarato il presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj rivolgendosi ai deputati in seduta plenaria a Strasburgo (nella foto, un momento del discorso). Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha accolto con favore il presidente Elbegdorj. Durante il suo discorso ha anche affrontato la transizione verso la democrazia, oltre al sostegno e alla cooperazione dell'Unione europea in questa fase. "Da uno dei regimi comunisti più chiusi e isolati al mondo siamo diventati uno dei più aperti. Oggi abbiamo un'economia di mercato dinamica e un società vitale e creativa", ha detto il presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj, sottolineando l'importanza del sostegno e della cooperazione nell'UE. "L'Unione Europea era con noi quando abbiamo avuto bisogno del suo sostegno ed quando abbiamo avuto bisogno di un incoraggiamento", ha dichiarato. Martin Schulz ha annunciato che la Mongolia ospiterà l'Incontro Asia-Europa 2016 (ASEM) in giugno. "Questo è essenziale per costruire dei ponti tra l'Europa e l'Asia, ci aiuterà a risolvere i problemi regionali e globali", ha concluso. (fonte Europarlamento)

 SOLIDARIETA'
A Sanremo con l'Aifo un aiuto alla Mongolia
16 giugno 2015

Dal 19 al 21 giugno in Piazza Muccioli a Sanremo sarà installata una gher proveniente dal progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria che l’Aifo sostiene da 23 anni in Mongolia​​. Ancora una volta la collaborazione con il Masci (Movimento Scout Adulti), questa volta di Sanremo e Imperia, consente ad Aifo di far conoscere la cultura della Mongolia (a fianco, la locandina di presentazione). Chiamata dall’OMS per il problema dell’alto numero di persone disabili nell’immenso paese asiatico, Aifo, grazie alla stretta e fattiva collaborazione del governo centrale e di quelli regionali e alle grandi capacità e disponibilità del personale sanitario e proprio del popolo mongolo,​​ è riuscita a coprire con servizi efficienti l’intero Paese. La tenda è arredata con mobili originali così come sono originali i capi di abbigliamento e oggetti prodotti dalle cooperative di disabili che con queste attività hanno riacquistato indipendenza economica e quindi dignità. Sarà esposta anche una mostra fotografica e verranno proiettate immagini con filmati e foto scattate nel corso dei viaggi che Aifo organizza in Mongolia per visitare i progetti. Presenti i volontari di Aifo Imperia e Sanremo a disposizione per le informazioni sul progetto. Orari: montaggio dalle ore 16 di venerdì 19 giugno e quindi apertura che proseguirà sabato dalle ore 9 alle 21 e domenica dalle 9 alle 15. L'ingresso è libero. (fonte imperiapost.it)

 PRIMO PIANO
Moda: missione compiuta della Cna in Mongolia
16 giugno 2015

Soddisfazione da parte di CNA Federmoda per i risultati raccolti con la missione appena conclusasi ad Ulaanbaatar. Nella capitale mongola l’Unione settoriale del tessile, abbigliamento, pelle, cuoio e calzature di CNA ha portato 10 marchi: 070 Landi, Artico, Colb, Donne da Sogno, Lacompel, Landi Fancy, Rinfreschi, Roncarati, R and Co (Creazioni Rosanna) e Valbisenzio ad incontrare operatori del settore e per presentarsi al pubblico. Una iniziativa realizzata con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto dell’Agenzia ICE e la partecipazione di Piero Bardazzi, Console onorario a Prato. La due giorni, tenutasi presso il Tuushin Hotel di Ulaanbaatar ha visto la realizzazione di una sfilata e di incontri b2b. “Abbiamo registrato grande interesse da parte degli operatori mongoli intervenuti, verso prodotti interamente fatti in Italia – ha dichiarato Luca Rinfreschi, Presidente Nazionale CNA Federmoda – operatori appositamente selezionati che conoscono il circuito delle fiere internazionali di settore. E’ evidente che il mercato di questo Paese non può ancora esprimere grandi volumi di acquisto per un prodotto di fascia medio alta, nonostante questo sono stati conclusi alcuni contratti e diverse proposte saranno valutate nelle prossime settimane.” L’interscambio Italia-Mongolia per l'anno trascorso ha registrato un valore di circa 78 milioni di euro (fonte MiSE aggiornamento 3.3.2015), un Paese di cui siamo il decimo fornitore con esportazioni (che vedono tra le voci principali: meccanica, moda, arredo e alimentare) per circa 36 milioni di euro. (fonte Cna)

 PRIMO PIANO
La Mongolia vi aspetta È il momento di organizzarvi
15 giugno 2015

Tra un mese la Mongolia festeggerà il Naadam, la più grande festa nazionale. Molti viaggiatori scelgono questo periodo per visitare la Mongolia, ma le meraviglie di questo Paese meritano un viaggio in qualsiasi periodo. Da giugno a settembre il clima è decisamente favorevole, con temperature diurne calde ma mai torride né umide, mentre le sere sono fresche e gradevoli. È il momento quindi di programmare il viaggio in questa terra incantevole e gentile. Per avere qualche idea di itinerario basta consultare il nostro Parti con noi o recarvi alla vostra agenzia di viaggio di fiducia. Tra l'altro dal luglio scorso per gli italiani non serve nemmeno più il visto, una comodità eccezionale che consente di organizzarsi anche all'ultimo momento, disponibilità di voli permettendo. Tra l'altro c'è un viaggio per un piccolo gruppo "Nella terra di Gengis Khan" dal 15 al 27 agosto in cui restano ancora pochi posti disponibili. Scrivete a info@mongolia.it. Nell'articolo di Federico Pistone sul Corriere della Sera i 4 motivi per andare in Mongolia

 CULTURA
Musica mongola e iraniana si uniscono a Pennabilli
31 maggio 2015

C'è anche la Mongolia, nella versione più spettacolare, al Festival internazionale dell'arte in strada "Artisti in piazza" a Pennabilli, antico borgo medievale in provincia di Rimini. Appuntamento lunedi 1° giugno con i Sedaa (nella foto), un emozionante mix di musica tradizionale mongola, rappresentata dal cantante Nasaa Nasanjargal e dal musicista Maraa Naranbaatar, con il polistrumentista iraniano Omid Multi Bahadori, per un risultato che sfiora la magia. Guarda il programma completo del Festival di Pennabilli. Vai al sito ufficiale dei Sedaa per trasportarvi in un mondo esotico e magico a metà tra l'antico Oriente e le lande sconfinate della Mongolia. http://www.artistiinpiazza.com/2015/

 PRIMO PIANO
Caldo record anche in Mongolia
29 maggio 2015

E meno male che la Mongolia è un Paese freddo! In questi giorni il termometro ha raggiunto temperature record di 35 gradi nelle regioni del Gobi. Anche la capitale Ulaanbaatar ha fatto registrare un caldo anomalo, oltre i 25°. La Mongolia, che solo poche settimane fa aveva patito una situazione di gelo eccezionale, non è stata risparmiata dall'ondata torrida che ha colpito gran parte dell'Asia, provocando solo in India una vera ecatombe. Dall'Egitto al Giappone una terribile estate anticipata. Le temperature stanno però tornando ai livelli stagionali. Nella foto, una bambina di Ulaanbaatar si ripara con un cappello di paglia (foto Federico Pistone)

 PRIMO PIANO
Da Como alla Mongolia "oltre la strada"
19 maggio 2015

Un'esperienza straordinaria e un libro, "Oltre la strada". Protagonisti i comaschi Francesca e Tommaso (nella foto) e un'avventura, raccontata da moto.it, dall'Italia alla Mongolia: "Una moto, 23.000 chilometri da percorrere, 150 litri di bagaglio, tre mesi di preparazione e un itinerario attraverso diciannove Paesi. Un viaggio epico, organizzato nei minimi dettagli. La partenza da Como, la meta è la Mongolia. Francesca e Tommaso partono una mattina di giugno con l'obiettivo di attraversare Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia e Russia per fare poi ritorno lungo le Vie della Seta in sella alla loro Africa Twin. In Siberia, però, il viaggio si interrompe tragicamente e i due protagonisti si ritrovano a intraprendere un cammino che va oltre le strade del mondo, insinuandosi nelle terre inesplorate dell'anima. Gradualmente il dolore si trasforma nella consapevolezza che solo quando si perde tutto si è davvero liberi e che la strada percorsa è comunque maestra di vita. "Oltre la strada" è il resoconto di un viaggio alla scoperta del mondo e di se stessi, un racconto dedicato a chi ama le due ruote, i viaggi e una vita non convenzionale. Ma oltre alla sinossi del loro libro abbiamo la fortuna di poter cedere a loro la "parola" e far raccontare a Francesca e Tommaso la loro esperienza.
Il portellone si apre davanti a noi, lento come uno sbadiglio, e la nave-balena ci libera dopo la breve traversata da Gibilterra. La luce entra prepotente e abbaglia Afrisecond, che scalpita e ruggisce, vedendo davanti a sé la terra africana per la prima volta. Tommy indossa il casco, monta in sella e mi fissa.
“Sei pronta?” mi chiede “è il momento di vivere la nostra seconda vita”.
Sorrido, salto sul nostro cavallo meccanico e, insieme, esploriamo il Marocco, chilometro dopo chilometro, lasciando sull’Atlante, nel Sahara, nel Mediterraneo i ricordi dell’incidente che, pochi mesi prima, aveva arrestato brutalmente il nostro viaggio verso la Mongolia.
Non è passato nemmeno un anno da quando eravamo privi di sensi, in una pozza di sangue, sull’asfalto siberiano, eppure, ora siamo di nuovo in sella a una nuova Africa Twin e al nostro destino. Leggi l'intero servizio

 PRIMO PIANO
Neve e freddo eccezionale Ma torna il bel tempo
11 maggio 2015

Dopo un'ondata di caldo eccezionale, la Mongolia ha vissuto un secondo inverno altrettanto anomalo. In alcune regioni è caduta neve abbondante e la temperatura è precipitata sottozero. Ecco il report di Giovanni Staiano per meteogiornale.it: "Giornate fredde in gran parte della Mongolia, con temperature minime diffusamente negative, fino ai -11,1°C di Songiin. -8,9°C a Underkhaan, -8,7°C a Maanti, -8,4°C a Ulygaiin Dugang, -6,3°C a Choir, -5,9°C a Gaiuut, -5,7°C a Rinchinlhumbe, -5,4°C nella capitale Ulaan-Baatar, -5,0°C a Mandalgovi. Meno 2,9°, -1,8°, 2,2°, 2,7° e 3,9°C le medie delle minime di maggio di Rinchinlhumbe, Gaiuut, Underkhaan, Ulaan-Baatar e Mandalgovi. In molte aree del paese è anche caduta la neve, per esempio nelle già citata Rinchinlhumbe e Gaiuut, ma anche a Tosontsengel, Tsetserleg e Hujirt. Freddo intenso anche a Gaiuut precipitata fino a -8,9°C e che ha poi registrato una massima di appena 1,7°C e la caduta di 7 cm di neve. A causa delle nevicate sono state chiuse alcune strade". Nelle ultime ore la situazione è migliorata e anche nella capitale Ulaanbaatar la temperatura è risalita oltre i 15°.

 PRIMO PIANO
La Mongolia cenlebra il 70° della vittoria sul nazismo
9 maggio 2015

Anche la Mongolia sfila a Mosca per celebrare i 70 anni della vittoria sovietica contro il nazismo. Sono trenta i Capi di Stato di tutto il mondo che si sono dati appuntamento nella capitale russa per i festeggiamenti ufficiali. La Mongolia ha un legame molto stretto con l'ex Unione Sovietica, segnato nel bene e nel male dalla storia recente: la liberazione dai Cinesi, le purghe di Stalin con la distruzione di gran parte dei monasteri e l'esecuzione di migliaia di moanci mongoli, la difesa dalle invasioni giapponesi, la Seconda Guerra Mondiale, la caduta del Comunismo e l'indipendenza. Sono molte sul territorio mongolo le attestazioni di solidarietà militare, politica ed economica russo-mongola, fra cui il monumento eretto a Ulaanbaatar (foto) con un carro armato con data 1945 che richiama l'alleanza tra Mongolia e Russa e il comune obiettivo antinazista.

 SPORT
Primo calciatore mongolo in Europa grazie a YouTube
9 maggio 2015

Si chiama Murun Altankhuyag, ha 25 anni e fa il calciatore. Prima per divertimento, ora per lavoro. Tutto grazie (oltre al discreto talento) a YouTube. Un video postato due anni fa e visto da oltre cinquemila persone, accompagnato dalla scritta: "I have a dream to became professional player". Quel "sogno" è diventato realtà, perché i professionisti serbi del Fudbalski Klub Mačva Šabac (campionato Serbian First League) lo hanno ingaggiato prelevandolo dai dilettanti thailandesi del Satun Utd Fc. Nemmeno un provino, visto su Internet e comprato a "scatola chiusa". Come riferisce Alessandro Di Gioia (calciomercato.com) "anche un altro social network, Facebook, è compartecipe della realizzazione del sogno di Murun: nel 2012 infatti, quando studiava Sport Management e giocava a calcio, riuscì a tenere i contatti con il suo attuale agente proprio su FB. Procuratore che ha svolto alla grande il suo lavoro: dopo un anno il passaggio al Krabi FC, nel 2014 trasferimento al Satun United e quest'anno proprio il Sabac". E pensare che il video in questione non è esattamente una garanzia: si vede questo mingherlino numero 10 realizzare una rete in rovesciata (nella foto, peraltro contro una difesa apparsa piuttosto allegra) in un match ufficiale in Mongolia - preceduto da tanto di inno -  poi una serie un po' confusa di azioni in cui è perfino difficile individuare Murun. Ma i social network hanno fatto il miracolo: quindi, benvenuto al primo giocatore mongolo in Europa! Vedi il video originale postato su YouTube da Murun.

 CULTURA
In libreria "I mongoli" ma è solo un riassunto
9 maggio 2015

La casa editrice il Mulino recupera una pubblicazione del 2012 di Morris Rossabi, docente universitario newyorkese, ne realizza una splendida copertina e inserisce il volumetto "I mongoli" nella collana Popoli e civiltà (136 pagine, 13 euro). Il testo è una sorta di riassunto - non a caso il titolo originale è "The Mongols - A very short introduction" - sicuramente utile per un "ripasso" sulla portata storica dell'Impero mongolo ma niente di straordinario e soprattutto niente di nuovo. Nulla a che fare con l'appassionante "Gengis Khan" di Weatherford. Ecco un estratto, dalla conclusione del libro di Rossabi: "Probabilmente l'eredità più duratura dei mongoli furono le relazioni e gli scambi tra Oriente e Occidente. Dall'epoca mongola in poi gli avvenimenti europei ebbero ripercussioni nell'Asia mediorientale e orientale mentre tendenze asiatiche nel campo dell'arte, dell'abbigliamento e della religione influenzarono l'Occidente. Le invasioni mongole inaugurarono le relazioni e la storia a livello globale. Il fatto che i mongoli siano citati in fonti contemporanee cinesi, giapponesi, uigure, tibetane, russe, georgiane, armene, persiane, arabe, siriache e latine testimonia il loro influsso su gran parte del mondo asiatico". Vai alla sezione LIBRI

 PRIMO PIANO
Roma-Ulaanbaatar: incontro storico fra i due sindaci
7 maggio 2015

Contatto avvenuto: mercoledì 6 giugno il sindaco di Roma Ignazio Marino ha incontrato il sindaco di Ulaanbaatar Erdeniin Bat-Üül. Il colloquio, tenutosi nell’ambito della due giorni di incontri del Sindaco della capitale mongola con le rappresentanze istituzionali romane e italiane, ha avviato le relazioni politiche tra le due città, e ha rappresentato l’occasione per discutere dei futuri programmi di sviluppo turistici e culturali che coinvolgeranno le rispettive capitali e che rafforzeranno ulteriormente i rapporti e la collaborazione tra Italia e Mongolia. Erano presenti all’incontro anche l’Ambasciatore mongolo a Roma S.E. Shijeekhuu Odonbaatar, Michele De Gasperis, Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola, e Eugenio Bernardi, Direttore dell’Ufficio del Turismo Mongolo in Italia. Il Presidente De Gasperis ha espresso “viva soddisfazione per la visita del Sindaco Bat-Üül a Roma, coronata con l’incontro tenutosi col Sindaco Marino in Campidoglio. Durante questa due giorni romana, sono state individuati diversi ambiti in cui Roma e l’Italia possono avviare interessanti forme di collaborazione con Ulaanbaatar. Questa visita, di cui la nostra Camera è stata onorata e per la quale ringrazia nuovamente il Sindaco, ha dato un significativo impulso all’individuazione di quei punti di contatto tra le due municipalità su cui sarà possibile in futuro lavorare con reciproca soddisfazione, e ha permesso alle imprese associate di presentare personalmente al Sindaco le potenzialità dei comparti imprenditoriali romani e italiani” ha concluso De Gasperis. (fonte Associm). Nella foto, da sinistra: Marino, De Gasperis, Bat-Üül e Odonbaatar.
 

 APPUNTAMENTI
Il sindaco di Ulaanbaatar martedì 5 maggio a Roma
4 maggio 2015

La Camera di Commercio Italo-Mongola riceverà martedì 5 maggio come proprio ospite il Sindaco di Ulaanbaatar Erdeniin Bat-Üül (nella foto), in visita ufficiale a Roma. Alle ore 15:30 il Sindaco presiederà un evento organizzato presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, durante il quale presenterà alle istituzioni e alle imprese italiane le ultime opportunità e proposte commerciali provenienti dalla capitale della Mongolia. Prenderanno parte all’incontro l’On. Luca Giansanti, Consigliere Comunale, il Dr. Mario de Facqz, Capo staff dell’Assessore alla Cultura, la Dott.ssa Patrizia Tanzi, Responsabile dell’Ufficio Promozione Internazionale del Turismo, S.E. Shijeekhuu Odonbaatar, Ambasciatore della Mongolia a Roma, e il Dr. Michele De Gasperis, Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola. Per informazioni e adesioni contattare la Camera di Commercio Italo-Mongola a info@associm.com

 AMBIENTE
Expo, è della Mongolia il progetto vincente
1 maggio 2015

Anche la Mongolia è presenta all'Expo di Milano, anche se non si trova traccia del suo padiglione "annunciato". Eppure è uno dei Paesi su cui sono maggiormente puntati i riflettori internazionali. Viene proprio dalla Mongolia il primo dei 18 progetti mondiali premiati nel campo agro-alimentare e della nutrizione, le “Best Sustainable Development Practices”. Le pratiche sono state scelte tra le proposte selezionate da una giuria internazionale, nell'ambito del programma “Feeding Knowledge”, che ha lo scopo di far conoscere e diffondere le migliori soluzioni scientifiche in tema di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile, affinché possano diventare un modello per tutte le nazioni del mondo, a livello ambientale, sociale e produttivo. Sulle 786 proposte presentate, 749 sono state ammesse (di cui il 47,1% dall'Europa e il 15,1% dall'Asia). Cinque progetti – realizzati in Mongolia, Niger, Guatemala, Tanzania e Italia - saranno narrati in un filmato prodotto da Expo Milano 2015. Quello della Mongolia è il primo in assoluto e riguarda "gruppi di pastori per una gestione sostenibile dei pascoli in Mongolia”, organizzato dal Ministero dell’Industria e dell’Agricoltura mongolo.

 EDICOLA
Sul Corriere della Sera 4 motivi per la Mongolia
1 maggio 2015

Doppia pagina dedicata alla Mongolia sul Corriere della Sera del 1° maggio: "Dove regnava Gengis Khan" è il titolo dell'ampio servizio scritto da Federico Pistone, titolare di mongolia.it e autore della guida Polaris sulla Mongolia. Nell'articolo vengono individuati 4 buoni motivi per visitare la Mongolia. Si parte dalla notizia di cronaca recente degli sciamani scesi in piazza. Ecco l'incipit: Le penne d'aquila sui cappelli a cinque punte ondeggiano al ritmo ossessivo dei tamburi: qualcuno intinge l'anulare nel latte di cavalla e ne offre una goccia al Cielo, una alla Terra e una agli antenati. Duecento sciamani hanno abbandonato i loro rifugi nelle regioni settentrionali della Mongolia e sono scesi in piazza, la grande piazza Gengis Khan di Ulaanbaatar, davanti al Parlamento all'ombra della Blue Sky Tower, per protestare contro lo sfruttamento eccessivo del deserto del Gobi, forziere di oro, rame e tutte quei metalli che hanno improvvisamente risvegliato l'interesse mondiale per quest'ultimo paradiso dei nomadi. Lo spirito della Mongolia, immacolato da millenni e in magico equilibrio tra le forze naturali del bene e del male, i leggendari e temutissimi gog e magog, rischia in pochi anni di essere sgretolato da multinazionali che scavano voragini, prosciugano corsi d'acqua, impongono strade asfaltate e stravolgono paesaggi e governi. In ballo c'è una nuova ricchezza - hanno ribattezzata la Mongolia l'emirato delle steppe - ma anche un fragile equilibrio da difendere. Non basta l'appello ecologista lanciato da Jiang Rong con il suo libro Il totem del lupo e rilanciato da Annaud al cinema con L'ultimo lupo, dove si esalta la vita nomade contro il tentativo di appiattimento sociale imposto dal governo di Pechino. Per fortuna la Mongolia resta un'isola - si fa per dire, è la terra al mondo più lontana dal mare - compressa fra Russia e Cina eppure miracolosamente aggrappata al proprio orgoglio millenario di tradizioni, riti, spiritualità e sorrisi. Un Paese incantato, ancora per poco, da visitare per molte ragioni. Almeno quattro. Sopra, un segmento dell'illustrazione realizzata per il Corriere da Paola Parra, che accompagna le due pagine. Apri le due pagine del Corriere

 CULTURA
È in libreria "Gengis Khan" finalmente in italiano
23 aprile 2015

È in libreria "Gengis Khan - La nascita del mondo moderno" di Jack Weatherford (Leg-Bus, 29 euro). Non è una novità editoriale. Questa avvincente biografia dello studioso statunitense sul condottiero mongolo era uscita nel 2004, ma finalmente ora è apparsa anche nella splendida versione italiana. Qualche purista potrà obiettare che il passo narrativo scelto dall'autore sia eccessivamente "spettacolare", un po' all'americana diremmo noi. Ma per la prima volta siamo di fronte a una biografia di Gengis Khan serrata, giornalistica, brillante e soprattutto ricca di informazioni e di aggiornamenti, con un intreccio di riferimenti storici e bibliografici davvero entusiasmante. Un'occasione preziosa per conoscere l'epopea mongola, attraverso la saga del suo uomo-divinità più importante, in una lettura senza respiro e - evviva! - senza banalità. E così scopriamo come Temugin ha meritato l'appellativo di "uomo del millennio". E a completare il quadro, una confezione editoriale da leccarsi i baffi. Scheda completa nella sezione Libri

 AMBIENTE
L'ira degli sciamani contro il progetto minerario
23 aprile 2015

L'ira degli sciamani della Mongolia contro un progetto minerario canadese che minaccia il patrimonio nazionale. Nel sottosuolo delle immense e disabitate steppe mongole si celano ingenti giacimenti di carbone, rame, oro, ferro e altri minerali per un valore di diversi miliardi di dollari, una ricchezza che potrebbe trasformare, in meglio o in peggio, la vita dei tre milioni di abitanti. Cantando preghiere a Tenger, il Cielo onnipotente, gli sciamani si oppongono però a questo sfruttamento straniero che mette in pericolo l'eredità mongola, la sua terra, le sue acque, le sue montagne. (fonte ilsole24ore.com) Vedi il video

 PRIMO PIANO
Padre Ernesto: La Chiesa scommette sui laici
11 aprile 2015

La vera sfida della Mongolia, come racconta il missionario della Consolata padre Ernesto Viscardi, è di «coniugare il bello di una cultura millenaria con le opportunità che i vari elementi della “modernità” possono offrire». Siamo passati da una società caratterizzata da antiche tradizioni a una «bombardata da modelli molto aggressivi». Nella quotidianità resistono quelle forme tradizionali, basti pensare allo sciamanesimo o al buddismo mahayana tibetano che si mescola con gli accessori della modernità (internet, macchine di grossa cilindrata…). L’ordinarietà, soprattutto tra i più anziani, è regolata dalla consuetudine: ci sono «i giorni buoni o meno buoni per concludere affari, sposarsi o fare funerali». I giovani guardano, invece, alle «telenovelas» coreane o ai mercati di Singapore. La Chiesa in Mongolia è una realtà giovane: i primi missionari di Scheut si sono stabiliti nell’estate del 1992, i religiosi della Consolata sono arrivati, invece, nel luglio del 2003 e dopo due anni di studio della lingua hanno incominciato la loro missione ad Arvaiheer, a 430 km dalla capitale. E oggi la comunità cattolica di Arvaiheer conta i suoi primi 20 battezzati. Per un missionario che ha speso 12 anni in Africa, l’Asia «diventa un’esperienza unica. Lavorare in un Paese che si apre al resto del mondo, in una Chiesa quasi incipiente, è una grazia e la realizzazione del sogno di ogni missionario. E per questo, come si esprimerebbe un mongolo, dico: “Dio del cielo a te rendo grazie”». Per dare un «volto mongolo alla Chiesa cattolica», padre Ernesto sta realizzando il progetto formativo “Formation of full time ministers” che mira alla formazione dei laici: due anni in Mongolia e due a Manila presso l’Istituzione Fondacio Asia che prepara laici missionari animatori di comunità. I candidati ottengono un contratto triennale e sono inseriti a tempo pieno nelle attività pastorali. «Insieme formano un “pastoral team”, un gruppo think-tank di analisi, riflessioni e proposte da iniettare nella Prefettura Apostolica». (fonte Luciano Zanardini - Vatican Insider - Lastampa.it)

 AMBIENTE
Allarme Mongolia: il deserto avanza
31 marzo 2015

La vita nomade è stata fondamentale per la cultura tradizionale mongola nel corso della storia: ancora oggi i pastori sono circa un terzo della popolazione totale, mentre gli animali allevati sono oltre 25 milioni, la concentrazione di animali da allevamento più alta del pianeta. Questo stile di vita tradizionale oggi è minacciato dai cambiamenti climatici: secondo una ricerca realizzata dal governo mongolo circa 850 laghi e 2 mila fiumi si sono asciugati, e la perdita di acqua contribuisce alla rapida desertificazione della Mongolia. Circa il 23 per cento del suo territorio si è trasformato in deserto negli ultimi 30 anni. Per il progetto Futuristic Archaeology il fotografo coreano Daesung Lee ha fotografato alcune delle grandi aree desertificate della Mongolia, ponendo all’interno di ogni scena un’altra immagine stampata su un grande cartellone ― in corrispondenza con l’orizzonte del paesaggio ― della stessa zona prima che iniziasse il processo di desertificazione. In alcuni casi viene fatto invece l’opposto. Daesung Lee ha voluto realizzare dei veri e propri “diorami” (ambientazioni in scala ridotta) con l’idea che le persone fotografate possano rifugiarvisi “per poter sopravvivere in futuro”. In questo modo i paesaggi fotografati diventano una specie di limbo, qualcosa a metà tra la situazione attuale e un’ideale esposizione nel futuro di ciò che era una vecchia tradizione: mettendo a confronto una fotografia naturale con quella che assomiglia a un’immagine come quelle che vediamo esposte nelle mostre Daesung Lee cattura la precarietà della vita nomade. La serie completa e gli altri lavori di Daesung Lee si possono vedere sul suo sito. (fonte il post.it)

 PRIMO PIANO
Nuovo aeroporto: via al collegamento con Ub
27 marzo 2015

Il Governo della Mongolia ha approvato la costruzione di un tratto stradale che colleghi Ulaanbaatar al nuovo aeroporto internazionale di Khushigt Valley, nel Tuv aimag. La costruzione della nuova strada dovrebbe essere ultimata entro il secondo trimestre del 2016, prima dell’undicesimo Asia-Europe Meeting (ASEM), vertice dei Capi di Stato e di Governo che nel 2016 si terrà proprio a Ulaanbaatar. Il Ministro delle Strade e dei Trasporti N. Tumurkhuu è stato incaricato di avviare le pratiche affinché i lavori di costruzione possano partire il prima possibile. Per quanto riguarda l’aeroporto di Khushigt Valley, la prima fase della sua realizzazione sarà portata a termine a metà del 2016, e pertanto i lavori di costruzione della nuova strada di collegamento – dotata di doppia carreggiata con tre corsie per senso – dovranno essere ultimati in tempo per permettere di raggiungere l’aeroporto una volta che questo sarà operativo. (fonte Associm)

 

 CULTURA
Dall'Appennino alla Mongolia Lindo Ferretti su Sky Arte
25 marzo 2015

Lo straordinario percorso umano ed artistico di Giovanni Lindo Ferretti (nella foto), in prima visione mercoledì 25 marzo alle 22.10 su Sky Arte nel film "Fedeli alla linea", che sarà poi replicato in altre fasce. "Un film - scrive Anna Lupini per tvzap - in forma di dialogo con un personaggio che non è solo un musicista e cantante, ma anche pensatore e un artista a tuttotondo che ha sempre manifestato un pensiero libero e forte. Un dialogo intimo tra le mura di casa, che ripercorre un intero arco esistenziale: dall’Appennino alla Mongolia, attraversando il successo, la malattia e lo sgretolarsi di un’ideologia. Il ritorno a casa infine, tra i suoi monti per riprendere le fila di una tradizione secolare, sullo sfondo del suo ultimo ambizioso progetto: Saga. Il Canto dei Canti, opera epica equestre che narra il legame millenario tra uomini e cavalli. Il film è arricchito da preziosi contenuti d’archivio: inedite immagini dei CCCP Fedeli alla linea nella Berlino degli anni del Muro, scatti dei primi concerti concessi da Umberto Negri, tra i fondatori del gruppo con Ferretti e Zamboni, vhs mai visti recuperati all’interno del Fondo Valdesalici, foto di famiglia, estratti del film di Luca Gasparini, Tempi moderni e sequenze del viaggio in Mongolia tratte da "Sul 45° parallelo" di Davide Ferrario, fino ad arrivare ai suoni e alle immagini dell’attuale tour A cuor contento". Guarda l'articolo e l'anteprima

 

 POSTA
Il diario di Adele e Andrea 25.000 km in camper
23 marzo 2015

Quasi venticinquemila chilometri percorsi in camper, dall'Italia alla Mongolia, e raccontati in esclusiva per mongolia.it dalla intraprendente coppia di Parma Adele e Andrea Cobianchi, attraverso un intenso e dettagliato diario di viaggio e alcune immagini (come quella a fianco, al monastero di Amarbayasgalant) scattate durante la spedizione. Ecco un estratto: "S’incontrano numerosi "Ovoo", cumuli di pietre con al centro un palo avvolto da tante bandiere di preghiera azzurre e rosse. Assistiamo al rito votivo che consiste nel girare attorno al cumulo di pietre per tre volte e lanciare monetine e sassi facendo crescere il cumulo stesso; chi non si ferma annuncia il suo passaggio con tre suoni di clacson.  Frequenti i corsi d'acqua e le piste che, staccandosi dalla via principale, si perdono in immensi pascoli punteggiati da candide Gher. Presso un fresco e limpido ruscello, sostiamo per pranzare, sotto un cielo terso e azzurro, la temperatura è di 33°; un vicino Buddha solitario ci osserva. Desta la nostra curiosità, un altro imponente Buddha che, attorniato da altre divinità, fa da custode a un grande cimitero, nel quale sorgono numerose Stupe di varie dimensioni in base all'importanza del defunto. In un tempio attiguo assistiamo a una toccante cerimonia di cremazione". Leggi il diario di viaggio 

 SPORT
Mondiali di calcio: Mongolia eliminata da Ballardini
23 marzo 2015

Si è già conclusa l'avventura della Mongolia (nella foto) ai campionati Mondiali di calcio 2018 in Russia. La nazionale allenata da Purevsukh ha perso anche l'incontro di ritorno delle qualificazioni, pur se di misura. Dopo il 4-1 subito all'andata sul campo di Timor Est, la Mongolia ha saputo gestire meglio il ritorno, davanti a 5.000 spettatori stipati nello stadio Centrale di Ulaanbaatar, concludendo con una sconfitta per 1-0 (rete di Patrick Fabiano dopo 9 minuti di gioco). È stata comunque una prestazione convincente quella dei rossoblù mongoli contro una nazionale più quotata e lo conferma la caratura del c.t. Davide Ballardini, ex tecnico di Lazio, Cagliari, Palermo, Genoa e Bologna. Timor Est accede alle fase successiva, la Mongolia vedrà ancora una volta i Mondiali da casa. Vedi gli highlight e il gol della partita

 CULTURA
L'ultimo lupo di Annaud tra politica e ambientalismo
23 marzo 2015

Come annunciato da mongolia.it, il film L'ultimo lupo dal 25 marzo è nelle sale cinematografiche italiane. Ecco la recensione di comingsoon.it: Se Jean-Jacques Annaud dovesse riassumere il suo percorso umano e artistico in una parola, sceglierebbe "cuore". Così almeno ha dichiarato durante un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita in Francia de L'ultimo lupo, kolossal da 40 milioni di dollari voluto e finanziato dalla Cina, che considera Il totem del lupo di Jiang Rong un monumento cartaceo nazionale. Di cuore ce n'è tanto nel tredicesimo film del regista francese, che vede ancora il cinema come un sogno e che, nonostante le cadute, ha sempre lottato strenuamente per costruire una sua personalissima macchina delle meraviglie. I primi ad accorgersene sono stati i lupi che hanno "recitato" nel film, a cominciare dal capo branco Cloudy che ogni mattina si lasciava accarezzare come un cagnolino d'appartamento. Poi è toccato a noi, che abbiamo visto la passione vibrare intensamente fra le steppe della Mongolia inquadratura dopo inquadratura. C'è anche un po' di sana passione politica in questa storia di disastrosa violazione di un ecosistema, perché, mentre Mao inviava giovani "emissari" della Rivoluzione Culturale a educare i nomadi e i pastori delle regioni più remote del suo immenso paese - avviando un danno ambientale irreparabile - un giovane Jean-Jacques militare in Camerun rifletteva sui danni del colonialismo. Quasi trent’anni dopo, dall'orlo dell'Apocalisse, il regista sventola ancora la bandiera del rispetto della libertà dei popoli e condanna l’attitudine a distruggere sistematicamente le vite degli altri, siano essi uomini, animali o piante. Infine, c'è estrema cura nella mise en scene di questo film che parla di speranza attraverso la relazione fra l’uomo e l’animale. C'è la fotografia evocativa di Jean-Marie Dreujou insieme alla magia che solo la silenziosa rappresentazione di un paesaggio incontaminato e smisurato può creare. Va detto, però, che delle due anime del film una è migliore dell’altra. E’ quella più selvaggia, quella che fa il tifo per i lupi, per la loro giusta aggressività, la loro lealtà e organizzazione sociale; quella che mostra una natura vendicativa, insomma, e che i bambini non dovrebbero vedere. Annaud la sviluppa visivamente quasi con ferocia, filmando la carneficina e restituendoci scenari che, in netta contrapposizione con la ieraticità e pacatezza di sequenze più contemplative, appaiono brulicanti come un quadro di Hieronimus Bosch, rossi di sangue come l' "Inferno" dantesco oppure spettrali, orribilmente raggelanti e raggelati. L'effetto è portentoso e l'emozione arriva inesorabile. Più debole, e forse troppo schematica nella divisione fra buoni e cattivi, è la parte degli uomini, con la saggezza e l’armonia con il cosmo dei mongoli da una parte e l’ottusità degli ufficiali governativi dall’altra. In mezzo, lo studente universitario Chen Zhen, personaggio forse guastato dalla sua universalità e dalla sua funzione di alter ego dello spettatore, che non ne comprende in pieno il mistero, la complessità. E’ qui che L'ultimo lupo non balza in avanti impetuoso e veloce come gli splendidi animali che descrive e che Jean-Jacques Annaud rischia di registrare un calo di tensione e di epicità, perché l’enigma più affascinante da penetrare è proprio l’essere umano, meno puro e coerente dell’animale, ma dotato di autoconsapevolezza e libero arbitrio". Vai alla sezione Film

 PRIMO PIANO
Alfredo Savino, primo Console onorario in Mongolia
18 marzo 2015

Alfredo Savino è ufficialmente il primo Console onorario italiano in Mongolia. Martedì 17 marzo l'Ambasciatore italiano responsabile per la Cina e la Mongolia con sede a Pechino, Alberto Bradanini, si è recato a Ulaanbaatar per consegnare al dott. Savino l'importante incarico diplomatico in occasione di una cerimonia tenuta in onore del Console all'hotel West bestern Tuushin. Il giorno seguente, il nuovo Console è stato ricevuto dal Direttore del protocollo del Ministero degli esteri mongolo per ricevere l'exequatur. Alfredo Savino, 38 anni, milanese, dal 2007 si è trasferito a Ulaanbaatar dove insegna italiano all'Università nazionale della Mongolia. È uno dei fondatori e soci storici dell'associazione culturale Soyombo di Giancarlo Ventura. Nella foto, Alfredo Savino, durante il suo intervento di investitura, con l'Ambasciatore Bradanini.

 SPORT
Mondiali 2018: la Mongolia perde 4-1 a Timor Est
12 marzo 2015

È stata proprio la Mongolia ad aprire le danze per le qualificazioni del Campionato del mondo di calcio, in programma nel 2018 in Russia. La squadra allenata da Sanjmyatav Purevsukh ha perso la prima partita 4-1 a Dili contro la nazionale di Timor Est. Il gol della bandiera è stato realizzato a 3 minuti dalla fine da Erkhembayar. Il ritorno previsto il 17 marzo allo Stadio Centrale di UIaanbaatar: per passare il turno la Mongolia dovrà vincere 3-0 o con oltre tre reti di scarto. Negli altri match di qualificazione: Cambogia-Macao 3-0, Taipei-Brunei 0-1, Sri Lamka-Bhutan 0-1. Le vincenti si qualificano al secondo round. Nella foto, un momento della partita (Mongolia in tenuta bianca)

 SOLIDARIETA'
La Giornata della preghiera arriva anche in Mongolia
11 marzo 2015

Anche nelle steppe di Arvaikheer, a 400 chilometri da Ulaanbaatar, la piccola comunità cattolica locale si unirà alla Giornata di preghiera mondiale proclamate da papa Francesco. Padre Giorgio Marengo (foto), missionario della Consolata in Mongolia da 12 anni, ha dichiarato ad AsiaNews: "Chiediamo al Signore che apra i cuori di tutti, a cominciare dai nostri, e ci converta a Lui". Nata poco più di 20 anni fa, anche i cattolici della Mongolia - appena mille fedeli in totale - si uniranno dunque alle "24 ore per il Signore" proclamate da papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2015. Si tratta di un'iniziativa affidata al Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, che cerca di unire tutte le diocesi del mondo in una giornata di adorazione eucaristica e di penitenza attraverso il sacramento della riconciliazione. Il tema di quest'anno è "Dio ricco di misericordia". Nel rispetto di una missione difficile da tanti punti di vista, ma altrettanto stimolante, la chiesa di padre Giorgio è una gher, una tenda della tradizione nomadica della Mongolia. Qui il suo "piccolo gregge" si riunirà, in comunione con la Chiesa universale, per rispondere all'appello del Papa e dimostrare come la preghiera sia "l'arma dei cristiani contro i mali del mondo". In Mongolia, continua padre Giorgio, "la preghiera è fondamentale. Nel nostro caso pregheremo in modo particolare per la missione, dato che ancora non vi è la possibilità di contare su una Chiesa locale [il primo diacono mongoli, Enkh-Baatar, è stato ordinato in Corea del Sud lo scorso 10 dicembre 2014]. Ma siamo fiduciosi, perché la missione è di Dio: è Lui che tocca i cuori, e quindi abbiamo un bisogno estremo di rimanere uniti al Signore, di adorarlo e di supplicarlo". (fonte asianews.it)

 CULTURA
Successo a Prato per i Khukh Mongol
2 marzo 2015

Grande successo al Teatro del Convitto Cicognini di Prato per lo spettacolo dell’ensemble Khukh Mongol (nella foto) organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Consolato Onorario della Mongolia in Toscana. Emozionante ed applauditissima la performance degli artitisti, a cui hanno assistito oltre 200 persone. Tra loro il vicesindaco Simone Faggi, gli assessori alla Cultura Simone Mangani e allo Sviluppo economico Daniela Toccafondi e Piero Bardazzi, rappresentato console onorario della Mongolia per la Toscana. Molto apprezzati i colori e le suggestioni della tradizione mongola attraverso il ricco repertorio che ha spaziato dalla musica suonata con strumenti tradizionali, ai canti (il canto armonico khuumi, gli elogi magttaal), dalle contorsioni ai vari tipi di danza. L’ensemble Khukh Mongol, che ha tenuto spettacoli in tutta l’Europa occidentale, negli Usa e in Giappone, nasce nel 1997 a Ulaanbaatar e da allora, sotto la guida di Dashtseren Erdenebold, gira il mondo come ambasciatore musicale della Mongolia. (fonte Adnkronos)

 PRIMO PIANO
Ulaanbaatar, in due anni il nuovo aeroporto
25 febbraio 2015

Entro l'inizio del 2017 Ulaanbaatar avrà il nuovo aeroporto internazionale, attualmente in fase di costruzione. Il progetto è stato sviluppato dal Governo mongolo e dall’agenzia giapponese per la cooperazione JICA. Nel maggio 2008 è stato firmato un accordo per la fornitura di un prestito di 28,8 miliardi di yen per l'attuazione del progetto, nel quadro delle sovvenzioni messe a disposizione dal Giappone per lo sviluppo dell’aeroporto. Il Direttore dei lavori per il nuovo aeroporto internazionale, N. Enkhbat, ha affermato che secondo le ultime stime il progetto sarà ultimato il 7 gennaio 2017, anche se non nasconde che ci siano buone possibilità di portarlo a termine entro il 2016 (fonte Associm). Nella foto, il progetto. Vai al sito ufficiale 

 CULTURA
Al Bano e Ayana due voci che uniscono
25 febbraio 2015

Ayana e Al Bano, due grandi cantanti per la prima volta insieme in occasione di una splendida cerimonia, oragnizzata dall'Ambasciata mongola a Roma, per ricordare i 45 anni di rapporti diplomatici ufficiali fra Italia e Mongolia, ma anche gli otto secoli dalle prime relazioni storiche, quando Giovanni di Pian del Carpine, inviato del Papa, incontrò il Khan a Karakorum, l'antica capitale del grande Impero mongolo. Per questa ricorrenza, ospitata nella suggestiva cornice della Sala Immacolata del Convento Ss Apostoli di Roma, hanno preso parte molte personalità italiane e mongole, fra cui l'Ambasciatore Odonbaatar. Protagonista della serata è stata Ayana Sambuu, cantante lirica (e responsabile della rubrica "Punto d'incontro" per mongolia.it), a cui lo stesso Al Bano ha voluto tributare un personale applauso, commentando: "Ayana ha una vocalità davvero bella e forte. Assolutamente bravissima, straordinaria!". Ayana ha introdotto l'ensemble Khukh Mongol, che ha proposto musica tradizionale della Mongolia, e ha poi interpretato due brani del repertorio lirico; in particolare l'aria di Rosina, dal Barbiere di Siviglia di Rossini, ha scatenato l'entusiasmo dei presenti. Nella foto, Al Bano e Ayana, insieme al marito Marco e all'Ambasciatore Odonbaatar.

 APPUNTAMENTI
L'ensemble Khukh Mongol in concerto a Prato
25 febbraio 2015

Suggestioni, colori, musica dalla Mongolia venerdì 27 febbraio alle 21.15 al Teatro del Convitto Cicognini di Prato (ingresso libero). In scena l'ensemble Khukh Mongol, dopo il debutto del 25 febbraio in prima nazionale al teatro Cucinelli di Solomeo, in Umbria. L'iniziativa è a cura del Comune di Prato in collaborazione con il Console Onorario della Mongolia in Toscana Piero Bardazzi. Il concerto spazia dalla musica tradizionale (strumenti antichi e canto armonico di gola khuumi) alla danza fino alle esibizioni di contorsionismo.  L’ensemble Khukh Mongol (nella foto), che ha tenuto spettacoli acclamati in Europa, Stati Uniti e Giappone, nasce nel 1997 a Ulaanbaatar. Sotto la guida di Dashtseren Erdenebold, gira il mondo come ambasciatore musicale della Mongolia. Il nome Khukh Mongol (Blu Mongolia) è stato scelto per la particolare importanza  che il colore blu colore riveste per tutti i mongoli: il blu intenso oltre a ricordare i colori del cielo mongolo, richiama la macchia blu sulla schiena che caratterizza i bambini mongoli. Oltre ai cantanti e musicisti - tutti professionisti che suonano tipici strumenti mongoli come il violino a testa di cavallo, il salterio, il flauto e il contrabbasso – sarà sul palco anche la cantante khuumi Purevsuren Usukhjargal, una delle pochissime donne mongole a padroneggiare questo tipo di canto. Tutti gli artisti si esibiranno nel costume tradizionale mongolo, confezionato con pesanti broccati dagli splendidi motivi e dai colori brillanti.

 CULTURA
Magione e lo Tsagaan Sar nel ricordo di fra Giovanni
19 gebbraio 2015

Martedì 24 febbraio Magione, l'antica Pian di Carpine (provincia di Perugia), festeggia lo Tsagaan Sar, la principale festa mongola che coincide con l’inizio dell’anno buddhista. È anche l'occasione per ricordare lo storico viaggio di fra Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245-47, primo occidentale, raggiunse Karakorum, capitale del grande impero mongolo, per tentare una soluzione diplomatica alle continue minacce di invasione militare dell’Europa. La festa è organizzata dal Comitato Giovanni da Pian di Carpine, dalla Pro Magione, dalle Associazioni Mongolia Italia di Ulaan Bator e Soyombo di Milano, con il patrocinio del Comune di Magione. Il programma della giornata prevede l’arrivo, alle 15, nella sede del Comune di una delegazione guidata dall’Ambasciatore mongolo in Italia, Shijekhuu Odonbaatar, che sarà ricevuto dal sindaco e dalle autorità locali, proprio nella sala del consiglio affrescata da Gerardo Dottori con la rappresentazione molto efficace dello storico incontro tra fra Giovanni da Pian di Carpine e il Gran Kahn Guyuc. La delegazione farà poi visita alla vicino castello dei Cavalieri di Malta, il monumento che insieme alla Torre di Magione risale all’epoca di Giovanni da Pian di Carpine. Seguirà la cena tradizionale mongola, alla quale parteciperà lo stesso ambasciatore, alcuni studenti mongoli dell’Università per gli stranieri di Perugia, il Rettore, il direttore dell’Adisu Maurizio Oliviero. Chi volesse partecipare può farlo entro domenica 22 chiamando il numero 075-8409115 (costo della cena euro 25,00), appuntamento per le ore 20,00 di martedì 24 febbraio al Ristorante Albergo Le Rocce, in località Villa di Magione. I piatti del menu, realizzato da un cuoco italiano che ha lavorato in un ristorante ad Ulaanbaatar, con la supervisione di L. Nyamaa, direttrice della Associazione Mongolia Italia, verranno spiegati ed inseriti nel contesto ambientale e culturale di un popolo tradizionalmente nomade, e in quello storico descritto da Giovanni da Pian di Carpine ben 770 anni fa.  Questo il menu che verrà servito: Khushuur (panzerotti di verdure e carne); Buuz (fagottini ripieni di carne di agnello, cotti al vapore); Tsuivan (tagliatelle con verdure e carne di maiale); Khorkhog (carne di montone bollito con patate; il tutto cotto con l’ausilio di pietre riscaldate); Baitsaany salade (insalata di verza, carote e cipolla); tè e wodka rigorosamente mongoli; dessert italiano e vino rosso Colli del Trasimeno. Nell'immagine, l'affresco che ricostruisce l'incontro fra Giovanni e il Gran Kahn.

 PRIMO PIANO
Il 19 febbraio è Tsagaan Sar Comincia l'anno della Pecora
16 febbraio 2015

Il 19 febbraio la Mongolia celebra lo Tsagaan sar (luna bianca), il nuovo anno: si passa dall'anno del Cavallo all'anno della Pecora. Da settimane il popolo mongolo si prepara a questo evento tradizionale che ha un significato particolarmente rilevante nella tradizione e nella cutlura locale. Lo Tsagaan sar segue il calendario lunare tibetano. I mongoli fanno festa per cinque giorni consecutivi. Si scelgono i vestiti migliori e si preparano centinaia di buuz (i tradizionali ravioli al vapore) e altri piatti e bevande tipiche; si consumano antichi riti per ricordare gli antenati, si vanno a visitare i parenti più anziani, si scambiano i regali e si mangia e si beve tutti insieme; si incontrano amici per giocare, cantare e ballare. Ma come sarà questo nuovo anno della Pecora? Risponde l'esperta di www.oracoloching.com: "Il 2015 è l'anno della Pecora! Sarà un anno piuttosto tranquillo e seguirà a quello pieno di energia del Cavallo. Un anno rilassante che servirà a trovare la pace con se stessi e con i propri cari in cui le cose accadranno lentamente e risveglieranno l'emotività della Pecora. Protettrice dell'arte, la Pecora risveglierà in tutti coloro che appartengono a questo segno, tutta la creatività e l'amore per l'estetica. Chi è della Pecora sarò produttivo e pieno di immaginazione. La Pecora dovrà approfittare del 2015 per creare e coltivare nuovi interessi e passioni, per fare nuove amicizie e per fare nuovi viaggi, facendo attenzione a non esagerare con le spese. La serenità e il carattere pacifico della Pecora mitigheranno i contrasti, se esistono, ma in generale chi è della Pecora farà molta fatica ad avere nemici veri poiché sarà portata a dare fiducia e a stringere legami seri solo dopo attente riflessioni. Come sarà il 2015? Un anno di introspezione!".

 EDICOLA
Gianni Mura su Repubblica racconta il calcio mongolo
15 febbraio 2015

Gianni Mura e la Mongolia. Un articolo del grande giornalista sportivo (foto) è apparso su La Repubblica di domenica 15 febbraio sulla situazione calcistica mongola, associandola alle vicende non proprio trasparenti del calcio italiano dopo le esternazioni di Lotito. "Il silenzio dei complici e dei furbetti sotto la bandiera della grana" il titolo del pezzo: "Khul bumbug yg khulbungug ch dud. Bello slogan: il calcio a chi ama il calcio. Spero che la grafia e la traduzione dal mongolo, che ho trascritto dal Manifesto, siano corrette. Le ultime faccenduole del nostro calcio fanno venire una gran voglia di altrove. E la Mongolia è abbastanza altrove. Il presidente, per 17 anni, della federcalcio, Ganbold Buyannamekh, travolto da svariati scandali ha dovuto dimettersi. Squalificato per cinque anni dalla Fifa per concussione nel pasticcio che portò all'assegnazione del mondiale 2022 al Qatar. Secondo gli oppositori aveva un'altra brutta abitudine: far di tutto perché il ranking della Mongolia rimanesse basso, così da poter contare sui puntuali versamenti della Fifa per migliorarlo. Quei fondi li usava per grandi feste private. (...) In Mongolia non hanno il problema di sfrondare i numeri semmai di ampliarli. Infatti il campionato è passato da 7 a 8 squadre. L'unica che gioca lontano dalla capitale Ulan Bator è il Khangarid di Erdenet. Il campionato dura da fine giugno a fine agosto. L'inverno è lungo e gelido, si possono toccare i 40 sottozero. Ulan Bator, con circa 1.200.000 abitanti ha il 38% di popolazione in una nazione che ha la media di 1,5 abitanti per kmq, quindi non è facile reclutare talenti qua e là. Sarà compito di Vojislav Bralusic, nuovo ct, serbo di Uziece, 35 anni, far crescere i Lupi Azzurri. Così li chiamano i non molti tifosi, in Mongolia le passioni sono i cavalli, il tiro con l'arco e la lotta(...)".

 CULTURA
La Mongolia di Palazzi vince il Daily Life Stories
13 febbraio 2015

C'è anche la Mongolia, grazie a un fotografo italiano, tra le migliori immagini premiate al World Press PhotoMichele Palazzi ha infatti vinto il primo premio “Daily Life Stories” per gli scatti di vita in Mongolia. Palazzi, trentenne fotografo romano dell'agenzia Contrasto, ha cominciato come documentarista e ha ottenuto una serie prestigiosa di riconoscimenti grazie soprattutto alla sensibilità nel catturare le trasformazioni sociali e, per quanto riguarda la Mongolia, la modernizzazione sempre crescente in una definizione suggestiva e drammatica. Guarda il sito di Michele Palazzi. Nella foto, una delle immagini scattate in Mongolia.

 PRIMO PIANO
Libertà di stampa: Mongolia molto meglio dell'Italia
13 febbraio 2015

La Mongolia guadagna posizioni rispetto all'Italia nella nuova classifica sulla libertà di stampa, stilata da Reporter senza frontiere (Rsf). L'Italia si attesta a un umiliante 73° posto perdendo 24 posizioni rispetto alla graduatoria dell'anno precedente (coefficiente 27,94). La Mongolia è al 54° posto (27,27), quindi 19 posizioni meglio rispetto alla valutazione italiana. Al comando si confermano i Paesi del Nord Europa: prima la Finlandia 7,52, seconda la Norvegia 7,75, terza la Danimarca 8,24, quarta l'Olanda 9,22, quinta la Svezia 9,47. Secondo questo studio, il Paese meno libero è l'Eritrea (84,86), peggio anche della Corea del Nord (83,25). La libertà di stampa in Mongolia è considerata migliore anche rispetto a Giappone, Argentina, Croazia, Ungheria e appunto Italia. Guarda la mappa di Reporter senza frontiere

 CULTURA
Esce a marzo in Italia il film "L'ultimo lupo"
10 febbraio 2015

Uscirà il 26 marzo nelle sale cinematografiche italiane il film "L'ultimo lupo" di Jean-Jacques Annaud, lo stesso regista francese de "Il nome della rosa". La pellicola è tratta dal romanzo "Il totem del lupo", best seller clandestino in Cina scritto da Jiang Rong: lo studente di Pechino Chen Zhen viene inviato in Mongolia dal governo maoista per dare un'istruzione a una famiglia di nomadi.  "Mi è stata data carta bianca", ha confidato Annaud. "Ho scritto il soggetto in piena libertà. Mi sono seduto a tavolino senza nessun obbligo e le riprese sono state molto fedeli al testo”. Il film testimonia il contrasto fra la Cina comunista e la natura incontaminata e la libertà della Mongolia, rappresentata dal "lupo". “Come attore - ha dichiarato il protagonista Feng Shaofeng - penso di aver fatto un bel viaggio in me stesso. Abbiamo sempre detto che i lupi sono animali selvaggi che aggrediscono gli uomini. Ma da quando ho girato questo film con i lupi le mie idee sono cambiate. Adesso mi sembrano animali incredibili, sì sono cacciatori ma vivono in gruppi governati da una rigida disciplina”. Il film uscirà il 19 febbraio in Cina, in occasione del nuovo anno, e in Francia il 25 febbraio. Guarda il trailer originale

 APPUNTAMENTI
Anche la Mongolia alla Bit di Milano
6 febbraio 2015

Ci sarà anche la Mongolia alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, che si terrà a Milano dal 12 al 14 febbraio dalle 8.30 alle 18.30. Uno stand è stato allestito dalla Mondiscovery di Amgalan, uno degli amici e collaboratori di mongolia.it. Le coordinate di riferimento sono: padiglione 14 G07. Nell'immagine, il logo della Bit 2015.

 PRIMO PIANO
Il caso del monaco-mummia "Non è morto, medita"
5 febbraio 2015

Fa il giro del mondo la storia del ritrovamento, in Mongolia, della mummia congelata di un monaco buddista. Il corpo, infatti, risalente a circa due secoli fa, è stato rinvenuto nella "posizione del loto", utilizzata dai monaci per meditare. Per questo i fedeli buddhisti sono convinti che l'uomo non sia morto, bensì in una sorta di trance. Una convinzione talmente diffusa che le autorità hanno addirittura disposto esami forensi per confermare che il religioso sia effettivamente deceduto. Barry Kerzin, medico vicino al Dalai Lama, ha detto alla stampa locale che il monaco potrebbe trovarsi in un raro stato di meditazione chiamata "tukdam". "Se riesce a restare in questo stato di profonda concentrazione - ha spiegato Kerzin - il meditatore può progressivamente attenuare le proprie funzioni vitali, arrivando a una sorta di 'non morte' che lo avvicinerebbe a un Buddha". La scoperta della mummia è avvenuta in seguito all'arresto di un uomo, che stava cercando di trafugarla per venderla a qualche collezionista di cimeli religiosi. (fonte L'Unione Sarda)

 PRIMO PIANO
Monaco-mummia di 200 anni ritrovato in Mongolia
2 febbraio 2015

Un uomo mummificato in meditazione è stato ritrovato in Mongolia. Un esame sulla reliquia umana ha svelato che si tratterebbe di una persona vissuta circa 200 anni fa, il cui corpo è stato conservato in maniera così perfetta grazie alla pelle di animale con cui è stato ricoperto. ‘Il corpo mummificato si trova nella posizione del loto, come se fosse ancora meditando” scrive Siberian Times. Vai all'articolo completo.  Il corpo è stato trovato il 27 gennaio nella provincia di Songinokhairkhan, non lontano dalla capitale Ulaanbaatar, ed era coperto di pelle di bestiame. I resti sono ora nella capitale dove sono sottoposti a diverse analisi. La mummia potrebbe essere di uno degli insegnanti di Lama Itigilov, monaco buddista nato nel 1852 che apparteneva ai Buriati, la più grande minoranza etnica della Siberia. Nella tradizione buddhista tibetana, Lama Itigilov è conosciuto soprattutto per lo stato di conservazione del suo corpo, che non sembra essere soggetto a decadenza né a deterioramento. Questo monaco fu una figura importante nel mondo religioso russo prima della Rivoluzione d’Ottobre e abate del monastero d’Ivolginsk nella steppa Buriata dove oggi è esposta la sua mummia, sette giorni all’anno, dal 2002.

 AMBIENTE
Miniere d'oro, la Mongolia sceglie il modello X Factor
31 gennaio 2015

Il Sole 24 Ore racconta lo sviluppo della situazione delle miniere d'oro e di rame di Oyu Tolgoi, nel deserto del Gobi della Mongolia, risorsa fondamentale per lo sviluppo, nel bene e nel male, del Paese. "Come Madh e Lorenzo Fragola all’ultima edizione di X Factor", scrive Sissi Bellomo. "Anche le sorti di un gigante minerario come Rio Tinto - almeno in Mongolia - sono ora appese ai risultati di un text poll: una votazione popolare multimediale, via sms, Twitter e quant’altro. Il nuovo premier mongolo, Saikhanbileg Chimed (foto), un 46enne ex campione di sollevamento pesi, ha scelto questo metodo (finora inedito da parte delle istituzioni) per consultare i cittadini su come contrastare il rallentamento dell’economia: il Piano A prevede un giro di vite alla spesa pubblica, mentre il Piano B si fonda sull’agevolazione degli investimenti minerari da parte degli stranieri. Come l’australiana Rio Tinto, appunto, impegnata nello sviluppo di Oyu Tolgoi, letteralmente “la collina azzurra”:  un’enorme miniera di oro e rame scoperta oltre dieci anni fa, che da sola avrebbe la potenzialità di accrescere di un terzo il Pil della Mongolia, ma che per ora è sfruttata solo in minima parte, per via delle infinite dispute e lentezze burocratiche che hanno frenato i lavori. Il via al televoto, come direbbero i conduttori televisivi, verrà dato domani. E la consultazione - ultima frontiera dei sondaggi in rete, tanto amati dai grillini nostrani - durerà quattro giorni. Il risultato del referendum virtuale, che non sarà vincolante, è piuttosto prevedibile: anche se in Mongolia ci sono state parecchie polemiche sul rischio di svendere le ricchezze minerarie a multinazionali straniere, sembra difficile che la maggioranza dei cittadini preferisca sacrificare il welfare, chiedendo al governo di stringere la cinghia". Leggi l'articolo completo

 SPORT
Sumo, il mongolo Hakuho entra nella leggenda
25 gennaio 2015

Il 29enne lottatore mongolo di sumo Hakuhō Shō (foto) ha vinto ieri a Tokyo, in Giappone, il 33° torneo ufficiale della sua carriera, diventando il lottatore di sumo più vincente della storia. Hakuhō ha battuto il precedente record di Taihō Kōki, che vinse 32 tornei fra il 1960 e il 1971. Quello di ieri era un incontro di uno dei sei tornei “principali” della stagione (chiamati honbasho). Vincendo l’incontro – che ha combattuto contro Kisenosato Yutaka, un forte lottatore del Giappone - Hakuhō Shō ha vinto in anticipo il titolo. Nel sumo per vincere è necessario atterrare o buttare fuori dalla zona di combattimento il proprio avversario. Nell’incontro di ieri Hakuhō e Kisenosato si erano atterrati assieme praticamente nello stesso momento, e per questo l’arbitro aveva deciso di ripetere il combattimento: poi Hakuhō ha battuto agilmente Kisenosato in sette secondi (fonte ilpost.it). Leggi l'articolo completo

 CULTURA
Magione vicina alla Mongolia proprio come nel 1245
24 gennaio 2015

Non arriverà dopo un lungo viaggio in sella a un mulo come quella portata da Fra' Giovanni da Pian di Carpine al Gran Kan dei mongoli nel 1245, ma una lettera scritta dal Comune di Magione arriverà al municipio dell'antica città di Kharkhorin (Karakorum) in Mongolia, per avviare un rapporto più stretto tra le due municipalità unite dalla figura del francescano che per primo narrò fatti e vicende del popolo mongolo. La decisione è arrivata a seguito dell'incontro promosso dall'associazione Fra' Giovanni da Pian di Carpine che ha portato a Magione il console italiano in Mongolia, Alfredo Savino. Accolto dal sindaco, Giacomo Chiodini, dall'assessore al turismo, Cristina Tufo e dal delegato alla cultura, Vanni Ruggeri, il console ha proposto l'avvio di una collaborazione tra le due città. «La Mongolia è un paese in grande sviluppo - ha spiegato il console - come dimostra la presenza di prestigiosi marchi, anche locali, che hanno avviato rapporti economici con quella realtà». Grande disponibilità a collaborare affinché i rapporti tra i due paesi possano concretizzarsi in iniziative e attività, è stata offerta dai rappresentanti dell'associazione presenti all'incontro: Umberto Mannocchi, GianPietro Chiodini, Michele Carrozza e Luigi Bufoli che ha ricordato le due grandi mostre sulla Mongolia realizzate a Magione con il materiale messo a disposizione da Giancarlo Ventura, segretario dell'associazione Soyombo (fonte frescodiweb.it). Leggi l'intero articolo

 SPORT
Mongol Rally, la fine di una grande corsa
22 gennaio 2014

Anche la Mongolia soffre degli stessi mali dell'Italia, soprattutto quando si parla di burocrazia. Scompare così (per la precisione viene snaturata) una delle iniziative più spettacolari e coinvolgenti, il Mongol Rally, che da 11 anni vedeva la partecipazione di centinaia di cittadini europei, di cui moltissimi italiani, a bordo di automobili spesso "avventurose" che venivano poi lasciate a Ulaanbaatar in beneficenza (ambulanze attrezzate comprese). Anche la quota d'iscrizione viene destinata a foraggiare iniziative umanitarie. L'ingresso in Mongolia dalla Siberia era però ormai diventata un'impresa ancora più impegnativa dello stesso (massacrante) viaggio. Troppi controlli, troppe spese, troppa burocrazia appunto. Così il Mongol Rally, a dispetto del nome stesso, non si concluderà più in Mongolia: la bandiera a scacchi (si fa per dire perché trattasi di corsa non competitiva) sarà sventolata a Ulan Ude, capitale della Buriazia, prima del confine mongolo, a circa 600 chilometri dal "vero" storico "traguardo", Ulaanbaatar.

 EDICOLA
L'incredibile love story sull'asse Italia-Mongolia
19 gennaio 2015

La notizia del fidanzamento tra un italiano e una delle più popolari giornaliste della Mongolia ha fatto il giro del web, salendo alla ribalta anche nella versione online del Corriere della Sera. Riferisce Vittorio Cerdelli: "Quando la notizia del fidanzamento tra Gianluigi Brescianini e la giornalista di punta della tv nazionale Khaliun Enkhabat è diventata virale, i paparazzi di Ulan Bator si sono letteralmente scatenati. «Khaliun sta con uno straniero», titolava in prima pagina il Chi versione Mongolia. «Si, ma è alto e bello», rispondeva indirettamente il gossipparo Hotnews.Mn, e nei commenti romantici e i nazionalisti del paese di Gengis Khan si dividono in diatribe difficilmente traducibili. Succede nella Mongolia sospesa tra il passato socialista e un presente in bilico tra crescita economica e disparità sociale, dove il fidanzamento tra un occidentale e la giornalista più famosa del paese riesce a dividere il popolo dei social network. “L’ho conosciuta al Centro, un locale per occidentali di Ulan Bator – racconta un innamoratissimo Brescianini -, mi ha colpito la sua bellezza e dopo averle offerto da bere ci siamo accordati per una cena”. Galeotta fu la tequila: le cene si moltiplicano così come gli incontri, ma Gianluigi non ha idea di chi sia quella ragazza conosciuta in discoteca. «Mi diceva di essere famosa e non capivo perché la gente la guardava, poi una sera mi ha detto di accendere la tv e ho capito che era l’annunciatrice di punta della tv nazionale. Wow». Non solo, perché la 28enne è anche attrice, presentatrice di eventi e contesissimo volto di pubblicità di ogni genere. «Gli ammiratori le mandano fiori e un popolo fiero e nazionalista come quello mongolo fatica ad accettare che una persona famosa si fidanzi con un occidentale qualsiasi – continua Brescianini-, all’inizio era strano vederla in televisione ma ormai ci ho fatto l’abitudine, sono felice con lei e questo mi basta». Leggi qui l'articolo completo

 SPORT
Pallone d'Oro: il capitano della Mongolia vota Conte
13 gennaio 2015

Anche il calcio mongolo ha seguito l'incoronazione del Pallone d'Oro, partecipando attivamente alla votazione. Se il portoghese Cristiano Ronaldo del Real Madrid ha conquistato la corona per la terza volta, il premio per il miglior allenatore è andato a Joachim Löw, c.t. della nazionale tedsca campione del mondo, davanti a Carlo Ancelotti, tecnico del Real. Ma Garidmagnai Baysgalan (foto), capitano della nazionale di Mongolia, ha votato a sorpresa per un altro allenatore italiano, Antonio Conte, ex coach della Juve e ora degli Azzurri.

 PRIMO PIANO
Anche la Mongolia in piazza a dire: Je suis Charlie
11 gennaio 2015

Anche la Mongolia si unisce alla solidarietà per Charles Hebdo e per Parigi, duramente colpita dal terrorismo. Nella piazza principale di Ulaanbaatar, di fronte alla statua dedicata a Sukhbaatar, eroe della liberazione contro i Cinesi, è stata accesa una grande scritta, la stessa che campeggia in ogni angolo del mondo: "Je suis Charlie". L'iniziativa è stata promossa dai giornalisti della Mongolia, ai quali si è affiancata la popolazione della capitale in un abbraccio da lontano ma molto convinto per la causa comune della libertà. La foto è stata pubblicata dal sito di Liberation 

 SPORT
Calcio, la nazionale mongola nell'articolo del manifesto
10 gennaio 2015

"Il calcio agli amanti del calcio: la Mongolia torna in campo". Il quotidiano comunista il manifesto dedica un interessante articolo di Stefano Fonsato alla nazionale mongola: "Al grido di «Forza lupi azzurri» il paese cerca di rimontare la scalata dal 138° posto in classifica mondiale. Con un allenatore serbo, Bralusic". Ecco l'incipit dell'articolo: "Xөлбөмбөгийг Хөлбөмбөгчдөд! La pro­nun­cia di que­ste due parole, “khul bum­bug yg khul­bum­bug ch dud!”, risulta, se pos­si­bile, ancora più incom­pren­si­bile della gra­fia ciril­li­cheg­giante. Meglio sve­larne subito il signi­fi­cato, ovvero “Il cal­cio agli amanti del cal­cio”: uno slo­gan deciso, un grido di bat­ta­glia, un movi­mento cul­tu­rale che ha per­vaso la Mon­go­lia dalla vita reale ai social net­work, in cui que­sta scritta (in dia­go­nale sullo sfondo ros­so­blù della ban­diera) cam­peg­gia su migliaia di pro­fili. La fede­ra­zione cal­ci­stica del paese di Gen­gis Khan ha final­mente vol­tato pagina: il pal­lone è tor­nato libero di roto­lare senza più i soprusi di una famiglia-despota, quella di Gan­bold Buyan­ne­mekh, che negli ultimi 17 anni ha let­te­ral­mente accen­trato il con­trollo ammi­ni­stra­tivo della disci­plina, com­bi­nan­done di tutti i colori. Fino alla squa­li­fica per cin­que anni da parte della Fifa, dopo aver appu­rato la con­cus­sione di cui Gan­bold si mac­chiò ine­so­ra­bil­mente nella vicenda Moham­med bin Ham­mam, ex pre­si­dente della Feder­cal­cio Asia­tica (anch’egli, ban­nato, ma a vita), che sfidò Blat­ter, nell’ultima corsa al comando dell’organizzazione mon­diale, com­prando voti un po’ qua e un po’ là, per dare linfa alla corsa alla can­di­da­tura del Qatar per i Mon­diali del 2022. Una vicenda tor­bida, quella, che pre­senta ancora tanti buchi neri e la cui com­pleta verità non verrà mai a galla". Nella foto, la nazionale di calcio della Mongolia. Leggi l'intero articolo direttamente al sito del manifesto

 CULTURA
In anteprima "Il miracolo" racconto di Ayana Sambuu
9 gennaio 2015

Emozioni sospese fra una primavera romana e i ricordi d'infanzia di una indimenticabile nevicata in Mongolia. È il filo narrativo di un delicato e magico racconto, "Il miracolo", che Ayana Sambuu (nella foto) affida in anteprima a mongolia.it. Ayana è una cantante lirica mongola affermata e appartiene a una famiglia che ha dato molto alla cultura della Mongolia. Questo l'incipit del racconto: "Quello fu proprio un bellissimo giorno della primavera romana. Portò finalmente un po’ di sole e di sollievo dopo il lungo e piovoso inverno. Mi svegliai prestissimo,nel mezzo della notte. Mi scaraventai giù dal letto di colpo: ero molto preoccupata perché sentivo la gola in fiamme, e non riuscivo a togliermi dalla testa le cadenze dell’aria di Rosina. Provai a bere qualche sorso d'acqua ma il bruciore non passava. Tornai a letto e nel dormiveglia sentivo il mio corpo rilassarsi ma la mia mente resisteva e continuava a pensare, pensare...". L'intero racconto è pubblicato nel Punto d'incontro, lo spazio curato da Ayana con riflessioni e interviste. Leggilo qui

 EDICOLA
Una designer bresciana alla conquista della Mongolia
8 gennaio 2014

Da Brescia a Ulaanbaatar, per esportare il migliore design italiano. È la scommessa di Claudia Pelizzari (nella foto), raccontata da corriere.it. "Ha lavorato per le più belle case di Brescia - scrive Stefano Senini - ma Claudia Pelizzari è maggiormente conosciuta fuori dai confini della provincia ed è stabilmente presente sulle più note riviste internazionali: è una interior designer, con ufficio di progettazione in via Trieste. «Non si tratta semplicemente di arredare - chiarisce -, ma di occuparsi di tutto quello che in un edificio riguarda gli interni, dagli impianti alle finiture» (...) Dopo lavori in Svizzera e Costa Azzurra e progetti in Grecia, Qatar e Malesia, lo studio ha ottenuto una commessa importante in Mongolia: 11 ville di circa 1000 mq a Ulan Bator (...).  David Morini, architetto, è il figlio di Claudia ed è stato in Mongolia per il primo contatto con i nuovi clienti: «Abbiamo progettato a Ulan Bator lo show-room dei nostri amici Tempini (l’importante ditta di rivestimenti con sede a Sant’Eufemia, ndr); una famiglia di costruttori locali l’ha visitato e ci ha contattato per la villa personale e per un complesso di abitazioni destinato alla classe più ricca». (...) Madre e figlio sono in partenza per l’oriente per mostrare personalmente alcuni render ai committenti, dopo l’ultimo incontro avvenuto a Brescia la scorsa estate. «Non sono persone chiassose o che ostentino ricchezza - spiega la designer -. Accettano volentieri di moderare alcune richieste eccessive, come l’uso di marmi e colonne: d’altra parte per loro Italia vuol dire proprio quel tipo di architettura». Anche il giardino dovrà essere all’italiana, impresa difficile nelle temperature molto rigide della capitale mongola, la più fredda del mondo. «Ci hanno anche chiesto di ricavare nel parco uno spazio per montare la yurta, la caratteristica tenda nomade - prosegue Claudia-, per loro una sorta di focolare». L’Italia è in ritardo rispetto ad altre nazioni con gli investimenti in Mongolia: le grandi compagnie minerarie sono inglesi, i costruttori edili giapponesi, le corporation tecnologiche sudcoreane. Gli interni delle case più prestigiose avranno però una firma bresciana".

 CULTURA
Con Viviana Rasulo da Napoli all'Altai
5 gennaio 2015

Fino all'8 gennaio Napoli (Galleria Mediterranea di via de Cesare) ospita la rassegna fotografica "Ai confini del mondo" di Viviana Rasulo, dedicata alla Mongolia e ai luoghi artici. È il frutto di due viaggi intrapresi dalla Rasulo, di professione pediatra, insieme a Luca Bracale, fotoreporter e collaboratore del National Geographic. "Il tema centrale - riferisce Marco Molino su www.informazionimarittime.it - è la migrazione. “In Mongolia, raggiunta dopo una avventurosa traversata della Siberia – racconta la Rasulo - abbiamo incontrato una comunità nomade che vive e si sposta nelle infinite steppe di quel paese stretto tra la Cina e la Russia". L’autrice ha catturato alcune immagini di una secolare caccia con l’aquila che viene addestrata per nove mesi e lanciata alla ricerca di lupi e piccoli animali come le marmotte. Alla base di questo sistema c’è un patto silenzioso tra umani e uccelli: ai primi la pelle degli animali cacciati, ai secondi la carne. Le immagini della Rasulo – che nel 2014 ha realizzato “Photoproject 365” con gli scatti effettuati nel corso di un anno a bambini da lei visitati - mettono a fuoco due temi apparentemente in contraddizione: il nomadismo e le radici, come quelle della sua città natale fotografata navigando in kayak lungo le frastagliate rive di Posillipo, dove “il tufo che sprofonda negli abissi del mare” si fonde col nuovo cemento che tenta di sovrapporsi all’anima più antica di questi luoghi. Una rappresentazione visiva, quasi una metafora, del saldo radicamento nella natura e nella storia che per il capoluogo partenopeo è un patrimonio importante ma talvolta anche un limite, una prigione. "Forse non ci crediamo, ma anche il più statico e ostinato cittadino vive una situazione di continua instabilità, precarietà e mutevolezza, che poi è tipico del carattere del napoletano. Radici profonde di culture e di terre antiche – conclude la Rasulo - ma grandi capacità di adattamento e spostamento continuo così come lo è per la Mongolia e per gli orsi polari”. Nella foto, uno scatto di Viviana Rasulo a un cacciatore con l'aquila.

Canale Sky su Indiana Jones Ecco chi era veramente
28 dicembre 2014

Forse non tutti sanno che... Indiana Jones, a cui Sky dedicherà un canale televisivo dal 1 al 4 gennaio 2015, altri non è che Roy Chapman Andrews (foto), il paleontologo statunitense che scoprì il più grande forziere di scheletri di dinosauri proprio nel deserto mongolo del Gobi. La sua vita avventurosa ha ispirato il personaggio cinematografico, portato al successo dall'attore Harrison Ford e dal regista George Lucas. Roy Chapman Andrews (1884-1960) è stato anche direttore del Museo di storia americana ma è soprattutto famoso per le sue esplorazioni in Mongolia negli anni Venti del Novecento. Portò alla luce reperti straordinari come ossa complete di dinosauri fino ad allora sconosciuti, come il velociraptor, ma anche uova fossili che oggi fanno bella mostra nei musei di tutto il mondo, compreso ovviamente quello di Storia Naturale di Ulaanbaatar. Celebre la sua frase: "C'è sempre un'avventura che ti aspetta dietro l'angolo. E il mondo è un luogo pieno di angoli". Vai al filmato su Roy Chapman Andrews

Dal Gobi il buon Natale dei missionari
25 dicembre 2014

Il Natale in Mongolia, un Paese legato alle tradizioni religiose buddhiste e sciamaniche, viene festeggiato soprattutto nelle missioni cattoliche, come quella della Consolata, che opera 12 anni nel deserto del Gobi. Lastampa.it dedica un servizio a questi nostri amici che lavorano con coraggio e concretezza per dare un supporto, non solo spirituale ma anche molto pratico, alla popolazione mongola. "Come lievito nella farina. I Missionari della Consolata sono arrivati in Mongolia nel 2003 per servire la giovane Chiesa locale composta interamente da ministri stranieri. Oggi sono in sei, tre sacerdoti e tre suore, distribuiti tra la capitale Ulaanbaatar e Arvaiheer, dove la Chiesa prima non era mai stata presente. La missione di Arvaiheer ha preso forma in un quartiere periferico: «Abbiamo creato – racconta padre Giorgio Marengo – uno spazio di incontro, di crescita e di preghiera aperto a tutti». Nello specifico si occupano di molte attività: da una piccola scuola dell’infanzia all’interno di una ger (la tenda mongola) alla promozione della donna attraverso un progetto di cucito e ricamo che mantiene circa trenta famiglie; dalla cura della salute alle necessità di chi non riesce a procurarsi carbone per la stufa, cibo e medicine. «Vorremmo essere segni della misericordia di Dio. Gesù, ascoltato nel silenzio della preghiera e servito nelle sue membra più povere, è il cuore di tutto, il senso del nostro essere qui, il tesoro più prezioso che offriamo con semplicità e tanta discrezione, senza forzature. Molti (la maggioranza) non lo conoscono ancora, qualcuno lo vuole seguire. Siamo forse una delle più piccole parrocchie del mondo (18 battezzati), ma non abbiamo desideri di grandezza o di visibilità, solo di essere autentici e utili. Tocchiamo con mano come Dio guidi la storia e le nostre singole storie, regalandoci sempre tante sorprese». La Mongolia è in rapida trasformazione. «Mentre si dava un assetto democratico – dopo i settant’anni del regime comunista – si è scoperta ricca e appetibile per le ingenti risorse minerarie: abbiamo una crescita economica galoppante, grandi povertà e pericolosi squilibri». Nel Paese di Gengis Khan la presenza cristiana è ridotta al minimo. «La tradizione religiosa prevalente è il buddhismo tibetano, ma il sostrato più profondo è legato allo sciamanesimo. Il duro regime filo-sovietico aveva cercato di sradicare le credenze religiose con una sistematica opera di distruzione di templi e di indottrinamento ideologico, ma con la libertà di culto sono state accolte altre esperienze religiose». A livello ufficiale esiste un dialogo tra le religioni che permette di incontrarsi e «manifesta una volontà di collaborazione; bisogna che venga calato nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni tra le persone; su questo c’è ancora un po’ di chiusura, comprensibile per l’isolamento in cui il Paese è vissuto». Nella foto (di Federico Pistone), Padre Giorgio Marengo vicino a un campetto di basket realizzato nella missione di Arvaikheer.

Nuovo Governo in Mongolia Ecco l'elenco dei Ministri
22 dicembre 2014

Dopo la crisi di novembre, il Primo Ministro della Mongolia Chimed Saikhanbileg (nella foto, a sinistra, con il Presidente della Repubblica Elbegdorj) ha presentato l'elenco dei Ministri che comporranno il nuovo Governo di Coalizione della Mongolia. Ecco l'elenco, con il partito di appartenenza (MPP Partito Popolare, MNDP Partito Nazionale Democratico, DP Partito Democratico).
• Chimed Saikhanbileg (MPP), Primo Ministro
• Ukhnaa Khurelsukh (eletto nel MPP), Vice Primo Ministro;
• Mendsaikhan Enkhsaikhan (MNDP), Ministro senza portafoglio;
• Sangajav Bayartsogt (DP), Ministro e Capo del Segretariato di Gabinetto;
• Dulamsuren Oyunkhorol (MPP), Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo Verde e del Turismo;
• Lundeg Purevsuren (DP), Ministro degli Affari Esteri;
• Jargaltulga Erdenebat (MPP), Ministro delle Finanze;
• Dambii Dorligjav (DP), Ministro della Giustizia;
• Dondogdorj Erdenebat (DP), Ministro dell'Industria;
• Damdin Tsogtbaatar (MPP), Ministro dell'Edilizia e dello Sviluppo Urbano;
• Luvsannyam Gantumur (DP), Ministro dell'Istruzione, della Cultura e della Scienza;
• Namkhai Tumurkhuu (MPP), Ministro delle Strade e dei Trasporti;
• Rentsendoo Jigjid (DP), Ministro del Comparto Minerario;
• Sodnom Chinzorig (MPP), Ministro del Lavoro;
• Sodnomzundui Erdene (DP), Ministro per lo Sviluppo della Popolazione e la Protezione Sociale;
• Radnaa Burmaa (DP), Ministro della Nutrizione e l'Agricoltura;
• Dashzeveg Zorigt (DP), Ministro dell'Energia;
• Tserendash Tsolmon (Coalizione ‘Justice’), Ministro della Difesa;
• Gankhuyag Shiilegdamba (Coalizione ‘Justice’), Ministro della Salute e dello Sport

Nuovo centravanti mongolo per il team Zanabazar
22 dicembre 2014

Si chiama Suren Mamay, ha 32 anni ed è un calciatore mongolo, virtuale ma fortissimo. È il nuovo acquisto della squadra Zanabazar, gestita dal nostro sito mongolia.it e dedicata al grande artista del Seicento, una sorta di "Leonardo delle steppe". Stiamo parlando di Hattrick (in inglese "tripletta"), il più popolare gioco di calcio del mondo. Con questo ingaggio da oltre 1,2 milioni di euro (fortunatamente anche questi virtuali), Zanabazar diventa ancora più ambiziosa nel campionato di "serie C", dove occupa il secondo posto (con 3 vittorie e una sconfitta) a 3 punti dalla capolista kazaka Beskunak. Sabato prossimo, 28 dicembre, lo Zanabazar Arena applaudirà l'esordio di Mamay, centravanti di ruolo, valutato "mitico" in attacco e "fuoriclasse" nei passaggi. I 2.398 iscritti allo Zanabazar club e gli oltre trentamila spettatori che assisteranno al match contro il Kalanda si attendono un debutto straordinario, impreziosito da gol. Nell'immagine, la scheda del nuovo attaccante mongolo di Zanabazar.

In Mongolia con Rai Radio2 domenica 21 dalle 13.45
20 dicembre 2014

Rai Radio2 fa le valigie e parte per la Mongolia. Domenica 21 dicembre dalle 13.45 alle 15 il popolare programma "Che ci faccio qui", condotta da Nicoletta Simeone e Massimo Cervelli (nella foto), dedica una puntata alla Mongolia, con la partecipazione del giornalista Federico Pistone, titolare di mongolia.it e autore di varie pubblicazioni, tra cui la guida Polaris "Mongolia, l'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri". Ascolta il programma

Gli auguri dell'Ambasciatore "Sempre più vicini"
19 dicembre 2014

L'artista Ayana Sambuu, che collabora con questo sito e cura la nostra rubrica "Punto d'incontro", ha raccolto un augurio molto speciale e prezioso riservato a mongolia.it e rivolto agli amici della Mongolia che abitano in Italia e anche alle persone italiane che sono state in Mongolia o che vorrebbero visitarla. È quello dell'Ambasciatore della Mongolia in Italia, Sh. Odonbaatar (nella foto insieme ad Ayana Sambuu).
“Prima di tutto in occasione dell’arrivo del nuovo anno porgo i miei migliori auguri agli amici e colleghi italiani e al popolo italiano. Insieme alla nostra Ayana, abbiamo deciso di fare questo gesto improvvisato mentre parlavamo qui all’Ambasciata. Potrei dire che già da qualche anno abbiamo iniziato ufficialmente i nostri rapporti e una collaborazione tra Italia e Mongolia, fra alcune organizzazioni italiane e mongole, ovvero tra i cittadini dei due stati. Quindi, questo è  il terzo anno da quando è stata aperta ufficialmente l’Ambasciata della Mongolia in Italia e stiamo lavorando per sviluppare ancora di più le relazioni  e la collaborazione fra i nostri due paesi. Sono molto contento di poter dire che aiutiamo ad avvicinare i nostri popoli dal punto di vista degli affari internazionali nei campi di business, mondo del  lavoro e diamo appoggio e la nostra partecipazione nei progetti  di ambito culturale ed  educativo. Vi porgo i miei migliori auguri per il Nuovo Anno  2015, cari amici".

Il marchio Terranova sbarca a Ulaanbaatar
16 dicembre 2014

Il marchio Terranova sbarca a Ulaanbaatar. Nell’ambito dello  sviluppo delle relazioni tra Italia e Mongolia, pur in un momento difficile come quello attuale per entrambi i Paesi, uno store di 980 metri quadrati (area di vendita) del marchio di abbigliamento è stato inaugurato nel 3rd district della capitale. Nella foto, l'apertura ufficiale di Terranova a Ulaanbaatar. Per vedere il filmato dell'inaugurazione clicca qui

Giuseppe Enkh-Baatar, primo diacono mongolo
11 dicembre 2014

La Chiesa cattolica asiatica festeggia l'ordinazione del primo diacono proveniente dalla Mongolia. Dopo anni di studio nel seminario di Daejeon, in Corea del Sud, il vescovo mons. Lazzaro You Heung-sik e mons. Wenceslao Padilla, prefetto apostolico di Ulaan Baatar, consacreranno Giuseppe Enkh-Baatar (nella foto). Il giovane, battezzato come Giuseppe, è stato il primo mongolo a entrare in un seminario. Ma Giuseppe - parrocchiano della cattedrale dei santi Pietro e Paolo nella capitale mongola - prima si è laureto in biochimica all'Università internazionale della Mongolia, un istituto retto dai protestanti coreani. All'inizio, questa scelta non lo appassionava: "Volevo entrare in seminario subito dopo le scuole, ma la mia famiglia e gli altri cattolici, compreso il vescovo, mi hanno sconsigliato. Sono stati molto saggi. Conoscere la scienza mi ha fatto capire meglio la creazione di Dio". Parlando all'agenzia AsiaNews durante la recente visita pastorale di papa Francesco in Corea, il nuovo diacono aveva definito questo giorno "un sogno che posso vivere giorno per giorno". Secondo mons. Padilla, l'ingresso di Giuseppe nel clero cattolico "aiuterà ancora di più il piccolo gregge che vive nelle steppe della Mongolia. Secondo le ultime stime, i cristiani presenti in Mongolia rappresentano poco più del 2% della popolazione, a stragrande maggioranza di fede buddista mischiata con credenze sciamaniche della tradizione locale. Resta alta anche la quota degli atei, che sfiora il 40% del totale. I cattolici sono un migliaio circa, ma hanno saputo far nascere e crescere col tempo centri di accoglienza per orfani, diseredati e anziani, cliniche mediche - in un Paese in cui le infrastrutture sanitarie scarseggiano - e diverse scuole e istituti tecnici. (fonte radiovaticana.va e Missionari della Consolata)

Ulaanbaatar nel gelo Al nord meno 40 gradi
8 dicembre 2014

Dopo un inizio di inverno anomalo, con temperature addirittura miti, la Mongolia è piombata nel gelo più totale. A Ulaanbaatar il termomentro è sceso fino a -30° ma la minima spetta a Renchinlkhümbe, nelle regioni settentrionali, dove si sono registrati -39,9°. Le conseguenze più devastanti riguardano i nomadi che popolano le steppe: difficile sopravvivere sia per gli uomini che per le greggi. Nella foto, un corteo di yak sfida una tempesta di neve (foto Federico Pistone)

Nuova serie tv su Marco Polo con Favino e Baljinnjamyn
5 dicembre 2014

Debutterà il 12 dicembre negli Stati Uniti la nuova serie televisiva "Marco Polo", ideata da John Fusco e diretta da Joachim Ronning. In attesa che lo sceneggiato sbarchi anche in Italia, sono previsti 10 episodi della durata di 60' ciascuno. Tra i protagonisti ci sono un attore italiano, Pierfrancesco Favino, nei panni del padre di Marco Polo, Niccolò, e un attore mongolo, Baljinnjamyn Amarsaikhan (nella foto), che interpreta il Khan Ariq Böke, nipote di Gengis Khan e predecessore di Kublai. La serie, costata 90 milioni di dollari, è stata girata tra Italia, Kazakistan e Malesia.

Il buon Natale delle missionarie
5 dicembre 2014

Anche in Mongolia si festeggia il Natale, grazie soprattutto ai missionari che portano il loro contributo alla popolazione attraverso iniziative sociali, come quelle prezione realizzate dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Eccolo il buon Natale di Suon Adriana Bricchi, che da anni è missionaria a Ulaanbaatar insieme alle sue Sorelle. "Il Natale ancora riaccende ricordi dell’infanzia, così i ricordi di persone incontrate sul cammino della vita, degni di stima, e di riconoscenza. Gli auguri sono semplici forme di pensare bene... di desiderare del bene… di ringraziare  coloro che ci hanno fatto del bene. Ed ora alcune notizie  sommarie sulla nostra missione della Mongolia. Nello scorso anno si è iniziata l'attività della Scuola Materna  e con questo 2014 anche della Scuola Elementare. Dopo tanti passi lenti, con la collaborazione di  diversi benefattori si è raggiunta una meta che dovrà però continuare, svilupparsi con le classi successive. In Mongolia la vita missionaria è fra le più difficili…  Conversioni al cattolicesimo si possono contare con il contagocce, ma anche i nati in Mongolia sono figli di Dio la cui entrata nell’ovile di Madre Chiesa si dovrà attendere con pazienza. Voi vedeste I bambini: sono graziosissimi, come tutti I bambini del mondo! La nostra missione in Mongolia-Ulaanbaatar-Orbit rimane bisognosa della  collaborazione di benefattori per risolvere problemi diversi. Doverosa di riconoscenza prometto preghiere, bisognosa  di aiuto rimango fiduciosa anche della sue valida preghiera. Nuovamente Buon Natale di ricooscenza. Sr. Adriana Bricchi, Fma". Chi volesse aiutare la missione delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Mongolia: Conto corrente  BANCA POPOLARE DI SONDRIO – Ag.1-Roma - IBAN  IT  91 VO5696 03201 000008802X26, intestato a Missione Giovani – FMA ONLUS – Cod.Fiscale 01871390017 (usufruibile per il 5 xmille). N.B.Il bonifico abbia come causale: Missione FMA-Mongolia.-Nome e indirizzo di chi emette il bonefico e il suo codice fiscal o la P. Iva

Bis degli Egschiglen in provincia di Vicenza
4 dicembre 2014

Dopo il successo riscontrato a Gorizia, prosegue il tour del gruppo musicale mongolo Egschiglen. L'appuntamento è per il 9 dicembre alle 21 nella chiesetta di San Bartolomeo, in località San Bortolo del comune di Arzignano, provincia di Vicenza, nell'ambito della rassegna "Spirito Armonico", curata dal Comune di Arzignano. L'ingresso è libero. Per maggiori informazioni, cliccare qui. "Con Spirito Armonico”, dice l’Assessore alla Cultura Mattia Pieropan, “andiamo alla scoperta della spiritualità dei popoli del mondo attraverso la loro musica, un’armonia dell’anima che ci spinge alla riflessione, fuori dagli stereotipi e dai luoghi comuni”. Nella foto, la chiesa rurale di San Bortolo, risalente al XIV secolo, che ospietrà gli Egschiglen.

Carbone, la Mongolia rilancia il megaprogetto
4 dicembre 2014

La Mongolia ha riavviato l'asta per lo sviluppo del più grande deposito di carbone coke al mondo. Cinque società, scrive il Wall Street Journal, avrebbero presentato offerte: China Shenhua Energy, primo produttore di carbone al mondo per volumi, Sumitomo, una filiale di Mongolian Mining (quotata a Hong Kong), Peabody Energy e un gruppo locale. Tavan Tolgoi ha riserve per 7,5 miliardi di tonnellate del carbone usato in siderurgia, ma la Mongolia non è riuscita a finanziarne lo sviluppo dopo il collasso della precedente gara nel 2011. Secondo Mongolian Mining, scrive Reuters, la shortlist dovrebbe essere comunicata il 15 dicembre (RR). Nella foto, la miniera di Tavan Tolgoi

Il Messaggero: "Mongolia, spazi infiniti e avventura"
2 dicembre 2014

"Mongolia: spazi infiniti e spirito di avventura", è l'invito de "Il Messaggero" in un articolo online (per leggerlo clicca qui). "Più che un viaggio, un’avventura da vivere con la mente aperta e un po’ di spirito di adattamento. Scordatevi le comodità, il trolley o la camera d’albergo: in Mongolia si va con lo zaino, si dorme nelle tende senza corrente elettrica e senza bagno. Almeno così si fa per conoscere la vera Mongolia. Quella che ti rimane negli occhi, nel cuore e nell’anima: quella degli spazi infiniti, dei silenzi, delle stellate spettacolari, degli sguardi profondi dei bambini dagli occhi a mandorla. Non fatevi illudere da Ulan Bator, la capitale: il centro della città ricorda quello di una normalissima città europea: boutique, teatri, ristoranti e locali. Si può far tappa due giorni ma poi bisogna allontanarsi dalla civiltà e scoprire le terre sconfinate. Basta uscire di 10 chilometri dal centro e si è in un altro mondo. L’impatto con la natura è talmente forte che all’inizio quasi spaventa, sembra che prenda il sopravvento su di te. Ma appena ci si abitua non si vuole più ripartire. Si è continuamente circondati o a tu per tu con vette di 4mila metri, ghiacciai, laghi, foreste. C’è tutto tranne il mare: è a 1600 chilometri di distanza. La Mongolia, infatti, è il secondo più grande stato del mondo senza accesso al mare, dopo il Kazakistan (che però, volendo essere precisi, ha uno sbocco sul mar Caspio). Una volta sul posto meglio organizzare il tour con una delle agenzie locali. Ci si sposta con le jeep e i van e ogni sera ci si accampa nelle iurte: sono grandi tendoni rotondi dove all’interno vengono sistemati letti (a volte comodi altre volte non tanto) e stufe per scaldare. Non c’è acqua, non c’è luce e non ci sono i servizi igienici: il bagno è un buco nella steppa. Quindi ricordatevi sempre di munirvi di pila frontale che, insieme alla carta igienica (non è uno scherzo, lo consigliano le agenzie prima del viaggio!) è la prima cosa da mettere nello zaino. Come abbigliamento (in Mongolia ci si va in estate): giacca leggera traspirante, maglia intima termica, scarponcini da trekking. Non dimenticate macchina fotografica alla mano e qualche regalino per i bimbi che incontrerete. Ma vi capiterà anche di viaggiare per ore senza incontrare anima viva e se arriverete fino al Deserto del Gobi sarà un’altra esperienza indimenticabile: di giorno ammirerete formazioni di sabbia di tutti i colori e dimensioni e la notte stellate mai viste".

A Gorizia con gli Egschiglen tutti i suoni della Mongolia
1 dicembre 2014

C’è grande attesa a Gorizia per il Concerto del Gruppo "Egschiglen" della Mongolia. L’evento è promosso nell’ambito del festival musicale "Across the border", dalla Cooperativa culturale Maja e dal Kulturni dom di Gorizia, in collaborazione con il Folkclub Buttrio ed il Kulturni dom di Nova Gorica. Egschiglen ("bella melodia" in lingua mongola), vera istituzione mondiale nella World Music, viene fondato nel 1991 da studenti in corso di specializzazione al conservatorio di Ulaanbaatar. Sin dai primissimi passi, i musicisti si focalizzano sulla musica contemporanea della Mongolia ed eseguono ricerche sistematiche per la dimensione sonora del proprio repertorio con strumenti tradizionali e le tecniche vocali dell’Asia Centrale. Gli Egschiglen sono gli ambasciatori musicali del loro Paese. Con i loro raffinati arrangiamenti, interpretano sia canzoni tradizionali che lavori di compositori mongoli contemporanei. I loro pezzi hanno sovente la qualità e la trasparenza della musica da camera, pur mantenendo il potere incantatore delle tradizioni popolari. Da un lato le sonorità mongole appaiono strane e misteriose alle orecchie occidentali. In particolar modo i canti khoomii - ilkhomii è una speciale tecnica di canto ‘di gola’, uno stile in cui le tonalità fuori dalla scala sono modulate nello stesso tempo in cui viene cantata la melodia di base (diplofonia) - lasciano senza parole. Dall’altro la musica risuona familiare, esprimendo i sentimenti di base dell’umanità: amore, preoccupazione e riconoscenza.Tumro canta e suona il morin khuur, violino tradizionale mongolo a due corde in crine di cavallo il cui riccio finisce a testa di cavallo, impugnato come un violoncello. Ugan si occupa del basso mongolo, ih khuur. Il cantante solista Amra canta alla maniera khomii accompagnandosi al liuto tobshuur. I movimenti artistici della ballerina Ariunaa, che accompagna il gruppo nei concerti, sfortunatamente si perdono nei dischi, ma si possono apprezzare appieno dal vivo. Ingresso: € 10,00 Prevendita: Kulturni dom di Gorizia - tel. +39 0481 33288 | email info@kulturnidom.it | web www.kulturnidom.it (fonte adnkronos). Nella foto, il gruppo degli Egschiglen.

Il democratico Saikhanbileg nuovo premier di Mongolia
22 novembre 2014

Il Grande Hural, parlamento della Mongolia, ha scelto un nuovo primo ministro per guidare un governo diviso che dovrà affrontare un’incerta crisi economica. L’ha riferito il sito internet ufficiale. Chimed Saikhanbileg del Partito democratico è stato nominato capo del governo in un voto ampio, dopo che il Partito del popolo mongolo, formazione d’opposizione, ha boicottato il voto. La Mongolia ha goduto in anni recenti di una crescita accelerata, arrivando a un +17,5% del Pil nel 2011, grazie al boom delle esportazioni di risorse, per lo più carbone, rame, terre rare. Tuttavia il crollo del mercato delle commodity ha bloccato questo ritmo, tanto che nel primo semestre 2014 il Pil è cresciuto solo del 5,3%, in un momento in cui l’inflazione è in crescita e la valuta sta crollando. (Fonte Afp). Nella foto, il premier Saikhanbileg.

La Mongolia di Marika Dee sul nuovo Internazionale
21 novembre 2014

Sul nuovo numero del settimanale Internazionale un reportage sulla Mongolia, realizzato dalla fotografa belga Marika Dee. Non è il solito "portfolio" sulle tradizioni dei nomadi delle steppe ma un'analisi sociale, intitolata "Ragazzi di città". "In Mongolia - si legge nel sommario - una crescita economica senza freni stra trasformando profondamente la società. Con effetti soprattutto per i giovani, in bilico tra la modernità e un passato da riscorprire". In Mongolia però la situazione cambia come il vento del Gobi, fino a far diventare "sorpassata" la valutazione di Internazionale: la crisi di governo e il blocco dello sfruttamento delle risorse minerarie ha portato negli ultimi mesi a una crisi profonda, altro che "crescita economica senza freni". Lo stanno vivendo sulla loro pelle i mongoli, sia i nomadi che vivono nelle gher ma soprattutto gli abitanti della capitale Ulaanbaatar. Inconsuete e interessanti le immagini della Dee, come quella che pubblichiamo a sinistra.

Sugarkhuu, il contrabbasso che incanta la Mongolia
20 novembre 2014

Intervista esclusiva di Ayana Sambuu per mongolia.it a Sugarkhuu Luvsandagvaa, musicista e miglior contrabbassista della Mongolia. Un'artista universalmente riconosciuta che spazia dalla musica classica al jazz, senza dimenticare le tradizioni del morin khuur, il violino dal manico a testa di cavallo. Sugarkhuu racconta la sua esperienza musicale e personale, analizzando anche la situazione politica che non sempre incoraggia gli artisti: "Certo, ora va meglio dei tempi passati... Mi dispiace sempre moltissimo che il nostro governo non dia abbastanza attenzione allo sviluppo della musica classica in Mongolia. Vorrei che  facessero molto di più. Perciò, ho dovuto sempre cambiare  posti di lavoro, per questo motivo, lavorando un po’ dove era possibile: per esempio, due anni fa , sono stata invitata dal Teatro Accademico di Ulan Ude in Buryazia, poi in alcuni periodi ho lavorato insegnando la musica nel Collegio Musicale di Ulaanbaatar ed  in alcuni altri istituti di educazione musicale". Per leggere l'intervista completa su "Punto d'incontro" clicca qui.

BUON COMPLEANNO, GENGIS KHAN
14 novembre 2014

Oggi, 14 novembre, la Mongolia festeggia per tradizione il compleanno di Gengis Khan, il più grande Condottiero della storia che, nel XIII secolo conquistò Asia e gran parte dell'Europa formando l'Impero mongolo, che non ebbe mai più pari in quanto a estensione. "Se fino a vent'anni fa evocare il nome di Gengis Khan poteva portare di fornte a un plotone di esecuzione del governo filosovietico, oggi parlare male o a vanvera del grande condottiero viene considerata una bestemmia e insieme un vilipendio. Gengis Khan (la pronuncia corretta assomiglia a Cinghis Haan, con l’acca molto aspirata), il più grande conquistatore di tutti i tempi, riposa in pace, probabilmente in un luogo del Khentii, nel nord della Mongolia, dov’è nato intorno 1162, incoronato imperatore nel 1206 e morto nel 1227. Aveva conquistato il mondo a cavallo e l’unica volta che ne è sceso, per una caduta, è morto. Eppure Gengis Khan è stato riesumato e torna a vivere nell’orgoglio dei mongoli (da "Mongolia, l'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone - Polaris 2013). Per festeggiare gli 852 anni di Gengis Khan mongolia.it ha affidato all'artista Ayana Sambuu un articolo-rivelazione che potete leggere, in inglese, nella nostra rubrica Punto d'incontro. Buon compleanno, grande Temujin.

Montecarlo sostiene l'Unesco in Mongolia
10 novembre 2014

Mentre l'Unesco festeggia quest'anno il suo 70° compleanno, Montecarlo rinforza la sua partnership con l'agenzia delle Nazioni Unite per sostenere i popoli dei paesi del Sud e riaffermare l'importanza dei valori di pace e di dialogo. In Mongolia, l'accordo di cooperazione, di una durata di 4 anni, permetterà di rinforzare le capacità delle autorità e dei periti mongoli per la stabilizzazione, la conservazione e la preservazione del patrimonio archeologico del sito di Shoroon Bumbagar, necropoli recentemente scoperta nella provincia di Bulgan. Il progetto permetterà anche di sensibilizzare le autorità e le comunità locali sull'importanza della protezione del patrimonio culturale archeologico. (fonte montecarlonews.it)

Presidenti di Mongolia e Cina "Ora cresciamo insieme"
9 novembre 2014

Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato a Pechino il presidente della Mongolia, Tsakhya Elbegdorg. Xi Jinping ha affermato che la cooperazione economica fra Cina e Mongolia è di mutuo vantaggio e beneficia ai due popoli. Bisogna integrare la proposta della parte cinese sulla costruzione della Striscia economica della Via della Seta con la proposta della Via della Prateria da parte mongola, e promuovere in modo prioritario la cooperazione del collegamento reciproco nei settori minerario, di energia elettrica, di agricoltura e di pastorizia, realizzando quanto prima l'accordo di libero commercio Cina-Mongolia e accelerando la costruzione della zona di cooperazione economica trasnazionale bilaterale. (fonte italian.cri.cn). Nella foto, Elbegdorj e Jinping

CRISI DI GOVERNO PREMIER SFIDUCIATO
6 novembre 2014

Crisi di Governo in Mongolia da ieri, 5 novembre. Il primo ministro Altankhuyag Norov è stato sfiduciato dal Parlamento con 36 voti contro 30 per presunta corruzione. I suoi collaboratori sono stati arrestati e il Governo è stato temporaneamente affidato al vicepremier del Partito Democratico. Al di là delle accuse specifiche, il Governo di Altankhuyag è da tempo ferocemente criticato per aver rallentato lo sviluppo economico di un Paese che solo due anni fa aveva un saldo attivo del +17,5 per cento, precipitato al 6,3% di oggi. La questione è legata agli investimenti delle miniere d'oro e di rame di Oyu Tolgoi, nel deserto del Gobi, con il drammatico negoziato tra Governo e il colosso multinazionale Rio Tinto: accordi fissati e poi disattesi, cambi di rotta, dissidi interni hanno portato all'attuale situazione di stallo politico ed economico. Il Partito Democratico, che governa il Paese con l'opposizione del Partito Rivoluzionario, ha ora tempo due settimane per formare un nuovo Governo. Ma non sembra un'impresa facile perché all'interno dello stesso partito si è creata una situazione caotica e delicatissima. Mongolia.it seguirà la vicenda con attenzione. Nella foto, l'ex premier Altankhuyag.

Caldo record in Mongolia con massime di 20 gradi
29 ottobre 2014

Fa più caldo in Mongolia che in Italia. La sorprendente situazione meteorologica è rilevata da Giovanni Staiano di meteogiornale.it. "Ancora temperature massime vicine ai 20 gradi in Mongolia, dopo un ottobre decisamente sopra media. Lunedì 27 ottobre, 19,8°C a Hunhataoortoo, 19,1°C a Dalanzadgad, 19,0°C a Erdeni, 18,5°C a Erdenemandal, 18,1°C a Baruunturuun e Tsogt-Ovoo. 12,3° e 11,8°C le medie delle massime di ottobre di Dalanzadgad e Tsogt-Ovoo. Caldo anche nella capitaleUlaanbaatar, con una massima di 13,2°C, 6,4°C oltre la media delle massime di ottobre. Martedì 28, 20,0°C a Erdenetsagaan, 18,9°C a Choibalsan (8,8°C la media delle massime di ottobre), 18,6°C a Zamyn-Uud, 13,3°C a Ulaanbaatar. Il mese di ottobre nell'Asia centrale e settentrionale è stato caratterizzato da temperature sotto la norma in quasi tutta la Russia (eccezione la zona nord-orientale) e il Kazakistan, e sopra la norma tra Mongolia e Cina". Nell'immagine, l'anomala situazione climatica della Mongolia vista dal satellite

L'Espresso: "Mongolia sempre più global"
28 ottobre 2014

La Mongolia è sempre più global. Lo riferisce L'Espresso in un articolo di Marco Restelli che descrive un Paese che sta cambiando radicalmente, "forse anche troppo". "Quasi isolata dal mondo fino a vent’anni fa, la nuova Mongolia sta ingurgitando voracemente la globalizzazione e i suoi simboli, vuole tutto e lo vuole presto. Impazienza giovanile: il 45 per cento dei mongoli ha meno di 24 anni e l’età media della popolazione è di 27 anni. Così, fra i nuovi palazzi di lusso pacchiano del centro di Ulaan Baatar sta crescendo una generazione che non vuol più saperne di pastorizia, di vita nomade nelle “gher” (le tradizionali tende circolari) o di allevamento di cavalli e cammelli; una vita molto dura ed esposta a un’escursione termica infernale, dai più 35 gradi dell’estate ai meno 40 gradi dell’inverno, quando gli animali muoiono a frotte perché non possono brucare il terreno ghiacciato". Per leggere l'intero servizio clicca qui.

 

In cento danno il benvenuto al missionario padre Ernesto
28 ottobre 2014

Cento persone hanno voluto salutare il missionario padre Ernesto Viscardi all'oratorio di Castello Brianza, in provincia di Lecco. Da dieci anni il religioso offre il suo prezioso servizio alla missione della Consolata di Arvaikheer, in Mongolia. "In Mongolia - ha riferito padre Ernesto -  i cattolici sono circa un migliaio e vi sono sei parrocchie, gestite da 65 missionari che provengono da tutto il mondo. La prima missione risale al 1992. La Mongolia è un paese che cresce in fretta. I nostri progetti riguardano la creazione e il mantenimento di scuole tecniche, asili, centri per i ragazzi di strada o detti 'dei tombini' e di centri culturali per la diffusione della lingua e della cultura locale. Ci stiamo anche occupando di portare avanti progetti agricoli, promossi dalla Caritas e dalla Comunità Europea". Alla cena era presente anche il fratello, padre Mario Viscardi. Nella foto, padre Ernesto con i bambini della missione di Arvaikheer (foto Federico Pistone)
 

Ub Underground, libro drammatico ma eccessivo
22 ottobre 2014

"UB Underground" è un nuovo libro sulla Mongolia, anzi sulla sua capitale e sui bambini di strada. Prima le buone notizie: la casa editrice Koi press mette a disposizione questo romanzo gratuitamente in versione ebook su tutti gli store online. Ottimo invito alla lettura. Altra buona notizia: la Mongolia torna sotto i riflettori non per il solito romanzo storico dedicato a Gengis Khan o alle orde d'oro, ma per una testimonianza drammatica e underground (con l'accezione vera di "sottoterra") sulla vita della capitale, Ulaanbaatar, chiamata Ub dai suoi stessi abitanti. Ma l'autore, Leonard J. Monk, trentunenne statunitense senza fissa dimora, calca troppo la mano su una realtà tragica sì (ispirata al servizio fotografico di Mikel Aristregi proposto integralmente alla fine del libro), ma che rappresenta solo un aspetto marginale della società mongola (oltre a tutto molto limitato nel corso degli anni), che invece ne esce ingiustamente con le ossa rotte. Lo stile inoltre è sempre estremamente carico e volgare ma non così brillante. Per recensione ed estratto vai a sezione Libri

Judo: la Mongolia domina il Grand Prix di Astana
21 ottobre 2014

Mongolia dominatrice assoluta del prestigioso Grand Prix di Astana di judo: 10 medaglie, di cui 3 d'oro e 3 d'argento  e primo posto nel medagliere davanti alla Romania (2 ori) e all'Uzbekistan (1, 2, 3) mentre l'Italia è 18esima con 1 solo bronzo. Ecco quanto riporta olimpiazzurra.com: "Presente con una squadra di altissimo livello, la Mongolia ha ottenuto il primato nel medagliere della competizione, con tre ori, tre argenti e quattro bronzi e dieci atleti su quattordici che hanno concluso sul podio. Ottima, in particolare, la prova di Amartuvshin Dashdavaa, vincitore della medaglia d’oro tra i 60 kg, categoria nella quale proprio un altro rappresentante del Paese asiatico, Boldbaatar Ganbat, è il campione mondiale in carica. Titoli anche per Nyam-Ochir Sainjargal (73 kg) e Temuulen Battulga, venticinquenne che si sta facendo un nome nella massima categoria di peso, la +100 kg. Oltre alla Mongolia, solamente la Romania ha ottenuto più di una medaglia d’oro, grazie ai successi di Andreea Chițu (52 kg) e Corina Căprioriu (57 kg). Completa la top 3 del medagliere la squadra di casa, l’Uzbekistan, che ha festeggiato soprattutto l’oro di Rishod Sobirov (66 kg)". Nella foto, il campione mongolo Dashdavaa.

Asem, Elbegdorj all'Europa: "Tutti in Mongolia nel 2016"
17 ottobre 2014

"See you soon in Mongolia and thank you", sono le parole conclusive del Presidente Elbegdorj che ha parlato questa mattina a Milano all'Asem, il Vertice biennale tra Asia ed Europa a cui prendono parte 53 Capi di Stato e di Governi dei due continenti. Un intervento trascinante, quello di Elbegdorj, che ha dato appuntamento al 2016 quando la Mongolia ospiterà il prossimo Asem: "Quella del 2016 - ha ricordato il presidente mongolo - sarà un'occasione eccezionale perché si tratta del ventesimo anniversario dell'attività dell'Asem, fondato nel 1996. La Mongolia è pronta per ospitare questo grande evento per saldare sempre di più i rapporti tra il nostro Paese e il nostro continente con l'Italia e con l'Europa". Elbegdorj ha avuto parole di elogio anche per Russia e Cina, definiti "vicini di grandissima capacità". Ha poi ricordato, divertendo la platea, che per entrare in Mongolia ora non serve più il visto: "In quest'occasione ho notato che molti di voi hanno avuto problemi di visto. Ecco quando verrete tra due anni in Mongolia non li avrete più. E se dovesse esserci qualsiasi contrattempo, dite che vi manda il Presidente". Nella foto, i partecipanti all'Asem

Squalificato il presidente della Federcalcio mongola
16 ottobre 2014

La FIFA ha squalificato il Presidente della Federcalcio di Mongolia Ganbold Buyannemekh con l'accusa di aver "sollecitato e accettato" tangenti. 'ESPN' riferisce che l'uomo, ex membro del Comitato esecutivo AFC, sarebbe stato pagato nel 2011 per la campagna di Bin Hammam alla presidenza FIFA e nel 2009 per la corsa dello stesso al posto di Presidente della AFC. Bin Hammam fu già radiato a vita tempo fa dalla FIFA (fonte calciomercato.it). Nella foto, Ganbold Buyannemekh

Premiata a Grottammare la moda della Mongolia
13 ottobre 2014

La Mongolia si affaccia alla ribalta dello stile italiano partecipando a Grottammare (Ascoli Piceno) al II Concorso internazionale di Moda e Design, grazie al Centro culturale italiano di Ulaanbaatar. Tutti i partecipanti hanno ottenuti consensi e riconoscimenti. Nella foto, da sinistra: G. Otgonsuren, dell'Unione visagisti mongoli” (nomination “Sposa” e “Passerella”), L. Nyamaa (responsabile Centro culturale italiano), B. Gerel-Erdene, parrucchiera di salone “Matrix”, 3° posto (“Sposa” e “Passerella”) e la stilista I. Urangoo, di “Shilmel Zagvar”, 1° posto (collezione Casual).

A Milano anche la Mongolia nel decimo vertice Asem
13 ottobre 2014

Ci sarà anche la Mongolia a Milano tra il 16 e il 17 ottobre in occasione del decimo vertice Asem (Asia Europa Meeting), che riunirà i capi di Stato e di Governo di 50 Paesi. Il Corriere della Sera dedica oggi una pagina all'evento, col titolo "Europa e Asia, il club dei litigi". "Un'occasione - si legge - per rilanciare l'ambizioso obiettivo di una "grande partnership" mai decollata ma ormai strategica per tutti. La Ue saprà superare le divisioni?". Interessante la riflessione del giornalista Danilo Taino: "La Ue ha sempre partecipato con i suoi limiti: un po' arrogante, divisa tra i diversi interessi nazionali al suo interno, senza una chiara politica verso il resto del mondo. Gli asiatici hanno spesso considerato gli europei in declino e per molti versi poco rilevanti (fatto salvo l'accesso al mercato della Ue). A Milano difficilmente sarà diverso: ci si arriva - forse è inevitabile - nel modo di sempre, con ognuno che cura i propri interessi nazionali". Nell'immagine, l'ultimo vertice dell'Asem

Lo sport della Mongolia in un libro di Marco Bagozzi
3 ottobre 2014

"Vincere con Gengis Khan" (edizioni Anteo, 12 euro), un libro singolare, coraggioso e interessante, che interseca la passione per lo sport alla storia della Mongolia. Lo ha scritto Marco Bagozzi, analista geopolitico e collaboratore di "Eurasia", già autore di un analogo reportage dalla Corea del Nord ("Con lo spirito Chollima"). Così la storia, la cultura e la tradizione mongola si riflettono nello sport, partendo dai primi insediamenti nomadi, passando per l’Impero di Gengis Khan, l’occupazione cinese, il governo lamaista, la Repubblica Popolare e l’odierna Repubblica Democratica. Bagozzi analizza il ruolo dello sport, lo sviluppo e le sue connessioni con la geopolitica. Introduzione di Aldo Colleoni. Si parte dallo sport durante la Repubblica Popolare: “La vera rivoluzione sportiva parte dal 1948, con il lancio del Primo Piano Quinquennale per lo Sviluppo Economico e Culturale (1947-1952), quando il governo fra gli altri obiettivi si impegna drasticamente per superare l’”analfabetismo della cultura fisica” anche grazie alla creazione del Segretariato della cultura fisica e dello sport, sottoposta al controllo del Ministero popolare della protezione sanitaria, e si riorganizza l’attività prendendo come esempio il vicino sovietico”. Per arrivare allo sport nella moderna Mongolia:  “Lo sport mongolo diventa quindi una sorta di metafora della diplomazia del paese. Così come il governo ha percorso la strada del più vasto riconoscimento internazionale possibile, aprendo relazioni con tutte le istituzioni e con il maggior numero di paesi possibile, le federazioni sportive hanno ottenuto l’adesione ufficiale nei più importanti “governi dello sport” mondiale: affiliazione alla FINA (nuoto) nel 1991, FIFA (calcio) nel 1989, IIHF (hockey su ghiaccio) nel 1999, FIBA (pallacanestro) nel 2000, IRB (rugby) nel 2003 e ITF (tennis) nel 2008”.

A fuoco hotel 5 stelle nel centro di Ulaanbaatar
30 settembre 2014

Spaventoso incendio nel centro di Ulaanbaatar. L'hotel in costruzione a 5 stelle Shangri-La, ospitato in un lussuoso grattacielo vicino alla piazza principale della capitale mongola, ha preso fuoco, sembra per un corto circuito avvenuto al settimo piano. Distrutta completamente un'ala dell'edificio. Non ci sono vittime: 23 persone sono state fatte evacuare e l'incendio è stato spento nel giro di due ore.  Nella foto, il drammatico incendio del palazzo. Nella costruzione dell'albergo, la cui ultimazione sarebbe stata prevista nel 2015, sono stati investiti 500 milioni di dollari. Per vedere il video dell'incendio clicca qui

Erdene, in Italia la bimba con il braccio bionico
26 settembre 2014

Erdene è un piccola bambina della Mongolia che aveva sempre avuto un sogno. Avere una vita normale come tutti quelli della sua età. Appena nata difatti, causa errore medico, probabilmente per un laccio emostatico lasciato legato al braccio destro, aveva subito l'amputazione di una parte del braccio. Dal Veneto, grazie all'associazione Sos Bambino Onlus di Vicenza, è stato possibile creare grazie alla tecnologia in 3D un arto completamente funzionante. A occuparsi del progetto è stato l'ingegnere biomedico di Pordenone Marco Avaro che ha così provveduto grazie a una stampante tridimensionale a produrre il pezzo mancante. Per la bambina, accompagnata in Italia da Nyamaa (collaboratrice di mongolia.it), si prospetterà un periodo lungo per imparare a usare il braccio bionico, ma grazie a questo potrà avere una vita assolutamente normale. (fonte piacenzanight.com). Nella foto, la piccola Erdene con lo staff medico e Nyamaa

Da Ravenna un aiuto alle donne mongole
16 settembre 2014

Claudio Fucchi, ispettore capo della Polizia Municipale di Ravenna, Claudio Bertolli e Ugo Capone, assistenti della Polizia di Stato in pensione, da maggio a luglio di quest' anno, hanno percorso 26mila chilometri a bordo di un furgone Iveco 4x4 attraversando diciassette nazioni, fra cui Russia, Kazakistan e Uzbekistan e Cina, per consegnare aiuti umanitari in Mongolia. Nella capitale della Mongolia Ulaan Baatar li attendevano i membri di un’associazione, la National Center Against Violence, che si occupa di donne e bimbi oggetti di violenza “con cui – ha spiegato Claudio Fucchi  – abbiamo creato una relazione grazie ad associazioni ONG italiane e partecipando a questa missione umanitaria “La via della seta”. È occorso un anno per raccogliere attraverso il passa parola tra colleghi ed alcune Aziende locali sponsor del viaggio, tutto il materiale necessario all’associazione per realizzare un laboratorio di sartoria che sarà gestito dalle donne seguite dall’associazione:  5 macchine da cucire, 2 personal computer, 1 computer portatile; poi una parte del carico era composto da indumenti pesanti, scarpe e cancelleria che l’associazione destinerà alle persone bisognose per un peso di circa 3 quintali di merce. La nostra visita nella capitale mongola – ha proseguito Fucchi - è stata anche l’occasione per stringere una sorta di gemellaggio professionale con la Polizia Stradale di quel luogo sancito da uno scambio di doni”.   Il Comandante della Polizia Muncipale Stefano Rossi ha ringraziato i tre protagonisti per lo spirito che ha animato la missione contro la violenza sulle donne. “Pur avendo inizialmente qualche lieve perplessità, vista la complessità di questo progetto – ha aggiunto - via via che ricevevo le loro notizie da questi paesi lontani mi sono appassionato sempre di più, e con me tutto il personale della PM, che tanto si è prodigato per il buon esito del viaggio e di questo li ringrazio”. Anche il sindaco Fabrizio Matteucci ha avuto parole di apprezzamento affermando: “È molto meritorio il fatto che persone in divisa e con compiti di responsabilità nel loro lavoro, decidano di dedicare tempo e risorse a scopo umanitario. Sono orgoglioso quando emergono queste punte di iceberg dal mare della solidarietà ravennate”. (fonte ravennanotizie.it)

Un pezzo di Mongolia nelle campagne parmensi
13 settembre 2014

Visitare la Mongolia senza muoversi dall'Italia? La proposta è dell'agriturismo Ca' Cigolara, immerso nel verde a pochi minuti da Borgo Val di Taro, in provincia di Parma. Gli ospiti possono alloggiare in autentiche gher, le tradizionali e confortevoli tende mongole, ma anche gustare prodotti biologici e marmellate fatte artigianalmente. Per informazioni www.cagicolara.it. Nella foto, uno scorcio dell'agriturismo.

Caldo record in Mongolia Superati i 35 gradi all'ombra
10 settembre 2014

Mentre l’estremo nord della Siberia comincia a raffreddarsi, a seguito del progressivo indebolimento dell’insolazione diurna e dell’accorciamento delle giornate, più a sud, fra Siberia meridionale e Mongolia, continua ad insistere il caldo anomalo, già visto nel corso di questa stagione estiva. Dopo le decine di record mensili di caldo maciullati in Mongolia, Siberia e nord della Cina a inizio Settembre sono state archiviate temperature massime fino a +35°C in Mongolia, con punte di oltre +30°C +32°C nel nord del paese asiatico. Basti pensare che nella capitale mongola, Ulaanbaatar, ubicata ad oltre 1100 metri di altezza, nei giorni scorsi sono stati toccati i +31°C. Per il mese di settembre si tratta di un valore assolutamente eccezionale. Il caldo insisterà ancora anche nei prossimi giorni, tanto da non escludere altre massime prossime ai +34°C. (fonte meteoweb.eu, foto Federico Pistone)

Calcio, Khoromkhon campione di Mongolia
10 settembre 2014

Il Khoromkhon (nella foto) vince la Nislel Lig ed è campione nazionale di calcio della Mongolia. Niislel Lig nell’idioma locale significa Lega della Capitale e il nome è ben giustificato visto che delle 7 squadre che hanno partecipato al campionato, ben 6 provengono da Ulaanbaatar, e solo il Khangarid è rappresentante della seconda città del paese, Erdenet. Il campionato mongolo si gioca nei mesi estivi, tra giugno ed agosto, e si svolge interamente al MFF Football Center costruito nel 2002 in erba sintetica con una capienza di 3500 posti: dopo la regular season, si passa ai playoff tra le prime quattro in una sorta di final four. La stagione regolare si è conclusa con il pari merito tra le due favorite, l’Erchim e il Khoromkhon entrambe a 28 punti ma con una differenza reti favorevole ai primi. L’Erchim è la squadra due volte campione in carica, con 8 titoli nazionali all'attivo: si basa sull’asse serbo formato da Milan Sredojević, Zoran Pešić, portati in Mongolia dal nuovo mister della nazionale Vojslav Bralusic. Il Khoromkhon, guidato da Pürevsükh, ha pescato soprattutto in Africa, con i nigeriani Michael Adeyemo e Samson Awomodu, oltre che puntare sul canadese Ryan Fante. Ma il bomber è il mongolo Nyamdavaagyn Naranbold. Ai playoff sono arrivate anche l’Ulaanbaatar University, che ha puntato sulla stella giapponese Yusuke Minami (capocannoniere del torneo con 10 reti), e il Khangarid.
Nuova delusione firmata FC Ulaanbaatar, che dopo la fondazione del 2010 e il titolo vinto al primo tentativo, ha collezionato due pessime stagioni. Troppo poco per una squadra che era stata fondata per fungere da pilastro del calcio locale, anche con il supporto del Milan. Fuori anche il Selenge Press e il Mazaalay, squadra materasso a zero punti. Le semifinali hanno confermato il ruolo delle due favorite, con l’Erchim capace di superare per 3-1 il Khangarid (13’ Sredojević, 24’ Bilgüün, 53’ Gal-Erdene, 79’ Battulga) e il Khoromkhon che supera di prepotenza gli universitari con un nettissimo  7-1 (Muyiwa 28′ 50’, Fante 30’, Tsend Ayush 58’, Naranbold 76’ 90’, Ulsbold 64’; Minami 65’).
La finalina ha premiato il Khangarid che ha superato l’University dopo uno spettacolare 4-3 (D.Enkhtör, Ts.Munkh-Erdene, A.Erdenbayar S.Gankhuyag / Khangarid / E.Pürevdorj Yusukye Minami, G.Yondonjamts / Ulaanbaatar Università). Nella finalissima invece il Khoromkhon ha battuto l’Erchim con il minimo scarto grazie ad un gol di Ryan Fante, portando a casa il titolo che mancava dal 2005. Il titolo di miglior portiere è andato a Ariunbold Batsaikhan dell’Erchim, così come quello di miglior difensore ad Anar Batchuluun. A centrocampo ha dominato Tsend Ayush Khrelbaatar, capitano del Khoromkhon, mentre il miglior attaccante è stato il giapponese Minami. Per il calcio mongolo continua la strada verso il successo e dopo Murun Altankhuyag già professionista da un anno con la maglia del Krabi FC, squadra di seconda divisione tailandese, sembrano aprirsi le porte per altri cinque  “figli di Gengis Khan” che il procuratore giapponese Takashi Morimoto ha intenzione di impiantare stabilmente nel campionato Thai. (segnalazione Marco Bagozzi, fonte tuttocalcioestero.it)

Putin in Mongolia si commuove all'inno
5 settembre 2014

Per aprire agli import prodotti da Ulan Bator il presidente Vladimir Putin è volato in Mongolia e durante l'incontro con il presidente mongolo Elbegdorj, mentre ascoltava l'inno nazionale, si è commosso. L'inno russo, adottato nel 2000, ha la stessa partitura musicale di quello sovietico utilizzato dal 1043 al 1991 e il cui autore fu il compositore Aleksandr Vasil'evic Aleksandrov. Nella foto, Putin con il presidente della Repubblica di Mongolia Elbegdorj in una tradizionale gher. Per vedere il video sul sito di Repubblica clicca qui

I canti mongoli stregano Ferrara
30 agosto 2014

 ‘It’s the khoomi style’. Per il successo che sta attirando potrebbe quasi competere col vecchio tormentone coreano ‘gangnam’. La provenienza è ugualmente orientale, la risonanza, invece, molto ferrarese. Tra i buskers protagonisti dell’edizione 2014 ci sono indubbiamente i tre gruppi mongoli invitati, capaci di farsi accerchiare dal pubblico persino quando sono in pausa. Pur con repertori diversi, sono tutti portatori dei canti tradizionali del paese di Gengis Khan e non si fanno mai mancare l’accompagnamento di un morin khuur, il violino a due corde a testa di cavallo, iscritto nel patrimonio orale e immateriale Unesco. Il tratto distintivo per chiunque li voglia identificare è però soprattutto la voce, per via di quell’inconfondibile canto di gola che potrebbe ricordare addirittura lo scacciapensieri delle colonne sonore western di Morricone, e che è frutto di un’impegnativa preparazione tecnica. «Servono anche cinque anni di apprendimento – spiega Gunbileg Shinetsetseg, danzatrice dei Khukh Mongol – e si inizia a studiare già a otto anni. C’è poi un villaggio, Chandman – questo sì nel lontano West (mongolo) –, dove persino gli ottantenni cantano khoomei». E proprio a Ferrara è ospite Dangaa Khosbayar, in arte Hosoo, premiato nella capitale Ulan Bator come ‘miglior cantante mongolo’: la polifonia che raggiungono i suoi canti gutturali, in una continua emissione di suoni acuti e gravi insieme, non passa inascoltata, abbinandosi alle musiche ataviche proposte con i Transmongolia che lo seguono fin qua, forti pure di una scorsa partecipazione al festival. Il consiglio per i neofiti che volessero muovere i primi passi verso il genere? «Allenatevi due ore al giorno per minimo un anno – ipotizza come posologia Yesunerdene Bat, 26 anni, diplomato al conservatorio di Ulan Batar, cantante e violinista (a testa di cavallo) –. Serve intonazione, respiro lungo, e la padronanza della lingua: dite ‘hello’ e tenete la lingua ferma in alto sulla elle. E provate a partire da lì». (fonte: ilrestodelcarlino.it). Per leggere il servizio completo e vedere foto e filmati relativi alla manifestazione clicca qui

Visti gratis per la Mongolia Favoriranno l'occupazione
28 agosto 2014

L’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) accoglie con favore la decisione della Mongolia di diminuire le restrizioni per l’ingresso nel paese, così come richiesto dall’organizzazione stessa nelle sue linee guida. I cittadini di 42 paesi, tra cui l'Italia, potranno ottenere un visto turistico gratuito della durata di un mese, in aggiunta ai 20 paesi che già beneficiano dell'agevolazione. Plaude alla decisione il segretario generale della Unwto, Taleb Rafai: “Siamo felici che la Mongolia segua le nostre raccomandazioni. Queste politiche possono avere un impatto positivo sul Pil del paese”. Per la Mongolia è un nuovo passo avanti, dopo l’approvazione lo scorso anno da parte del locale parlamento della risoluzione “cieli liberi” per liberalizzare il settore dell’aviazione. La diminuzione delle restrizioni all’ingresso di turisti extracomunitari potrà determinare un sensibile miglioramento del tenore dell’economia, oltre a favorire la creazione di numerosi posti di lavoro. Secondo un rapporto dell’Unwto per il periodo 2012-2015, verrebbero generati 206 milioni di dollari di ricavi turistici e 5,1 milioni di posti di lavoro aggiuntivi tra il 2012 e il 2015 nella sola area dei paesi G20 (da guidaviaggi.it)

Mongolia e Ferrara al galoppo: i musicisti si raccontano
27 agosto 2014

I Buskers non sono solo musica e spettacolo, ma storie che si intrecciano le une alle altre, storie di artisti che fanno della piazza non più un non-luogo, ma un teatro dai mille colori. Quest’anno, nella tavolozza che dipingerà con continuità Ferrara dal 26 al 31 agosto, ritroveremo il rosso porpora e il blu cielo della Mongolia, la nazione ospite dell’edizione 2014. La prima presenza di musicisti mongoli al Ferrara Buskers Festival risale al 1994, ma quest’anno sono ben tre le formazioni che si turneranno per le vie cittadine: i musicisti e danzatori del Kuhkh Mongul (foto), il quartetto dei Sedaa e gli Hosoo & Transmongolia. Riposti i costumi tipici, pronti per essere indossati a Lugo, la danzatrice Shinetsetseg Gunbileg del gruppo Khukh Mongol sfodera un sorriso a trentadue denti quando le viene chiesto di fare da interprete per gli altri musicisti. “È bellissimo che ci siano più gruppi della Mongolia – spiega entusiasta – perché il Buskers Festival ci permette di far conoscere le tradizioni e la cultura della nostra nazione, e quando ieri ci siamo esibiti tutti insieme, il pubblico cantava con noi, è stato stupendo”. Innegabile che la folla si raduni attorno alle postazioni dei mongoli ipnotizzata dagli strumenti particolarissimi e dalla tecnica vocale unica nel suo genere: “Il Morin Khuur è un violino, simbolo della Mongolia, le cui corde – continua paziente Shinetsetseg – sono ricavate dalla coda dei cavalli”, e risuonano proprio del galoppare nelle steppe dell’Asia centrale. Il canto armonico, invece, è diplofonico, capace di emettere con una sola voce due melodie distinte allo stesso tempo, tecnica originaria della Mongolia e trasmessa “anticamente da padre in figlio, oggi insegnata in prestigiose scuole”. In una Ferrara che agli occhi di Shinetsetseg appare come “una piccola città antica di cui non conosco la storia, ma che traspare dai suoi monumenti meravigliosi”, la cultura della lontana Mongolia investe occhi e orecchie attraverso “il potere della musica – continua – grazie al quale riusciamo a fare sentire il pubblico come se si trovasse davvero in Mongolia, tra le sue montagne, nella sua steppa, sotto il cielo limpido”. E le difficoltà di comunicazione, benché siano state sottolineate da diversi musicisti, per i ragazzi del Khukh Mongul scivolano presto in secondo piano, perchè “è la nostra musica che parla, e poi siamo soltanto al secondo giorno, il tempo migliorerà anche questo aspetto”. La Mongolia è tutta racchiusa nel yatga (arpa-cetra) e nella diplofonia, nei costumi colorati e negli occhi dei musicisti che, dalla Germania (dove vivono), portano “per tutta l’Europa la nostra terra d’origine, e quando ci esibiamo davanti ad un nostro connazionale, le lacrime scendono spontanee” (di Silvia Franzoni da estense.com)

Mondiali di judo oro per la Mongolia
25 agosto 2014

Sono del mongolo Boldbaatar Ganbat e della giapponese Ami Kondo i primi titoli iridati ai mondiali di judo che hanno preso il via a Chelyabinsk, in Russia. Ganbat ha conquistato la medaglia d’oro nei 60 kg al termine di una finale equilibrata contro il russo Beslan Mudranov. Bronzo per il giapponese Naohisa Takato, campione nel 2013. Nella foto, la premiazione con la medaglia d'oro Ganbat, secondo da sinistra.

Mongolia.it si rifà look Da settembre il nuovo sito
18 agosto 2014

Mongolia.it compie quattordici anni e cambia look. Presto in linea la nuova versione ancora più intrigante e aggiornata, con news, consigli di viaggio, punti d'incontro, immagini e altre informazioni per rendere sempre più vicine Mongolia e Italia. Appuntamento a settembre con la nuova mongolia.it, per abbracciare sempre più forte questa terra meravigliosa.

Tornano in Mongolia 18 scheletri di dinosauro
5 agosto 2014

Più di 18 scheletri di dinosauri erano stati illegalmente esportati dalla Mongolia diversi anni fa, ma adesso, finalmente, sono tornati a casa. A dare l’annuncio sono state le autorità statunitensi: i resti di dinosauri, infatti, erano stati messi all’asta a New York, quando alcuni osservatori mongoli si accorsero che con molta probabilità gli scheletri erano gli stessi che erano stati precedentemente rubati dal loro Paese. Qualche giorno fa si è tenuta la cerimonia ufficiale nella quale si è festeggiato il ritorno “a casa” di alcuni scheletri di dinosauri precedentemente trafugati in Mongolia. La vicenda risale a diversi anni anni fa, ma solamente nel 2012 or sono si è venuti a capo della faccenda. Durante un’asta tenutasi nel 2012 a New York, un privato offriva uno scheletro di Tarbosaurus bataar al miglior offerente, una razza cugina del Tirannosaurus rex di origine mongola. Insospettiti della particolare offerta, le autorità della Mongolia si sono messi sulle tracce dell'acquirente e, in collaborazione con la polizia americana, hanno ottenuto il ritorno del dinosauro. (fonte ondenews)

La musica della Mongolia a Ferrara dal 21 al 31 agosto
4 agosto 2014

Mongolia protagonista nella kermesse "Ferrara Buskers", dedicata all'Aquila e alla popolazione colpita dal terremoto.Il festival dei musicisti di strada, si terrà dal 21 al 31 agosto tra Ferrara, Comacchio e Lugo. Alla presentazione hanno partecipato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, i sindaci dell'Aquila e Ferrara e l'ambasciatore mongolo Shijeekhuv Odonbaaav. La Mongolia, infatti, sarà il paese ospitato in questa edizione del festival proponendo etno jazz, etnica con danze e contorsionismo, un quartetto con canto overtone e infine un trio di classica. Musica mistica, canti vibranti e contorsionismi negli spettacoli open air dei 4 gruppi invitati provenienti dalla Mongolia (nella foto), omaggiata con una serie di iniziative tra cui una mostra nella Biblioteca Ariostea di Ferrara. I musicisti mongoli portano con sé storie e antichi rituali, esibendosi in canti diplofonici, danze sinuose e strumenti tradizionali come il Morin Khuur (Patrimonio Orale e Immateriale Unesco). L’immaginazione corre tra sconfinate steppe, cavalli selvaggi al galoppo e nomadi viandanti nello spirito della natura.

Mongolia, niente più visto Precisazioni dell'Ambasciata
7 luglio 2014

Come già anticipato, da luglio 2014 non occorre più il visto per la Mongolia, per i viaggiatori italiani e di altri 42 Paesi, esclusivamente per viaggi turistici o di commercio leggero e non superiori a 30 giorni. Lo conferma l'Ambasciata di Roma che ci ha inviato la seguente nota:
"Si  informa che dall' 8 luglio 2014, l'Ambasciata di Mongolia non accetterà piu le pratiche per visti classificate J (turismo) e B (affari), col  premesso di soggiorno fino 30 giorni, dei cittadini dei seguenti paesi, inclusa a Repubblica Italiana: Austria, Andorra, Argentina, Bahamas, Belgio, Bulgaria, Brasile, Grecia,  Gibilterra, Granada, Danimarca, Regno Unito, Islanda,Spagna, ITALIA, Irlanda, Cipro, Costa Rica, Lettonia, Lituania, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Panama, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Uruguay, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Cile, Svezia, Svizzera, Estonia.
Invece, le pratiche per tutte le altre classifiche dei visti  possono essere  presentati secondo l'orario di  accettazione".

Il Naadam raccontato sulla Stampa da Irene Cabiati
7 luglio 2014

Tutto pronto per il Naadam, la più importante celebrazione per la Mongolia. L'appuntamento è come tradizione dall'11 al 13 luglio. Irene Cabiati, autrice di "Mongolia in viaggio" (2012 Alpine Studio) ha raccontato così l'imminente evento sulle pagine del quotidiano La Stampa, sotto il titolo "Mongolia, gli eredi di Gengis Khan si sfidano a cavallo".
"Arrivano a Ulaanbaatar a cavallo, sui camion, in moto e in fuoristrada per innalzare le gher (le case di feltro dei nomadi) e trasformare la periferia in un immenso accampamento che evoca tempi antichi, quando le tribù della Mongolia si riunivano per eleggere i capi supremi: oggi si radunano per il Naadam la festa che celebra la rivoluzione del 1921 combattuta con l’Armata Rossa contro l’occupazione cinese, ma soprattutto è la fiera riaffermazione di una tradizione nomade che onora lo spirito guerriero del popolo in nome di Gengis Khan. Si svolge dall’11 al 13 luglio ed è l’occasione per misurarsi in sfide ancestrali come la lotta, il tiro con l’arco, le gare di abilità a cavallo. Parate, danze e musica riscaldano le celebrazioni dove il sacro e il profano miscelano un cocktail di spiritualità e gioco, orgoglio e alcol. Nella capitale la festa è influenzata dalla presenza di migliaia di turisti, per questo è consigliabile assistere al Naadam nelle province più lontane, meno clamorose ma più genuine.  Può essere lo spunto per un viaggio nella steppa mongola dove la natura dialoga con il misticismo religioso della fede buddista e dello sciamanesimo. Radici antiche che oggi si scontrano con la modernizzazione e la promessa di benessere collegato allo sfruttamento dell’immenso patrimonio minerario che minaccia l’equilibrio dei pascoli e delle acque. Si parte da Ulaanbaatar, ormai metropoli congestionata, che svela la sua storia attraverso le architetture: dai grattacieli ai palazzi in stile neoclassico del periodo «sovietico», dall’antico tempio buddista di Gandan, il più grande della Mongolia (uno dei pochi preservati dalle purghe di Stalin contro il clero buddista) al Palazzo d’Inverno di Bogd Khan (l’ultimo imperatore mongolo), al Museo delle belle Arti e il Museo di Storia Naturale dove troneggiano alcuni dinosauri. Di qui parte un collegamento ideale con il deserto dei Gobi e in particolare la valle di Bayan Zag dove sono stati trovati numerosi e preziosi fossili. L’immensa palude salmastra che ospitava i dinosauri oggi è un territorio caleidoscopico: dal mantello d’erba sulla superficie sassosa ai calanchi scavati dal tempo (la rupe di Tsagaan Suvarga); dalle infuocate dune che cantano ( Khongoriin Els) allo sconcertante spettacolo della Valle delle Aquile attraversata da un fiume sempre ghiacciato. Il viaggio può proseguire verso Karakorum. Fu la capitale dell’impero mongolo e non esiste più: ne narrarono lo splendore nei loro resoconti i missionari Pian del Carpine e Rubruck. Sulle sue rovine fu costruito (1585) il monastero dell’Erdene Zuu protetto da un muro di 1680 metri intervallati da 108 stupa: nel 1702 ospitava 62 templi e centinaia di lama. Oggi è prevalentemente un museo. Sulla via del ritorno è consigliabile una sosta al Parco del Khunstain con le sue colline ammantate di betulle dove è possibile vedere (ma non avvicinare) i cavalli Przewlaski (takhi) che vivono allo stato brado. Per saperne di più sul viaggio e sulla storia, la cultura, le tradizioni e le aspirazioni del popolo mongolo consultare il sito www.mongolia.it".

Miniera di Oyu Tolgoi arriva una supermulta
7 luglio 2014

A rischio la miniera di rame e dell'oro Oyu Tolgoi. A quanto pare i quattro miliardi di dollari per l'espansione della metropolitana di Oyu Tolgoi potrebbero essere ritardata per l'ennesima volta. Fonte Ubpost. A quanto pare la Mongolia sta facendo richieste di tasse non pagate e sanzioni, mentre la miniera ha licenziato 300 lavoratori. L'Autorità fiscale mongola ha inviato un rapporto sulle verifiche al Turquoise Hill Resources, che possiede il 66 per cento dei 6,2 miliardi di dollari Oyu Tolgoi miniera, chiedendo 130 milioni di dollari in tasse non pagate e relative sanzioni, e diritti non riconosciuti connessi con lo sviluppo iniziale della miniera. In risposta alle affermazioni fatte dall'amministrazione fiscale, Turchese Hill ha detto ribadiamo con fermezza che Oyu Tolgoi LLC, unità di Turquoise Hill responsabile della miniera, ha pagato tutte le tasse e le spese, come richiesto nell'ambito del contratto di investimento e la legge mongola. Kay Priestly, Amministratore Delegato di Turquoise Hill, ha detto: «Siamo fortemente in disaccordo con le affermazioni della relazione di revisione e stiamo attualmente rivedendo tutte le opzioni per risolvere la questione. E 'importante che noi proteggiamo il nostro diritto di stabilizzazione fiscale previsto dal contratto di investimento». La società ha detto che sta esaminando la relazione di revisione e, qualora siano riscontrate violazioni del contratto di investimento, si prenderà in considerazione l'arbitrato internazionale. «Ogni elemento della pretesa che equivale ad una violazione del contratto di investimento attiverà il processo di risoluzione delle controversie delineata nel contratto di investimento tra cui possibile arbitrato internazionale», ha detto la società in un comunicato alla stampa. Turquoise Hill ha detto che l'impatto di questi richieste potrebbero ritardare il completamento dello studio di fattibilità della metropolitana se una soluzione alle questioni fiscali non sarà raggiunto entro la fine di questo mese. Oyu Tolgoi prevede di produrre 150.000 a 175.000 tonnellate di rame e 700.000 a 750.000 once d'oro quest'anno (di Lucia Giannini, agccommunication.eu)

Non serve più il visto per i viaggi in Mongolia
2 luglio 2014

Dal mese di luglio non è più necessario il visto per la Mongolia per i viaggiatori provenienti dall'Italia. Sarà sufficiente il passaporto valido. E' una novità sorprendente e inattesa su cui torneremo per un approfondimento.

Da Ferrara a Pechino in Land Rover Il ritorno in Mongolia di Mirco e Francesca
30 giugno 2014

Islanda, Mongolia, Sudafrica e adesso è il turno della Cina. La coppia ferrarese composta da Mirco Gadda e Francesca Venturi è pronta ancora un volta per affrontare un altro lungo viaggio a bordo del loro Defender che li porterà dopo migliaia di km da Ferrara a Pechino.Le tappe della nuova avventura saranno Zagabria, Budapest, Kiev, Aqtobe (Kazakistan), Turkestan, Taskent, Kashgar e poi in Pakistan a Islamabad, ingresso in India e tappa ad Amristar, Daramsala, ingresso in Nepal e tappa a Kathmandu e Lahsa e Xian prima di giungere finalmente a Pechino. Percorso diverso invece per il ritorno, che si sposterà decisamente a Nord,  passando per la Mongolia nella sua capitale Ulan Bator già raggiunta in un viaggio simile nel 2010 e poi Novosibirisk in Siberia, Ekaterimburg e Mosca prima di tornare tra le mura estensi (fonte estense.com)

Dal Lario alla Mongolia in moto Francesca e Tommaso sono pronti
29 giugno 2014

Su due ruote dal Lago di Como alla Mongolia. Ben 23mila chilometri di strada – in parte asfaltata e in parte da scoprire - attendono due giovani viaggiatori comaschi. Gli intrepidi centauri sono Tommaso Cazzaniga (34 anni, laurea alla Bocconi) e Francesca Bresciani (30 anni, laurea in Giurisprudenza, volontaria in associazioni sparse per il mondo), legati sentimentalmente e un tutt’uno, per i prossimi due mesi, con la loro Africa Twin 750 del ’94, una moto preparata per affrontare ogni tipo di percorso, caricata misurando i centimetri e risparmiando i grammi. I due lariani attraverseranno 18 Paesi e, tra 60 giorni, spegneranno il motore davanti al Tempo Voltiano da dove, ieri mattina alle 12, sotto un acquazzone, sono partiti dopo aver salutato parenti e amici. «Non ci spaventa certamente un po’ di pioggia, dovremo affrontare condizione ben più estreme. Siamo pronti ed entusiasti. È una grande avventura», hanno detto i due viaggiatori che nel curriculum vantano decine di tour in giro per il mondo.
Tutto è stato curato nel dettaglio, comprese le minestre liofilizzate, fondamentali per un vegetariano come Tommaso Cazzaniga e una vegana come Francesca Bresciani. Attraverseranno Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia, Russia, Mongolia, Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran, Turchia, Bulgaria, Serbia, Croazia e Slovenia. Sarà possibile seguire il loro viaggio sul sito Internet www.oltrelastrada.it Qui, tramite la pagina Facebook, si potranno vedere le foto e i commenti in tempo reale. (f.bar. Corriere di Como,it)

In Mongolia la giornata mondiale dell'ambiente
5 giugno 2014

Mangiare con il cervello significa risparmiare. E' questo il senso di "Think, eat, save" motto di quest'anno della Giornata mondiale dell'Ambiente. Dal 1972 il 5 giugno è diventata una ricorrenza: l'assemblea generale delle Nazioni unite l'ha infatti proclamata festività. La prima è stata celebrata nel 1973 a Stoccolma e da allora è ospitata ogni anno da una città diversa, con un tema diverso. Quest'anno le celebrazioni avranno luogo in Mongolia e il tema sono gli sprechi alimentari. Ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore. Lo ricorda l'Unep, l'agenzia dell'Onu per l'ambiente, che ha scelto appunto il tema, con l'obiettivo di sensibilizzare. In quantità si parla di 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentare del valore di mille miliardi di dollari, che sarebbero sufficienti a nutrire gli 870 milioni di persone che ogni giorno non hanno da mangiare. Per questa ragione l'Unep e la Fao hanno raccolto in un sito tutti i modi in cui tradizionalmente vengono conservati gli alimenti. L'iniziativa ha riscoperto anche la pratica dell'esercito di Gengis Khan di essiccare così tanto la carne da far ridurre una mucca alle dimensioni di un pugno, o quella ancora usata dagli inuit di preparare il Kiviak-a facendo fermentare la carne di un piccolo uccello marino all'interno di un sacco di pelle di foca. ''Ridurre il cibo sprecato è una sfida economica, etica e ambientale - ha osservato Achim Steiner, direttore generale dell'Unep - uno dei modi è guardare a come culture meno 'sprecone' danno valore a ogni singolo boccone, e valutare come imitarle''. La Mongolia è uno dei Paesi che sta crescendo maggiormente nel mondo, e punta a garantire questa crescita con una economia verde. Non è uno di quei paesi in cui lo spreco di cibo è alto: il tradizionale stile di vita nomade di alcuni dei suoi abitanti offre alcune antiche risposte alla sfida moderna degli sprechi alimentari (fonte: today.it).

Tutto pronto per il Mongol Rally la folle avventura a fin di bene
27 maggio 2014

Vi ricordate Wacky Races, il cartone animato di Hanna-Barbera nel quale 11 improbabili vetture si sfidavano in gare paradossali su e giù per gli Stati Uniti d'America? Bene, esiste un rally non competitivo che assomiglia molto a questo cartone per la sua natura goliardica e paradossale. Si tratta del Mongol Rally che vede i partecipanti impegnati nell'affrontare i circa 10.000 km che separano Londra da Ulan Bator, capitale della Mongolia, su un mezzo che abbia una cilindrata inferiore ai 1200 cc, senza alcun tipo di assistenza tecnica e seguendo un percorso a piacere. La corsa è organizzata con uno scopo benefico: è infatti obbligatorio per i partecipanti raccogliere un minimo di mille sterline da donare all'associazione Cool Earth (che si occupa prevalentemente di fermare la distruzione delle foreste pluviali) e ad altre realtà benefiche a discrezione dei team. Uno degli equipaggi iscritti però si è spinto oltre: il Team Battletsar Galactikhan ha infatti deciso di mettere in piedi un progetto con il Lotus Children's Centre, una ONG che si prende cura di 100 bambini maltrattati e vulnerabili. Il gruppo comprende oltre a due ragazzi e una ragazza australiani (Sam, Zac e Clem) anche due ragazzi italiani: sono Filippo e Davide. Il primo, 27 anni e milanese di origine, è volato in Australia per studiare fotografia ed è il vero trascinatore del team; il secondo, 25 anni genitori sardi e australiano d'adozione, è un regista ma dovrà vestire i panni del meccanico nella lunga traversata. Questi cinque avventurieri una volta giunti nella capitale mongola si tratterranno per una settimana nelle strutture del Lotus Children's Centre organizzando workshop di video e fotografia per i bambini ospiti (autore Federico Biserni per d.repubblica.it).
 

Mongolia protagonista allo Spirito del Pianeta
26 maggio 2014

Mongolia grande protagonista dello Spirito del Pianeta, il festival internazionale dei gruppi tribali e indigeni del mondo, in programma a Chiuduno (Bergamo) dal 30 maggio al 15 giugno. Mercoledì 4 giugno il palco sarà tutto mongolo, con l'Ambasciatore della Mongolia Shijeekhuu Odonbaatar (nella foto) che alle 20.30 aprirà la serata; alle 21.15 il gruppo musicale Dumun eseguirà musiche tradizionali presentando il morin khuur strumento nazionale mongolo ed il suggestivo canto khoomii (overtone). Alle 22.30 conferenza  sul "popolo di Gengis Khan". Per il programma completo e altre informazioni vai al sito ufficiale del Festival

Sayà: "La mia religione è la musica classica"
19 maggio 2014

Ha ricevuto il premio "Best Artist 2013" della Mongolia, si chiama Sayantsetseg Sangidorj, in arte Sayà, ed è la prima pianista-solista della Mongolia che sia mai stata invitata a esibirsi al Carnegie Hall. L'ha intervistata per mongolia.it Ayana Sambuu, la cantante lirica che cura la rubrica "Punto d'incontro" che ha colto anche un aspetto "spirituale" di Sayà, che ha rivelato: "La mia  eligione è stata sempre la musica classica anche se ho profondo rispetto per il buddismo, il cattolicesimo e per le  altre religioni. Sì, apprezzo molto l’architettura, l’arte, alcune  cerimonie buddhiste, ma direi più dal punto di vista storico-sociale, come un grande dato di fatto della vita della Mongolia, dove questa religione ha svolto e continua a svolgere un ruolo importante. Negli ultimi anni, credo che il Buddismo in Mongolia si sia “rafforzato”, e per me è un “qualcosa” di positivo che  riesce a dare al popolo delle certezze, qualcosa che sicuramente contribuisce alla vita morale e spirituale delle persone". Per leggere l'intervista completa vai al PUNTO D'INCONTRO

Medicina tradizionale meno spese sanitarie
11 maggio 2014

La medicina tradizionale della Mongolia è stata riportata in auge da un nuovo ospedale nella Mongolia interna, una regione autonoma della repubblica popolare cinese, a sud della Mongolia. Le conoscenze di queste terapie erano prima sparse nei villaggi delle steppe e delle montagne e rischiavano di andare perdute una volta che non ci fossero più i praticanti. Ma ora c’è un centro della TMM in un ospedale nuovo fiammante, che cura centinaia di migliaia di pazienti che vengono anche da lontano, dalla Mongolia, dal resto della Cina e anche dalla Russia. La direttrice dell’ospedale, Ulaan, racconta, dopo aver ricevuto applausi a New York dove per la prima volta aveva presentato la TMM a una riunione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che gli specialisti della OMS in visita all’ospedale guardarono stupefatti a un medico che aveva rimesso a posto in 10 minuti una frattura a una gamba. E, aggiunge, “sotto i loro occhio io usai l’agopuntura per curare una spalla che non rispondeva più alle sensazioni. Loro non capivano perché inserivo l’ago nel piede e non nella spalla, ma il paziente fu subito curato”. Un direttore della OMS ha detto a Ulaan: “Se gli ospedali negli Usa facessero ricorso alla TMM, le loro spese sarebbero molto minori” (fonte firstonline.info)

L'Ambasciatore della Mongolia incontra il business milanese
10 maggio 2014

Il Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola Michele De Gasperis e l’Ambasciatore di Mongolia a Roma S.E. Shijeekhuu Odonbaatar hanno incontrato ieri, accolti da Rosanna Acunzo Papetti e da Gianluca Papetti presso la rappresentanza di Milano della Camera, oltre 50 rappresentanti della business community milanese.  La riunione, a cui hanno preso parte anche il delegato dell’Ufficio del Turismo Mongolo in Italia Simone Gasbarri e il Presidente nazionale di Filiera Agricola Italiana Gianfranco Grieci, è stata organizzata per presentare alle imprese milanesi la Mongolia, i suoi programmi governativi e le opportunità di cooperazione con l’Italia, e per inaugurare i rapporti con le realtà imprenditoriali più importanti del capoluogo lombardo, che il prossimo anno ospiterà l’Expo 2015 a cui anche la Mongolia prenderà parte. “L’imprenditoria milanese - è convinto De Gasperis - può trovare nella Mongolia e nelle sue imprese numerosissime opportunità di cooperazione commerciale: dalle partnership alle joint-venture, dall’importazione di materie allo scambio di know-how, queste due realtà sono fortemente compatibili”. (fonte Associm).

Nasce l'ufficio del turismo mongolo in Italia
5 maggio 2014

E’ nato l'Ufficio del Turismo Mongolo in Italia, con l'obiettivo di incrementare le relazioni, già ottime, tra Italia e Mongolia in ambito turistico ma anche culturale ed economico. L’Ufficio offrirà una serie di servizi a quanti in Italia decidano di mettersi in viaggio verso la Mongolia, diffonderà materiali informativi, dati e altri documenti aggiornati forniti direttamente dalle autorità mongole e assisterà gli utenti nella preparazione della documentazione necessaria per raggiungere il Paese asiatico. Responsabile è Simone Gasbarri, consigliere del Direttivo della Camera di Commercio Italo-Mongola, mentre alla direzione dell’Ufficio è stato nominato Eugenio Bernardi, professionista del settore turismo. “L’apertura di questo Ufficio - ha affermato Gasbarri - è un’importante occasione per rafforzare i rapporti tra i due Paesi. Grazie alla sua storia e al forte sviluppo economico degli ultimi anni, oggi la Mongolia guarda al settore del turismo con rinnovato interesse”. Per Bernardi l’apertura di questo Ufficio rappresenta una grande opportunità: “Una cultura millenaria e un paesaggio ancora incontaminato e selvaggio: la Mongolia oggi ha le carte in regola per accogliere un sempre maggior numero di turisti da tutto il mondo, italiani inclusi. Obiettivo dell’Ufficio del Turismo Mongolo in Italia sarà, pertanto, dare comunicazione e visibilità adeguata all’offerta turistica del Paese, e assistere in maniera completa e corretta quanti scelgano di raggiungere la Mongolia”. Nella foto, Eugenio Bernardi e Simone Gasbarri.

Pistone e Saikali svelano "i segreti del bookmaker"
29 aprile 2014

Cos'hanno in comune la Mongolia e un manuale per scommettere sullo sport? Uno degli autori de "I segreti del bookmaker - Scommettere sullo sport e iniziare a vincere" (Sperling&Kupfer 2014) è Federico Pistone, giornalista del Corriere della Sera, responsabile del sito mongolia.it e autore di vari libri dedicati alla Mongolia vai alla bibliografia completa. Aveva già scritto un libro sulle scommesse sportive (Prima puntata, Rcs-Gazzetta dello Sport, 2011) ma la novità è che questa volta ad affiancarlo è il re dei bookmaker italiani, Antonio Saikali, che svela tutti i misteri per "smettere di perdere al gioco, per iniziare a vincere qualcosa e per provare a guadagnare con continuità". Per scaricare in formato ebook il libro clicca qui

Problemi nelle miniere del Gobi e la valuta mongola perde il 26%
28 aprile 2014

Troppi interessi, troppa avidità e troppo rame hanno creato una paradossale crisi finanziaria in Mongolia, dove sono sempre in impasse i negoziati tra il Governo e il gruppo minerario australiano Rio Tinto per il finanziamento della grande miniera di oro e rame di Oyu Tolgoi, la Collina Turchese. Il sito, controllato al 66% da Rio Tinto e al 34% dal Governo, ha iniziato a produrre rame nel luglio scorso e a regime dovrebbe arrivare a estrarre fino a 450mila tonnellate di rame e 400mila once d’oro ogni anno. La diatriba però ha allontanato i capitali stranieri e ha fatto cadere la valuta locale, il tugrik. Ieri occorrevano 1790 tugrik per un dollaro: rispetto a dodici mesi prima, la valuta mongola ha perso il 26%, il peggior risultato tra tutte le monete dell’Asia. L’economia cresce ancora al ritmo dell’11,7%, ma è ben lontana dal 17,5% del 2011, appena prima che Rio Tinto decidesse di rallentare lo sviluppo del giacimento. Al centro delle discussioni ci sono i 5,1 miliardi di dollari ancora necessari per l’espansione sotterranea della miniera. Ne è conseguito un calo degli investimenti esteri e delle riserve in valuta, mentre la flessione del tugrik ha aumentato il costo delle importazioni e ha spinto l’inflazione al 12,4%. Però le cose potrebbero cambiare velocemente: un accordo tra Governo e Rio Tinto è in grado di fare da volano per l’afflusso di capitali e per la crescita industriale del paese. (fonte firstonline.info)

La Mongolia di Irene Cabiati in un articolo sulla Stampa
25 aprile 2014

Irene Cabiati, autrice del bel libro "Mongolia in viaggio" (Alpine Studio) raccomta "il calore dei sorrisi e il freddo esistenziale" di questo Paese nell'articolo per La Stampa Viaggi (leggilo qui). "La Mongolia - scrive - sta diventando una delle mete preferite dai viaggiatori: l’attrazione è il suo paesaggio, il carattere gentile della sua gente, la peculiarità delle sue tradizioni legate al nomadismo. Il Paese sta attraversando un momento interessante da quando ha deciso di sfruttare il vasto patrimonio minerario che intende difendere a denti stretti dall’assalto delle multinazionali. Ma la rivoluzione che sta già cambiando il suo assetto socio economico è già in atto con le inevitabili contraddizioni e in molti sperano che la modernizzazione non travolga l’aspetto più interessante e più prezioso di questa nazione incastonata fra la Russia e la Cina: la sua tradizione saldamente ancorata ad antichi saperi che si sono tramandati nei secoli e che talvolta commuovono il turista ignaro: il rispetto per la natura e per gli avi, il culto religioso spesso integrato con i riti sciamanici, il fiero legame con la terra di appartenenza". Irene Cabiati segnala tre libri in particolari per approfondire la conoscenza di questo Paese: "Fra i libri da leggere per conoscerlo meglio sicuramente il più documentato è “L’ultimo paradiso dei nomadi guerrieri” ( è da poco uscita la terza edizione) di Federico Pistone. Gli itinerari sono ricchi di spunti culturali e storici e sono un validissimo supporto per il viaggiatore che vuole avvicinarsi il più possibile ai luoghi e alle circostanze della sua esplorazione. Il contributo di questa guida è stato fondamentale sia come compagna di viaggio, quando ho visitato la Mongolia, sia come ispiratore quando ho scritto il mio reportage “Mongolia in viaggio” dedicato al momento di transizione della società mongola dal nomadismo alla modernizzazione. Un’altra lettura interessante è “Gobi, il deserto dentro di me” di Reinhold Messner. L’autore, celebre per le sue imprese estreme, a 60 anni ha percorso il deserto in completa autonomia e l’ha definita “un’ultima passeggiata fra la vita e la morte”. Infine Irene Cabiati segnala "Il Grande Khan": "Non è stata la solitudine la compagna di viaggio di tre giovani, il Team Barbera (Federico Mosso, Alberto Pagan ed Emanuele De Bonis) che sono partiti da Torino alla volta di Ulan Bator a bordo di una piccola autoambulanza PiaggioPorter soprannominata Ninonino in occasione del raduno automobilistico non competitivo, “Mongol Rally-fight to make world less boring”.

Ariun, Signora dei musei nell'intervista di Ayana
21 aprile 2014

Ariun Sanjaajamts, fondatrice del Mongolia Connections a New York, grande esperta e appassionata di arte e musei, è la protagonista di "Punto d'incontro", la rubrica di mongolia.it curata da Ayana Sambuu. "Ama viaggiare per scoprire il mondo attraverso mostre, seminari e incontri per condividere le sue esperienze e raccontando della cultura e l’arte della Mongolia". Dice Ariun: "Da quando sono stata coinvolta nei progetti  che riguardano i  musei, ho cominciato a vederli come grandi istituzioni educative. Sono i luoghi dove si può  fare ricerca , esplorare ed imparare l’arte, la storia, la  geografia,  la natura,  la scienza, la tecnologia... In una parola, si può ritrovare tutto nei musei, non è meraviglioso?". Per leggere l'interviosta completa vai alla sezione PUNTO D'INCONTRO

In libreria "Scompartimento n° 6" viaggio da Mosca a Ulaanbaatar
19 aprile 2014

Iperborea, casa editrice specializzata in letteratura scandinava, propone "Scompartimento n° 6", una storia ambientata in gran parte nella capitale della Mongolia,meta della tratta ferroviaria Transiberiana Mosca-Ulaanbaatar. L'autrice è Rosa Liksom,ma il vero nome è Anni Ylaavara, nata nella Lapponia finlandese. Scrive sololibri.net: "Il suo lungo racconto dal titolo checoviano prende spunto dalla corsia n.6 di un manicomio, il luogo in cui è ambientato un racconto del 1892 del grande narratore russo. Una ragazza, il cui nome non viene mai pronunciato, lascia Mosca in treno per raggiungere la Mongolia, dove conta di visitare delle antichissime iscrizioni rupestri che la interessano per i suoi studi. Lo scompartimento numero 6 ha quattro cuccette, due delle quali sono chiuse". Estratto: “Quel treno l’avrebbe condotta attraverso villaggi abitati da deportati , attraverso città aperte e città chiuse della Siberia, fino alla capitale della Mongolia, Ulan Bator”. Presto la scheda e la recensione completa nella sezione LIBRI.

Un viaggio in Mongolia per ritrovare se stessi
15 aprile 2014

La Mongolia è uno dei luoghi più incantevole ed emozionanti del pianeta. Non è un viaggio per tutti ma per chi è disposto a immergersi profondamente in una realtà spirituale e incontaminata. Per questo mongolia.it, attraverso i suoi migliori contatti in Mongolia e con il supporto di una collaudata agenzia di viaggi italiana (Lunettes), propone itinerari nell'anima più autentica di questa terra meravigliosa. Viaggi su misura a date libere, per coppie o gruppi di amici, ma anche alcune proposte a date fisse con accompagnatore mongolo che parla perfettamente italiano: ad esempio "La festa del Naadam" (dal 1° al 15 luglio, prenotazioni entro il 30 aprile), "Incontri nel deserto" (26 luglio-8 agosto, prenotazioni entro il 19 maggio) e "L'anima della Mongolia" (12-25 agosto, prenotazioni entro il 6 giugno). Scrivete senza impegno a info@mongolia.it. Per tutti i dettagli consultate la sezione Parti con noi

Gli Tsaatan di Capoferri sabato sera a Calcinate
8 aprile 2014

La magia degli Tsaatan nella testimonianza di Giovanni Capoferri. Sabato 12 aprile alle 20.30 nella sala della Comunità di Calcinate, in provincia di Bergamo, sarà proiettato il filmato "Viaggio tra gli Tsaatan, gli uomini renna della Mongolia", realizzato da Capoferri che l'estate scorsa ha compiuto il viaggio solitario in Land Rover attraverso Europa e Asia fino a raggiungere a cavallo la tribù che vive nelle foreste settentrionali della Mongolia. L'autore racconterà la sua emozionante esperienza. La serata, organizzata con l'oratorio San Giovanni Nosco e il Comune di Calcinate, è a ingresso libero.

Giornata dell'autismo: scelto "Horse boy" girato in Mongolia
5 aprile 2014

E’ stato scelto il 2 aprile 2014, Giornata mondiale sull’autismo, per l’uscita nelle sale di “Horse boy. L’amore di un padre”, del regista statunitense Michel Orion Scott. In 93 minuti il film racconta il viaggio compiuto da Rupert Isaacson e Kristin Neff, i genitori del piccolo Rowan, per curare il figlio. Scott segue la famiglia texana che nell’estate del 2007, per un mese, ha attraversato a dorso di cavallo la Mongolia alla ricerca di un gruppo di sciamani, nella speranza che i loro riti e il contatto con la natura potessero aiutare Rowan a guarire dall'autismo.
Horse Boy è dunque il racconto di una "cura" cercata nel rapporto con gli animali e con la natura, fino in capo al mondo, tra le steppe dell'Asia: un racconto che, attraverso l'avventura straordinaria di una famiglia, dà voce alle migliaia di genitori che con coraggio e fantasia affrontano ogni giorno la battaglia contro una malattia misteriosa. Dimostrando come, anche nei momenti più bui, si può aprire la porta alla gioia e alla meraviglia. Il film, nelle sale da mercoledì, è distribuito da Feltrinelli Real Cinema.  (fonte redattoresociale.it). Vai al trailer da mymovies.it

"Appuntamento al freddo" su Internazionale con la Mongolia fotografata da Chiara Gioia
28 marzo 2014

Il nuovo numero del settimanale Internazionale dedica 6 pagine di Portfolio alla Mongolia. Il reportage, intitolato "Appuntamento al freddo", è di Chiara Gioia, che ha fermato alcuni spettacolari momenti del festival del ghiaccio sulla superficie del lago Hovsgol, al nord del Paese. Un servizio gelido e suggestivo per una celebrazione tra sacro e profano, tutto tassativamente sottozero. "Migliaia di abitanti della zona e pastori nomadi - si legge nell'introduzione - si radunano per partecipare a giochi all'aperto e per assistere alle esibizioni di sciamani e musicisti". Nella foto, il frontespizio del servizio di Internazionale.

Visti per la Mongolia: il Consolato di Milano sospende temporaneamente l'emissione
19 marzo 2014

Per i cittadini italiani i visti per la Mongolia attualmente possono essere rilasciati solo presso l'Ambasciata di Roma in via Vincenzo Bellini 4 - 00198 Roma tel./fax 06-84081065. Questo è l'inidirizzo Internet Il Consolato della Mongolia a Milano, in via Boccaccio 9, ha infatti comunicato di avere "temporaneamente sospeso l'emissione dei visti". Per tutte le altre informazioni relative a documenti e alle modalità da conoscere in vista del viaggio, vai alla sezione Prima di partire
 

Mio nonno Zandraa, padre del cinema mongolo
18 marzo 2014

Il padre del cinema mongolo, Zandraa Tsevenii (1918-2009) in un'inedita intervista, svelata per mongolia.it dalla nipote, la cantante lirica Ayana Sambuu, nella rubrica "Punto d'incontro". Rivelazioni preziose sulla cultura mongola e straordinarie immagini d'archivio arricchiscono questa testimonianza affettuosa. Per leggere l'intervista completa clicca qui

Protesta il Movimento 5 Stelle: "Roma brucia e il Pd pensa al turimso con la Mongolia"
14 marzo 2014

Da RomaToday: "Abolizione delle botticelle, telelavoro, potenziamento del servizio 'Atac risponde' contro incremento del turismo con la Mongolia. Zero a uno. Protesta il gruppo capitolino del Movimento cinque stelle che denuncia: “Traffico, crisi economica, trasparenza nel servizio di trasporto pubblico, qualità della vita, problemi secondari per il Partito Democratico”. La lamentela parte dalla votazione di ieri in Assemblea Capitolina durante la quale, a fronte dell'approvazione per favorire il turismo con la Mongolia “sono state bocciate le nostre mozioni” si legge in una nota. Tra le proposte del M5S “l'abolizione delle botticelle e per l'incentivo del telelavoro (una pratica che consentirebbe risparmi enormi per la PA, per le aziende, per i cittadini, nonché una riduzione del traffico con conseguente miglioramento dell'ambiente e della salute)” scrivono dal M5S". Nella foto, un momento della seduta nell'aula Giulio Cesare.

 

L'Associazione Italia-Mongolia presentata a Firenze
27 febbraio 2014

In un'affollatissima sede della Provincia di Firenze si è tenuta la presentazione dell'Associazione Italia-Mongolia, presente l'Ambasciatore della Mongolia in Italia Shijeekhuu Odonbaatar e personalità del mondo economico, culturale, e istituzionale. L’associazione, costituita da pochi mesi, si propone di intrattenere stretti rapporti con il grande Paese centroasiatico. La presidente Emma Maffucci ha annunciato che uno degli obiettivi è quello di realizzare in una località della steppa, da individuare, una casa prefabbricata da adibire a scuola per i bambini nomadi: sarà dotata di computer, grazie ad una connessione satellitare, docenti in Italia insegneranno le basi della lingua italiana, storia, arte e cultura Italiana. Gli alunni che si distingueranno saranno ospitati in Italia. Saranno sviluppati anche progetti umanitari. Piero Bardazzi, console onorario della Mongolia a Prato e in Toscana, ha confermato l’impegno delle autorità consolari per favorire e sviluppare i rapporti economici tra i distretti produttivi della Toscana e le regioni mongole. Aurelio Rota ha illustrato le sue esperienze di inziative culturali e musicali con la Mongolia. Tra le iniziative culturali, quella di far conoscere le figure di Marco Polo e Gengis Khan. Successivamente l’assessore allo Sviluppo economico Sara Biagiotti ha incontrato a Palazzo Vecchio l'ambasciatore della Mongolia in Italia. Nella foto, l'ambasciatore Shijeekhuu Odonbaatar con il console onorario Piero Bardacci.

Ayana incontra lo stilista Ughetti "Così ho disegnato le divise mongole"
21 febbraio 2014

Ha vestito la nazionale della Mongolia ai Giochi olimpici invernali di Sochi. E' Stefano Ughetti, stilista biellese, titolare dell'azienda Superstar e creatore di CAMO. Il nome deriva da "camouflage", mimentizzato. "L'idea - come spiega Ughetti - non è quella di mascherare le persone con ciò che indossano, ma vestirle, facendole sentire in armonia con i capi, un tutt’uno". La nostra Ayana Sambuu ha intervistato Ughetti per la rubriva Punto d'incontro, in esclusiva per mongolia.it. Sulla decisione di disegnare le uniformi degli atleti mongoli, Ughetti ha rivelato ad Ayana: "Mi è stato espressamente chiesto di trasferire quella che è la massima qualità italiana nelle divise. Ho fatto appositamente realizzare un tweed dai colori della terra con delle forti punte di bordeaux ed anche una lana blu sempre 100% made in Italy e specificatamente made in Biella". Per leggere l'intervista completa vai a Punto d'incontro.

Damiani debutta in Mongolia con un brand a Ulaanbaatar
20 febbraio 2014

Damiani, annuncia l'apertura di una nuova boutique in Mongolia, all'interno del Central Tower Mall di Ulan Bator, dove sono presenti alcuni dei più importanti brand di lusso internazionali. La maison è il primo brand di alta gioielleria ad aprire una boutique monomarca in Mongolia. Damiani continua nella sua politica di espansione internazionale con particolare attenzione all' Asia dove il marchio diventa ogni giorno più conosciuto e apprezzato. (adnkronos)

A Sainshand il più grande parco eolico in Mongolia
19 febbraio 2014

L'eolico in Mongolia avrà un nuovo slancio grazie a Ferrostaal Industrial Projects GmbH, in procinto di acquisire una quota di maggioranza nel parco di Sainshand da 52 MW. Con 190 GWh di energia elettrica prodtta ogni anno, Sainshand sarà il più grande parco eolico del paese. L'investimento per il progetto ammonta a circa 120 milioni dollari ed è destinato a collegarsi alla rete già entro la fine del 2015. Dopo l'annuncio della compagnia fotovoltaica cinese Hareon del suo progetto colossale, un parco solare da 1 GW nel deserto della Mongolia Interna, anche l'eolico si fa largo nel Paese. Il progetto è già ben sviluppato, così come l'accordo di acquisto dell'energia e di tutte le licenze. Acquisendo la quota di maggioranza del progetto, Ferrostaal potrebbe creare un ponte tra gli sviluppatori locali, Sainshand Wind Park LLC, e gli investitori di tutto il mondo. “Come sviluppatori del progetto, le nostre competenze nei settori della gestione dei progetti, di finanziamento, dell'ingegneria e del contracting sono molto richiesti. A questo proposito abbiamo già unito le forze con esperti di gestione del risparmio della nostra società e avviato colloqui con gli investitori internazionali”, ha spiegato il Dott. Klaus Lesker, Amministratore Delegato di Ferrostaal Industrial Projects GmbH. Il paese sta investendo molto nell'espansione della sua rete di fornitura di energia elettrica e ciò è particolarmente incoraggiante per lo sviluppo delle rinnovabili. Secondo il 'Wind Energy Development Roadmap for Mongolia', l'eolico è la migliore candidata a diventare una delle risorse energetiche più importanti per il paese entro il 2020, quando dovrebbe arrivare a coprire circa un quinto del fabbisogno energetico della Mongolia. Merito anche delle condizioni eccezionali che caratterizzano il paese e che riguardano la velocità del vento compresa tra i 7,5 e gli 8,5 metri al secondo in media, ideali per l'energia eolica. (Francesca Mancuso www.greenbiz.it)

La Console della Mongolia incontra gli studenti della Città Studi di Biella
15 febbraio 2014

A lezione dalla Console. Ganruya Tsevegdorj, Console onorario della Mongolia, ha parlato agli studenti del Master universitario MTE (management and textile engineering) della Città Studi di Biella. Argomento, ovviamente, la Mongolia e le nuove opportunità economiche che questo Paese offre, soprattutto in campo tessile. “La Mongolia - ha spiegato la Console - ha meno di tre milioni di abitanti e una delle più basse densità di popolazione del mondo, ma nel 2013 il suo PIL è cresciuto dell’11,3%. A determinare questa crescita è stata sì l'importanza del settore minerario, ma soprattutto il tessile che con la sua produzione di lana e cashmere è da sempre uno dei settori di riferimento, capace di enormi potenzialità di sviluppo”. Gantuya era accompagnata da alcuni studenti mongoli ed è stata una preziosa e reciproca occasione di interscambio culturale ed economico. Come riporta il sito www.newsbiella.it: "Il tema dell'internazionalizzazione attraverso la formazione è molto sentito anche in Mongolia, Paese che da anni spinge i giovani a confrontarsi con realtà differenti, completando all'estero e soprattutto in Italia la formazione. La giornata di lezione si è conclusa con la visita allo stabilimento di F.lli Piacenza, azienda partner del Master MTE, che intrattiene con la Mongolia importanti scambi commerciali per l'approvvigionamento di materie prime eccellenti come il cashmere. La delegazione ha particolarmente apprezzato la possibilità di vedere dal vivo la combinazione tra la tecnologia e il “saper fare” al fine di raggiungere l'eccellenza nella realizzazione di prodotti unici. Studiare la complessità della filiera, i controlli qualitativi e la valorizzazione delle risorse umane è uno degli obiettivi condivisi dalle aziende che collaborano con il Master (MTE). L'augurio del Console, che ha apprezzato la struttura di Città Studi con il campus e le attività di supporto alla ricerca e alla formazione, è stato quello di poter annoverare tra gli allievi della seconda edizione del Master MTE anche nuovi  giovani talenti della Mongolia. Il Console ha inoltre offerto ai partecipanti dell'edizione di quest'anno la possibilità di entrare in contatto con numerose aziende tessili presenti nel suo Paese". Nella foto, i partecipanti all'incontro.

Dello stilista italiano Ughetti di Camo le divise della Mongolia a Sochi
12 febbraio 2014

E' uno stilista italiano, Stefano Ughetti di Camo, ad aver disegnato le divise del team della Mongolia per la passerella degli atleti nella cerimonia d'apertura e quella di chiusura dei Giochi Olimpici invernali di Sochi, in Russia. Ughetti ha commissionato i capi alla Goyo, azienda di cashmere di Ulaanbaatar. Nella foto, Stefano Ughetti insieme alla spedizione olimpica della Mongolia.

Due atleti della Mongolia ai Giochi invernali di Sochi
7 febbraio 2014

Sono due gli atleti che rappresentano la Mongolia all'Olimpiade invernale di Sochi, inaugurata il 7 febbraio. Sono Bold Byambadorj che partecipa alla 15 km classica di sci nordico maschile (la gara si didputerà il 14 febbraio) e Chinbat Otgontsetseg impegnata sui 10 km femminile (13 febbraio). Nella cerimonia di apertura lo staff della Mongolia ha sfilato con un elegante completo nero spezzato da una sciarpa azzurra, che rappresenta la sacralità del Cielo. Nella foto, i due atleti con il preparatore.

Dal 13 al 15 febbraio alla Bit di Milano c'è anche la Mongolia con Amgalan
7 febbraio 2014

Anche la Mongolia avrà il suo spazio alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, aperta a Milano dal 13 al 15 febbraio. Sarà presente Amgalan dello stand Mondiscovery Tours. Sabato 15 la manifestazione è aperta al pubblico e tutti possono entrare per avere informazioni e progettare il proprio viaggio. Accanto ad Amgalan, Chiara Colombo potrà fornire informazioni direttamente in italiano sulla destinazione. Nella foto, Amgalan.

Sci alpinismo di solidarietà per il leopardo delle nevi
5 febbraio 2014

Sono rimasti pochi, pochissimi. I leopardi delle nevi, saliti alla ribalti in questi giorni per gli "incontri ravvicinati" di Putin in vista dell'Olimpiade invernale di Sochi, sono in via d'estinzione, minacciati dal bracconaggio e da altri elementi legati all'ecosistema. Vivono in Mongolia, ma anche in India, Cina e Pakistan e attualmente ce ne sono circa cinquemila allo stato brado. Dal 1981 l’organizzazione Snow Leopard Trust si impegna per salvare gli esemplari rimasti e insieme a Dynafit, che come logo proprio il leopardo delle nevi, ha predisposto un calendario italiano di sci alpinismo con la finalità di aiutare alla salvaguardia dello splendido felino. Ecco date e località: 9 marzo Cortina d’Ampezzo (Bl), 16 marzo Campo Imperatore (Aq), 23 marzo Gressoney La Trinité (Ao). I partecipanti hanno a disposizione 8 ore, dalle 8.30 alle 16.30, per compiere il maggior dislivello possibile lungo le salite e discese delle varie località turistiche. Lungo il percorso gli sciatori troveranno dei cartelli che li aiuteranno a conoscere meglio il leopardo delle nevi e il suo habitat. La partecipazione prevede l’iscrizione al momento del via e il versamento della quota di 10 euro che dà diritto a un gadget firmato DYNAFIT, un pranzo in quota e la possibilità di testare attrezzatura della stagione in corso, ma anche e in esclusiva per gli iscritti, le preview dei prodotti che saranno sul mercato nell’inverno 2014/2015. L’edizione dello scorso anno ha visto la partecipazione a livello internazionale di quasi 800 scialpinisti che hanno percorso oltre 790.000 metri di altitudine permettendo a DYNAFIT di donare 7.918 euro all’associazione Snow Leopard Trust a favore della protezione del leopardo delle nevi. Per maggiori informazioni: www.dynafit.it

Comincia l'anno del cavallo Buono Tsagaan sar, Mongolia!
30 gennaio 2014

Buono Tsagaan Sar, Mongolia. Dal 31 gennaio, secondo il calendario lunare, si entra nel nuovo anno del cavallo. Ecco gli auguri, in lingua originale, della Console Onoraria per la Mongolia di Milano:
Аманд нь амар мэнд бялхаж
Атганд нь азын дөрвөн бэрх багтаж
Айл гэрт тань инээд хөөр цалгиж
Амар сайхан шинэлээрэй !
Gantuya

Il 31 gennaio la Mongolia festeggia lo Tsagaan sar: è l'anno del cavallo
21 gennaio 2014

Il 31 gennaio la Mongolia celebra lo Tsagaan sar, il nuovo anno: si passa dall'anno del Serpente all'anno del Cavallo. Lo Tsagaan sar segue il calendario lunare tibetano. I mongoli fanno festa per cinque giorni consecutivi. Ultimo giorno dell’anno (30 gennaio): si scelgono i vestiti migliori e si preparano centinaia di buuz (i tradizionali ravioli al vapore) e altri piatti e bevande tipiche. Primo giorno dell’anno (31 gennaio): si consumano antichi riti per ricordare gli antenati, si vanno a visitare i parenti più anziani, si scambiano i regali e si mangia e si beve tutti insieme. Secondo giorno dell’anno (1 febbraio): nuovi incontri con altri parenti, sfoggiando i vestiti e i gioielli migliori. Terzo giorno dell’anno (2 febbraio): si rispetta il rito di restare in casa o nelle gher insieme ai familiari più stretti. Quarto giorno dell’anno (3 febbraio): si completa la festa con incontri fra amici, giochi, canti e balli. Si festeggia anche a Milano con l'associazione Soyombo. Appuntamento sabato 1 febbraio alle 12.30 al ristorante Il tempio d'oro (via delle Leghe 23) con un menu di cucina mongola. Il prezzo è 28 euro tutto compreso, di cui 4 andranno a favore dei progetti benefici dell'associazione. La conferma va segnalata entro il 29 gennaio a giuseppe.trabattoni@gmail.com. Nella foto, cibo tradizionale mongolo servito in abbondanza in occasione dello Tsagaan sar.

Nasce la prima fabbrica di autoveicoli in Mongolia
17 gennaio 2014

Si chiama “Ecobus LLC” ed è la prima fabbrica mai aperta in Mongolia per la produzione di autoveicoli. Controllata dalla Nomin Holding LLC, gruppo mongolo che opera in diversi settori (alimentare, abbigliamento, assicurazioni, elettronica e grande distribuzione), la Ecobus LLC produce autobus ecologici con motori eco-diesel che rispettano gli standard europei Euro 4 sulle emissioni inquinanti. Gli autobus sono di nuova generazione non solo per i motori, ma anche per altre caratteristiche, come la possibilità di pagare i biglietti con la carta di credito. Durante la cerimonia di inaugurazione della fabbrica, il presidente della Repubblica mongola Tsakhiagiin Elbegdorj ha salutato l’apertura dello stabilimento come l’inizio di una nuova era per l'industria nazionale e in particolare per il settore dei trasporti pubblici. “Negli ultimi anni” ha continuato “ho evitato di presenziare a cerimonie di inaugurazione per tagliare il fatidico nastro rosso, accampando sempre la scusa di avere cose più importanti da fare. Se adesso sono qui è perché sono convinto che sia mio compito dare pubblicamente sostegno a chi introduce nel nostro Paese importanti innovazioni”. Parlando più in generale delle prospettive di evoluzione del settore produttivo in Mongolia, il presidente ha osservato che “per molto tempo abbiamo creduto che fosse necessario importare dall’estero quasi tutto, dai vestiti che indossiamo a molti dei cibi che mangiamo. Adesso invece abbiamo imparato a creare le opportunità per impiantare le produzioni nel nostro Paese”. Per incoraggiare la neonata impresa, infine, Tsakhiagiin ha ricordato che molte delle case automobilistiche che hanno fatto la storia mondiale dell’auto hanno cominciato in un garage con non più di due o tre dipendenti (fonte Ub Post, trad. firstonline.info). Nella foto, il primo ecobus della fabbrica mongola.

Le dune del Gobi per studiare i venti
13 gennaio 2014

Stabilire i movimenti dei venti attraverso l’osservazione delle dune di sabbia, è l’importante risultato ottenuto da un esperimento condotto nel deserto della Mongolia da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Accademia Cinese delle Scienze, che è riuscito a superare alcune difficoltà tecniche riscontrate fino a questo momento. Infatti, l’utilizzo delle dune come una spia per la circolazione dei venti, almeno fino ad oggi, era stato molto complicato da mettere in pratica, dal momento che richiedeva un gran numero di variabili da considerare. Difficoltà che i ricercatori hanno superato piallando ben 16 ettari di dune per registrare nel dettaglio la loro evoluzione nell’arco di tre anni, riuscendo così a realizzare un modello di riferimento applicabile in tutte le condizioni, incluso altri pianeti, visto che per studiare i venti servono solo immagini satellitari (da http://ecologia.guidone.it). Nella foto (di Federico Pistone), il vento sulle dune del Gobi a Khongoryn els.

Dalla Brianza alla Mongolia 13.000 chilometri di solidarietà
10 gennaio 2014

Dalla Brianza alla Mongolia, per 13 mila chilometri di solidarietà. Cinque amici di Sirone hanno deciso di organizzare per la prossima estate un viaggio verso Ulaanbaatar con scopo benefico. Lo racconta La Provincia di Lecco: "Tutto un programma anche la comitiva, che sarà composta dall’assessore alla Cultura, Antonio Redaelli, dalla bibliotecaria Laura Nasta – ai quali farà da supporto informativo in Italia la presidente della commissione biblioteca Maura Riva – e da alcuni altri amici. "Che cosa ci aspetta, è presto detto – racconta l’assessore, lisciandosi un po’ pensieroso la barba – Cioè, circa 13 mila chilometri poco raccomandabili fino alla capitale mongola, lungo un itinerario che, in linea di massima, attraverserà Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan, infine Russia". "Il tutto a bordo di un mezzo – questa è la peculiarità dell’impresa – che, una volta giunti a destinazione, verrà donato a un’organizzazione impegnata a favore delle popolazioni locali". Nella foto, Laura Nasta e Maura Riva.

Incontro con Erdene Chultem, professoressa di lingue e di vita
3 gennaio 2014

Si chiama Erdene Chultem ed è una popolare insegnante a Ulaanbaatar. Il suo impegno sociale e le sue riflessioni sul ruolo della Mongolia tra tradizioni e futuro emergono dall'intervista che Ayana ha realizzato per mongolia.it nella sua rubrica Punto d'incontro. Per la professoressa Erdene il processo di crescita e di modernizzazione del suo Paese è fondamentale per permettere alla Mongolia di avere un piano rievante negli equilibri internazionali e soprattutto diventare interlocutore credibile nei processi di sviluppo mondiale, senza per questo dover rinunciare alle proprie origini. Alla domanda di Ayana, "che cosa consiglia di visitare a Ulaanbaatar", Erdene risponde: "Sarai sorpresa, ma io consiglio sempre per prima cosa... di fare amicizia. Conoscere un nomade moderno mongolo è la migliore chiave per “buttarsi” dentro una cultura e soprattutto di comprendere i valori dall’interno. Ulaanbaatar è una città unica, colorata e ha tanti posti da visitare. Vorrei proporre ai nostri lettori una  prospettiva diversa, inusuale: provate solamente a scoprire UB come una città meravigliosamente amichevole nei confronti dell’Europa. Prima di tutto, prendete un biglietto al Teatro Nazionale dell’Opera & Ballet per sentire le voci dei cantanti che hanno studiato il belcanto in Europa (in Russia, Bulgaria ed Italia soprattutto) e cercate di valutare la loro esibizione. Poi andate al Central Tower che è accanto del Teatro, magari passate attraverso dei negozi di marca, per esempio Luis Vuitton, cenate in uno dei locali che stanno all’ultimo piano, poi prendete una delle buone birre della Mongolia o qualche vino anche italiano, francese o spagnolo. E vedrete che farete una bella amicizia con qualcuno che vi consiglierà  molto bene su come visitare i posti della vera cultura nomade della Mongolia!". Nella foto, la professoressa Erdene Chultem. Per leggere l'intervista completa clicca qui

In Mongolia rispunta un lago Ecco i segreti del miracolo
19 dicembre 2013

Il manifesto del 19 dicembre riporta un articolo di importanza straordinaria, non solo per la Mongolia. Nella desertica provincia mongola di Bulgan è spuntato un lago. Non è una magia ma una vera e propria "rivoluzione policolturale", come viene titolato il servizio di Daniele Balicco. "Nel 2013 a Elsen Tasarhai - si legge - è ricomparso un lago. I giovani di questo piccolo centro del Bulgan, nel cuore della Mongolia, a fatica riuscivano a credere alle descrizioni degli anziani. Proprio lì dove per decenni hanno visto solo sterpaglia, sabbia, rocce e arida terra bianca, sarebbe esistito, in passato, un lago grande. Nella scorsa primavera il lago è riapparso. E intorno al lago una vasta area verde di piante e arbusti selvatici. Per la prima volta in molti decenni il deserto si è ritirato. Ma come è possibile che un’arida distesa di terra bianca si sia trasformata in pochi anni in uno spazio verde e acquitrinoso? In Mongolia oltre il 70% del territorio nazionale è ricoperto da aree desertiche e semidesertiche che, negli ultimi decenni, non hanno mai smesso di avanzare, anche a causa del nuovo boom delle estrazioni minerarie". Così scopriamo che c'è un po' di Italia in questo apparente miracolo: "Nel 2007 il professor Baataryn Chadraa (allora presidente dell’Accademia delle Scienze di Mongolia), dopo aver sperimentato diversi progetti di riforestazione per arginare l’avanzata del deserto del Gobi, decide di testare il metodo della Policoltura MA-PI, un modello di agricoltura proposto sin dal 1970 dal professor Mario Pianesi - ideatore, fondatore e presidente dell’associazione internazionale UnPunto Macrobiotico (Upm). Lo scopo della Policoltura è quello di riportare, quanto più possibile, l’interazione fra uomo e habitat verso una condizione di equilibrio. Alla base di questo metodo stanno tre scelte precise: la riproduzione spontanea dei semi (dedicandovi almeno un 10% dei terreni coltivati), il recupero di varietà antiche e autoctone di cereali, ortaggi e legumi (coltivate consociate a rotazione naturale, senza prodotti chimici di sintesi) e infine la piantumazione, nei terreni coltivati, di siepi e alberi da frutto in file a rete, con distanze di 5/10 metri, a seconda dell’esposizione al sole, dell’umidità e del pH del terreno. Quest’ultimo accorgimento è particolarmente importante perché ogni albero attira e trattiene umidità, veicola le diverse correnti acquatiche (sotterranee e aeree), facendo così abbassare, negli anni, la temperatura dell’aria e del terreno attorno a sé".

Mongolia nuovo Klondike nel servizio su Io Donna
16 dicembre 2013

Lo definisce "il nuovo Klondike" Paolo Salom sul nuovo numero di Io Donna del Corriere della Sera. Il riferimento è alla Mongolia, alle sue risorse auree e alla disperazione dei cosiddetti "minatori ninja" che cercano di raggranellare clandestinamente qualche pagliuzza d'oro per sopravvivere. "Mongolia, qui si scava a mani nude in cerca dell'oro" è il titolo dell'articolo: "Nemmeno il gelo di un inverno spietato che trasforma le praterie in distese di ghiaccio riesce a fermare i “minatori ninja” della Mongolia. Ci vuole ben altro: nelle vene di questi instancabili avventurieri scorre il sangue di Gengis Khan, l’uomo- leggenda, il Padre di una nazione fiera che, nel passato, ha soggiogato quasi tutto il mondo conosciuto. Oggi i suoi eredi vivono in un Paese sterminato (grande cinque volte l’Italia) che si è scoperto un Eldorado delle risorse naturali. Così, mentre le più grandi compagnie del mondo fanno a gara per ottenere licenze di estrazione dal governo di Ulan Bator, i ninja sfidano le autorità e scavano miniere “private”sui resti di grandi giacimenti abbandonati o in mezzo alla steppa, solo perché si è diffusa la voce che nelle viscere dell’oceano verde che ricopre il Paese asiatico ci sono oro, rame o qualche altro prezioso minerale. «Spostiamo tonnellate di roccia ogni giorno, ci spacchiamo le mani, la tosse non ci abbandona un attimo» ha raccontato Chinzoring un minatore di 60 anni, al documentarista David Rengel. «Ma alla fine ci riempiamo le tasche d’oro. E l’oro cura ogni malattia». Anche il freddo insopportabile che in queste zone del mondo raggiunge medie di 25 gradi sotto zero a gennaio. O il caldo afoso che durante la breve estate trasforma le distese d’erba in polvere che riempie occhi e narici". Nell'immagine, una ninja in cerca d'oro (foto di Chiara Gioia). Per leggere l'intero servizio clicca qui 

La Mongolia gelida e finta sulla rivista Traveller
16 dicembre 2013

Mongolia protagonista un po' laccata e finta nel numero invernale della rivista Traveller Condé Nast, con un servizio sugli Uomini renna e sui cacciatori con le aquile dell'Altai. Il richiamo è subito in copertina con un bambino imbacuccato a dorso di una renna, che sembra in posa anche lei per il fotografo Jimmy Nelson. Foto perfette ma senza anima, molto glamour come è nello stile del magazine, che non restituiscono alcuna emozione e, soprattutto, nessuna veridicità. Vedere gli Tsaatan o i Kazaki impeccabilmente acconciati nei loro preziosi abiti in pelliccia di lupo fa quasi sorridere e fa pensare anche a degli attori, più che ai veri abitanti della taiga o dei monti Altai. I "veri" Uomini renna vivono in modo molto più modesto e intimo, qui sembrano invece dei modelli catapultati negli scenari nevosi dei monti Sayan, al confine della Siberia. E nemmeno ci aiuta il testo, di Marina Lanza, ridotto a poche righe didascaliche che ci ricordano che "Lo Tsaatan o 'popolo delle renne', conta 44 famiglie ed è la comunità più piccola del territorio" e che i Kazaki "sono pastori seminomadi, specializzati nella caccia a cavallo con l'aquila". L'unica emozione è la citazione dello scrittore Galsan Tschinag: "All'anno della vacca seguì l'anno della tigre. La gente non lo diceva, ma aveva paura. Però cercava di rassicurasri: sarebbe stata una tigre bianca. E la tigre bianca arrivò, silenziosa, sulle sue zampe di velluto". Nella foto, uno dei "modelli" di Jimmy Nelson.

Secondo l'Ub Post i cittadini mongoli sono convinti della corruzione politica
13 dicembre 2013

Secondo un'inchiesta dell'Ub Post, il cittadino medio in Mongolia è fermamente convinto che ogni politico o alto esponente della pubblica amministrazione sia irrimediabilmente corrotto. "Il peggio - si legge nel report, tradotto da www.firstonline.info) è che molto spesso ha ragione. La disposizione a lasciarsi corrompere, del resto, parte da lontano. É infatti di pubblico dominio che i candidati al parlamento devono pagare una sostanziosa “donazione” allo Stato per poter prendere parte alle elezioni. La giustificazione comunemente addotta è che mettere insieme l'ammontare di una donazione non è difficile per qualcuno che ha un seguito di sostenitori. Ma, naturalmente, ciò che è difficile è crearsi tale seguito, se non si ha modo di farsi conoscere e promuovere le proprie idee. Il sistema aiuta di fatto le persone che già sono arrivate al potere a rimanerci, e dà scarse possibilità a coloro che, pur interessati alla gestione dello Stato, non godono di grandi mezzi economici. Ma, anche in Mongolia, la corruzione non è un'esclusiva della politica. Il modo più semplice di ottenere che un prestito venga concesso velocemente è conoscere qualcuno in banca; se invece si vuole accelerare un trattamento ospedaliero, giova fare regali a dottori e a infermieri; se poi si vuole avviare un'impresa, licenze e approvazioni arriveranno soltanto in cambio di denaro, beni o favori. La situazione della Mongolia ha attirato l'attenzione di organizzazioni internazionali come l'Usaid (United States Agency for International Development), che ha varato un progetto di trasparenza e lotta alla corruzione, coadiuvata da associazioni locali quali la Independent Authority Against Corruption o l'Asia Foundation. Gli strenui sforzi compiuti stanno dando qualche risultato, che si è tradotto nell'avanzamento di alcune posizioni nell'indice di percezione della corruzione stilato dalla Transparency International. Tale avanzamento è stato salutato con grande entusiasmo dall'entourage del presidente, ma poco ha scalfito l'opinione del cittadino medio e, soprattutto, la qualità del suo rapporto con le istituzioni". Nella foto, il Parlamento nella piazza Gengis Khaan.

Il buon Natale delle missionarie: "Ma non lasciateci sole!"
12 dicembre 2013

Anche la Mongolia si appresta a vivere il Natale. Lo scenario è quello giusto: freddo, neve e allegria. Ma sarà anche un Natale di speranza e di carità, come testimoniano le missionarie a Ulaanbaatar. Suor Adriana Bricchi, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, oltre ai sentiti auguri ci manda anche un resoconto delle strutture scolastiche che hanno meritoriamente realizzato nel quartiere Orbit, un vero "miracolo" di dedizione con tutte le difficoltà che si porta dietro. "Stimati Benefattori, con il cuore vi raggiungo per augurarvi in semplicità: buon Natale! Ed ora, come da promessa fatta  ho comunicazioni, un po’ belle ed un po’ meno belle… Nello scorso 2 settembre si è aperta in Mongolia la Scuola Materna in Ulaanbaatar-Orbit. Era nostro desiderio che si potesse iniziare la scuola elementare, ma il governo ha rimandato il permesso per il prossimo anno. E speriamo che così sia! La Scuola Materna è un "dono" che non pensavamo di ricevere, ma la divina Provvidenza ha progettato che I nostri vicini, alla vista della già eretta Scuola Elementare ci chiedessero di poterci mandare i loro bambini più piccoli alla Scuola Materna. Superate grandi difficoltà abbiamo ottenuta l’autorizzazione  dal governo e troviamo  con gioia che la Scuola Materna sta alla base della Scuola Elementare. Purtroppo, per ora, le disposizioni governative della Mongolia non permettono che si svolgano, negli ambienti scolastici attività religiose. Per noi missionarie è una grande sfida! Ma da missionarie non ci lasciamo vincere dalle difficoltà. A cinque minuti a piedi c’è un terreno che ci aspetta. Là costruiremo un “Salesio Center”, cioè abitazione delle missionarie, attività assistenziali per i vicini più poveri (e ce ne sono!), attivitàpara-scolastiche, come dopo-scuola, oratorio ecc... Un giorno, con i vostri figli li potrete vedere. Sentiamo “sulla pelle” tante necessità che ci circondano… suscitano tanti desideri che ci stimolano alla pratica della carita’, per la diffusione del Regno di Gesu’ Cristo… ma siamo anche deboli…. Non lasciateci sole! Anche da lontano ci potete aiutare, soprattutto con la preghiera!". Nella foto, i bambini della scuola di Orbit con le missionarie.

Al via il punto d'incontro di Ayana Primo ospite il fotografo Zhar
10 dicembre 2013

"Punto d'incontro" è una nuova rubrica in esclusiva di mongolia.it. La cura Ayana Sambuu, una cantante lirica mongola che vive in Italia e che, in questo spazio, incontrerà personaggi che "racconteranno" la loro Mongolia attraverso riflessioni, rivelazioni e immagini. A inaugurare questo spazio è Zhar, fotografo poliglotta che riesce a catturare le emozioni del mondo con la sua tecnica pura e intensa. Seguiranno altre interviste di personaggi a 360 gradi. Nella foto, Ayana ospite Licia Colò nella trasmissione "Alle falde del Kilimangiaro", come rappresentante dell'arte mongola in Italia. Per leggere la prima intervista clicca qui

Nel 2014 la Mongolia investirà l'80% del bilancio nelle costruzioni
10 dicembre 2013

La Mongolia investirà nel 2014 oltre l'80% del bilancio statale nel settore delle costruzioni. Questa la percentuale degli investimenti totali previsti per l'anno venturo che il Parlamento ha deciso di destinare a questo comparto strategico. Le grandi opere che lo Stato ha in programma per il 2014 (strade e autostrade, centrali termiche e idroelettriche, riqualificazione delle aree gher) verranno realizzate con l'aiuto del settore privato. Per questo la Mongolia, che dal 2010 ha adottato l'attuale Legge sulle Concessioni, garantisce ai privati che svilupperanno e realizzeranno questi progetti di poter recuperare l'investimento grazie ai clienti finali e alle forme di finanziamento previste dal Governo. "L'ingente percentuale di investimenti destinata dal Governo mongolo al settore delle costruzioni per il 2014 è un ulteriore riconoscimento di come questo comparto rappresenti oggi un elemento imprescindibile per lo sviluppo del Paese", commenta Michele De Gasperis, Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola. Nella foto, Ulaanbaatar vista dalla collina di Zaisan.

Nell'ultimo libro di Anna Maspero la Mongolia dei cammelli battriani
8 dicembre 2013

C'è anche un pezzetto di Mongolia nell'ultimo libro di Anna Maspero "Il mondo nelle mani - Divagazioni sul viaggiare" (casa editrice Polaris, 254 pagine 16 euro), un raffinato compendio di riflessioni, citazioni e consigli senza confini (nella foto, la copertina). "Una sorta di ipertesto", lo definisce Marco Aime nella prefazione. "Un libro che accompagna, che offre passaggi d'autore nati dalla lunga esperienza di viaggi di Anna Maspero ma anche dalla sua capacità di confrontarsi con altri aspetti del viaggio che non siano solo quelli turistici". In questo esercizio ecumenico, ci ritroviamo fatalmente in Mongolia grazie al riferimento al testo di Massimo Zamboni (vedi nostra sezione LIBRI) "In Mongolia in retromarcia" e al capitolo dedicato al luogo "dove vivono i cammelli battriani": "A bordo dei nostri fuoristrada lasciamo la capitale Ulaan Baatar, dove si concentra la metà dei neppure tre milioni di abitanti della Mongolia, e subito ci ritroviamo nel grande spazio vuoto della steppa, uno sconfinato mare di erba cui si alternano immense spianate di sassi dall'aspetto lunare. Inevitabile per il viaggiatore straniero provare un senso di disorientamento. L'impressione è quella di andare senza una meta, scegliendo a caso una delle innumerevoli piste che si incrociano e si perdono all'infinito".

Gli auguri di natale a Milano con l'associazione Soyombo
7 dicembre 2013

Un incontro "pane e salame" per l'associazione culturale Soyombo di Giancarlo Ventura per lo scambio di auguri natalizi e il punto sull'amata Mongolia. Appuntamento lunedì 9 dicembre alle 20.30 alla sede di via Sanremo 22 a Milano (per iscrizioni giuseppe.trabattoni@gmail.com). Nell'immagine, il simbolo del Soyombo, che rappresenta la libertà del popolo mongolo, sulla mappa con i colori ufficiali della bandiera.

La visita di Barroso in Mongolia Sempre più stretti i rapporti con l'Europa
28 novembre 2013

Si è conclusa la visita ufficiale del presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso in Mongolia. L’arrivo di Barroso a Ulaanbaatar ha rappresentato una visita storica per il Paese asiatico, che mai aveva ricevuto in via ufficiale una delle più alte cariche dell’Unione Europea.Barroso ha incontrato il presidente di Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj e il Primo Ministro Noroviin Altankhuyag. Entrambe le parti hanno convenuto che il 2013 sia stato un anno importante per lo sviluppo delle relazioni tra Unione Europea e Mongolia, con la firma dell'accordo di partenariato e di cooperazione siglato ad aprile e il forte incremento di scambi commerciali nell’ultimo anno. I rappresentanti di UE e Mongolia hanno esaminato la possibilità di ampliare ed esplorare nuove aree di cooperazione, non solo in campo economico ma anche nell’istruzione e nell'innovazione, e Barroso si è detto disposto a continuare a facilitare la partnership commerciali tra la Mongolia e le imprese europee. I leader, inoltre, hanno discusso della possibile apertura di un ufficio di rappresentanza diplomatica della Commissione Europea a Ulaanbaatar e di altre questioni in ambito regionale e mondiale, e l’UE ha riconosciuto il sempre maggiore impegno mongolo nelle relazioni internazionali, lodandone il ruolo positivo soprattutto nei rapporti con il resto del continente asiatico (fonte Associm). Nella foto, Barroso e Elbegdorj nella piazza Gengis Khan di Ulaanbaatar.

La Mongolia festeggia l'indipendenza il 26 novembre 1924 la liberazione dai cinesi
26 novembre 2013

Ottantanove anni fa, il 26 novembre 1924, nasceva la Repubblica Popolare della Mongolia. Si festeggia l'indipendenza dalla Cina dopo una dominazione durata secoli. La Mongolia conquista finalmente la sua autonomia, viene convocata la prima seduta dell'Ikh Hural, il Parlamento, e la capitale Urga viene ribattezzata Ulaanbaatar (eroe rosso) in onore di Sukhbaatar, eroe della liberazione. Nella foto (di Federico Pistone), Sukhbaatar troneggia nella piazza principale di Ulaanbaatar, intitolata proprio all'eroe rosso fino a pochi anni fa. Oggi si chiama piazza Gengis Khan. Pur essendo una ricorrenza molto sentita dai Mongoli, il 26 novembre non è giorno di festa e anche le scuole restano aperte. Per approfondire vai alla sezione STORIA

Il 26 novembre a Magione Masseini presenta In Mongolia
24 novembre 2013

Centocinquanta foto accompagnano "In Mongolia" (edizioni Angolo Manzoni) di Alvaro Masseini alla scoperta di questo paese "nella bufera della modernità". A presentarlo l'autore martedì 26 novembre alle ore 15.30 alla biblioteca comunale di Magione, luogo storico legato agli antichi rapporti fra Occidente e Mongolia grazie ai viaggi e ai resoconti di Giovanni da Pian del carpine. "Alvaro Masseini - ricorda lagoccia.eu - è docente di storia e filosofia, vive sulle colline del Lago Trasimeno ed è giornalista per pura passione. Ama dedicare il suo tempo alla cultura degli ulivi e viaggiando nei luoghi più appartati del pianeta, per poi portarne documentazione con le sue opere di prosa e fotografia". Nella foto, la copertina del libro.

Ritrovata da napoletani flotta di Kublai Khan
22 novembre 2013

Una equipe di archeologi napoletani ritrova, nei fondali a largo della piccola isola di Takashima, la flotta dell’imperatore Kublai Khan, nipote del condottiero mongolo Gengis Khan. L’area si trova a sud del Giappone e più precisamente nell’isola del Kyushu, nei pressi della baia di Hakata, che per ben due volte fu scelta dai Mongoli come area idonea per l’invasione del paese nipponico, in quanto sede del “Korokan” (il palazzo Imperiale). Il primo tentativo di conquista fu nel 1274, e l’altro (quello che riguarda il ritrovamento) nel 1281 con due flotte provenienti dalla Cina e dall’attuale Corea che avrebbero dovuto dar vita ad uno sbarco senza precedenti. La spedizione Italo-nipponica, dopo due anni di incessanti ricerche, condotte dall’archeologo Daniele Petrella, direttore dell’Iriae (international research institute of archaeology and etnology) e dal prof. Hayashida Kenzo presidente e fondatore dell’Ariua (asian research institute of underwater archaeology), con la partecipazione del prof. Sebastiano Tusa della soprintendenza del mare della regione Sicilia, è riuscita ad individuare ed a riportare alla luce parte della flotta salpata dall’antica Happo (Corea) e spazzata via da un tifone il 15 agosto del 1281 (fonte ilmattino.it)

Avventura e solidarietà lunga 16 chilometri a Casale di Brolio con il Goodfellas Team
22 novembre 2013

Sono tornati dalla loro missione in Mongolia e sabato 23 novembre la racconteranno al Casale di Brolio, in provincia di Arezzo. Sono i giovani laureati del "The Goodfellas Team - Mongolia Charity Rally 2013" che hanno percorso 16 mila chilometri di solidarietà con il pulmino “Ariosto” poi ribattezzato “atuttofoco”,  che è stato donato a una scuola della Mongolia. La onlus “Go Help”, ente che ha organizzato la spedizione, lavora con le comunità locali in Asia Centrale per migliorare la loro istruzione e assistenza sanitaria. L'appuntamento è dalle 18 con i protagonisti della spedizione (nella foto): Cristiano Menci, 25 anni di Castiglion Fiorentino; Daniele Bonacci, 26 anni di Arezzo; Jacopo Bonacci, 26 anni di Arezzo; Laura Casagni, 24 anni di Castiglion Fiorentino; Marco Aiello, 25 anni di Arezzo, Lucia Ciarlantini, 25 anni di Caldarola (Macerata); Federico Costi, 25 anni di Mirandola (Modena). “E' difficile esprimere le nostre emozioni in due righe – hanno dichiarato i ragazzi a letruria.it - perché è stata un'esperienza così particolare e ci sarebbero tantissime cose da dire e da spiegare. Stare a contatto con culture così diverse, assaggiando i sapori tipici di ogni luogo e cercando di immergersi di volta in volta nella cultura locale è qualcosa che ci ha incredibilmente arricchito. Viaggiare in un pulmino tutti insieme, cambiando posto praticamente ogni giorno, l'uno accanto all'altro dall'antica Persia al polveroso deserto del Gobi, ha contribuito a rendere l'esperienza unica nel suo genere”.

Con Ilaria Lorusso tra gli Uomini renna
17 novembre 2013

La nostra sezione Diari si arricchisce della testimonianza di Ilaria Lorusso che ci racconta la sua straordinaria avventura fra gli Tsaatan, gli Uomini renna che vivono nelle remote regioni settentrionali della Mongolia. "Per raggiungerli - scrive Ilaria - abbiamo attraversato la steppa, la taiga e infine la tundra dei Monti Sayan, ai confini con la Siberia, tra le regioni più remote ed inaccessibili del nostro pianeta. Lì vivono gli Tsaatan, gli uomini-renna, una delle ultime tribù nomadi e sciamaniche di allevatori di renne. Per arrivare da loro bisogna affrontare un viaggio a cavallo di 5 giorni su terreni che non possono essere percorsi da mezzi meccanici. L’unico modo è andarci a cavallo, ma i terreni sono comunque poco adatti anche a loro, boschi di conifere che con le piogge diventano fangosi, paludi e ruscelli in piena, distese di pietre dove i cavalli inciampano e fanno fatica. Eppure, piano piano, senza far male né alle bestie né agli esseri umani, vivendo per 5 giorni come mandriani, siamo arrivati a conoscere gli Tsaatan e il loro incredibile stile di vita". Per leggere il report completo e ammirare le immagini di Ilaria Lorusso vai alla sezione DIARI

Reinhold Messner racconta il suo Gobi
10 novembre 2013

"Un’ultima passeggiata al confine tra la vita e la morte», la definisce il sessantenne Reinhold Messner, autore di "Gobi, il deserto dentro di me". L'obiettivo tecnico era quello di attraversare in orizzontale e in solitaria il Gobi: duemila chilometri partenzo da est con uno zaino, uno speciale contenitore per l’acqua e un orologio GPS. Aiutato soltanto dagli ospitali nomadi mongoli ("Gli unici momenti di condivisione me li hanno dati le popolazioni di quel deserto, nella fascia mongola. Mi hanno ospitato in modo spontaneo nelle iurte, che sono abitazioni tipiche capaci di proteggere dal caldo micidiale e dal freddo più rigido. Non sapevano chi fossi, eppure mi aprivano le porte di casa loro"), Messner racconta la sua avventura verso ovest fino a raggiungere i Monti Altai per fare poi ritorno a Ulaanbaatar. Ma quello di Reinhold è stato soprattutto un viaggio dentro la sua stessa vita, e il suo diario di viaggio diventa anche uno spunto di riflessioni esistenziali per tutti noi. Per scheda, recensione e citazioni, vai a sezione LIBRI

Al festival dell'Oriente di Carrara le gher mongole con Marilena Gulletta
9 novembre 2013

Il fascino delle gher al festival dell'Oriente di Carrara, grazie all'artista pugliese Marilena Gulletta. Un successo ribadito dal pubblico e dai media. Questo il resoconto di Cinzia Carpita per Il Tirreno: "Ecco allora le case mongole, che non sono solo esposte per mostrare la tradizione di quel popolo. Marilena Gulletta, 44 anni, ha saputo fondere l’idea dei trulli pugliesi con quell’abitare “rotondo” dei nomadi mongoli, che lei frequenta dal 2004. In fiera espone una casa ecologica, smontabile, abitabile in inverno e in estate, che unisce i colori della sua Puglia con le tradizioni tecniche delle steppe asiatiche. Le case che crea con gli artigiani mongoli (la loro è un’arte millenaria protetta dall’Unesco), sono numerate, quindi pezzi unici. Il tetto in cotone e poliestere riciclato (con al centro una finestra per vedere il cielo, una sorta di orologio astronomico), nessun ancoraggio a terra, pareti fatte con stecche di legno e feltro lavorato a mille aghi. Una casa così, di 5 metri di diametro, costa circa 6.000 euro. All’interno un arredamento con i simboli del cielo, dell’aria, del fuoco e della terra. La si può mettere in giardino. Più complicato pensare di trasformarla in abitazione principale, per via delle norme edilizie". Per ulteriori informazioni sull'iniziativa di Marilena Gulletta: www.corpinomadi.it. Nella foto, Marilena Gulletta con una giovane mongola.

Tre soli nel cielo della Mongolia è il fenomeno atmosferico dei Cani del Sole
6 novembre 2013

Tre soli sono stati avvistati nei cieli della Mongolia. Il raro fenomeno atmosferico, detto dei ‘Cani del Sole’, si è verificato nella regione mongola di Chifeng. A occhio nudo sono visibili ai lati della palla del Sole due sfere minori che formano come due piccoli arcobaleni perfettamente simmetrici ai lati. L’illusione ottica si è verificata verso le nove del mattino. Il fenomeno atmosferico si crea solo quando i cristalli di ghiaccio creano nubi a circa seimila metri da terra, riflettendo i raggi solari. Per vedere il filmato clicca qui (fonte LaPresse)

Dallo smarrimento alle emozioni più intense nel diario e nelle foto di Paolo Pasquali
6 novembre 2013

Un'altra suggestiva testimonianza, per parole e immagini, arricchisce il nostro patrimonio di Diari. E' quella di Paolo Pasquali, che ha trascorso quattro settimane in Mongolia e che ci racconta gli stati d'animo di una famiglia italiana nelle suggestioni di questo Paese. Dall'iniziale smarrimento, dalle difficoltà e dai disagi, a un coinvolgimento sempre più intenso e profondo. "Quelle giornate passate al grande lago bianco, il paesaggio lunare intorno al vulcano, il freddo pungente, la nevicata del tardo pomeriggio e il manto bianco su tutto il territorio, la mattina successiva. E' stato un regalo della natura. Lo spettacolo era magnifico: il bianco della neve si stagliava sul nero pece della lava, dalla quale spuntavano rigogliosi e colorati larici, messi lì, radi, sul fianco del vulcano, dalla sapiente mano della natura. Dando un tocco di colore arancione al nero cobalto della lava. Non sarà facile dimenticare tutto questo". Per leggere il diario completo di Paolo e guardare le sue foto vai alla sezione Diari

Al Parco Natura Viva di Verona protagonista il cavallo mongolo takhi
6 novembre 2013

Dal 7 al 10 novembre al Parco Natura Viva di Verona è possibile osservare dal vivo alcuni il rarissimo cavallo takhi, l'unico cavallo selvatico esistente al mondo e originario della Mongolia. Il Parco ospita esemplari che fanno parte del progetto di allevamento in cattività EEP, a sua volta legato all'attività dell'Internazional Takhi Group, l'organizzazione che da anni si occupa proprio della reintroduzione in natura di questa specie. Come scrive Mara Tamburino della redazione di mongolia.it: "Un bellissimo nome – Takhi in mongolo significa spirito – per un animale altrettanto bello, prezioso e longevo: può vivere fino a 30-34 anni. Le pitture rupestri in Francia e Spagna indicano che anticamente era molto diffuso anche in Europa ed è il probabile progenitore dei cavalli domestici. Ora è molto raro e vive libero nei Parchi di Takhiin Tal e Hustain Nuruu dopo aver rischiato l’estinzione totale ed essersi fortunosamente salvato grazie alla reintroduzione, da zoo e allevamenti europei, dei discendenti dei 15 esemplari sopravvissuti alla deportazione e alla caccia sconsiderata. Ora fortunatamente il Takhi è integralmente protetto (è anche nell'elenco CITES) e sono vietate le ibridazioni con cavalli domestici. Attualmente vivono liberi in Mongolia circa 100 esemplari, mentre la popolazione complessiva mondiale è stimata intorno ai 1.000 capi". Per avere ulteriori informazioni sull'iniziativa veronese, organizzata nell'ambito Fiera Cavalli, clicca qui. Nella foto, un cavallo takhi al Khustain nuruu in Mongolia (foto Federico Pistone)

Economia mongola in continua crescita Entro il 2014 il Pil salirà del 14,4%
30 ottobre 2013

La crescita del PIL della Mongolia si è attestata su una media del 9 per cento nel periodo 2004-2008, raggiungendo la doppia cifra nel 2011 e nel 2012. Secondo le proiezioni diffuse dalla Banca di Mongolia, l'economia mongola è destinata a crescere ancora, attestandosi al 14,4 per cento entro la fine del 2013. Anche il Ministero delle Finanze conferma questi dati: +14,8 per cento di crescita nel 2014 secondo i loro calcoli, e PIL totale che si attesta attorno ai 20.400 miliardi di MNT (fonte Associm). Nella foto, Ulaanbaatar by night

 

C'è la Mongolia in Colpi di fortuna cinepanettone con Mandelli e De Sica
24 ottobre 2013

Profumerà di Mongolia il prossimo cinepattone targato Neri Parenti. Il secondo episodio del film "Colpi di fortuna", prodotto da De Laurentiis, vede protagonisti il fortunatissimo Christian De Sica che, per concludere l'affare della sua vita ha bisogno di un interprete di mongolo per trattare una produzione di cashmere. Ecco che si palesa Francesco Mandelli ("I soliti idioti") che, oltre a conoscere alla perfezione la lingua mongola, ha l'inconveniente di avere una reputazione di portajella. Come finirà la collaborazione fra "Gastone" De Sica e "Paperino" Mandelli? L'unica risposta certa è che questa pellicola concluderà definitivamente il lungo ciclo dei film natalizi sacciapensieri. Lo aveva già annunciato De Sica, che vuole reinventarsi in ruoli più degni del di papà Vittorio, lo confermano il regista Neri Parenti e il produttore De Laurentiis. Ecco la descrizione di Pedro Armocida per ilgiornale.it: "Piovono scimitarre, le barbe prendono fuoco e chi più ne ha più ne metta nel ristorante mongolo dove Christian De Sica, nei panni dell'imprenditore tessile di successo Gabriele Brunelli (come il re del cachemire Brunello Cucinelli?), sta cercando di chiudere l'affare della sua vita con un collega della Mongolia che ha un pascolo di pecore dalla lana meravigliosa. Tra i due c'è però l'interprete Bernardo Fossa (il «solito idiota» Francesco Mandelli) che, invece di essere d'aiuto, in quanto portatore sano di iella affosserà la trattativa. O forse no perché, visto che siamo sul set del prossimo cinepanettone di Neri Parenti il cui titolo è Colpi di fortuna in uscita il 19 dicembre, magari alla fine la dea bendata ci metterà lo zampino e tutto finirà in bellezza. Che poi è un po' il leitmotiv non solo dell'episodio che vede insieme il duo comico De Sica e Mandelli alle prese con una serie di sfortunati eventi, ma anche degli altri due con altrettante, ma più consolidate, coppie di attori: Lillo&Greg e la new entry di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu". Nella foto, i due protagonisti dell'episodio sul set Francesco Mandelli e Christian De Sica.

Scuola di Orbit, l'asilo è partito
23 ottobre 2013

Si sta concretizzando il sogno delle Figlie di Maria Ausiliatrice di suor Adriana Bricchi. La scuola di Orbit, periferia di Ulaanbaatar, è ormai un'opera di grande valore sociale per la Mongolia, realizzata anche grazie al sostegno di mongolia.it e di Alberto Colombo in particolare. Nello scorso settembre ha preso avvio l'asilo mentre l'anno prossimo sarà operativa anche la scuola elementare. Scrive Giulia Cananzi sul Messaggero di Sant'Antonio: "Proprio da Orbit, nel lontano maggio del 2010, arriva una richiesta a Caritas Antoniana. La firma suor Adriana Bricchi, salesiana, a nome della superiora suor Maria Domenica Pak. La loro missione è formata da quattro suore che vivono a Ulaanbaatar da tre anni; le ha chiamate il vescovo monsignor Wenceslao Padilla - unico membro della gerarchia ecclesiastica in Mongolia - perché si occupino dell'educazione dei bambini. Nel Paese la Chiesa è presente da soli vent'anni (compiuti nel 2012) e l'opera che il vescovo si appresta a istituire è una delle pochissime realtà cattoliche dell'intera Mongolia. Si tratta di una scuola, in costruzione dall'anno prima, che il prelato conta di inaugurare con l'inizio del nuovo anno scolastico, nel settembre del 2011. «Siamo davvero felici - scrive suor Adriana - di lavorare per una scuola cattolica in questo meraviglioso Paese. Qui c'è tanto bisogno. Tuttavia questi tre anni di preparazione sono stati molto duri. Abbiamo provato sulla nostra pelle la povertà che attanaglia il popolo di questa nazione, dominata per secoli dalla Cina e negli ultimi settant'anni dalla Russia». È difficile venire a patti con il clima inclemente, un passato di rigide dominazioni, un Paese costituito in gran parte da steppe, una lingua e una tradizione assai lontane dalle nostre". Nella foto, suor Adriana con lo staff della scuola materna.

Un film mongolo trionfa al Busan Festival
22 ottobre 2013

Il film "Remote control" (produzione Mongolia-Germania) del regista mongolo Byamba Sakhya ha vinto il prestigioso premio "new currents" del Busan Film Festival ex aequo con l'iraniano "Pascha". "Remote control" ha rappresentato certamente la sorpresa del festival. "Oltre a rappresentare la prima volta di un film mongolo in competizione - scrive Emanuele Sacchi di MyMovies.it - ha dalla sua una levità di narrazione che riesce a veicolare la denuncia sociale nel contesto di un intreccio avvincente e incline all'ironia. La storia di Tsogoo e della sua invidia per le vite dei benestanti, incarnata da un telecomando-feticcio, da un lato mostra la disparità sociale della nuova Mongolia e dall'altro introduce a una sottotrama che richiama quella dell'altro vincitore Pascha, con l'innamoramento di Tsogoo per la più matura Anya". Nella foto, una scena del film.

La Mongolia chiede la nazionalizzazione degli sfruttamenti minerari del Gobi
18 ottobre 2013

Si complica la situazione legata allo sfruttamento minerario nel deserto del Gobi in Mongolia così come quello nel non lontano Kirgisistan. Come riporta Paolo Sorbello sul sito lindro.it "le multinazionali che si occupano di miniere aurifere invitate negli anni scorsi in Mongolia e Kyrgyzstan hanno subito spesso attacchi e proteste da parte dei lavoratori e della popolazione. Tuttavia, questo sembra essere un campo di battaglia per gli scontri di politica interna, tra leadership contese e identità da definire, nella transizione post-sovietica. La Mongolia, sebbene formalmente al di fuori dell’URSS, può essere considerato anch’esso un Paese dell’ex-blocco comunista. Le ultime elezioni che hanno portato alla conferma di Tsakhiagiin Elbegdorj alla presidenza, marcano una differenza sostanziale tra Ulan-Bataar e il ‘lontano-vicino’ Kyrgyzstan, dove i cambiamenti politici si susseguono senza pace. La calma portata dall’elezione di Almazbek Atambayev è solo apparente. Siamo giunti alla fine di un’estate tormentata nel settore minerario di entrambi i Paesi. Questi, sono accomunati da sorprendenti similitudini e grandi differenze. Entrambi basano la propria crescita macroeconomica sui proventi che ricevono dalle compagnie straniere che sfruttano le loro risorse minerarie, soprattutto oro, rame e terre rare. Sia in Mongolia, sia in Kyrgyzstan i giacimenti minerari si trovano al sud, lontano dai centri di potere. La Mongolia si estende su un’area otto volte più estesa rispetto al Kyrgyzstan, che tuttavia ospita più del doppio degli abitanti. La bassa densità della popolazione in entrambi i Paesi è dovuta all’ostica orografia e ai climi estremi. Un’ultima similitudine è rappresentata dall’attitudine dei governi verso le multinazionali dell’oro che operano nelle montagne kyrgyze del Tien Shan e nel deserto del Gobi in Mongolia: entrambi i Governi hanno minacciato l’alt alle operazioni di estrazione aurifera onde cercare di rinegoziare i termini dei contratti che li legano alle multinazionali straniere. Rio Tinto è la seconda più grande compagnia nel settore minerario al mondo. Il bilancio della multinazionale anglo-australiana supera il PIL della Mongolia. Proprio lì, Rio Tinto ha deciso di investire nel 2006. Dopo un instancabile processo di esplorazione, il sito di Oyu Tolgoi è pronto per lo sviluppo e l’estrazione intensiva. Oyu Tolgoi significa ‘collina azzurra’ in lingua mongola, nome attribuito per il colore del rame che si ossida durante gli scavi. Nel 2020, se i piani di Rio Tinto saranno rispettati, 450 mila tonnellate di rame e 330 mila once di oro all’anno saranno estratti dal sito mongolo, che entrerebbe tra i primi tre depositi di rame e oro al mondo. Il condizionale è d’obbligo in questo caso, visto che il nuovo Amministratore Delegato Craig Kinnell deve confrontarsi con l’ostilità del Governo mongolo nell’approvare il nuovo piano di investimenti. Rio Tinto ha già investito 7 miliardi di dollari, due in più del previsto, ma il nuovo programma da 5 miliardi per finanziare l’espansione del giacimento è in stallo dallo scorso agosto. Senza questa espansione, Rio Tinto non crede che sia possibile arrivare al picco della produzione, che permetterà alla multinazionale di coprire i costi iniziali e cominciare a raccogliere i guadagni. Il Governo possiede un terzo del giacimento di Oyu Tolgoi, dal quale saranno licenziati circa 1.700 lavoratori, su un totale di 13 mila, per decisione di Rio Tinto". Per leggere il testo completo vai alla sezione ARTICOLI.

Il regista Annaud festeggia 70 anni con il nuovo film Il totem del lupo
30 settembre 2013

Il regista francese Jean-Jacques Annaud festeggia i suoi 70 anni, il 1° ottobre, brindando alla sua ultima fatica, l'ennesimo kolossal, «Il totem del lupo», adattamento cinematografico in 3D dell'omonimo bestseller cinese di Jiang Rong. La storia è quella di uno studente cinese che durante la rivoluzione culturale, nel 1960, si reca nella Mongolia interna per una ricerca sulla vita delle popolazioni nomadi. Il budget del film, che è girato in Mongolia, con cast e troupe in gran parte locali, è di circa 30 milioni, l'80% dei quali finanziato da cinesi. «È un'avventura incredibilmente gratificate», ha detto il regista che ha firmato pellicole come «La guerra del fuoco» (1981), «Il nome della rosa» (1986), «L'orso» (1988), «Sette anni in Tibet» (1997) e «Il principe del deserto» (2011). (fonte ilgiornale.it). Nella foto, Annaud in Mongolia con un cucciolo di lupo.

A 98 anni è morto Lino Pellegrini grande fotoreporter, amico dei Mongoli
28 settembre 2013

Ci ha lasciato, a 98 anni, Lino Pellegrini, grande inviato speciale e fotoreporter ante litteram, protagonista di viaggi epici a ogni latitudine. Ha visitato anche la Mongolia quando questo Paese era off limits ai visitatori, e aveva visitato l'Asia in automobile, da Milano a Calcutta attraverso Afganistan e Pakistan. Ha incontrato anche eschimesi, tuareg e vatussi. "Curzio Malaparte - ricorda l'agenzia Ansa - parla di lui, giovanissimo corrispondente di guerra, in «La Pelle» e «Kaputt». Si erano conosciuti a Sofia, durante il conflitto. Vivranno insieme molte avventure, in Russia durante l'assedio di Leningrado e in Spagna. Pellegrini negli anni della guerra collabora con `il popolo d'Italia´ che nel luglio del '43 chiude. È da lì che comincia l'avventura vera. Lino e sua moglie Elena diventano viaggiatori `di professione´. Autore di numerosi libri ha dedicato particolare attenzione agli italiani e alle grandi aziende che hanno costruito strade e dighe in tutto il mondo. Nella sua infinita curiosità e voglia di vivere ha incontrato eskimesi e mongoli, tuareg e vatussi. Ha lavorato, letto e scritto fino al suo ultimo giorno. Lascia due figli, Marina e Daniele, che ha seguito le sue orme come fotografo documentarista".

Scambi culturali, il premier Altankhuyag incontra il ministro cinese Cai Wu
26 settembre 2013

Dal 24 al 25 settembre il ministro della Cultura cinese Cai Wu ha visitato la Mongolia, guidando una delegazione culturale. Durante la sua visita, Cai Wu ha incontrato il primo ministro della Mongolia, Norovyn Altankhuyag (nella foto), e ha avuto un colloquio con il ministro della Cultura, dello Sport e del Turismo della Mongolia. Durante il suo incontro con Altankhuyag, Cai Wu ha affermato che la Cina e la Mongolia possiedono dei vantaggi negli scambi culturali. Il 2014 cadrà il 65° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche sino-mongole, e i dipartimenti culturali dei due paesi coopereranno per garantire il successo delle attività celebrative. (fonte Cri online)

Ritirata la t-shirt offensiva Ma le scuse non bastano
25 settembre 2013

L'azienda che aveva messo in commercio la maglietta "Pensavo avesse meno abitanti la Mongolia" ha disposto il ritiro della t-shirt. Meglio tardi che mai, anche se resta l'idiozia imperdonabile dell'iniziativa. L'offesa è stata doppia e gravissima: quella per i portatori di handicap, le cui associazioni hanno fatto fronte comune perché il prodotto scomparisse in fretta dal mercato, e quella per gli abitanti della Mongolia, che ovviamente non sono i destinatari del messaggio ma che è normale ci siano rimasti molto male. L'azienda in questione, la My T-Shirt - come riferisce redattoresociale.it - ha chiesto "scusa per questo episodio" alle famiglie dei ragazzi Down, che si erano sentite offese dall'implicito riferimento. La risposta è stata diffusa tramite la piattaforma Change.org, da dove era stata lanciata la petizione per il ritiro della maglietta, che in poche ore aveva raccolto oltre 460 firme. "Abbiamo ingenuamente lanciato questa t-shirt - spiega il portavoce dell'azienda - riprendendo un modo di dire che, come fate giustamente notare voi, è purtroppo spesso erroneamente utilizzato nel linguaggio comune. Non volevamo assolutamente offendere nessuno e - assicura l'azienda - ritireremo dal commercio immediatamente la maglietta in questione. Siamo mortificati per quanto accaduto e speriamo che tutte le persone che si sono sentite offese accetteranno le nostre scuse". Le scuse dovrebbero essere estese anche agli abitanti della Mongolia, e questo è l'appello che rivolgiamo all'azienda. Con l'invito a una maggiore informazione, prima di uscire con queste scempiaggini. Quando (purtroppo) si sente dire "sei un mongolo", si intende "mongoloide", cioè affetto dal mongolismo (sindrome di Down), quindi l'offesa è ancora più atroce. Ma "Mongoloide" in antropologia è anche uno dei tre ceppi fondamentali in cui viene sommariamente suddivisa la popolazione mondiale: negroidi, caucasici e appunto mongoloidi (che comprendono anche cinesi, giapponesi, coreani, eccetera). In ogni caso, quell'offesa è da bandire definitivamente. Nell'immagine, la parte superiore dell'ignobile maglietta.

In Mongolia è già arrivato l'inverno Ulaanbaatar sottozero, arriva la neve
24 settembre 2013

L'inverno in Mongolia è arrivato prima del previsto. Le temperature sono già molto basse in diverse regioni. Nella stessa capitale Ulaanbaatar lunedì 23 settembre il termomentro è sceso a meno 4°C, circa 6 gradi meno della media stagionale. Nei territori settentrionali le minime hanno raggiunto -14°. La neve e il ghiaccio hanno già ricoperto molte zone creando paesaggi estremamente suggestivi, anche se le previsioni danno un miglioramento complessivo del tempo per le prossime giornate. Nella foto (di Federico Pistone), le mura di Karakorum sotto la neve.

Club alpini, dal 20 settembre anche la Mongolia all'incontro internazionale di Udine
18 settembre 2013

Ci sono anche rappresentanti della Mongolia all'incontro internazionale dei Club alpini pevisto a Udine dal 20 al 22 settembre. Oltre al Cai e agli alpini mongoli, saranno presenti rappresentanti di Gran Bretagna, Germania, Spagna, Slovenia, Austria, Turchia, Sudafrica. "A Udine intendiamo superare gli orizzonti del nostro quotidiano, in un confronto, iniziato ormai da tre anni, con gli altri Club alpini, europei e non. L'evoluzione della società, con la quale abbiamo il dovere di adeguarci, non avviene nello stesso modo in Paesi diversi. Di conseguenza è molto utile approfondire le strategie e condividere le buone pratiche con i Sodalizi stranieri e le altre associazioni che operano nel mondo della montagna", ha detto il presidente generale del Cai Umberto Martini.
 

Mongolia-Cina, incontro fra Presidenti Prospettive di sviluppi importanti
12 settembre 2013

Incontro, a suo modo storico, fra i Presidenti di due Paesi atavicamente avversi. E' accaduto il 12 settembre a Bishkek, tra il Capo di Stato della Cina Xi Jinping e quello della Mongolia Tsakhya Elbegdorj. Xi Jinping ha sottolineato che la Cina "sostiene la partecipazione della Mongolia agli affari internazionali e regionali ed è convinta che, grazie all'impegno delle due parti, la partnership strategica fra Cina e Mongolia potrà avere uno sviluppo importante". Nella foto, la stretta di mano fra i due presidenti (a destra, Elbegdorj)

L'ambasciatore in visita al 118 di Roma per esportare l'emergenza a Ulaanbaatar
12 settembre 2013

Il traffico di Ulaanbaatar è ormai a livello di quello di Roma. In una parola, caotico. Per questo una delegazione mongola guidata dall'ambasciatore in Italia, Shijeekhuu Odonbaatar (nella foto), ha visitato la centrale operativa del'Ares 118 di Roma "allo scopo di perfezionare il servizio di emergenza a Ulaanbaatar - come si legge in un comunicato - che ha subito una crescita veloce arrivando a superare i due milioni di abitanti". Secondo l'ambasciatore, il servizio 118 di Roma è "un modello a cui ispirarsi per risolvere le criticità logistiche tipiche di una metropoli con rete viaria difficoltosa».
Il direttore del 118 Livio De Angelis ha illustrato il funzionamento e l'organizzazione "della centrale operativa più grande d'Europa" alla delegazione accompagnata, tra gli altri, dal vicepresidente della commissione Sanità della Regione Lazio.
 

Il caso editoriale della Butler da Londra alla Mongolia e ritorno
12 settembre 2013

Da Londra alla Mongolia e ritorno. E' già un fenomeno editoriale l'opera prima della 35enne inglese Sarah Butler. "L'amore in un giorno di pioggia" (Garzanti, in libreria dal 12 settembre). In attesa della nostra recensione nella sezione Libri, riferiamo il commento di Eva Grippa dal sito d.repubblica.it. "La storia è strutturata con uno schema narrativo ricorrente: i racconti in prima persona di due persone si alternano. Da una parte Alice, che torna nella sua casa di Londra dalla Mongolia (dove è fuggita per lasciarsi alle spalle una storia d'amore senza futuro) dopo una secca telefonata in cui le sorelle le annunciano che il padre è in fin di vita, un tumore in poche settimane se lo sta portando via. Dall'altra parte Daniel, ex artista ora diseredato che vive aggrappato da trent'anni a un desiderio, ha l'abitudine di dare un colore alle parole e spedisce ogni anno auguri di compleanno a un indirizzo bianco. Nel mezzo, le liste. “Dieci pensieri sconvenienti al funerale di mio padre”, scrive lei. “Dieci modi in cui potrebbero definirmi”, elenca lui. Liste che nessun altro legge, unico punto in comune tra persone che non si conoscono eppure si cercano. Il loro incontro darà senso a un passato di cui nulla hanno condiviso, la triste conclusione di una vita (quella del padre di lei) sarà un nuovo inizio per entrambi. La penna della Butler (ben tradotta, come raramente accade) è avvolgente come una coperta e scorrevole come un whisky ghiacciato in una serata afosa. Per questo, pur mancando di un plot memorabile, il libro è di quelli che ti tengono agganciati nella lettura a tirar tardi fino al mattino, costruito su una “poetica delle piccole cose” che intenerisce e coinvolge. Si può sentire la mancanza di chi non si è mai conosciuto?".

Fabio Cannavaro è in Mongolia Entusiasmo per l'ex azzurro a Ulaanbaatar
9 settembre 2013

Forse in Mongolia il calcio non è in cima all'elenco delle passioni sportive, ma vedere girare per Ulaanbaatar il capitano della nazionale campione del mondo 2006 e Pallone d'oro è stato un evento che ha catturato l'attenzione generale. Soprattutto se il suo nome è Fabio Cannavaro, giocatore conosciuto e amato universalmente. Ha postato su Twitter alcune immagini in cui posa con alcuni fan della Mongolia mentre su You tube è possibile vedere un filmato relativo al'iniziativa Tiger Street Football 2013 Mongolia, di cui Cannavaro è ambasciatore. Vedi filmato. Cannavaro oggi è dirigente dell’Al-Ahli, ma con il patentino da allenatore in attesa di poter allenare gli Azzurri, magari dopo l'addio di Parndelli dopo il Mondiale 2014 in Brasile. Intanto si gode la Mongolia. Nell'immagine, Fabio Cannavaro con i vestiti tradizionali mongoli.

La lotta torna nel programma olimpico per la Mongolia una grande notizia
8 settembre 2013

La lotta torna a essere uno sport olimpico. A deciderlo è stato il Cio, in un incontro avvenuto domenica 8 settembre a Buenos Aires. Per lo sport della Mongolia una grande notizia: sono infatti 9 le medaglie olimpiche conquistate dagli atleti mongoli nella lotta, che è stato finora lo sport più prolifico (7 le medaglie nel judo tra cui l'oro di Tuvshinbayar, 6 nella boxe con l'oro di Badar-Uugan, sempre a Pechino 2008 e 2 nel tiro). La lotta ha ottenuto 49 voti (la maggioranza necessaria era a quota 48) contro i 24 del baseball e i 22 dello squash. La lotta era stata esclusa dal 2020 dal programma olimpico dal Cio, che non l'aveva inserita nella lista dei 25 sport previsti per i Giochi Estivi del 2020, assegnati sabato a Tokyo. Nella foto, la mongola Soronzonboldyn Battsetseg, alloro nella lotta a Pechino.

L'Erchim batte in finale il Khangarid e si conferma campione di calcio mongolo
4 settembre 2013

I mongoli amano molto il calcio, seguono con attenzione i campionati esteri, specialmente quello italiano e spagnolo. Il Presidente Elbegdorj è tifosissimo dell'Inter e quando c'è una partita dei nerazzurri resta sveglio di notte per vedersela via satellite. Ma la Mongolia ha anche una sua serie A, la Niislel League. Che si è appena conclusa e ha laureato di nuovo campione l'Erchim. A raccontarci i dettagli Marco Bagozzi, nell'articolo pubblicato su www.statopotenza.eu: "I campioni uscenti dell’FC Erchim ribadiscono la superiorità sulle avversarie e conquistano la diciassettesima edizione della Niislel League, la Lega della Capitale, il campionato mongolo di calcio. Rispetto all’anno scorso, il campionato mongolo ha perso una delle partecipanti, il Mazaalay, riducendo il numero delle squadre partecipanti ad appena sette. La squadra, legata all’agenzia che gestisce la quarta centrale termoelettrica di Ulaanbaatar, ha conquistato il settimo campionato, secondo consecutivo, guidando la classifica della stagione regolare e dominando gli avversari nei play-off validi per il titolo. I biancorossi hanno confermato la struttura della scorsa stagione con la panchina affidata a Dovdon Batnasan e in campo i confermatissimi stranieri Miloš Perišić ed Ernani Mauro oltre alle stelle di casa Bayasgalan Garidmagnai, Tserenjav Enkhjargal (il capitano della squadra) e Tsagaantsooj Enkhtur. Unico nuovo arrivato è il trentasettenne giramondo giapponese Ito Dan (...). I campioni hanno dominato nella semifinale l’Ulaanbaatar University (2-0 e 4-0) e in finale hanno avuto la meglio del Khangarid ai calci di rigore dopo un pareggio a reti bianche. Protagonista dei rigori è stato il portiere Ariunbold Batsaikhan, faccia da guerriero mongolo, capace di parare due tentativi avversari. Miglior giocatore della stagione è stato nominato Ernani Mauro". Per leggere l'intero articolo vai alla sezione ARTICOLI.

La storia di Gengis Khan nella collana a fumetti Historica
3 settembre 2013

E' uscito in questi giorni in edicola e libreria "Gengis Khan - Il giovane Temujin" della collana Historica (Mondadori).  La vita del grande condottiero mongolo, raccontata in tre album apparsi tra il 1996 e il 1997, e raccolti in un unico volume in vendita a 12,99 euro. Questa trilogia su Gengis Khan è stata realizzata dal francese Cothias ("Le 7 vite dello Sparviero") e dall'italo-belga Griffo (Werner Goelen), collaboratore di "Tintin". Un'ottima occasione per ripercorrere le gesta di Temujin all'insegna dell'arte dell'illustrazione, del divertimento ma anche del rigore storico. Maggiori informazioni nella sezione LIBRI

Rinvenute misteriose orme sulle rive del lago Khyargas nuur
2 settembre 2013

Un gruppo di ricercatori russi è tornato dalle rive del lago mongolo di Khyargas nuur. I ricercatori hanno provato a svelare l'origine delle tracce che appaiono periodicamente sulla riva del lago, che forse potrebbero appartenere ad un grande rettile. Le grandi orme sulla riva del Khyargas Nuur sono state scoperte per la prima volta a metà degli anni '80, quando al lago si fermarono per riposare i membri della spedizione geologica sovietico- mongola, sotto la guida di Viktor Jarmoluk. Negli anni successivi, i geologi si sono accampati diverse volte in questo luogo, e vi sono giunti anche degli zoologi. Ogni volta gli scienziati hanno rinvenuto diversi gruppi di tracce relativamente fresche che correvano a 1kilometro e mezzo dal mare, come se alcuni rettili avessero strisciato fuori dal lago, e fossero rimasti per qualche tempo distesi sulla sabbia. L'ipotesi è che queste tracce appartengano ad un animale che vive sulla terraferma, o che prima viveva con le persone, e che poi è stato respinto. Così come il fatto che possano essere state fatte dalle onde o dal vento. La costa del lago Khyargas Nuur è un luogo deserto e disabitato, gli insediamenti più vicini si trovano a centinaia di chilometri di distanza, e i nomadi con i loro animali, che sono gli unici ospiti degli accampamenti vicini, non si avvicinano alla riva. A coronare tutte le speculazioni, una notte i geologi che stavano riposando lì, hanno sentito un boato proveniente dal centro del lago. (fonte e foto La Voce della Russia)

Sepe realizza il desiderio di Giovanni Paolo II e dona una Madonna del Vellutino a Ulaanbaatar
31 agosto 2013

Un dono del cardinale Crescenzio Sepe alla Cattedrale di Ulaanbaatar per esaudire "un grande desiderio dell'amato Pontefice Giovanni Paolo II", che aveva programmato un viaggio in Mongolia nell'agosto 2003, poi cancellato (con "vivissimo rammarico" per motivi di salute. Si tratta di un olio su tela 70x120 dell'artista napoletano Gioacchino "Jack" Vellutino (nell'immagine una delle sue opere), raffigurante la Madonna con il Bambino. L'iniziativa del Cardinale Sepe è stata realizzata con la collaborazione del direttore del Centro Missionario Diocesano, don Angelo Lombardo. Giovanni Paolo II delegò il cardinale Sepe, allora Prefetto di Propaganda Fide, espressamente inviato nella capitale mongola per la consacrazione della Cattedrale e l'ordinazione sacramentale del primo Vescovo nella storia mongola, padre Venceslao Padilla, responsabile dal 1992 della missione cattolica locale.

Al via il Mongolia Bike Challenge Una settimana pedalando nella steppa
27 agosto 2013

Saranno 108 corridori provenienti da 23 nazioni, di cui 5 italiani, a dare vita dal 1° settembre alla quarta edizione del Mongolia Bike Challenge, che prevede 850 km di percorso con 14.000 metri di dislivello per 7 giorni sui pedali. I partecipanti italiani sono Giuliana Massarotto, già protagonista alla Cape Epic in Sudafrica, Dario Benz, Fabio Negretto e la coppia del tandem composta da Giuseppe Salerno e Milena Bettocchi. Favoriti i rider del Kona Factory con il canadese Cory Wallace vincitore dell'ultima edizione (le prime due le aveva vinto il nostro Marzio Deho). L'organizzazione è curata dagli italiani di Progetto Avventura guidati dal bresciano Willy Mulonia.

Mondiali di judo, nella prima giornata già un oro e un argento per la Mongolia
27 agosto 2013

Subito un oro e un argento per la Mongolia nella prima giornata dei Mondiali di judo a Rio de Janeiro. Nella categoria 48 kg donne, Urantsetseg Munkhbat ha battuto in finale la giapponese Haruna Asami dopo aver eliminato la brasiliana Menezes, campionessa olimpica in carica. La 22enne mongola conquista così una splendida medaglia d'oro, dopo essersi fermata ai quarti di finale all'Olimpiade di Londra. Nella categoria maschile è stato il favorito giapponese Naohisa Takato a superare in finale il mongolo Amartuvshin Dashdavaa, medaglia d'argento. Nella foto, la sfida fra la Munkhbat e la Menezes

La Chiesa commemora le relazioni diplomatiche con la Mongolia avviate nel XIII secolo
24 agosto 2013

Una Messa in francese celebrata nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Ulaanbaatar (nella foto): così la Chiesa della Mongolia commemora, domenica 25 agosto, l’inizio dei rapporti diplomatici con la Francia, avviati nel XIII sec. dal re Luigi IX, canonizzato poi da Papa Bonifacio VIII. Era, infatti, il 1249 quando il re di Francia, impegnato nella settima Crociata, inviò in Mongolia il padre domenicano André de Longjumeau, alla ricerca di un’alleanza militare contro il mondo islamico. Una seconda missione diplomatica fu inviata nel 1253, accompagnata da un altro domenicano, padre Barthélémy de Crèmone, al quale fu permesso di entrare, primo missionario cristiano d’Occidente, nella capitale mongola di Karakorum. I rapporti diplomatici tra Francia e Mongolia proseguirono, quindi, fino al regno di Filippo il Bello, che rimase sul trono dal 1268 al 1314. Seguirà, poi, un periodo in cui i legami tra i due Paesi si faranno sempre più tenui, fino al 1965, quando la Francia riconoscerà ufficialmente la Mongolia. L’anno seguente, a Ulaanbaatar, viene aperta ufficialmente l’ambasciata francese. Dopo la rivoluzione democratica del 1990, le relazioni franco-mongole si sono ulteriormente sviluppate, anche dal punto di vista economico, grazie all’apertura di imprese d’Oltralpe nel Paese asiatico. Un uguale sviluppo si è riscontrato nella Chiesa cattolica, che nel 2012 ha celebrato i vent’anni di presenza nel Paese. La prima missione, infatti, venne avviata nel 1992 da mons. Wenceslao Padilla, allora Nunzio apostolico in Corea del Sud, che arrivò a Ulaanbaatar insieme a due confratelli della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria. Oggi sono 64 i missionari, provenienti da diciotto nazioni, che lavorano con la comunità locale. Sei le parrocchie presenti nel Paese, di cui l’ultima, intitolata a Santa Sofia, è stata inaugurata proprio lo scorso anno. Esistono inoltre diverse scuole cattoliche, soprattutto per i meno abbienti, ed un Centro tecnico Don Bosco, che offre un'alternativa agli studi classici. Quanto ai cristiani, secondo le ultime stime sono pari al 2% della popolazione, mentre i cattolici battezzati raggiungono le 835 unità. (fonte Radio Vaticana)
 

Il Mongol Rally alle battute finali I primi equipaggi varcano il confine
19 agosto 2013

I primi equipaggi del Mongol Rally, l'ormai classica competizione a fini umanitari, hanno cominciato a varcare il confine mongolo. Molti gli italiani che si sono avventurati in questa sfiancante prova con le loro utilitarie, destinate a essere battute all'asta a Ulaanbaatar per beneficenza. Anche i media danno sempre più risalto a questa "corsa" nata nel 2001 e sempre più popolare. Corriere.it riferisce l'avventura di uno di questi equipaggi italiani, a bordo di una Focus Javier. Il titolo è "La frontiera conquistata a spinte: "Usciamo dalla dogana russa senza problemi, la polizia si riconferma gentile per l`ennesima volta e ci fa entrare nella terra di nessuno: pochi passi ci separano ancora dal primo asfalto mongolo. Una doganiera sterilizza la nostra macchina e in perfetto inglese ci saluta cosi`: welcome to Mongolia! Noi siamo passati ma la macchina deve aspettare: bisogna sbrigare delle pratiche per il passaggio di proprietà. Per ingannare l`attesa giochiamo a cricket con un team indiano. Sono le 17:30 quando si apre l`ultimo cancello, i primi metri sono una boccata di felicita`. «Benvenuti in Mongolia, benvenuti in Paradiso!»

Business e burocrazia, la Mongolia molto meglio rispetto all'Italia
18 agosto 2013

In Mongolia è più facile fare business rispetto all'Italia, grazie a una burocrazia meno invadente. La Banca Mondiale ha anticipato il rapporto Doing Business dove l'Italia scivola all'87° posto su 187 nazioni con la previsione di precipitare fino alla centesima posizione entro la fine del 2013. Secondo lo studio la Mongolia è messa decisamente meglio, pur avendo aperto da poco le opportunità di investimento.

Terremoto di intensità 5,7 nella zona nord della Mongolia
16 agosto 2013

Un forte terremoto, della scala 5.7 Richter, è stato avvertito alle 4.42 del 16 agosto in quasi tutta la Mongolia. L'epicentro è stato registrato a Chitinskaya Oblast, est del lago Bajkal, a una profondità di 10 chilometri. In attesa di informazioni più dettagliate, a sinistra la mappa del sisma diffusa dal Centro Meteo Italiano.

Una commessa dalla Mongolia salva un'azienda storica triestina
16 agosto 2013

In tempi di crisi, una bella storia di economia e di vita. Ce la racconta Gabriella Ziani sul quotidiano triestino "Il Piccolo" (per leggere il testo completa vai alla sezione Articoli). "Non basta inventare, creare, produrre, brevettare, aver lavorato negli Stati Uniti, partecipato alla costruzione del primo “Pirellone”, aver realizzato enormi facciate in vetro e alluminio in Polonia, Romania, Serbia, Russia, Slovenia, Canada, Venezuela, a Singapore e nel Brunei, aver ricevuto nel 2009 una laurea “honoris causa” in Ingegneria meccanica dall’Università di Trieste, aver lanciato messaggi di speranza e coraggio ai giovani, con la forza di un destino che al cognome “Ferro” ha unito produzioni di “Alluminio”. «Se avessi dovuto continuare a lavorare solo in Italia avrei già chiuso l’azienda, si fa molta, molta fatica a incassare i pagamenti» dice Nicolò Ferro, 84 anni (foto), fondatore nel 1966 della Ferro Alluminio con sede in via Ressel, cavaliere del lavoro, quattro figli di cui due in azienda, 30 dipendenti, e molti collaboratori all’estero. Invece è stato proprio e solo il fattore “E” a salvare questa innovativa azienda di successo triestina: il fattore estero, il fattore esportazione. È arrivata in via Ressel un’importante commessa privata nientemeno che dalla Mongolia (...). Un altro lavoro è in previsione. L’azienda dunque è salva. E la storia può continuare. (...) «In Mongolia - racconta Ferro - avevamo già lavorato anni fa. Poi nel paese, che è in una fase di grande espansione e sviluppo, erano entrati i cinesi. Si erano inseriti nel mercato. Ma non è durato molto, perché la loro tecnologia si è rivelata di basso profilo. Così grazie alle fiere cui abbiamo partecipato, e alla conoscenze che abbiamo conservato nel paese, ci è arrivata questa commessa per dei grattacieli... Noi progettiamo le facciate e anche i prodotti, li facciamo testare e certificare, e poi li mettiamo sul mercato».

Anche due maratoneti mongoli ai Mondiali di atletica a Mosca
10 agosto 2013

Nel giorno del trionfo della keniana Kiplagat (oro) e dell'italiana Straneo (argento), applausi a Mosca anche per la maratoneta mongola Otgonbayar Luvsanlkhundegiin (foto) che, come già all'Olimpiade 2004, ai Giochi asiatici del 2006 e ai Mondiali 2007, anche a questi campionati del mondo di atletica leggera ha incarnato il puro spirito decubertiniano: "Il sostegno degli spettatori mi aiuta a correre", ha detto l'atleta mongola a cui già il Corriere della Sera aveva dedicato un articolo di Federico Pistone, definendola "La faccia bella dell'Olimpiade" (vedi sezione Articoli). La Mongolia è presente a questi Mondiali con un altro maratoneta, il 32enne Bat-Ochir Ser-Od, nato nella regione del Gobi-Altai e con esperienza già alle Olimpiadi del 2004 e del 2008. Correrà sabato 17 agosto.

Due giornate a contatto con i nomadi in uno dei filmati nella sezione Video
8 agosto 2013

Due giornate vissute a contatto con i nomadi della Mongolia, nella semplicità e della delicatezza di un documentario realizzato da Duccio Pugliese, della redazione di mongolia.it, in una vallata dei territori centrali. Due giornate vissute fianco a fianco con Tuya e la sua famiglia di nomadi che testimoniano la durezza e la serenità della vita della steppe. "La Mongolia dei pastori" è uno dei filmati, caricati da youtube, inseriti nella sezione VIDEO che sarà sempre più arricchita grazie anche alle vostre segnalazioni. L'invito è rivolto anche a tutti quelli che hanno visitato la Mongolia e vogliono condividere immagini ed emozioni. Lo potete fare inviando testi, immagini e filmati a info@mongolia.it.

Magione incontra la Mongolia Dall'11 al 13 agosto 3 grandi film
6 agosto 2013

Una splendida locandina retrò invita dal 10 al 18 agosto al 1° festival del cinema di Magione, dedicato interamente alla Mongolia. L'appuntamento è nella piazzetta della Fratellanza a Casalta nello splendido paese umbro, legato alla spedizione medievale del frate Giovanni da Pian del Carpine (l'antico nome di Magione) che per primo affrontò un viaggio nell'Impero mongolo realizzando la straordinaria testimonianza dell'Historia Mongalorum. La prima proiezione è in programma domenica 11 agosto con "Il pullman del Levante da Magione a Ulaanbaatar (a cura di Fausto Carloni, volontario Alia) e con lo struggente film "La storia del cammello che piange" diretto dalla regista mongola Byambasuren Davaa e dall'italiano Luigi Falorni. Il 12 agosto seguirà il kolossal di produzione russa "Mongol" di Sergej Bodrov, dedicato alla vita e alle imprese di Gengis Khan. Il 13 agosto "Il matrimonio di Tuya" di Wan Quanan, spaccato tenero e drammatico della vita nomade mongola. Le proiezioni inizieranno alle 21.30. Approfondimenti sulle pellicole nella relativa sezione film

Via libera al potenziamento delle miniere nel deserto del Gobi
3 agosto 2013

La miniera di Oyu Tolgoi, nel deserto mongolo del Gobi, può continuare a estrarre oro e rame senza bisogno di attendere il nulla osta del Governo della Mongolia. Lo ha detto il Premier Altankhuyag che ha di fatto sbloccato i lavori nella miniera più grande e più ricca del pianeta, destinata a mutare i destini della Mongolia, nel bene e nel male. La Rio Tinto, che detiene il 66% delle azioni minerarie mongole ha pronto un nuovo finanziamento record di 4mila milioni di dollari per potenziare l'estrazione. La produzione incrementerà a 425.000 tonnellate di rame e 460 mila once di oro all'anno. Il Presidente della Repubblica Elbegdorj, rieletto di recente, ha comunque assicurato alla popolazione mongola che gli straordinari benefici economici di questa attività si riverseranno sull'intera popolazione. In attesa di conferme concrete resta la certezza di un impatto socio-ambientale fortissimo che sta già avendo risvolti drammatici sull'ecosistema della Mongolia meridionale.

Prima medaglia d'oro della Mongolia ai World Games in Colombia
30 luglio 2013

Prima medaglia d'oro per la Mongolia nei Worlds Games, in svolgimento a Cali, in Colombia. L'ha conquistata il 29enne Naranbat Gankhuyag (nella foto) nei pesi massimi del sumo, battendo in finale il russo Vassili Margiev. Un altro lottatore mongolo, Gantugs Rentsendorj (29 anni), ha centrato il bronzo nei pesi leggeri. La competizione, che comprende le disciplini non inserite nei Giochi olimpici, è giunta a metà del suo percorso: al comando nel medagliere l'Italia con 33 medaglie di cui 10 d'oro. La Mongolia è al 20° posto.

Riuscita la missione economica a Ulaanbaatar per Cna, Camera di Commercio e Consolato
14 luglio 2013

Lotta all’inquinamento e riqualificazione industriale, ma anche scambi nel settore tessile. Sono questi i fronti su cui la Mongolia chiede aiuto alle imprese italiane. E’ quanto è emerso nel corso della missione appena conclusa ad Ulaanbaatar, organizzata dalla Cna (settore internalizzazione), dalla Camera di Commercio Italo–Mongola, dal Console onorario per la Mongolia in Toscana, il pratese Piero Bardazzi (nella foto insieme all'Ambasciatore), e che ha visto la partecipazione della Provincia di Prato.
Alla delegazione hanno preso parte anche Luca Rinfreschi, presidente nazionale di Cna Federmoda e il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri. Si è voluto così dar seguito a un lavoro di studio sulla Mongolia che Cna aveva iniziato proprio a Prato nell’aprile scorso. Gestri e Bardazzi hanno inoltre consolidato relazioni con rappresentanti dell’amministrazione della città di Ulaanbaatar a cominciare dal sindaco Bat-uul per contribuire a costruire un ponte tra due realtà di estrema importanza per la filiera tessile. Il presidente della Provincia e il console hanno incontrato anche il vice ministro e il direttore del ministero della Cultura, Sport e Turismo parlando di scambi turistici e culturali, e affrontando temi di materia scientifica e tecnologica.
Luca Rinfreschi ha condiviso diversi incontri nell’ambito della filiera moda incontrando operatori del cashmere, dell’abbigliamento, delle pelli e della pelletteria definendo ipotesi di collaborazione sul fronte della formazione e dell’approvvigionamento di materie prime. Per quanto riguarda il comparto costruzioni le relazioni instaurate hanno cercato di approfondire le condizioni per poter partecipare agli importanti lavori che si prevedono a fronte di ingenti investimenti pubblici nei prossimi anni. (fonte notiziediprato.it)

GENGIS KHAN E' VIVO BUON NAADAM, MONGOLIA!
11 luglio 2013

Per tre giorni, da giovedì 11 a sabato 13 luglio, la Mongolia si ferma per celebrare la festa nazionale del Naadam. Dal 1921 questa celebrazione, legata alle imprese di Gengis Khan, fondatore dell'Impero mongolo che divenne il più grande della storia, assume anche un significato simbolico di liberazione dai cinesi. Sotto il dominio stalinista ogni riferimento a Gengis Khan era rigidamente proibito: solo nel luglio 1990, scrollato di dosso anche il peso sovietico, si rivedono le icone del grande condottiero. Al di là delle tre discipline (lotta, tiro con l'arco e corsa dei cavalli) il fascino dell'evento si avverte nell’atmosfera che si carica di passione e di tensione nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti l’evento: Ulaanbaatar viene lentamente circondata dalle gher dei nomadi provenienti da tutto il Paese, dopo giorni e giorni a cavallo. Il vero spettacolo, per chi vuole cercarlo, è alla periferia della capitale, trasformata per qualche giorno in un enorme accampamento. Nelle strade di Ub, tra mongoli vestiti con i costumi tradizionali e i turisti sempre più numerosi, si vedono sfilare nomadi che, in groppa ai loro cavalli, hanno finalmente la possibilità di visitare la “grande città”.  La celebrazione vera e propria ha inizio nella piazza principale di Ulaanbaatar dove l’esercito schierato fa da cornice ai discorsi delle autorità e del presidente della Repubblica, il confermato Elbegdorj. Il pubblico e gli atleti si trasferiscono allo stadio principale dove comincia una lunga e principesca sfilata che rievoca le gesta di Gengis Khan. Si comincia con la lotta, davanti a decine di migliaia di spettatori composti: cinquecento molossi, agghindati con una giacca (zodog) che copre solo spalle e braccia, attillati pantaloncini in seta (shudag) e ai piedi i tradizionali stivali di cuoio (gutal), si sfidano in rapidi match a eliminazione diretta. Vince chi costringe l’avversario a toccare terra almeno con un ginocchio. Il trionfatore volteggia come uno sparviero sopra il rivale appena battuto. L’ultimo a resistere, dopo tre giorni di lotte trasmesse anche in diretta tv, è il vincitore del Naadam, l’uomo più forte della Mongolia. Chi si aggiudica almeno due titoli nazionali viene acclamato come Titano. Nella storia del Naadam si contano dieci Titani. La seconda prova è quella del tiro con l’arco, a cui prendono parte anche giovanissimi e anziani, tutti bardati secondo l’antica tradizione guerriera. I concorrenti devono centrare dei barattoli posti a 50 o 75 metri a seconda della categoria mentre i compagni di clan li sostengono con canti ossessivi di incoraggiamento. Infine, la corsa dei cavalli che si svolge su una piana stepposa in un’area verso l’aeroporto. Protagonisti sono i bambini, da 5 a 12 anni, che lanciano i cavalli in una sfiancante gara di 15 e 30 chilometri (foto di Federico Pistone)

VIA AL SECONDO MANDATO DI ELBEGDORJ IL PRESIDENTE DELLE MINIERE D'ORO
6 luglio 2013

L'intera Mongolia festeggia le celebrazioni del Naadam, mezza Mongolia festeggia la rielezione del Presidente della Repubblica Elbegdorj, che il 4 luglio ha avviato il suo secondo mandato. Radio24 ha dedicato all'evento il programma "Nessun luogo è lontano", condotto da Giampaolo Musumeci. Ospite della trasmissione il giornalista Federico Pistone, che ha raccontato il momento cruciale della trasmissione. Per riascoltare l'intera puntata clicca qui. "Il potere di Elbegdorj - ha ricordato il giornalista del Corriere - coincide con la vera svolta epocale della Mongolia: la scoperta e lo sfruttamento delle miniere del Gobi, che hanno attirato su questo territorio così affascinante e feroce l'attenzione degli investitori di tutto il mondo. Elbegdorj inizialmente ha srotolato tappeti rossi per le multinazionali che hanno portato cifre colossali per questo Paese ancora così vergine, ma le proteste reiterate della popolazione, soprattutto dei nomadi, gli hanno fatto cambiare rotta, soprattutto in vista delle elezioni del 26 giugno scorso e del rischio di essere spodestato: da una politica di apertura e quasi di servilismo è passato a quello che qui definiscono nazionalismo minerario, definensosi letteralmente "nè ostile nè amico delle multinazionali", sollevando subito forti critiche da parte dei partner europei, americani e asiatici che forse pensavano di poter disporre della Mongolia e delle sue ricchezze in modo più facile. Un altro obiettivo di Elbegdorj - ha concluso Pistone - è quello di riuscire ad affrancarsi dal peso, non solo geografico, della Russia e della Cina, che storicamente hanno condizionato, tragicamente, la vita dei Mongoli e ha usato una frase che è diventata un po' un suo slogan: "A differenza dei nostri grandi vicini, la Mongolia è aperta al mondo". Tsakhia Elbegdorj, 50 anni, è un personaggio amato e odiato dai Mongoli. La sua è una storia davvero singolare: per certi aspetti ambigua. Potrebbe essere definito nello stesso tempo liberale, ma anche rivoluzionario, conservatore, ma aperto al mondo. E' indubiamente un personaggio camaleontico, sicuramente astuto nell'adeguarsi alle diverse situazioni. Ha cominciato da giornalista, e ha aperto il primo giornale indipendente in Mongolia. Negli anni 80 si è formato nell'attuale Ucraina, allora Uniove Sovietica, e poi negli Stati Uniti, ad Harvard, un privilegio che pochissimi asiatici e probabilmente nessun mongolo aveva avuto. Nel 1990 era in prima linea nel passaggio fra il regime sovietico e il nuovo corso democratico, anche se i Mongoli hanno continuato a premiare per molti anni il vecchio Partito Rivoluzionario, legato a Mosca. Poi, leader del Partito Democratico di opposizione, è riuscito a portare valori nuovi, di impronta socialista e liberale, diventando per due volte primo ministro e, nel 2009, Presidente della Repubblica, approfittando di scandali che avevano colpito il governo del partito rivoluzionario del popolo.  Un anno prima, nel luglio 2008, Elbegdorj aveva guidato personalmente un criticatissimo e feroce assalto al Parlamento (ci furono 5 morti), per protestare contro privilegi e corruzione del governo. L'anno scorso riuscì perfino a mandare in galera il suo predecessore, Nambaryn Enkhbayar del Partito Rivoluzionario, con l'accusa di evasione fiscale e corruzione. Elbegdorj è anche lo statista che è riuscito, con grande impegno, ad abolire la pena di morte in Mongolia, premiato da Emma Bonino e dall'associazione Nessuno tocchi caino con il riconoscimento "Abolizionista dell'anno" e ha sempre cercato una via diplomatica, a volte perfino eccessiva (che è anche una contraddizione): nella sua agenda fittissima si affollano incontri con i leader europei, americani, ma anche di Cina, Russia e Giappone; nel contempo Elbegdorj garantisce appoggio e solidarietà a regimi più scomodi come quello dell'Iran e della Corea del Nord, facendo diventare la Mongolia un riferimento per la stabilità internazionale.
I dati definitivi delle elezioni presidenziali sono i seguenti:
Elbegdorj (Partito Democratico): 50,23%
Bat-Erdene (Partto Popolare) 41,5%
Udval (Partito Rivoluzionario) 6,5%
Nella foto, i festeggiamenti per la rielezione di Elbegdorj nella piazza Sukhbaatar, di fronte alla statua di Gengis Khan che troneggia davanti al Parlamento.

LA MONGOLIA SI PREPARA AL NAADAM TRE GIORNI NEL SEGNO DI GENGIS KHAN
30 giugno 2013

Da giovedì 11 a sabato 13 luglio la Mongolia vivrà la sua festa più importante, il Naadam. Questa parola letteralmente significa “giochi” ma la denominazione completa è Eriin Gurvan Naadam, “i tre giochi degli uomini”: si confrontano lottatori, cavalieri e arcieri in una giostra senza tempo. I mongoli si battono in queste tre specialità da oltre tremila anni ma da otto secoli il Naadam è la rievocazione delle gesta di Gengis Khan, orgoglio inossidabile di questo Paese, prima padrone di due continenti e poi vittima di invasioni e umiliazioni. Ancora oggi è l’occasione per fare festa e riscoprire l’unità nazionale, anche se i turisti stanno togliendo sempre più spazio ai titolari delle celebrazioni. Negli ultimi anni i mongoli si stanno abituando a vedere frotte di stranieri accalcarsi con le macchine fotografiche per vivere e immortalare qualcosa che probabilmente non capiranno mai fino in fondo. Ecco le tre gare del Naadam.
La lotta. Oltre cinquecento colossi si sfidano a eliminazione diretta in rapidissimi scontri più tattici che violenti. Il vincitore volteggia come uno sparviero sopra il rivale battuto. Non è segno di umiliazione, solo la composta esultanza per avere dimostrato la superiorità fisica in un duello leale. Non ci sono categorie: i pesi "massimi" sfidano quelli "leggeri" e non sempre hanno la meglio. Vince chi fa toccare terra all'avversario almeno con un ginocchio. I lottatori indossano i tradizionali stivali di cuoio (gutal), una giacca che copre solo spalle e braccia (Zodog) e dei pantaloncini di seta molto attillati (shudag). Chi vince cinque incontri conquista il titolo di Falcone, poi quello di Elefante e di Leone (nove vittorie). Chi si aggiudica almeno due titoli nazionali viene acclamato come Titano. Attualmente esistono 10 Titani, 34 Leoni, 56 Elefanti e un centinaio di Falconi.
Il tiro con l'arco. I concorrenti devono centrare dei barattoli posti a circa 75 metri (per i più giovani le distanze si accorciano a circa 50 metri), accompagnati dai canti ossessivi dei sostenitori. La tradizione vuole che Djuci-Qasar, uno dei fratelli minori di Gengis Khan, lanciò una freccia a 500 metri di distanza a dimostrazione della leggendaria abilità dei Mongoli, straordinari guerrieri e cacciatori. La gara si svolge nel totale silenzio ed è praticamente impossibile capire lo svolgimento della competizione, chi ha vinto e chi ha perso. Ma il fascino resta immutato. L'arco è realizzato in legno di larice, le frecce sono in salice.
La corsa dei cavalli. Per la gente mongola l'essere investiti dalla polvere è segno di fortuna così le migliaia di spettatori assiepati lungo il percorso si lasciano avvolgere dalla cortina di terra sollevata dai destrieri lanciati al galoppo. I cavalieri sono come angeli senza sesso né età (dai sei anni in su). I premi vanno ai primi cinque primi classificati ma i veri festeggiati sono i cavalli che, al traguardo, vengono aspersi di liquore e ribattezzati "i cinque dell'airag" (il latte di giumenta fermentato). Diventeranno l'ispirazione per poesie e canti appassionati.
Nella foto, uno dei protagonisti del Naadam (foto Federico Pistone)

Parte il decimo Mongol Rally: avventura, coraggio e solidarietà
30 giugno 2013

Mille partecipanti, oltre trecento equipaggi da tutto il mondo, moltissimi anche dall'Italia, stanno definendo gli ultimi dettagli prima di avventurarsi nel Mongol Rally, una delle manifestazioni più spettacolari, divertenti, difficile e benefiche legate alle quattro ruote. Il Mongol Rally nasce nel 2001 grazie a due ragazzi inglesi che volevano mettere alla prova la loro vecchia Fiat 126 e partirono per il luogo più remoto e suggestivo, la Mongolia. Problemi tecnici e burocratici impedirono ai due pionieri di portare a termine la spedizione ma l'entusiasmo fu tale che decisero di riprovare e nel 2004 nacque il Mongol Rally, definito confidenzialmente all'inizio "La corsa dei catorci": sui 6 team partiti da Londra, 4 arrivarono alla meta di Ulaanbaatar. Poi la manifestazione ha preso piede ed entusiasmato centinaia di persone di tutto il mondo fino all'edizione di quest'anno, la decima. Le regole sono "minimaliste": la vettura deve essere un’utilitaria con un motore non più grande di 1.200 cc e immatricolata non prima del 2004. Sarà poi battuta all’asta una volta a destinazione e il ricavato devoluto in beneficenza. Non esistono tappe prestabilite così come non sarà disponibile nessuna assistenza lungo il percorso. E’ vietato l’uso di strumenti Gps e vetture 4x4. Inoltre ciascun team si impegna a raccogliere un minimo di 1.000 sterline da devolvere in beneficenza. Almeno il 50% di questa somma va alla Coolearth, che si occupa di tutela e protezione delle foreste pluviali e delle popolazioni che vivono in questo habitat. Il resto dellasomma può essere destinato ad associazioni scelte dalla squadra. Il Mongol Rally è organizzato dalla League of Adventurists International Ltd, di cui fanno parte i due ragazzi inglesi che intrapresero la prima traversata nel 2001. Uno dei molti team italiani è il Rougher Dan Khan, composto da tre ragazzi romani (nella foto, vedi anche il loro annuncio nel FORUM), che partiranno il 13 luglio alla volta della Mongolia con la loro Renault Clio. “Siamo tre amici, tre ciclisti, tre curiosi – dichiarano Lorenzo, Emanuele e Giuseppe - con l’ambizione comune di dimostrare che è possibile girare il mondo da viaggiatori e non da semplici turisti, con il valore aggiunto di fare beneficenza per cause in cui crediamo fermamente. Il Mongol Rally rappresenta ai nostri occhi una preziosa opportunità per andare alla scoperta di un angolo di mondo altrimenti tagliato fuori dai più battuti circuiti del turismo di massa, occasione preziosa per confrontarci con popolazioni e luoghi che, a causa dell’esponenziale e spesso poco equilibrato sviluppo di queste aree, stanno rapidamente perdendo identità, valori e ricchezze culturali.”

Radio 24 dedica una trasmissione al momento cruciale della Mongolia
28 giugno 2013

La rielezione di Elbegdorj, il nuovo ruolo guida dell'economia asiatica e internazionale dopo lo sfruttamento delle miniere più ricche del pianeta, l'incertezza del futuro di una società finora basata sulla pastorizia e sul nomadismo. La situazione cruciale della Mongolia sarà il tema della trasmissione "Nessun luogo è lontano" in onda su Radio24 sabato 29 giugno alle ore 19.15. Il programma è condotto da Giampaolo Musumeci, ospite sarà Federico Pistone, giornalista del Corriere della Sera, autore della guida Polaris "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" e responsabile di www.mongolia.it. Per accedere alla pagina del programma clicca qui

A ULAANBAATAR MIGLIAIA DI PERSONE FESTEGGIANO LA VITTORIA DI ELBEGDORJ
27 giugno 2013

E' in corso a Ulaanbaatar la "riconta" delle schede per le elezioni presidenziali di ieri, 26 giugno, svoltesi senza incidenti su tutto il vastissimo territorio mongolo. Hanno votato, pur nella difficoltà di raggiungere i seggi spesso sperduti nelle steppe o nel deserto, 1.239.784 cittadini, pari al 66,49% degli aventi diritto. Il Presidente in carica Elbegdorj (si pronuncia Elbegdorgi, del Partito Democratico) ha ottenuto il 50,23% e, se confermato il risultato, sarebbe rieletto al primo turno. Bat-Erdene, leggendario lottatore e rappresentante del Partito Popolare Mongolo, ha raggiunto il 41,97% dei consensi, mentre la Udval (Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo), prima candidata donna alla Presidenza, si è fermata al 6,5%. Nella piazza Sukhbaatar, centro di Ulaanbaatar, migliaia di sostenitori di Elbegdorj stanno festeggiando la riconferma del leader democratico che conferma i programmi portati avanti nella prima legislatura: lotta alla corruzione e alla burocrazia, ma soprattutto maggiore controllo sullo sfruttamento delle multinazionali delle immani risorse minerarie del Gobi e una più equa ridistribuzione delle ricchezze alla popolazione mongola. Il Paese sta vivendo un momento di crescita economica impressionante, la più alta al mondo, grazie allo sfruttamento dei giacimenti di oro, rame e carbone: nel 2011 il tasso di crescita è stato del 17,5%, nel 2012 di un ulteriore 12,3%, tanto da far ribattezzare la Mongolia "l'emirato delle steppe". La compagnia anglo australiana Rio Tinto e la canadese Turquoise Hill hanno investito oltre 6 miliardi di dollari con la previsione di estrarre 450mila tonnellate di rame e 330mila once d'oro all'anno, trasformando le miniere di Oyu Tolgoi nel Gobi nelle più ricche del pianeta, con tutti i vantaggi ma anche gli svantaggi (soprattutto di ordine ambientale e sociale) che porteranno al Paese. Elbegdorj, 50 anni, ha promesso un maggiore controllo del Governo mongolo in questo sfruttamento, sull'onda della protesta popolare. Le dichiarazioni di "nazionalismo minerario" avanzate dal Presidente hanno già generato reazioni stizzite da parte degli investitori stranieri ma sono state invece apprezzate dalla popolazione mongolo e anche dai partiti dell'opposizione che da sempre si battono per un'attenzione più rigorosa sull'attività mineraria. Elbegdorj si è detto "nè ostile nè amico delle multinazionali" e ha perfino sollevato pubblicamente dei dubbi sugli effettivi vantaggi della presenza straniera nel deserto del Gobi. Durante il suo primo mandato, dal 2009, Elbegdorj ha cercato sempre un'apertura molto forte nei confronti di Paesi europei, del Giappone e degli Stati Uniti ma anche mantenuto buoni rapporti con Paesi considerati ostili come Iran e Corea del Nord, diventando anche punto di riferimento diplomatico sulle minacce nucleari di Pyongyang. Inoltre ha cercato di raffreddare le relazioni con i due colossi che schiacchiano geograficamente, e non solo, la Mongolia, cioè Russia e Cina. Lo stesso Elbegdorj ha affermato: "A differenza dei nostri vicini, la Mongolia è aperta al mondo".

ELBEGDORJ CONFERMATO PRESIDENTE DELLA MONGOLIA
27 giugno 2013

Tsakhiagiin Elbegdorj è confermato Presidente della Repubblica di Mongolia. Anche se i risultati devono essere ancora ufficializzati, il Capo dello Stato uscente, rappresentante del Partito Democratico, ha già il nuovo mandato in tasca, avendo ottenuto oltre il 50% dei suffragi, contro il 42% di Badmaanyambuugiin Bat-Erdene (Partito Popolare Mongolo) e il 6,5% della candidata Natsag Udval (Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo), attuale Ministro per la Salute. Si attendono ora i risultati definitivi e la percentuale di affluenza alle urne. Elbegdorj, giornalista di ispirazione liberale formatosi negli Stati Uniti e in Ucraina, grande ammiratore dell'Italia e tifosissimo dell'Inter, resterà in carica per altri 4 anni. In Mongolia il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dal popolo, ha diritto di veto sulle leggi votate in Parlamento (Grande Hural), ha potere quasi assoluto sulle decisioni in politica estera, ma può anche essere costretto a dimettersi se il suo partito lo decidesse.

PRESIDENZIALI: LE PRIME PROIEZIONI DANNO ELBEGDORJ IN VANTAGGIO
26 giugno 2013

Tsakhia Elbegdorj è vicino alla rielezione a Presidente della Repubblica di Mongolia. Si sono chiuse le urne e secondo le prime proiezioni il rappresentante del Partito Democratico sarebbe in chiaro vantaggio sui due antagonisti. Elbegdorj è in carica dl 2009 e sarebbe confermato alla guida del Paese. Per avere i risultati definitivi occorre attendere fino a venerdì, per la complessità dello spoglio con urne sparse su un territorio estremamente esteso e arduo da percorrere. Mongolia.it fornirà informazioni di prima mano in tempo reale sull'esito di queste importantissime presidenziali.

LA MONGOLIA VOTA PER IL PRESIDENTE TRE CANDIDATI PER CAMBIARE LA STORIA
26 giungo 2013

C'è grandissima attesa per l'esito delle elezioni presidenziali in Mongolia, seguite a livello internazionale per la loro importanza strategica negli equilibri del continente asiatico e soprattutto in funzione della politica di sfruttamente delle immense risorse minerarie nei giacimenti del Gobi. Tre sono i candidati alla carica di Presidente della Repubblica, eletto dal popolo, e che avrà una quasi totale autonomia sulle scelte in politica estera.
Tsakhiagiin Elbegdorj (Partito Democratico): è il presidente attualmente in carica (dal 2009), gode dei favori del pronostico per la riconferma. Giornalista di estrazione liberale, con formazione negli Stati Uniti. Ha avviato saldi rapporti con l'Occidente, pur mantenendo rapporti diplomatici con Paesi come Iran, Cina e Corea del Nord.
Badmaanyambuugiin Bat-Erdene (Partito Popolare Mongolo, nella foto): considerato l'uomo più forte e popolare della Mongolia, lottatore imbattibile al Naadam, vuole privilegiare i rapporti con i potenti vicini Russia e Cina, a scapito delle politiche occidentaliste di Elbegdorj. La sua battaglia: lotta alla corruzione e licenze legate all'attività estrattiva del Gobi sotto il controllo dello Stato.
Natsag Udval (Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo): attuale Ministro per la Salute, è la prima donna che si candida per la carica di Presidente della Mongolia. Seguace dell'ex presidente Enkhbajar, arrestato per presunta corruzione mai provata, basa la propria politica sulla tradizione della sinistra ortodossa, con posizione nazionalista e anticinese, e con particolare ammirazione per il Dalai Lama.

Tutto pronto per le elezioni presidenziali Limes: "La Mongolia a una svolta"
22 giugno 2013

Tutto è pronto (e tranquillo) a Ulaanbaatar per le elezioni presidenziali del 26 giugno prossimo. Aggiungiamo alle nostre considerazioni quelle di Alex Fraquelli che ha affidato il suo report a Limes, rivista italiana di geopolitica. "Quel lembo di poco più di un milione e mezzo di metri quadrati lasciato a ricordo di un’era di conquiste è di nuovo a un bivio. In Mongolia, anche se le elezioni presidenziali del 26 giugno potrebbero non determinare cambiamenti sostanziali sul fronte interno, sarà interessante valutare quali sviluppi la scelta del quinto presidente della giovane democrazia potrà avere sulla scena politica internazionale. Sulla carta, molta. Il presidente uscente Tsakhiagiin Elbegdorj (Partito democratico, nella foto), Badmaanyambuugiin Bat-Erdene (Partito popolare mongolo) e Natsag Udval (Partito popolare rivoluzionario mongolo) sono i candidati a una presidenza che nella sua storia ventennale ha visto i maggiori partiti alternarsi al vertice delle istituzioni senza determinare sostanziali cambiamenti di rotta in politica estera. Se da un lato, infatti, la transizione a un regime stabilmente democratico è passata attraverso gli scandali legati alla concessione delle licenze minerarie alle multinazionali nel sud del paese, dall’altro il processo di democratizzazione è proseguito spedito verso il raggiungimento di uno status di eccellenza che costituisce un modello per l’intera regione. Vent’anni dopo le prime elezioni presidenziali, la Mongolia è un crocevia d’interessi, soprattutto legati allo sfruttamento delle proprie risorse minerarie, che le sono valsi il titolo di “economia col più alto tasso di crescita al mondo” ma che hanno pure acuito gli squilibri sociali esistenti già negli anni del regime autoritario filosovietico guidato dall’ancora esistente Partito popolare mongolo". Per leggere l'intero articolo clicca qui, o vai alla nostra sezione ARTICOLI.

La Corea del Nord aiuta la Mongolia a ridurre la dipendenza dalla Russia
19 giugno 2013

"La Corea del Nord aiuta la Mongolia a ridurre la dipendenza dalla Russia". E' quanto sostiene il sito "La Voce della Russia" che precisa: "La compagnia mongola HBOil ha acquistato il 20% delle azioni dello stabilimento petrolchimico nordcoreano Sungri per ridurre la dipendenza energetica della Mongolia dalla Russia e dalla Cina. Nel quadro dell'accordo la HBOil fornirà petrolio allo stabilimento Sungri che ha la capacità di lavorazione di 2 milioni di tonnellate all'anno e l'accesso al sistema ferroviario russo. Dopo la lavorazione di petrolio i prodotti saranno trasportati nuovamente in Mongolia. I volumi dell'estrazione del petrolio in Mongolia sono aumentati del 42 % fino a 3,64 milioni di barili entro l'anno. Praticamente tutto il petrolio estratto in Mongolia è esportato a causa della mancanza di propri stabilimenti petrolchimici". Le relazioni fra Mongolia e Corea del Nord, nonostante i rischi diplomatici legati alle minacce nucleari di Pyongyang, sono sempre rimaste molto solide, tanto che Ulaanbaatar è considerata un riferimento fondamentale di mediazione internazionale.

Nasce in Puglia una Spa ispirata alle gher mongole
18 giugno 2013

La prima Spa di ispirazione mongola sarà inaugurata in Puglia, a Selva di Fasano. Si tratta di una delle creazioni di Marilena Gulletta, l’artista designer che da anni ha importato nella sua terra la cultura dei nomadi della Mongolia. L’opera, realizzata dall’artista pugliese in collaborazione con i veri artigiani mongoli (nella foto) è giunta in Puglia a seguito di una delle tante sue spedizioni ed è stata battezzata “Conibianchi” ispirandosi al matrimonio ideale tra Trullo e Gher,  due architetture sotto tutela Unesco che non nascondono tratti comuni, a partire dalla pianta circolare e dalle cupole cuneiformi. L’abitazione, 35 mq per 600 kg, riproduce fedelmente abitudini e stili di vita semplici e sostenibili. La Gher trasporta con sé la magia di un tempio, per questo gli ospiti saranno immersi in atmosfere rarefatte che riparano dal rumore quotidiano. "La Gher è una soluzione per vivere meglio il quotidiano – spiega Serena Macrì, presidente dell’Associazione del Benessere Yurta - per questo pensiamo di farne un luogo originale nel quale ospitare corsi e seminari, corsi di cucina naturale e degustazioni, piccoli meeting, corsi residenziali di discipline olistiche e tecniche di rilassamento. Si tratta di un ambiente del tutto particolare nel quale il silenzio, il colore, gli arredi e la luce conciliano la didattica e l’attenzione. Si distingue dalle altre perché il tema della gher mongola è riletto con un disegno originale di Marilena Gulletta che si è ispirata alla civiltà dei trulli". Nella gher “contaminata” della Selva, nulla è casuale, ogni cosa ha un significato, una simbologia e si presta a un rituale specifico. La struttura è costituita da una intelaiatura circolare in legno che fa da perimetro e da punto di appoggio per i pali di sostegno. In alto una corona con un lucernario, a forma di ruota di carro, una vera e propria finestra sul cielo. La tecnica di costruzione fa sì che la gher, pur essendo una tenda, si mantenga ben salda ed eretta senza ancoraggi al terreno, anche in caso di forte vento. Per mettersi in contatto con l'artista Marilena Gulletta scrivere a: spazionomade2010@gmail.com

Missione delle imprese italiane a Ulaanbaatar dal 17 al 19 giugno
13 giugno 2013

Nuova missione commerciale dal 17 al 19 giugno a Ulaanbaatar organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Mongola e dalla CNA, in collaborazione con l’Ambasciata di Mongolia a Roma, l’Ambasciata Italiana per la Mongolia, il Consolato di Toscana per la Mongolia e la Camera di Commercio e Industria Nazionale Mongola e con la partecipazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Si parlerà soprattutto di infrastrutture, costruzioni, ambiente e tessile-abbigliamento. Durante le tre giornate, le imprese italiane e mongole parteciperanno a incontri per discutere opportunità di investimento, partnership, cooperazione e scambio di know-how; saranno inoltre organizzati seminari e forum tematici a cui parteciperanno alcuni rappresentanti delle istituzioni della Mongolia e delle più importanti realtà imprenditoriali italiane e mongole. "Un'occasione importante - ha assicurato Piero Bardacci (foto), console onorario - per consolidare la collaborazione, sempre più concreta e operativa, fra questi due Paesi che hanno forti interessi reciproci". Per Michele De Gasperis, Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola  "la Mongolia, simile all’Italia per dimensione delle proprie imprese, è il secondo Paese al mondo per tasso di crescita economica e una piattaforma ideale verso la Russia e l’Asia: una realtà tra le più interessanti nel panorama commerciale mondiale”. Antonio Franceschini della CNA aggiunge:  "Per l’Italia questo Paese può offrire opportunità di accesso al mercato in particolare per i settori della meccanica strumentale, delle energie rinnovabili, delle infrastrutture, del trasporto e dei servizi finanziari, e per la fornitura di materie prime”. La rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico che accompagnerà la missione ha ricordato che il Ministero attribuisce molta importanza al rafforzamento della cooperazione tra Italia e Mongolia, auspicando che gli incontri che si realizzeranno serviranno a rendere più operativi gli accordi finora raggiunti, attraverso interventi che saranno concordati con le controparti istituzionali e imprenditoriali mongole.
 

IL 26 GIUGNO ELEZIONI PRESIDENZIALI ECCO I TRE CANDIDATI IN LIZZA
11 giugno 2013

La Mongolia si prepara alle seste elezioni presidenziali della sua storia. L'appuntamento è per il 26 giugno e a Ulaanbaatar c'è molta attesa e partecipazione per questo evento, in un momento tanto cruciale per le sorti del Paese, legate all'intenso sfruttamento minerario in atto nel deserto del Gobi con tutte le profonde conseguenze, positive e negative che porterà. Sono 3 i candidati in lizza: l'attuale presidente Elbegdorj, leader del Partito Democratico (DP); Bat-Erdene del Partito Popolare della Mongolia (MPP), venerato nel Paese per i suoi eccezionali trascorsi sportivi di lottatore (ha vinto 10 volte il Naadam) e già parlamentare; terza candidata Udval (nella foto), attuale ministro della Sanità e rappresentante dello storico Partito Rivoluzionario Popolare della Mongolia (MPRP). Seguiremo passo passo l'avvicinamento alle consultazioni, di cui forniremo tempestivamente i risultati completi.

Giornata mondiale dell'ambiente in Mongolia Polaris "partecipa" con la guida in promozione
10 giugno 2013

La giornata mondiale dell'ambiente, svoltasi in Mongolia il 5 giugno, ha ispirato la casa editrice Polaris per un'iniziativa promozionale valida fino al 16 giugno. La guida "Mongolia - Il paradiso dei nomadi guerrieri", scritta da Federico Pistone e giunta alla terza edizione, viene venduta con uno sconto del 20%, cioé 24 euro anziché 30. Nella versione 2013 del volume, sono presenti diversi aggiornamenti, nuove immagini e contenuti. Tra questi, un racconto del grande scrittore mongolo Sanjiin Purev ("Tutto merito del Maresciallo Choibalsan"), tradotto in esclusiva da Paolo Sartori e Otgonchimed Undrakh; un'emozionante escursione sui monti Altai ("Un quattromila alla portata di tutti" di Veronica Riva), l'intervista al re del cashmere Brunello Cucinelli ("Il valore dell'eternità") e alla console onoraria Gantuya. Inoltre la nuova Ambasciata aperta a Roma ha voluto salutare i lettori con una bella introduzione. Queste le parole conclusive dell'ambasciatore: "Sono certo che questa guida servirà a cementare un ponte di approfondimento  e di conoscenza fra il popolo  della Mongolia e quello dell'Italia, contribuirà alla conoscenza della realtà mongola, provvedendo a offrire un'informazione puntuale e sfaccettata del mio Paese". Clicca qui per accedere alla pagina della casa editrice Polaris

 

 

La Camera di Commercio: "Grillo offende la Mongolia"
9 giugno 2013

Fanno discutere le affermazioni di Beppe Grillo che ha dichiarato, con evidente spirito ironico ma con imperdonabile superficialità: “Se riuscite voi a Frosinone allora ci riescono anche in Mongolia”. Una caduta di gusto soprattutto per chi conosce, apprezza e sostiene la straordinaria e antica cultura del popolo mongolo, impegnato tra l'altro in un momento di crescita e di cambiamento cruciali della sua storia. Sull'argomento si è pronunciata anche la Camera di Commercio Italo Mongola che ha precisato: "Con riferimento alle parole del signor Beppe Grillo divulgate attraverso un video apparso su YouTube nei giorni scorsi e riportate da diversi organi di stampa, tra cui Il Messaggero del 29 maggio, in cui afferma: , la Camera di Commercio Italo-Mongola tiene a riportare alcune precisazioni. La Mongolia attualmente è uno dei Paesi col tasso di crescita economica più alto al mondo (+17% nel 2011 e +13% nel 2012, il secondo più alto del pianeta). In seguito alla scoperta di enormi quantità di risorse naturali nel proprio sottosuolo, la Mongolia è oggi tra i Paesi con cui le maggiori potenze a livello mondiale ambiscono ad avere rapporti commerciali ed economici sempre più intensi e di rilievo. I più famosi giornali stranieri di economia e finanza, a cui il sig. Grillo e il Movimento Cinque Stelle attribuiscono una maggiore credibilità rispetto alle testate italiane, hanno più volte definito la Mongolia come “il Kuwait dell’Asia” e la sua posizione geografica, tra Cina e Russia, rappresenta per molti Paesi esteri un hub ideale per l’export verso due delle realtà economiche più importanti al mondo. Utilizzare la Mongolia come termine di paragone per offendere il territorio ciociaro additandolo come un Paese arretrato è quindi un esercizio errato in termini economico-commerciali, che lede l’immagine di un Paese che con impegno sta riuscendo di anno in anno a innalzare sempre più gli standard di vita della propria popolazione e che pregiudica la reputazione delle imprese italiane, tra cui anche quelle del frusinate, impegnate in rapporti commerciali con questa particolare area geografica. In questo periodo di forte instabilità interna in ambito economico e politico, per l’Italia diventa fondamentale cercare nuovi sbocchi verso i mercati esteri. Noi tutti conosciamo, e certamente anche il sig. Grillo, l’importanza del Made in Italy e il valore universalmente riconosciutogli in ogni parte del mondo in cui nostri prodotti e servizi vengono esportati. La Camera di Commercio Italo-Mongola è impegnata ogni giorno assieme alle imprese che operano all’estero nel tessere e sviluppare rapporti economici, commerciali e culturali sempre più proficui per l’Italia. Oggi più che mai, quindi, ed essendo il sig. Grillo il rappresentante di un movimento recentemente entrato tra le fila del Parlamento italiano, dovrebbe essere forte e sempre presente il senso di responsabilità nel rilasciare dichiarazioni di questo tenore, che rischiano di minare fortemente i rapporti diplomatici e commerciali finora estremamente cordiali con le rappresentanze istituzionali del Paese asiatico e compromettere i posti di lavoro di tanti italiani che quotidianamente operano con la Mongolia. Il Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola Michele De Gasperis ha voluto aggiungere: “Il sistema produttivo italiano si trova in una grande competizione internazionale, anche a livello di immagine, per acquisire le opportunità commerciali che la Mongolia può offrire ai Paesi esteri. Ci dispiace rilevare come oggi, in un periodo di forte incertezza economica, non solo dobbiamo faticosamente competere con gli altri Paesi, ma troviamo delle mine al nostro sistema produttivo proprio da quanti si dichiarano capaci di risolvere i nostri problemi economici. Posto che tendiamo ad escludere qualsiasi connotato riconducibile a una discriminazione razziale nelle sue dichiarazioni, siamo a disposizione del sig. Grillo per fargli meglio conoscere quanto la Mongolia sia importante per le attività commerciali e industriali italiane”. 

Gemellaggio economico e culturale tra regione Lazio e aimag di Töv
28 maggio 2013

Il Presidente del Consiglio Regionale della Regione Lazio Daniele Leodori ha incontrato l’Ambasciatore della Mongolia a Roma Mr. Shijeekhuu Odonbaatar (nella foto) presso la sede della Camera di Commercio Italo-Mongola. Tema dell’incontro è stato la cooperazione tra le due regioni centrali dei rispettivi Paesi che ospitano le capitali di Italia e Mongolia, il Lazio e l’aimag Töv, al fine di sviluppare gli scambi in ambito industriale, artigianale e culturale, la cooperazione tra le imprese dei due territori e incrementare il turismo. “Sono state poste le basi per la stipula di accordi commerciali di rilievo tra le due regioni che ospitano le capitali di Italia e Mongolia” ha detto Michele De Gasperis, Presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola che ha ospitato l’incontro, “tali accordi andranno oltre gli interessi specifici delle due regioni, coinvolgendo anche i sistemi economici nazionali dei rispettivi Paesi e aprendo ulteriori possibilità per lo sviluppo di nuovi livelli di cooperazione e partnership tra l’Italia e la Mongolia”. (fonte Associm)

La battaglia per l'oro di Gengis Khan Repubblica dedica 3 pagine alla Mongolia
23 maggio 2013

Il quotidiano La Repubblica dedica oggi tre pagine, con richiamo in prima, alla Mongolia e al suo sviluppo economico, legato alle grandi miniere di Oyu Tolgoi nel deserto del Gobi. Nel suo inquietante articolo (intitolato "Mongolia, la battaglia per l'oro di Gengis Khan") Giampaolo Visetti racconta: "La 'collina turchese' è una voragine nera che potrebbe accogliere una metropoli. Ruspe alte come palazzi non smettono di scavare da tre anni e mentre scendono diventano un tarlo lanciato verso il cuore della terra. Una polvere acre, secca gli ultimi arbusti e il fragore delle trivelle invade la pace perduta del deserto del Gobi. Ancora pochi giorni e dalla miniera di Oyu Tolgoi, a ottanta chilometri dal confine con la Cina, si muoveranno le prime colonne di tir cariche di rame. Per la Mongolia e per il resto del mondo si apre un'era nuova. Il Paese più povero e meno popolato dell'Asia centrale si traforma nel Qatar dell'Estremo Oriente...". Nell'immagine, la mappa degli scavi.

Bentornato Baatar! Gli Stati Uniti restituiscono il dinosauro trafugato
7 maggio 2013

I quotidiani di tutto il mondo, compresi quelli italiani, hanno dato risalto alla notizia della restituzione dello scheletro di dinosauro trafugato dalla Mongolia e poi messo all'asta negli Stati Uniti. Il baatar Tarbosaurus, un tirannosauro vissuto 80 milioni di anni fa in Asia Centrale, era stato ritrovato dieci anni fa nel deserto del Gobi e sequestrato l'anno scorso a New Yorkdove venne battuto all'asta per un milione di dollari. La legge mongola, promulgata nel 1924, prevede che i fossili sono proprietà nazionale e ne vietano l'esportazione. Nell'ottobre 2012 era stato arrestato
il 38enne di Gainesville, Florida, Eric Prokopi per furto e per contrabbando internazionale di dinosauri. "Siamo felici di aver costretto alla restituzione del reperto alla Mongolia", ha dichiarato il procuratore distrettuale di New York Preet Bharara. Bentornato Baatar!

Il racconto "Salik" di Pistone e Lissoni oggi disponibile come ebook a 2,49 euro
25 aprile 2013

Torna "Salik, il piccolo vento della steppa", il racconto per bambini ambientato in Mongolia, scritto da Federico Pistone e illustrato da Cristiano Lissoni. Oggi il libro, attraverso la piattaforma narcissus, è disponibile a 2,49 euro come ebook su Amazon Kindle Store, Ultima Books, La Feltrinelli, Libreria Rizzoli, Ebookizzati, DeaStore, Ebook e altri.
"Salik, il piccolo vento della steppa" è un delizioso racconto per bambini ambientato in Mongolia. Protagonista è un piccolo vento maldestro e dispettoso, Salik, che imparerà a crescere attraverso una serie di avventure e di insidie sullo sfondo di una terra magica. Salik stringe amicizia con Gigig, bambino curioso. Insieme al cavallo Morin e all'aquila Burg, condividono mille esperienze. Il rapporto si incrina per un malinteso durante la festa della luna bianca. Salik, per farsi perdonare, decide di rivelare all'amico il grande segreto dei venti e di mostrargli i dinosauri custoditi sotto le sabbie del Gobi. Ma Karaburan, la terribile tempesta del deserto, si risveglia pronta a dare loro una lezione. Interviene il papà di Salik, Kurdan, il vento più potente della steppa, che ingaggia con Karaburan un duello che fa tremare il mondo. Salik aiuterà Gigig a trasformare sua nonna Emee nell'albero più bello della steppa. Dopo settant'anni i due si incontrano di nuovo: l'amicizia non invecchia.
 

Il gruppo tradizionale mongolo Egschiglen l'11 maggio a Padova nelle SacreArmonie
24 aprile 2013

La Mongolia nello straordinario programma "SacreArmonie 2013" di Padova. Il gruppo Egschiglen proporrà musiche e danze mongole sabato 11 maggio al Palazzo della Ragione in piazza delle Erbe, con la collaborazione di Frame Evolution. Gli Egschiglen ("splendida armonia") sono 7 artisti che si sono uniti 22 anni fa a Ulaanbaatar e oggi rappresentano un punto di riferimento internazionale della musica mongola: tre voci, di cui una khoomy (canto di gola), due morin khuur (il tradizionale violino con il manico a forma di cavallo) e altri strumenti storici per uno spettacolo che unisce il passato remoto al presente, in una splendida suggestione si suoni e colori. Nel programma SacreArmonie anche Jan Garbarek, Richard Galliano, Elio delle Storie Tese e altri artisti. L'iniziativa è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con lo Spazio Gershwin. "Quest’anno più che mai il programma intreccia mondi e culture in un'apparente relazione di incontro/scontro - sottolinea il direttore artistico Maurizio Camardi - a partire dalla scelta dei palcoscenici degli spettacoli: cattedrali profane che ospiteranno traiettorie di rara spiritualità e luoghi del sacro che si presteranno a diventare veri e propri teatri».

Sbloccate le esportazioni di carbone Mongolia e Cina riprendono i rapporti
23 aprile 2013

Tornano più distesi i rapporti tra Mongolia e Cina dopo la decisione di Erdenes Tavan Tolgoi, il maggiore produttore mongolo di carbone, di riprendere le esportazioni verso Pechino dopo uno stallo di tre mesi. Lo ha dichiarato il premier mongolo, Norovyn Altankhuyag che ha così evitato l'irrigidimento diplomatico fra i due Paesi. Lo sblocco della trattativa è arrivato dopo il contatto tra il gruppo mongolo e il maggiore cliente cinese, la Chalco (China Aluminium Corporation). E' previsto in tempi brevi l'arrivo di 337mila tonnellate di carbone ferme al confine tra i due Paesi, seguite da un altro milione di tonnellate provenienti dai giacimenti di Tavan Tolgoi, nel deserto del Gobi. Nella foto, uno scorcio delle miniere gestite da Erdenes Tavan Tolgoi.

Una foto scattata in Mongolia da Palazzi vince l'Enviromental Photographer of the year
22 aprile 2013

Si intitola "Gone with the dust" (via con la polvere, immagine a sinistra) ed è la fotografia scattata da Michele Palazzi nel deserto del Gobi, in Mongolia, che ha vinto il premio Environmental Photographer of the Year 2013. Il concorso è indetto annualmente dal CIWEM, ente indipendente che si occupa di gestione sostenibile dell'acqua a livello internazionale, per "promuovere la consapevolezza dei problemi ambientali e sociali". Quest'anno sono state sottoposte al concorso oltre 3.000 immagini, le migliori sono esposte fino al 3 maggio alla Royal Geographic Society di Londra. L'immagine vincitrice fa parte di un reportage scattato in medio formato dal giovane fotografo romano che da due anni sta lavorando in Mongolia su questo progetto.

Consolato-Cna: a Prato le opportunità per le imprese italiane in Mongolia
17 aprile 2013

«L'Oriente che non ti aspetti: la Mongolia, nuove opportunità per le imprese» è il titolo dell'iniziativa di venerdì 19 aprile a Prato, proposta dal Consolato onorario della Mongolia in Toscana Piero Bardazzi (foto)  in collaborazione con l'associazione artigiana Cna   «Abbiamo condiviso con Cna l'organizzazione di questo momento di approfondimento e condivisione delle occasioni che oggi offre la Mongolia - ha dichiarato Bardazzi - per partire con la programmazione di una serie di attività a sostegno delle imprese italiane. Stiamo già programmando una pre-missione ad Ulaanbaatar, da realizzarsi entro l'estate, dedicata ai settori delle infrastrutture, costruzioni, tessile-abbigliamento, dell'alimentare e dell'artigianato artistico». Michele De Gasperis, presidente della Camera di Commercio Italo-Mongola aggiunge: «A differenza di altre economie asiatiche, le imprese del sistema mongolo sono per dimensioni, cultura e rapporto tra domanda e offerta assolutamente compatibili e complementari con le aziende italiane. Il know-how italiano si coniuga perfettamente con le richieste e le dimensioni di questo mercato in fortissima crescita e la Mongolia oggi rappresenta per l'Italia una piattaforma logistica e strategica di prim'ordine verso il mercato russo e i mercati asiatici». I tassi di crescita della Mongolia - secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico - registrano un costante aumento del PIL: +6,4% nel 2010, +17,3% nel 2011, +12% nel 2012, previsioni di un +15,5% nel 2013 e di un +13,1% per il 2014. L'Italia è il 14° fornitore (guadagna 3 posizioni nel 2012 rispetto al 2011) della Mongolia e il 5° cliente mondiale.

La Mongolia al Festival dell'Oriente a Milano dal 25 al 28 aprile
15 aprile 2013

Ci sarà anche la Mongolia al 4° Festival dell'Oriente in programma dal 25 al 28 aprile a Milano Novegro Fiere. Alla presenza della Console onoraria Gantuya Tsevegdorj, sarà allestito uno spazio dedicato alla cultura e alle tradizioni della Mongolia organizzato da Nomad Adventure in collaborazione con l'associazione Soyombo. Si potrà visitare un'autentica gher, ammirare pitture dell'arte Mongol Zurag, una mostra fotografica di Cristiano Lissoni e altri oggetti, strumenti, abiti e dipinti di temi religiosi, calligrafia, oltre a maschere e costumi Tsam (foto). Orario del festival dalle 10 alle 23, ingresso 10 euro, parcheggio 2,50 euro al giorno. Vai al sito ufficiale

Allarme nucleare dalla Corea del Nord il ruolo fondamentale della Mongolia
15 aprile 2013

Come anticipato da mongolia.it la minaccia nucleare della Corea del Nord, che sta allarmando l'intero pianeta, potrebbe passare dalla diplomazia mongola, come scrive in un interessante articolo lettera43.it. Per leggere l'intero articolo clicca qui. oppure vai alla nostra sezione Articoli. Si legge: "Negli Anni 40 del secolo scorso, tra le macerie della Seconda Guerra mondiale, la Mongolia fu il secondo Paese a riconoscere la Repubblica democratica popolare della Corea, preceduta soltanto dall'Unione sovietica. È in forza di questo rapporto speciale - «una relazione unica», come ha affermato nel 2011 il presidente mongolo Tsakhia Elbegdorj (nella foto) - che ora proprio la Mongolia potrebbe diventare il mediatore nel dossier più caldo del pianeta: Pyongyang contro il resto del globo. La rete dei rapporti tra i due Paesi si è costruita nel corso del tempo, grazie a parecchie accortezze diplomatiche. Alla morte dell’ex dittatore nordcoreano Kim Jong-il, nel dicembre 2011, i leader della Repubblica centro-asiatica furono tra i primi a inviare le loro condoglianze alla famiglia del Caro leader, inserendo la morte del dittatore nordcoreano tra i dieci eventi più importanti dell'anno. Grande risalto ebbe anche, sulla stampa mongola, la visita del novembre 2012 di Choe Tae-bok, presidente dell'Assemblea suprema del popolo, il Parlamento fantoccio nato sotto la dinastia dei Kim. Per il governo di Ulaan Baatar, fiorente capitale mongola, tentare di disinnescare la bomba nordcoreana potrebbe essere un'occasione importante. Il regime di Pyongyang è infatti entrato in rotta di collisione non solo con gli Usa, il Giappone e la Corea del Sud. Bensì, almeno a parole, anche con i fratelli cinesi e il líder maximo cubano. Con la Corea del Nord, invece, il vecchio satellite sovietico ha stretto legami di lunga data, nonostante un raffreddarsi dei rapporti negli anni che seguirono la fine dell'Urss. E ancora adesso, con i missili puntati verso Est e i patriot schierati nel centro di Tokyo, la Mongolia preferisce restare neutra e non emettere condanne. I rappresentanti mongoli sono già stati ospiti dei colloqui a sei sul nucleare, nel tentativo di far sedere allo stesso tavolo le due Coree, la Cina, il Giappone, la Russia e gli Stati Uniti per trovare una soluzione pacifica alla voglia di atomo di Pyongyang. E a novembre del 2012 la Mongolia ospitò un giro di colloqui tra i rappresentanti di Tokyo e di Pyongyang, per cercare una soluzione alla vicenda dei giapponesi sequestrati dai nordcoreani, che il neopremier Shinzo Abe vuole assolutamente risolvere prima della conclusione del suo mandato. «Ora possiamo dare il nostro contributo», ha specificato il primo ministro mongolo Norov Altankhuyag, esponente di centro destra al governo dallo scorso giugno. Prima di lui a proporsi come mediatore era stato il ministro degli Esteri, Luvsanvadn Bold, spiegando la sua intenzione di tentare un'apertura con il regime dei Kim. Necessaria perché persino il governo cinese e i fratelli Castro, gli unici altri comunisti rimasti al mondo, hanno preso le distanze da Pyongyang".

Minacce nucleari: Mongolia in primo piano nei rapporti diplomatici con la Corea del Nord
6 aprile 2013

Anche la Mongolia è interessata (e preoccupata) in prima persona alle minacce nucleari della Corea del Nord. A Pyongyang infatti operano solo 24 ambasciate, tra cui quella mongola (l'Italia ha solo un ufficio di cooperazione). Oltre all'ambasciata mongola, la Corea del Nord ospita, tra le altre, quelle di Brasile, Bulgaria, Cina, Cuba, Repubblica Ceca, Germania, India, Polonia, Romania, Russia, Svezia, Regno Unito. I rapporti tra Nord Corea e Mongolia sono sempre stati di cordialità e collaborazione, con molti incontri istituzionali anche recenti ma le cose potrebbero cambiare dopo l'invito di Pyongyang di evacuare le ambasciate. Anche per questo il governo di Ulaanbaatar potrebbe diventare un punto di riferimento concreto per individuare una soluzione diplomatica internazionale. Già nel 2009 la Russia aveva chiesto alla Mongolia di intervenire come mediatore per fronteggiare l'escalation dell'armamento nucleare nordcoreano. Ecco il testo della news apparsa sul nostro sito mongoli.it il 26 luglio 2007: La Mongolia apre anche alla Corea del Nord, dimostrando una crescita diplomatica ed economica senza precedenti e una strategia internazionale tutta da affinare. Le autorità mongole stanno infatti avvicinando con uguale disinvoltura nemici storici tra loro, come Cina, Russia, Stati Uniti, Corea del Sud e ora Corea del Nord, con cui Ulaanbaatar ha siglato un pacchetto di accordi economici. Era da vent'anni che un rappresentante del governo nordcoreano non faceva visita alla Mongolia (nella foto, la sfilata in pompa magna del presidente mongolo Enkhbayar, a destra, con il numero due della Corea del Nord Kin Yong-nam). I due Paesi hanno anche firmato importanti accordi in campo sanitario, auspicando una maggiore collaborazione nei settori della scienza e della cultura, ma il motivo principale sembra concentrarsi sullo sfruttamento delle miniere mongole, appetite anche dalle altre nazioni che non hanno certo visto di buon occhio questo ideale abbraccio con la Corea del Nord.

Incontro su Gengis Khan lo stratega nell'analisi di Giancarlo Ventura
5 aprile 2013

"Gengis Khan lo stratega" è il tema dell'incontro organizzato dall'associazione Soyombo per lunedì 8 aprile alle 21 presso la sede di via Sanremo 22 a Milano. Relatore sarà il segretario Giancarlo Ventura che traccerà "spunti per una nuova valutazione storica del genio militare del grande imperatore mongolo"

La scuola di Orbit è una realtà grazie alle Figlie di Maria Ausiliatrice
4 aprile 2013

Il progetto della scuola di Orbit è ormai realtà. Le Figlie di Maria Ausiliatrice, missionarie in Mongolia, e in particolare suor Adriana, sono riuscite a realizzare un sogno, a dare un contributo importante e concreto alla vita sociale di Ulaanbaatar per una struttura a cui anche mongolia.it ha avuto l'onore di collaborare. Alberto Colombo con la figlia Chiara hanno recentemente effettuato una ricognizione per verificare lo stato dell'arte. Ecco la lettera che Alberto ha inviato a suor Adriana: "Cara Suor Adriana, (...) la domenica pomeriggio siamo andati con Suor Maria Domenica e Suor Generosa a vedere la scuola di Orbit e poi ci siamo fermati a cena presso le consorelle dove abbiamo incontrato anche Suor Elisabetta, Suor Beatrix, Suor Naria Domenica Chang  e anche Suor Agnese (di base a Darkhan) tutte con noi nella foto di gruppo. Scuola di Orbit : l’edificio e gli arredi visti sone belli e quindi complimenti per il lavoro fatto. Il programma è di avviare due classi della prima elementare e due classi dell’anno di scuola materna per bambini di 5 anni. Scuola materna che si è aggiunta dietro suggerimento delle autorità mongole e che potrebbe creare qualche problema di coesistenza tra qualche anno , visto che deve essere separata con ingresso distinto (cosa per ora risolta). Suor Maria Domenica mi ha detto che manca un ultimo permesso ma che comunque è loro intenzione aprire la scuola il 2 settembre. Sono alla ricerca di buone maestre e delle iscrizioni degli alunni. E’ anche previsto l’acquisto di un pulmino per l’accompagnamento dei bambini. (...) A medio/lungo termine sulla stessa area potrebbero sorgere la scuola media e quella superiore (3+3 ani) così da completare con i 6 anni delle elementari il ciclo obbligatorio di 12 anni. Casa delle FMA: aspettano fiduciose il permesso per la costruzione della casa a Orbit a 200 metri dalla scuola  potrebbe arrivare nelle prossime settimane . Credo che l’articolo sulla scuola di Orbit uscirà sul numero di aprile del Messaggero di Sant’Antonio. Chiesa cattolica: se non sbaglio ci sono 4 parrocchie a Ulaanbaatar, 1 a Darkhan dei Salesiani  e 1 a Arvaikheer dei Missionari della Consolata. Questi ultimi hanno anche acquistato un terreno nella periferia di UB con un progetto da avviare nei prossimi anni. La notizia che più mi ha fatto piacere è che ci sono due studenti mongoli in un seminario coreano e mi auguro che ci  sia presto il primo sacerdote mongolo: a mio avviso è il solo modo di sviluppo futuro in questo paese. Molti cari saluti". Alberto Colombo

Nuova ipotesi sulla sepoltura di Gengis Khan secondo Oskolkov sarebbe in Kazakistan
24 marzo 2013

C'è (purtroppo) una nuova pista sulla misteriosa sepoltura di Gengis Khan. L'ha rivelata Vladimir Oskolkov, scienziato kazako che ha messo in rete la sua ipotesi definita "sensazionale". La nostra speranza resta sempre che nessuno ritrovi il luogo misterioso dove riposa il grande condottiero, come espressamente richiesto dallo stesso Gengis Khan prima della sua morte.  Come rivela il sito La Voce della Russia "Oskolkov parte dalla leggenda, secondo la quale, per nascondere la tomba di Genghis Khan, è stata fatta calpestare da migliaia di cavalli, mentre i cavalieri poi sono stati uccisi. La sepoltura è stata effettuata in un luogo deserto, dove sono totalmente assenti le impronte del soggiorno dell’uomo. Secondo il parere dello scienziato, questo luogo è del tutto compatibile con la fossa Ridder nell’Altai Montuoso nel Kazakistan Orientale. Oskolkov sottolinea che nel corso delle ricerche condotte all’interno della fossa sono state rilevate le tracce della presenza dell’uomo risalenti soltanto all’Età della pietra. Gli esseri umani non s’insediavano laggiù nelle epoche successive. Il ricercatore del Kazakistan afferma che il fondatore dell’Impero mongolo una volta ha menzionato l’Altai come un probabile luogo per la sua sepoltura. Studiosi orientalisti russi hanno accolto in modo più che freddo questa ipotesi. Vladimir Gaivoronskij, dottore in scienze storiche, uno degli studiosi leader su Mongolia, ritiene che il collega del Kazakistan in tal modo stia cercando di ottenere la fama. Nessuno finora ha fatto alcuna scoperta. Ci sono soltanto versioni e ipotesi. In Mongolia si ritiene che la tomba dell’antenato si trovi in qualche zona montuosa a Nord di Ulan-Bator, sul monte di Burnakh-Khaldun. Studiosi cinesi sono convinti che la tomba di Genghis Khan debba trovarsi sul territorio della Cina, nei pressi del confine mongolo-cinese ai piedi dei monti di Altai dove è morto durante la campagna militare contro lo stato di Xi Xia. Storici russi invece ritengono che la tomba di Genghis Khan vada cercata in Tuva, poiché la patria storica del condottiero si trova sul territorio popolato dagli antichi abitanti di Tuva. La maggioranza dei mongoli, seguendo le tradizioni, è favorevole a non disturbare le spoglie del grande antenato. La letteratura storica, non a caso, non riporta alcuna indicazione precisa del luogo della sepoltura di Genghis Khan, e non a caso. Il nome di Genghis Khan è considerato sacro, ed è stato posto un gran divieto sulle ricerche del luogo della sua sepoltura".

Prima visita ufficiale in Mongolia del presidente della Commissione Europea
23 marzo 2013

Il Presidente della Commissione Europea, il portoghese Manuel Barroso, è in visita in Mongolia per un incontro con il Presidente della Repubblica Tsakhiagiin Elbegdorj and con il Primo Ministro Norov Altankhuyag. E' la prima volta che un presidente Cee si reca ufficialmente a Ulaanbaatar. Per l'occasione saranno siglati alcuni accordi di cooperazione, non soltanto economica ma anche politica e sociale per un contatto sempre più stretto fra Mongolia e Europa. Nella foto, il presidente Barroso.

Spedita la Lancia Fulvia Coupé che parteciperà alla Pechino-Parigi
22 marzo 2013

E' stata spedita in Cina la Lancia Fulvia Coupè 1.3 del 1971 che parteciperà alla quinta edizione della Pechino-Parigi attraverso la Mongolia (dal 28 maggio al 29 giugno), rievocazione dello storico raid. L'auto sarà pilotata dai torinesi Gianmaria Aghem e Piergiovanni Fiorio-Trono, unici italiani in lizza e specialisti delle gare per veicoli storici. Porterà le insegne dell'ASI Automotoclub Storico Italiano e del Veteran Car Club di Torino e dell'ACI di Torino. I partecipanti copriranno 12.250 km partendo da Pechino e attraversando Cina, Mongolia, Russia, Ucraina, Slovacchia, Austria, Svizzera e Francia con arrivo sugli Champs Elysees. A questa edizione della Pechino-Parigi sono iscritte circa 100 vetture costruite tra il 1913 al 1975 con cilindrate che vanno dai 14,5 litri dei 6 cilindri della Lafrance Tourer del 1917 al piccolo quattro cilindri 1,3 della Fulvia.

Sboccia la gelida primavera mongola mentre si fa il bilancio dell'inverno
21 marzo 2013

La primavera è cominciata anche in Mongolia, ma le temperature non accennano a salire: a Ulaanbaatar si resta su una media di meno 15°, ma la capitale non è la zona più fredda del Paese. Il record spetta a Erdenetsagaan, nella regione orientale con picchi di meno 22°. Il tempo però resta buono, con sole ovunque com'è nella tradizione meteorologica della Mongolia, salvo gli improvvisi e passeggeri acquazzoni estivi, quando però il termomentro raggiunge anche i 30°. Le steppe saranno presto ricoperte di fiori e nuova vegetazione. Le autorità cominciano ora a raccogliere i drammatici dati relativi all'inverno che, come ogni anno, uccide milioni di animali a causa del fenomeno del permafrost (zud in mongolo) che congela il terreno togliendo la possibilità alle mandrie di accedere al foraggio per mesi. Nella foto, un arcobaleno completo sulle steppe mongole (foto Federico Pistone)

Dal calcio alla Mongolia, il sogno di un allenatore
11 marzo 2013

Dal calcio alla Mongolia, dal Corriere della Sera al Foglio. Sul quotidiano di Giuliano Ferrara viene riproposto un articolo-inchiesta di Federico Pistone uscito sul Corriere del 6 marzo, dal titolo "Quei grandi calciatori che muoiono poveri. O drogati. O alcolizzati". Un tema serio e delicato, stemperato dalla descrizione dell'autore, nello spazio "Firme" curato da Giorgio Dell'Arti: "Pistone Federico, giornalista, scrive per il Corriere della Sera, soprattutto di Mongolia e di Sport. Nel 2012 ha ottenuto il patentino di allenatore di calcio. Il suo sogno, allenare la Mongolia". Nella foto, Federico Pistone insieme all'attuale c.t. della nazionale della Mongolia Otgonbayar.

8 marzo: per il Corriere della Sera Mongolia simbolo dei diritti della donna
8 marzo 2013

La Mongolia? Un Paese simbolo per le parità di opportunità e ruoli sul lavoro tra donne e uomini. Lo scrive oggi il Corriere della Sera in una doppia pagina dedicata alla Festa della donna con quattro focus dedicati alle realtà all'avanguardia: Francia, Norvegia, Mongolia e Germania. Ecco quanto scrive il corrispondente in Asia del Corriere della Sera Marco Del Corona: "Tra le molte virtù della Mongolia, c’è che scantona dalle ovvietà. Stretta fra Russia e Cina, guarda all’Europa, per spezzare un assedio che vive con disagio. Si è desovietizzata in modo incruento (a parte qualche fiammata, ma nulla rispetto all’Asia centrale o ai Balcani) e ora è una democrazia, per quanto con i suoi problemi di trasparenza. Il World Economic Forum le riconosce un primato: il primo Paese al mondo per parità di partecipazione e opportunità economiche. Ci sono anche un 6° posto per le cariche pubbliche e un 7° per l’alfabetizzazione, benché la capacità delle donne di incidere sui processi decisionali non sia necessariamente elevata. Popolazione esigua, 3 milioni, e dunque la necessità di valorizzare al massimo i talenti. E si tratta di una società tradizionalmente nomade, inurbata in corsa, dove le spaventose ricchezze del sottosuolo (carbone, rame, giusto per cominciare un elenco infinito) aprono un cuneo tra i più ricchi, capaci di stravaganze da oligarchi moscoviti o maggiorenti cinesi, e i più poveri. Ma il ruolo delle donne nei clan familiari resta fondamentale, la solidità e l’ingegnosa determinazione delle mongole sono risorse non solo per l’economia locale ma anche per le imprese straniere che battono avide Ulaanbaatar. Negli anni Novanta s’impose all’estero la generosa ferocia con la quale Erenjav Shurentsetseg, moglie di un ex premier, raccoglieva fondi per strappare alla fame i ragazzini nascosti nel sottosuolo della capitale. E basta trascorrere una mattinata in teatro con Bold Sergelen, volitiva direttrice dell’Opera nazionale, per accorgersi che qualche volta le statistiche hanno un’anima".

 

Dal silenzio profondo del Gobi la testimonianza di Padre Giorgio
5 marzo 2013

Una bella sorpresa vedere in televisione il nostro amico Padre Giorgio Marengo, missionario della Consolata ad Arvaikheer. Nel collegamento via skype su